Shared posts

12 Sep 09:18

[In Depth] Ebola vaccines racing forward at record pace

by Jon Cohen
Rushing them into widespread use without large-scale trials raises hopes and concerns. Author: Jon Cohen
11 Sep 09:32

Scientists split over Scottish independence vote

by Elizabeth Gibney

Scientists split over Scottish independence vote

Nature 513, 7517 (2014). http://www.nature.com/doifinder/10.1038/513151a

Author: Elizabeth Gibney

Research could founder or flourish if Scotland leaves the United Kingdom.

11 Sep 09:31

Orbital assembly

Orbital assembly

Nature 513, 7517 (2014). doi:10.1038/513144a

The space launch of a 3D printer does not herald a brave new era — but it is a good start.

10 Sep 11:27

Possibile furto di password per 5 milioni di account Google

by Paolo Attivissimo
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “tomcec” e alle segnalazioni di “lrosa” e “mauriziog” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Stando a Russia Today, sta circolando in Rete un file contenente circa 5 milioni di nomi utente e password di account Google. Una versione del database priva di password è qui: sfogliatela per vedere se contiene il vostro nome utente, nel qual caso è meglio cambiare password e in generale attivare l'autenticazione a due fattori.

Aggiornamento (16:00): Oversecurity ha alcuni dettagli aggiuntivi e una copia del file. Da mail private che mi sono giunte e dai commenti qui sotto risulta che almeno alcuni degli indirizzi elencati sono reali.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
08 Sep 12:46

Siete tutti creduloni, tranne me. Ovvero: il complotto delle collanine d'ambra.

by Salvo Di Grazia
MedBunker è la "fiera dell'ignoranza" e dovrei essere denunciato per diffamazione.
La signora è indignata, furiosa e il sospetto dell'influenza delle "solite" lobbies [sic] è una certezza.

Quello che vedete sopra è uno screenshot di un commento arrivato sulla pagina Facebook del blog. Dice la signora (gentile signora) che io sarei "sovvenzionato per fare terrorismo" (oltre che ignorante, naturalmente) e "sostenuto dalle solite lobbies".
Cosa commenta la signora?
Ho discusso una cura alternativa per il cancro che ha tanti sostenitori?
Ho smontato uno dei tanti guru di internet? Forse ho insultato lei o un suo caro?
Oppure ho "suggerito" un farmaco controverso?
Quale sarà il terrorismo che causa questi scatti d'ira, l'indignazione e la proposta per una denuncia per diffamazione?

Questo:
Sapete che ci sono mamme che mettono delle collanine d'ambra ai loro bambini (piccoli) perché queste li aiuterebbero a superare i disturbi della dentizione? Incredibile? No, ci sono persino dibattiti nei siti dedicati alle neomamme, chi dice servano e chi ha dubbi e c'è chi ci crede tantissimo. Spero di non dover spiegare perché una collanina di resina non serva a nulla e non cambi nulla nello sviluppo del bambino (o dei suoi denti), ma forse è il caso di ricordare che queste collanine possono essere pericolose, il rischio di strangolamento (la collanina si stringe sul collo) o soffocamento (la collanina si rompe ed i piccoli pezzi sono ingoiati) è presente e reale. La collanina di ambra per i denti è niente più che un talismano (e qualcuno si stupisce che esistono mamme che usano l'omeopatia con i propri bambini), non ha nessuna base scientifica e nessun significato medico, rischiare una tragedia per qualcosa che non serve a nulla è stupido. Consapevole dei rischi, ogni mamma decida se mettere un amuleto magico addosso al proprio bambino o tranquillizzarsi pensando che lo sviluppo dei denti non è una malattia.
Noi esseri umani siamo portati biologicamente a credere. Siamo superstiziosi, è un meccanismo neurologico e psicologico ben conosciuto, comune a tutti noi.
Le collanine d'ambra per i denti.
Come scritto, l'argomento mi sembrava piuttosto insignificante, ma dopo una segnalazione via mail ho cercato di capire quanto fosse radicata la superstizione che la collanina d'ambra potesse avere un'azione sulla dentizione dei bambini. Si tratta di una credenza molto diffusa, in tutto il mondo ed anche in Italia. Così ho scritto una nota che mi sembrava scontata nella sua banalità.

L'idea di scrivere questo post mi è venuta proprio in seguito alle reazioni a quelle mie parole, qualcosa di assolutamente irrazionale (ed a tratti violenta, verbalmente) che dimostra come qualsiasi persona sia suscettibile di false convinzioni e come "difenda con le unghie" queste convinzioni, nonostante, anche con una semplice riflessione, si dimostri come non vi siano motivi per ritenerle reali. Un fenomeno che colpisce tutti, siamo tutti razionali, con gli altri.

Quella di cui parlo è una superstizione senza alcuna base scientifica che unisce, all'inutilità, anche alcuni rischi. Parlavo delle "collanine d'ambra", delle piccole collanine formate da piccole pietre di "ambra" (visti i prezzi ho qualche dubbio siano di ambra pregiata o vera ambra). Sapete (io non lo sapevo, me ne sono reso conto dopo una segnalazione) che esistono tantissimi genitori che mettono queste collanine d'ambra perchè aiuterebbero a superare i disturbi dei neonati al momento della nascita dei primi denti?
Il momento in cui comincia l'eruzione dei primi denti ai lattanti, possono esserci varie conseguenze, non costanti e non gravi (salivazione aumentata, irritabilità, agitazione) ma che spesso preoccupano i genitori o ne condizionano...il sonno. Vi sono alcuni rimedi, spesso con poco effetto, per esempio dei gel con anestetico o degli spray che possono dare qualche sollievo, ma c'è da dire che non si tratta di malattia o di grave problema e quindi basta attendere qualche giorno per far tornare tutto a posto.
La tradizione vuole (e mi dicono che questa è consigliata anche da operatori sanitari) che mettere ai lattanti una collanina d'ambra, li aiuterebbe a sopportare meglio questi disturbi. C'è chi le indossa anche in età adulta (anche questo l'ho scoperto tra i commenti) perché la stessa collanina avrebbe altri effetti positivi (non ben specificati).
Una collanina di ambra avrebbe effetti sulla salute.

Collanina d'ambra per i denti. Un talismano usato da secoli,  dovunque.


