Jacopo.bertolotti
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[In Depth] Ebola vaccines racing forward at record pace
Scientists split over Scottish independence vote
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Nature 513, 7517 (2014). http://www.nature.com/doifinder/10.1038/513151a
Author: Elizabeth Gibney
Research could founder or flourish if Scotland leaves the United Kingdom.
Orbital assembly
Orbital assembly
Nature 513, 7517 (2014). doi:10.1038/513144a
The space launch of a 3D printer does not herald a brave new era — but it is a good start.
Possibile furto di password per 5 milioni di account Google
Stando a Russia Today, sta circolando in Rete un file contenente circa 5 milioni di nomi utente e password di account Google. Una versione del database priva di password è qui: sfogliatela per vedere se contiene il vostro nome utente, nel qual caso è meglio cambiare password e in generale attivare l'autenticazione a due fattori.
Aggiornamento (16:00): Oversecurity ha alcuni dettagli aggiuntivi e una copia del file. Da mail private che mi sono giunte e dai commenti qui sotto risulta che almeno alcuni degli indirizzi elencati sono reali.
Siete tutti creduloni, tranne me. Ovvero: il complotto delle collanine d'ambra.
La signora è indignata, furiosa e il sospetto dell'influenza delle "solite" lobbies [sic] è una certezza.
Quello che vedete sopra è uno screenshot di un commento arrivato sulla pagina Facebook del blog. Dice la signora (gentile signora) che io sarei "sovvenzionato per fare terrorismo" (oltre che ignorante, naturalmente) e "sostenuto dalle solite lobbies".
Cosa commenta la signora?
Ho discusso una cura alternativa per il cancro che ha tanti sostenitori?
Ho smontato uno dei tanti guru di internet? Forse ho insultato lei o un suo caro?
Oppure ho "suggerito" un farmaco controverso?
Quale sarà il terrorismo che causa questi scatti d'ira, l'indignazione e la proposta per una denuncia per diffamazione?
Questo:
Sapete che ci sono mamme che mettono delle collanine d'ambra ai loro bambini (piccoli) perché queste li aiuterebbero a superare i disturbi della dentizione? Incredibile? No, ci sono persino dibattiti nei siti dedicati alle neomamme, chi dice servano e chi ha dubbi e c'è chi ci crede tantissimo. Spero di non dover spiegare perché una collanina di resina non serva a nulla e non cambi nulla nello sviluppo del bambino (o dei suoi denti), ma forse è il caso di ricordare che queste collanine possono essere pericolose, il rischio di strangolamento (la collanina si stringe sul collo) o soffocamento (la collanina si rompe ed i piccoli pezzi sono ingoiati) è presente e reale. La collanina di ambra per i denti è niente più che un talismano (e qualcuno si stupisce che esistono mamme che usano l'omeopatia con i propri bambini), non ha nessuna base scientifica e nessun significato medico, rischiare una tragedia per qualcosa che non serve a nulla è stupido. Consapevole dei rischi, ogni mamma decida se mettere un amuleto magico addosso al proprio bambino o tranquillizzarsi pensando che lo sviluppo dei denti non è una malattia.Le collanine d'ambra per i denti.
Noi esseri umani siamo portati biologicamente a credere. Siamo superstiziosi, è un meccanismo neurologico e psicologico ben conosciuto, comune a tutti noi.
L'idea di scrivere questo post mi è venuta proprio in seguito alle reazioni a quelle mie parole, qualcosa di assolutamente irrazionale (ed a tratti violenta, verbalmente) che dimostra come qualsiasi persona sia suscettibile di false convinzioni e come "difenda con le unghie" queste convinzioni, nonostante, anche con una semplice riflessione, si dimostri come non vi siano motivi per ritenerle reali. Un fenomeno che colpisce tutti, siamo tutti razionali, con gli altri.
Quella di cui parlo è una superstizione senza alcuna base scientifica che unisce, all'inutilità, anche alcuni rischi. Parlavo delle "collanine d'ambra", delle piccole collanine formate da piccole pietre di "ambra" (visti i prezzi ho qualche dubbio siano di ambra pregiata o vera ambra). Sapete (io non lo sapevo, me ne sono reso conto dopo una segnalazione) che esistono tantissimi genitori che mettono queste collanine d'ambra perchè aiuterebbero a superare i disturbi dei neonati al momento della nascita dei primi denti?
Il momento in cui comincia l'eruzione dei primi denti ai lattanti, possono esserci varie conseguenze, non costanti e non gravi (salivazione aumentata, irritabilità, agitazione) ma che spesso preoccupano i genitori o ne condizionano...il sonno. Vi sono alcuni rimedi, spesso con poco effetto, per esempio dei gel con anestetico o degli spray che possono dare qualche sollievo, ma c'è da dire che non si tratta di malattia o di grave problema e quindi basta attendere qualche giorno per far tornare tutto a posto.
Una collanina di ambra avrebbe effetti sulla salute.
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| Collanina d'ambra per i denti. Un talismano usato da secoli, dovunque. |
Sono tradizioni popolari e secolari, diffuse in tutte le latitudini (in Europa soprattutto nel nord del continente), in certi stati (come in Italia) la vendita è permessa (anche nelle farmacie) mentre in alcuni stati proibita.
