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10 Mar 09:09

Disorder-mediated crowd control in an active matter system

by Erçağ Pinçe

Article

Many living systems, such as bacterial colonies, exhibit collective and dynamic behaviours that are sensitive to the change in environmental conditions. Here, the authors show that a colloidal active matter system switches between gathering and dispersal of individuals in response to a disordered potential.

Nature Communications doi: 10.1038/ncomms10907

Authors: Erçağ Pinçe, Sabareesh K. P. Velu, Agnese Callegari, Parviz Elahi, Sylvain Gigan, Giovanni Volpe, Giorgio Volpe

10 Mar 09:04

Two-dimensional optical nanovortices at visible light

by Asaf David, Bergin Gjonaj, and Guy Bartal

Author(s): Asaf David, Bergin Gjonaj, and Guy Bartal

This work demonstrates optical vortices of visible light confined to tens of nanometers. Confinement to such dimensions is considered beyond standard optical capabilities. The significant down-scaling is achieved by engineering a short-wavelength platform, consisting of high-index dielectrics and metals that support hybrid photonic-plasmonic modes of very short wavelength propagating in two dimensions. Additional confinement is achieved using super-oscillations between two guided modes in carefully designed waveguides. The authors utilize phase-resolved near-field measurements to demonstrate optical vortices with topological charge as high as five that are still smaller than the size of a diffraction-limited spot of the illuminating light. The size of the vortices may allow for future orbital-angular-momentum based light-matter interactions with quantum systems.


[Phys. Rev. B 93, 121302(R)] Published Wed Mar 09, 2016

10 Mar 09:03

Google's Deepmind AI beats Go world champion for a second time

by Matt Brian
Google's Deepmind AI has done it again: it's beaten Go world champion Lee Sedol in the second of a five-match challenge. After forcing the 9-dan professional to resign in yesterday's test, today's four-and-a-half hour match went into overtime before...
10 Mar 08:55

Synopsis: Bad Cavities for Precise Lasers

The frequency of a laser based on trapped ultracold atoms can be made insensitive to fluctuations in the laser cavity’s length.


[Physics] Published Wed Mar 09, 2016

09 Mar 09:22

Humans choose representatives who enforce cooperation in social dilemmas through extortion

by Manfred Milinski

Article

Social dilemmas force players to balance between personal and collective gain. Here, inspired by the negotiations for greenhouse-gas emission limitations, the authors experimentally studied a representative-based collective-risk scenario, reporting the emergence of extortionate zero-determinant (ZD) strategies.

Nature Communications doi: 10.1038/ncomms10915

Authors: Manfred Milinski, Christian Hilbe, Dirk Semmann, Ralf Sommerfeld, Jochem Marotzke

07 Mar 10:01

Focus: Computer Chooses Quantum Experiments

by Philip Ball

Author(s): Philip Ball

Quantum weirdness is hard for humans to grasp, so researchers wrote a program to suggest experimental setups.


[Physics 9, 25] Published Fri Mar 04, 2016

07 Mar 09:53

Illusioni a spesa pubblica.

by Salvo Di Grazia
Credo un po' tutti conosciamo il termine "viaggi della speranza", è un'espressione che indica gli spostamenti di persone malate verso paesi in cui esistono cure particolari che non sarebbero possibili nei luoghi di residenza della persona interessata.
Era una cosa molto in voga anni fa, soprattutto in campo cardiochirurgico, quando i trapianti e certi interventi erano appena all'inizio del loro perfezionamento e quindi si effettuavano solo in pochi ospedali nel mondo. I costi di questi spostamenti erano eccezionali, per non parlare dell'organizzazione: trasportare una persona malata da un continente all'altro non è facile e bisognava attrezzare appositamente un mezzo di trasporto per l'occasione. Non a caso i mezzi di trasporto più usati erano gli aerei dell'aeronautica militare, volo e costi a spese dello stato nella speranza di salvare una vita.
Poi il progresso ha fortunatamente consentito di diffondere la medicina dovunque, almeno nei paesi moderni soprattutto occidentali. Non è così necessario praticamente per nessuna grave malattia (e per noi italiani) recarci lontano: se una possibilità di cura c'è ed è efficace, è disponibile in qualsiasi città italiana.
Ci possono essere rarissime eccezioni che riguardano poche persone al mondo ma in questo caso, se la cura è efficace e pubblica, sarà lo stato con una legge apposita, a rimborsare i costi della cura in oggetto. La legge infatti prevede che, per cure ad altissima specializzazione (e questo può succedere in rari casi, per esempio per malattie molto rare) è previsto in via eccezionale, un rimborso parziale delle spese sostenute. Ovviamente uno dei requisiti da rispettare è che queste "cure estere" siano terapie con base scientifica e con adeguata documentazione a sostegno.

