I gestori dell’impianto (la University of Alaska, che l’ha preso in carico dai militari che l’avevano dismesso) sono talmente stufi di essere accusati di essere un’organizzazione segreta che hanno indetto una giornata di porte aperte. Quindi se non avete niente di meglio da fare, domani HAARP vi aspetta in Alaska: le istruzioni sono qui. E se avete dubbi su HAARP, prendetevi il tempo di leggere le loro risposte alle accuse di cospirazione; se non vi basta, Metabunk ha un paio di grafici molto eloquenti.
Jacopo.bertolotti
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HAARP invita i complottisti a visitarla
I gestori dell’impianto (la University of Alaska, che l’ha preso in carico dai militari che l’avevano dismesso) sono talmente stufi di essere accusati di essere un’organizzazione segreta che hanno indetto una giornata di porte aperte. Quindi se non avete niente di meglio da fare, domani HAARP vi aspetta in Alaska: le istruzioni sono qui. E se avete dubbi su HAARP, prendetevi il tempo di leggere le loro risposte alle accuse di cospirazione; se non vi basta, Metabunk ha un paio di grafici molto eloquenti.
Structured light field 3D imaging
In this paper, we propose a method by means of light field imaging under structured illumination to deal with high dynamic range 3D imaging. Fringe patterns are projected onto a scene and modulated by the scene depth then a structured light field is detected using light field recording devices. The ... [Opt. Express 24, 20324-20334 (2016)]
Saturday Morning Breakfast Cereal - Life as a Berserker
A terrestrial planet candidate in a temperate orbit around Proxima Centauri
A terrestrial planet candidate in a temperate orbit around Proxima Centauri
Nature 536, 7617 (2016). doi:10.1038/nature19106
Authors: Guillem Anglada-Escudé, Pedro J. Amado, John Barnes, Zaira M. Berdiñas, R. Paul Butler, Gavin A. L. Coleman, Ignacio de la Cueva, Stefan Dreizler, Michael Endl, Benjamin Giesers, Sandra V. Jeffers, James S. Jenkins, Hugh R. A. Jones, Marcin Kiraga, Martin Kürster, Marίa J. López-González, Christopher J. Marvin, Nicolás Morales, Julien Morin, Richard P. Nelson, José L. Ortiz, Aviv Ofir, Sijme-Jan Paardekooper, Ansgar Reiners, Eloy Rodríguez, Cristina Rodrίguez-López, Luis F. Sarmiento, John P. Strachan, Yiannis Tsapras, Mikko Tuomi & Mathias Zechmeister
At a distance of 1.295 parsecs, the red dwarf Proxima Centauri (α Centauri C, GL 551, HIP 70890 or simply Proxima) is the Sun’s closest stellar neighbour and one of the best-studied low-mass stars. It has an effective temperature of only around 3,050 kelvin,
Ogni santa ha il suo burqini
Isabel da Lima, decima di tredici figli, ribattezzata "Rosa" per la tenerezza dell'incarnato che in America Latina più che altrove era indizio di origini europee e quindi di bellezza e nobiltà (anche se secondo un'agiografia fu proprio una serva india a chiamarla così) (secondo un'altra fu il vescovo che la cresimò) (chi le ha contate dice che in giro ci sono 400 agiografie diverse di Santa Rosa patrona di Lima) (e comunque il cambio di nome fu ratificato da una visione mariana) Isabel da Lima, dicevo, a vent'anni si fece costruire una casetta nel cortile di famiglia e non volle più uscirne.
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| Il volto di Santa Rosa, ricostruito dal grafico Cícero Moraes a partire dal cranio, custodito in un convento di Lima, via Wiki. |
Da bambina aveva letto di Caterina da Siena, che volendo restare sola con Dio, invece di entrare in un convento era rimasta a casa coi suoi: Isabel scelse di seguirne le orme. Caterina da Siena morì di digiuni e anche Rosa non arrivò a compiere 32 anni. È patrona di Filippine, India, Perù, Spilamberto (MO), giardinieri e fioristi: ma voi vi preoccupate del burqini.
No, avete ragione. È senz'altro un argomento più fresco. Cosa importa se da una parete vi pende ancora un calendario affollato di nomi di vergini anoressiche che spesso sfidarono l'autorità famigliare per autorecludersi a vita: ieri era ieri, oggi è oggi, e dalla Storia non s'impara mai niente. In questi giorni leggo molto discorsi che cominciano per "noi" o per "loro". Noi siamo quelli liberi di stare in ispiaggia come vogliamo. Noi il velo ce lo siamo tolto, salvo le nostre suore che però lo sono per libera scelta, mentre chi si infila un burqini no. Tra parentesi: voi l'avete mai vista davvero una bagnante in burqini? Io due o tre in Francia o in Turchia. In nessuno dei casi era accompagnata da un maschio barbuto e arcigno che la sorvegliava. Ok, tre episodi non fanno statistica. Ma insomma ho il sospetto che molti siano convinti che il meccanismo della prevaricazione funzioni sempre nel modo più banale: se qualcuno le costringe a portare un velo, noi le obblighiamo a togliersi il velo e saranno libere. Però se fossimo entrati con la forza nella casa di Isabel, se avessimo scardinato la porta della sua cella, lei non sarebbe uscita. Nessuno l'aveva rinchiusa con la forza: nessuno riusciva a farla uscire. Per Isabel la libertà era dentro la cella, la gioia era recitare maratone di rosari e strimpellare laude alla chitarra: evadere sarebbe stata una costrizione. Nel Giappone di oggi il fenomeno degli adolescenti che rifiutano di uscire di casa si chiama hikikomori.
