Nature Physics 10, 463 (2014). doi:10.1038/nphys3033
Datasets can now be published, shared — and cited — in Scientific Data.
Nature Physics 10, 463 (2014). doi:10.1038/nphys3033
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Macroscopic systems such as hard micrometer beads can undergo crystallisation in a way similar to atoms in our conventional crystals. The larger size means that we can observe the crystallisation process under the microscope, and be mesmerised by it:
As a technical note, after some time you can see how the crystal self-heal its defects as the hexagonal packing is the least energy configuration. The video is in real time (1 frame/5 sec) and the apparent jump is due to the structure changing not to video editing.
Windows 8.1 has some interesting built-in support for 3D printing. They’re treating it a lot like 2D printing, even including a print preview.
Labrigger still recommends outsourcing 3D printing because the technology is improving so fast. Shapeways, Ponoko, QuickParts and other places provide fast turnaround access to the best machines.
That said, sometimes it’s nice to have a simple desktop device that can quickly fabricate simple objects. MakerBot was one of the first to take advantage of the Windows 8.1 3D printing API, and offers compatible drivers. TierTime does as well.
More 3D printing info at Labrigger
More info at Tom’s Hardware








Physics: Bell’s theorem still reverberates
Nature 510, 7506 (2014). doi:10.1038/510467a
Author: Howard Wiseman
Fifty years ago, John Bell made metaphysics testable, but quantum scientists still dispute the implications. Howard Wiseman proposes a way forward.
Fundamental constants: A cool way to measure big G
Nature 510, 7506 (2014). doi:10.1038/nature13507
Authors: Stephan Schlamminger
Published results of the gravitational constant, a measure of the strength of gravity, have failed to converge. An approach that uses cold atoms provides a new data point in the quest to determine this fundamental constant. See Letterp.518
Author(s): I. Zanette, T. Zhou, A. Burvall, U. Lundström, D. H. Larsson, M. Zdora, P. Thibault, F. Pfeiffer, and H. M. Hertz
We report on the observation and application of near-field speckles with a laboratory x-ray source. The detection of speckles is possible thanks to the enhanced brilliance properties of the used liquid-metal-jet source, and opens the way to a range of new applications in laboratory-based coherent x-...
[Phys. Rev. Lett. 112, 253903] Published Thu Jun 26, 2014
| Piled Higher & Deeper by Jorge Cham |
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"Leading Expert" - originally published
6/25/2014
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From Andrew Hires’ twitter– repurposing an old hard drive for beveling pipettes. Nice!
Hat tip to Tobias Rose.








Riccardo Sapienzain few weeks that will be me!
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"A Guide to Academic Regalia" - originally published
6/18/2014
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Applied mathematics: How chaos forgets and remembers
Nature 510, 7505 (2014). doi:10.1038/510343a
Authors: P.-M. Binder & R. M. Pipes
“It is difficult to make predictions, especially about the future,” goes the proverb. A study of the dynamics of chaotic systems in the context of information theory adds a twist to this saying.
Quantum computing: Powered by magic
Nature 510, 7505 (2014). doi:10.1038/nature13504
Authors: Stephen D. Bartlett
What gives quantum computers that extra oomph over their classical digital counterparts? An intrinsic, measurable aspect of quantum mechanics called contextuality, it now emerges. See Article p.351
Author(s): G. Di Martino, Y. Sonnefraud, M. S. Tame, S. Kéna-Cohen, F. Dieleman, Ş. K. Özdemir, M. S. Kim, and S. A. Maier
Surface plasmon polaritons (SPPs) are electromagnetic excitations recently found to enable ultracompact quantum circuitry. For the first time, two indistinguishable SPPs are produced and made to interfere, demonstrating conclusively that they behave as bosons and opening up new opportunities for controlling quantum states.