Ma non è sempre così.
Le cronache raccontano ogni tanto di voli di stato, aerei dell'aeronautica appositamente attrezzati, spese ed organizzazioni, per viaggi della speranza che hanno molti lati oscuri.
Le mete più gettonate sono due: Londra ed Israele.
La seconda soprattutto per le malattie neurodegenerative, in alcuni centri di Israele disporrebbero di una cura che ne migliorerebbe i sintomi. Peccato che di queste cure non c'è traccia in nessuna pubblicazione scientifica e peccato che molte affermazioni di alcuni centri ricordino quelle tipiche dei ciarlatani ma lo stato non sembra interessarsene e così, ogni tanto, un aereo militare parte per un viaggio che sarà solo un inutile spreco di tempo e denaro.
Leggiamo anche che si organizzano raccolte fondi, iniziative di beneficienza che si occupano di raccogliere centinaia di migliaia di euro per pagare queste incredibili cure e così, anche tante persone che credono di fare del bene, in realtà stanno solo foraggiando dei ciarlatani.
L'altra meta abbastanza gettonata è Londra.

Qui risiederebbe un centro di cura abbastanza conosciuto ma non per la sua serietà, quanto per l'offerta di finte cure, terapie senza base scientifica e vere e proprie sciocchezze.
Eppure ogni tanto parte un altro aereo, come è successo pochi giorni fa, con un aereo dell'areonautica che ha trasportato a Londra una persona affetta (sembra di capire) da "sensibilità chimica multipla" (di cui ho parlato tempo fa). L'aereo, attrezzato per l'occasione, con un equipaggio di medici ed uomini, è stato addirittura trattato in maniera specifica per il paziente con evidenti costi elevatissimi.
Il malato ha come destinazione proprio il centro londinese.
Tutte le spese e le operazioni organizzative a carico dei contribuenti italiani a cosa sono serviti?
Si parla di 200.000 euro dei quali 70 pagati dalla regione Sicilia. L'aereo, un Falcon 800, trasporterà la ragazza nella clinica.

L'agenzia Ansa parla della notizia. Un volo di stato per una falsa cura.

La struttura effettua le cure più strane e che, immagino, non abbiano destato il benché minimo sospetto in chi ha deliberato la spesa necessaria a quel trasporto. Una clinica privata che sostiene di fare cure "disintossicanti", ai "raggi infrarossi" o "chelanti" e che forse, prima di spendere cifre simili, meriterebbe più attenzione. La clinica è ben conosciuta per offrire cure senza base scientifica, senza prove di efficacia e che, già da tempo, hanno dimostrato di essere completamente inutili (se non dannose). Nel caso della sensibilità chimica multipla (malattia che ha una forte base psicosomatica), la clinica offre trattamenti disintossicanti, "immunologici" e "desensibilizzanti", un insieme di parole che, sommate, danno un unico risultato: bufale.
Ha qualche senso spendere somme del genere e mettere in moto una macchina come questa per portare una persona tra le braccia di chi vende illusioni?

La stessa clinica offre trattamenti contro la "sensibilità all'elettricità" o diete per curare la sclerosi multipla. Nessuno ha fatto caso al livello di queste "terapie" miracolose?
E nessuno ha saputo che il responsabile della clinica (il quale ne aveva un'altra poi chiusa per l'inconsistenza scientifica delle terapie proposte) ha subìto un richiamo dal suo ordine dei medici per trattamenti non supportati da basi scientifiche?

Nessuno può impedire al prossimo di credere a ciarlatani o false cure ma credo che uno stato che non solo non impedisca ma addirittura favorisca questa gente nel suo sporco lavoro, abbia perso di vista la prima, fondamentale regola del diritto: salvaguardare la salute del prossimo.
Il fatto che questi viaggi dell'illusione siano a spese dei cittadini (quando le strutture di cura del nostro paese chiudono per mancanza di fondi) è un'aggravante. In questo modo non è solo favorito il turismo dell'illusione ma sono tolti fondi necessari alle cure essenziali e provate, soprattutto in un periodo come questo in cui si tagliano servizi essenziali per carenze economiche.

Probabilmente tutto passerà in silenzio, probabilmente non c'è solo la clinica inglese delle cure miracolose a guadagnarci ma se qualcuno volesse approfondire il problema, di materiale ne esiste, tanto.
Basta volerlo.

Alla prossima.

Aggiornamento: il caso (come suggerito nei commenti) è stato trattato proprio un giorno fa dalla trasmissione "Striscia la notizia". Loro parlano di malattia rara comparsa in seguito a vaccinazione (non esiste un solo caso al mondo documentato scientificamente di sintomatologia di questo tipo causata da vaccini) e descrivono la vicenda come un caso pietoso risolto positivamente.


[Aggiornato dopo la pubblicazione iniziale]
06 Mar 16:33

Why the Beatles Succeeded but Broke Up: the Math(s)

by Martin Gardiner

Prof-Yagi

Over the years, many investigators have examined possible factors which might have led to the breakup of The Beatles, but Professor Tadashi Yagi (Faculty of Economics, Doshisha University, Kyoto, Japan) is one of the few* scholars to have approached the subject from a mathematical standpoint. The professor takes the view that incentives for collaborating within a team tend to decrease as the knowledge of each member is shared over time. Thus the breakup of the band was “an inevitable consequence of the superstar collaboration.”

