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14 Aug 09:47

Nanoscale optical positioning of single quantum dots for bright and pure single-photon emission

by Luca Sapienza

Article

Self-assembled quantum dots are good emitters, but lack emission control prior to device fabrication. Here a photoluminescence imaging technique to characterize position and emission properties of such quantum dots is demonstrated, enabling the realization of high-performance single-photon sources.

Nature Communications doi: 10.1038/ncomms8833

Authors: Luca Sapienza, Marcelo Davanço, Antonio Badolato, Kartik Srinivasan

05 Aug 16:55

La Luna come non l’avete mai vista: fa photobombing alla Terra

by Paolo Attivissimo
Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “daniele.bol*” e “tombo*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2015/08/05 23:15.

Credit: NASA/NOAA

Questa foto straordinaria proviene dalla fotocamera EPIC (Earth Polychromatic Imaging Camera) della sonda DSCOVR della NASA, situata a circa 1,6 milioni di chilometri dalla Terra, che ci ha già regalato un'altra immagine notevole del nostro mondo. Questa nuova fotografia, però, è davvero speciale: mostra anche la Luna mentre passa davanti alla Terra dal punto di vista della sonda.

Non solo: ci mostra la faccia nascosta della Luna, quella che da Terra non vediamo mai e che molti pensano sia la sua faccia oscura. Nonostante il titolo del popolarissimo album dei Pink Floyd, non esiste una dark side of the moon, perché periodicamente tutta la superficie lunare viene illuminata dal Sole. Notate come la faccia nascosta è praticamente priva dei mari basaltici che invece caratterizzano la faccia perennemente rivolta verso di noi.

Cosa ancora più intrigante, la foto ci permette di confrontare la luminosità della Luna con quella della Terra e renderci conto che la Luna, che a noi sembra bianca e luminosa nel nero del cielo notturno, è in realtà scurissima rispetto alla Terra. Se si regola la fotocamera per esporre correttamente la Terra, la Luna risulta grigia e cupa.

La foto rappresenta piuttosto fedelmente la luminosità relativa e i colori naturali della Terra e del suo satellite naturale: la Luna ha un leggero bordo verde sulla destra e uno rosso-blu sulla sinistra perché l'immagine a colori è stata ottenuta scattando tre immagini monocromatiche attraverso filtri rossi, blu e verdi con un intervallo fra l'una e l'altra di circa 30 secondi, durante i quali la Luna si è spostata leggermente rispetto alla sonda DSCOVR. Le immagini sono state riprese il 16 luglio scorso.

È la prima volta nella storia che abbiamo una foto intera della Luna e della Terra insieme in alta risoluzione: nel 2008 la sonda Deep Impact aveva scattato un'immagine dello stesso tipo, ma da decine di milioni di chilometri, in bassissima risoluzione e con Terra e Luna illuminate soltanto in parte. Anche le missioni Apollo fotografarono la Terra e la Luna insieme, ma inquadrando soltanto una porzione molto piccola della Luna.

Se volete, c'è anche un video di questo nuovo, magnifico transito della Luna, creato animando le varie fotografie scattate in sequenza dalla fotocamera EPIC:



Potete anche scaricare l'immagine originale e la GIF animata (9,4 MB) ad alta risoluzione.

Se vi state chiedendo come mai non si vede l'ombra della Luna proiettata sulla Terra, è perché il Sole non è perfettamente alle “spalle” della sonda e quindi la Luna passa davanti alla Terra dal punto di vista di DSCOVR ma l'ombra lunare non viene proiettata sulla Terra e invece cade al di fuori del nostro pianeta (altrimenti avremmo avuto un'eclissi di Sole). Il disassamento si nota perché la Luna ha una sottile falce d'ombra sul lato destro.


Fonte: NASA.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
05 Aug 15:55

Obi-Juan Cosplayer at San Japan 2015

by Brad
06d
04 Aug 09:20

Baby Birth, ovvero come sprecare milioni per una cosa inutile.

by Salvo Di Grazia

Da qualche anno, in Italia e nel mondo, si sta provando a fare qualche passo indietro in campo ostetrico. Non in senso negativo ma in positivo. L'esaltazione per le nuove tecnologie, il progresso, l'entusiasmo per un evento che mieteva molte vittime in passato ma che stava diventando "routine" si è poi trasformato in eccessiva medicalizzazione, in stress inutile e spesso in malattia.

Il parto è un evento fisiologico, non rischioso, questo è un punto fermo e che non bisogna mai dimenticare. Ovviamente, come per qualsiasi attività umana, c'è sempre l'imprevisto, qualcosa che non va come dovrebbe ed allora è giusto e corretto cercare dei rimedi: la chirurgia è oggi efficace, esistono i farmaci e le attrezzature, usiamole se servono ma non bisogna eccedere. Così sono tante le iniziative che puntano a tornare ad un parto sereno senza eccessi di medicalizzazione ma naturalmente senza rinunciare alle sicurezze.

Non che serva una legge per "decidere" che il parto debba essere un evento normale ma se necessario ben vengano anche queste. Possono servire a migliorare la qualità dei punti nascita, la preparazione del personale (che in Italia è già ad un ottimo livello, siamo una nazione con mortalità materna e neonatale tra le più basse del mondo), l'organizzazione, l'assistenza, tanti di quegli aspetti che devono avere un solo obiettivo: la sicurezza ed il benessere di mamma e nascituro (e papà, perché no?).

Ma di leggi "eclatanti" non ne sono state fatte tante. L'ultima non è una legge ma una proposta di legge ed è davvero eclatante, incredibile ed un po' strana.

Questa.

