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13 Jun 17:23

Casapound tenta l'assalto al Cinema America Occupato e scappa

Casapound tenta l'assalto al Cinema America Occupato e scappa: aliceindustland: Durante la notte...
13 Jun 15:45

Casapound tenta l'assalto al Cinema America Occupato e scappa

Casapound tenta l'assalto al Cinema America Occupato e scappa: aliceindustland: Durante la notte...
13 Jun 11:59

”..qualche mese fa il Comune di Roma ha ridotto da 19 a 15 le circoscrizioni in cui è...

Bowman

”..qualche mese fa il Comune di Roma ha ridotto da 19 a 15 le circoscrizioni in cui è suddiviso il municipio, con la giustificazione di risparmiare sui costi dell’amministrazione. Peccato però che all’accorpamento degli uffici abbia corrisposto l’immediato incremento del numero degli «assessorini». Con il risultato che i posti lieviteranno dagli attuali 95 a 105.”

MA MORTACCI VOSTRA!

”..qualche mese fa il Comune di Roma ha ridotto da 19 a 15 le circoscrizioni in cui è...
12 Jun 20:43

دیگران را ببخش، نه به خاطر اینکه لایق بخششند، به خاطر اینکه تو لایق آرامشی

Forgive others, not because they deserve forgiveness, but because you deserve peace.

12 Jun 19:46

..bRACCIANO iERI..

by noreply@blogger.com (lzp!)
Bowman

ok, il pesce è tuo. lasciami la vita !



..leggerissimamente da infarto..
12 Jun 16:33

Rifiuti in Campania, Bassolino colpevole ma il pm chiede la prescrizione

by Andrea Spinelli
Bowman

"La prescrizione, quella che in molti definiscono “amnistia per ricchi”, perchè solo chi può permettersi dieci anni di parcelle ai suoi avvocati ha la garanzia che costoro la tireranno per le lunghe. Prescrizione. Il primo vero istituto giuridico da abolire completamente."

Il pm Paolo Sirleo chiede la prescrizione per Antonio Bassolino, ex Presidente della Regione Campania, al maxi processo per il disastro rifiuti in Campania.

E’ durata 20 ore la requisitoria, il 10 giugno scorso, del pm Paolo Sirleo al maxi processo per il disastro rifiuti in Campania, che vede l’ex governatore ed ex commissario straordinario all’emergenza rifiuti Antonio Bassolino alla sbarra, con altri 27 imputati (tra cui Impregilo, Fisia e Fibe) per reati come truffa, falso, traffico di rifiuti ed abuso d’ufficio; una requisitoria che però ha la consistenza di un colpo di spugna, visto che il pm ha riconosciuto la colpevolezza di Bassolino ma ne ha chiesta la prescrizione di reato.

Ritengo che Antonio Bassolino abbia concorso nella perpetrazione dei reati, […] si chiede altresì la pronuncia di prescrizione per tutti i capi di imputazione a lui attribuiti.

Prescrizione: si riconosce il reato, la responsabilità e la necessità di condanna ma si getta tutto il processo alle ortiche (tutte le udienze, le carte, le intercettazioni, gli uomini che ci hanno lavorato per quasi dieci anni, tutto in vacca) per via dei tempi processuali, troppo lunghi, che non garantiscono agli imputati un “giusto processo”. La prescrizione, quella che in molti definiscono “amnistia per ricchi”, perchè solo chi può permettersi dieci anni di parcelle ai suoi avvocati ha la garanzia che costoro la tireranno per le lunghe. Prescrizione. Il primo vero istituto giuridico da abolire completamente.

Insomma, l’emergenza rifiuti campana tra il 2000 ed il 2004 (il processo avrebbe dovuto accertare i fatti fino al 2005) si è rivelata una truffa bell’e buona. Una truffa impunita, piena di connivenze, omertà, soldi e potere, una truffa nella quale hanno concorso lo Stato, la criminalità organizzata, i privati: depredata Napoli, depredate tutte le risorse della Campania, non restava altro che depredarne i rifiuti, inferendo forse il colpo di grazia al territorio più martoriato d’Italia. Lo scrive chiaramente Massimiliano Iervolino nel suo libro, uscito recentemente, “Il rifiuto del sud” (Di Girolamo editore):

La verità è una: da un lato la criminalità politica in merito ai rifiuti solidi urbani ha fatto sì che non venisse attuato il Decreto Napolitano, dall’altro la criminalità organizzata, approfittando del caos, ha gestito il trasporto e l’individuazione dei siti da adibire a discariche. Senza la criminalità politica, quella organizzata non avrebbe avuto terreno fertile per lucrare.