[Phys. Rev. Applied 1, 034004] Published Tue Apr 15, 2014
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"The Turing Test" - originally published
6/11/2014
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Ok, ragazzi, la ricreazione è finita. Lo sfondone del grano saraceno ha fatto il giro d’Italia, e i simpatici parlamentari pagati con le nostre tasse che scrivono una proposta di legge copiando e incollando da un documento presbagliato sono stati additati a sufficienza al pubblico ludibrio.
Ma per la ragione sbagliata. A prenderli per il culo perché hanno letto grano e subito hanno pensato che facciamo la pasta con la complicità del feroce Saladino, sono capaci tutti. E ok, tutti hanno spiegato che con il grano saraceno si fanno i pizzoccheri, tipico piatto valtellinese, e con il granoturco la polenta, e che non per questo tutta ’sta roba arriva dalle fertili pianure dell’Anatolia (anche se dalla Turchia importiamo una quantità industriale di prodotti agricoli). E ok, abbiamo speso fiumi di battute sul salame felino, i fichi d’India e l’insalata russa. E ok, gli estensori della proposta di legge hanno spiegato che si trattava di un refuso, o errore di stampa (cosa improbabile, perché nemmeno il T9 del vecchio Nokia scambia straniero con saraceno…). E va bene, è stato fatto un copia-incolla da un documento parlamentare precedente senza notare l’errore. Tutto ci può stare.
Ma parlare del grano saraceno è guardare il dito e non vedere la luna. Perché nella premessa di quella proposta di legge ci sono elementi ben più seri per dubitare della sua sensatezza.
L’esempio del grano di importazione, infatti, è portato per parlare di contraffazione agroalimentare e inganni ai danni dei consumatori che “si illudono di comprare prodotti made in Italy ignorando l’effettivo contenuto e la reale provenienza di quei prodotti”. Mescolando importazioni, contraffazioni e criminalità organizzata in un’ammucchiata senza capo né coda.
Ora, anche se ormai si è fatta notte ho controllato su tutti i dannatissimi pacchi di pasta che ho in casa, di diverse marche. E dappertutto c’è scritto made in Italy. Naturalmente si riferisce alla pasta, non al grano. Che può venire da dove gli pare, per quanto mi riguarda, purché sia di qualità e duro, perché la legge prescrive che la pasta secca sia fatta con farina di grano duro.
E allora qual è il punto? Semplice. Se vogliamo tutelare i buoni prodotti della nostra tavola non possiamo fare troppo gli schizzinosi sulla provenienza del grano. Il buon grano duro italiano, infatti, copre a malapena due terzi del fabbisogno. Compriamo grano e vendiamo pasta (e mangiamo pane). Ovvero acquistiamo una commodity, un prodotto di basso prezzo, ed esportiamo un prodotto ad alto valore aggiunto. Perché la pasta italiana è unica e inimitabile.
Se poi preferiamo tutelare la provenienza del grano, è un problema nostro. Dato che siamo anche i maggiori consumatori, di pasta, oltre che uno dei maggiori importatori di grano (2,2 milioni di tonnellate su 6 totali nel 2009/2010), c’è caso che il prezzo della pasta aumenti, e che magari non basti nemmeno per il consumo interno. Ma che sarà mai.
D’altra parte nel settore agroalimentare sono anni che tuteliamo prodotti Dop ottenuti da animali nella cui filiera entrano mangimi che contengono, per esempio, soia transgenica. Ma senza quei mangimi addio prodotti tipici. Perché di soia ne importiamo, letteralmente, vagonate.
E siamo tutti d’accordo che l’olio extravergine d’oliva debba essere extravergine e d’oliva. E pure che le violazioni vadano punite severamente. Ma sarei molto cauto invece a dire che se è italiano è sicuramente meglio. Poche settimane fa, per esempio, ho avuto modo di assaggiare l’olio extravergine d’oliva Morgenster. Lo fa un italiano, sì, ma viene dal Sudafrica. E nel 2014 si è classificato tra i migliori undici oli extravergini al mondo.
Per tutelare i nostri prodotti tipici, insomma, sarà meglio farli bene e non mandare in giro fuffa, anziché pretendere che siano fatti con materie prime nazionali, altrimenti è meglio chiuderla qui e uscire con le mani alzate sventolando uno straccio bianco. Perché non abbiamo materia prima a sufficienza, e perché le cose buone possono imparare a farle anche gli altri. E a nulla vale ripetere il mantra per cui una cosa è buona solo se è italiana.
Ma poi, in fondo, pretendereste che la Ferrari costruisse i suoi modelli con materie prime interamente di provenienza italiana? E se non lo fa non è più una bandiera nazionale?
O pensate forse di poter copincollare i vostri progetti di legge con computer realizzati con materie prime estratte in Italia, lavorate in Italia, assemblate in Italia? E magari di scrivere con un software tutto italiano? Roba da essere seppelliti con una risata.
La globalizzazione potrà piacere o meno, ma oggi la competizione si gioca su questo terreno. L’altra strada è un’idea del secolo scorso, e faremmo bene a ricordare dove ci ha portato. Si chiama autarchia, e la inventò uno che a proposito di battaglie del grano la sapeva lunga. Tanto da farsi ritrarre a torso nudo nelle campagne di Sabaudia per costruire il mito dell’autosufficienza nella produzione di frumento. Poi però non lamentatevi se vi chiamano fascisti.
As many people asked me already, and this pictures is even used already in scientific publications of various colleagues, I have decided to make the sketch of a plasmonic rod or nanostructure public.

You can find the Cinema4D source here:Gold Nanoparticle Package – Cinema 4D
No need to refer to us, but if you let me know when you use it for publication in your website or article I would be happy to keep track of its spread.
Nature Physics 10, 412 (2014). doi:10.1038/nphys2960
Author: Stefan Rotter
Without a well-defined cavity, there is no obvious way to control the resonant modes in a random laser. Experiments now show that shaping the optical pump allows for controlled single-mode operation at predetermined lasing wavelengths.
Author(s): Yaron Bromberg and Hui Cao
We experimentally generate speckle patterns with non-Rayleigh statistics using a phase-only spatial light modulator. By introducing high order correlations to the input light fields we redistribute the intensity among the speckle grains, while preserving the granular structure of the pattern. Our me...
[Phys. Rev. Lett. 112, 213904] Published Thu May 29, 2014
Author(s): Francesco Monticone and Andrea Alù
Subwavelength layered plasmonic nanospheres can be tuned to excite specific scattering resonances with infinite lifetimes.
[Phys. Rev. Lett. 112, 213903] Published Thu May 29, 2014
Author(s): E. Barkai, E. Aghion, and D. A. Kessler

Researchers develop a new theory to characterize anomalous spatial diffusion of an ensemble of cold 87Rb atoms and single 24Mg+ ions in optical lattices. The theory shows how a transition from regular to anomalous diffusion, with a continuous range of anomalous scaling, is obtained with the tuning of the laser intensity.
[Phys. Rev. X 4, 021036] Published Wed May 28, 2014
Nature Photonics 8, 448 (2014). doi:10.1038/nphoton.2014.107
Authors: Adam T. Eggebrecht, Silvina L. Ferradal, Amy Robichaux-Viehoever, Mahlega S. Hassanpour, Hamid Dehghani, Abraham Z. Snyder, Tamara Hershey & Joseph P. Culver