Naturalmente non esiste nessun motivo perché queste collanine abbiano qualche effetto sui bambini, l'ambra è una resina dura che non rilascia (in condizioni ambientali) alcuna sostanza ed in ogni caso non si usa certo come una compressa o un farmaco, sta, al massimo, a contatto con la pelle. Nessun motivo plausibile né logico perché queste collanine funzionino. Chi le vende spesso parla di rilascio di "acido succinico" (una sostanza già presente nel nostro corpo che è contenuta nelle ambre pregiate) ma sarebbe interessante capire non solo quanto acido succinico contengano le ambre per le collanine, come farebbe questa sostanza a passare dalla resina al corpo del bambino (ma in quantità minima, altrimenti lo intossicherebbe) e soprattutto come farebbe ad agire visto che l'acido succinino non ha effetto analgesico o anti infiammatorio. È bene notare che l'ambra fonde a temperature altissime, centinaia di gradi. Poi ci sono gli estremisti, che "caricano" l'ambra di "energia" (quella indefinita tipica delle "bufale olistiche") ed in qualche realtà estera l'ambra è sostituita da denti di animali, pietre varie o metalli preziosi. Un talismano che deriva da tradizioni antiche, quando si tentavano cerimonie per risolvere tutti i problemi umani, magie per risolvere l'ignoto. In alcune culture si pratica addirittura la pericolosa usanza di incidere le gengive dei lattanti per favorire la fuoriuscita dei denti da latte.
Sono tradizioni popolari e secolari, diffuse in tutte le latitudini (in Europa soprattutto nel nord del continente), in certi stati (come in Italia) la vendita è permessa (anche nelle farmacie) mentre in alcuni stati proibita.

Come si fa a credere ad una cosa del genere?
Ma pazienza, si potrebbe pensare, nulla di grave, in fondo gli oroscopi sono letti da milioni di persone, ma in questo caso qualche dubbio sulla magia dei dentini dovrebbe esserci.
Di fronte ad una palese inutilità, infatti, esistono alcuni pericoli. La collanina può rompersi ed il lattante soffocare con uno dei componenti della stessa, può impigliarsi o può stringersi al collo del bambino strangolandolo, è chiaro che questa non è un'esclusiva dei talismani d'ambra per i denti ma di tutte le collane, le corde ed i pendagli a portata di "bambino", sembrerebbe qualcosa che il semplice buonsenso dovrebbe consigliare. Con i bambini nessuna precauzione è mai troppa e, se questa riguarda un oggetto inutile, il buon senso è doppio.
Il pericolo d'altronde non è solo "ipotetico".
Un report (ho trovato la notizia in siti "governativi" ed attendibili ma la pagina del report è irraggiungibile) dell'ospedale parigino Necker ha documentato 30 morti l'anno di bambini per strangolamento da collane e pendenti (tra i quali quelle di ambra), fenomeno che ha indotto la società di pediatria d'oltralpe ad allertare le autorità sanitarie, mentre l'ordine francese dei farmacisti ha emanato un comunicato che ricorda come la vendita di tali oggetti in farmacia fosse proibita e d'altronde il soffocamento e lo strangolamento dei bambini è una delle principali cause di morte infantile in tutto il mondo (nel 2000, negli Stati Uniti, lo strangolamento è stata la prima causa di morte nei bambini). Naturalmente (e fortunatamente) si tratta di un evento non frequente, ma ancora nel mondo gli incidenti sono tanti e soprattutto molti di essi sono evitabili e riguardo ai bambini, i meccanismi che possono diventare pericolosi sono spesso imprevedibili ed inusuali. Nessun panico né paranoia, solo (come detto) buon senso ed attenzione. La prima regola è "sanare" (eliminare cioè oggetti e situazioni potenzialmente pericolose, tra le quali appunto collanine, braccialetti, oggetti con piccole parti e simili) il luogo in cui dorme o passa molto del suo tempo il bambino (o neonato o lattante), tenendo presente che nel caso di neonati, lattanti o bambini, la forza sufficiente a creare problemi respiratori da strangolamento è molto più bassa di quella necessaria nell'adulto e molte autorità sanitarie hanno messo in guardia i consumatori proprio sull'uso improprio di oggetti per bambini.
In Australia, Stati Uniti e Svizzera, infatti, sono frequenti gli appelli a non usare collanine nei bambini per la loro pericolosità.

Notizia di cronaca del dopoguerra, un dramma evitabile
Non a caso tutte le società scientifiche pediatriche del mondo e le autorità mediche, sconsigliano l'uso di questi ed altri "ciondoli" nei bambini piccoli, proprio per il rischio di pericolosi incidenti.

Qualcuno dice che tutto può essere pericoloso, giustamente, ma correre un rischio per qualcosa di assolutamente inutile mi sembra piuttosto stupido.

Ci siamo?
Ho detto qualcosa di incredibile?
Un medico deve dilungarsi nello spiegare queste cose? No, vero?
Come pensavo prima di occuparmi di collanine d'ambra, penso ancora che non credo ci si debba dilungare particolarmente per spiegare due cose ovvie: le collanine d'ambra non hanno effetti sul fisico e possono essere pericolose, che poi ognuno possa mettere al proprio figlio quello che vuole va anche bene, se le collanine piacciono e sono usate come ornamento va benissimo (con le cautele del caso toglietele quando il bambino dorme), ma si accetti l'evidenza: le collanine d'ambra non servono a niente e possono essere pericolose. Punto.

Invece no, non si finisce mai di imparare.

Scritta questa brevissima nota, dopo un iniziale dibattito (chi conosceva le collanine, chi non ne aveva mai sentito parlare...) fanno capolino delle mamme che la collanina non solo la usano ma ne difendono pure le proprietà. Più di 150 commenti, in un crescendo di nervosismo, attacchi ed insulti (devo dire quasi tutti da parte dei "fedeli" alla collana d'ambra).



"La collanina funziona", "...esperienza personale, con me ha funzionato!", qualcuno dice che l'esperienza con la collanina è stata positiva. Altri allora intervengono: "non è possibile", "...guarda che l'esperienza personale non ha molto significato...", qualche mamma dice di aver notato qualche bambino con quelle collane e che ne ignorava gli scopi.
Ma l'atmosfera si riscalda.

La maggioranza delle "mamme ambrate" si arrabbia tantissimo, prende la discussione (e l'argomento, a dir poco "banale") come un insulto alle proprie scelte.
"Vergogna! Che schifo", "...come vi permettete", lo scambio di pensieri diventa una mezza rissa, mamme offese che chiedono rispetto, genitori che accusano gli altri di non avere nessuna empatia (ricordo: stiamo parlando di collanine d'ambra per i lattanti, non del biglietto vincente della lotteria di capodanno), "non siamo ignoranti!". Incredibile.

Accuse di cialtroneria, ignoranza, oscurantismo, per aver smentito i "poteri" della collanina d'ambra
 
Sui poteri delle collanine magiche c'è chi giurerebbe e, chi non giura, chiede venga rispettato il diritto di mettere quello che si vuole ai propri figli.
Da lì all'omeopatia ed alle "energie della natura" il passo è breve. Tutto diventa una specie di delirio, nel quale si formano due fronti opposti, gli insensibili scettici e i possibilisti.
Durante la discussione ho sottolineato che ognuno può mettere al figlio la collanina che vuole, ma anche il naso da clown o il pigiama di SuperPippo se vuole, l'importante è sapere che si tratta di cose che non hanno significato medico, oltre (nel caso delle collane) rischiare qualcosa, ma è tutto inutile, chi dice che la collana non funziona e non può funzionare per alcune mamme deve solo vergognarsi.