Cominciato nel 2008, il silenzio tombale che lentamente si è propagato attorno a questo dibattimento ha fatto si che in due giorni fossero in pochi a dare la notizia della richiesta di prescrizione per Bassolino: nessuna memoria storica, nessun reato, tutti puliti, pronti per un’altra, l’ennesima, avventura nel circo politico. Eppure i reati contestati, frode in pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato, dovrebbero essere di interesse pubblico: talmente tanto che nell’aula bunker del Tribunale di Napoli la Procura dispose il divieto di introdurre registratori, telecamere, macchine fotografiche; persi gli “strumenti del mestiere”, i giornalisti cominciarono a non provarci nemmeno più ad entrare, legittimando quella silenziosa, pelosissima, richiesta di silenzio assoluto che il potere giudiziario ha in un certo qual modo “imposto” alla stampa.

Ad aprile 2012 le prime prescrizioni (18 i capi d’imputazione caduti per i tempi biblici del processo), nel 2013 il sapone laverà anche l’altra mano dei colpevoli: nessuno di loro pagherà.

Non la galera, non il giustizialismo sfrenato, ma la necessità di verità mi spingono oggi a scrivere queste parole: dal 1998 le delibere della Regione Campania hanno letteralmente picconato norme e principi contenuti nel Decreto Napolitano, che cadenzava il raggiungimento della differenziata, il riciclo, la produzione di energia da Cdr, imponendo date, deadline, percentuali da raggiungere, hanno rappresentato il tentativo, portato a termine, di abbrancare i milioni di euro dei contributi Cip6 in Campania, i fatti avvenuti dopo il 2000 (dopo l’elezione a governatore di Bassolino).

Dalla sua elezione invece Bassolino di fatto garantì la spartizione di una torta enorme: senza mai leggere un contratto (come da lui stesso dichiarato) in Campania si verificarono sovrastime di offerta rispetto alle reali possibilità dei contraenti e violazioni contrattuali sistematiche: “truffe” anche secondo il Gip.

Le ecoballe continuano ad essere ammassate nei campi alle porte di Napoli e Caserta, le discariche abusive sono state rese pubbliche senza cambiare le modalità di smaltimento (lo Stato che va a scuola dalla camorra), gli impianti continuano a funzionare a singhiozzo e la raccolta differenziata resta un pallido miraggio di sviluppo: a cosa è servita l’emergenza rifiuti in Campania?

Le ecoballe, umide per via del Cdr di bassa qualità, saranno inservibili per la bruciatura, ma oggi, in questo momento, avvelenano oltremodo il territorio campano: ammassate nei campi e coperte da teli neri, producono percolato (incredibile ma vero) che non viene incanalato in nessun pozzo di emungimento, ma disperso.

Nessun piano industriale è partito, dunque a breve potrebbe arrivare l’ennesima condanna alla Corte di Giustizia europea che dimostrerebbe, qualora ce ne fosse ancora bisogno, il disastro campano. In dieci anni sono state smaltite solo ottantacinque mila tonnellate dei sei milioni di ecoballe prodotte. Dopo un lungo periodo di tempo, continuano a giacere in quei luoghi producendo un danno, anche economico, enorme. Pensate che qualora la monnezza dovesse rimanere stoccata negli stessi siti per altri undici anni, lo Stato si troverebbe a dovere spendere circa 240 milioni di euro. Ma c’è di più: infatti non conoscere cosa sia stipato all’interno di queste “balle” rende difficile anche programmare un inceneritore per bruciarle. Qualora poi questo impianto venisse comunque costruito, servirebbero circa venti anni per portare a combustione il totale di rifiuti stoccati. Se invece tale massa imponente di monnezza venisse trasportata all’estero bisognerebbe impegnare circa seicento mila veicoli, un numero talmente elevato che coprirebbe l’intero percorso che divide Napoli da Oslo. Ma le “piramidi” sembrano non interessare nessuno, nonostante la ben nota devastazione di interi territori. I politici, i giornalisti e l’élite del nostro Paese fanno quasi finta di nulla.

Ha scritto Iervolino nel suo libro.

Rifiuti in Campania, Bassolino colpevole ma il pm chiede la prescrizione é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 11:20 di mercoledì 12 giugno 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.



