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18 Dec 14:32

High-resolution adaptive optical imaging within thick scattering media using closed-loop accumulation of single scattering

by Sungsam Kang

High-resolution adaptive optical imaging within thick scattering media using closed-loop accumulation of single scattering

High-resolution adaptive optical imaging within thick scattering media using closed-loop accumulation of single scattering, Published online: 18 December 2017; doi:10.1038/s41467-017-02117-8

Optical imaging deep in biological tissue is difficult due to multiple scattering and specimen induced aberrations of both the incident and reflected light. Here, Kang et al. develop an adaptive closed-loop algorithm to correct tissue aberrations in the presence of multiple scattering for deep tissue imaging.
15 Dec 17:06

Febbre da Bitcoin: siti sfruttano i computer dei visitatori per generare denaro digitale

by Paolo Attivissimo
Credit: AdGuard.
Se visitate un sito e vi accorgete che la ventola del vostro computer inizia a girare follemente e il computer si scalda parecchio, non è detto che sia colpa del sito progettato maldestramente: potrebbe essere assolutamente intenzionale. Alcuni siti, anche molto famosi, hanno infatti cominciato a sfruttare i computer dei visitatori per generare criptovalute come i Bitcoin.

Le criptovalute, infatti, si basano sul mining, ossia sulla generazione di unità di valuta tramite la risoluzione di complesse equazioni; chi le risolve si tiene le unità di valuta corrispondenti. Il problema è che questi calcoli consumano molta energia e quindi hanno un costo elevato, che i disonesti tentano di far pagare a qualcun altro. Così qualcuno ha pensato di far fare i calcoli ai computer dei visitatori dei siti Web.

Il vertiginoso aumento del tasso di cambio dei bitcoin rispetto alle valute tradizionali ha creato una febbre intorno a questa criptovaluta e ha incoraggiato questa nuova forma di abuso informatico, prontamente battezzato cryptojacking o stealth mining. In pratica, le pagine di un sito contengono del codice che viene eseguito dai computer dei visitatori ed effettua le complesse operazioni matematiche necessarie per generare la criptovaluta a favore del titolare del sito. In pratica, questi siti si arricchiscono facendo lavorare i computer dei loro frequentatori.

Lo ha fatto, per esempio, il popolare sito di download The Pirate Bay, che a settembre ha aggiunto sperimentalmente alle proprie pagine uno script che usava la potenza di calcolo dei dispositivi dei visitatori per generare la criptovaluta Monero e intascarsela. L’intento era trovare un modo per pagare le spese di gestione del sito senza ricorrere alla pubblicità.

Il sistema usato da The Pirate Bay si chiama Coinhive e dopo questo uso sperimentale è iniziato l’abuso: invece di avvisare gli utenti della situazione, come sarebbe corretto fare, un numero crescente di siti molto popolari ha inserito il codice di Coinhive nelle proprie pagine di nascosto. Lo hanno fatto per esempio alcuni siti di streaming video, come Openload, Streamango, Rapidvideo e OnlineVideoConverter, e una filiale di Starbucks è stata colta a usare Coinhive per sfruttare i computer dei clienti che si collegavano al suo Wi-Fi.

I siti di streaming in questione hanno totalizzato quasi un miliardo di visitatori in un mese, per cui si stima che abbiano incassato circa 326.000 dollari in Monero.

In teoria il sistema Coinhive dovrebbe smettere di sfruttare i computer dei visitatori quando lasciano il sito, ma ovviamente c’è chi ha pensato bene di abusare di questo sistema usando un JavaScript che crea nel browser dell’utente una piccola finestra nascosta, nella quale lo sfruttamento continua anche dopo che l’utente crede di aver lasciato il sito.

Starbucks è intervenuta bloccando l’abuso, ma resta il problema degli altri siti, circa 2500 secondo una stima, che continuano lo sfruttamento dei visitatori. Ci sono anche app che sfruttano i dispositivi degli utenti per generare criptovalute che finiscono nelle tasche dei creatori delle app stesse: alcune di queste app sono state offerte in Google Play e scaricate in tutto circa 15 milioni di volte prima di essere scoperte.

Difendersi da questi abusi non è facile, ma si possono usare alcuni adblocker o plug-in per Google Chrome, per esempio seguendo queste istruzioni.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
15 Dec 11:07

How tall can gelatin towers be? An introduction to elasticity and buckling

by Nicolas Taberlet
American Journal of Physics, Volume 85, Issue 12, Page 908-914, December 2017.
15 Dec 11:07

Welcome to the Back of the Envelope

by Sanjoy Mahajan
American Journal of Physics, Volume 85, Issue 12, Page 959-961, December 2017.
13 Dec 15:10

Data Communications via Wet String, or via Hungry Snail

by Marc Abrahams

A wet string works, for sending information from one computer to another, says a new experiment. This adds to the list of low-tech ways to move data, the most lively method involving a hungry snail.

The string experiment is reported on the RevK’s Rants web site, with the headline “It’s official, ADSL works over wet string“:


Broadband services are a wonderful innovation of our time, using multiple frequency bands (hence the name) to carry signals over wires (usually copper, sometimes aluminium). One of the key aspects of the technology is its ability to adapt to the length and characteristics of the line on which it is deployed.

We have seen faults on broadband circuits that manifest as the system adapting to much lower speeds, this is a key factor as a service can work, but unusually slowly, over very bad lines.

It has always been said that ADSL will work over a bit of wet string. Well one of our techies (www.aa.net.uk) took it upon himself to try it today at the office, and well done. He got some proper string, and made it wet….

The snail breakthrough was reported here, in the Annals of Improbable Research, in 2005 (volume 11, no. 4), with the headline “Sluggish Data Transport Is Faster Than ADSL“:

We describe an experiment in which a Giant African Snail, acting as a data transfer agent, exceeded all known “last mile” communications technologies in terms of bit-per-second performance, adding to the many paradoxes of broadband communications.1 We discuss the unique motivational and guidance systems necessary to facilitate snail-based data transport, and observe with satisfaction that in a society that worships the fittest, fastest, and furtherest, the meek and the slow can….

(Thanks to Dominic Dunlop for bringing the wet string experiment to our attention.)

12 Dec 13:35

12/11/17 PHD comic: 'Nuclear War Explained'

Piled Higher & Deeper by Jorge Cham
www.phdcomics.com
Click on the title below to read the comic
title: "Nuclear War Explained" - originally published 12/11/2017

For the latest news in PHD Comics, CLICK HERE!

11 Dec 15:59

Random lasing in uniform perovskite thin films

by Amma Safdar
Amma Safdar, Yue Wang, Thomas F. Krauss
Following the very promising results obtained by the solar cell community, metal halide perovskite materials are increasingly attracting the attention of other optoelectronics researchers, especially for light emission applications. Lasing with both engineered and self-assembled resonator ... [Opt. Express 26, A75-A84 (2018)]
07 Dec 10:04

Che male vuoi che faccia? Complotti e salute.

by Salvo Di Grazia
Ormai è un argomento attuale, le chiamano "fake news", "post verità" o più semplicemente "bufale".
Sono le false notizie, diffuse spesso dai social network ma non solo (ultimamente anche carta stampata e televisioni non hanno evitato brutte figure) e che possono riguardare anche il tema della salute.

Per anni (decenni) questo problema è stato sottovalutato. Quando scrivevo dei guaritori che convincevano i malati ad abbandonare la medicina per affidarsi a false cure, in tanti mi dicevano "ma lascia stare, tanto non li convinci" oppure "che male vuoi che faccia, se uno è destinato a morire, almeno muore convinto di aver provato". Questa opinione, ad alto contenuto di cinismo, non era così rara e tra quelli che la pensavano così c'erano pure miei colleghi medici: "chi te lo fa fare, lasciali stare".
Poi i vaccini: causa di tutti i mali, dall'autismo al diabete, per anni le bufale hanno attraversato la società indisturbate, senza che nessuna istituzione si prendesse la briga di fare qualcosa. Quando scrivevo di bufale sui vaccini, anche qui, in tanti mi dicevano "è inutile, tanto sono pochi quelli che non si vaccinano, ci saranno sempre".
Poi sono iniziati i morti, persone con malattie gravi morte dopo essersi curate con sciocchezze, ciarlatanerie, sono morti anche dei bambini e delle persone fragili per malattie infettive prevenibili con la vaccinazione e qualcosa si è  mosso.
Qualche istituzione (vedi alcuni ordini dei medici) ha iniziato (finalmente...) a prendere provvedimenti contro quei medici ciarlatani che diffondevano false notizie per fare qualche soldo e persino alcune testate giornalistiche si sono affrettate ad occuparsi del problema.
Troppo tardi? Chi lo sa.

