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21 Jul 13:09

Scientific literature: Information overload

by Esther Landhuis

Scientific literature: Information overload

Nature 535, 7612 (2016). doi:10.1038/nj7612-457a

Author: Esther Landhuis

How to manage the research-paper deluge? Blogs, colleagues and social media can all help.

21 Jul 13:09

The bicycle problem that nearly broke mathematics

by Brendan Borrell

The bicycle problem that nearly broke mathematics

Nature 535, 7612 (2016). http://www.nature.com/doifinder/10.1038/535338a

Author: Brendan Borrell

Jim Papadopoulos has spent a lifetime pondering the maths of bikes in motion. Now his work has found fresh momentum.

20 Jul 16:17

Reato di integralismo islamico for (very) dummies

by Alessandro Capriccioli

Siccome, lo ammetto, a volte vengo assalito da una curiosità morbosa, stavo dando un’occhiata alla proposta di legge della Meloni per l’introduzione del reato di integralismo islamico.
Che recita, testualmente, così:

1. Dopo l’articolo 270-sexies del codice penale è inserito il seguente:
«Art. 270–septies (Integralismo islamico) Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da quattro a sei anni chiunque, al fine di o comunque in maniera tale da mettere in concreto pericolo la pubblica incolumità propugna o propaganda idee dirette a sostenere sotto qualsiasi forma:
a) l’applicazione della pena di morte per apostasia, omosessualità, adulterio o blasfemia;
b) l’applicazione di pene quali la tortura, la mutilazione e la flagellazione;
c) la negazione della libertà religiosa;
d) la schiavitù, la servitù o la tratta di esseri umani.

Quello che mi lascia a metà tra il riso e il pianto, al di là del “propugna” e del “propaganda” (che pure meriterebbero molta attenzione, perché qua siamo a tutti gli effetti nel campo del reato d’opinione), si può riassumere nella seguente domanda: dove sta scritto che chi fa le cose elencate nelle precedenti lettere da a) a d) dev’essere, come recita il titolo della norma, necessariamente islamico? Cioè: voi non avete mai sentito nessun italiano, o europeo, o occidentale, o comunque non musulmano dire che per i pedofili ci vorrebbe la castrazione, che i froci andrebbero messi al muro, che bisognerebbe infliggere delle pene corporali ai criminali particolarmente recidivi? Non forse è l’Italia, il paese in cui non si riesce a introdurre il reato di tortura perché “non consentirebbe alle forze dell’ordine di lavorare con serenità”? Non è l’Italia il paese di Bolzaneto e della Diaz, di Stefano Cucchi, di Federico Aldrovandi e di Giuseppe Uva, dei sudanesi ridotti in schiavitù che crepano come le mosche nei campi di pomodori per un euro l’ora, delle nigeriane vittime di tratta strappate alle (o comprate dalle) loro famiglie, violentate e sbattute a prostituirsi in mezzo alla strada, di chi va dicendo che bisognerebbe radere subito al suolo tutte le moschee?

Facciamo una cosa: approvatela in fretta e furia, ‘sta proposta di legge sul reato di “integralismo islamico”, e dal giorno dopo iniziate ad applicarla in modo accurato, capillare e sistematico. Dopodiché, aspettiamo qualche mese e iniziamo a contare.
Ho come la sensazione che nove condannati su dieci saranno italiani.

20 Jul 09:43

Direct detection of a single photon by humans

by Jonathan N. Tinsley
Jacopo.bertolotti

Why buying an expensive APD? Just use a PhD student! :-D

Article

The detection limit of human vision has remained unclear. Using a quantum light source capable of generating single-photon states of light, authors here report that humans can perceive a single photon incidence on the eye with a probability above chance.

Nature Communications doi: 10.1038/ncomms12172

Authors: Jonathan N. Tinsley, Maxim I. Molodtsov, Robert Prevedel, David Wartmann, Jofre Espigulé-Pons, Mattias Lauwers, Alipasha Vaziri

20 Jul 08:46

1st Jul: Labyrinth (1986), 1hr 41m [U] - Streaming Again (6.65/10)

Jacopo.bertolotti

Now on Netflix UK!!!

[Streaming Again] From the whimsical mind of Jim Henson, this musical fantasy film follows teen Sarah on an epic quest to save her baby brother from a kingdom of goblins.
18 Jul 11:03

Gravity doesn’t care about quantum spin

by Chris Lee

An atomic clock based on a fountain of atoms. (credit: National Science Foundation)

Physics, as you may have read before, is based around two wildly successful theories. On the grand scale, galaxies, planets, and all the other big stuff dance to the tune of gravity. But, like your teenage daughter, all the little stuff stares in bewildered embarrassment at gravity's dancing. Quantum mechanics is the only beat the little stuff is willing get down to. Unlike teenage rebellion, though, no one claims to understand what keeps relativity and quantum mechanics from getting along.

Because we refuse to believe that these two theories are separate, physicists are constantly trying to find a way to fit them together. Part and parcel with creating a unifying model is finding evidence of a connection between the gravity and quantum mechanics. For example, showing that the gravitational force experienced by a particle depended on the particle's internal quantum state would be a great sign of a deeper connection between the two theories. The latest attempt to show this uses a new way to look for coupling between gravity and the quantum property called spin.

I'm free, free fallin'

One of the cornerstones of general relativity is that objects move in straight lines through a curved spacetime. So, if two objects have identical masses and are in free fall, they should follow identical trajectories. And this is what we have observed since the time of Galileo (although I seem to recall that Galileo's public experiment came to an embarrassing end due to differences in air resistance).

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18 Jul 09:31

Caro fratello musulmano di Gramellini

by Leonardo T
Caro musulmano non integralista che in privato hai confidato a Gramellini il tuo sgomento per l'eresia wahabita, e la tua rabbia verso la corte saudita che si atteggia a nostra alleata e invece finanzia quell’eresia dai tempi di Bin Laden, esci fuori.

Lo so che esisti, Gramellini ti ha tradito. Dai, esci, su.