12 Jun 10:30

«Incitano all'odio e alla discriminazione contro i rom»: chiusi due blog

by Redazione Roma Online
Bowman

In realtà condivido appieno.
Ammesso che non ci debba essere violenza, fuori dalle balle chi non rispetta le regole civili.

Le segnalazioni dell'Osservatorio 21 luglio sui blog «Basta zingari in Italia» e «Via i rom»: immediata la chiusura
12 Jun 09:06

Google Maps and Waze, outsmarting traffic together

by Emily Wood
Bowman

altri dati da spiare...
almeno rendessero il servizio piu' completo

We’ve all been there: stuck in traffic, frustrated that you chose the wrong route on the drive to work. But imagine if you could see real-time traffic updates from friends and fellow travelers ahead of you, calling out “fender bender...totally stuck in left lane!” and showing faster routes that others are taking.

To help you outsmart traffic, today we’re excited to announce we’ve closed the acquisition of Waze. This fast-growing community of traffic-obsessed drivers is working together to find the best routes from home to work, every day.

The Waze product development team will remain in Israel and operate separately for now. We’re excited about the prospect of enhancing Google Maps with some of the traffic update features provided by Waze and enhancing Waze with Google’s search capabilities.

We’ll also work closely with the vibrant Waze community, who are the DNA of this app, to ensure they have what’s needed to grow and prosper.

The Waze community and its dedicated team have created a great source of timely road corrections and updates. We welcome them to Google and look forward to working with them in our ongoing effort to make a comprehensive, accurate and useful map of the world.

Posted by Brian McClendon, Vice President, Geo
11 Jun 21:28

Weekly update: Jun 10-16

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Then and now

Our first public beta was released on June 13 a year ago. It had an ugly icon and default Bootstrap theme, but it was ok. At least, our friends said so. Looking back, I can’t believe what we have actually achieved in a year, and I absolutely can’t believe the amount of things that need to be done. The scale of things is also kind of scary.

One of our users suggested that we update our blog more often, another one posted the picture below, so we decided to write more regular updates of what we are up to. And even though The Old Reader is our free time project, we usually spend time on it every day.
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Google Reader is due to be closed in less than a month, and our team can feel things heating up: new web-based RSS readers seem to be launching every week; we got some new code contributors aboard; and we started getting more and more questions about API and mobile apps.

Well, API is being cooked, and it is getting there. It is about 70% done, and I can already have first The Old Reader in-app experience (basic and painful, but still!). We really hope we can completely finish it in July, and it remains our top priority. I already have a mailing list for developers (thank you for your input on REST vs Google Reader API) and everyone else who expressed their interest in this topic, so the moment it’s ready we’ll spread the news as much as we can.

Besides working in API, we’ve been quite busy with other stuff during last couple of months: improved our feed refresh intervals significantly, fixed a number of nasty bugs that duplicated user posts in some cases, improved monitoring, and answered what feels like several thousands of emails, forum messages, and tweets.

We have also recently enjoyed crossing another milestone in user count – 218 – and sorted some legal issues that seemed actually more difficult than all our technical challenges combined.

We also launched several new servers so that we could fit new users, and our hosting cost increased even more. So we will kindly remind you of that Flattr button (hopefully it won’t be there for too long).

Next planned post will be about our future plans, making The Old Reader sustainable, and probably some announcements.
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(image from our Trending section which never fails to amuse)

11 Jun 12:16

kindlerya: Ecco cosa sarebbe successo se l’Italia fosse stata...



kindlerya:

Ecco cosa sarebbe successo se l’Italia fosse stata al posto della Palestina.

11 Jun 12:15

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10 Jun 20:44

Space, the final frontier

by Kay Kremerskothen

Hubble view of M 106

Ring Nebula The Rose

Hubble Sees the Remains of a Star Gone Supernova

These are just a few of the stunning space photos that the European Space Agency and the NASA Goddard Space Flight Center have recently uploaded to their photostreams.

If you are a space aficionado or simply want to immerse yourself in more phenomena seen from earth and beyond, check out some of our wonderful astronomy groups:

Astronomy,
Astronomy, Stars, Planets and Space,
Astronomy Photos,
Astronomy for all,
Amateur Astronomy

And in case you came here looking for something different, we do have amazing Star Trek groups on Flickr as well.