His formula for the quality of music produced by the group is as follows:

Beatles-Music-Quality

[see full paper for definitions of variables]

“Based on this equation, one can finally understand why the final album recorded by the Beatles, Abbey Road, is critically acclaimed as a masterpiece, even though it was recorded when the group was on the verge of breaking up: the period during which the album was recorded coincided with the creative peak of each member of the band.”

See: Nonlinear Effects of Superstar Collaboration: Why the Beatles Succeeded but Broke Up, Applied Economics and Finance, Vol. 2 , No. 2 ; May 2015

*Note [1]: Few, but not the only. See, for example: ‘Assortative Matching, Reputation, and the Beatles Breakup’ (University of Michigan Economics Department, 2001)

Note [2]: For copyright reasons, we are not permitted to reproduce any Beatles music on this website, so instead the video above shows The Rutles performing ‘Cheese and Onions’ from ‘Yellow Submarine Sandwich’ (Soundtrack 1/17/1969).

06 Mar 16:11

Lavorare troppo, lavorare male

by .mau.

Avrete tutti sentito parlare della polemica tra alcuni sindacati e il nuovo sovrintendente della reggia di Caserta Mauro Felicori, partita da questo articolo del Mattino (qui e qui il prosieguo della storia). Saprete che il documento inviato da alcuni rappresentanti sindacali afferma tra l’altro che «Il Direttore permane nella struttura fino a tarda ora, senza che nessuno abbia comunicato e predisposto il servizio per tale permanenza. Tale comportamento mette a rischio l’intera struttura». Saprete che il PresConsMin Matteo Renzi si è affrettato a scrivere sull’organo ufficioso del governo (la sua pagina Facebook) «Questo direttore lavora troppo. Così non va. Questo il grido d’allarme lanciato contro il nuovo direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori. L’accusa sembra ridicola, in effetti lo è. I sindacati che si lamentano di Felicori, scelto dal governo con un bando internazionale, dovrebbero rendersi conto che il vento è cambiato. E la pacchia è finita!» Saprete che persino Susanna Camusso per una volta è d’accordo con Renzi e che la UIL casertana ha sospeso i suoi iscritti che hanno firmato la lettera. Ma sapete esattamente cosa c’è scritto in quella lettera, inviata a Giampaolo D’Andrea, Antonia Pasqua Recchia e Ugo Soragni (rispettivamente capo di gabinetto e segretario generale del MiBACT e responsabile della Direzione generale dei musei)?

Io non lo so, non sono riuscito a trovarla. Non che io non mi fidi che le frasi riportate nell’articolo del Mattino siano tutte presenti in quella lettera: ma è chiaro che l’articolo in questione racconta una storia – quello che oggi tutti chiamano “storytelling”, insomma – e quindi è costruito in un modo specifico. Senza però il testo completo non posso fare una traduzione dal sindacalese stretto e farmi un’idea più specifica. Per dire, tra i miei amici c’è chi ha fatto notare come i dipendenti della reggia di Caserta non erano noti per la flessibilità nei loro incarichi e che il vero problema era quello; un altro ha ricordato che la reggia non è esattamente una tipica palazzina da uffici, e fermarsi dopo l’orario di chiusura implica effettivamente una struttura di sicurezza – che non è compito dei dipendenti, in realtà, ma di aziende apposite – completamente diversa. Di nuovo, quale sarà la causa principale della lettera? Potrei propendere per la prima, visto che nelle mie ricerche ho trovato questo comunicato più che unitario, che letto tra le righe non è semplicemente una schermaglia sul numero massimo di dipendenti comandati al lavoro durante le assemblee ma parla della riorganizzazione generale del servizio. Però è anche vero che Cgil e Cisl, che avevano firmato quel comunicato, non hanno poi scritto al Mibact.

In definitiva io non posso fare altro che sospendere il giudizio, perché non ho abbastanza fatti a disposizione per crearmelo. Io non ho nulla contro i commenti, è quello che faccio regolarmente quando scrivo. Ma perché si lavora troppo sui commenti e si lavora male non fornendo i fatti?

Aggiornamento: (12:30) Grazie al Post ho finalmente potuto leggere il famigerato comunicato. (Lo so che parlare bene del Post è per me un conflitto di interessi, però è uno dei pochi posti dove trovo anche i link ai fatti. Da questo punto di vista è una rara avis.) Traducendo dal sindacalese, gli estensori di quel comunicato si lamentano perché (a) Felicori fa aprire le sale della reggia con un numero di custodi inferiore a quello necessario, invece che chiuderne alcune; (b) sta spostando alcuni dipendenti dalla parte di accoglienza e vigilanza a quella amministrativa senza parlarne con i sindacati; (c) vengono organizzati eventi non direttamente legati al museo ai quali vengono assegnati dipendenti al di fuori del loro orario di lavoro; (d) non è stato specificato il ruolo della funzione di accoglienza e vigilanza (no, non ho capito cosa voglia dire). Poi l’ultima parte, riguardo al conflitto tra autonomia, regolamenti e necessità di far crescere gli introiti, è arabo persino per uno come me abituato a leggere comunicati sindacali. La parte dello “stare fino a tardi” è giusto un inciso.