D'accordo, Isabel-Rosa era una vittima dei tempi, del patriarcato, ecc.. Ma come la maggior parte delle vittime, aveva interiorizzato la propria condizione. Era stata condannata dalla società prima ancora che nascesse, ma il carcere se l'era fatto costruire su misura. Quando cominciò a manifestare i suoi propositi claustrali, era ormai chiaro che la famiglia versava in difficoltà finanziarie. Se sei la decima di tredici figli sai benissimo cosa significa: che i soldi per la dote non ci sono e per sposarsi ci si dovrà accontentare. Caterina da Siena aveva visto tante sorelle accasate a uomini brutali, aveva visto una sorella morire di parto. In famiglia già si chiacchierava di farle sposare il vedovo. Caterina preferiva digiunare. Fu una libera scelta? Visse poco ma divenne famosa, tutti gli alti prelati leggevano le sue lettere, un Papa avignonese si fece persino convincere a tornare a Roma. È sui libri di storia e nelle antologie di letteratura: altre avrebbero preferito scodellare figli al vedovo.
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Ah vabbe' ma si era portata la chitarra. Anch'io sono rimasto tappato in casa qualche anno con la chitarra (poi per fortuna hanno inventato l'internet). |
A me piace che nelle spiagge ci siano persone molto diverse da me. La spiaggia è il luogo in cui ho imparato da bambino che esistono gli stranieri, esistono i mutilati e infinite altre forme di diversità. Ultimamente vedo molti tatuaggi, una forma di creatività per la quale ho una repulsione fortissima, pre-razionale, chi può mi perdoni. Se avessi passato gli ultimi vent'anni in coma, e se al risveglio mi avessero raccontato che il Pessimo Gusto è salito al potere e costringe la gente a tatuarsi contro la propria volontà, ci crederei: voglio dire, per crederci mi basta andare fare due passi in ispiaggia. Se poi qualcuno mi dicesse: no, guarda che queste frasette motivazionali o queste cornicette da diario delle medie me li sono iniettati sottopelle a mie spese, è stata una mia libera decisione che ho deciso di difendere finché campo, io scrollerei la testa: è quel che ti costringono a credere, dai. Sei solo una vittima, anche se non hai il coraggio di ammetterlo. Se una persona mi dice che si mette il velo per libera scelta, sono libero di non crederci. Ma se invece di manifestare il mio scetticismo le strappo il velo, o le ordino di non presentarsi più in ispiaggia o a scuola, cosa ottengo? Isabel, ti ordino di uscire dal convento.
Io credo che molte donne che si bagnano in burqini non sappiano cosa si perdono. Cosa posso fare per convincerle a cambiare idea e costumi? (continua sul Post!)
The least uncomfortable journey from A to B
A short introduction is given about direct variational methods and their relation to Galerkin and moment methods, all flexible and powerful approaches for finding approximate solutions to difficult physical equations. An application of these methods is given in the form of the variational problem of minimizing the discomfort experienced during different journeys, between two fixed horizontal points while keeping the travel time constant. The analysis is shown to provide simple, yet accurate, approximate solutions of the problem and illustrates the usefulness and the power of direct variational and moment methods. It also demonstrates the problem of a priori assessing the accuracy of the approximate solutions and illustrates that the variational solution does not necessarily provide a more accurate solution than that obtained by moment methods.
Action physics
Jacopo.bertolottiI am against teaching the least-action principle as a fundamental concept (because it is not), but this little study still looks interesting
More than a decade ago, Edwin Taylor issued a “call to action” that presented the case for basing introductory university mechanics teaching around the principle of stationary action [E. F. Taylor, Am. J. Phys. 71, 423–425 (2003)]. We report on our response to that call in the form of an investigation of the teaching and learning of the stationary action formulation of physics in a first-year university course. Our action physics instruction proceeded from the many-paths approach to quantum physics to ray optics, classical mechanics, and relativity. Despite the challenges presented by action physics, students reported it to be accessible, interesting, motivational, and valuable.
Effective Dynamics of Disordered Quantum Systems
Author(s): Chahan M. Kropf, Clemens Gneiting, and Andreas Buchleitner
A progressive loss of phase information (i.e., decoherence) is fundamental to many physical systems since they evolve over time. Researchers present a way of deriving master equations to dynamically characterize disordered quantum systems with finite dimensions.

[Phys. Rev. X 6, 031023] Published Fri Aug 19, 2016
I numeri distorti del Fatto Quotidiano sul referendum
Un articolo pubblicato mercoledì sul Fatto Quotidiano sostiene di dimostrare numeri alla mano che non sia poi così vero che ci sia bisogno di accelerare i tempi di approvazione delle leggi (“già adesso viene emanata una legge ogni 5 giorni”), e che il Parlamento è già nettamente schiavo dell’esecutivo, in quanto ogni 10 norme sono ben 8 quelle di iniziativa del Governo.