Ma non finisce qui, si arriva a qualcosa di interessante quando qualcuno chiede le prove sugli incidenti causati dalle collanine d'ambra, non prove generiche ma "dati certi luogo data nome e cognome del bimbo referto di morte per soffocamento da collanina d ambra" ed in un certo senso fa effetto leggere come si chieda addirittura il "referto di morte" della causa di un tragico incidente domestico mentre non si chiede nessuna prova (perché d'altronde non c'è) sugli effetti delle collanine d'ambra magiche.

Le "prove certe" sulle morti da collanina d'ambra.


Notate il controsenso?
Un'azione qualsiasi si dovrebbe fare per un motivo, perché c'è uno scopo. In questo caso non esiste nessuna prova del beneficio delle collanine magiche, ma si chiedono le prove (e che prove) del pericolo, un "pensiero al contrario" stupefacente.

Lo scontro sugli effetti delle collanine d'ambra è ormai durissimo, chi le usa e nota effetti, chi dice sia tutta una bufala, mamme che odiano altre mamme, gentilissime donzelle che si trasformano in diavoli, io accusato di essere intollerante, velenoso ed aggressivo. Un delirio.
Per le collanine d'ambra.
Lo ribadisco: tutto questo è successo perché ho detto che le collanine d'ambra al collo del lattante non hanno nessuna azione, né sui denti né su altri organi.

Questa discussione mi ha fatto riflettere proprio sul fenomeno che spiegavo all'inizio. Siamo tutti dei creduloni, più o meno tutti.
Il punto più interessante non è questo, ma il fatto che abbiamo perfetta padronanza della nostra razionalità e capacità critica finché non si tocca la nostra credenza. Non c'è cultura, livello sociale o ricchezza che tenga, crediamo tutti a qualche bufala, ma non lo ammetteremo mai.
Perché quando qualcuno mette in dubbio le mie credenze, divento furioso, perdo ogni controllo.

Già, perché nonostante siamo creduloni è difficile ammettere di esserlo. Lo "status" di "ingenuo" non è positivo. L'ingenuo è in fondo un po' ignorante, sempliciotto nella migliore delle ipotesi, ma è la vittima preferita dei furbi e nessuno vuole apparire come l'allocco pronto ad essere catturato. Così mostriamo tutta la nostra indignazione per le bufale e le credenze che noi consideriamo tali, ma quando si tocca una nostra credenza è una tragedia, non la metteremmo mai in discussione.

Siamo capaci di mantenere freddezza e schiena dritta persino davanti ad una persona che sta male o che, piangendo, giura di essere guarita con una cura assurda, ma se ci toccano quello in cui crediamo perdiamo ogni controllo, ci sentiamo violentati, attaccati personalmente. Anche se non si riceve un solo insulto o una critica, è già la critica a ciò che crediamo che indirettamente è rivolta a noi. Se io credo all'omeopatia e qualcuno critica l'omeopatia (non me, ma una cosa a me estranea) è indirettamente una critica nei miei confronti: io sono libero di credere a ciò che voglio, ma se credo ad una sciocchezza, evidentemente sono sciocco anche io e questo porta molto fastidio. Nessuno di noi vuole essere dipinto come uno sciocco. Un altro elemento interessante è notare come ognuno (ripeto, è qualcosa che riguarda qualsiasi essere umano) reputi più interessante l'esperienza personale rispetto al dato "statistico". Se una cosa ha funzionato con me (non importa se è stato il caso, se è intervenuto qualche elemento estraneo o se si tratta di semplice coincidenza) funziona, a prescindere dalla sua plausibilità, molte mamme infatti, hanno detto che nel loro caso, indossata la collana, il bambino si è calmato. Quasi nessuno ha detto "mi sembrava funzionasse ma in effetti mi rendo conto che deve essere stato un caso", i due elementi "uso" ed "effetto" sono stati collegati immediatamente, escludendo tutti i fattori che possono condizionarli. Si è talmente convinti del funzionamento di qualcosa che oggettivamente non può funzionare, che per convincersi del contrario si cercano "prove" eccezionali (come la signora che voleva i dati dei bambini morti) quando dovrebbe accadere l'esatto contrario (uso qualcosa che dice di fare cose eccezionali solo se chi la vende mi fornisce prove eccezionali).

Anche questo è un comportamento arcaico e biologicamente conosciuto (si chiama bias di conferma).

Davanti a tutto questo, sembrano stonare i discorsi sociologici sulle truffe con le finte cure con staminali o le disquisizioni sui tanti ciarlatani. I motivi personali ed i drammi che spingono nelle braccia dei truffatori, le analisi statistiche degli studi, tutto un altro discorso.
Sembrano lontane le analisi su questo o l'altro caso di falsa guarigione. A cosa serve spiegare la terapia genica per le malattie neurodegenerative se tante mamme mettono un talismano magico ai propri figli e si arrabbiano se qualcuno glielo fa notare?
Non è facile dirlo.

Alla fine di tutto questo mi rimane una domanda: ma chi mi avrebbe "sovvenzionato" (a dire della cordiale signora del messaggio che vi ho mostrato) per parlare contro le collanine d'ambra, chi dovrebbe essere insomma il mio "corruttore"?
Voi direte la fatina dei denti, vero?
Volevo fare presente che non esiste. Già, non c'è nessuna fatina dei denti, almeno, non c'è nessuna prova scientifica che esista la fatina dei denti, ma forse è meglio sottolineare "secondo me", perché non vorrei scrivere anche un articolo sulla sua esistenza.

"Se vuoi sostenere una verità, prima assicurati non sia un'opinione che tu vuoi disperatamente sia vera". (Neil deGrasse Tyson).

Alla prossima.

[Articolo modificato dopo la stesura iniziale]
08 Sep 08:16

I litigi su internet

by zerocalcare

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08 Sep 08:09

09/03/14 PHD comic: 'WRITING.'

Piled Higher & Deeper by Jorge Cham
www.phdcomics.com
Click on the title below to read the comic
title: "WRITING." - originally published 9/3/2014

For the latest news in PHD Comics, CLICK HERE!

05 Sep 10:39

"Mentre l’occidente si balocca fra tenerezze, cecità e nevrosi secolari, i seguaci di Maometto..."

Jacopo.bertolotti

Giusto perché la mia opinione di Ferrara non era già abbastanza bassa.

“Mentre l’occidente si balocca fra tenerezze, cecità e nevrosi secolari, i seguaci di Maometto praticano l’epica del jihad, zittiscono papi e ci decollano. Non si risponde a questa altezza di sfida e a questa brutalità santificante con lo stato di diritto, con un’idea di polizia internazionale, con la denuncia della violenza; l’unica risposta è in una violenza incomparabilmente superiore.”

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Con l’islam è guerra di religione

Giuliano Ferrara ha appena dichiarato guerra all’Islam in nome dell’ultraviolenza.
È nato un nuovo super-eroe.