Ma pazienza, si potrebbe pensare, nulla di grave, in fondo gli oroscopi sono letti da milioni di persone, ma in questo caso qualche dubbio sulla magia dei dentini dovrebbe esserci.
Di fronte ad una palese inutilità, infatti, esistono alcuni pericoli. La collanina può rompersi ed il lattante soffocare con uno dei componenti della stessa, può impigliarsi o può stringersi al collo del bambino strangolandolo, è chiaro che questa non è un'esclusiva dei talismani d'ambra per i denti ma di tutte le collane, le corde ed i pendagli a portata di "bambino", sembrerebbe qualcosa che il semplice buonsenso dovrebbe consigliare. Con i bambini nessuna precauzione è mai troppa e, se questa riguarda un oggetto inutile, il buon senso è doppio.
Il pericolo d'altronde non è solo "ipotetico".
Un report (ho trovato la notizia in siti "governativi" ed attendibili ma la pagina del report è irraggiungibile) dell'ospedale parigino Necker ha documentato 30 morti l'anno di bambini per strangolamento da collane e pendenti (tra i quali quelle di ambra), fenomeno che ha indotto la società di pediatria d'oltralpe ad allertare le autorità sanitarie, mentre l'ordine francese dei farmacisti ha emanato un comunicato che ricorda come la vendita di tali oggetti in farmacia fosse proibita e d'altronde il soffocamento e lo strangolamento dei bambini è una delle principali cause di morte infantile in tutto il mondo (nel 2000, negli Stati Uniti, lo strangolamento è stata la prima causa di morte nei bambini). Naturalmente (e fortunatamente) si tratta di un evento non frequente, ma ancora nel mondo gli incidenti sono tanti e soprattutto molti di essi sono evitabili e riguardo ai bambini, i meccanismi che possono diventare pericolosi sono spesso imprevedibili ed inusuali. Nessun panico né paranoia, solo (come detto) buon senso ed attenzione. La prima regola è "sanare" (eliminare cioè oggetti e situazioni potenzialmente pericolose, tra le quali appunto collanine, braccialetti, oggetti con piccole parti e simili) il luogo in cui dorme o passa molto del suo tempo il bambino (o neonato o lattante), tenendo presente che nel caso di neonati, lattanti o bambini, la forza sufficiente a creare problemi respiratori da strangolamento è molto più bassa di quella necessaria nell'adulto e molte autorità sanitarie hanno messo in guardia i consumatori proprio sull'uso improprio di oggetti per bambini.
In Australia, Stati Uniti e Svizzera, infatti, sono frequenti gli appelli a non usare collanine nei bambini per la loro pericolosità.
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| Notizia di cronaca del dopoguerra, un dramma evitabile |
Qualcuno dice che tutto può essere pericoloso, giustamente, ma correre un rischio per qualcosa di assolutamente inutile mi sembra piuttosto stupido.
Ho detto qualcosa di incredibile?
Un medico deve dilungarsi nello spiegare queste cose? No, vero?
Come pensavo prima di occuparmi di collanine d'ambra, penso ancora che non credo ci si debba dilungare particolarmente per spiegare due cose ovvie: le collanine d'ambra non hanno effetti sul fisico e possono essere pericolose, che poi ognuno possa mettere al proprio figlio quello che vuole va anche bene, se le collanine piacciono e sono usate come ornamento va benissimo (con le cautele del caso toglietele quando il bambino dorme), ma si accetti l'evidenza: le collanine d'ambra non servono a niente e possono essere pericolose. Punto.
Invece no, non si finisce mai di imparare.
"La collanina funziona", "...esperienza personale, con me ha funzionato!", qualcuno dice che l'esperienza con la collanina è stata positiva. Altri allora intervengono: "non è possibile", "...guarda che l'esperienza personale non ha molto significato...", qualche mamma dice di aver notato qualche bambino con quelle collane e che ne ignorava gli scopi.
Ma l'atmosfera si riscalda.
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| Accuse di cialtroneria, ignoranza, oscurantismo, per aver smentito i "poteri" della collanina d'ambra |
Da lì all'omeopatia ed alle "energie della natura" il passo è breve. Tutto diventa una specie di delirio, nel quale si formano due fronti opposti, gli insensibili scettici e i possibilisti.
Ma non finisce qui, si arriva a qualcosa di interessante quando qualcuno chiede le prove sugli incidenti causati dalle collanine d'ambra, non prove generiche ma "dati certi luogo data nome e cognome del bimbo referto di morte per soffocamento da collanina d ambra" ed in un certo senso fa effetto leggere come si chieda addirittura il "referto di morte" della causa di un tragico incidente domestico mentre non si chiede nessuna prova (perché d'altronde non c'è) sugli effetti delle collanine d'ambra magiche.
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| Le "prove certe" sulle morti da collanina d'ambra. |
Notate il controsenso?
Un'azione qualsiasi si dovrebbe fare per un motivo, perché c'è uno scopo. In questo caso non esiste nessuna prova del beneficio delle collanine magiche, ma si chiedono le prove (e che prove) del pericolo, un "pensiero al contrario" stupefacente.
Lo scontro sugli effetti delle collanine d'ambra è ormai durissimo, chi le usa e nota effetti, chi dice sia tutta una bufala, mamme che odiano altre mamme, gentilissime donzelle che si trasformano in diavoli, io accusato di essere intollerante, velenoso ed aggressivo. Un delirio.
Per le collanine d'ambra.