Utilizzare numeri e statistiche è sempre una cosa buona, ma il rischio di cadere nel cherry picking è alto. Ancor più alto se si parla di politica. Il campanello d’allarme suona in particolar modo quando i numeri sono snocciolati un po’ alla rinfusa, presi da un campione ristrettissimo e decontestualizzato, e soprattutto quando da questa situazione l’analista riesce comunque a trarre conclusioni perentorie.
L’articolo del FQ mi sembra che proprio un esemplare di quanto appena descritto. Non spiega se una legge ogni 5 giorni è una cosa brutta o cattiva. Parla di un peso delle leggi di iniziativa del governo pari all’80% nell’ultima legislatura paventando una sorta di dominio del Premier sulle camere, ma non spiega se sia una cosa tipica dell’attuale assetto istituzionale italiano o un colpo di mano di Renzi. E insomma, mentre tra i quasi 900 commenti il più’ votato dice “La democrazia sarà così veloce da sembrare una dittatura!” a me qualche domanda è venuta, e ho provato ad approfondire il discorso partendo dalla più ovvia: da dove vengono questi dati?
L’origine
La fonte (non citata dal FQ) è il portale internet del Senato, che raccoglie le statistiche circa le leggi approvate ogni anno da ciascuna legislatura e il tempo medio di generazione (dalla prima lettura all’approvazione), con ulteriori dettagli circa il tipo di iniziativa (parlamentare o governativa) e di legge (ordinaria, di bilancio…). Questo database è piuttosto ben fatto, per quanto non mi siano chiarissimi alcuni principi con cui è stato costruito. Ma fa niente: diciamo che i numeri rappresentano esattamente il lavoro delle due Camere. I dati disponibili partono dal 1996 (inizio della XIII legislatura) e arrivano fino ad oggi. Riguardano pertanto l’operato di 5 legislature e di parecchi governi, di destra (Berlusconi), di sinistra (Prodi), tecnici (Monti, Amato…) e di larghe intese (Letta, Renzi).
Il dominio del Premier
Riferendosi a Renzi il FQ parla di “strapotere sul Parlamento”, perché le leggi di iniziativa del Governo sono di gran lunga di più di quelle delle camere. La domanda che quindi ci poniamo è: prima di Renzi la situazione com’era?

Il grafico qui sopra mostra due cose: le barre indicano il numero di leggi approvate mentre la linea azzurra mostra il peso di quelle di iniziativa governativa.
Osservate come la media, dal 1996 ad oggi, sia praticamente all’80%, giusto giusto in linea con la legislatura corrente. Non solo, ma quando il FQ parla di strapotere di Renzi, dimentica che il primo Premier di questa legislatura e’ stato Letta, e che dall’anno di insediamento di Renzi la linea si piega fino a scendere sotto la media. Molto peggio fece invece sia Prodi, sempre vicino al 90% e Berlusconi (100% il primo anno del suo quarto governo). Curiosità interessante: il momento in cui l’iniziativa parlamentare e’ stata maggiore (ossia i punti più’ bassi della linea) coincidono con i due governi tecnici: Amato nel 2001 e Monti nel 2012.
La legge a settimana.
E per quanto riguarda le tempistiche? Dice il FQ: “I numeri, in ogni caso, smentiscono che ci si trovi di fronte a un processo legislativo che impedisce decisioni veloci” e quindi spiega che dividendo le leggi emanate per il numero di giorni delle due legislature, si scopre che ogni 4-5 giorni viene pubblicata una nuova norma. Abbracciando acriticamente tale misuratore (che, attenzione, è completamente distorto e vi spiego il perché tra poco) è impossibile non notare che 20-30 anni fa venivano promulgate molte più leggi di oggi: basta guardare l’altezza delle barre: l’ultima legislatura ha prodotto in 3 anni circa 240 leggi, mentre tra il 1997 e il 1999 ne sono state prodotte circa 580, più del doppio. E quindi, amici del FQ, cosa dobbiamo dedurne? A me pare palese un rallentamento della “produttività” delle Camere.
La metodologia scelta dal FQ è totalmente assurda, e non solo perché non può tenere conto di elementi fondamentali (per esempio la portata e la qualità delle leggi) ma perché non è comunque in grado di misurare la velocità del potere legislativo. Scrivere “ogni settimana si approva una legge” non significa nulla: sembra una cosa bella, ma cosa pensereste se allungassi la frase a “ogni settimana si approva una legge che è sotto discussione da almeno due anni?”
Vi mostro quest’altro grafico, che riporta i tempi medi di approvazione delle leggi così come misurati annualmente dal Senato e citati dal FQ in maniera molto approssimativa.

Innanzitutto, si vede come sia le leggi di iniziativa parlamentare che quelle governative soffrano dello stesso trend, sebbene la linea dei primi sia decisamente più marcata. L’andamento è piuttosto interessante: in pratica, nel corso di una legislatura i tempi si allungano in maniera impressionante per poi crollare con l’avvento di nuove elezioni. A mio parere – ma chiedo ai lettori se hanno altre interpretazioni – questo grafico descrive molto bene come funziona il parlamento italiano, dove è molto semplice proporre un disegno di legge ma è molto difficile vederne la realizzazione. Si crea quindi un collo di bottiglia per cui le proposte si accumulano e poche alla volta passano il voto, creando tempi di attesa che come ben potete notare crescono in maniera allucinante. Il crollo ciclico che vedete non è dato da un’improvvisa accelerazione: semplicemente ci sono nuove elezioni, per cui è probabile che i disegni di legge rimasti in bozza in quella precedente vengano completamente cancellati per far spazio alle idee della nuova maggioranza.