(via nipresa)

Quindi da una parte abbiamo un Galli della Loggia che fortissimamente auspica il grande ritorno delle guerre di religione (che quelle sì han risolto bene le diatribe internazionali), e dall’altra un Ferrara novello Marion Cobretti che vorrebbe sanitariamente curare la situazione medio-orientale piallando l’intera zona. Intellettuali di questo calibro vanno tenuti cari, giusto per avere sempre presente cosa non fare e quali sono le idee repellenti in circolazione dalle quali tenersi alla larga.

05 Sep 08:23

[Working Life] Reviewing the reviewers

by Jim Austin
Author: Jim Austin
05 Sep 08:18

[In Depth] Police claim leading flu researcher illegally sold virus

by Laura Margottini
Italian probe depicts web of scandal, including illegal animal vaccines and deliberate outbreaks. Author: Laura Margottini
05 Sep 08:06

Synopsis: Quantum Photonics on a Chip

On a single chip, sources of entangled photons are combined with optical elements that can perform complex manipulations of quantum signals.

Published Thu Sep 04, 2014
05 Sep 07:37

Paper scientifici

by eriadan

Ammetto che la striscia di oggi è per palati particolarmente fini

FacebookTwitterGoogle+Amazon Wish ListLiveJournalMySpaceNetlogYahoo BookmarksEmailCondividi

04 Sep 11:54

The digital toolbox

Jacopo.bertolotti

My experience is that all the automatic systems to get the interesting papers, just work horribly bad. So I am still stuck with RSS feeds and advices from friends on FB.

The digital toolbox

Nature 513, 7516 (2014). doi:10.1038/513006b

A new section of Nature examines the software and websites that make research easier.

04 Sep 11:52

There is life after academia

There is life after academia

Nature 513, 7516 (2014). doi:10.1038/513005a

With high numbers of postdocs emerging from universities, prospective PhD students must be prepared for the fact that they will probably not end up with a career in research.

04 Sep 11:52

Interviews: The all-important job talk

by Amanda Mascarelli

Interviews: The all-important job talk

Nature 513, 7516 (2014). doi:10.1038/nj7516-131a

Author: Amanda Mascarelli

How people present their research and aspirations during interviews for academic positions can make or break their career.

04 Sep 10:45

Disordered photonic crystals: a cluster coherent potential approach using photonic Wannier functions

by Martin Köhl
Martin Köhl, Christian Wolff, Kurt Busch
We present a cluster coherent potential approach for disordered photonic crystals (PhCs) that is based on maximally localized Wannier functions. In particular, the Wannier basis facilitates an efficient representation of the photonic band structure of a defect-free PhC and the Green’s ... [J. Opt. Soc. Am. B 31, 2246-2257 (2014)]
03 Sep 09:27

Sbagliare è umano, intimidire è diabolico.

by Salvo Di Grazia

C'è un comportamento particolarmente odioso, l'intimidazione.

Consiste nel minacciare, perseguitare, danneggiare o semplicemente impaurire chi intralcia qualcuno o un interesse per indurlo a non farlo più. Sembra un metodo riservato alle grandi organizzazioni criminali, la mafia per esempio, che per intimidire spara, uccide, minaccia, invece anche singoli o gruppi non criminali possono usare gli stessi mezzi. Possibile che un medico o uno scienziato subisca una minaccia semplicemente per aver diffuso la sua opinione (documentandola)? Possibile che succeda oggi, quando un episodio del genere (scandaloso), può fare il giro del mondo in pochi minuti? E possibile che la minaccia provenga non da un'organizzazione criminale ma da un'azienda rispettata e nota in tutto il mondo?
Sì, possibile, è successo e proprio in Italia.

Esiste una classe di farmaci che è sicuramente una delle più redditizie al mondo per chi la produce, sono i farmaci ipocolesterolemizzanti. Dietro questo nome complicato si nascondono quelle sostanze che riescono a far diminuire i livelli di colesterolo nel sangue che, quando sono elevati, possono rappresentare un fattore di rischio per certe malattie, in particolare quelle cardiovascolari. La loro efficacia nel diminuire questi livelli è provata, funzionano, ma vi è un dibattito molto acceso (in tutto il mondo scientifico) che riguarda l'efficenza, ovvero la capacità di diminuire le morti da malattia cardiovascolare. Per farla semplice: se questi farmaci diminuissero i livelli di colesterolo e di conseguenza la morte per malattia conseguente sarebbero fondamentali e veramente utili, se invece diminuendo i livelli di colesterolo (e questo come detto sanno farlo) non diminuissero (o diminuissero pochissimo) le morti, sarebbero poco utili (o inutili).
Essendo la classe di farmaci più venduti al mondo (le statine, una delle molecole che abbassano il colesterolo nel sangue, sono assunte da milioni di pazienti al mondo, ma oltre ad esse esistono altre molecole simili), si possono capire gli interessi dell'industria farmaceutica ad esaltarne i benefici minimizzando i rischi e quindi da qualche anno si continuano a studiare i dati clinici ed epidemiologici relativi a questo tipo di terapie, di studi sull'argomento ne esistono centinaia e come spesso accade è necessaria una buona dose di preparazione (e tanto tempo) per districarsi nell'enorme mole di dati presenti in letteratura. Non parlerò di questo, era solo un'introduzione all'argomento del post: l'intimidazione scientifica.
Già, perché il dibattito scientifico è fatto di ipotesi, idee, opinioni che possono essere corrette o meno, può essere molto acceso (sperando si mantenga negli ambiti della civiltà) ma ha (dovrebbe avere) un solo scopo: fare chiarezza e soprattutto essere utile al paziente.

Nel caso dei farmaci "anticolesterolo" sono tanti gli studi che ne analizzano rischi e benefici e ne escono continuamente di nuovi e questo non può che essere positivo, speriamo si faccia chiarezza sull'argomento nell'interesse di tutti, medici e pazienti.

Come ha provato a fare la rivista "Pillole", edita dal "Servizio educazione alla appropriatezza ed EBM" dell'ASL10 di Milano, diretto dal dott. Alberto Donzelli.

In tre numeri della rivista sono stati analizzati i dati relativi ad una molecola (ezetimibe, inibisce l'assorbimento intestinale del colesterolo) nella terapia dell'ipercolesterolemia associata alla dieta. Le conclusioni della rivista, che ha analizzato gli studi disponibili, erano che l'ezetimibe non è più efficace delle statine (al massimo dosaggio) nel ridurre il colesterolo (le statine, come detto prima, sono delle molecole che fanno diminuire il colesterolo nel sangue, come la molecola discussa), con un costo maggiore e senza particolari benefici sulla sicurezza. Insomma, tra le due molecole, da quanto concluso, sembra proprio che le statine convengano di più. Nei pazienti a rischio inoltre, la molecola non offre vantaggi e "non può essere considerato un trattamento alternativo".

La conclusione, oltre ad essere riportata sulla rivista, è stata oggetto di una lettera indirizzata ai medici di famiglia di Milano, proprio per illustrare quel risultato.