Ora però si pone un altro problema. Anni di cultura del sospetto, anni nei quali ci sono state persone cresciute con una mentalità debole, complottista, paurosa, acritica, sospettosa del prossimo e delle istituzioni, hanno creato gruppi di persone assolutamente incapaci di distinguere la realtà dalla menzogna, la vera notizia dalla falsa, la scienza dalla ciarlataneria e queste persone, ormai non più ragazzini, iniziano ad occupare i banchi del governo, gli uffici, iniziano ad essere professionisti: avvocati, magistrati, medici, ingegneri. Le false notizie sono divulgate da giornali, televisioni, siti istituzionali. Ci sono comuni italiani che danno il patrocinio a convegni di ciarlatani dicendo di voler fare "corretta informazione", ci sono associazioni di consumatori che diffondono il film di Andrew Wakefield in nome di una inopportuna "informazione", come se per informare sulla pedofilia facessimo vedere l'archivio foto di un pedofilo, perché è giusto capire il suo punto di vista.

Abbiamo cresciuto una generazione di paranoici dentro una popolazione ignorante.

Sì, il complottismo ha fatto male.

Negli anni passati un governo (quello sudafricano) ha creduto alle parole di un pazzo complottista che sosteneva la non esistenza del virus dell'HIV (quello che causa l'AIDS). Questi pazzi ci sono anche da noi e ricevono persino l'aiuto di istituzioni e strutture pubbliche, tanto per non farci mancare nulla ma in certi paesi l'AIDS è più di una piaga e non ha certo bisogno di guaritori o malati di mente. Se nessuno li ferma però, anzi, se pure le istituzioni li aiutano, i danni che possono fare sono immensi. In Sudafrica, ad esempio, nel 2000, ci fu un presidente della repubblica (Thabo Mbeki) che negava (chissà in base a quali letture disinformanti) il nesso tra virus dell'HIV e AIDS (per lui il virus non esisteva e quindi la malattia era semplicemente il risultato di una vita dissoluta). Tra le sue simpatie alcuni medici "dissidenti" (altri complottisti, anch'essi negavano senza averne prova, il nesso tra AIDS e HIV) che decise di riunire in una sorta di commissione di studi.

Per questi medici, fortemente sostenuti da quel governo, diffondere l'idea tra la popolazione che non bisognasse più assumere i farmaci che servivano per mantenere stabile la malattia fu un gioco da ragazzi.

Non contento, il presidente nominò quale ministro della salute un suo amico anch'egli fortemente ignorante e complottista che in breve cominciò ad eliminare dagli ospedali i farmaci antiretrovirali (quelli che servivano per la malattia) sostituendoli con integratori, erbe, succo di limone e aglio.
In quegli anni praticamente tutta la popolazione, fu convinta (con le buone o le cattive, visto che i medici che invece mettevano in guardia da quanto stava succedendo erano accusati, licenziati ed anche processati con varie scuse) che fosse realtà il fatto che l'AIDS si curasse con le erbe e che il virus dell'HIV fosse un'invenzione dei poteri forti.

Ovviamente i malati iniziarono a morire. Se prima sopravvivevano per molti anni e le loro condizioni di salute fossero eccellenti, le "cure" naturali del presidente Mbeki iniziarono ad avere i loro pessimi risultati. Più di 300.000 persone morirono in pochi anni, quando precedentemente si riusciva a contenere i decessi. Furono anni di sofferenza. La comunità mondiale cercò inutilmente di convincere il presidente sudafricano a cambiare idea ma lui fu fermissimo, testardamente determinato.
Fu il suo successore che, il primo giorno di presidenza, annunciò di voler abbandonare le idee di Mbeki ed iniziare un nuovo corso, affidando ad un gruppo di scienziati le decisioni sulla salute e puntando sull'aggiornamento dei medici, riuscì in pochi anni a riportare i numeri nella normalità.

Ecco il male che fanno le bufale. Non sono solo scocciature, non sono notizie per arrabbiarsi, quelle sulla salute sono morti, dolore, sofferenze. La cosa che sorprende è che in Italia abbiamo le leggi per fermare ciarlatani, guaritori e diffusori di terrore medico, solo che ancora non abbiamo capito che si dovrebbero applicare perché questa è gente pericolosa, non solo per il singolo ma anche per la collettività.
Se anche noi in Italia avessimo un giorno un governo complottista, dei governanti che si lasciano guidare dall'ignoranza, rischiamo di trovarci i cartomanti in ospedale, l'omeopatia dalla guardia medica. Rischiamo la vita. Non a caso le più diffuse false cure in Italia (per esempio il siero Bonifacio, il cocktail Di Bella, il metodo Stamina) hanno trovato terreno fertile quando i media o singole persone hanno sparso sfiducia o sospetto sulle istituzioni, altrimenti sarebbe bastata una parola di una istituzione medica per porre fine alle illusioni di chi voleva lucrare sulla salute delle persone.

Una cosa simile è successa più recentemente in Venezuela. Il paese in crisi ed un governo probabilmente incapace di fronteggiarla, hanno comportato tagli alle spese pubbliche severissimi. Tra le cose che sono saltate, tante sono di salute pubblica. Dal livello dei ricoveri ospedalieri al costo delle medicine e delle visite, per arrivare ai vaccini. Alcune vaccinazioni sono state modificate o addirittura sospese, tra queste quella per la difterite. Forte del fatto che da anni (da più di venti) non si verificavano casi di difterite, il ministero della salute venezuelano ha eliminato la vaccinazione gratuita, chi vuole farla la paga (ed in un momento di crisi la fanno in pochi, si compra il pane, poi si pensa alla salute). Qualche associazione benefica ha provato a coprire il vuoto sociale lasciato da questa decisione ma ovviamente non si è raggiunta la copertura vaccinale adeguata (bambini più piccoli di un anno vaccinati nel 68% della popolazione da gennaio a settembre 2017, una percentuale molto bassa). Altrettanto ovviamente sono iniziati a comparire i primi casi di difterite (dopo decenni, come detto) con decine di bambini morti. Un dramma assurdo.
Il governo, invece di riconoscere le colpe ed affrontare l'emergenza, si è chiuso a riccio, ha chiamato alcuni medici "dissidenti" (quelli che da noi chiameremmo "antivaccinisti") per tranquillizzare la popolazione e consigliare intrugli di piante e rimedi popolari ma la difterite ha continuato a fare vittime.


A quel punto il governo ha dovuto fronteggiare le proteste e le richieste di chiarimento e cosa ha fatto? La scelta più facile ma la peggiore.
Ha usato le teorie di complotto.

La difterite sarebbe una malattia diffusa dalla CIA (agenzia di spionaggio statunitense), non c'è nessun allarme e persino i morti sarebbero un dato falso diffuso dai medici in combutta con i governi nemici.
Anche chi vuole farsi vaccinare non ci riesce, mancano le dosi e nonostante le proteste il governo ha anche rifiutato aiuti esterni e di nazioni amiche. Una situazione da incubo.

Oggi siamo a 511 casi di malattia (avete capito bene, 511 casi di difterite!) e non si vede nessuna buona notizia all'orizzonte.
La difterite, malattia grave e che provoca molte sofferenze e morte, sta colpendo così molte regioni sudamericane. Direi che in un'epoca di spostamenti facili questa non è una bella notizia neanche per le nazioni più lontane. In linea di massima non c'è un alto rischio che questa malattia arrivi da noi ma particolare attenzione deve farla chi viaggia e chi intende recarsi in quelle nazioni.

Queste cose non devono far riflettere solo chi si preoccupa della salute pubblica ma anche le istituzioni. Non possiamo permettere che ciarlatani, imbroglioni e furbetti diffondano false notizie sulla salute, dovremmo riuscire a non vedere più comuni o istituzioni che incoraggiano o addirittura danno patrocini a convegni ed incontri di antivaccinisti o guaritori, spesso in nome di una assurda e ridicola "parità di opinioni" e chi sparge notizie allarmanti senza attendibilità dovrebbe rispondere delle proprie azioni. Dovremmo finirla di chiudere un occhio sui ciarlatani perché, se non subito, un giorno verrà presentato il conto ed uno di quei ciarlatani potrebbe sedere nei banchi di chi decide o qualcuno potrebbe fargli decidere del nostro futuro.
Le false notizie, gli imbrogli sulla salute, non sono "sciocchezze", non vanno trattate con sufficienza, sono pericolose.
Io lo dico da dieci anni, il mio dovere l'ho fatto.