Ma torniamo alla tesi del FQ per cui Renzi ha soggiogato il Parlamento. Abbiamo visto che le leggi di iniziativa dell’esecutivo sono meno della media degli ultimi 30 anni. E la questione della velocità? Se guardate il secondo grafico, è evidente che da sempre le leggi volute dal Governo sono più facili da approvare (grazie al ricorso della fiducia) rispetto. Tuttavia, negli ultimi due anni la linea blu supera la media. Ovvero, il Governo Renzi ha impiegato mediamente 220-230 giorni per far approvare leggi di sua iniziativa: peggio di cosi solo tra periodo 1998-2000 e nel 2005.
Possono esserci mille motivi riguardo a questi numeri: può anche essere che Renzi imprima la velocità (con la fiducia e i canguri) solo alle poche norme che desidera, lasciando nel dimenticatoio quelle di Letta. O magari è un fattore intrinseco nella struttura delle Camere. Oppure entrambe le cose. Ma non è questo il punto essenziale. La questione è che la riforma costituzionale è certamente criticabile ma, come spesso accade in politica, ad una critica ben costruita le forze in gioco prediligono un’argomentazione falsa o distorta in quanto più efficace su lettori che non vogliono o non possono porsi troppe domande. Ed eccoci così a leggere di omicidi alla democrazia e dittature nascoste.
‘Functional Stupidity’ – updated (new study)
Back in 2013, Improbable reported on the emergence of a new organisational concept – ‘Functional Stupidity’, see ‘A Stupidity-Based Theory of Organizations’. Now, the idea of ‘Functional Stupidity’ has been refined by Roland Paulsen, who is a researcher at the Department of Business Administration, Lund University, Sweden.
“I distinguish 10 ‘stupidity rationales’ emanating from reflective types of compliance with which employees can motivate the practice of functional stupidity.”
• Healthism
• Constructiveness
• Defeatism
• Ethical empiricism
• Agentic shift
• Work ethic
• Adaptationism
• Machismo
• Ego-essentialism
• Fun
see: Slipping into functional stupidity: The bifocality of organizational compliance in the journal Human Relations June 7, 2016.
The author also points to an enigmatic aspect of thoughts about ‘Functional Stupidity’
“Functional stupidity in itself is unreflective in the sense that one cannot think about it without being reflective, thus suspending the stupidity.”
Note: The author reminds us too that ‘Dumbness’ and ‘Functional Stupidity’ should not be confused :
“Surpassing the everyday connotations of the word ‘stupidity’, Alvesson and Spicer make it difficult to separate functional stupidity from functional intelligence. Their formal definition of stupidity lacks an ethical dimension. Not being ‘reflexive’, asking for justifications, and so forth, may be highly intelligent in certain situations. It is in ethically ambiguous situations, and particularly when the purpose of one’s job is under debate, that the unreflective instrumentality becomes stupid. This ethical aspect distinguishes ‘stupidity’ from ‘dumbness’. As Ronell (2002: 42) puts it: ‘whereas dumbness might be part of the irreparable facticity of existence, there is an ethics of stupidity, or let us say simply that it calls for an ethics’.”
Caratteristiche di un matematico
Sì, i matematici sono strani, ma a volte in modo positivo.
The post Caratteristiche di un matematico appeared first on Il Post.
L’NSA si lascia sfuggire armi informatiche segrete. Ora sono pubbliche
L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento 2016/08/19 18:00. Non avrei mai pensato di poter dire di avere tra le mani una chiavetta USB contenente software segreto dell’NSA che consente di attaccare e scavalcare le difese di milioni di siti Internet, ma è successo. Ce l’ho qui, e come me ce l’hanno tanti altri informatici in tutto il mondo, perché il software è liberamente scaricabile, a patto di sapere dove trovarlo e come fare per spacchettarlo (non è difficile).
Il software NSA è stato raccolto e messo in circolazione pochi giorni fa da un’organizzazione che si fa chiamare Shadow Brokers (il nome è una citazione del videogioco Mass Effect). È diviso in due blocchi: una parte accessibile (un file compresso protetto con una password fornita insieme al file stesso), che contiene un campionario dimostrativo di strumenti d’intrusione usati dall’NSA, e una parte non ancora accessibile (fornita senza password), che a detta degli Shadow Brokers contiene strumenti NSA ancora più potenti ed è stata messa all’asta su Internet: la password verrà consegnata al miglior offerente. Pagamento in bitcoin.
Cosa c’è nel software pubblicato. Nella parte accessibile della vasta collezione di grimaldelli informatici ci sono istruzioni, script e file binari (catalogati in parte qui su Musalbas.com), concepiti principalmente per attaccare i vari firewall hardware fabbricati da aziende importantissime come Cisco, Fortinet e Juniper, scavalcarne le difese, prenderne il controllo e accedere ai server teoricamente protetti da questi firewall.
In pratica questi strumenti consentono a chi li usa di entrare impunemente e invisibilmente in un numero incalcolabile di siti Web e di computer di aziende, pubbliche amministrazioni e governi.