Ok, niente di strano, niente di eccezionale. Una rivista trae una conclusione dall'analisi degli studi disponibili e quell'analisi può essere considerata attendibile, può essere discussa e persino smentita se si hanno a disposizione dati diversi o altri numeri. Così si svolge il corretto dibattito scientifico ed oltretutto sui numeri (che sono un fatto e non un'opinione) si discute meglio. Questa conclusione inoltre non è così "stupefacente", proprio perché il dibattito sull'efficacia clinica dei farmaci anticolesterolo è ormai consolidato e proprio sull'uso di questa molecola, esistono molti pareri che lo definiscono "controverso" e sono ben conosciuti i trial che hanno messo in dubbio l'efficienza di questa molecola nel ridurre le placche aterosclerotiche che possono causare problemi cardiovascolari, notizie diffuse addirittura nella stampa generalista e questi dati sono confermati anche dai lavori più recenti. Nessuna rivoluzione né shock quindi, la rivista "Pillole" ha riportato un dato già noto in letteratura e che sta anzi aumentando di evidenza.

Così non la pensa l'azienda che produce quel farmaco: la MSD (Merck-Sharp-Dohme) Italia che ha pensato bene di annunciare una denuncia per danni alla rivista, all'ordine dei medici milanese, all'azienda sanitaria locale ed al responsabile della pubblicazione, il dott. Donzelli. Per la MSD quell'articolo e le sue conclusioni danneggiano gravemente l'azienda ed hanno procurato una perdita economica, ha chiesto infatti anche un risarcimento di ben 1,3 milioni di euro per un'iniziativa ritenuta "gravemente dannosa e lesiva dell'immagine e della reputazione di MSD Italia".

pillole e soldi

Che un'azienda subisca danni da una revisione scientifica (da parte di un addetto ai lavori) è un fatto molto singolare. Chi dovrebbe "controllare" i dati relativi ad un farmaco? Chi segnala gli effetti collaterali nel post marketing? Chi prescrive il farmaco e quindi si prende buona parte delle responsabilità sull'efficacia e la sicurezza?

Se un farmaco funziona ed è sicuro ci guadagnamo tutti, se non funziona o, peggio, non è sicuro il danno non è dell'azienda è del paziente prima di tutto e poi del medico che lo prescrive. Spendere il proprio tempo per controllare un farmaco quindi, è doveroso da parte del medico ed un'azienda deve accettarlo (anzi, un'azienda seria deve richiedere questo controllo).

Attenzione, la rivista può anche aver tratto conclusioni errate e l'azienda avere perfettamente ragione, può succedere ed in letteratura ci sono ancora molti dati discordanti (proprio come questo, lo abbiamo visto prima), ma la MSD deve rispondere nelle sedi adatte, scientifiche, non in tribunale o minacciando richieste di denaro. Questo potrebbe causare molte conseguenze spiacevoli, anche per l'azienda. Un medico ha il diritto (ed il dovere...) di analizzare in maniera maniacale i dati di un farmaco, di criticarne i risultati se vuole, di esporre i suoi dubbi e di diffondere notizie sulla sicurezza ed efficacia di un prodotto farmaceutico, i controlli non sono mai troppi. Un'azienda, che da quel farmaco guadagna, ha anch'essa il diritto di rispondere, fornire altri dati, discuterne, dimostrare. Un'azienda che "risponde" chiedendo un risarcimento in denaro non sta partecipando ad un dibattito scientifico, sta intimidendo, sta scoraggiando ogni voce critica e questo è gravissimo.

Ma l'azienda, oltre all'aspetto etico del suo gesto, dovrebbe riflettere anche su altre conseguenze, spesso inaspettate, come il cosiddetto effetto Streisand. Un'industria o un personaggio che vuole "difendere" dei suoi presunti interessi fa tanto di quel rumore che alla fine ottiene l'effetto contrario e rimedia una figuraccia epocale e mondiale. Oppure, se noi medici dovessimo ragionare come la MSD Italia, ogni volta che un farmaco non funziona, ogni volta che non otteniamo i risultati promessi o ogni volta che un'azienda non ci fornisce tutti i dati relativi all'efficacia ed alla sicurezza di un suo prodotto (e succede, eccome se succede), chiederemo i danni, d'altronde il lavoro ed i successi di noi medici dipende anche dalla qualità dei prodotti farmaceutici.

Spero questo non debba succedere mai, perché mai bisognerebbe tradire il filo delicatissimo e sottile che unisce azienda, medico e paziente. È una catena di fiducia e rispetto reciproci, i pazienti si fidano del medico che si fida dell'azienda. Se solo uno di questi anelli si rompe inizierebbe qualcosa di poco piacevole e dannoso per tutti e non si parla soltanto di danni economici.
A questo punto e visto che la vicenda ha avuto eco internazionale (e non si può parlare certo di "bella figura"), la MSD ha pensato bene di recuperare qualche posizione e lo ha fatto con una dichiarazione del portavoce che parla di "incidente" e di "errore nella gestione del caso italiano", assicurando che non ci saranno conseguenze legali per i ricercatori e che il dibattito si svolgerà nelle sedi scientifiche adatte, come le riviste.

Ottimo, forse il caso è stato davvero "semplicemente" una cattiva gestione locale (italiana) ed arcaica delle controversie e la MSD ne ha pagato le conseguenze almeno di immagine. Questo però non evita alcune riflessioni.

L'azienda farmaceutica ha un dovere enorme, oltre al diritto di guadagnare, ha delle responsabilità grandissime ed ha, nei medici, un anello di congiunzione con i pazienti. Per questo dovrebbe essere alleata dei medici come dei dei pazienti, felicissimi di sostenerla ed apprezzarla davanti a molecole sempre più sicure ed efficaci ma altrettanto severi nel criticarla e giudicarla quando qualcosa non convince. Il giudizio indipendente, slegato dal marketing e diffuso da chi le medicine le usa (da medico o da paziente), è vitale per la nostra salute e per la sicurezza di chi si occupa di farmaci, persino dei produttori, che delle critiche possono farne tesoro. Non accettarle o, ancora peggio, scoraggiarle o addirittura boicottarle è pericoloso, economicamente e per l'immagine del produttore, oltre a rappresentare una pesante censura che si trasformerebbe in un rischio per il paziente.

È già successo qualche anno fa, quando un'azienda mise in vendita una sostanza che si chiamava rofecoxib e che sembrava una panacea per le infiammazioni ed i dolori articolari. Qualcuno fece notare che quel farmaco aveva degli effetti collaterali inaspettati e molto gravi che il produttore non aveva sottolineato abbastanza ed anche in questo caso l'azienda denunciò la rivista che osò mettere in dubbio le sicurezze un po' avventate. La MSD questa storia dovrebbe conoscerla benissimo, visto che produceva proprio quel farmaco, il pericoloso Vioxx che causò migliaia di morti in tutto il mondo prima di essere ritirato dal mercato. La rivista locale aveva ragione, vinse la causa e quella storia ha fatto il giro del mondo come esempio di cattiva medicina (o meglio, cattiva condotta di un'azienda farmaceutica). Stessa sorte di questa nuova vicenda, che è finita anche sul British Medical Journal a firma del nostro Fabio Turone, giornalista scientifico. L'azienda quindi, oltre alla pessima figura d'immagine, a questo punto internazionale, non ha evidentemente imparato nulla dagli errori del passato e questa non è certo una cosa di cui andare fieri. Unico punto a favore il ripensamento, tardivo ma presente.