Alla prossima.
06 Dec 17:27

Sparse blind deconvolution for imaging through layered media

by Daniel L. Marks
Daniel L. Marks, Okan Yurduseven, David R. Smith
When imaging through layered media such as walls, the contents and thickness of the wall layers are generally not known a priori. Furthermore, compensating for their effects can be computationally intensive, as this generally requires modelling the transmission and reflection of complex fields ... [Optica 4, 1514-1521 (2017)]
05 Dec 15:20

Un anno di Pizzagate

by Pietro Minto

E dgar Maddison Welch aveva passato molto tempo online. Su Reddit, 4chan e Twitter aveva raccolto informazioni, delineando i contorni di uno scandalo terrificante, fatto di politici potenti e bambini schiavizzati a fini sessuali. Deciso a fare luce sull’orrore, il 4 dicembre 2016, il ventottenne prese il suo fucile e si recò a Washington, in una pizzeria chiamata Comet Ping Pong. Lì avrebbe rivelato al mondo quel sordido giro pedofilo.

Succedeva un anno fa, nei giorni caldi dopo la vittoria di Donald Trump alle elezioni, mentre il Paese faceva i conti con quel voto e parte dei sostenitori del vincitore – la cosiddetta alt-right – si preparava a tornare all’attacco dei nemici. In cima alla lista degli obiettivi, due nomi su tutti: Hillary Clinton, ovviamente, e il presidente della sua campagna elettorale, John Podesta. Quest’ultimo nome era tra quelli che ossessionava Welch, l’uomo al centro dell’orrore che voleva indagare.

Dopo aver rovesciato qualche tavolo e terrorizzato i clienti del locale, il ragazzo si è arreso alle forze dell’ordine (è stato poi condannato a quattro anni di prigione). Il locale, avrebbe detto poco dopo l’arresto, “non contiene nessuna prova della presenza forzata di bambini e ragazzini all’interno del ristorante”. E qui veniamo al motivo per cui Welch era lì, l’incredibile bufala propagandistica passata alla storia come “Pizzagate”. A un anno di distanza da quel finto scandalo, l’eco della fake news deve ancora esaurirsi e, anzi, i suoi meccanismi sono entrati a far parte della prassi della destra americana – e non solo. L’idea che una banale pizzeria nascondesse un giro di schiavi sessuali minorenni gestito dai coniugi Clinton e i vertici del Partito Democratico statunitense era perfetta, la storia ideale per concludere una campagna elettorale dai toni estremisti e apocalittici.

Il primo seme
Per raccontare la storia del Pizzagate, dobbiamo tornare al marzo del 2016, quando l’account mail di Podesta fu colpito da un attacco hacker, probabilmente effettuato dal gruppo russo “Fancy Bear”. Qualche mese dopo le email sottratte sono state pubblicate da Wikileaks – il cui fondatore Julian Assange, come abbiamo scoperto negli ultimi mesi, era in contatto con il figlio di Donald Trump – rendendole consultabili a tutti: è a questo punto punto che su siti come 8chan e 4chan sono comparsi i primi “semi” di questa cospirazione. Come ha raccontato Rolling Stone, a far scaturire la fake news è stata la frequentazione – all’epoca già terminata – tra l’attivista democratico David Brock e il proprietario della pizzeria Comet Ping Pong, James Alefantis, di cui si parlava nelle mail. Un piccolo dettaglio personale più che sufficiente ad attirare l’attenzione del troll trumpiani.

La pizzeria, invece, non è stata scelta a caso. Alefantis è infatti un personaggio noto a Washington, un uomo gay che ha fatto della sua pizzeria “un rifugio per famiglie giovani così come persone eccentriche, queer, outsider e per la loro arte”, come ha spiegato Slate. Alefantis è anche vicino ai democratici e si era occupato della lotta al trolling, causa per cui aveva fondato il Super PAC “Correct the Record”. Un uomo gay di sinistra, vicino ai Clinton e nemico del trolling: il nemico perfetto per l’alt-right, che ben presto cominciò a percepire come sinistre e minacciose parole come “pizza”. Qualcuno di loro arrivò a un certo punto a considerarla una parola in codice pedopornografica.

Lo scandalo poteva cominciare.

La ricostruzione di Rolling Stone è riuscita a risalire al primissimo post Facebook a citare “lo scandalo”, proveniente dal profilo di tale Carmen Katz e datata 29 ottobre 2016:

[…] Le email CONTENGONO DETTAGLI dei viaggi di Weiner, Bill e Hillary nell’aereo privato del loro amico pedofilo e miliardario, il Lolita Express. […] Parliamo di un giro internazionale di schiavi sessuali e prostituzione. Yup, lo sanno tutti che Hillary preferisce le ragazzine […] Stiamo parlando di ragazzini schiavizzati e costretti alla prostituzione.

Prima di arrivare su Facebook e poi diventare un vero caso politico, però, Pizzagate è stato uno dei tanti rumor del web, seminato con cura in vari luoghi e forum, in attesa di un germoglio. Vediamoli.

Luglio 2016: su 4chan un “analista e stratega d’alto livello” risponde alle domande degli utenti. Ottobre 2016, poche ore prima del post di Kantz, su ThreeRANT – message board in cui i poliziotti discutono dei loro problemi – tale “Fatoldman” dichiara di sapere cose notevoli riguardo l’indagine dell’FBI sui Clinton. Lo stesso avviene su Twitter, pochi giorni dopo, con il profilo Eagle Wings, rivelatosi essere “un account fortemente automatizzato da parte di un network di bot”.

Passiamo così alla seconda fase della creazione del rumor: la diffusione a opera di una base paranoica e disposta a tutto, oltre che a un esercito di bot programmati per dare eco alle notizie prescelte. Un lavoro di propaganda che ha interessato alcuni di quegli account che avevano già appoggiato Trump e altri di quelli che si sospettano essere stati creati da Internet Research Agency, un’agenzia russa vicina al Cremlino e oggi al centro dello scandalo fake news.

“Weird vibes”
Dopo una campagna elettorale così lunga e violenta, tra i candidati meno apprezzati e più polarizzanti della storia, una bufala così rumorosa non ha fatto fatica a fare presa in parte della popolazione, nonostante la sua assurdità. Ed ecco come il rumor è arrivato allo stadio successivo delle fake news: l’alt-right, che ha cominciato presto a ripetere il ritornello dello scandalo. Per esempio, Jack Posobiec, in un video, si appoggia ad argomentazioni inesistenti, ma fa affidamento su alcune sensazioni forti, in grado di creare una potente reazione emotiva: “in quel luogo” racconta, “percepivo delle strane vibrazioni”. Nessuna prova del “pedo ring”, nessuna foto o video compromettente: solo “weird vibes”. In alcune clip vediamo Posobiec in linea con InfoWars, il programma radio-fonico di Alex Jones e il luogo in cui l’estremismo di destra si prepara a lanciarsi nel mainstream. Pizzagate divenne presto uno degli argomenti di punta dello show – tanto da costringere Alex Jones alle pubbliche scuse, dopo il plateale gesto di Welch.

Scuse poco sincere, com’è evidente da un altro spezzone del programma, in cui Jones giustifica le sue azioni sottolineando la presunta somiglianza tra le mail di Podesta e il linguaggio in codice dei pedofili, reiterando di fatto lo scandalo stesso.

In tutto questo, però, un’altra la faccia dell’alt-right si faceva megafono principale dello scandalo. Mike Cernovich, che lo scorso anno fu definito dal New Yorker “the meme mastermind of the alt-right”, ha l’abitudine di abusare del termine “pedofilo” quando si tratta di criticare qualcuno o difendersi dalle critiche, come vedremo. Questo collage di tweet realizzato dal sito Select All dimostra che il Pizzagate era diventato il suo cavallo di battaglia.

Il rituale notturno
L’accusa di pedofilia viene ridotta da Cernovich e l’alt-right a mero strumento politico, anche grazie alla potenza evocativa dello “scandalo” in questione: un luogo sotterraneo, nascosto eppure sotto gli occhi di tutti, in cui i potenti sfogano i loro mostruosi istinti durante riunioni segrete, prendendosela con i più innocenti tra tutti, i bambini. È una scena paurosa e disgustosa, che tocca timori atavici. L’accademico inglese Norman Cohn l’ha battezzata “fantasia del rituale notturno” e, secondo lo storico Michael Barbezat, è rispecchiata nella fake news in questione:

L’hoax del Pizzagate segue precisamente il modello del rituale notturno di Cohn e ha un buon numero di analogie medievali. Per esempio la setta dei cristiani eretici vicino Soissone [cittadina francese, Nda] descritta da Guibert di Nogent nel 1114. Guibert raccontava che questi eretici avevano opinioni non ortodosse sui sacramenti.

Ma fu con la bolla papale Vox in Rama firmata da Papa Gregorio IX nel 1233 che si creò l’archetipo di ogni riunione segreta tra potenti: il documento parlava dei Luciferiani, un gruppo di eretici della Renania che “si radunavano in segreto per i loro rituali”, “baciando rane e un uomo pallido ed emaciato che compariva durante il rito”. Allo stesso modo, continua Barbezat, per secoli i Cristiani alimentarono la leggenda secondo cui gli ebrei torturavano bambini cristiani, mentre voci simili giustificarono la caccia alle streghe.