Non è una finta. Alcuni dei nomi degli strumenti resi pubblici compaiono nella documentazione NSA pubblicata da Edward Snowden (che ha ulteriormente confermato l’origine del materiale, anche con riscontri rispetto a documenti NSA inediti), e Cisco ha confermato che EXTRABACON, un componente del software pubblicato, contiene istruzioni per sfruttare una falla estremamente grave in tutte le versioni del suo prodotto Adaptive Security Appliance, che consente di sorvegliare tutto il traffico della rete difesa (sempre teoricamente) da questo prodotto.
La falla consente di accedere alla gestione del firewall senza conoscere né il nome utente né la password di amministrazione del dispositivo. Un disastro, insomma: e questo è solo uno degli strumenti d’attacco dell’NSA ora resi pubblici.
Chi è stato? L’identità degli Shadow Brokers che hanno realizzato questa rivelazione clamorosa è ignota: c’è chi teorizza che si tratti dei servizi di sicurezza informatica russi e chi pensa che ci sia di mezzo una persona all’interno dell’NSA. In entrambi i casi non ci sono prove certe, ma solo indizi e congetture.
Conseguenze a breve termine. Cisco sta già tentando di rimediare tramite aggiornamenti e avvertenze, e Fortinet sta facendo lo stesso, ma ormai il danno è fatto: i prodotti di sicurezza più diffusi delle più grandi aziende del settore sono risultati vulnerabili a vari attacchi finora segreti (e, fra l’altro, abbastanza banali una volta scoperti). Chi si fiderà più? Oltretutto la notizia di queste vulnerabilità arriva proprio nel momento in cui Cisco annuncia ricavi e profitti superiori alle attese ma anche una massiccia ristrutturazione che comporterà una riduzione del personale molto importante (fino al 7% su scala mondiale).
Le società che offrono sicurezza informatica stanno studiando avidamente questo software dell’NSA per includere nei propri prodotti la capacità di riconoscerlo e bloccarlo (alcuni prodotti già lo fanno). Possiamo quindi aspettarci una raffica di aggiornamenti di sicurezza a tutto campo, e soprattutto possiamo aspettarci le grida di dolore degli informatici e dei dirigenti delle aziende e dei governi quando si accorgeranno di essere stati bucati da parte a parte dall’NSA per anni, lasciandosi sfuggire i segreti interni e quelli dei clienti e dei cittadini.
Lo studio di questo tesoro d’informazioni segrete andrà avanti a lungo: chissà quali altre sorprese emergeranno. Già ora, a pochi giorni dalla pubblicazione, sono stati scoperti numeri di serie di specifici apparati Cisco e indirizzi IP di siti governativi cinesi.
Strategie da ripensare. La questione più spinosa, però, è che le falle dei prodotti di sicurezza Juniper, Fortinet e Cisco erano note da anni (almeno dal 2013) all’NSA, che invece di segnalarle a queste aziende le ha tenute per sé. In altre parole, i servizi di sicurezza americani hanno volutamente lasciato falle gravissime nei prodotti fabbricati da aziende di sicurezza informatica americane e utilizzati da amministrazioni, ospedali, aziende civili e militari americane. Il risultato è che chiunque altro abbia scoperto la stessa falla e se l’è tenuta per sé come ha fatto l’NSA – per esempio un governo o un gruppo di criminali – ha avuto la stessa possibilità di accedere, invisibilmente, a tutte le aziende e amministrazioni pubbliche (americane o di altri paesi) che usano i firewall vulnerabili.
Se l’NSA avesse invece informato le case produttrici delle proprie scoperte, consentendo di correggere le falle, avrebbe aumentato la sicurezza di tutte le aziende e di tutti gli enti statunitensi al prezzo di perdere qualche appiglio nelle proprie attività di sorveglianza e di aumentare anche la sicurezza degli altri paesi (sia quelli che considera formalmente alleati, sia quelli che considera rivali). Questa scelta verrà probabilmente messa in discussione per capire se è davvero conveniente, soprattutto adesso che è diventata di pubblico dominio.
Epic fail. L’NSA, ovviamente, ha rimediato una figuraccia, facendosi sfuggire un arsenale di armi digitali che ora saranno inutilizzabili (verranno riconosciute dai prodotti di sicurezza informatica aggiornati) e dimostrando di essere tutt’altro che infallibile. Dopo lo smacco delle rivelazioni di Snowden, uno degli enti governativi più segreti degli Stati Uniti viene messo a nudo con un livello di dettaglio mai visto. Questo incidente è l’equivalente informatico di un laboratorio di armi chimiche o batteriologiche che si dimentica una valigetta di fiale letali in un bar malfamato. Una situazione come questa era impensabile fino a poco tempo fa.
Conseguenze in casa nostra. Se gli americani devono fare i conti con le proprie agenzie top secret che minano la sicurezza nazionale invece di rinforzarla e che non sanno custodire le armi segrete, anche altrove ci sarebbero delle riflessioni importanti da fare. Nei paesi dove si usano o si vogliono introdurre i malware di stato (“virus” da usare per infettare i dispositivi dei sospettati e sorvegliarli), come si appresta a fare per esempio anche la Svizzera (con la nuova legge federale sulle attività informative), è doveroso chiedersi se fabbricare questi virus sperando che restino per sempre soltanto nelle mani delle autorità sia credibile o se sia meglio concentrarsi su altre tecniche d’intercettazione altrettanto efficaci ma meno rischiose.