Che facciamo, MSD (e tutte le altre aziende del settore), tanto per saperlo, vogliamo finalmente fare tesoro degli errori del passato o vogliamo perseverare? Perché se sbagliare è umano...

01 Sep 15:31

Generation and reversal of surface flows by propagating waves

by Horst Punzmann

Nature Physics 10, 658 (2014). doi:10.1038/nphys3041

Authors: Horst Punzmann, Nicolas Francois, Hua Xia, Gregory Falkovich & Michael Shats

The ability to send a wave to fetch an object from a distance would find a broad range of applications. Quasi-standing Faraday waves on water create horizontal vortices, yet it is not known whether propagating waves can generate large-scale flows—small-amplitude irrotational waves only push particles in the direction of propagation. Here we show that when waves become three-dimensional as a result of the modulation instability, a floater can be forced to move towards the wave source. The mechanism for this is the generation of surface vortices by waves propagating away from vertically oscillating plungers. We introduce a new conceptual framework for understanding wave-driven flows, which enables us to engineer inward and outward surface jets, stationary vortices, and other complex flows. The results form a new basis for the remote manipulation of objects on fluid surfaces and for a better understanding of the motion of floaters in the ocean, the generation of wave-driven jets, and the formation of Lagrangian coherent structures.

01 Sep 15:31

Independence day

Nature Physics 10, 615 (2014). doi:10.1038/nphys3095

If Scotland votes to leave the United Kingdom, will the independent nation maintain its level of science funding?

01 Sep 15:13

September 01, 2014


Just a reminder, the Pluto shirt is available a little while longer.
01 Sep 15:11

Zombishield! La prova? Dammela tu...ma che sia una prova.

by Salvo Di Grazia
L'incubo di un'invasione di zombi (ovvero di corpi di defunti che tornano ad una sorta di nuova vita sulla Terra) è un incubo ricorrente. Alimentato dai film e dalla letteratura horror, un po' tutti abbiamo immaginato cosa potrebbe accadere se davvero i "non morti" si riversassero sulle nostre strade. Tanto è diffusa questa paura che enti come il CDC (center for disease control, ente sanitario governativo statunitense), ha diffuso un vademecum per fronteggiare un'invasione di zombi. Naturalmente questa iniziativa era solo un pretesto per spiegare alla popolazione (con un po' di fantasia) cosa fare in caso di calamità naturale, come in caso di terremoto o uragano.
Io non ho paura di un'invasione di zombi. Dopo anni di studi ed aiutato da alcuni colleghi, sono riuscito a mettere a punto un prodotto che combatte in maniera efficace e definitiva gli zombi. La formula del prodotto (che si presenta in forma liquida ed incolore) la devo tenere segreta, immaginate quante aziende potrebbero rubarmi l'idea realizzando guadagni stratosferici, ma i risultati sono sempre garantiti.
La sostanza antizombi si può usare senza particolari difficoltà, vista la sua forma e struttura, è possibile addirittura tenerla a casa, pronta per l'uso e l'emergenza. Può essere sufficiente riempire della sostanza (l'ho chiamata "Zombishield", ovvero "scudo antizombi"), un flacone spray, il comune "spruzzino" che si usa per spruzzare acqua nelle piante, o nei capelli, economicissimo ed acquistabile dovunque. La sostanza, in dosi non eccessive, è assolutamente innocua ed inoffensiva per l'uomo e gli animali, non danneggia superfici casalinghe (può danneggiare le superfici in metallo) ed il suo uso è semplice ed alla portata di tutti.
Il meccanismo d'azione è tanto banale quanto geniale (non per vantarmi ma dopo aver studiato per anni era il minimo che potessi creare), incontrando uno zombi, è sufficiente spruzzare una piccolissima quantità del prodotto, ad altezza d'uomo, facendo in modo che almeno una piccola quantità dello stesso raggiunga (colpisca) qualsiasi parte del corpo della creatura. Istantaneamente si assisterà alla vaporizzazione della bestia. Per vaporizzazione si intende proprio quello che si immagina: scomparsa totale, lo zombi scomparirà completamente, senza lasciare tracce, residui o scarti indesiderati.
Provato sperimentalmente lo Zombishield funziona, sempre, non ha mai fallito.
Qualcuno potrebbe pensare: "ma io non vedo zombi in giro!". Appunto, non c'è zombi che il prodotto di mia invenzione abbia lasciato correre liberamente, non vedrete mai zombi in giro, li ho polverizzati io...
Altri potrebbero pensare: "non c'è un'immagine, un documento, qualcosa che provi la sua efficacia?", certo, vi mostro l'immagine che ho scattato un anno fa quando ho iniziato a sperimentare il prodotto. Ero su una collina e fronteggiavo una decina di zombi, sono bastate tre spruzzate (a volte ne servono quattro) ed ecco lo spettacolo che si è presentato davanti ai miei occhi dopo l'uso del mio Zombishield:

Campo collinare che ho bonificato completamente da una colonia di zombi

Naturalmente, davanti ad una scoperta così clamorosa, che può mettere in crisi i fabbricanti di armi e la lobby degli argentieri (sapete che la scienza ufficiale consiglia di uccidere gli zombi con una pallottola d'argento sparata sulla loro testa?), non sono mancate critiche ed incredulità, ma non mi toccano, d'altronde, se qualcuno di questi professoroni o qualsiasi altra persona, desidera smentirmi o provare che io stia mentendo, basterebbe farlo, provare che la mia invenzione non funziona, dimostrare che lo Zombishield sia inefficace. Non lo fanno? No, non lo faranno mai, perché non ci riescono, quindi io ho ragione.

Per chi volesse acquistare flaconi di Zombishield, per i primi sei mesi offerta speciale: 50 euro al litro, successivamente il prezzo subirà probabili aumenti per sostenere la ricerca sul tema (che faccio io nei miei laboratori).

Tutta questa pappardella per introdurre un argomento che rappresenta una delle colonne del metodo scientifico. L'onere della prova.
Della mia fantasmagorica invenzione salvavita non ho fornito prove di efficacia e nessuno potrà mai verificare se quello che affermo sia vero o no: gli zombi non esistono e quindi nessuno potrà provare l'utilità della mia invenzione. Sto giocando sporco, propongo un'ipotesi non scientifica, faccio affermazioni che sono in realtà mie ipotesi indimostrate. Quello che dico, quindi, non solo non ha alcuna prova di attendibilità ma non può pretendere nemmeno di essere un argomento scientifico e questo non perché gli scienziati non mi degnano di ascolto o non vanno a cercare gli zombi, ma per motivi molto più semplici: le mie presunte prove di efficacia non sono verificabili e questo corrisponde ad assenza di prove.
In parole povere, è a chi propone un'ipotesi fornire le prove delle sue affermazioni e le prove devono essere tali. Parliamo di medicina? Ok.
Chi dice "ho scoperto la cura per il diabete" deve dimostrarlo. Non deve chiedere agli altri scienziati o ad altre persone di smentire la sua affermazione, mai, chi lo fa evidentemente non ha dimostrato nulla e già questo è segno di malafede ed inattendibilità.