Secondo un altro storico, R. I. Moore, questo tipo di fenomeni furono in parte conseguenza dello stravolgimento socio-politico tra l’Undicesimo e il Tredicesimo secolo, risultante con quello che chiamò “società persecutrice” nei confronti di talune “razze, religioni o stili di vita”. A rendere il tutto ancora più sinistro, il fatto che la fobia degli eretici fu pura invenzione: “Non c’erano eresie pre-esistenti al Dodicesimo o Tredicesimo secolo, finché non furono gli intellettuali cristiani a inventarli. La ‘realtà’ dell’eresia che questi intellettuali temevano così tanto era stata fabbricata da loro stessi”.

Riguardando i suoi tweet, è evidente che Cernovich sia stato l’epicentro del Pizzagate, uno scandalo che intersecava tutti i suoi bersagli preferiti: gli oscuri “globalisti”, Hillary, la pedofilia. In molti dei suoi livestreaming, lo si vede a letto mentre beve vino, visibilmente ubriaco. In questo suo video cancellato da Periscope – il servizio di livestreaming di Twitter – ma salvato da qualche utente, Cernovich si mette a parlare dei peni dei bambini di tredici anni, prima di essere messo offline dalla sua partner.

Tutto è Gamergate
L’ossessione di Cernovich per i pedofili è seconda solo a quella per le donne. Il personaggio nasce infatti come un “maestro di seduzione”, un pick-up artist che da tempo insegna ai maschi beta, insicuri e tristi, come sedurre le donne con un approccio aggressivo e violento. È una delle voci nate dal “Red Pill”, un movimento diffuso online che vuole “illuminare” i maschi sulla loro posizione dominante, mostrandogli la Verità, proprio come la pillola rossa nel film Matrix. Qual è questa verità? Che le donne vanno usate, altrimenti saranno loro a usare l’uomo, a de-mascolinizzarlo e a sottometterlo.

Cernovich – insieme a Milo Yiannopoulos, altro grande nome dell’alt-right – è diventato un fenomeno di destra con Gamergate, LO scandalo che ha rovesciato per sempre il mondo della destra, consegnandoci l’embrione del movimento che ha eletto Trump. Gamergate – per riassumere in poche parole un fenomeno che meriterebbe un libro – è stata una vicenda nata nella comunità dei gamer, i giocatori assidui di videogame, nell’agosto del 2014. La bomba esplose quando la sviluppatrice di videogame indie – e femministi – Zoe Quinn fu accusata dall’ex fidanzato Eron Gjoni di avere avuto una relazione con diverse altre persone, tra cui il giornalista di settore Nathan Grayson. Gjoni ha pubblicato un lunghissimo post d’accusa da cui scaturì una grande campagna di disinformazione, minacce e violenza che ha interessato perlopiù attiviste femministe e sviluppatrici di videogiochi.

In questo sostrato di frustrazione e isolamento, persone come Cernovich hanno potuto ergersi a guide spirituali per migliaia di nerd abituati a passare la vita su 4chan senza contatti sociali. Proprio su 4chan, ma anche su Reddit e Twitter, Gamergate si è diffuso, dando per la prima volta una carica politica a un gruppo di persone eterogeneo e poco ascoltato, eppure connesse e con grandi capacità informatiche. Questo piccolo esercito si organizzava su r/KotakuInAction, il subreddit diventato punto di riferimento del “movimento”, dove nacquero personalità, connessioni e dove vennero organizzati attacchi hacker contro le vittime. (Lo stesso è avvenuto lo scorso anno con Pizzagate, il cui subreddit r/pizzagate fu chiuso da Twitter stesso, non prima di aver causato abbastanza danni.)

Non si può capire Trump e l’alt-right se non si conosce Gamergate, il Big Bang che li ha originati. I cosiddetti “pizzagaters” lo sanno bene e l’hanno dimostrato usando quegli stessi strumenti contro la pizzeria Comet Ping Pong. E non è finita, perché le abilità acquisite sul campo sono rimaste nella comunità che ora può usarle a fini diffamatori, come è successo lo scorso dicembre, quando Cernovich ha cercato di “incastrare” in modo simile Vic Berger. Berger è un collaboratore del duo comico Tim & Eric che negli ultimi anni ha costruito un notevole seguito online con i suoi video grotteschi su Trump e il suo mondo. L’alt-right lo ha accusato di pedofilia, mostrando messaggi diretti in cui dei non meglio precisati “amici di Berger” gli mandavano orrendi messaggi a sfondo sessuale su Cernovich e sua figlia. Nel giro di pochi tweet, arrivò a parlare di un “sex ring” che interesserebbe alcuni account che lo trollano per le sue assurde opinioni, dimostrando che il caso Pizzagate è ben lungi dall’essere chiuso.

L'articolo Un anno di Pizzagate proviene da il Tascabile.

05 Dec 13:28

Dinosauri italiani

by Valerio Coletta

I n principio è la Pangea, circa 300 milioni di anni fa. Intorno c’è il Panthalassa, un unico ed enorme oceano che occupa il 70% della superficie del pianeta. La Pangea non è un isolotto squadrato tipo la Sardegna: è ricurvo, con la gobba a ovest che darà vita al continente americano e la parte convessa a est dove aspettano di formarsi l’India, l’Australia, l’Antartide, una parte di Africa settentrionale e l’Eurasia. L’insenatura è riempita da un oceano più piccolo che si chiama Tetide. Grazie allo spostamento delle placche tettoniche, 120 milioni di anni più tardi, Tetide andrà a spezzare in due la Pangea, creando a nord la Laurasia e a sud il Gondwana. È proprio nel mezzo di questi due nuovi blocchi continentali che spunteremo fuori noi, l’Italia.

Fino agli anni Novanta si è creduto che in quel periodo, durante l’era del Mesozoico, la penisola italiana fosse totalmente sommersa dal mare. Mentre tutto il mondo si godeva i propri dinosauri, le ricerche, le ossa, i denti aguzzi e i musei a tema, noi rimanevamo un po’ amareggiati e in disparte, accontentandoci solo dei nostri tremila anni di civiltà varie. La relazione tra l’Italia e i dinosauri invece esiste e si è rivelata per la prima volta nel modo più inconsueto e avventuroso possibile, per caso, lontano dagli scavi istituzionali.

Nel novembre del 1980 Giovanni Todesco si trasferisce in provincia di Avellino con la moglie e i due figli piccoli. Nei weekend la famiglia mette su le scarpe da montagna, lo zainetto con l’acqua e i panini e va a esplorare i boschi, i sentieri e gli antri rocciosi. Ai bambini piace raccogliere foglie strane, conchigliette e frutta selvatica e dal canto suo papà Giovanni è un appassionato cacciatore di fossili. Un giorno decidono di visitare Pietraroja, un bellissimo paesino alle pendici del massiccio del Matese, nella provincia di Benevento. Durante la passeggiata la famiglia si imbatte in una vecchia cava dalla quale una ruspa sta attingendo per raccogliere terra e rocce. La ruspa va avanti e indietro frantumando strati di roccia e terra e portando tutto fuori per farne la base di un manto stradale. Giovanni Todesco nota subito che tra i pezzi di roccia spaccati ci sono alcuni resti fossili, piccoli pesciolini, forse qualche conchiglia. Allora decide che deve salvarne il più possibile dalla distruzione. Negli intervalli in cui la ruspa si allontana a scaricare, insieme alla famiglia, cerca di recuperare più fossili possibile.

Ogni volta che il rombo della ruspa si avvicina sono costretti ad allontanarsi e ad aspettare, osservando con dolore i cingoli che distruggono le pietre e la pala che investe le pareti. Durante l’ultima tregua Giovanni Todesco decide di addentrarsi nella cava e di cercare gli ultimi pezzi salvabili. Tra la polvere e la terra individua delle lastre con parti più scure, che sembrano tagliate in modo particolare: se le carica in grembo e ne raccoglie altre vicino che sembrano parte dello stesso pezzo, intanto tutto intorno trema e la polvere comincia ad alzarsi. Poco dopo la ruspa è entrata a schiacciare tutto e Todesco è fuori, sporco e spaventato, con il suo carico di rocce. La settimana dopo, il 23 novembre 1980, il terremoto dell’Irpinia investirà la Campania e il nord della Basilicata. Anche per questo Todesco è costretto a tornare a Verona.

La relazione tra l’Italia e i dinosauri si è rivelata per la prima volta nel modo più inconsueto e avventuroso possibile, per caso, lontano dagli scavi istituzionali.