Si tratta di una proposta di legge di due deputati, l'on. Binetti e l'on. Di Biagio, che hanno pensato bene di promuovere la "sicurezza del parto naturale". Che bella idea, vero? Dicono gli onorevoli:

...grandi progressi negli anni per l’evoluzione della sicurezza e del controllo  del  rischio  nelle  molte  aree  sanitarie, fino a estremizzare tale controllo mediante  la  « robotizzazione »,  ma  non  ha saputo  evolversi  per  prevenire  il  rischio del parto naturale, aumentandone la sicurezza  con  l’introduzione  di  metodologie innovative...

In effetti, in ostetricia, dopo gli enormi progressi del dopoguerra, non sono più intervenuti elementi di innovazione importanti. Non che sia per forza un problema, l'ostetricia oggi ha un elevato grado di sicurezza ma se ci fossero novità, perché non adottarle? La proposta di legge si sofferma molto anche su un altro dato, in Italia ci sono troppi tagli cesarei. Vero. Anche se ci sono molte differenze significative da una regione all'altra e soprattutto da un tipo di punto nascita (pubblico) all'altro (clinica privata). Tutto questo (con altri elementi elencati nella proposta di legge), può aumentare la mortalità (che comunque in Italia è molto bassa e soprattutto molto più bassa di altri paesi moderni) e la morbosità (le complicazioni legate al parto, per mamma e bambino). E cosa appare all'improvviso nel testo della proposta di legge?
Uno strano strumento, mai descritto in nessun testo di ostetricia e dal nome "esotico": "BabyBirth", definito nel testo: "dispositivo medico innovativo, come prevenzione primaria per minimizzare l’insorgenza di eventi avversi nell’assistenza al parto e al post-partum in modo da ridurre la mortalità e la morbosità materno-feto-neonatale potenzialmente evitabile."
Seguono una serie di effetti miracolosi di questo "Baby Birth", che eviterebbe le conseguenze pericolose del parto, i costi, i farmaci, le complicanze post partum, i tagli cesarei ed altro ancora, una panacea insomma...
Potrebbe essere una bella notizia, uno strumento medico innovativo che potrebbe evitare mortalità e morbosità materna e fetale introdotto per legge. Potrebbe, perché clamorosamente, questa proposta di legge assomiglia ad uno spot che pubblicizza un oggetto praticamente inutile.

La proposta di legge si divide in tre articoli, nei quali si incoraggia la formazione del personale sull'uso di questo strumento (già perché per usarlo bisogna fare un corso apposito), l'informazione alla popolazione e la "digitalizzazione" di tutto ciò che avviene durante il parto (ovvero la memorizzazione dei dati riguardanti partoriente e nascituro).

L'articolo 3 della proposta dice quali sarebbero queste novità per la sicurezza del "parto naturale":

1) Ecografia intrapartum (in pratica si sorveglia con l'ecografia la progressione del feto che deve nascere)

2) L'uso di una fascia gonfiabile che si applica sull'addome della donna (è questo il "Baby Birth", ecco l'innovazione di cui si parla).

Il tutto garantito dal servizio sanitario nazionale come LEA (Livelli Essenziali di Assistenza, cioè qualcosa che tutti i punti nascita dovrebbero attuare).

Voi direte: che bella notizia, finalmente una novità...

C'è però qualche problema. Non si capisce bene perchè i due onorevoli che hanno presentato la proposta di legge abbiano pensato proprio a queste "novità" .

Oltre a non farsi assistere da nemmeno una figura professionale (come si può emanare una legge sul parto senza ascoltare chi il parto lo fa, il ginecologo, l'ostetrica, la donna?), i due onorevoli hanno concentrato praticamente tutta la proposta di legge su un (da loro definito) "strumento innovativo" che, diciamocelo senza tanti giri di parole, è di una superficialità scientifica e logica inaccettabile. Nella proposta di legge non si fa riferimento al miglioramento ed adeguamento dei punti nascita, al controllo di quei punti nascita (pubblici o privati) con poca esperienza, non si fa cenno all'addestramento di tutto il personale coinvolto nel parto (anzi, se ne parla ma sempre in riferimento al "nuovo strumento" da adottare) e non si parla di messa in sicurezza, adeguamento degli strumenti, del personale, delle strutture, niente, tutto si concentra principalmente sull'acquisto obbligatorio di questo nuovo strumento da parte del SSN. Ma cos'è questo miracolo della tecnica (i due deputati hanno definito la loro proposta una "svolta per l'ostetricia")?

Lo strumento che dovrebbe aiutare a raggiungere risultati migliori nel parto si chiama "Baby Birth", è una fascia che si applica sull'addome della donna che deve partorire, fornita di tre camere d'aria gonfiabili (e collegata ad un computer). Progressivamente, mentre va avanti il travaglio, si gonfiano queste camere d'aria e la leggera pressione da queste esercitata dovrebbe aiutare la donna a partorire, diminuire i rischi del parto ed eliminare una manovra "popolare" (ma controindicata) che si chiama Kristeller (una spinta energica sulla "pancia" della donna che sta partorendo). L'apparecchio memorizzerà tutti i dati del parto (che già oggi si possono "memorizzare" ma su carta).
Tutto questo renderebbe il parto "naturale".