Questa discussione mi ha fatto riflettere proprio sul fenomeno che spiegavo all'inizio. Siamo tutti dei creduloni, più o meno tutti.
Perché quando qualcuno mette in dubbio le mie credenze, divento furioso, perdo ogni controllo.
Già, perché nonostante siamo creduloni è difficile ammettere di esserlo. Lo "status" di "ingenuo" non è positivo. L'ingenuo è in fondo un po' ignorante, sempliciotto nella migliore delle ipotesi, ma è la vittima preferita dei furbi e nessuno vuole apparire come l'allocco pronto ad essere catturato. Così mostriamo tutta la nostra indignazione per le bufale e le credenze che noi consideriamo tali, ma quando si tocca una nostra credenza è una tragedia, non la metteremmo mai in discussione.
Anche questo è un comportamento arcaico e biologicamente conosciuto (si chiama bias di conferma).
Davanti a tutto questo, sembrano stonare i discorsi sociologici sulle truffe con le finte cure con staminali o le disquisizioni sui tanti ciarlatani. I motivi personali ed i drammi che spingono nelle braccia dei truffatori, le analisi statistiche degli studi, tutto un altro discorso.
Sembrano lontane le analisi su questo o l'altro caso di falsa guarigione. A cosa serve spiegare la terapia genica per le malattie neurodegenerative se tante mamme mettono un talismano magico ai propri figli e si arrabbiano se qualcuno glielo fa notare?
Non è facile dirlo.
Alla fine di tutto questo mi rimane una domanda: ma chi mi avrebbe "sovvenzionato" (a dire della cordiale signora del messaggio che vi ho mostrato) per parlare contro le collanine d'ambra, chi dovrebbe essere insomma il mio "corruttore"?
Voi direte la fatina dei denti, vero?
Volevo fare presente che non esiste. Già, non c'è nessuna fatina dei denti, almeno, non c'è nessuna prova scientifica che esista la fatina dei denti, ma forse è meglio sottolineare "secondo me", perché non vorrei scrivere anche un articolo sulla sua esistenza.
"Se vuoi sostenere una verità, prima assicurati non sia un'opinione che tu vuoi disperatamente sia vera". (Neil deGrasse Tyson).
Alla prossima.
[Articolo modificato dopo la stesura iniziale]
09/03/14 PHD comic: 'WRITING.'
| Piled Higher & Deeper by Jorge Cham |
www.phdcomics.com
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title:
"WRITING." - originally published
9/3/2014
For the latest news in PHD Comics, CLICK HERE! |
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"Mentre l’occidente si balocca fra tenerezze, cecità e nevrosi secolari, i seguaci di Maometto..."
Jacopo.bertolottiGiusto perché la mia opinione di Ferrara non era già abbastanza bassa.
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Con l’islam è guerra di religione
Giuliano Ferrara ha appena dichiarato guerra all’Islam in nome dell’ultraviolenza.
È nato un nuovo super-eroe.
(via nipresa)
Quindi da una parte abbiamo un Galli della Loggia che fortissimamente auspica il grande ritorno delle guerre di religione (che quelle sì han risolto bene le diatribe internazionali), e dall’altra un Ferrara novello Marion Cobretti che vorrebbe sanitariamente curare la situazione medio-orientale piallando l’intera zona. Intellettuali di questo calibro vanno tenuti cari, giusto per avere sempre presente cosa non fare e quali sono le idee repellenti in circolazione dalle quali tenersi alla larga.
[In Depth] Police claim leading flu researcher illegally sold virus
Synopsis: Quantum Photonics on a Chip
Published Thu Sep 04, 2014
The digital toolbox
Jacopo.bertolottiMy experience is that all the automatic systems to get the interesting papers, just work horribly bad. So I am still stuck with RSS feeds and advices from friends on FB.
The digital toolbox
Nature 513, 7516 (2014). doi:10.1038/513006b
A new section of Nature examines the software and websites that make research easier.
There is life after academia
There is life after academia
Nature 513, 7516 (2014). doi:10.1038/513005a
With high numbers of postdocs emerging from universities, prospective PhD students must be prepared for the fact that they will probably not end up with a career in research.
Interviews: The all-important job talk
Interviews: The all-important job talk
Nature 513, 7516 (2014). doi:10.1038/nj7516-131a
Author: Amanda Mascarelli
How people present their research and aspirations during interviews for academic positions can make or break their career.
Disordered photonic crystals: a cluster coherent potential approach using photonic Wannier functions
We present a cluster coherent potential approach for disordered photonic crystals (PhCs) that is based on maximally localized Wannier functions. In particular, the Wannier basis facilitates an efficient representation of the photonic band structure of a defect-free PhC and the Green’s ... [J. Opt. Soc. Am. B 31, 2246-2257 (2014)]
Sbagliare è umano, intimidire è diabolico.
C'è un comportamento particolarmente odioso, l'intimidazione.
Consiste nel minacciare, perseguitare, danneggiare o semplicemente impaurire chi intralcia qualcuno o un interesse per indurlo a non farlo più. Sembra un metodo riservato alle grandi organizzazioni criminali, la mafia per esempio, che per intimidire spara, uccide, minaccia, invece anche singoli o gruppi non criminali possono usare gli stessi mezzi. Possibile che un medico o uno scienziato subisca una minaccia semplicemente per aver diffuso la sua opinione (documentandola)? Possibile che succeda oggi, quando un episodio del genere (scandaloso), può fare il giro del mondo in pochi minuti? E possibile che la minaccia provenga non da un'organizzazione criminale ma da un'azienda rispettata e nota in tutto il mondo?