Una volta a casa la scatola di rocce finisce in cantina e lì rimane per un bel po’. Ogni tanto quando il lavoro e la vita si fanno meno frenetici, Giovanni si rilassa tirando fuori una pietra e con la moglie ne incolla i pezzi e li pulisce. Nel tempo recupera 9 lastrine fossili, tutte di pesci piccoli e meno piccoli. L’ultima roccia, quella presa dentro la cava, è la più complessa da sistemare, è spezzata in varie parti e lo strato che copre il fossile è spesso 1 centimetro. Con tempo e pazienza marito e moglie ricompongono il pezzo e con delicatezza cominciano a pulirlo. La prima cosa che vedono una volta esportata la roccia inglobante del fossile, detta matrice, non è la familiare sagoma di un pesce, ma il moncone di una coda e una parte di zampe posteriori. Il lavoro procede molto lentamente, sempre nei momenti liberi. Alla fine di fronte ai coniugi si rivela un essere incredibile e stranissimo, molto piccolo, eppure dalla forma complessa e dettagliata, il corpo arcuato, le zampe anteriori piccole con tre artigli, la testa grande e allungata, le file di denti aguzzi, un occhio grande e tondo, il collo proteso in avanti, la cassa toracica stretta. Non è un uccello, sembra qualcosa di molto più feroce. Todesco non sa cosa pensare, per anni lo lascia in cantina sul tavolo da lavoro e va a curiosare su libri di animali e fossili, senza trovare mai una risposta convincente.

Nel 1993 esce Jurassic Park (sono passati tredici anni dalla passeggiata a Pietraroja), fenomeno mediatico senza precedenti, che fa letteralmente risorgere l’interesse per la paleontologia nel mondo. Todesco esce dal cinema e ha un solo pensiero in testa: i fossili di velociraptor che si vedono nel film sono spaventosamente simili a quello che tiene in cantina, l’unica differenza è che la sua creatura misura circa 25 centimetri ed è stata trovata vicino Benevento. È un pensiero folle e stupido, ma con uno slancio di coraggio si decide a contattare Giorgio Terruzzi, paleontologo e conservatore al Museo di Storia Naturale di Milano. Si sentono al telefono e gli dice che ha uno strano fossile da mostrargli. “Che cos’è?” gli chiede lo scienziato. Todesco è sempre stato indeciso, alcune parti somigliano a quelle di un rapace, eppure la testa è diversa, i denti sono affilati e ricurvi e poi c’è un pezzo di coda. “Per me è un uccello-rettile” risponde alla fine. Silenzio nella cornetta, un silenzio pieno di cose. “Vediamoci sabato pomeriggio” conclude Giorgio Terruzzi. Mezz’ora dopo squilla il telefono, è di nuovo lui “Vogliamo fare domani sera?”. Todesco avverte una nota di tensione nelle parole del paleontologo. Il giorno dopo sono in casa, si scambiano i convenevoli un po’ nervosamente, poi vanno in cantina. Il piccolo essere li aspetta al solito posto. Il paleontologo Terruzzi arriva davanti alla lastra e si blocca, è bianco in volto. Prende la lastra con le mani che gli tremano, ma gli cade e si spacca in basso a destra (ancora oggi si può vedere il segno), è fuori di sé dall’emozione. Comincia a dire:”È lui, è lui…”, poi si accascia su una sedia e con un groppo in gola sussurra: “Sono il primo studioso italiano a vedere il primo dinosauro italiano”.

Da quella sera gli eventi si susseguono a cascata. Il dinosauro viene chiamato “Ciro” (in fondo è un dinosauro campano) e viene consegnato al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Comincia uno studio approfondito sul fossile da parte di diversi paleontologi che nel 1998 pubblicano i risultati del loro lavoro. Ciro è il primo e unico esemplare di una specie che chiamano Scipionyx samniticus, una specie di predatori vissuta in Italia circa 113 milioni di anni fa. L’esemplare è morto appena nato, probabilmente finendo in una laguna, e  i fanghi calcarei lo hanno seppellito e protetto per milioni di anni. Lo stato di conservazione è incredibilmente buono; si vedono i tessuti muscolari, gli organi, i resti di cibo nel tubo digerente, i vasi sanguigni e capillari.

L’altro aspetto rivoluzionario del ritrovamento del piccolo dinosauro ci riguarda a livello geologico, e dimostra che l’Italia nel Giurassico e nel Cretaceo non era sotto il livello del mare, ma era costellata di terre emerse.

ciro
Immagine: Ciro, ricostruzione artistica di Davide Bonadonna.

Quell’anno Ciro si aggiudica la copertina della storica rivista scientifica Nature e il suo ritrovamento ha un’eco planetaria. Intanto il trattamento riservato a Giovanni Todesco è paradossale. Oltre a non ricevere alcun riconoscimento, il 3 febbraio del 1999 viene denunciato dalla Sovrintendenza di Salerno e i carabinieri gli piombano in casa per perquisirla. È accusato di trafugamento di fossili, gli viene sequestrata la sua modesta collezione ed è obbligato a non recarsi alla presentazione del suo Ciro a Milano. Deve affrontare un processo per furto archeologico, pagandosi da solo un’estenuante spola tra Verona e Benevento, e solo cinque anni dopo, nel 2004, viene assolto e riconosciuto come “un benemerito della ricerca e salvaguardia dei Beni culturali”. Una magra soddisfazione se paragonata al valore incalcolabile del suo ritrovamento.

Oggi è possibile vedere il calco dello Scipionyx samniticus al Museo di Paleontologia di Napoli, mentre l’originale è custodito a Salerno in una cassaforte “in qualche scantinato”, come racconta lo stesso Todesco a Fabrizio Frizzi durante una puntata dei Soliti ignoti su Rai 1, in cui la storica scoperta scientifica diventa una bizzarra curiosità che viene liquidata in pochi secondi da un applauso incerto del pubblico.

In ogni caso il ritrovamento di Ciro carica di entusiasmo i ricercatori e i paleontologi italiani, mostrandogli una realtà inimmaginabile fino a pochi anni prima.

Il 25 aprile del 1994, vicino Trieste, la giovane Tiziana Brazzatti, strisciando a carponi sotto un fitto boschetto di rami e rovi per compilare la sua tesina in Rilevamento Geologico, scopre una mano con tre dita. Dopo cinque anni di lavori e trecento tonnellate di roccia rimosse, viene estratto il fossile di un Tethyshadros insularis, un androsauro vissuto circa 71 milioni di anni fa, alto 1,30 metri e lungo 4, ribattezzato “Antonio”. Questo animale è più piccolo rispetto alle dimensioni che di solito raggiungevano i suoi simili continentali (un esemplare cinese arriva a 14 metri) e questo ci fa supporre abbia subìto un processo di nanismo insulare per sopravvivere in un ambiente ristretto dove le risorse sono limitate. È il secondo dinosauro italiano.

Il terzo arriva nel 1996, grazie alla scoperta di Angelo Zanella, che in una cava vicino al comune di Saltrio, in provincia di Varese, recupera 119 ossa appartenute a un bipede di quasi 9 metri, vissuto circa 200 milioni di anni fa. Le ossa costituiscono solo il 10% dello scheletro, ma provengono da diverse parti dell’animale e ne hanno permesso una ricostruzione molto accurata. Il paleontologo Cristiano Dal Sasso, che lo sta studiando, ha affermato che questo è il più antico dinosauro carnivoro a tre dita finora trovato nel mondo.

Il ritrovamento del piccolo dinosauro dimostra che l’Italia nel Giurassico e nel Cretaceo non era sotto il livello del mare, ma era costellata di terre emerse.

Nel 2009 Luca Galletti, Vittorio Garilli e Francesco Pollina, un gruppo di paleontologi palermitani, trova la porzione di un arto in una grotta vicino al comune di Capaci. L’osso si scoprirà appartenere a un teropode vecchio cento milioni di anni. La presenza di questo enorme carnivoro (chiamato amichevolmente “DinoSaro”) rimette in discussione le teorie sulla natura dell’isola, che novanta milioni di anni fa si riteneva essere una porzione del fondale marino al largo del Nord Africa. Oggi alcune teorie ipotizzano che la Sicilia fosse una striscia di terra in parte emersa e che facesse da ponte tra l’Europa e l’Africa.

Il quinto e ultimo fossile estratto fino ad ora in Italia è quello di “Tito” (così chiamato per via dell’imperatore romano e perché appartiene alla famiglia dei Titanosauri), di cui è stata trovata una vertebra e due ossa del bacino durante la costruzione di un muretto a secco sui Monti Prenestini, a 50 chilometri da Roma. Tito è il primo sauropode italiano, ovvero un quadrupede erbivoro dello stesso gruppo a cui appartengono i brontosauri e i brachiosauri, ma con caratteristiche uniche e dimensioni ridotte, sempre legate, probabilmente, alle caratteristiche di isolamento del nostro territorio in quell’era.