Ora, a parte il fatto che a me insegnarono che il parto "naturale" è quello nel quale non si attua nessun intervento (medico, chirurgico, farmacologico) ma la cosa più interessante di questo "nuovo strumento innovativo", è che non ha nessuna attendibilità scientifica, non si poggia su nessun dato chiaro o che ne mostri l'efficacia o la sicurezza, anzi, gli studi sull'argomento sono molto pochi e vaghi: uno studio (Cochrane) mostra come l'uso di questa "fascia", non migliori per nulla il decorso del parto e non prevenga nessuna conseguenza né complicazione, cosa confermata da altri studi, questo entusiasmo sulla sua efficacia, quindi, è piuttosto ingiustificato. E costa pure tanto.

baby bitrh

Già, perché il "dispositivo innovativo" è stato acquistato da qualche ospedale pubblico (che evidentemente ha dei fondi da utilizzare per queste cose) come l'ASL di Empoli che dopo aver speso 100.000 euro per acquistare 250 fasce gonfiabili non ne ha usata nemmeno una ed a quanto pare questo aggeggio tanto "innovativo" non è, visto che ne esistono versioni che sono state brevettate (e mai usate) addirittura negli anni '90 e di questo strumento (con un altro nome) se ne parla già da anni. Curioso anche il fatto che lo strumento non sia mai stato bagaglio dell'ostetricia, che nel mondo non si usa praticamente da nessuna parte, che per utilizzarlo bisognerebbe seguire un corso (a pagamento) tenuto dai produttori. Tutto questo migliorerebbe gli esiti del "parto naturale" ed andrebbe a vantaggio delle future mamme? Proprio sicuri?

Anche per quanto riguarda l'ecografia intrapartum (l'altra "innovazione" geniale dei due promotori della legge, nonostante sia un argomento conosciuto da anni) non vi sono dimostrazioni di utilità, sembra infatti che non cambi gli esiti del parto ma questo potrebbe pure essere argomento di discussione ed infatti se ne discute da un bel po', un ecografo comunque è in tutti i reparti di ostetricia, una fascia di gomma gonfiabile no, bisogna comprarla.

L'oggetto è prodotto da un'azienda italiana, se io fossi un parlamentare, chiederei seriamente se per caso i due onorevoli promotori o altre persone coinvolte, abbiano (per caso eh?) qualche conflitto di interesse con questa azienda, perché è davvero strano che si vogliano obbligare tutti gli ospedali italiani, con tale insistenza, a comprare un oggetto assolutamente inutile, ingombrante, costoso e la cui sicurezza è tutta da discutere.

Perché poi il sospetto viene spontaneo quando si va a scoprire che in effetti esiste uno studio che sembra mostrare l'utilità dello strumento, studio guardacaso italiano e che ha come autore Luisa Acanfora, ginecologa, già sentita in Senato negli anni passati sul tema della sicurezza del parto che ai tempi già incoraggiava l'uso dei questa fantomatica "cintura miracolosa". Tanto è stupefacente questa situazione, che poi è scontato nascano voci che sanno di leggenda metropolitana come quella che vedrebbe proprio la dottoressa Acanfora moglie del produttore dello stesso strumento che tanto pubblicizza.
Ma se esistesse un conflitto di interessi così evidente la dottoressa avrebbe dovuto dichiararlo nello studio che ha realizzato (non farlo è considerata una scorrettezza non da poco) e forse anche noi cittadini (ed i medici) dovremmo saperlo. Per avere una conferma o una smentita a questo come al fatto di essere stata lei ad ideare l'oggetto (chiedere all'oste com'è il vino non è mai una buona idea), ho provato a chiederglielo inviandole una mail ma non mi ha risposto preferendo quindi non commentare la notizia.

Allora ho scritto all'azienda distributrice del prodotto chiedendo dei riferimenti scientifici sulla sicurezza ed efficacia di questa "cintura gonfiabile": anche qui nessuna risposta. Non è bello che i diretti interessati ad una proposta di legge che prevede ingenti investimenti di denaro pubblico e l'uso di uno strumento sui pazienti non vogliano (loro, prima di tutto) chiarezza ma pazienza, sarà stata solo pigrizia.

In ogni caso l'unico studio che mostri qualche beneficio dall'uso dell'oggetto è molto discutibile per metodi, risultati, e campione (molto ridotto, solo 80 pazienti) quindi nella migliore delle ipotesi si può dire sicuramente che non vi sia alcuna prova importante che l'uso di questo strumento possa migliorare gli esiti del parto o possa convenire dal punto di vista economico. Anche sulla sicurezza i dati sono pochissimi. Risultato? Meglio non spendere soldi per qualcosa che andrà dritta nella pattumiera, almeno fino a quando non si avranno dati molto più solidi.
Perché è curioso anche come la proposta di legge insista per inserire l'acquisto dello strumento nei LEA (Livelli essenziali di Assistenza), in pratica, che la si usi o meno, che i medici la giudichino utile o meno, ogni reparto dovrà acquistarla, obbligatoriamente.

A questa proposta di legge si sono "ribellate" le principali società scientifiche ostetrico-ginecologiche italiane (anche se, chissà perché, non hanno affrontato proprio il problema principale limitandosi a lamentarsi della mancata presenza di un professionista nel team che ha deciso questa proposta) ma a queste lamentele ha risposto il prof. Erich Cosmi che, incidentalmente, è l'autore, con Luisa Acanfora ed altri, di quell'unico studio italiano che mostrerebbe vantaggi dall'uso dell'apparecchio gonfiabile e che, sempre incidentalmente, è membro dell'associazione "Safety & Life" presieduta sempre dalla dott.ssa Acanfora.

A me sembra tutto un po' tutto strano ma forse, indagando, si potrebbe andare oltre la semplice "stranezza", perché sinceramente, preparare una legge per favorire il "parto naturale" per poi nei fatti limitarla all'acquisto di un sistema per niente innovativo, per niente dimostrato efficace e sicuro, per niente economico e per niente "naturale", fa riflettere: i politici che hanno presentato la proposta di legge, prima di farlo, si sono informati bene? Sapevano tutto questo? Prima di preparare la legge, si sono fatti alcune domande?