Sì, possibile, è successo e proprio in Italia.
Esiste una classe di farmaci che è sicuramente una delle più redditizie al mondo per chi la produce, sono i farmaci ipocolesterolemizzanti. Dietro questo nome complicato si nascondono quelle sostanze che riescono a far diminuire i livelli di colesterolo nel sangue che, quando sono elevati, possono rappresentare un fattore di rischio per certe malattie, in particolare quelle cardiovascolari. La loro efficacia nel diminuire questi livelli è provata, funzionano, ma vi è un dibattito molto acceso (in tutto il mondo scientifico) che riguarda l'efficenza, ovvero la capacità di diminuire le morti da malattia cardiovascolare. Per farla semplice: se questi farmaci diminuissero i livelli di colesterolo e di conseguenza la morte per malattia conseguente sarebbero fondamentali e veramente utili, se invece diminuendo i livelli di colesterolo (e questo come detto sanno farlo) non diminuissero (o diminuissero pochissimo) le morti, sarebbero poco utili (o inutili).
Essendo la classe di farmaci più venduti al mondo (le statine, una delle molecole che abbassano il colesterolo nel sangue, sono assunte da milioni di pazienti al mondo, ma oltre ad esse esistono altre molecole simili), si possono capire gli interessi dell'industria farmaceutica ad esaltarne i benefici minimizzando i rischi e quindi da qualche anno si continuano a studiare i dati clinici ed epidemiologici relativi a questo tipo di terapie, di studi sull'argomento ne esistono centinaia e come spesso accade è necessaria una buona dose di preparazione (e tanto tempo) per districarsi nell'enorme mole di dati presenti in letteratura. Non parlerò di questo, era solo un'introduzione all'argomento del post: l'intimidazione scientifica.
Già, perché il dibattito scientifico è fatto di ipotesi, idee, opinioni che possono essere corrette o meno, può essere molto acceso (sperando si mantenga negli ambiti della civiltà) ma ha (dovrebbe avere) un solo scopo: fare chiarezza e soprattutto essere utile al paziente.
Nel caso dei farmaci "anticolesterolo" sono tanti gli studi che ne analizzano rischi e benefici e ne escono continuamente di nuovi e questo non può che essere positivo, speriamo si faccia chiarezza sull'argomento nell'interesse di tutti, medici e pazienti.
Come ha provato a fare la rivista "Pillole", edita dal "Servizio educazione alla appropriatezza ed EBM" dell'ASL10 di Milano, diretto dal dott. Alberto Donzelli.
In tre numeri della rivista sono stati analizzati i dati relativi ad una molecola (ezetimibe, inibisce l'assorbimento intestinale del colesterolo) nella terapia dell'ipercolesterolemia associata alla dieta. Le conclusioni della rivista, che ha analizzato gli studi disponibili, erano che l'ezetimibe non è più efficace delle statine (al massimo dosaggio) nel ridurre il colesterolo (le statine, come detto prima, sono delle molecole che fanno diminuire il colesterolo nel sangue, come la molecola discussa), con un costo maggiore e senza particolari benefici sulla sicurezza. Insomma, tra le due molecole, da quanto concluso, sembra proprio che le statine convengano di più. Nei pazienti a rischio inoltre, la molecola non offre vantaggi e "non può essere considerato un trattamento alternativo".
La conclusione, oltre ad essere riportata sulla rivista, è stata oggetto di una lettera indirizzata ai medici di famiglia di Milano, proprio per illustrare quel risultato.
Ok, niente di strano, niente di eccezionale. Una rivista trae una conclusione dall'analisi degli studi disponibili e quell'analisi può essere considerata attendibile, può essere discussa e persino smentita se si hanno a disposizione dati diversi o altri numeri. Così si svolge il corretto dibattito scientifico ed oltretutto sui numeri (che sono un fatto e non un'opinione) si discute meglio. Questa conclusione inoltre non è così "stupefacente", proprio perché il dibattito sull'efficacia clinica dei farmaci anticolesterolo è ormai consolidato e proprio sull'uso di questa molecola, esistono molti pareri che lo definiscono "controverso" e sono ben conosciuti i trial che hanno messo in dubbio l'efficienza di questa molecola nel ridurre le placche aterosclerotiche che possono causare problemi cardiovascolari, notizie diffuse addirittura nella stampa generalista e questi dati sono confermati anche dai lavori più recenti. Nessuna rivoluzione né shock quindi, la rivista "Pillole" ha riportato un dato già noto in letteratura e che sta anzi aumentando di evidenza.
Così non la pensa l'azienda che produce quel farmaco: la MSD (Merck-Sharp-Dohme) Italia che ha pensato bene di annunciare una denuncia per danni alla rivista, all'ordine dei medici milanese, all'azienda sanitaria locale ed al responsabile della pubblicazione, il dott. Donzelli. Per la MSD quell'articolo e le sue conclusioni danneggiano gravemente l'azienda ed hanno procurato una perdita economica, ha chiesto infatti anche un risarcimento di ben 1,3 milioni di euro per un'iniziativa ritenuta "gravemente dannosa e lesiva dell'immagine e della reputazione di MSD Italia".