A queste cinque creature si aggiungono diverse piste di orme fossili, dalle prime osservate sui Monti Pisani nel 1942 e difficilmente spiegabili all’epoca, a quelle trovate più tardi presso il Gargano (Foggia), Rovereto (Trento), Altamura (Bari), Sezze (Latina) e la più recente rinvenuta nel 2017 a oltre 1900 metri di quota sul Monte Cagno, in Abruzzo. Misura 135 centimetri ed è la più grande mai rinvenuta in Italia.

Torniamo nel Tetide per un attimo, l’oceano che spezza in due la Pangea, 250 milioni di anni fa. Oggi possiamo azzardarci a supporre che tra i due enormi blocchi continentali c’era un arcipelago di isolette che anche dal punto di vista geologico somigliava molto alle Bahamas. Durante il Cretaceo, che dura 80 milioni di anni, si creano ripetute connessioni tra queste terre frastagliate, che permettono un legame tra i due blocchi continentali e il conseguente passaggio e stazionamento dei dinosauri. È proprio in quel posto che viviamo noi ora.

Illustrazioni di Davide Bonadonna

L'articolo Dinosauri italiani proviene da il Tascabile.

04 Dec 11:45

Observation of structural universality in disordered systems using bulk diffusion measurement

by Antonios Papaioannou, Dmitry S. Novikov, Els Fieremans, and Gregory S. Boutis
Jacopo.bertolotti

Another paper where they promise to examine all possible cases while in reality they focus on a VERY specific subset (i.e. the only subset where their claim is valid).

Author(s): Antonios Papaioannou, Dmitry S. Novikov, Els Fieremans, and Gregory S. Boutis

We report on an experimental observation of classical diffusion distinguishing between structural universality classes of disordered systems in one dimension. Samples of hyperuniform and short-range disorder were designed, characterized by the statistics of the placement of micrometer-thin parallel ...


[Phys. Rev. E 96, 061101(R)] Published Fri Dec 01, 2017

04 Dec 11:03

Focus: Dice Become Ordered When Stirred, Not Shaken

by Mark Buchanan

Author(s): Mark Buchanan

A jumble of thousands of cubic dice, agitated by an oscillating rotation, can rapidly become completely ordered, a result that is hard to produce with more conventional shaking.


[Physics 10, 130] Published Fri Dec 01, 2017

04 Dec 09:43

Saturday Morning Breakfast Cereal - Econophysics

by tech@thehiveworks.com


Click here to go see the bonus panel!

Hovertext:
I feel like '-physics' is the scientist's way of saying 'I'm not like other girls.'

New comic!
Today's News:
04 Dec 09:35

CineMAH presenta NON C’E’ PIU’ JUSTICE la recensione gentile di Justice League.

by leo ortolani

La vedo grigia, anche perchè invece di scansionare le vignette le ho fotografate, me le sono ridotte e le ho postate su questo blog con il solo uso del cellulare. Quando si dice l’inventiva della disperazione. Spero apprezziate lo stesso. C’è chi, con gli stessi mezzi, fa dei film da due ore.

E comunque, bentornato, Buio.

 

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01 Dec 10:51

Automatic error spotter gains in popularity

by Chawla, D. S.
Jacopo.bertolotti

If an automated tool can do your data analysis better than you, you probably shouldn't be doing any data analysis.

01 Dec 10:45

Super- and Anti-Principal-Modes in Multimode Waveguides

by Philipp Ambichl, Wen Xiong, Yaron Bromberg, Brandon Redding, Hui Cao, and Stefan Rotter

Author(s): Philipp Ambichl, Wen Xiong, Yaron Bromberg, Brandon Redding, Hui Cao, and Stefan Rotter

Multimode optical fibers offer more transmission capacity by supporting multiple transverse modes, but crosstalk between these channels remains a vexing problem. New experiments and theoretical analysis reveal unique light states in multimode fibers that are strongly protected against this crosstalk.


[Phys. Rev. X 7, 041053] Published Thu Nov 30, 2017

30 Nov 17:57

Tough Choice

by The Awkward Yeti

tough choice

29 Nov 10:20

Stability Landscape of Shell Buckling

by Emmanuel Virot, Tobias Kreilos, Tobias M. Schneider, and Shmuel M. Rubinstein

Author(s): Emmanuel Virot, Tobias Kreilos, Tobias M. Schneider, and Shmuel M. Rubinstein

Experiments reveal what kinds of dents render a can and other metal shells crushable.


[Phys. Rev. Lett. 119, 224101] Published Tue Nov 28, 2017

28 Nov 13:05

Il nuovo codice di Hammurabi

by Nebo
Su Le Monde, un gruppo di femministe dichiara che se un uomo viene accusato di stupro è colpevole fino a prova contraria. Lena Dunham, sceneggiatrice di Girls, ha dichiarato la stessa cosa: le donne non mentono sullo stupro. Quindi se un padre, un fratello o un figlio verranno accusati di molestie da una tizia qualsiasi,

Continua a leggere ...

27 Nov 18:12

Learning to be a mentor

by Deshpande, A.
27 Nov 18:05

Statistical projection effects in a hydrodynamic pilot-wave system

by Pedro J. Sáenz

Statistical projection effects in a hydrodynamic pilot-wave system

Statistical projection effects in a hydrodynamic pilot-wave system, Published online: 27 November 2017; doi:10.1038/s41567-017-0003-x

Droplets moving on the surface of a vibrating fluid bath mimic the behaviour of electrons in quantum corrals. Introducing submerged features in the bath can even drive the droplets to excite modes that induce effects reminiscent of quantum mirages.
27 Nov 17:34

The ‘Singing Cymbal’ controversy

by Martin Gardiner
Jacopo.bertolotti

Easy to solve the controversy. Do it in vacuum and measure the vibrations with a transducer.

The photo above is a still from a CERN teaching resources video (2014).

“Use a cymbal or metallic plate that can vibrate freely. Use a flash, for example from a camera, hold it close to the plate and flash. You will hear a low tone.

Physics: The moment of the photons are transferred in an inelastic collision to the atoms of the cymbal. This can also be used as an example of energy conversion.”

Not so fast, say Thomas R Moore, Samantha Collin and Nikki Etchnique of the Department of Physics at Rollins College in their paper ‘The singing cymbal : Is it really photon momentum?’ 

“Although it has been generally accepted that this is a demonstration of the effects of photon momentum, and the idea promulgated by a world-class institution such as CERN, this does not necessarily make it so.”

Their experimental and theoretical study found that the cymbal does indeed ‘sing’ – but primarily from heating and acoustic effects caused by the camera flash. Only a tiny fraction of the vibration, they say, is due to photon momentum transfer effects – equivalent to dropping just one grain of salt onto the cymbal (with inaudible results).

NOTE: Unfortunately, CERN’s ‘Singing Cymbal’ experiment is now off-line – but an archive from 2014 is available here. The video itself is available in a somewhat obsolete format (.rm) here.

23 Nov 17:56

Medicine come caramelle o caramelle come medicine, un sondaggio ci dice che è sempre un errore.

by Salvo Di Grazia
In questi giorni sta girando una notizia (soprattutto in pagine e siti di appassionati di omeopatia): uno studio francese avrebbe dimostrato che i prodotti omeopatici avrebbero lo stesso effetto dei medicinali.
In realtà questo è un esempio di come i dati di uno studio possano essere usati (manipolandoli) per ottenere il risultato che preferiamo, che ci piace e dimostra casomai come l'omeopatia sia un business molto furbo, in questo sì identica alla medicina che, quando vuole fare business ha i trucchi perfetti per farlo.
L'omeopatia, per chi non lo sapesse, è quella antica pratica esoterica secondo la quale dei granuli di puro zucchero (o di alcol nel caso dei prodotti liquidi) avrebbero la capacità di curare le malattie. In seguito ad una cerimonia magica (si diluisce l'ingrediente decine o centinaia di volte, poi si sbatte 10 volte così la sostanza produrrebbe l'effetto opposto a quello conosciuto, per esempio il caffè curerebbe l'insonnia invece di causarla) questi granuli si trasformerebbero in medicine anche se, ad una analisi, contengono solo ed esclusivamente zucchero (dalla 12ma diluizione in poi). È chiaro quindi che di effetti non possono essercene (così come dimostrano sia la logica che gli studi del settore), lo zucchero, non cura nulla e che chi dice di averli avuti probabilmente ha beneficiato dell'effetto placebo o ha confuso il  normale decorso della malattia con una guarigione miracolosa, non ci sono altre spiegazioni. Ovviamente chi produce e vende omeopatia evita di mostrare il lato paranormale e punta tutto su improbabili dimostrazioni di efficacia e su studi realizzati in maniera piuttosto furba, come questa.