È vero che ci sono pesanti conflitti di interesse tra gli "auditi" dal parlamento e i produttori dello strumento? Se la dott.ssa Acanfora è davvero colei che ha "inventato" l'apparecchio, può essere lei la stessa chiamata a giudicarne l'utilità e la sicurezza? Può essere il coautore dello studio da lei realizzato (nonché appartenente alla stessa associazione ONLUS) a dare un'opinione su un mezzo che dovrebbe essere usato (obbligatoriamente!) da tutti i reparti di maternità italiani? I proponenti hanno controllato le prove scientifiche a sostegno della loro proposta? Possono, tutti i reparti di ostetricia italiani, acquistare uno strumento non validato dalla comunità scientifica internazionale e che non ha prove salde di sicurezza ed efficacia? E se proprio fossimo costretti ad acquistarlo, questo "favorirebbe il parto naturale"?

Non sarebbe quindi il caso di approfondire?
Tante domande, vero? Troppe.
Il problema è che sembra nessuno se le faccia.
In Italia siamo abituati a vergogne e sprechi ma che almeno non si facciano sulla pelle di chi si rivolge alla sanità pubblica e soprattutto quando si parla di tagli alla sanità, evitiamo soprattutto le cose inutili, come certe proposte di legge.

Aggiornamenti:

Uno dei due proponenti la legge (sen. Di Biagio), commenta l'articolo.

- Per questo articolo sono stato querelato per diffamazione dalla dott.ssa Acanfora e dall'azienda produttrice della fascia. In occasione della querela (aggiornerò sugli sviluppi) ho avuto indiretta risposta al dubbio che evocavo nel post: la dottoressa è la moglie del titolare del brevetto della fascia. :)

- 16/02/17: la querela è stata archiviata.

04 Aug 09:15

Temperature inversion in long-range interacting systems

by Tarcísio N. Teles, Shamik Gupta, Pierfrancesco Di Cintio, and Lapo Casetti

Author(s): Tarcísio N. Teles, Shamik Gupta, Pierfrancesco Di Cintio, and Lapo Casetti

Temperature inversions occur in nature, e.g., in the solar corona and in interstellar molecular clouds: Somewhat counterintuitively, denser parts of the system are colder than dilute ones. We propose a simple and appealing way to spontaneously generate temperature inversions in systems with long-ran…


[Phys. Rev. E 92, 020101(R)] Published Mon Aug 03, 2015

04 Aug 09:11

Tech’s Enduring Great-Man Myth

The idea that particular individuals drive history has long been discredited. Yet it persists in the tech industry, obscuring some of the fundamental factors in innovation.

Since Steve Jobs’s death, in 2011, Elon Musk has emerged as the leading celebrity of Silicon Valley. Musk is the CEO of Tesla Motors, which produces electric cars; the CEO of SpaceX, which makes rockets; and the chairman of SolarCity, which provides solar power systems. A self-made billionaire, programmer, and engineer—as well as an inspiration for Robert Downey Jr.’s Tony Stark in the Iron Man movies—he has been on the cover of Fortune and Time. In 2013, he was first on the Atlantic’s list of “today’s greatest inventors,” nominated by leaders at Yahoo, Oracle, and Google. To believers, Musk is steering the history of technology. As one profile described his mystique, his “brilliance, his vision, and the breadth of his ambition make him the one-man embodiment of the future.”

04 Aug 08:45

Google Minus: Google keeps backing all the wrong social products

by Ron Amadeo
Jacopo.bertolotti

Bring back Google Reader!

Michelle MacPhearson

The very first wave of Google+, before the Google+ site even existed: Google added "+1" buttons to search results.

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The Great Google+ Purge is officially underway. The social network isn't dead, but the plan to make Google+ the "social backbone" of Google is. After integrating Google+ with just about everything in the Google Ecosystem, Google's social strategy has "pivoted" and Google+ will now be de-integrated out of everything. Google+ will be left to stand alone as a (probably niche) social stream.

Google+ was, in a word, "forced." It was forced not only into products and on users but onto the rest of the company, too. In 2011, for instance, Larry Page famously tied all employee bonuses to the company's success in social. It was easy to see why Page decided to do this at the time: Facebook was big and growing and scary. What if people stopped using search and just asked their friends for websites and product recommendations?

With a fear-powered, top-down mandate and every employee having a vested interest in Google+, the social network got shoehorned into every Google product. Google+ showed up in Search, Android, Google Maps, YouTube, Google Play, and many others.

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03 Aug 13:38

Il tizio che fa il saluto nazista e finisce nei guai Andreas M....





Il tizio che fa il saluto nazista e finisce nei guai

Andreas M. è un pensionato ed abita a Freital in Sassonia. Durante il week end è stata organizzata una manifestazione in favore dell’accoglienza ai profughi in zona, e quando il corteo è passato Andreas ha avuto la bella idea di fare il saluto nazista. Ma è stato subito bloccato da un poliziotto che l’ha identificato e denunciato per “uso dei simboli di organizzazioni anticostituzionali”

(via Il tizio che fa il saluto nazista e finisce nei guai - neXt Quotidiano)

la faccia, nella seconda foto, è impagabile: “Ma come, all’estero queste cose non succedono!” [ovvero tutto l’estero è paese]

03 Aug 10:13

Universal decoherence due to gravitational time dilation

by Igor Pikovski

Nature Physics 11, 668 (2015). doi:10.1038/nphys3366

Authors: Igor Pikovski, Magdalena Zych, Fabio Costa & Časlav Brukner

03 Aug 10:13

Multiple scattering: Unravelling the tangle

by Jacopo Bertolotti

Nature Physics 11, 622 (2015). doi:10.1038/nphys3389

Author: Jacopo Bertolotti

The discovery of a new correlation between the incident field and the laser speckle created by multiple scattering takes us a step closer to imaging in turbid media.

03 Aug 10:13

Translation correlations in anisotropically scattering media

by Benjamin Judkewitz

Nature Physics 11, 684 (2015). doi:10.1038/nphys3373

Authors: Benjamin Judkewitz, Roarke Horstmeyer, Ivo M. Vellekoop, Ioannis N. Papadopoulos & Changhuei Yang

03 Aug 09:42

we are really off to a good start



we are really off to a good start

03 Aug 08:58

07/29/15 PHD comic: 'Academic Deadlines'

Piled Higher & Deeper by Jorge Cham
www.phdcomics.com
Click on the title below to read the comic
title: "Academic Deadlines" - originally published 7/29/2015

For the latest news in PHD Comics, CLICK HERE!