Il piano degli aspiranti califfi è piuttosto chiaro: utilizzano ragazzotti viziati come gli stragisti del Bataclan, ma anche relitti umani come il camionista che ha seminato la morte sulla promenade di Nizza per alimentare la paura e l’odio verso l’Islam, così da portare i razzisti al potere in Occidente e creare le condizioni per innescare una guerra di civiltà, insomma la qualunque, va bene tutto, qualsiasi commando improvvisato noi lo attribuiamo ai Sauditi Malvagi, se non direttamente a Sauron o al Veglio della Montagna, perlomeno il tuo amico Gramellini ormai ragiona così, un Vittorio Feltri dal volto umano, e tu ancora ci parli, chissà dove poi, magari uscite a cena, e al dessert tu gli fai: sono sgomento per l'eresia wahabita.

"La che?"
"L'eresia wahabita, è la confessione della corte saudita".
"Sono i cattivi?"
"Beh, senz'altro hanno finanziato diversi terroristi".
"Ah, il terrorismo, conosco, gli anni Settanta, sapessi, le Brigate Rosse, i compagni che sbagliano..."
"Ecco, non c'entra niente".
"Ma è terrorismo, lo hai detto tu".
"Il terrorismo è un fenomeno complesso, sarebbe sbagliato leggere gli avvenimenti degli ultimi vent'anni con le lenti degli anni di piombo, che tra l'altro ormai ve li ricordate solo voi giornalisti italiani e..."
"Ma non scaldarti, su, beviti un bicchiere".
"No, grazie".
"Ah già sei musulmano".
"No è che a quest'ora non lo reggo, e forse anche tu dovresti..."
"Però sei stronzo che mi fai bere da solo. Vabbe', ho capito, i sauditi vogliono fare la rivoluzione e i musulmani di tutto il mondo li considerano compagni che sbagliano, è così?"
"Sigh".
"Negli Anni Settanta del secolo scorso il terrorismo di sinistra insanguinò le nostre strade con altri metodi (bersagli simbolici e non indiscriminati) ma identici obiettivi: scatenare la rivoluzione".
"In che senso identici obiettivi? La rivoluzione non è mica una guerra di civiltà".
"Vabbe', dettagli. Comunque tu in questa storia saresti il sindacalista Guido Rossa, che pagò con la vita la rottura dell’omertà in fabbrica!"
"Cioè devo farmi ammazzare".
"Ma no, si fa per dire, anzi ti auguro lunga vita".
"Ma mi tocco i coglioni, guarda".
"Ah, lo fate anche voi?"
"No, è che mi sto integrando".
"Bravo".
"Ma insomma cos'è che dovrei fare?"
"Da te che ci aspettiamo il gesto che può cambiare la trama di questa storia. I farabutti che sgozzano in nome dell’Islam non vengono dal deserto: sono cresciuti in Occidente e quasi sempre ci sono anche nati".
"Embè?"
"Frequentano i tuoi negozi".
"Io faccio la spesa alla coop".
"E la carne halal?"
"Ce l'hanno anche alla coop".
"Ah".
"Tu non la fai mai la spesa, vero?"
"Però frequentano anche le tue moschee".
"Cioè secondo te i jihadisti discutono di bombe davanti a tutti nel parcheggio della moschea? Che molti manco ci vanno in moschea. Si fanno le madrase in casa".
"Ecco, perché non li denunci?"
"Li denuncio per cosa?"
"Hai appena detto che si fanno della roba in casa".
"Le madrase, le scuole islamiche, si trovano in garage o nel seminterrato e pregano e insegnano l'arabo ai figli".
"E tu non li denunci?"
"Ma per cosa? Per il reato di pregare insieme a casa propria e insegnare l'arabo ai figli?"
"Lo vedi che non sei collaborativo? Eppure parlano la tua lingua!"
"Ma mica tanto".
"Come, non siete tutti arabi?"
"Guarda, io son tunisino, e i marocchini già faccio fatica a capirli. Poi ci sono i pakistani che non sono proprio arabi, proprio per niente. L'arabo giusto per le preghiere".
"Ma te pensa. Comunque hanno figli che vanno a scuola con i tuoi".
"Perché con i tuoi no?"
"Ehm, boh, non saprei. Senti, per troppo tempo hai guardato ai terroristi come a dei fratelli che sbagliavano ma che non andavano traditi".
"Eh?"
"Non condividevi i loro comportamenti, ma non te la sentivi di denunciarli".
"Ma che cazzo dici?"
"In qualche caso per paura, ma più spesso per una forma perversa di solidarietà religiosa e razziale".
"Cioè mi stai accusando di favoreggiamento ai jihadisti? Così? Mi inviti a cena e mi dici una cosa del genere?"
"No, veramente la scrivo sulla prima pagina del giornale".
"Perché sono tuo fratello".
"Certamente, di me ti puoi fidare".
"E meno male che non ero solo tuo cugino, ma vaffanculo, va'".
"Lo dite anche voi?"
"Mi sto integrando".
"Bravo. Adesso però il gioco si è fatto troppo duro e non puoi più restare sull’uscio a osservarlo".
"Ma osservare cosa, ma lo sai che c'è gente che dopo ogni attentato mi insulta per strada?"
"Adesso anche tu, come l’operaio comunista di quarant’anni fa, hai qualcosa da perdere".
"Cioè dici che prima no, che prima ero un pezzente senza niente da... senti, ma sei venuto in macchina?"
"Certo, perché".
"Forse è meglio che andiamo, mi sembra che tu abbia già bevuto un po' troppo".
"Aspetta, aspetta. Bene o male l’Occidente ti ha accolto, offrendoti la possibilità di una vita più dignitosa di quella che ti era consentita nella terra da cui sei scappato".
"Cameriere, ci porta il conto per favore?"
"No, stavo pensando a un amaro. Mi fai compagnia?"
"Io non sto bevendo, Gramellini".
"Ah già, dimenticavo. Senti. Cosa stavo dicendo?"
"Niente di particolarmente intelligente".
"Non puoi continuare a negare l’evidenza o a girarti dall’altra parte".
"Ma chi si gira, ma cosa stai..."
"Hai oltrepassato quel confine sottile che separa il menefreghismo dalla complicità".
"Cameriere, sul serio, noi adesso andiamo, pago tutto io con la carta".
"Facciamo un patto".
"Che la prossima volta offri tu? sarebbe anche ora".
"Noi cercheremo di tenere i nostri razzisti lontani dal governo e di migliorare il livello della sicurezza, anche se è impossibile proteggere ermeticamente ogni assembramento umano".
"Dammi il braccio, non lo vedi che barcolli".
"Tu però devi passare all’azione".
"Sì capo".
"Devi prendere le distanze dagli invasati che si sentono invasori e dagli imam che li fomentano".
"Dammi le chiavi della macchina, che è meglio".
"Denunciarli, sbugiardarli, controbattere punto su punto le loro idee distorte".
"Sissì, guarda, parto da domani".
"Denuncerai?"
"Denuncerò".
"Sbugiarderai?"
"Sbugiarderò".
"Controbatterai punto su punto le loro idee distorte?"
"Controbatterò... scusa, una curiosità, tu negli anni Settanta passavi il tuo tempo così?"
"Eh?"
"Passavi il tempo a controbattere punto su punto le idee distorte dei brigatisti?"
"Ma che c'entra, io mica ero un operaio".
"Ah già".
"Sei tu l'operaio, ricordatelo!"
"Sì capo".
"Bravo".
"C'è altro capo?"
"Ah, e poi nelle moschee si dovrebbe parlare in italiano".
"Eh?"
"Cioè, a seconda dei Paesi in cui uno è: sei in Francia? Francese! Sei in Italia? Italiano".
"Ma le preghiere sono in arabo".
"E non si possono tradurre?"
"No".
"E perché no? Chi lo dice che no?"
"Ma direi il Profeta".
"E chicazz'è sto profeta e profeta, tu sei in Italia adesso, hai capito? In Italia si parla italiano. Noi la Messa l'abbiamo pure tradotta".
"Dopo 1960 anni".
"Vabbe' ma che c'entra, è casa nostra, facciamo quello che ci pare".
"È anche casa mia".
"Eh?"
"Sono italiano, lavoro, pago le tasse, è anche casa mia. La mia religione è uguale alla tua davanti alla Costituzione".
"E dove sta scritto".
"Nella Costituzione".
"E quindi insomma continuerai a pregare in arabo".
"Credo proprio di sì".
"Come i tuoi fratelli wahabiti".
"Non mi stanno molto simpatici".
"Ma non li denuncerai".
"Per cosa?"
"Perché fomentano l'odio razziale".
"Ma è una considerazione generale, non conosco nessuno che in pratica... oddio, uno forse sì".
"Ecco, vedi che uno lo conosci".
"Cioè è un brav'uomo, ma certe volte fa dei discorsi che ti fomentano, ti fomentano proprio".
"Denuncialo".
"Ma è un mio amico".
"Lo stai difendendo?"
"Non credo che istigherà mai nessun terrorista, anche se".
"Anche se?"
"In effetti i suoi discorsi hanno un certo effetto, circonolano tra migliaia di persone, cioè come si può escludere a priori che tra i suoi seguaci non ci sia qualcuno disposto a..."
"Ecco, lo vedi? La connivenza! La zona grigia!"
"Però è un mio amico".
"Un amico che sbaglia".
"Già".
"Ma che amico sei per lui, se lo lasci libero di spargere odio?"
"Non so, devo pensarci".
"Pensaci, pensaci bene. Dove ho messo le chiavi?"
"Le ho io, ti porto a casa".