Se neanche l’NSA è in grado di custodire i propri malware senza farseli rubare, che speranze hanno le agenzie di sicurezza di altri paesi che hanno risorse enormemente inferiori? Il disastro di Hacking Team non ha insegnato niente? E l’idea di mettere dei virus sui dispositivi dei sorvegliati, dove possono essere catturati e studiati facilmente per poi ritorcerli contro i mittenti, è davvero saggia? Non è un po’ come infettare un criminale con una malattia e poi sperare che il contagio non si diffonda per sbaglio anche ai cittadini innocenti?
Per finire, questa vicenda andrebbe ricordata da chi, ogni tanto, pretende che si creino dei passepartout o delle backdoor nelle app di messaggistica o nei dispositivi di telecomunicazione, in modo che gli inquirenti possano sorvegliare facilmente le comunicazioni. Dopo che l’NSA s’è fatta soffiare addirittura i propri strumenti di hacking, sarà difficile affermare seriamente che non c’è pericolo che questi passepartout vengano rubati.
Apple: If we're forced to build a tool to hack iPhones, someone will steal it.— Christopher Soghoian (@csoghoian) 17 agosto 2016
FBI: Nonsense.
Russia: We just published NSA's hacking tools
Fonti aggiuntive: TechCrunch, Punto Informatico, Ars Technica.
Many, many kinds of infinity
Vi Hart, in this video, explains and plays with many kinds of infinity:
BONUS QUESTION (for mathematicians): Are there infinitely many kinds of infinity?
[Working Life] The 1-hour workday
Jacopo.bertolotti"I call it the 1-hour workday, referring to the short, sacrosanct period when I do what I see as the “real” work of academia: writing papers."
Funny, I always thought my real job was to do research.
"Wire-wire", tecnica di truffa sofisticata e in aumento
La creatività e la perseveranza dei truffatori via Internet non conoscono limiti: ad aprile scorso l’FBI ha pubblicato un avviso per mettere in guardia le aziende contro una particolare tecnica di truffa che si sta rivelando particolarmente redditizia per i malviventi ed è in rapido aumento (+270% da gennaio 2015): si chiama “wire-wire” o “BEC” (business e-mail compromise).Funziona in questo modo: i truffatori si procurano gli indirizzi di mail dei dipendenti delle aziende-bersaglio tramite fonti pubblicamente disponibili. Poi infettano uno o più computer dell’azienda in modo da avere accesso alla mail. Leggendo la posta, identificano con pazienza gli indirizzi di mail dei fornitori usati dall’azienda e poi creano un indirizzo di mail molto simile a quello di un fornitore (per esempio pagamenti@rossini-ascensori.com al posto di pagamenti@rossiniascensori.com).
Quando l’azienda attaccata invia un ordine via mail al fornitore, i truffatori leggono il messaggio e lo lasciano arrivare a destinazione, così il fornitore invia una fattura, che viene intercettata e bloccata. Al suo posto i truffatori mandano, dall’indirizzo di mail imitato, una versione leggermente modificata della fattura, nella quale cambia soltanto il conto corrente sul quale effettuare il pagamento (modificare un documento PDF è molto semplice).
La vittima cade facilmente nella trappola perché la fattura è un documento che si aspetta di ricevere e proviene (apparentemente) da un fornitore conosciuto, per cui effettua il bonifico di pagamento, il cui importo finisce nelle mani dei truffatori.
Se la vittima non si accorge che l’indirizzo del mittente è leggermente diverso e non nota che le coordinate bancarie sono differenti, i truffatori incassano con una sola mail decine di migliaia di franchi o euro o dollari (l’FBI parla di importi compresi fra 25.000 e 75.000 dollari per volta).
Sapere dell’esistenza di questo genere di truffa è il primo passo verso la sua prevenzione: molti responsabili dei pagamenti nelle aziende piccole e grandi non immaginano che dei criminali possano essere così persistenti e pazienti.
Non sempre le cose vanno bene per questi ladri digitali, comunque: di recente una banda di oltre 30 truffatori che operava dalla Nigeria in tutto il mondo è stata smascherata perché si è fatta a sua volta infettare da un malware che ha consentito ai ricercatori di un’azienda di sicurezza informatica, la SecureWorks, di sorvegliare il loro traffico e documentarne in dettaglio i reati, che stavano fruttando circa 3 milioni di dollari l’anno.
Someone figured out how to make money from those physics crank letters
At last, someone figured out how to make money from the physics crank letters she receives!
That someone is Sabine Hossenfelder. She tells about how she does it, in an article in Aeon called “What I learned as a hired consultant to autodidact physicists“.
BONUS (possibly related): “A Fundamentally Eccentric Premise“, by L.X. Finegold.
BONUS (possibly related, but in a different way): Sanjay Srivastava‘s “Everything is fucked: The syllabus”
One Single Static Measurement Predicts Wave Localization in Complex Structures
Author(s): Gautier Lefebvre, Alexane Gondel, Marc Dubois, Michael Atlan, Florian Feppon, Aimé Labbé, Camille Gillot, Alix Garelli, Maxence Ernoult, Svitlana Mayboroda, Marcel Filoche, and Patrick Sebbah
A recent theoretical breakthrough has brought a new tool, called the localization landscape, for predicting the localization regions of vibration modes in complex or disordered systems. Here, we report on the first experiment which measures the localization landscape and demonstrates its predictive …
[Phys. Rev. Lett. 117, 074301] Published Wed Aug 10, 2016
Steer driverless cars towards full automation
Steer driverless cars towards full automation
Nature 536, 7615 (2016). http://www.nature.com/doifinder/10.1038/536127a
Author: John Baruch
For cars to be safe, full control must be allocated to the driver — be it human or computer, argues John Baruch.