31 Jul 16:37

Il Vangelo degli hotel

by fabristol

Se potessi contare facendo un rapido calcolo della media per anno il numero di hotel che ho girato in vita mia credo che superei i 200 facilmente – ahimé visitati quasi tutti per lavoro non per vacanza – in quasi tutto il globo. E non importa dove sia stato, dalle Ande cilene alle campagne di Lamezia Terme, dal resort del Serengeti tanzanese ai grattecieli di San Paolo, vi posso assicurare che gli hotel sono tutti identici. Dalle lenzuola bianche alla moquette, dall’inutile televisore alla altrettanto inutile poltroncina vicino alla finestra, dalla mancanza cronica di prese elettriche vicino al letto al complicato sistema di luci, dall’onnipresente cartellino ipocrita su “rispetta l’ambiente, laveremo solo gli asciugamani che lascerai per terra” al complicatissimo sistema della doccia (decine di leve e manopole quando basterebbe un semplice rubinetto), dal pane tagliato a fette per burro e marmellata al succo d’arancia ecc. ecc. Troverete più differenza nel modo di dire una messa in una chiesa di rito cattolico che tra gli hotel nel mondo. Tante somiglianze non possono non avere fatto scattare in me la domanda: ma esiste una guida ufficiale su come gestire gli hotel a stampino? Una sorta di Bibbia del settore? Ed esiste una associazione mondiale che decide questi standard e tutti si adeguano senza discutere? Chi ha deciso questi standard e perché proprio questi?

Per esempio non ho mai visto un hotel che non avesse un televisore in camera. Non so voi ma che siate un turista o un businessman l’ultima cosa che farete in hotel sarà guardare la TV dopo una giornata di tour o di lavoro. Eppure è un “must” imprenscindibile. Quanto risparmierebbero gli hotel se levassero le TV dalle camere? C’è veramente questa grande richiesta di TV in camera spesso in una lingua diversa dalla propria e incomprensibile quando tutti ormai ci colleghiamo al WIFI appena entrati in camera?

E ancora perché negli hotel moderni non esistono più lampadari ma solo luci da tavolo con interruttori multipli indipendenti ché non sai mai quale accende quale luce? Chi lo ha deciso e quando?

Misteri della vita.


31 Jul 12:04

Vet

It's probably for the best. Since Roombas are native to North America, it's illegal for Americans to keep them in their houses under the Migratory Bird Treaty Act.
31 Jul 11:08

[Association Affairs] Japan's universities open up to the world

by Brian Lin
A quest to globalize and engage with a wary public has sparked enthusiasm for science communication at Japanese universities Author: Brian Lin
31 Jul 11:05

[In Depth] Risk of ‘leaky’ vaccines debated

by Kai Kupferschmidt
Vaccines have saved millions of human lives, but according to evolutionary biologist Andrew Read they sometimes may also cause pathogens to turn deadlier. Read first put forward the theory 15 years ago. Now, in a new paper, he presents evidence that that is what happened with the virus causing Marek's disease, an infectious disease in chickens. Read acknowledges that the effect has never been seen with human vaccines, but he argues that future vaccines that prevent disease rather than infection could have the same effect. Other researchers say that no general conclusions should be drawn from the paper. Even if he turns out to be right, the study offers no support whatsoever for those who oppose vaccination, Read stresses. If "leaky" vaccines are proven safe and effective, they should be used, he says, but perhaps with closer monitoring and additional measures to reduce transmission, such as bed nets for malaria. Author: Kai Kupferschmidt
30 Jul 12:07

Seeing through chaos in multimode fibres

by Martin Plöschner

Nature Photonics 9, 529 (2015). doi:10.1038/nphoton.2015.112

Authors: Martin Plöschner, Tomáš Tyc & Tomáš Čižmár

30 Jul 12:07

Commercializing plasmonics

Nature Photonics 9, 477 (2015). doi:10.1038/nphoton.2015.149

Bringing plasmonics out of the lab is important. University support and communication between researchers and industry play a vital role.

30 Jul 11:58

CA offers $75,000 to catch firefighter-interrupting drone pilots

by Mariella Moon
Jacopo.bertolotti

Why would any sane person want to hinder firefighters' job?

Officials in California's San Bernardino County are tired of drones grounding their airborne firefighting efforts, that's why they've decided to take action. They're now offering a total of $75,000 in rewards to catch the pilots who flew their UAVs o...
30 Jul 09:07

Extramural work: To serve or not to serve

by Roberta Kwok

Extramural work: To serve or not to serve

Nature 523, 7562 (2015). doi:10.1038/nj7562-627a

Author: Roberta Kwok

When committees come knocking, scientists need to know which requests will benefit them and which will only steal their time — and how to tell the difference.

30 Jul 09:06

Real-time observation of interfering crystal electrons in high-harmonic generation

by M. Hohenleutner

Real-time observation of interfering crystal electrons in high-harmonic generation

Nature 523, 7562 (2015). doi:10.1038/nature14652

Authors: M. Hohenleutner, F. Langer, O. Schubert, M. Knorr, U. Huttner, S. W. Koch, M. Kira & R. Huber

Acceleration and collision of particles has been a key strategy for exploring the texture of matter. Strong light waves can control and recollide electronic wavepackets, generating high-harmonic radiation that encodes the structure and dynamics of atoms and molecules and lays the foundations of attosecond science. The recent discovery of high-harmonic generation in bulk solids combines the idea of ultrafast acceleration with complex condensed matter systems, and provides hope for compact solid-state attosecond sources and electronics at optical frequencies. Yet the underlying quantum motion has not so far been observable in real time. Here we study high-harmonic generation in a bulk solid directly in the time domain, and reveal a new kind of strong-field excitation in the crystal. Unlike established atomic sources, our solid emits high-harmonic radiation as a sequence of subcycle bursts that coincide temporally with the field crests of one polarity of the driving terahertz waveform. We show that these features are characteristic of a non-perturbative quantum interference process that involves electrons from multiple valence bands. These results identify key mechanisms for future solid-state attosecond sources and next-generation light-wave electronics. The new quantum interference process justifies the hope for all-optical band-structure reconstruction and lays the foundation for possible quantum logic operations at optical clock rates.