Questa è ovviamente solo una faccia della medaglia: tanto per dire, non sappiamo se il museo è così sotto organico per ragioni strutturali (pochi assunti) o perché l’assenteismo è ben al di sopra della norma; io almeno non so come sia normato il lavoro straordinario o fuori orario in questo campo, né se sono previste manifestazioni esterne nei musei, anche se credo proprio di sì. Però trovo molto interessante che da tre giorni si stia parlando del direttore che sta nella Reggia fino a tardi e non di tutto il resto. È possibile che quei sindacalisti stiano difendendo i colleghi sempre in malattia: ma noi non lo possiamo sapere. Quello storytelling è ormai consunto per il troppo uso, e quindi bisogna trovare una nuova idea. Simpatico, no?

Aggiornamento: (17:20) da Facebook è spuntata la lettera originale dove si può vedere che l’iniziativa non è delle sole RSU ma anche del sindacato, e soprattutto che la CGIL era tra i firmatari, cosa che dagli articoli che ho letto non era affatto apparsa.

04 Mar 09:33

[Report] Realization of a scalable Shor algorithm

by Thomas Monz
Jacopo.bertolotti

"We factor the number 15 by effectively employing and controlling seven qubits"

Always nice to see that factoring 15 is good enough for a paper in Science :D

Certain algorithms for quantum computers are able to outperform their classical counterparts. In 1994, Peter Shor came up with a quantum algorithm that calculates the prime factors of a large number vastly more efficiently than a classical computer. For general scalability of such algorithms, hardware, quantum error correction, and the algorithmic realization itself need to be extensible. Here we present the realization of a scalable Shor algorithm, as proposed by Kitaev. We factor the number 15 by effectively employing and controlling seven qubits and four “cache qubits” and by implementing generalized arithmetic operations, known as modular multipliers. This algorithm has been realized scalably within an ion-trap quantum computer and returns the correct factors with a confidence level exceeding 99%. Authors: Thomas Monz, Daniel Nigg, Esteban A. Martinez, Matthias F. Brandl, Philipp Schindler, Richard Rines, Shannon X. Wang, Isaac L. Chuang, Rainer Blatt
03 Mar 16:40

All you need is

by The Awkward Yeti

All you need is

03 Mar 08:37

Ma Trump non è Berlusconi

by Leonardo T
Un giorno - possibilmente da qui ai primi di novembre - dovrò tentare di spiegare anche a me stesso perché Trump non mi sta spaventando neanche un quinto di quel che mi spaventava il piccolo Bush. Nel frattempo però lascio un appunto sul paragone più banale che sta girando tra i giornalisti: quello con Berlusconi.

Paragone ormai abusato non solo tra giornalisti italiani, a cui non sembra vero poter vantare vent'anni di esperienza di un mitomane col parrucchino (il che dimostra che in vent'anni non hanno messo a fuoco il problema): la cosa sta prendendo piede anche tra gli anglosassoni; per esempio ieri il Financial Times definiva Trump un "Berlusconi americano", benché privo del suo fascino e del suo talento per gli affari ("albeit without the charm or business acumen"). Ok, divertente. E forse la maggior somiglianza col caso italiano non sta nei due personaggi, ma proprio nella reazione incredula e stizzita che scatenano presso il ceto intellettuale, non solo a sinistra: effettivamente il passaggio dalla sottovalutazione all'indignazione al panico qui in Italia l'abbiamo vissuta più di vent'anni fa. E abbiamo capito - purtroppo un po' meno di vent'anni fa - che insistere sulle gaffes del tizio non fa che renderlo più forte verso il suo serbatoio elettorale: del resto in Italia l'anti-intellettualismo lo studiamo da un secolo, siamo passati per il fascismo e il qualunquismo ed evidentemente non abbiamo ancora trovato il vaccino efficace.

Detto questo, chi paragona Trump a Berlusconi mostra di non aver capito qual era il vero problema con Berlusconi: non il parrucchino, non le barzellette e le figuracce, le smorfie ai vertici internazionali (per quanto, via, chiamare kapò un europarlamentare tedesco) e nemmeno l'imbarazzantissima esuberanza sessuale, che è poi il motivo per cui all'estero lo conoscono e ce lo ricordano ridacchiando. Non è nemmeno il populismo - o meglio, il populismo è un problema grave, ma esisteva prima di Berlusconi e non è affatto tramontato con lui. E allora cosa?