Che un'azienda subisca danni da una revisione scientifica (da parte di un addetto ai lavori) è un fatto molto singolare. Chi dovrebbe "controllare" i dati relativi ad un farmaco? Chi segnala gli effetti collaterali nel post marketing? Chi prescrive il farmaco e quindi si prende buona parte delle responsabilità sull'efficacia e la sicurezza?
Se un farmaco funziona ed è sicuro ci guadagnamo tutti, se non funziona o, peggio, non è sicuro il danno non è dell'azienda è del paziente prima di tutto e poi del medico che lo prescrive. Spendere il proprio tempo per controllare un farmaco quindi, è doveroso da parte del medico ed un'azienda deve accettarlo (anzi, un'azienda seria deve richiedere questo controllo).
Attenzione, la rivista può anche aver tratto conclusioni errate e l'azienda avere perfettamente ragione, può succedere ed in letteratura ci sono ancora molti dati discordanti (proprio come questo, lo abbiamo visto prima), ma la MSD deve rispondere nelle sedi adatte, scientifiche, non in tribunale o minacciando richieste di denaro. Questo potrebbe causare molte conseguenze spiacevoli, anche per l'azienda. Un medico ha il diritto (ed il dovere...) di analizzare in maniera maniacale i dati di un farmaco, di criticarne i risultati se vuole, di esporre i suoi dubbi e di diffondere notizie sulla sicurezza ed efficacia di un prodotto farmaceutico, i controlli non sono mai troppi. Un'azienda, che da quel farmaco guadagna, ha anch'essa il diritto di rispondere, fornire altri dati, discuterne, dimostrare. Un'azienda che "risponde" chiedendo un risarcimento in denaro non sta partecipando ad un dibattito scientifico, sta intimidendo, sta scoraggiando ogni voce critica e questo è gravissimo.
Ma l'azienda, oltre all'aspetto etico del suo gesto, dovrebbe riflettere anche su altre conseguenze, spesso inaspettate, come il cosiddetto effetto Streisand. Un'industria o un personaggio che vuole "difendere" dei suoi presunti interessi fa tanto di quel rumore che alla fine ottiene l'effetto contrario e rimedia una figuraccia epocale e mondiale. Oppure, se noi medici dovessimo ragionare come la MSD Italia, ogni volta che un farmaco non funziona, ogni volta che non otteniamo i risultati promessi o ogni volta che un'azienda non ci fornisce tutti i dati relativi all'efficacia ed alla sicurezza di un suo prodotto (e succede, eccome se succede), chiederemo i danni, d'altronde il lavoro ed i successi di noi medici dipende anche dalla qualità dei prodotti farmaceutici.
Spero questo non debba succedere mai, perché mai bisognerebbe tradire il filo delicatissimo e sottile che unisce azienda, medico e paziente. È una catena di fiducia e rispetto reciproci, i pazienti si fidano del medico che si fida dell'azienda. Se solo uno di questi anelli si rompe inizierebbe qualcosa di poco piacevole e dannoso per tutti e non si parla soltanto di danni economici.
A questo punto e visto che la vicenda ha avuto eco internazionale (e non si può parlare certo di "bella figura"), la MSD ha pensato bene di recuperare qualche posizione e lo ha fatto con una dichiarazione del portavoce che parla di "incidente" e di "errore nella gestione del caso italiano", assicurando che non ci saranno conseguenze legali per i ricercatori e che il dibattito si svolgerà nelle sedi scientifiche adatte, come le riviste.
Ottimo, forse il caso è stato davvero "semplicemente" una cattiva gestione locale (italiana) ed arcaica delle controversie e la MSD ne ha pagato le conseguenze almeno di immagine. Questo però non evita alcune riflessioni.
L'azienda farmaceutica ha un dovere enorme, oltre al diritto di guadagnare, ha delle responsabilità grandissime ed ha, nei medici, un anello di congiunzione con i pazienti. Per questo dovrebbe essere alleata dei medici come dei dei pazienti, felicissimi di sostenerla ed apprezzarla davanti a molecole sempre più sicure ed efficaci ma altrettanto severi nel criticarla e giudicarla quando qualcosa non convince. Il giudizio indipendente, slegato dal marketing e diffuso da chi le medicine le usa (da medico o da paziente), è vitale per la nostra salute e per la sicurezza di chi si occupa di farmaci, persino dei produttori, che delle critiche possono farne tesoro. Non accettarle o, ancora peggio, scoraggiarle o addirittura boicottarle è pericoloso, economicamente e per l'immagine del produttore, oltre a rappresentare una pesante censura che si trasformerebbe in un rischio per il paziente.
È già successo qualche anno fa, quando un'azienda mise in vendita una sostanza che si chiamava rofecoxib e che sembrava una panacea per le infiammazioni ed i dolori articolari. Qualcuno fece notare che quel farmaco aveva degli effetti collaterali inaspettati e molto gravi che il produttore non aveva sottolineato abbastanza ed anche in questo caso l'azienda denunciò la rivista che osò mettere in dubbio le sicurezze un po' avventate. La MSD questa storia dovrebbe conoscerla benissimo, visto che produceva proprio quel farmaco, il pericoloso Vioxx che causò migliaia di morti in tutto il mondo prima di essere ritirato dal mercato. La rivista locale aveva ragione, vinse la causa e quella storia ha fatto il giro del mondo come esempio di cattiva medicina (o meglio, cattiva condotta di un'azienda farmaceutica). Stessa sorte di questa nuova vicenda, che è finita anche sul British Medical Journal a firma del nostro Fabio Turone, giornalista scientifico. L'azienda quindi, oltre alla pessima figura d'immagine, a questo punto internazionale, non ha evidentemente imparato nulla dagli errori del passato e questa non è certo una cosa di cui andare fieri. Unico punto a favore il ripensamento, tardivo ma presente.