29 Jul 08:34

Ant groups optimally amplify the effect of transiently informed individuals

by Aviram Gelblum

Article

Group conformity is crucial for collective behaviours, but may decrease overall responsiveness to external cues. Here the authors show that load-carrying ant groups function at a transition between ballistic and random motions, where the influence of informed individuals is maximized.

Nature Communications doi: 10.1038/ncomms8729

Authors: Aviram Gelblum, Itai Pinkoviezky, Ehud Fonio, Abhijit Ghosh, Nir Gov, Ofer Feinerman

27 Jul 11:41

È proprio razzismo

by MicheleBoldrin
Sommario: 

L'episodio di Quinto di Treviso, che m'aveva ispirato un piccolo apologo alcuni giorni fa, m'ha fatto riflettere e leggere in giro per comprendere la natura delle sempre pù numerose sollevazioni popolari contro gli "immigrati", in generale, ed i rifugiati raccolti dai barconi, in particolare. La mia conclusione, che mi piace sperare sia erronea, è che siamo di fronte al manifestarsi d'un razzismo tanto diffuso quanto inconcludente. Ma potenzialmente molto pericoloso, non tanto per i migranti ma per gli italiani.

I fatti di Quinto sono noti, come credo lo siano la mezza dozzina di episodi simili riportati dai media italiani durante le ultime settimane ed i molti altri che non hanno fatto notizia perché non "gravi abbastanza". La dinamica d'ognuno di essi è quasi sempre la stessa: mentre è impossibile verificare se le accuse di "mancanza di coordinazione" - rivolte dalle autorità locali, contrarie all'arrivo dei rifugiati, ai prefetti, che tali trasferimenti devono gestire, ed alle coop

Coautori: 
Data di pubblicazione: 
Lunedì, 27 luglio, 2015 - 09:53

leggi tutto

27 Jul 07:57

[Editorial] Rethinking graduate education

by Alan I. Leshner
Jacopo.bertolotti

Ehi, I disagree with practically every single statement in this editorial!
I mustn't be easy to cram so many idiocies in just one page of Science.

All available evidence suggests that over 60% of new Ph.D.s in science in the United States will not have careers in academic research, yet graduate training in science has followed the same basic format for almost 100 years, heavily focused on producing academic researchers. Given that so many students will not join that community, the system is failing to meet the needs of the majority of its students. Many academic, governmental, and professional leaders and organizations have lamented this disconnect and have suggested worthwhile adjustments, but most of these have been minor changes in graduate course offerings. It is time for the scientific and education communities to take a more fundamental look at how graduate education in science is structured and consider, given the current environment, whether a major reconfiguration of the entire system is needed. Author: Alan I. Leshner
27 Jul 07:25

Il sindaco siamo noi

by di Alessandro Gilioli

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Il sindaco siamo noi.

Il sindaco siamo noi che abbandoniamo le lavatrici vecchie accanto ai cassonetti, e se fa caldo non li apriamo nemmeno per buttarci il sacchetto della spazzatura domestica, troppa fatica.

Il sindaco siamo noi che lasciamo l'auto in seconda fila, "che vuoi che sia è solo per dieci minuti", e mille auto in seconda fila intasano il traffico che tanto odiamo, ma anche i polmoni nostri e dei nostri figli.

Il sindaco siamo noi che parcheggiamo all'angolo della strada perché "sennò mi dice lei dove la lascio, non vede che non c'è un buco?", e così ogni angolo diventa una gimcana per chi può usare le gambe, figuriamoci per chi sta in sedia a rotelle o per le mamme con la carrozzina.

Il sindaco siamo noi che suoniamo il clacson ogni dieci secondi per nervosismo e per stizza, aggiungendo all'inquinamento dell'aria quello acustico, ancora più cretino e inutile.

Il sindaco siamo noi che se col motorino non riusciamo a zigzagare tra le macchine allora passiamo sul marciapiede, e magari da un portone uscirà un bambino, ma non si ha tempo di pensarci quando abbiamo dentro la carogna di arrivare in fretta.

Il sindaco siamo noi che consideriamo preferenziali le corsie su cui preferiamo passare, non quelle dei mezzi pubblici e delle ambulanze.

Il sindaco siamo noi che pensiamo di avere il diritto di conquistare dieci metri all'incrocio perché il semaforo è verde anche se davanti ci sono un milione di macchine ferme, e allora è ovvio che bloccheremo l'incrocio quando diventerà verde per gli altri, ma è troppo complicato capire che si può andare avanti solo quando dall'altra parte c'è abbastanza spazio.

Il sindaco siamo noi che non paghiamo l'autobus "tanto non passa mai il controllore", e ogni biglietto non pagato sarà una ragione economica in più perché gli autobus rotti non vengano aggiustati, e si sa che le rimesse sono piene di mezzi fermi.

Il sindaco siamo noi che se prendiamo una sacrosanta multa la prima cosa che facciamo è cercare qualche amico o parente che lavora alla polizia municipale per farcela togliere.

Il sindaco siamo noi che pisciamo sui muri e buttiamo le bottiglie vuote di birra per terra a ogni festa di quartiere, ritrovo pubblico, spettacolo all'aperto, corteo di destra o di sinistra che sia.