Photos from NASA Goddard Photo and Video and europeanspaceagency


10 Jun 15:05

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10 Jun 12:18

L'oro nero che in Italia rende poveri

L'oro nero che in Italia rende poveri: La Basilicata ha oltre 400 siti contaminati dalle attività...
10 Jun 12:18

Nothing to hide

by Nathan Yau
Bowman

"What if" should be the question.
What if in the state are corrupted people, what if the state is wrong about profiles indicated as dangerous.
We live in a distopian society and they tell us we are free.

With all the stuff going on with surveillance and data privacy — especially the past week — it's worthwhile to revisit this essay by Daniel J. Solove, a professor of law at George Washington University, on why privacy matters even if you "have nothing to hide."

"My life's an open book," people might say. "I've got nothing to hide." But now the government has large dossiers of everyone's activities, interests, reading habits, finances, and health. What if the government leaks the information to the public? What if the government mistakenly determines that based on your pattern of activities, you're likely to engage in a criminal act? What if it denies you the right to fly? What if the government thinks your financial transactions look odd—even if you've done nothing wrong—and freezes your accounts? What if the government doesn't protect your information with adequate security, and an identity thief obtains it and uses it to defraud you? Even if you have nothing to hide, the government can cause you a lot of harm.

"But the government doesn't want to hurt me," some might argue. In many cases, that's true, but the government can also harm people inadvertently, due to errors or carelessness.

You might not have anything to hide right now, but maybe a random string of choices that was completely harmless looks a lot like something else a few years from now, to someone sniffing around the archives. The patterns when there are no patterns sort of thing. Personal data without the person. [via @hmason]

10 Jun 09:24

Google ha comprato Waze, ora è ufficiale

by Rosario
Bowman

lo uso tutti i giorni e funziona bene.
il problema sarà il monopolio e l'eventuale volontà di lasciare il prodotto semplice e social così come è ora.
In ballo c'è anche il mercato dei navigatori da auto sempre più android-oriented: onestamente preferirei un tablet al costoso navigatore della casa.

Alla fine è successo: Google ha comprato Waze. La società di Mountain View ha annunciato la finalizzazione dell’operazione, assicurandosi così i servizi dell’applicazione creata in Israele. Battuta la concorrenza di altre società, come Facebook in primis, con Google che adesso potrà contare su un ottimo strumento per potenziare ulteriormente la sua applicazione Maps.

Noam Bardin, CEO di Waze, ha promesso in un post che per Waze non cambierà nulla, vista l’intenzione di Google di lasciare al team israeliano la sua community, il marchio e l’attuale organizzazione.

Via | Wired.com

Waze: Google vicina all’acquisto per 1,3 miliardi di dollari

Post originale del 10 giugno 2013.

Tanti pretendenti, ma ovviamente solo uno in grado di vincere il cuore. Non stiamo parlando di nessun reality televisivo, ma della corsa all’acquisto di Waze di cui vi abbiamo parlato nelle scorse settimane, riportando l’interesse di Facebook e Google tra le varie società intenzionate a rilevare l’applicazione di navigazione creata in Israele.

A quanto pare, in vantaggio attualmente ci sarebbe Google, con un’offerta di 1,3 miliardi di dollari: ne parla il sito israeliano Globes, secondo cui la conclusione dell’operazione sarebbe imminente, chiudendo così l’asta scatenatasi per portare Waze in America. Per Google si tratterebbe di un’acquisizione volta a mantenere il suo status all’interno del mercato delle applicazioni riguardanti le mappe, impedendo allo stesso tempo ad altri di rilanciarsi con l’acquisizione di un software apprezzato come Waze.

Non a caso, tra le aziende di cui si era parlato nei mesi scorsi c’era anche Apple, vittima dell’ormai famoso mapgate: la società di Cupertino avrebbe però lasciato perdere questa ipotesi, lasciando agli altri la possibilità di concludere l’affare miliardario. Per il momento, come riporta anche Reuters, né Google né Waze hanno commentato la notizia in arrivo da Globes.

Attualmente, il servizio di mappe crowd-sourced di Waze serve circa 47 milioni di utenti, che ormai preferiscono quasi in pianta stabile l’applicazione ad altri software di navigazione più celebri (e più costosi).

Google ha comprato Waze, ora è ufficiale é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 00:42 di mercoledì 12 giugno 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.



09 Jun 11:22

infinitylooper: Something to think about: The Earth is 4.6 billion years old. Let’s scale that to...