C'è bisogno di ricordarlo? A quanto pare sì. Berlusconi possedeva quasi metà dell'etere televisivo, in spregio della normativa (Rete4 avrebbe dovuto finire sul satellite); e quando vinse le elezioni modificò la normativa e mise le mani anche sull'altra metà, quella pubblica. Nel frattempo era uno dei principali editori italiani, e uno dei principali concessionari di pubblicità, che raccoglieva sul mercato e rivendeva alle sue aziende. In sostanza per qualche anno in Italia non ci furono direttori di reti televisive e tg che lui non approvasse direttamente o indirettamente: malgrado fior di opinionisti assunti in queste reti o dai suoi giornali ci spergiurasse che no, Berlusconi non vinceva le elezioni grazie alle televisioni: che il fatto che continuasse a esercitare quel controllo, arrivando a fare i nomi di chi non voleva più in RAI, fosse semplicemente una coincidenza, una cosa che gli capitava di fare perché si sa, la tv è sempre stata il suo pallino.

Quanto a Trump, per quel che ne so è un palazzinaro e una celebrità televisiva. Ma non possiede la CBS, né la FOX, né la CNN né una delle Big Three: che di conseguenza possono decidere di parlare di lui come vogliono. Anche molto male. Forse avrete intravisto anche voi lo spezzone dello show di John Oliver (definirlo "comico" è riduttivo) dedicato a Trump: venti minuti di demolizione sistematica del personaggio, andati in onda su HBO e poi rimbalzati via internet in tutto il mondo. Ecco, questo su un canale televisivo italiano nel 2002 sarebbe stato impossibile. Negli USA invece si fa abitualmente, e si continuerà a fare persino nel malaugurato ma sempre più probabile caso in cui il mitomane di turno vinca le elezioni. Perché davvero, non è che le televisioni siano indispensabili per farti vincere.

Però in Italia aiutano.

Ognuno poi ha i suoi parametri, le sue pietre di paragone: il mio canarino-in-miniera è Giuliano Ferrara, a cui Trump dà un certo fastidio. Per il populismo? Ferrara ne ha avallati di peggiori. Per il cattivo gusto? Parliamo del tizio che si mise il rossetto e andò in piazza col cartello "siamo tutti puttane", per solidarietà col capo accusato di avviare minorenni alla prostituzione. E allora, insomma, cosa c'era in Berlusconi che Ferrara non riesce a trovare in Trump? Secondo me è una questione preconscia: Ferrara non pensa, Ferrara annusa. E per quanto inspiri, non riesce a sentire quell'odore di vero potere che gli darebbe alla testa. Per un Berlusconi si sarebbe messo in mutande; per un Bush era disposto a millantare consulenze con la CIA; per Trump niente. Lo trovo molto indicativo.
02 Mar 12:29

Baby

Does it get taller first and then widen, or does it reach full width before getting taller, or alternate, or what?
02 Mar 09:10

The long and winding road

by Yves Pomeau

Nature Physics 12, 198 (2016). doi:10.1038/nphys3684

Author: Yves Pomeau

For a problem as complex as turbulence, combining universal concepts from statistical physics with ideas from fluid mechanics has proven indispensable. Three decades since this link was formed, it is still providing food for new thought.

29 Feb 10:08

Optical communications: Temporal ghost imaging

by Daniele Faccio

Nature Photonics 10, 150 (2016). doi:10.1038/nphoton.2016.30

Author: Daniele Faccio

Ghost imaging allows the creation of images using light that never interacts with the object. Researchers now show that this technique can be applied to reconstruct temporal 'images' of rapidly varying, picosecond signals in telecommunication systems.

29 Feb 10:08

Identity crisis

Jacopo.bertolotti

Yes, I have an Orcid account. No, it was never even remotely useful.

Nature Photonics 10, 137 (2016). doi:10.1038/nphoton.2016.39

ORCID, a global ID scheme for researchers, which is being embraced by funders, universities and publishers, now has almost 2 million registrations and is growing all the time.

28 Feb 17:06

Saturday Morning Breakfast Cereal - Autism and Vaccines

by admin@smbc-comics.com

Hovertext: I await your hatemail, pertussis enthusiasts!


New comic!
Today's News:

 With apologies to people who saw my earlier version of this on twitter.

25 Feb 18:17

Saturday Morning Breakfast Cereal - Ethics?!

by admin@smbc-comics.com

Hovertext: We also knocked out love, which is why you developed sex.


New comic!
Today's News:

 Monocles are in store now!

We only have a limited amount of leftover inventory from the kickstarter, and we (proooobably) won't make more after these go :)

25 Feb 15:37

Come sono finiti

by di Alessandro Gilioli

Ci sono due o tre conseguenze interessanti, nel modo in cui sta finendo la questione delle unioni civili. Tristi, ma interessanti.

La prima l'ha sintetizzata benissimo Piergiorgio Paterlini su Facebook: «Da questa sera avremo più diritti ma saremo meno uguali. E va detto, bisogna essere consapevoli che è la prima volta che lo stato italiano sancisce nero su bianco la diversità (di diritti) degli omosessuali. Prima era solo nei fatti. Ora è legge».