Caro fratello musulmano di Gramellini - lo sappiamo che esisti - esci allo scoperto. La tolleranza è una gran cosa, ma è chiaro che tu hai tollerato troppo.

(Le parti in corsivo Gram le ha scritte davvero).
17 Jul 16:51

La bomba, o al limite un camion

by Leonardo T
Ma hai sentito quei bastardi cos'hanno fatto.
È una vergogna.
E noi glielo lasciamo fare.
Quanta altra gente dovrà morire.
Le donne, i bambini.
È una vergogna.
E noi ancora qui a discutere, cosa c'è da discutere.
La bomba atomica, altroché.
Averne una.
Dove la tireresti.
E che ne so.
Tanto i potenti hanno sempre i rifugi, non li becchi mai.
La tiri nel mucchio.
Come avvertimento.
Voi ci ammazzate? Noi bomba atomica.
Ma non l'abbiamo.
Allora una bomba normale.
E dove la compri?
Ci sono quelle bombe che si fanno in casa.
Tu la sapresti fare?
E allora che si fa?
Restiamo qui a dirci "bastardi è una vergogna" finché non toccherà anche a noi?
Basta chiacchiere.
Facciamo qualcosa stavolta.
Una bomba non l'abbiamo.
Fucili?
Qualche cosa si trova, poca roba.
Poi ti ammazzano subito.
Ci ammazzino, che mi frega.
Avessimo un blindato.
Basta coi sogni, su.
Blindati non se ne trovano.
Non è un film.
Un camion?
Un camion si trova.
17 Jul 16:46

Libero, gli archeologi e lo sciacallaggio

by Marco Cattaneo

Ieri sera, il 14 luglio, mentre tutti ci addormentavamo con l’ansia dell’orrore che arrivava in diretta da Nizza, il quotidiano «Libero» chiudeva presto le pagine per andare in macchina in largo anticipo sulla concorrenza, forte di uno scoop planetario di cui gli altri giornali non erano nemmeno vagamente a conoscenza.

Così questa mattina si presentava in edicola con una prima pagina memorabile.

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Il titolo a caratteri cubitali, come direbbe il raffinato editorialista e direttore del TG4 Mario Giordano, Tutta colpa degli archeologi, fa finalmente luce sulle cause del disastro ferroviario avvenuto tra Andria e Corato, con il terrificante bilancio di 23 morti e 52 feriti.

Colpa degli archeologi, già. È lo stesso Giordano, in un lungo capolavoro del giornalismo d’inchiesta, a informarci che i lavori di raddoppio della linea ferroviaria non sono stati avviati a causa della VIArch, la valutazione di impatto archeologico stilata da Michele Sicolo, specialista di archeologia preistorica.
Il quale si sarebbe macchiato, secondo Giordano, di aver stilato un documento di 64 pagine in cui segnala la presenza di alcuni frammenti di interesse archeologico.