Bowman

The Earth is 4.6 billion years old. Let’s scale that to 46 years.
We have been here for 4 hours. Our industrial revolution began 1 minute ago.
In that time, we have destroyed more than 50% of the world’s forests.

This isn’t sustainable.

infinitylooper: Something to think about: The Earth is 4.6 billion years old. Let’s scale that to...
09 Jun 10:52

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09 Jun 08:29

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09 Jun 08:12

"Hmm. This slug came out a little funny.” "Whoa,...



"Hmm. This slug came out a little funny.”

"Whoa, evolution, what the hell?"

"I don’t know. I think I may have mixed something up on the camouflage gene."

"You think?"

"I was distracted."

"Well, you can’t just put that in the undergrowth, it’ll get eaten in like two seconds."

"What should I do with it, then?"

"I don’t know. Throw it in Australia with the rest of the unspeakably bizarre stuff, I guess.”

07 Jun 17:41

I testamenti per Radio Maria

by Giovanni Zagni

Oggi Concita De Gregorio racconta su Repubblica di una lettera inviata a “migliaia di persone, anziani soprattutto” e che contiene un questionario informativo sulla possibilità di fare un lascito testamentario a favore di Radio Maria, un’emittente radio privata di ispirazione cattolica con sede nella provincia di Como. La vicenda è raccontata attraverso l’esperienza di “Adele”, anziana 92enne, e del figlio “Marco” (non sono fornite le generalità), che si è accorto casualmente che la madre stava per chiedere maggiori informazioni sull’iniziativa.

La storia, come segnala De Gregorio, era stata raccontata pochi giorni fa con toni critici sul blog di Andrea Satta ospitato dal sito dell’Unità. La lettera contiene un bollettino postale, per effettuare subito un versamento, e un questionario in sette punti che pubblicizza anche la possibilità di un testamento olografo, stendibile su un semplice foglio di carta e da consegnare a un notaio, con la rassicurazione che una quota dell’eredità è destinata obbligatoriamente dalla legge ai propri figli.

La possibilità di effettuare un lascito testamentario in favore di Radio Maria è pubblicizzata anche sul sito dell’emittente radiofonica, nella sezione “Sostienici”, che descrive dettagliatamente le formule da utilizzare ed altre possibilità di donazione (venerdì pomeriggio il testo è stato cancellato, la versione originale si può leggere qui).

MARCO arriva all’appuntamento con i fogli del questionario e la lettera in mano. Li posa sul tavolino del bar. Tre pagine, e un bollettino di conto corrente postale. Ecco, indica. Sono questi i fogli che ha sfilato con dolcezza dalle mani di sua madre, 92 anni. Adele li aveva compilati meticolosamente, chissà quanto tempo aveva impiegato a leggere tutte le domande, aveva messo la sua firma in fondo.

Aveva scritto tutti i suoi dati e indicato che sì, avrebbe parlato volentieri con un gentile operatore per capire meglio come fare quel lascito, il testamento olografo o come si chiama. Che le telefonasse pure, la persona di Radio Maria, per prendere appuntamento. Tanto lei sta sempre a casa.

Doveva solo ripiegare i fogli, Adele, quando Marco ha suonato al campanello ed è salito per il saluto quotidiano.

(continua a leggere sul blog di Giacomo Salerno)

07 Jun 17:41

Acqua pubblica, a due anni dal referendum il tradimento dei beni comuni

by Marina Perotta

A due anni dal referendum in cui gli italiani hanno chiesto che l’acqua diventasse pubblica perché bene comune, la richiesta è stata disattesa in mille modi.

Oggi in Campidoglio alcuni volontari del Coord Romano Acqua pubblica hanno manifestato per chiedere al futuro Sindaco di Roma di rendere davvero l’acqua pubblica. Ma evidentemente l’acqua non può essere pubblica secondo politici e amministratori. Su 8000 sindaci italiani dal referendum del 2011 a oggi solo in 4 hanno veramente applicato le richieste dei 26 milioni di italiani: Napoli, Vicenza, Palermo e Reggio Emilia. Gli altri continuano a far pagare l’acqua come fosse un bene privato.