Il sindaco siamo noi che consideriamo lunare l'ipotesi di raccogliere le cacche dei nostri cani e quindi trasformiamo i marciapiedi in merdai.

Il sindaco siamo noi che paghiamo il parcheggiatore abusivo padrone della piazza, "non si sa mai, non vorrei che se non lo pago poi mi riga la macchina", e ogni piazza è un'orgia di lamiera, di sfondo i palazzi del Cinquecento ma in mezzo solo macchine.

Il sindaco siamo noi che siamo riusciti a mandare in vacca anche il car sharing lasciando a chi viene dopo macchine col serbatoio vuoto, vandalizzate per sfizio, o prive di qualche pezzo che poi me lo rivendo a mio cugino che fa il meccanico.

Il sindaco siamo noi, ciascuno di noi.

E finché non lo capiamo potremo eleggere al Campidoglio anche Gesù Cristo, ma non se ne esce.

24 Jul 11:10

Come prendere il controllo di un’auto via Internet

by Paolo Attivissimo
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/07/25 19:20.

Credit: Andy Greenberg/Wired
Se siete proprietari di una Jeep della Fiat Chrysler (FCA) e leggete le notizie su Internet probabilmente siete un po' angosciati. L'esperto di sicurezza informatica Charlie Miller ha infatto realizzato una dimostrazione spettacolare della vulnerabilità di questo modello d'automobile agli attacchi informatici a distanza.

Come racconta Wired, anche con un video eloquente, Miller è infatti riuscito dapprima a prendere il controllo dell'aria condizionata della Jeep Cherokee guidata dal giornalista che si era offerto come cavia, poi ha cambiato la stazione radio e ha messo il volume al massimo. I comandi a bordo per abbassare il volume non funzionavano più. Poi si sono accesi i tergicristalli e lo schizzo del lavavetri ha oscurato la vista al conducente.

Non contento, Miller ha fatto comparire sullo schermo digitale dell'automobile la propria immagine insieme a quella del collega Chris Valasek. Fatto questo, ha disabilitato l'acceleratore e poi i freni, per cui i pedali non avevano più effetto. Uno scenario da incubo per qualunque automobilista. E tutto questo è stato possibile senza che l'informatico toccasse l'auto o vi si avvicinasse: l'intero attacco è avvenuto via Internet. E a questo punto l'incubo ce l'hanno le case automobilistiche, che per anni hanno ignorato gli avvertimenti degli esperti e hanno trasformato le auto in computer su ruote senza pensare alle implicazioni di sicurezza. L'idea che ci sia un sistema di controllo remoto di sistemi vitali come i freni o l'acceleratore è pura pazzia.

Tutto questo è possibile perché è stata fatta un'altra scelta tecnica di rara incoscienza: il ricco sistema di intrattenimento di bordo, battezzato Uconnect, è collegato al sistema di guida dell'auto. Consente di gestire la radio, le telefonate cellulari e persino un accesso Wi-Fi. Miller ha approfittato di un elemento della connessione cellulare che per ora, responsabilmente, non ha identificato pubblicamente ma che è facilmente intuibile: per attaccare un'auto dotata di questo sistema gli basta conoscere l'indirizzo IP della vettura. I dettagli verranno resi pubblici prossimamente in una conferenza a Las Vegas e sono già stati forniti mesi fa alla casa automobilistica, che ha predisposto un aggiornamento di sicurezza.

Ebbene sì: adesso bisogna scaricare e installare gli aggiornamenti anche nelle auto.

Per evitare inquietudini inutili, va precisato che sono affette da questa vulnerabilità soltanto le auto dotate del sistema Uconnect vendute negli Stati Uniti, quindi quelle acquistate in Europa non dovrebbero avere problemi. Ma resta l'interrogativo di fondo: quante altre case automobilistiche hanno commesso lo stesso incredibile errore di progettazione? Se Charlie Miller non avesse scoperto il difetto, la casa automobilistica lo avrebbe trovato? E se non fosse stata organizzata una dimostrazione discutibile ma spettacolare, FCA sarebbe intervenuta prontamente?

La sicurezza informatica delle nostre automobili è stata presa incredibilmente sottogamba da parte di tutto il settore automobilistico. Ora, finalmente, questa dimostrazione renderà un po' più consapevoli del problema.


Aggiornamento (2015/07/24 20:00): FCA ha pubblicato un comunicato con alcuni dettagli di marche e modelli coinvolti e con istruzioni su come rimediare al problema. Sono coinvolti circa 1,4 milioni di veicoli, tutti venduti negli Stati Uniti e dotati di radio con touchscreen da 8,4 pollici: Ram 1500 Pickup 2013-2014, Ram 3500 Cab Chassis 2013-2014, Ram 2500 Pickup 2013-2014, Ram 4500/5500 Cab Chassis 2013-2014, Ram 3500 Pickup 2013-2014, Grand Cherokee 2014, Durango 2014, Viper 2013-2014, Cherokee 2014 e alcune Chryslier 200 del 2015.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
24 Jul 11:05

Vendesi pianeta abitabile (forse)

by Leonardo T
Non è per gelare gli entusiasmi, ma come ha fatto notare almeno il buon Amedeo Balbi, un pianeta gemello della Terra, con le stesse dimensioni e in un'orbita molto simile, l'abbiamo già scoperto. Da molti, molti anni.