Naturalmente non si deve giocare sporco.
Non solo non si chiede agli altri di smentire la propria affermazione ma ciò che si propone deve essere verificabile. Lo Zombishield non solo non ha nessuna prova di efficacia, ma non è nemmeno falsificabile, non esistono gli zombi e nessuno potrà mai smentirmi, non si può smentire un'ipotesi negativa ("dimostrami che questo non funziona"), si può fare solo con un'ipotesi positiva ("dimostrami che questo funziona") e deve farlo chi propone l'ipotesi, non chi è scettico.

Lo scudo vaporizzatore di zombi è una versione un po' dissacrante (e moderna) della "teiera di Russell".
Bertrand Russell, filosofo inglese nato nel 1872 e premio Nobel per la letteratura molto influente e discusso, propose una spiegazione metaforica per illustrare come sia impossibile negare qualcosa che nello stesso tempo nessuno ha mai dimostrato.
Russell si riferiva alla religione ed all'esistenza di Dio, ma il suo ragionamento può essere esteso all'ambito scientifico perché proprio la ricerca e la scoperta scientifica sono campi che richiedono prove, che mostrano le strade che hanno portato ad una conclusione e questa è discussa da chi fosse interessato. Un'ipotesi è scientifica quando è falsificabile.
Questa frase, apparentemente complicata, è invece semplicissima da comprendere: se sostengo di aver scoperto una sostanza che colora la pelle di rosso, la mia affermazione può essere controllata. Si potrà così capire se davvero la mia sostanza ha quel potere o se invece avessi preso un granchio (un buonafede o con l'intento di truffare).
Se invece sostengo di aver scoperto una sostanza che genera elefanti rosa invisibili, sarà praticamente impossibile smentirmi, la mia "prova" (10 elefanti rosa invisibili) è a casa mia ed è naturale che nessuno la veda, sono invisibili e nessun occhio come nessuno strumento, potrà mai vedere il risultato del mio esperimento.
Chiaro che qualcuno, nonostante l'invisibilità dei miei elefanti, potrebbe insistere chiedendomi di mostrargli le orme dei miei animali, ma io potrei benissimo rispondere che, essendo invisibili ed impalpabili, gli elefanti non lasceranno nessuna traccia sul terreno. Non c'è alcun modo di "provare" che la mia ipotesi sia falsa. Se questa ipotesi non è falsificabile (non smentibile) non può essere sottoposta a nessuna verifica, quindi non ha nessun valore scientifico. Ognuno può inventare quindi ciò che vuole, ma non può pretendere di essere preso in considerazione se egli stesso non fornisce una prova certa o almeno plausibile  e quindi verificabile delle sue ragioni.
Ecco, una delle colonne del metodo scientifico: la falsificabilità, ciò che si può smentire è verificabile, ciò che non è possibile smentire non è nemmeno verificabile, quindi non ha alcun valore.
Russel con la metafora della teiera spaziale voleva spiegare proprio questo.
Se una persona, un genio incompreso, sostenesse che tra la Terra e Marte (quindi nello spazio) esistesse una teiera in porcellana in orbita attorno al Sole, basterebbe che questa persona aggiungesse che questa teiera è talmente piccola (come tutte le teiere) che nessun telescopio, nemmeno il più moderno, riuscirebbe a vederla dalla Terra, che nessuno potrebbe smentire la teoria del nuovo genio incompreso. Il genio a questo punto potrebbe dire: "visto che nessuno riesce a smentirmi, io ho ragione e chi dice che la teiera non esiste è chiuso di mente e non è attendibile". Ecco, il genio pensa di aver ragione e chi non conosce il metodo scientifico pensa lo stesso, quando in realtà il genio incompreso non ha dimostrato nulla e chiede una cosa impossibile: dimostrare un dato negativo. Puoi dimostrare che la teiera esista (forse un giorno inventeranno telescopi ancora più potenti, oppure si potrebbe cercarla con un'astronave...) ma non puoi mai dimostrare che non esista. La prima possibilità (che la teiera esista) è un dovere del genio incompreso, l'onere della prova è suo, se non dimostra non ha ragione. Punto.
Russell aggiunge che se poi si iniziasse a parlare della teiera in tutti i libri di scuola, nelle conferenze e nelle università, la teoria indimostrata diventerebbe talmente "ordinaria" da diventare "probabile", quasi certa, in un certo senso credibile quando invece non ha nulla di reale.
Per lo stesso motivo, discutere e dibattere di ipotesi o concetti mai dimostrati, è un'inutile (in senso scientifico) perdita di tempo che nulla aggiunge sull'esistenza di quell'ipotesi. Io le ho chiamate "fintoversie": inutile discutere sull'altezza degli elefanti rosa se non ne troviamo nemmeno uno.
Inutile discutere sull'efficacia dell'omeopatia se sappiamo di assumere semplice zucchero ed inutile discutere di terapie saltate dal cappello del ciarlatano di turno se lo stesso non è riuscito a produrre una sola prova delle sue affermazioni. Non serve negare una teoria che nemmeno colui che la propone ha dimostrato (cfr. Euclide: "ciò che è affermato senza prova può essere negato senza prova").
Prendiamo due esempi per capire perché alcune presunte cure vendute come "efficaci", non sono state prese in considerazione dalla scienza.

Il bicarbonato per curare il cancro: Si tratta di una pseudocura contro il cancro inventata da un ex medico italiano molto seguito negli ambienti alternativi più estremi. Questo medico non ha mai effettuato esperimenti, non ha mai pubblicato alcun documento sul suo presunto trattamento, non ha mai fornito dati che facessero sospettare che la sua ipotesi fosse corretta. Le uniche "documentazioni" che ha fornito si limitano ad alcuni casi "raccontati" nel suo sito (molti falsi, altri con documentazione inadeguata) e a video pubblicati su internet (molti che evidenziano come il bicarbonato non abbia avuto alcun ruolo nella storia dei pazienti intervistati). Nonostante queste evidenti assurdità, Simoncini (questo il nome del guaritore), pretende di avere ragione e dichiara che la sua idea non è presa in considerazione dalla comunità scientifica perché "troppo economica" da utilizzare.

Il "metodo Vannoni": Laureato in lettere, afferma di aver "importato" un metodo di preparazione di cellule staminali mediante il quale sarebbe possibile curare (fino a guarire) malattie ad oggi inguaribili, molte delle quali genetiche. Non ha mai pubblicato uno studio scientifico, mai provato in maniera organizzata gli effetti della sua presunta cura, non ha mai rivelato quale sarebbe la procedura da lui utilizzata e non si conoscono casi di pazienti che abbiano tratto un giovamento almeno evidente grazie alla sua "terapia".