La ricerca francese sull'omeopatia (realizzata con metodi piuttosto discutibili, in pratica i dati sono stati raccolti via telefono, come in un'intervista), finanziata da Boiron (multinazionale omeopatica) nota che i pazienti dei medici omeopati, rispetto a quelli dei medici normali, usano meno ansiolitici, meno antibiotici e meno anti infiammatori.
Inoltre, incredibile (?), non hanno più problemi di salute o complicazioni di chi si rivolge al medico ordinario. In pratica, usando meno medicine, si ammalano allo stesso modo di chi va dal medico.
Le notizie ed i comunicati relativi alla vicenda hanno toni trionfalistici (a me è arrivato addirittura un comunicato stampa): "L'omeopatia funziona come le medicine!" oppure "i pazienti omeopatici hanno salute identica a quelli normali, quindi l'omeopatia funziona". Ma quello che si legge in questo studio conclude davvero così? Dimostra che l'omeopatia funziona?
Niente di tutto questo, gli omeopati ci prendono in giro ancora una volta.

Andiamo per ordine, provo a spiegare a grandi linee lo studio che, alla fine, si rivela un semplice, banale, spot pubblicitario. Nello studio c'è poca scienza e molta propaganda.
Intanto è bene ricordare che parliamo di una ricerca effettuata qualche anno fa in Francia e che se ne parla in questi giorni solo perché l'accademia francese delle scienze ha ribadito l'inutilità e la mancanza di basi dell'omeopatia. Uno stuolo di omeopati si è quindi preoccupato di trovare sostegno per ribattere ed ha pensato di rispolverare questo studio non proprio recente. I dati dello studio sono stati pubblicati in molte riviste (quasi tutte alternative o di omeopatia) dividendo i dati per tipo di malattia o sfruttandoli per altre considerazioni. Il nome della ricerca è EPI3.

Si tratta di uno studio di coorte (significa che si osservano nel tempo dei gruppi di individui con caratteristiche paragonabili) nel quale sono stati controllati tre gruppi di persone. Quelle che si rivolgevano al medico ordinario, quelli che andavano da un medico che usava sia omeopatia che medicine e chi si rivolgeva ad un omeopata.
Di questi pazienti sono state controllate le condizioni di salute e l'uso che hanno fatto di alcune classi di farmaci: ansiolitici, antibiotici, anti infiammatori.
Il risultato finale è che i pazienti dell'omeopata usano meno farmaci ed hanno condizioni di salute (quindi "esiti" della malattia) simili a quelli dei medico ordinario.
Omeopati, associazioni omeopatiche, industria omeopatica e simpatizzanti dell'omeopatia, hanno quindi concluso che i prodotti omeopatici hanno la stessa efficacia e gli stessi risultati (i pazienti non muoiono o non stanno peggio) di quelli normali. Voi la vedete così?

Che i pazienti degli omeopati prendano meno medicine non sorprende, gli omeopati già ne prescrivono di meno (o non si direbbero "omeopati", farebbero i medici ordinari) ed i loro pazienti sono, per ovvi motivi, "selezionati" (chi va dall'omeopata lo fa perché non vuole andare dal medico o in ogni caso non ha particolare tendenza ad assumere medicine). Inoltre i disturbi di chi consulta un omeopata sono quasi sempre banali, lievi, spesso passeggeri, altrimenti altro che omeopata, si corre in ospedale. Perché non osservare quello che succede in malattie gravi e che, senza terapia, non migliorano?
Nulla di sorprendente quindi in quel risultato, i pazienti degli omeopati prendono meno medicine per ovvi e comprensibili motivi e non hanno complicazioni o problemi di salute conseguenti per motivi altrettanto ovvi e legati ai primi (se non hai malanni gravi, passati questi stai bene, a prescindere dal farmaco che hai preso o se non lo hai preso). Il concetto è ovviamente riconosciuto dai ricercatori (che dicono che le similitudini tra i gruppi possono rispecchiare il trattamento che i pazienti ricevono dai vari tipi di medici così come il normale andamento della malattia, la "regressione verso la media" del linguaggio statistico).

Se avete una mentalità scientifica vi sarete perciò subito resi conto che questo risultato non dimostra nulla, né l'efficacia dell'omeopatia né altro (nemmeno l'inefficacia, è proprio uno studio molto banale, senza pretese, praticamente un sondaggio telefonico), anzi, dimostra solo una cosa: quando le medicine non servono non bisogna prenderle. E dimostra anche che le aziende omeopatiche sono, appunto, aziende, con lo scopo di vendere e di usare qualsiasi tecnica pubblicitaria che aiuti a farlo. Non a caso, oltre al fatto che lo studio è stato finanziato da Boiron, molti degli autori sono direttamente coinvolti con l'azienda, essendone dipendenti.
Questa vicenda è un esempio perfetto di come le multinazionali farmaceutiche (in questo caso omeopatiche) riescano a "spremere" gli studi ottenendone sempre un risultato a loro favore. I dati della ricerca in questione non ci dicono nulla dell'efficacia dell'omeopatia ma i comunicati stampa lo annunciano con fierezza lo stesso. Una cosa simile avvenne qualche anno fa ad una presentazione di un mio libro.
C'erano tra il pubblico degli agopuntori. Una di essi mi fece una domanda, più o meno: "sa che l'agopuntura ha dimostrato di funzionare quanto un noto farmaco anti infiammatorio? Perché quindi non usarla?" io risposi qualcosa che chi ha mentalità scientifica ritiene ovvio: "quello che dice non dimostra assolutamente che l'agopuntura funziona, potremmo avere dimostrato per esempio che l'anti infiammatorio non funzioni, dipende dai punti di vista". La dottoressa fu presa da una sorta di crisi isterica (non scherzo, iniziò a battere i piedi) dicendo che ero io a non volere ammettere l'efficacia dell'agopuntura e che ero chiuso di mente. Ecco, diciamo che studi di questo tipo servono semplicemente a confermare le ipotesi che vogliamo, non certo a fare progredire la medicina.

Come vedete non è difficile "imbrogliare" la nostra mente, persino chi fa un lavoro che richiederebbe "occhio critico" può cascare nelle giravolte delle aziende che, non importa come, hanno solo interesse a dire che il loro prodotto funziona e deve essere venduto.
Io invece da questa ricerca traggo un altro messaggio, che è pure risaputo: non si deve abusare dei farmaci, anche se difficile da fare accettare.

È un concetto che si ripete da anni, le medicine sono farmaci, droghe, molto potenti, si usano solo in caso di bisogno.
Nella stragrande maggioranza dei casi (influenze, malesseri passeggeri, fastidi banali, sintomi temporanei) prendere una medicina non cambierà né il sintomo né il decorso del problema (al contrario, quando si ha un vero problema o un sintomo serio è sempre bene parlare con il medico che giudicherà se fosse il caso di assumere farmaci). Il risultato dello studio quindi ci conferma una cosa che sappiamo già e ne sottolinea un'altra che, continuamente, ripeto quando si parla di omeopatia e qualcuno mi dice "ma se non fa male, perché non prenderla?".
Bene, intanto una medicina si prende "perché fa bene" e non "perché non fa male" e poi si dimentica la perdita di denaro, la presa in giro della prescrizione di caramelle come fossero farmaci, le bugie che, per chiari motivi, l'omeopata dovrà dire al paziente.
Insomma il problema etico in omeopatia è importante, altrimenti chiunque potrebbe prescrivere acqua fresca, mentine come fossero pillole e dolciumi per curare le malattie. Non si può e non si deve fare.

Basta quindi non prendere niente, né medicine, né omeopatia, né altro, perché i disturbi passeranno da soli e che prendere farmaci, omeopatia, pasticcini o liquirizia è, fondamentalmente, la stessa cosa. In tutto questo l'efficacia dell'omeopatia non c'entra nulla ma gli omeopati hanno ovviamente rigirato la frittata trasformando un'ovvietà in una dimostrazione di efficacia (della quale nello studio non c'è traccia).
Il messaggio corretto, quindi, non è "l'omeopatia funziona come le medicine" ma "omeopatia, medicine ed altro, molte volte non servono a niente, evitatele".

Perché è vero che i medici prescrivono medicine come fossero caramelle ed è sbagliato ma gli omeopati prescrivono caramelle come fossero medicine, che probabilmente è anche peggio.

Alla prossima.
20 Nov 11:53

The destruction of graduate education in the United States

by Scott

If and when you emerged from your happiness bubble to read the news, you’ll have seen (at least if you live in the US) that the cruel and reckless tax bill has passed the House of Representatives, and remains only to be reconciled with an equally-vicious Senate bill and then voted on by the Republican-controlled Senate.  The bill will add about $1.7 trillion to the national debt and raise taxes for about 47.5 million people, all in order to deliver a massive windfall to corporations, and to wealthy estates that already pay some of the lowest taxes in the developed world.