Saturday Morning Breakfast Cereal - Sword of Democracy

Hovertext:
See that sword for a democratic republic? Let's slowly push it back into the stone.
New comic!
Today's News:
Replication of Big Bang reveals flaws in theory of atom formation

(credit: Lawrence Livermore National Lab)
Last month, we reported on a small but enduring mystery in cosmology: why is there so much of one isotope of lithium around? Both 6Li and 7Li should have been produced when the first atoms formed after the Big Bang, but how much of them should have been made?
The question comes down to basic nuclear physics. When two hydrogen atoms collide under pressure, what is the probability that they will make helium? That sort of physics also applies to collisions between other elements, some of which produce lithium. It is an astonishing achievement that cosmologists can, from basic physics, predict the relative fractions of hydrogen and helium produced in the Big Bang. It is just as astonishing that we can look back in time and measure these fractions and know that cosmologists have it almost exactly right.
Almost. These calculations fall flat when it comes to lithium. They suggest there should be much more 7Li than we observe in the Universe and a lot less 6Li. Does that mean the estimates are wrong, or is there a real discrepancy? New experiments indicate that when it comes to 6Li, the problem seems to be with the Universe and not our calculations.
_Introduzione alla libertà_ (libro)
Questo libro (Roberto Lucifero, Introduzione alla libertà : la legge elettorale, Edizioni del Secolo 1944, pag. 161) è stato pubblicato alla fine del 1944, nella parte di Italia che al momento era sotto il controllo degli alleati anche se nominalmente retta dal Luogotenente Umberto, e che dopo vent’anni si apprestava ad avere nuovamente vere elezioni. L’autore era di famiglia nobile calabrese e cugino di quel Falcone Lucifero che per decenni è stato Ministro della Real Casa, fino alla morte di Umberto II, e tra le righe traspare la sua posizione politica di monarchico liberale, pur con interessanti aperture ai “nuovi” (nel senso di quelli degli anni ’40 del secolo scorso) accadimenti sovietici. Ma in questo saggio Lucifero non fa politica diretta, bensì discetta sui vari sistemi elettorali. Dal suo punto di vista il metodo migliore per un’elezione è quello del collegio uninominale, nel quale c’è un rapporto diretto tra elettori ed eletto, e quest’ultimo sa che dovrà rendere conto ai primi alla scadenza del mandato: non si preoccupa nemmeno di un eventuale cambio di casacca, proprio perché si vota la persona e non il partito. Ed è proprio il sistema proporzionale, dove sono i partiti “di masse” ad avere la mano libera a scapito dei candidati, quello che Lucifero ritiene il peggiore in assoluto. È probabile che lui ricordo quanto successo nel primo dopoguerra, con l’introduzione del suffragio universale (maschile) e l’affermarsi di socialisti e popolari, con don Sturzo che manovrava i parlamentari senza nemmeno essere eletto. Resta il fatto che è stato probabilmente il primo a parlare di partitocrazia, analizzando lucidamente – pur con troppe virgole per i miei gusti… – l’evolversi della situazione. Certo, parlava pro domo sua. Ma i rischi di allargare il suffragio senza prima formare il nuovo corpo elettorale si sono indubbiamente presentati, e ce li abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.
Non sono certo di accettare tutti i suoi ragionamenti: però ho trovato la lettura molto stimolante.
Saturday Morning Breakfast Cereal - The Resurrection

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Fun fact: Pastors are always available for on the spot theological discussions.
New comic!
Today's News:
Lettera aperta di solidarietà ai deportati della Cattiva Scuola
La tirannide renziana deporta malcapitati professori per fini imperscrutabili. Diciamo basta a questo scempio: è una battaglia di civiltà.
Cari Deportati,
non possiamo più tacere davanti allo scempio perpetrato dalla tirannide Renziana, dettagliato in questa accorata epistola - per i pochi che ancora fossero all'oscuro del dramma nazionale. Nei confronti d'una tale violenza è necessario esprimere tutta la solidarietà e simpatia del caso; scrivo simpatia non a caso, poiché tutti quelli che hanno fatto il classico sanno ben soffrire, insieme con chi vive di cultura.
Notizie dal fronte
Ho deciso di incominciare una serie di report su quello che sta succedendo sul “fronte”. Fronte è una parola generica che non si riferisce ad alcun fronte di guerra specifico (anche se il Medio Oriente sarà quello più documentato) ma più semplicemente al fronte mentale dell’Occidente. Ovvero quel confine autoimposto dall’Occidente per non vedere le ragioni dell’altra parte. Qualcuno la chiama propaganda occidentale ma a mio modesto parere si tratta solo di un mix di ideologia, inettitudine e partigianeria. Le notizie ci sono su internet, basta saperle trovare. Fronte è tutto quello che non vi dicono ma anche tutto quello che vi dicono distorcendo i fatti; fronte è tutto quello che non viene condiviso anche se rappresenta un fatto oggettivo solo perché avvantaggia il nemico; fronte è la neolingua orwelliana adottata da governi e media occidentali.