Sicolo, insomma, ha fatto il suo mestiere. Quello che in Italia si fa da anni per tutti i progetti di opere pubbliche. Ma a Giordano non è andata giù. E dopo aver esordito con un eloquente «L’indice di persistenza geoarcheologica. Ecco con chi devono prendersela i parenti delle vittime della strage dei treni in Puglia», spiega per filo e per segno i dettagli del documento lamentando che mentre i fondi per il raddoppio del binario erano già stanziati dal 2007 la relazione è stata completata solo alla fine del 2012. «Cinque anni a fotografare pietruzze, a compulsare mappe, a compilare schede sul “calcare selcifero” e sulle “schegge” del musteriano».

La conclusione, poi, è di un cinismo imbarazzante. «E allora ho finalmente capito perché si è perso tanto tempo e perché quelle persone sono morte. Per l’indice di presistenza geoarcheologica, si capisce. E da quel momento non riesco a fare a meno di considerare quell’equazione maledetta… come la formula della tragedia. Probabilmente, infatti, come risultato dà il numero 23 [il numero delle vittime, NdR]. [Se proprio ci tenete a leggerlo tutto, questo capolavoro del giornalismo contemporaneo, lo trovate qui.]

Poco importa che la colpa non sia del binario unico in sé. Poco importa che nel 2016 non siano ancora stati assegnati gli appalti per il raddoppio della linea ferroviaria. La colpa è degli archeologi.

Sulla vicenda è intervenuto il Ministero dei beni culturali, e l’Associazione nazionale degli archeologi ha emesso un duro comunicato in cui parla di «vergognoso esempio di sciacallaggio giornalistico».

Ma ci tengo a segnalare due dettagli. Perché il diavolo, si sa, è lì che si nasconde. Il primo è irrilevante, ma almeno è divertente. L’occhiello dell’immortale testo di Giordano recita «La tragedia del treno causata da tre ciotole». Però nel pezzo di ciotole non si fa cenno. O il titolista le ha confuse con i ciottoli di cui Mariolino parla diffusamente nell’articolo, oppure si stanno preparando all’edizione di domani, con «Il mistero delle ciotole scomparse».

L’altro, in verità, è macabro. Sconcertante. Agghiacciante.

A «Libero» ieri sera hanno chiuso presto, dicevamo. Ma non abbastanza presto. Non abbastanza da bucare la notizia dell’attentato di Nizza. Guardate bene in alto a destra. Sotto il titolo principale. Di spalla, si legge Attentato a Nizza. Camion fa strage e spara sulla folla. Nelle prime righe dell’articolo di parla di più di 30 morti, forse 40. Prima di un laconico segue a pagina 17.

Evidentemente quelli che si stracciavano le vesti il 14 novembre dell’anno scorso titolando Bastardi islamici dopo gli attentati di Parigi non hanno ritenuto che fosse il caso di «fermare le macchine», come si dice in gergo, e di tirare giù dal letto, o magari dalla sedia del ristorante, tutta la redazione, dal direttore all’ultimo stagista, per rivoltare il giornale come un calzino.

La conserverò gelosamente, questa prima pagina di «Libero». Così un giorno gli archeologi potranno chiedersi che cosa intendevamo per «libertà di stampa».

15 Jul 15:29

[In Depth] Brain scans are prone to false positives, study says

by Greg Miller
A new study suggests that common settings used in software for analyzing brain scans may lead to false positive results. Researchers led by Anders Eklund, an electrical engineer at Linköping University in Sweden, analyzed functional magnetic resonance imaging (fMRI) data from several public databases. Certain software settings, the team found, could give rise to a false positive result up to 70% of the time. In the context of a typical fMRI experiment, that could lead researchers to wrongly conclude that activity in a certain area of the brain plays a role in a cognitive function such as perception or memory. Author: Greg Miller
15 Jul 15:21

Synopsis: Making Hard Problems for Quantum Computers

Jacopo.bertolotti

"The desire for quantum computers stems from their potential to solve certain hard problems faster than classical computers. But those bragging rights haven’t actually been earned yet, as no experiment has shown this presumed speedup."

Researchers have developed a computer algorithm that doesn’t solve problems but instead creates them for the purpose of evaluating quantum computers.


[Physics] Published Thu Jul 14, 2016

14 Jul 15:19

Watch out for cheats in citation game

by Mario Biagioli

Watch out for cheats in citation game

Nature 535, 7611 (2016). http://www.nature.com/doifinder/10.1038/535201a

Author: Mario Biagioli

The focus on impact of published research has created new opportunities for misconduct and fraudsters, says Mario Biagioli.

14 Jul 15:18

Imaging: Show me where it hurts

by Simon Makin

Imaging: Show me where it hurts

Nature. doi:10.1038/535S8a

Author: Simon Makin

Technology for peering into the brain is revealing a pattern of pain, and differences between the acute and chronic forms.

14 Jul 14:38

Synopsis: How Spin Waves Bend

Researchers have verified experimentally that the reflection and refraction of spin waves at an interface follow a Snell’s-like law.


[Physics] Published Tue Jul 12, 2016

14 Jul 14:32

Nintendo's Classic Mini is a tiny NES with 30 games

by Brittany Vincent
That dusty old NES in your attic might be rife with nostalgic memories, but it's a pain to drag out of its box whenever you get the hankering for a rousing game of Super Mario Bros. 3. Nintendo totally gets it, as well as the fact that you might want...
14 Jul 11:58

i viaggi lunghi con le persone che non conosci bene

by zerocalcare
Jacopo.bertolotti

"È quello che ci distingue dai gramellini selvatici! "

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13 Jul 15:20

MedBunker Classic: Ipnotizzati dall'autorità.

by Salvo Di Grazia


[originariamente pubblicato il 23 agosto 2011]

Quante volte nei miei articoli avete letto: "questo rimedio non serve a nulla perché lo dico io che sono medico"? Mai.
Ritengo fondamentale evitare a tutti costi il principio di autorità. Ammetto il rispetto: un'opinione che proviene da un "addetto ai lavorideve essere ritenuta più credibile rispetto a quella di un profano o un improvvisato (in tutti i campi), questo non vuol dire che debba per forza essere vera o necessariamente corretta, ma che chi fa un lavoro ha probabilmente molta più esperienza nel suo ambito professionale di chi non lo fa e forma le sue opinioni su altre opinioni che a loro volta chissà dove si sono formate, diciamo che l'addetto ai lavori è fino a prova contraria più adatto a fornire opinioni sul suo campo di interesse rispetto a chi non ne ha titolo.
Il principio d'autorità (la parola del professionista è sacra) era un pilastro culturale del passato.
Un medico era considerato un semidio, ogni sua parola era verità, così un magistrato o un uomo di chiesa. Qualsiasi autorità nel proprio campo era considerata attendibile e difficilmente smentibile. Questo accadeva per due motivi fondamentali, la mancanza di cultura, l'ignoranza era diffusissima e colpiva tutti gli strati sociali ed il concetto di "onorabilità", una personalità importante non poteva mentire o dire cose poco corrette, sarebbe stato coperto da disonore vita natural durante, lui e la sua discendenza.