Venere. Bello è bello, ma non ci vivrei.
Non è lontano migliaia di anni luce - pensate, è visibile ad occhio nudo di notte e anche al mattino. Si chiama Venere e, se lo osservassero da Keplero, direbbero che ha tutti i requisiti per ospitare forme di vita a base di carbonio. Invece Venere è circondata da nubi di zolfo che oscurano il sole sulla superficie; l'atmosfera è un pesantissimo concentrato di gas serra che spappolerebbe qualsiasi astronauta molto prima di toccare il suolo, e se mai ci fossero stati oceani, li ha già fatti evaporare da un pezzo; insomma il nostro vero pianeta gemello, che da lontano sembrerebbe avere tutti i requisiti per ospitare forme di vita con le quali comunicare e far la guerra, visto da vicino si è rivelato un luogo tossico e impenetrabile. Kepler potrebbe essere altrettanto tossico.

Il fatto che sia dello stesso ordine di grandezza della Terra e di Venere (in realtà è il 60% più grosso), e più o meno alla stessa distanza dal suo Sole che hanno la Terra e Venere, ci fa pensare che possa essere un luogo simile alla Terra. Ma non c'è motivo per cui non pensare che sia invece più simile a Venere. E questo alla Nasa ovviamente lo sanno.

E allora perché tanta enfasi su una scoperta appena un po' più interessante di altre che passano sotto silenzio? L'anno scorso sono stati scoperti un migliaio di esoplaneti (pianeti che girano intorno ad altre stelle). A questo punto la notizia è che tra i più di 4000 che conosciamo non si fosse trovato ancora un pianeta vagamente simile alla Terra per raggio e distanza dal suo sole. Anche Kepler non è poi così simile, ma fin qui è il meglio che abbiamo trovato. A 1400 anni luce di distanza. La gente poi guarda i tg, legge Focus, vede le rappresentazioni artistiche con isole e oceani e si convince che noi possiamo sul serio dare un'occhiata a com'è fatto - noi che siamo appena riusciti a fare una foto a Plutone, con una sonda partita nove anni fa. C'è questa idea popolare per cui gli scienziati possono scoprire tutto, se si impegnano.

E invece le tecnologie necessarie per assicurarsi che Keplero sia non dico abitato, ma un po' più simile alla Terra che Venere potrebbero essere fuori della nostra portata. Quello che abbiamo scoperto di Keplero potrebbe essere tutto quello sapremo mai su Keplero. E allora perché la Nasa ha voluto creare un evento (riuscendoci benissimo)?

Perché ci conosce.
Molto più di quanto conoscerà mai Keplero.

I non più giovani forse ricorderanno quando 19 anni fa il presidente Bill Clinton annunciò al mondo che la NASA aveva trovato tracce di vita antichissima su Marte. Su un roccione di origine marziana, scagliato nello spazio da una collisione di un meteorite e poi intercettato dalla gravità terrestre e precipitato in Antartide. Quel roccione al microscopio aveva rivelato strani segni rettilinei che potrebbero essere stati lasciati da nanobatteri marziani. Potrebbero. E potrebbero esistere per tantissimi altri motivi. Ma un ricercatore NASA pubblicò un articolo in cui suggeriva che fossero nanobatteri, e Bill Clinton si scomodò per avvertirci che forse erano nanobatteri. Dopo qualche tempo (non so esattamente quanto) il Congresso rifinanziò i progetti NASA per l'esplorazione di Marte.

Io sono convinto che la NASA sia una delle cose più incredibili mai esistite sul pianeta Terra, un orgoglio per gli americani e per l'umanità. Ma è pur sempre una cosa umana, che va avanti grazie alla sua capacità di convincere altri umani a interessarsi di lei e finanziarla. I generali fanno quel che possono per convincerci che siamo minacciati da forze esterne e interne; gli astronauti ci mostrano immagini artistiche di pianeti che sembrano foto e ci fanno venir voglia di saperne di più. È marketing, nessuno ne è immune (su questo sistema solare, almeno).

Chi nei mesi scorsi ha avuto la sensazione che Samantha Cristoforetti stesse diventando qualcosa di più di una simpatica astronauta - una specie di testimonial dell'Agenzia Spaziale Europea, un cartonato da affiggere sulle pareti delle scuole - ha perfettamente ragione. La Cristoforetti era assolutamente preparata per la sua missione, ma era anche perfetta da un punto di vista mediatico. Doveva farci venir voglia di pensare un po' più allo spazio, e anche da questo punto di vista ha svolto la sua missione egregiamente. Astronauti e astrofisici mi stanno immensamente più simpatici di generali e venditori di armi, ma questo non mi impedisce di capire quando fanno marketing.

A settembre molti studenti (e studentesse!) mi domanderanno quando sarà possibile trasferirsi su Keplero; se i nativi saranno simpatici e il clima un po' più fresco. Pazientemente dovrò spiegare che il Keplero percepito dagli strumenti della Nasa è appena un punticino, una variazioncina minima nelle misurazioni della sua stella, che un immenso cannocchiale ha percepito 1400 anni dopo che la stella le ha emesse. Ammesso che non sia un pianeta tossico come Venere; che abbia qualche forma di vita simile alla nostra (con muscoli più robusti, vista la gravità maggiore), se volessimo comunicare qualcosa di molto semplice (PUNTO-PUNTO-PUNTO-PUNTO), la risposta ci arriverebbe tra 2800 anni (LA-VOLETE-PIANTARE-DI-ACCENDERE-E-SPEGNERE-LA-LUCE? È-FASTIDIOSO). Riuscire a conservare una civiltà organizzata per tutto questo tempo è un'altra impresa forse al di sopra delle nostre forze - benché sia necessario tentare.
23 Jul 09:08

Career advancement: Insider knowledge

by Chris Woolston

Career advancement: Insider knowledge

Nature 523, 7561 (2015). doi:10.1038/nj7561-491a

Author: Chris Woolston

Junior researchers have a lot to learn, but talking to others about their experiences will help to avert nasty surprises.

23 Jul 09:08

It’s good to talk

It’s good to talk

Nature 523, 7561 (2015). doi:10.1038/523382a

Help for those struggling to reproduce results could be just a phone call away.