In a still-functioning democracy, those of us against such a policy would have an intellectual obligation to seek out the strongest arguments in favor of the policy and try to refute them.  By now, though, it seems to me that the Republicans hold the public in such contempt, and are so sure of the power of gerrymandering and voter restrictions to protect themselves from consequences, that they didn’t even bother to bring anything to the debate more substantive than the schoolyard bully’s “stop punching yourself.”  I guess some of them still repeat the fairytale about the purpose of tax cuts for the super-rich being to trickle down and help everyone else—but can even they advance that “theory” anymore without stifling giggles?  Mostly, as far as I can tell, they just brazenly deny that they’re doing what they obviously are doing: i.e., gleefully setting on fire anything that anyone, regardless of their ideology, could recognize as the national interest, in order to enrich a small core of supporters.

But none of that is what interests me in this post—because it’s “merely” as bad as, and no worse than, what one knew to expect when a coalition of thugs, kleptocrats, and white-nationalist demagogues seized control of Hamilton’s and Jefferson’s experiment.  My concern here is only with the “kill shot” that the Republicans have now aimed, with terrifying precision, at the system that’s kept American academic science the envy of the world in spite of the growing dysfunction all around it.

As you’ve probably heard, one of the ways Republicans intend to pay for their tax giveaway, is to change the tax code so that graduate students will now need to pay taxes on “tuition”—a large sum of money (as much as $50,000/year) that PhD students never actually see, that can easily exceed the stipends they do see, and that’s basically just an accounting trick that serves the internal needs of universities and granting agencies.  Again, to eliminate any chance of misunderstanding: PhD students, who are effectively low-wage employees, already pay taxes on their actual stipends.  The new proposal is that they’ll also have to pay taxes on a whopping, make-believe “X” on their payroll sheet that’s always exactly balanced out by “-X.”

For detailed analyses of the impacts, see, e.g. Luca Trevisan’s post or Inside Higher Ed or the Chronicle of Higher Ed or Vox or NPR.  Briefly, though, the proposal would raise taxes by a few thousand dollars per year, or in some cases as much as $10,000 per year (!), on PhD students who already live hand-to-mouth-to-ramen-bowl, with the largest impact falling on students in STEM fields.  For many students who aren’t independently wealthy, this could push a PhD beyond the realm of affordability, and cause them to leave academia or to do their graduate work in other countries.

“But isn’t there some workaround?”  Indeed, financial ignoramus that I am, my first reaction was to ask: if PhD tuition is basically an accounting fiction anyway, then why can’t the universities just declare that the tuition in question no longer exists, or is now zero dollars?  Feel free to explain further in the comments if you understand this stuff, but as far as I can tell, the answer is: because PhD tuition is used to calculate how much “tax” the universities can take from professors’ grant money.  If universities could no longer take that tax, and they had no other way to make up for it, then except for the richest few universities, they’d have to scale back research and teaching pretty drastically.  To avoid that outcome, the universities would be relying on the granting agencies to let them keep taking the overhead they needed to operate, even though the “PhD tuition” no longer existed.  But the granting agencies aren’t set up for this: you just can’t throw a bomb into one part of a complicated bureaucratic machine built up over decades, and expect the machine to continue working with no disruption to science.

But more ominously: as my friend Daniel Harlow and many others pointed out, it’s hard to look at the indefensible, laser-specific meanness of this policy, without suspecting that for many in Congress, the destruction of American higher education isn’t a regrettable byproduct, but the goal—just another piece of red meat to throw to the base.  If so, then we’d expect Congress to direct federal granting agencies not to loosen their rules about overhead, thereby forcing the students to pay the tax, and achieving the desired destruction.  (Note that the Trump administration has already made tightening overhead rules—i.e., doing the exact opposite of what would be needed to counteract the new tax—a central focus of its attempt to cut federal research funding.)

OK, two concluding thoughts:

  1. When Republicans in Congress defended Trump’s travel ban, they at least had the craven excuse that they were only following the lead of the populist strongman who’d taken over their party.  Here they don’t even have that.  As far as I know, this targeted destruction of American higher education was Congress’s initiative, not Trump’s—which to me, underscores again the feather-thinness of any moral distinction between the Vichy GOP leadership and the administration with which it collaborates.  Trump didn’t emerge from nowhere.  It took decades of effort—George W. Bush, Sarah Palin, Karl Rove, Rush Limbaugh, Mitch McConnell, and all the rest—to transform the GOP into the pure seething cauldron of anti-intellectual resentment and hatred that we know today.
  2. Given the existential risk to American higher education, why didn’t I blog about this earlier?  The answer is embarrassing to admit, and reflects no credit on me.  It’s simply that I didn’t believe it—even given all the other stuff that could “never happen in the US,” until it happened this past year.  I didn’t believe it, not because it was too far from me but because it was too close—because if true, it would mean the crippling of the research world in which I’ve spent most of my life since age 15, so therefore it couldn’t be true.  Surely even the House Republicans would realize they’d screwed up this time, and would take out this crazy provision before the full bill was voted on?  Or surely there’s some workaround that makes the whole thing less awful than it sounds?  There has to be … right?

Anyway, what else is there to say, except to call your representative, if you’re American and still have the faith in the system that such an act implies.

14 Nov 15:29

From quenched disorder to continuous time random walk

by Stanislav Burov

Author(s): Stanislav Burov

This work focuses on quantitative representation of transport in systems with quenched disorder. Explicit mapping of the quenched trap model to continuous time random walk is presented. Linear temporal transformation, t→t/Λ1/α, for a transient process in the subdiffusive regime is sufficient for asy...


[Phys. Rev. E 96, 050103(R)] Published Mon Nov 13, 2017

14 Nov 15:16

Generation of Caustics and Rogue Waves from Nonlinear Instability

by Akbar Safari, Robert Fickler, Miles J. Padgett, and Robert W. Boyd
Jacopo.bertolotti

Ok, looks interesting, but I don't understand the initial linear part at all. How do they get caustics out of it?

Author(s): Akbar Safari, Robert Fickler, Miles J. Padgett, and Robert W. Boyd

Experiments show that the nonlinear response of an optical system can enhance localization of energy, leading to the formation of rogue waves.


[Phys. Rev. Lett. 119, 203901] Published Mon Nov 13, 2017

14 Nov 09:01

Saturday Morning Breakfast Cereal - Flawed

by tech@thehiveworks.com


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The garden of Eden was the one time I tried to fix things and that went JUST GREAT.

New comic!
Today's News:
11 Nov 16:56

Beijing restaurant gives medical professionals discounted food for thought

by Marc Abrahams
Jacopo.bertolotti

If I ever go to Beijing I need to bring a few preprints with me and go to this restaurant!

China Daily reports:

Lancet restaurant gives medical professionals food for thought

When Feng Shangqing published a paper in a scientific journal, she was simply hoping it would prove beneficial to her medical career. She certainly didn’t imagine that the article would provide her with a discounted treat at a barbecue restaurant in Beijing.

The physician, who graduated from Fourth Military Medical University in Xi’an, Shaanxi province, was given a discount of 84 yuan ($12.67) at a barbecue restaurant that is popular with medical professionals as a result of the paper’s “impact factor”—a measure of the frequency with which articles are cited in a particular year. The 84 yuan discount was a multiple of the paper’s impact factor of 8.4, which is considered a good score.

Under the rules of the restaurant, scientists, medical professionals and social scientists are eligible for a discount if they have recently published papers in journals that are included on internet databases such as the Science Citation Index and the Social Sciences Citation Index.

The paper’s impact factor is multiplied by 10 to determine the discount, which can account for as much as 30 percent of the bill….

The restaurant is named after the medical journal, The Lancet. China Daily earlier reported on a visit to the restaurant by an editor of journal:

Medical journal Lancet’s senior editor visits Lancet grill in Beijing

The popular Beijing grill “The Lancet“, which is named after the famous medical journal, received a special customer on Sunday—William Summerskill, one of the four senior executive editors of the journal, according to the grill’s weibo account.

The grill invested by a group of surgeons and graduates from Tsinghua University and Peking University, caught internet attention in early October when it published an article on its WeChat account on September 21 in which it advertised discounts to scholars whose published papers received influential citation indexes such as SCI, SSCI, and CSSCI in the past five years….

 

10 Nov 09:48

Una volta ogni cent’anni

by Maurizio Codogno

Quando si dice che c'è una possibilità su un milione che capiti qualcosa allora succederà nove volte su dieci [Continua]

The post Una volta ogni cent’anni appeared first on Il Post.