Che facciamo, MSD (e tutte le altre aziende del settore), tanto per saperlo, vogliamo finalmente fare tesoro degli errori del passato o vogliamo perseverare? Perché se sbagliare è umano...
Generation and reversal of surface flows by propagating waves
Nature Physics 10, 658 (2014). doi:10.1038/nphys3041
Authors: Horst Punzmann, Nicolas Francois, Hua Xia, Gregory Falkovich & Michael Shats
The ability to send a wave to fetch an object from a distance would find a broad range of applications. Quasi-standing Faraday waves on water create horizontal vortices, yet it is not known whether propagating waves can generate large-scale flows—small-amplitude irrotational waves only push particles in the direction of propagation. Here we show that when waves become three-dimensional as a result of the modulation instability, a floater can be forced to move towards the wave source. The mechanism for this is the generation of surface vortices by waves propagating away from vertically oscillating plungers. We introduce a new conceptual framework for understanding wave-driven flows, which enables us to engineer inward and outward surface jets, stationary vortices, and other complex flows. The results form a new basis for the remote manipulation of objects on fluid surfaces and for a better understanding of the motion of floaters in the ocean, the generation of wave-driven jets, and the formation of Lagrangian coherent structures.
Independence day
Nature Physics 10, 615 (2014). doi:10.1038/nphys3095
If Scotland votes to leave the United Kingdom, will the independent nation maintain its level of science funding?
Zombishield! La prova? Dammela tu...ma che sia una prova.
Altri potrebbero pensare: "non c'è un'immagine, un documento, qualcosa che provi la sua efficacia?", certo, vi mostro l'immagine che ho scattato un anno fa quando ho iniziato a sperimentare il prodotto. Ero su una collina e fronteggiavo una decina di zombi, sono bastate tre spruzzate (a volte ne servono quattro) ed ecco lo spettacolo che si è presentato davanti ai miei occhi dopo l'uso del mio Zombishield:
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| Campo collinare che ho bonificato completamente da una colonia di zombi |
Per chi volesse acquistare flaconi di Zombishield, per i primi sei mesi offerta speciale: 50 euro al litro, successivamente il prezzo subirà probabili aumenti per sostenere la ricerca sul tema (che faccio io nei miei laboratori).
Tutta questa pappardella per introdurre un argomento che rappresenta una delle colonne del metodo scientifico. L'onere della prova.
Della mia fantasmagorica invenzione salvavita non ho fornito prove di efficacia e nessuno potrà mai verificare se quello che affermo sia vero o no: gli zombi non esistono e quindi nessuno potrà provare l'utilità della mia invenzione. Sto giocando sporco, propongo un'ipotesi non scientifica, faccio affermazioni che sono in realtà mie ipotesi indimostrate. Quello che dico, quindi, non solo non ha alcuna prova di attendibilità ma non può pretendere nemmeno di essere un argomento scientifico e questo non perché gli scienziati non mi degnano di ascolto o non vanno a cercare gli zombi, ma per motivi molto più semplici: le mie presunte prove di efficacia non sono verificabili e questo corrisponde ad assenza di prove.
In parole povere, è a chi propone un'ipotesi fornire le prove delle sue affermazioni e le prove devono essere tali. Parliamo di medicina? Ok.
Chi dice "ho scoperto la cura per il diabete" deve dimostrarlo. Non deve chiedere agli altri scienziati o ad altre persone di smentire la sua affermazione, mai, chi lo fa evidentemente non ha dimostrato nulla e già questo è segno di malafede ed inattendibilità.
Naturalmente non si deve giocare sporco.
Non solo non si chiede agli altri di smentire la propria affermazione ma ciò che si propone deve essere verificabile. Lo Zombishield non solo non ha nessuna prova di efficacia, ma non è nemmeno falsificabile, non esistono gli zombi e nessuno potrà mai smentirmi, non si può smentire un'ipotesi negativa ("dimostrami che questo non funziona"), si può fare solo con un'ipotesi positiva ("dimostrami che questo funziona") e deve farlo chi propone l'ipotesi, non chi è scettico.
Russell si riferiva alla religione ed all'esistenza di Dio, ma il suo ragionamento può essere esteso all'ambito scientifico perché proprio la ricerca e la scoperta scientifica sono campi che richiedono prove, che mostrano le strade che hanno portato ad una conclusione e questa è discussa da chi fosse interessato. Un'ipotesi è scientifica quando è falsificabile.
Questa frase, apparentemente complicata, è invece semplicissima da comprendere: se sostengo di aver scoperto una sostanza che colora la pelle di rosso, la mia affermazione può essere controllata. Si potrà così capire se davvero la mia sostanza ha quel potere o se invece avessi preso un granchio (un buonafede o con l'intento di truffare).