Ecco, non è una questione da poco. Perché la legge sulle unioni civili aveva anche (se non fondamentalmente) lo scopo di stabilire che chiunque, in questo Paese, ha pari diritti indipendentemente dall'orientamento e dal genere. Almeno, questa era la battaglia complessiva, cioè quella che riguardava tutta la società nel suo complesso. Una battaglia di civiltà per tutte e tutti. Sarebbe molto ipocrita negare ora che questa battaglia è stata totalmente persa. Dal punto di vista di ciò che la legge sdogana in termini di principi, stiamo perfino peggio di prima: prima una minoranza veniva ignorata, nei suoi diritti; ora si è deciso ufficialmente che ha meno diritti degli altri.

È un po' triste, appunto. Quasi come se per ottenere qualcosa, una minoranza dovesse accettare il principio che comunque non può essere uguale. Come se ai tempi dell'apartheid, ai neri fosse stato concesso di salire sugli autobus dei bianchi, ma scrivendo nella Costituzione che dovranno cedere ai bianchi il posto a sedere. Una cosa così. Vedete voi.

La seconda conseguenza è più strettamente politica.

E riguarda il peccato originale di questa legislatura e delle scelte di Renzi: che, come noto, una volta divenuto segretario del Pd decise di rifare il governo con Alfano - come il suo predecessore Letta - anziché farsi eleggere dai cittadini, come aveva promesso. Sia ai tempi di Letta sia con Renzi, si è sempre detto che non c'era alternativa, che i numeri consentivano solo quel tipo di maggioranze. Quello che è successo nelle ultime settimane fa invece pensare che si sia trattato e si continui a trattare soprattutto di un alibi. Alfano fa comodo. Fa comodo perché si può attribuire a lui quello che in realtà vuole mezzo Pd, quello centrista e cattodem. Fa comodo perché gli si proiettano responsabilità che invece sono proprie. Fa comodo perché parla la stessa lingua del Pd. Renzi poteva facilmente liberarsi di Alfano, dopo le primarie Pd del dicembre 2013. Sull'onda di quel successo avrebbe ottenuto facilmente la maggioranza assoluta dei seggi anche al Senato. Ha preferito tenerselo, usandolo come recipiente per scaricare le tensioni interne al suo partito. In questi giorni si è visto in modo plastico.

Anche la terza conseguenza è molto di "politique politicienne": l'ingresso ufficiale di Verdini in maggioranza. Non c'è molto da dire, a parte scuotere la testa. Ricordo lo sdegno dei miei amici del Pd quando i vari Villari, Scilipoti e Razzi lasciarono il centrosinistra per tenere in piedi con i loro voti Berlusconi. Non so, si chiedano cosa ci sia di meglio, in questo loro trasformista alleato senza scrupoli. Se lo chiedano in onestà intellettuale. E guardino, se riescono, come sono finiti.

25 Feb 14:21

Two efficient approaches for modeling of Raman scattering in homogeneous turbid media

by Ilya Krasnikov
Ilya Krasnikov, Christian Suhr, Alexey Seteikin, Bernhard Roth, Merve Meinhardt-Wollweber
The quantitative analysis of Raman spectroscopic signals in biological tissue is generally difficult. Typical samples contain a multitude of molecular species and, in addition, measurements are altered by attenuation of the Raman signal. Realistic numerical modeling of the Raman process can help to ... [J. Opt. Soc. Am. A 33, 426-433 (2016)]
25 Feb 14:07

Medie mobili

by .mau.

Ho trovato questo articolo della Stampa che racconta come la pratica religiosa in Italia stia calando, e che è «più facile perdere la fede a 55 anni». (Nota: anche se non è esplicitato dall’articolo, si parla di pratica religiosa in genere, quindi non solo cattolica. Diciamo che forse i pastafariani non sono stati considerati, ma solo perché non sono ancora molti. Però per esempio gli islamici ci sono).

L’articolo segnala appunto che «L’Istat ha di recente fotografato la nostra propensione alla pratica religiosa», dimenticandosi di mettere un link ai dati Istat perché un lettore interessato possa farsi direttamente una sua idea. (Per la cronaca, se volete vederli andate a http://dati.istat.it/index.aspx?queryid=262, selezionate “tutti i temi”, cercate Partecipazione sociale → Pratica religiosa → Classe di età) e che la percentuale di persone che frequenta luoghi di culto almeno una volta la settimana è in costante calo. Fin qui nulla di male. Ma poi continua scrivendo

Ma il confronto con il 2006 ci dice che la fascia d’età più disillusa è quella tra i 55 e i 59 anni che nell’ultimo decennio ha perso il 30% dei frequentatori di luoghi di culto.

Se andate a controllare i dati, in effetti la percentuale è scesa dal 26,9% al 19,3%; viene anche riportato lo spiegone del sociologo Franco Garelli sul perché queste persone tendono a non frequentare più i luoghi di culto, spiegone che vi risparmio. Vi siete accorti di cosa c’è che non va in questa bella spiegazione? Bravi. Quelli tra i 55 e i 59 anni nel 2015 avevano tra i 46 e i 50 anni nel 2006, e le loro percentuali di frequentazione sono rimaste fondamentalmente le stesse (non è possibile fare un confronto preciso, perché la classe di età precedente è di dieci e non di cinque anni, ma un banale modello di regressione mi dà quei valori). Quindi si sta semplicemente fotografando l’invecchiamento della popolazione.