Oggi non è così per vari motivi. La cultura è in generale molto più diffusa, anche le fasce più deboli hanno accesso a mezzi di scambio culturale, ad internet o ad informazioni continue per esempio tramite la televisione. Non esiste quasi più il concetto di "onorabilità": l'individuo colto, professionista e rispettato era probabilmente anche benestante, molto di più della maggioranza della gente che lo circondava, non aveva bisogno di ricorrere a mezzucci o accettare compromessi per vivere bene, era richiesto dalle università, dalle scuole, da importanti enti pubblici e dalla gente.
Con la sola onorabilità infatti non si mangia e soprattutto non si vive da benestante, così molti "colti" hanno negli anni accettato compromessi, si sono venduti per pochi soldi o hanno prestato il loro nome per cause più convenienti economicamente che dal punto di vista scientifico.
Qualche anno fa, diciamo quando erano piccoli i nostri genitori, fare il maestro era un lavoro poco remunerato ma molto rispettato, così fare l'avvocato o il medico. Molti professionisti si accontentavano di una minestra in cambio di una prestazione ma vivevano già bene con i proventi del loro lavoro ed un gesto di magnanimità era sempre un bel gesto.
Oggi no. Un insegnante sbarca il lunario con uno stipendio ridicolo, un professionista (non parlo del caso particolare) deve spesso barcamenarsi per arrivare a fine mese e scendere a compromessi è una tentazione spesso irresistibile se non inevitabile.
Scendere a compromessi non vuol dire commettere un reato o compiere atti violenti, vuol dire tradire il proprio mandato, la missione, la correttezza o il buon senso. Spesso vuol dire calpestare i diritti degli altri o peggio non guardare al bene del prossimo ma solo al proprio.
Per questo oggi è praticamente scomparso il principio d'autorità. Un mio vecchio insegnante dava la colpa alla politica che aveva "appiattito" i livelli sociali senza rendersi conto che così si entrava in una pericolosa spirale di "uguaglianza" intellettuale che era solo teorica ma nella pratica si rivelava un disastro.
Io non credo sia un problema politico o sociale. Se non sei medico e vuoi informazioni su una malattia rarissima la trovi su internet e magari riesci a fare una domanda al medico on line. In un giorno sai già "tutto": sintomi, cause, diagnosi e terapia. Quando mai è stata possibile una cosa del genere?
Se non sei avvocato, non c'è bisogno di rivolgersi ad un principe del foro, un'altra ricerca su internet e scopri tutto su una legge, sul condono o sulla pratica che sei costretto a seguire.
Non sai cos'è un processoreCerca su Wikipedia o Google.
Hai difficoltà a capire cos'è la recessione? Clicca qui.
Una lettura, un po' di riflessione e sappiamo "più cose" dell'ingegnere informatico e dell'economista, in fondo i concetti generali sono sempre quelli e può capitare che un commerciante assolutamente ignorante in medicina, informandosi, approfondendo e studiando, conosca molto più profondamente un argomento di uno specialista che per motivi professionali si occupa di altro e quell'argomento lo ha studiato solo all'università. Mancano però i concetti di base, l'esperienza sul campo, l'applicazione delle nozioni, si ha alla fine sempre un'idea generale, meccanica, piatta dell'argomento che approfondisci "per diletto". Che la cultura abbracci sempre più persone è un bene assoluto e fondamentale ma sta alle persone saperla usare o diventa un fiore in mano ad un orango.

Ma per qualcuno lo scopo non è farsi un'idea generale sull'argomento: dopo la lettura della pagina di Wikipedia o del sito preso a caso, si pensa di avere abbastanza informazioni su quel tema.
Ci si potrebbe chiedere allora perché studiare o andare all'università per capire bene cosa vuol dire "architettura multicore" oppure "rallentamento del tasso di inflazione", concetti che richiederebbero oltre ad una buona teoria anche la pratica, la conoscenza sul campo dei loro effetti e di ciò che cambia al cambiare delle loro caratteristiche. In realtà per colmare queste lacune servono proprio gli "esperti", l'autorità in quel campo: un informatico per i microprocessori o un economista per la recessione, sanno quello che noi non possiamo sapere leggendo solo una pagina su internet.
Questa necessità a prima vista evidente, non è accettata volentieri da tutti. Spesso si tratta di semplice frustrazione, il chiedere lumi a qualcuno è percepito come un'ammissione di ignoranza ma se solo riflettessimo che è normale essere ignorante in molti campi della vita quotidiana saremmo molto più rilassati.
Non è sempre così.
La cosa è talmente evidente che spesso anche davanti "all'autorità" ci permettiamo di "dire la nostra", siamo pure convinti di avere ragione.
Impensabile fino a pochi anni fa.

Il concetto di "autorità" è comunque molto aleatorio. Un esperto è sicuramente la persona più adatta quando si discute di un determinato argomento, ma è sempre attendibile?
Tutto ciò che dice o propone è corretto?
No, non può esserlo, perché anche l'esperto e l'autorità possono sbagliarsi, quasi sempre in buona fede ma succede. Capita di frequente che l'autorità in un determinato campo diventi per "osmosi" attendibile anche in un altro e questa è una trappola frequente. Un grande fisico può dire castronerie imbarazzanti quando si occupa di medicina ed un grande medico può prendere cantonate storiche quando si discute di ambiente (ed è successo anche di recente in Italia).
Cosa bisogna fare quindi? Se non ci fidiamo dell'autorità di chi potremmo fidarci?
Nulla di grave, fino a prova contraria l'esperto è la persona più adatta a cui chiedere lumi su un argomento ma non facciamoci mai ipnotizzare dall'autorità.
Se servisse qualche esempio di "grandi uomini di scienza" diventati esempi di inattendibilità potrei scrivere uno dei miei articoli chilometrici ma basta qualche riferimento per ricordare come anche uno scienziato promettente e addirittura un premio Nobel, possano essere, per motivi non sempre chiari ed immediati da comprendere, fonte di ilarità, superstizione ed inattendibilità.