D’altronde con i cambiamenti climatici in atto l’acqua fra trent’anni sarà certamente più preziosa del petrolio, anche se sembra che possa essere effettivamente un piano di scontro ancora molto lontano dal risolversi. Dal governo Prodi al governo Berlusconi, mai come sull’acqua privata l’accordo è stato unanime: il Pd non ha mai appoggiato il referendum e tutti hanno sempre accolto con grande favore i balzelli sull’acqua anche se si affaticano a dire che non è l’acqua a essere messa in vendita ma i servizi collegati (ma che vuol dire? se non ho la fontana non ho nemmeno l’acqua).

A rompere gli equilibri i 160 parlamentari eletti nel Movimento 5 stelle che proprio tra quelle 5 stelle riconoscono l’acqua pubblica e per dimostrarlo il sostegno a Stefano Rodotà presidente della Repubblica rifiutato in casa Pd proprio per il suo alto senso del Diritto collegato proprio ai beni comuni.

Ma Cosa sono i beni comuni? Di fatto sono la rivoluzione nel principio del Diritto su pubblico e privato. Il Bene comune non è pubblico e non è privato, ma è proprio di tutti e spetta a tutti: cittadini, profughi e clandestini:

Sono beni comuni, tra gli altri: i fiumi i torrenti e le loro sorgenti; i laghi e le altre acque; l’ aria; i parchi come definiti dalla legge, le foreste e le zone boschive; le zone montane di alta quota, i ghiacciai e le nevi perenni; i lidi e i tratti di costa dichiarati riserva ambientale; la fauna selvatica e la flora tutelata; i beni archeologici, culturali, ambientali e le altre zone paesaggistiche tutelate. La disciplina dei beni comuni deve essere coordinata con quella degli usi civici. Alla tutela giurisdizionale dei diritti connessi alla salvaguardia e alla fruizione dei beni comuni ha accesso chiunque. Salvi i casi di legittimazione per la tutela di altri diritti ed interessi, all’esercizio dell’azione di danni arrecati al bene comune e’ legittimato in via esclusiva lo Stato. Allo Stato spetta pure l’azione per la riversione dei profitti. I presupposti e le modalità di esercizio delle azioni suddette saranno definite dal decreto delegato.

Insomma una vera e propria rivoluzione che nel caso dell’acqua è stata minata lo scorso 28 dicembre quando dal AEEG è stato emanato il Metodo Tariffario Transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico Integrato, in pratica la nuova privatizzazione dell’acqua che ha di fatto annullato quanto espresso da 27 milioni di italiani nella tornata dei referendum contro il nucleare e per l’acqua pubblica proprio nel 2011.

Mercoledì 12 giugno secondo anniversario del referendum a Roma in Piazza S.Cosimato si terrà l’incontro con Stefano Rodotà.

Via | MicroMega
Foto | Coordinamento romano acqua pubblica

Acqua pubblica, a due anni dal referendum il tradimento dei beni comuni é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 15:37 di venerdì 07 giugno 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.



07 Jun 14:32

Video

by bowman77


07 Jun 12:50

napolux: .

Bowman

RSSistance !



napolux:

.

06 Jun 12:56

Di chi è il mio corpo quando è dello Stato

by di Alessandro Gilioli

1336404074133_stefano_cucchi2

La vera domanda che dobbiamo porci questa mattina non è se i tre agenti di custodia in questione andavano condannati o meno, se le botte prese da Cucchi sono state concause decisive o meno della sua morte.

La vera domanda è: chi è responsabile del mio corpo quando questo viene preso in consegna dallo Stato?

Perché se lo Stato (in certi casi stabiliti dalla legge) ha il diritto di appropriarsi del mio corpo, in quei casi ha anche il dovere di garantirne l’incolumità, finché questo è nelle sue mani.

E’ tutto qui: e l’elenco di persone i cui corpi entrano vivi ed escono morti dal controllo dello Stato, purtroppo, in Italia è molto lungo.

Uno Stato civile, questa mattina, farebbe un decreto legge per identificare obbligatoriamente una figura di responsabile e garante di chiunque si trovi in stato di fermo o di arresto, o semplicemente in carcere. Ogni cittadina o cittadino ha infatti il diritto civile di sapere chi è il responsabile del suo corpo quando questo è trattenuto dallo Stato.

Sarebbe, credo, anche il modo migliore per dare un senso alla morte di Stefano Cucchi.

06 Jun 09:01

t3chn0ir: ‘I don’t think we could have asked for a more...

Bowman

primo shared ;)



t3chn0ir:

‘I don’t think we could have asked for a more beautiful evening, do you?’

Close Encounters of the Third Kind (1977)