Se invece sostengo di aver scoperto una sostanza che genera elefanti rosa invisibili, sarà praticamente impossibile smentirmi, la mia "prova" (10 elefanti rosa invisibili) è a casa mia ed è naturale che nessuno la veda, sono invisibili e nessun occhio come nessuno strumento, potrà mai vedere il risultato del mio esperimento.
Chiaro che qualcuno, nonostante l'invisibilità dei miei elefanti, potrebbe insistere chiedendomi di mostrargli le orme dei miei animali, ma io potrei benissimo rispondere che, essendo invisibili ed impalpabili, gli elefanti non lasceranno nessuna traccia sul terreno. Non c'è alcun modo di "provare" che la mia ipotesi sia falsa. Se questa ipotesi non è falsificabile (non smentibile) non può essere sottoposta a nessuna verifica, quindi non ha nessun valore scientifico. Ognuno può inventare quindi ciò che vuole, ma non può pretendere di essere preso in considerazione se egli stesso non fornisce una prova certa o almeno plausibile e quindi verificabile delle sue ragioni.
Ecco, una delle colonne del metodo scientifico: la falsificabilità, ciò che si può smentire è verificabile, ciò che non è possibile smentire non è nemmeno verificabile, quindi non ha alcun valore.
Russel con la metafora della teiera spaziale voleva spiegare proprio questo.
Se una persona, un genio incompreso, sostenesse che tra la Terra e Marte (quindi nello spazio) esistesse una teiera in porcellana in orbita attorno al Sole, basterebbe che questa persona aggiungesse che questa teiera è talmente piccola (come tutte le teiere) che nessun telescopio, nemmeno il più moderno, riuscirebbe a vederla dalla Terra, che nessuno potrebbe smentire la teoria del nuovo genio incompreso. Il genio a questo punto potrebbe dire: "visto che nessuno riesce a smentirmi, io ho ragione e chi dice che la teiera non esiste è chiuso di mente e non è attendibile". Ecco, il genio pensa di aver ragione e chi non conosce il metodo scientifico pensa lo stesso, quando in realtà il genio incompreso non ha dimostrato nulla e chiede una cosa impossibile: dimostrare un dato negativo. Puoi dimostrare che la teiera esista (forse un giorno inventeranno telescopi ancora più potenti, oppure si potrebbe cercarla con un'astronave...) ma non puoi mai dimostrare che non esista. La prima possibilità (che la teiera esista) è un dovere del genio incompreso, l'onere della prova è suo, se non dimostra non ha ragione. Punto.
Russell aggiunge che se poi si iniziasse a parlare della teiera in tutti i libri di scuola, nelle conferenze e nelle università, la teoria indimostrata diventerebbe talmente "ordinaria" da diventare "probabile", quasi certa, in un certo senso credibile quando invece non ha nulla di reale.
Per lo stesso motivo, discutere e dibattere di ipotesi o concetti mai dimostrati, è un'inutile (in senso scientifico) perdita di tempo che nulla aggiunge sull'esistenza di quell'ipotesi. Io le ho chiamate "fintoversie": inutile discutere sull'altezza degli elefanti rosa se non ne troviamo nemmeno uno.
Inutile discutere sull'efficacia dell'omeopatia se sappiamo di assumere semplice zucchero ed inutile discutere di terapie saltate dal cappello del ciarlatano di turno se lo stesso non è riuscito a produrre una sola prova delle sue affermazioni. Non serve negare una teoria che nemmeno colui che la propone ha dimostrato (cfr. Euclide: "ciò che è affermato senza prova può essere negato senza prova").
Il bicarbonato per curare il cancro: Si tratta di una pseudocura contro il cancro inventata da un ex medico italiano molto seguito negli ambienti alternativi più estremi. Questo medico non ha mai effettuato esperimenti, non ha mai pubblicato alcun documento sul suo presunto trattamento, non ha mai fornito dati che facessero sospettare che la sua ipotesi fosse corretta. Le uniche "documentazioni" che ha fornito si limitano ad alcuni casi "raccontati" nel suo sito (molti falsi, altri con documentazione inadeguata) e a video pubblicati su internet (molti che evidenziano come il bicarbonato non abbia avuto alcun ruolo nella storia dei pazienti intervistati). Nonostante queste evidenti assurdità, Simoncini (questo il nome del guaritore), pretende di avere ragione e dichiara che la sua idea non è presa in considerazione dalla comunità scientifica perché "troppo economica" da utilizzare.
Il "metodo Vannoni": Laureato in lettere, afferma di aver "importato" un metodo di preparazione di cellule staminali mediante il quale sarebbe possibile curare (fino a guarire) malattie ad oggi inguaribili, molte delle quali genetiche. Non ha mai pubblicato uno studio scientifico, mai provato in maniera organizzata gli effetti della sua presunta cura, non ha mai rivelato quale sarebbe la procedura da lui utilizzata e non si conoscono casi di pazienti che abbiano tratto un giovamento almeno evidente grazie alla sua "terapia".
Come si vede, in questi due casi (scelti tra i tanti solo perché più noti "mediaticamente", ma tutte le medicine non scientifiche hanno queste caratteristiche) chi ha avanzato un'ipotesi di tipo medico, non si è curato per nulla né di dimostrare di avere ragione, né di illustrare alla comunità scientifica le proprie idee permettendone una conferma scientificamente corretta. La cosa interessante è che al controllo (anche superficiale) dei presunti effetti delle due terapie, emergono grandi dubbi, addirittura falsi plateali, manipolazioni dei dati ed un costante uso dell'emotività e degli "appelli" mediatici per ottenere ragione.