Attenzione. Ha perfettamente senso dire che la percentuale di frequentanti nella fascia di età tra i 55 e i 59 anni è scesa del 30% negli ultimi dieci anni. Quello che non ha senso è dire che quelle persone hanno smesso di frequentare in questi dieci anni. Quelle persone avevano già smesso probabilmente a quindici anni. Vedete la differenza?

25 Feb 10:30

Should you edit your children’s genes?

by Erika Check Hayden

Should you edit your children’s genes?

Nature 530, 7591 (2016). http://www.nature.com/doifinder/10.1038/530402a

Author: Erika Check Hayden

In the fierce debate about CRISPR gene editing, it’s time to give patients a voice.

25 Feb 09:31

Quantum correlation of light scattered by disordered media

by Ilya Starshynov
Ilya Starshynov, Jacopo Bertolotti, Janet Anders
We study theoretically how multiple scattering of light in a disordered medium can spontaneously generate quantum correlations. In particular we focus on the case where the input state is Gaussian and characterize the correlations between two arbitrary output modes. As there is not a single ... [Opt. Express 24, 4662-4671 (2016)]
24 Feb 17:17

I put the (ADD WORD LATER) in Procrastination!

by Bonnie Burton
Jacopo.bertolotti

"Procrastinate with pride"

neil

Welcome Bonnie Burton to WWdN! They’re sharing this special guest post with us while Wil Wheaton is at sea. Find more of her work at CNET and GRRL. They’re the genuine (wait for it) best.

Pssst…. you… yeah you! Come closer. I have a super-secret secret to tell you about writers. Not only are we really good at taking a tiny idea like a time-traveling barista or a dog who can solve murders into a novel or a screenplay, we’re even better at taking a very long time getting those precious ideas onto paper. 

One of the things we hate to do most is sit in front of a computer as it mocks us with a blinking cursor on a blank screen. Long before social media came to our rescue by distracting us from deadlines for hours, we would sit and have a staring fight with our screen saver. I’ve aced every game that came with my computer. You’re looking at the Queen of Solitaire.

Procrastination is the worst kind of frenemy. It makes you believe that you’re a super writer with mutant typing abilities. You can binge watch all of “The Walking Dead” and “Murder She Wrote” and still make your deadline. Sure, ya can.

That’s the problem. You want to believe that you’re are the master of your own destiny as the next Dorothy Parker or F. Scott Fitzgerald. But what you really are is an expert in zombie combat and ‘80s murder mystery TV shows.

But why do we give into the sweet seduction of doing anything but writing? Could it be our constant fears that the Fraud Police will show up at our front doors demanding that we finally admit we’re hacks and turn over our laptops?

Is the risk of failing worse than not trying at all? I know that it can be easier to believe you don’t suck as a writer, if you don’t write. But that’s not an option for me. If I don’t write regularly I get antsy. I start talking to myself in the grocery store. I begin to think I can telepathically communicate with my dog. So for all our sakes, I write.

Maybe we’re just worried about non-stop rejection from editors, publishers, producers and other writers. Or perhaps we’re still traumatized by those YouTube comments (the ones you’re never suppose to read) left on our last video post. Personally, it’s all the above.

I’ve published books and comics. I’ve written endless articles and columns. But when a deadline looms instead of tackling the project head-on, I often wait until the last possible moment — usually 3am — to write that commentary about sex robots or to finish up that half-written novel about a ghost who only haunts donut shops.

Eventually, I sit down, write my tome and then go to bed angry that I didn’t spend endless hours writing draft after draft, honing my skills like a real artist. But here’s the big secret. ALL writers procrastinate. It’s what we do; it’s part of the process. And even super-successful novelists can’t keep up with their own deadlines.

Just look at George R.R. Martin who just missed a deadline for his latest book. Sure that comedy skit on “Conan” last week wasn’t actually Martin himself shopping for a new bed or robbing banks instead of writing but honestly, I wouldn’t doubt it for a minute. It’s one thing to take forever to write another installment to a beloved book series, but it’s quite another when your fans never let you forget that your next book better kick ass.

In fact, I bet some of you are reading this guest blog instead of getting stuff done. So instead of feeling guilty for googling exes, reading obscure Wikipedia entries or checking your Twitter every 5 minutes, cut yourself some slack. Us writers find ideas from the weirdest places and sometimes from procrastination itself.

Knowing every single episode of “Magnum P.I.” by heart will really pay off for me when I finally write Tom Selleck’s unauthorized biography. Maybe giggling at all those Tumblr cat memes will motivate me to write the next cat comic to rival Garfield and Bill the Cat.

So procrastinate with pride. Just remember to eventually write about it.

24 Feb 08:49

Non importava davvero a nessuno

by di Alessandro Gilioli

«Prima non esistevamo, adesso invece esistiamo e valiamo molto meno di tutti gli altri».