Come si vede, in questi due casi (scelti tra i tanti solo perché più noti "mediaticamente", ma tutte le medicine non scientifiche hanno queste caratteristiche) chi ha avanzato un'ipotesi di tipo medico, non si è curato per nulla né di dimostrare di avere ragione, né di illustrare alla comunità scientifica le proprie idee permettendone una conferma scientificamente corretta. La cosa interessante è che al controllo (anche superficiale) dei presunti effetti delle due terapie, emergono grandi dubbi, addirittura falsi plateali, manipolazioni dei dati ed un costante uso dell'emotività e degli "appelli" mediatici per ottenere ragione.

Casi come questi non avranno mai l'avallo della scienza e resteranno sempre nell'immenso gruppo delle pseudoterapie ciarlatanesche. Non si vedrà mai un ciarlatano impegnarsi per trovare un modo per dimostrare di avere ragione, non è il suo scopo e sa che verrebbe smentito alla prima verifica, al contrario, il ciarlatano punterà tutto sull'emotività, sugli "spot", sulle "testimonianze", esattamente come il venditore di cianfrusaglie usa il megafono, argomenti scientificamente inutili ma che arrivano al cliente, ciò che il ciarlatano cerca, una semplice fonte di guadagno.

Alla prossima.

01 Sep 14:49

Incorporating learning goals about modeling into an upper-division physics laboratory experiment

by Benjamin M. Zwickl, Noah Finkelstein and H. J. Lewandowski

Implementing a laboratory activity involves a complex interplay among learning goals, available resources, feedback about the existing course, best practices for teaching, and an overall philosophy about teaching labs. Building on our previous work, which described a process of transforming an entire lab course, we now turn our attention to how an individual lab activity on the polarization of light was redesigned to include a renewed emphasis on one broad learning goal: modeling. By using this common optics lab as a concrete case study of a broadly applicable approach, we highlight many aspects of the activity development and show how modeling is used to integrate sophisticated conceptual and quantitative reasoning into the experimental process through the various aspects of modeling: constructing models, making predictions, interpreting data, comparing measurements with predictions, and refining models. One significant outcome is a natural way to integrate an analysis and discussion of systematic error into a lab activity.

01 Sep 14:49

Why students still can't solve physics problems after solving over 2000 problems

by Taejin Byun and Gyoungho Lee

This study investigates the belief that solving a large number of physics problems helps students better learn physics. We investigated the number of problems solved, student confidence in solving these problems, academic achievement, and the level of conceptual understanding of 49 science high school students enrolled in upper-level physics classes from Spring 2010 to Summer 2011. The participants solved an average of 2200 physics problems before entering high school. Despite having solved so many problems, no statistically significant correlation was found between the number of problems solved and academic achievement on either a mid-term or physics competition examination. In addition, no significant correlation was found between the number of physics problems solved and performance on the Force Concept Inventory (FCI). Lastly, four students were selected from the 49 participants with varying levels of experience and FCI scores for a case study. We determined that their problem solving and learning strategies was more influential in their success than the number of problems they had solved.

01 Sep 09:43

Quantum imaging with undetected photons

by Gabriela Barreto Lemos

Quantum imaging with undetected photons

Nature 512, 7515 (2014). doi:10.1038/nature13586

Authors: Gabriela Barreto Lemos, Victoria Borish, Garrett D. Cole, Sven Ramelow, Radek Lapkiewicz & Anton Zeilinger

Information is central to quantum mechanics. In particular, quantum interference occurs only if there exists no information to distinguish between the superposed states. The mere possibility of obtaining information that could distinguish between overlapping states inhibits quantum interference. Here we introduce and experimentally demonstrate a quantum imaging concept based on induced coherence without induced emission. Our experiment uses two separate down-conversion nonlinear crystals (numbered NL1 and NL2), each illuminated by the same pump laser, creating one pair of photons (denoted idler and signal). If the photon pair is created in NL1, one photon (the idler) passes through the object to be imaged and is overlapped with the idler amplitude created in NL2, its source thus being undefined. Interference of the signal amplitudes coming from the two crystals then reveals the image of the object. The photons that pass through the imaged object (idler photons from NL1) are never detected, while we obtain images exclusively with the signal photons (from NL1 and NL2), which do not interact with the object. Our experiment is fundamentally different from previous quantum imaging techniques, such as interaction-free imaging or ghost imaging, because now the photons used to illuminate the object do not have to be detected at all and no coincidence detection is necessary. This enables the probe wavelength to be chosen in a range for which suitable detectors are not available. To illustrate this, we show images of objects that are either opaque or invisible to the detected photons. Our experiment is a prototype in quantum information—knowledge can be extracted by, and about, a photon that is never detected.

01 Sep 09:26

Superabsorption of light via quantum engineering

by K. D. B. Higgins

Article

A quantum system that super-radiates must also exhibit enhanced absorption, but the former always dominates in natural systems. However, by invoking environmental quantum control techniques, Higgins et al. demonstrate that a system can exhibit quantum-enhanced light absorption.

Nature Communications doi: 10.1038/ncomms5705

Authors: K. D. B. Higgins, S. C. Benjamin, T. M. Stace, G. J. Milburn, B. W. Lovett, E. M. Gauger

01 Sep 07:37

Chissà

by eriadan
21 Aug 11:34

Earth science: Warning signs of the Iquique earthquake

by Roland Bürgmann

Earth science: Warning signs of the Iquique earthquake

Nature 512, 7514 (2014). doi:10.1038/nature13655

Authors: Roland Bürgmann

An earthquake off Chile in 2014 occurred in a region where a great seismic event was expected. Two studies reveal that months of foreshocks and slow slip on the associated plate-boundary fault preceded the event. See Letters p.295 & p.299

21 Aug 08:06

Scaling of Chaos versus Periodicity: How Certain is it that an Attractor is Chaotic?

by Madhura Joglekar, Edward Ott, and James A. Yorke

Author(s): Madhura Joglekar, Edward Ott, and James A. Yorke

A small perturbation in a system’s parameter can convert its attractor from chaotic to periodic, where the probability of obtaining a chaotic regime scales as a power law with respect to the perturbation size. These results look at how and why the way in which this scaling is defined can lead to different numerical values for the exponent.

[Phys. Rev. Lett. 113, 084101] Published Wed Aug 20, 2014

21 Aug 08:06

Topologically Robust Transport of Photons in a Synthetic Gauge Field

by S. Mittal, J. Fan, S. Faez, A. Migdall, J. M. Taylor, and M. Hafezi

Author(s): S. Mittal, J. Fan, S. Faez, A. Migdall, J. M. Taylor, and M. Hafezi

Selected for a Viewpoint in Physics A flat optical device is designed to allow light to travel unimpeded along its edges, even in the presence of defects.

[Phys. Rev. Lett. 113, 087403] Published Wed Aug 20, 2014

21 Aug 08:05

Viewpoint: Light Avoids Anderson Localization

A flat optical device is designed to allow light to travel unimpeded along its edges, even in the presence of defects.

Published Wed Aug 20, 2014