Alla prossima.
Incorporating learning goals about modeling into an upper-division physics laboratory experiment
Implementing a laboratory activity involves a complex interplay among learning goals, available resources, feedback about the existing course, best practices for teaching, and an overall philosophy about teaching labs. Building on our previous work, which described a process of transforming an entire lab course, we now turn our attention to how an individual lab activity on the polarization of light was redesigned to include a renewed emphasis on one broad learning goal: modeling. By using this common optics lab as a concrete case study of a broadly applicable approach, we highlight many aspects of the activity development and show how modeling is used to integrate sophisticated conceptual and quantitative reasoning into the experimental process through the various aspects of modeling: constructing models, making predictions, interpreting data, comparing measurements with predictions, and refining models. One significant outcome is a natural way to integrate an analysis and discussion of systematic error into a lab activity.
Why students still can't solve physics problems after solving over 2000 problems
This study investigates the belief that solving a large number of physics problems helps students better learn physics. We investigated the number of problems solved, student confidence in solving these problems, academic achievement, and the level of conceptual understanding of 49 science high school students enrolled in upper-level physics classes from Spring 2010 to Summer 2011. The participants solved an average of 2200 physics problems before entering high school. Despite having solved so many problems, no statistically significant correlation was found between the number of problems solved and academic achievement on either a mid-term or physics competition examination. In addition, no significant correlation was found between the number of physics problems solved and performance on the Force Concept Inventory (FCI). Lastly, four students were selected from the 49 participants with varying levels of experience and FCI scores for a case study. We determined that their problem solving and learning strategies was more influential in their success than the number of problems they had solved.
Quantum imaging with undetected photons
Quantum imaging with undetected photons
Nature 512, 7515 (2014). doi:10.1038/nature13586
Authors: Gabriela Barreto Lemos, Victoria Borish, Garrett D. Cole, Sven Ramelow, Radek Lapkiewicz & Anton Zeilinger
Information is central to quantum mechanics. In particular, quantum interference occurs only if there exists no information to distinguish between the superposed states. The mere possibility of obtaining information that could distinguish between overlapping states inhibits quantum interference. Here we introduce and experimentally demonstrate a quantum imaging concept based on induced coherence without induced emission. Our experiment uses two separate down-conversion nonlinear crystals (numbered NL1 and NL2), each illuminated by the same pump laser, creating one pair of photons (denoted idler and signal). If the photon pair is created in NL1, one photon (the idler) passes through the object to be imaged and is overlapped with the idler amplitude created in NL2, its source thus being undefined. Interference of the signal amplitudes coming from the two crystals then reveals the image of the object. The photons that pass through the imaged object (idler photons from NL1) are never detected, while we obtain images exclusively with the signal photons (from NL1 and NL2), which do not interact with the object. Our experiment is fundamentally different from previous quantum imaging techniques, such as interaction-free imaging or ghost imaging, because now the photons used to illuminate the object do not have to be detected at all and no coincidence detection is necessary. This enables the probe wavelength to be chosen in a range for which suitable detectors are not available. To illustrate this, we show images of objects that are either opaque or invisible to the detected photons. Our experiment is a prototype in quantum information—knowledge can be extracted by, and about, a photon that is never detected.
Superabsorption of light via quantum engineering
Article
A quantum system that super-radiates must also exhibit enhanced absorption, but the former always dominates in natural systems. However, by invoking environmental quantum control techniques, Higgins et al. demonstrate that a system can exhibit quantum-enhanced light absorption.
Nature Communications doi: 10.1038/ncomms5705
Authors: K. D. B. Higgins, S. C. Benjamin, T. M. Stace, G. J. Milburn, B. W. Lovett, E. M. Gauger
Earth science: Warning signs of the Iquique earthquake
Earth science: Warning signs of the Iquique earthquake
Nature 512, 7514 (2014). doi:10.1038/nature13655
Authors: Roland Bürgmann
An earthquake off Chile in 2014 occurred in a region where a great seismic event was expected. Two studies reveal that months of foreshocks and slow slip on the associated plate-boundary fault preceded the event. See Letters p.295 & p.299
Scaling of Chaos versus Periodicity: How Certain is it that an Attractor is Chaotic?
Author(s): Madhura Joglekar, Edward Ott, and James A. Yorke
A small perturbation in a system’s parameter can convert its attractor from chaotic to periodic, where the probability of obtaining a chaotic regime scales as a power law with respect to the perturbation size. These results look at how and why the way in which this scaling is defined can lead to different numerical values for the exponent.
[Phys. Rev. Lett. 113, 084101] Published Wed Aug 20, 2014
Topologically Robust Transport of Photons in a Synthetic Gauge Field
Author(s): S. Mittal, J. Fan, S. Faez, A. Migdall, J. M. Taylor, and M. Hafezi
A flat optical device is designed to allow light to travel unimpeded along its edges, even in the presence of defects.
[Phys. Rev. Lett. 113, 087403] Published Wed Aug 20, 2014
Viewpoint: Light Avoids Anderson Localization
Published Wed Aug 20, 2014




