Lo ha scritto ieri su Facebook Claudio Rossi Marcelli, che non conosco di persona: la sua epigrafe sulla Cirinnà mi è arrivata attraverso le condivisioni. L'ho trovata perfetta, nella sua amarezza. Nel riassumere la lontananza di questa legge da quelli che dovevano essere obiettivi di fondo: uguali diritti civili per tutte e tutti, indipendentemente dal proprio genere e orientamento.

A questo proposito, vorrei citare un'altra frase che ho letto ieri sui social, quella del senatore (del Pd, peraltro) Luigi Manconi: «Per superare la disparità tra coppie etero e omo, una legge che discrimina tra figli adottivi di una coppia etero e di una coppia omo. Però».

Ecco, qui siamo. Già nella sua formulazione iniziale, la Cirinnà ci avrebbe comunque tenuti ultimi in Europa occidentale per parità di diritti. Figuriamoci adesso. Senza dire che la vittoria campale ha galvanizzato alfaniani e cattodem, che ora chiedono nuovi annacquamenti, ulteriori discriminazioni.

Tra i partiti che a parole avevano sostenuto la versione iniziale di questa legge, adesso è tutto un imbarazzante e reciproco scaricabarile. Il Pd accusa il Movimento 5 Stelle perché non ha votato la tagliola agli emendamenti; il Movimento 5 Stelle accusa il Pd di usare questo come alibi per non contarsi al suo interno, per arroccarsi con alfaniani e cattodem.

Forse, semplicemente, uguali diritti non li voleva davvero nessuno. Nessuno li considerava una priorità, nessuno li considerava un obiettivo di civiltà da mettere davanti ai propri interessi di partito: di consenso fuori dal Palazzo e di giochetti dentro il Palazzo.

Non interessava davvero a Renzi: in fondo, uno che fino a pochi anni fa stava con i Family day e diceva: «Non ritengo quella della coppie di fatto la questione prioritaria su cui stare mesi a discutere per poi trovare una faticosa mediazione. Mi sembra un controsenso rispetto alle vere urgenze del paese. Questi provvedimenti toccano la minoranza delle persone». Certo, poi negli anni ha rivisto in parte le sue posizioni, ma la sua cultura di provenienza, quella di fondo, è rimasta la stessa. Del resto, né nel suo programma di governo né nel suo discorso di investitura c'è alcun riferimento agli altri diritti civili: biotestamento, fecondazione assistita, aggiornamento della legge sull'aborto resa impraticabile dalle obiezioni. Zero.

Ma non interessava davvero nemmeno a Grillo e ai suoi, che mai hanno messo i diritti civili al centro del loro movimento, tanto che non ne trovate traccia nel loro programma. E agli attivisti dell'Associazione Coscioni che li incalzavano su biotestamento o aborto hanno risposto sempre «sì, siamo d'accordo, ma non sono queste le nostre urgenze». Una tiepidezza che ha portato dritti al post con cui Grillo lasciava libertà di coscienza sulla stepchild, chissà se per paura di perdere voti a destra o soltanto per sostanziale indifferenza a questi temi.

E questi sono i capi dei due partiti che ci dovevano portare a uguali diritti.

Non è strano che non ci si sia arrivati.

23 Feb 18:05

Saturday Morning Breakfast Cereal - HAHAHA!

by admin@smbc-comics.com

Hovertext: This is why they live so long.


New comic!
Today's News:
23 Feb 16:13

Wavefront shaping through emulated curved space in waveguide settings

by Chong Sheng

Article

Wavefront shaping is typically carried out outside the medium within which the beam is propagating. Sheng et al. exploit concepts inspired by General Relativity for wavefront shaping within optical waveguide settings, constructing narrow collimated beams and shape-preserving beams accelerating on arbitrary trajectories

Nature Communications doi: 10.1038/ncomms10747

Authors: Chong Sheng, Rivka Bekenstein, Hui Liu, Shining Zhu, Mordechai Segev

23 Feb 15:47

Light transport in refractive turbid media

by Vadim Y. Soloviev
Vadim Y. Soloviev
Light scattering in refractive media can be used for visualization of caustics and singularities of wavefronts of the incident radiation. Its modeling requires solving the radiative transfer equation. Numerical solution of the radiative transfer equation in turbid media with a spatially varying ... [J. Opt. Soc. Am. A 33, 383-390 (2016)]
23 Feb 11:30

POV christening



POV christening

23 Feb 10:29

Imaging Hidden Objects with Spatial Speckle Intensity Correlations over Object Position

by Jason A. Newman, Qiaoen Luo, and Kevin J. Webb
Jacopo.bertolotti

It is at least the second time K. Webb manages to publish on PRL a paper about imaging objects in scattering media where he shows exactly zero results and the mathematical treatment make no sense.
I want to know this man's secret.

Author(s): Jason A. Newman, Qiaoen Luo, and Kevin J. Webb

We present a coherent optical method for wavelength-resolution imaging of moving objects hidden within thick randomly scattering media. Spatial speckle intensity correlations as a function of object position are shown to provide access to the spatially dependent dielectric constant of the moving obj…


[Phys. Rev. Lett. 116, 073902] Published Thu Feb 18, 2016