Uno degli esempi più recenti è proprio un premio Nobel per la medicina, Luc Montagnier, diventato "mito" per le sue ricerche sul virus dell'HIV e giunto recentemente nei pressi del limite tra scienza e pseudoscienza.
Peccato che Montagnier, ultimamente sembra aver sorpassato questo limite.
Se ha iniziato vendendo estratto di papaia fermentata per prevenire l'influenza, ha dichiarato che l'AIDS può essere curato con l'alimentazione (e sperimenta l'uso della minestra d'avena con patate e verdure per la cura dell'AIDS) e poi ha "scoperto" come con una radiolina si possano intercettare i segnali elettromagnetici di batteri ultradiluiti in una soluzione (una sorta di teletrasporto insomma), ora va dritto verso le terapie alternative sull'autismo.
È impazzito?
È invecchiato male? Oppure è solo un cambiamento "di comodo"?

Non si sa, la sola cosa certa è che non è l'unico caso di valido scienziato che ad un certo punto della sua vita fa una virata strettissima e si butta nell'abisso dell'ignoto.

Due associazioni alternative di terapie per l'autismo (non scientifiche) hanno annunciato che in collaborazione con il Prof. Montagnier inizieranno uno studio.

Volete partecipare ad una ricerca su una teoria indimostrata? Pagate e vi sarà permesso.
In genere partecipare ad uno studio è una cosa molto delicata, soprattutto se si tratta di provare nuovi rimedi, può essere anche pericoloso. In questo caso invece basta pagare 1800 dollari, più qualche altro centinaio per gli esami di controllo e vostro figlio farà parte dei pochi fortunati che proveranno gli antibiotici contro l'autismo, parola di Montagnier, premio Nobel per la medicina.
Poco importa se non esiste alcun sospetto che l'autismo possa essere causato da batteri, che lo studio in progetto vada contro diversi criteri etici che regolano gli studi medici, che i soggetti che subiranno la sperimentazione non dovrebbero pagare ma al limite essere pagati e che nessuno abbia mai provato che un antibiotico possa curare sintomi autistici, c'è Montagnier, sarà una cosa seria.
Come può uno scienziato prestigioso e giunto al culmine della propria carriera diventare improvvisamente un paladino della superstizione e del paranormale?
Montagnier non è l'unico.

Il più noto dei premi Nobel convertitosi all'incredibile è stato Linus Pauling, due volte premio Nobel (per la chimica e per la pace) che da brillante e prezioso scienziato cominciò ad un certo punto della sua vita a pubblicizzare l'uso di megadosi di vitamina C per curare praticamente tutte le malattie, dall'influenza al cancro. Pauling si lanciò testardamente in questo tipo di attività nonostante egli stesso non fosse mai riuscito a dimostrare la correttezza delle sue ipotesi e nonostante in tanti gli facessero notare che le sue uscite lo rendevano palesemente ridicolo. La prova della sua assoluta inattendibilità fu fornita dal fatto che lo scienziato non pubblicò mai un esperimento o uno studio attendibile che potesse dargli ragione mentre continuava ad applicare teoremi e teorie che non avevano alcun nesso con la realtà. Fu chiamato ciarlatano ed in pochi ebbero il coraggio di contraddire questo appellativo che si guadagnò, purtroppo, alla fine della sua carriera. Ancora oggi c'è chi segue le strambe idee del chimico statunitense che diventò anche un paladino della cosiddetta medicina ortomolecolare, ulteriore inutile e pseudoscientifica disciplina che riempie la bocca di ciarlatani ed imbonitori di tutti i tipi.

Pensate sia un'eccezione? Ma no, no...c'è di peggio.

William Shockley fu insignito del premio Nobel per la fisica (nel 1956) perché fu tra gli inventori del transistor (praticamente la base dell'elettronica di oggi). Un genio. Subito dopo quel prestigioso premio però iniziò per lui un periodo di assoluto buio della ragione. Propose ad esempio di sterilizzare tutti i bambini con quoziente intellettivo inferiore a 100 o di creare una banca del seme di individui particolarmente intelligenti perché secondo lui propagare i geni della gente (a suo dire) "poco intelligente" avrebbe degenerato la razza umana. Diventò così un paladino dell'eugenetica, della selezione della razza e del mito del superuomo.
Propose di applicare la scienza per migliorare l'uomo. In realtà il suo pensiero era francamente e poco velatamente razzista considerata per esempio la sua opinione sugli uomini di colore da lui considerati "meno intelligenti dei bianchi".
Altro insigne scienziato che è riuscito a rovinare tutto diventando un paladino del razzismo e dell'antisionismo è stato Phillipp Lenard, premio Nobel per la fisica nel 1905 per i suoi studi sui raggi catodici, scoperta che poi ci ha permesso di godere di invenzioni quali la televisione, le videocamere ma anche di strumenti di ricerca fondamentali in fisica.
Lo scienziato contribuì con i suoi studi anche a sviluppare la meteorologia.
Lenard era un convinto leader nazionalista e decise che la Germania doveva dotarsi di una "fisica nazionale" diffidando dai condizionamenti di altre nazioni e soprattutto degli ebrei, primo tra tutti quell'Albert Einstein che è molto più noto e carismatico del Nobel tedesco. Nazismo, antisemitismo e palese razzismo resero Lenard un personaggio tanto geniale quanto odioso e da biasimare, morì solo ed isolato ad 85 anni.
Cosa trasforma un genio della scienza in un diabolico genio del male o in un ridicolo ciarlatano?
Non si sa e gli esempi non si fermano qui.

Kary Mullis è l'inventore della PCR (anche la paternità di questa scoperta è ancora oggi discussa): chiedete ad un biologo cosa rappresenta la PCR nel mondo della ricerca biomedica. È un metodo senza il quale la maggioranza delle ricerche odierne sarebbero improponibili, è anche vero che oggi esistono altri metodi di studio e che la PCR è ricca di possibili errori e falsi risultati ma si tratta sempre di un pilastro della ricerca scientifica in campo medico-biologico. Lo studio del DNA si può praticare anche grazie a questo metodo. Ebbene, il suo inventore, descritto come personaggio eccentrico ed anticonformista, dichiara in tutta tranquillità di credere agli oroscopi e che l'HIV non causa l'AIDS. Si professa complottista e nel 1992 lanciò l'idea di vendere a prezzi altissimi dei gioielli con incastonata una particella di DNA di personaggi famosi ormai deceduti. Secondo Wikipedia inglese nella sua autobiografia racconta dell'incontro con un extraterrestre che aveva le sembianze di un procione fosforescente. Mullis ha fatto largo uso di LSD e molti reputano sia questa la causa del suo carattere, come dire, eccentrico e pure dell'incontro con il procione alieno.

Un tempo era la figura stessa dello scienziato o del medico a rappresentare un esempio di ragionevolezza, cultura, equilibrio ed attendibilità, oggi questo concetto sembra essere sparito. Girando su internet ci possiamo imbattere in schiere di medici ormai rimbambiti da terapie alternative, fisici che credono alle teorie più improbabili, ingegneri che si vendono alle teorie del complotto, tutti fanno leva sul loro titolo ma nessuno riesce a dimostrare che la sua idea del mondo possa essere qualcosa di diverso da una fantasia. La spiegazione può essere una sola: la psiche e l'equilibrio mentale sono dei processi sottilissimi e molto influenzabili e l'età che avanza non risparmia nessuno. Che poi ci possano essere anche degli interessi (spesso economici) dietro questi "cambi di rotta" è innegabile.

Tutte queste storie servano a comprendere come non sempre l'autorità sia per forza sintomo di correttezza o ragionevolezza, non per niente il principio di autorità è un artificio retorico tra i più utilizzati ma considerato scorretto e fallace. Affermare che una cosa è giusta perché "lo dice Pinco Pallino, famoso scienziato" è assolutamente inutile: un concetto è corretto o sbagliato a prescindere da chi lo formula.
Per questo è vero anche il contrario: se un individuo senza alcun titolo o alcuna esperienza formula un'ipotesi o un'idea innovativa o che va contro le conoscenze attuali non è da scartare a prescindere ma da ascoltare, è chiaro che l'onere della prova e l'obbligo di dimostrare come reali le sue parole spettano ad egli stesso e non a chi ascolta.
Capita anche che questi scienziati diventino con il tempo più noti per le loro stravaganze che per ciò che li ha portati sull'Olimpo scientifico ed è triste ma educativo trarre da queste storie la lezione che spesso un po' di umiltà e senso della realtà fanno l'uomo più grande. È anche vero che il detto "genio e sregolatezza" potrebbe rispecchiare la realtà ma a volte, come abbiamo visto, si va ben oltre la realtà, il buon senso e la ragione e la sregolatezza sfocia in follia.

Alla prossima.

Grazie a verduz per la revisione dell'articolo.
08 Jul 14:40

University jobs: Germany to fund tenure-track posts

by Amber Dance

University jobs: Germany to fund tenure-track posts

Nature (2016). doi:10.1038/nj7610-190a

Author: Amber Dance

Federal government will create 1,000 professorships.

08 Jul 14:40

The past, present and future of the PhD thesis

Jacopo.bertolotti

How many people read a PhD thesis from front to back is irrelevant. The right question to ask is "how many people found extremely useful to read one or two chapter of a PhD thesis?"
A good PhD thesis is often the very best place where to find a coherent and self-contained explanation about a complex subject.
So yes, PhD theses are useful.

The past, present and future of the PhD thesis

Nature 535, 7610 (2016). doi:10.1038/535007a

Writing a PhD thesis is a personal and professional milestone for many researchers. But the process needs to change with the times.

07 Jul 16:55

Controlling light by light: photonic crystal-based coherent all-optical transistor

by A. Goodarzi M. Ghanaatshoar
Jacopo.bertolotti

Interesting but... in the end is just another design without any shred of experiment to support it

A. Goodarzi, M. Ghanaatshoar
We present a coherent all-optical transistor using an ultra-thin absorber layer in a photonic crystal. We investigate the influence of an ultra-short pulse as the gate on a much stronger pump beam. Amplification of the pump beam becomes possible by interference of two counter-propagating lights in ... [J. Opt. Soc. Am. B 33, 1594-1599 (2016)]
07 Jul 07:53

Juno

"The name wasn't a tip-off?" "Honestly, at first I thought you were saying 'Juneau'. A gravity assist seemed like a weird way to get to Alaska, but I figured it must be more efficient or something."
06 Jul 12:41

L’illusione della quadratura del cerchio [Pillole]

by Maurizio Codogno

In questi giorni sta girando per il Web un video incredibile di Kokichi Sugihara, dove si vedono delle figure che sembrano formate da prismi quadrati ma che allo specchio sembrano invece formate da cilindri. Non c’è trucco non c’è inganno,

The post L’illusione della quadratura del cerchio [Pillole] appeared first on Il Post.

06 Jul 08:12

Single-pixel three-dimensional imaging with time-based depth resolution

by Ming-Jie Sun

Article

A three-dimensional imaging system which distributes the optical illumination over the full field-of-view is sought after. Here, the authors demonstrate the capability of reconstructing 128 × 128 pixel resolution three-dimensional scenes to an accuracy of 3 mm as well as real-time video with a frame-rate up to 12 Hz.

Nature Communications doi: 10.1038/ncomms12010

Authors: Ming-Jie Sun, Matthew P. Edgar, Graham M. Gibson, Baoqing Sun, Neal Radwell, Robert Lamb, Miles J. Padgett

05 Jul 14:22

OnePlus 3 gets a £20 price bump after Brexit madness

by Jamie Rigg
Jacopo.bertolotti

6.5% increase in price due to £ falling. I guess this is just the first of many

As the UK government crumbles before our very eyes, the fallout from the vote to leave the European Union is even starting to impact our beloved gadgetry. OnePlus was eager to warn us last week that the falling value of the British Pound might cause...
03 Jul 13:56

Come rubare un profilo Facebook senza essere esperti informatici

by Paolo Attivissimo
L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2016/07/05 14:25.

Di solito mi capita di raccontare attacchi informatici basati su vulnerabilità del software usato dagli utenti o su difetti nella sicurezza tecnica dei social network, ma stavolta ho da raccontare un altro approccio, che serve come chiaro promemoria di una cosa fondamentale: siccome noi utenti per i social network siamo soltanto mucche da mungere, a loro della nostra sicurezza non importa praticamente nulla.

Se i nostri post intimi, che abbiamo impostato come privati perché sono appunto privati, finiscono per diventare pubblici per errore, rovinando un’amicizia o un amore o una carriera, il problema è soltanto nostro, non loro. Quindi pensateci bene prima di affidare a un social network qualunque informazione personale, perché per rubarla non ci vuole nemmeno una gran competenza informatica. Basta chiedere educatamente.

Lo sa bene Aaron Thompson, un ventitreenne che vive nel Michigan. Il 26 giugno scorso si è accorto che non poteva più accedere al proprio account Facebook e che l’indirizzo di mail e i numeri di telefono associati all’account erano stati cambiati.

Ha guardato la propria mail e vi ha trovato uno scambio di messaggi fra l’assistenza clienti di Facebook e l’intruso che aveva preso possesso del suo account. L’intruso, per evitare la verifica in due passaggi (autenticazione a due fattori), aveva mandato una richiesta di aiuto all’assistenza clienti di Facebook, dicendo che aveva perso l’accesso al proprio numero di telefonino e chiedendo di disattivare l’approvazione degli accessi e il generatore di codici. La richiesta dell’intruso non proveniva dall’account di posta di Thompson (“the hacker didn't have access to my email or password, they just said they no longer had access to my phone number or email, and facebook allowed them to choose the email to lodge the support ticket from.”).

La risposta automatica dell’assistenza clienti era stata molto semplice: l'interlocutore doveva dimostrare di essere il vero Aaron Thompson mandando una scansione di un documento d’identità.

L’intruso aveva risposto mandando questa immagine (alcuni dati sono oscurati nell’immagine qui sotto, ma non lo erano nell’originale inviato a Facebook):

Nessuno dei dati sul passaporto era esatto, a parte il nome, eppure questo è bastato a Facebook per “verificare” l’identità e disattivare tutte le protezioni sull’account di Thompson, cedendone il controllo all’intruso. Facebook poteva confrontare le informazioni nell’account con quelle nel finto passaporto, ma non ha fatto neanche quello.

La motivazione del furto dell’account era probabilmente economica: Thompson ha una serie di pagine Facebook che hanno vari milioni di “Mi piace”, altamente monetizzabili per esempio per uno spammer. Ma l’intruso si è limitato a inviare alcune foto oscene e qualche insulto.

Per riavere il controllo del proprio account su Facebook, Thompson ha dovuto raccontare pubblicamente la propria disavventura su Reddit. La notizia che basta un documento falso per convincere Facebook a disabilitare la verifica in due passaggi, cambiare la mail associata all’account e cambiare la password si è diffusa rapidamente.

Facebook è intervenuta, come racconta Motherboard, e ha ripristinato la situazione, dicendo che “aver accettato questo documento d’identità è stato un errore che ha violato le nostre prassi interne”. Sì, però nel frattempo è successo. Ricordatevelo. E ricordate che è per motivi come questo che non si devono mai dare a sconosciuti scansioni dei propri documenti.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
02 Jul 15:56

teaberryblue: klassyfassy: restlesstymes: diggly: savleighm: ...



















teaberryblue:

klassyfassy:

restlesstymes:

diggly:

savleighm:

The fact that Sir Patrick Stewart and Sir Ian Mckellen are best friends in real life makes me so happy

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HOW ARE THEY REAL

#squadgoals

Never stops making me smile. I want someone like this in my life. 💜

Okay so the best thing,the best thing about Sirs Patrick & Ian being best friends is that they met because of the X-Men movie.

I saw Sir Patrick speak a year or so ago and someone asked him about their friendship.  He told this story about how I think they’d once or twice worked on the same production but had had very little interaction, and that when he’d been a kid, he’d utterly looked up to Sir Ian, who had had an established theater career at a very young age. 

People assume that they’ve been friends since they were young, which makes sense given the sort of work they’ve done and their career trajectories, but no. Sir Patrick basically had a giant hero-crush-from-a-distance on Sir Ian for most of his life AND THEN on the set of X-Men, their trailers were put next to each other and they were significantly older than anyone else on the set, so they started spending their downtime together. 

And became inseparable.  And this is amazing. 

So everyone who wants a friend like this, you have time.

01 Jul 14:13

07/01/16 PHD comic: 'A View of Brexit from Academia'

Piled Higher & Deeper by Jorge Cham
www.phdcomics.com
Click on the title below to read the comic
title: "A View of Brexit from Academia" - originally published 7/1/2016

For the latest news in PHD Comics, CLICK HERE!

01 Jul 14:13

Netflix UK now has every 'Star Trek' TV episode

by Nick Summers
With Star Trek Beyond less than a month away, there's never been a better time to rewatch some of the franchise's older TV episodes. Every instalment of the original Star Trek TV show has now been added to Netflix in the UK, alongside everything from...
01 Jul 08:14

Nose and Tongue

by The Awkward Yeti

Nose and Tongue

30 Jun 16:30

Event horizon ringing damped by unstable space-time

by Chris Lee

Space-time gets very messy near the event horizon of a black hole, as this simulated view indicates. (credit: Andrew Hamilton; NSF )

Now that gravitational waves have been detected, theoreticians have been furiously speculating about what we might learn from our gravitational wave observatories. Now that we have a couple of observed black hole collisions under our belt, it is time to consider what we might study. There's some speculation that, depending on the sort of physics at play, the event horizon of a black hole might be studied through gravitational waves.

For this to work, the gravitational wave signal has to change depending on what type of black holes are merging. A recent paper in Physical Review Letters indicates that, unfortunately, reality will probably not cooperate.

No bells on a black hole

When two black holes collide, gravitational waves are emitted as a result of a kind of relaxation process. So far, we have mostly been excited about the waves generated just before the merger, where the objects are spiralling into each other and emitting waves as they plunge through space at very high speed.

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