Come vedrete molte notizie provengono da paesi e da gruppi con cui non vorrei niente a che fare, tali sono i crimini e le nefandezze associati a questi. Ciò non toglie che su molte notizie l’Occidente non abbia alcuna capacità o volontà di riportare le notizie in modo oggettivo. Insomma solo perché si tratta di paesi canaglia non significa che l’informazione debba essere equamente canaglia. Se vogliamo davvero differenziarci dal resto del mondo l’informazione deve essere il più possibile neutrale. Quindi, prima di criticare il sottoscritto con stupide accuse di supporto a dittatori vari per il mondo pensate a questo: che bisogno c’è di cambiare le notizie o di non riportarle se davvero noi siamo i good guys e loro sono i bad guys? Non ce ne sarebbe bisogno perche’ le loro azioni parlerebbero da sole.
Da dove arrivano le notizie. Le mie fonti sono varie, si va da siti specializzati a ONG, da agenzie di stampa governativa del “nemico” ad account Twitter di soldati e/o attivisti che si trovano sul fronte. Niente giornali di regime italiani o esteri. Le notizie prima di essere pubblicate vengono confermate tramite cross checking e Google search, mai copia-incollate. Faccio quello che un giornalista dovrebbe fare ma non fa per a) incompetenza, b) ignoranza della geopolitica e/o culture/lingue diverse dalla propria, c) direttive dall’alto del direttore della testata. Spesso è un insieme di tutte e tre ma il risultato è sempre catastrofico.
Fronte: Neolingua orwelliana
- Il capo di Al Nusra Front, Abu Mohammad al-Julani, ha annunciato il cambio di nome della propria organizzazione con Jabhat Fateh al-Sham. Il motivo non è ideologico ma di marketing. Turchia, sauditi e USA hanno spinto Al Nusra a rifarsi il look così da poter dipingere anche Al Nusra come una fazione moderata. Nei prossimi mesi quindi sentirete tutti i media parlare di Al Nusra come “ribelli moderati” e non ci saranno più menzioni di Al Qaeda. I crimini di guerra contro civili, le torture contro oppositori, l’imposizione della sharia, gli attentati suicidi rimarranno come prima. Rimane comunque il dubbio da dove venga la notizia secondo cui al-Julani divorzia da Al Qaeda. Ho visto il video con i sottotitoli in inglese e da nessuna parte si parla di Al Qaeda. Dice semplicemente che non avrà più “affiliazione con nessuna entità esterna (fuori Siria)”. Ma molti dei vertici di Al Qaeda sono già in Siria. Anzi, al-Julani ringrazia Al Qaeda e i suoi leader e la reazione di Al Zawahiri è stata da puro gentleman, dicendo che l’importante è che il goal finale sia lo stesso. Qui l’intero testo. La notizia del divorzio è stata distorta e amplificata dai media occidentali per un motivo: serve ad uno scopo politico ben preciso.
Fronte: fact check
- I bambini dei copertoni di Aleppo. Su tutti i media internazionali e ampiamente condiviso sui social legati ad ONG la storia dei bambini che bruciavano centinaia di copertoni per le strade di Aleppo per evitare che l’aviazione russa li bombardasse. La propaganda jihadista siriana usa gli stessi trucchi che sono stati usati per la causa palestinese per decenni. In realtà la verità è ben più triste. I gruppi jihadisti hanno annunciato la rottura dell’assedio di Aleppo in tre fasi, e una delle prime fasi è stata quella di sfondare le linee governative a sud di Aleppo ma prima di fare questo hanno ordinato ai bambini di bruciare i copertoni per le strade a ridosso delle linee nemiche nel tentativo di nascondere la loro avanzata all’aviazione nemica. In pratica i poveri bambini di Aleppo hanno aiutato 22 kamikaze a farsi esplodere contro i soldati governativi. Che innocenza.
- Clint Eastwood supporta Trump? Molti giornali riportano che Clint supporta Trump. È vero? Se leggete l’intervista su Esquire Clint lo dice chiaramente “I haven’t endorsed anybody.”. Dice che tra Clinton e Trump preferisce Trump ma ciò non significa assolutamente nulla. Un po’ come dire che preferirebbe il colera alla salmonella. Di Trump nell’intervista ne parla male ma difende il suo anti-establishment e il suo linguaggio non politically correct. Ma davvero questo lo fa un sostenitore di Trump? Come dice Clint nell’intervista just fucking get over it.
Fronte: notizie non riportate
- La Nord Corea bombarda il Giappone! Questo è un classico, l’Occidente riporta sempre e solo la reazione di Kim all’aggressione americana e sudcoreana ma mai cosa ha scatenato quella reazione. Per settimane la nord Corea ha esortato USA e Sud Corea di fermare le esercitazioni più grandi che si siano mai viste degli ultimi anni vicino al suo confine. E lo ha detto chiaro e tondo: se fate questa esercitazioni al nostro confine la considereremo un atto di aggressione e ne pagherete le conseguenze. Ovviamente questo non ha fermato le 100mila truppe dal fare le loro esercitazioni annuali e Kim come al solito ha lanciato il suo missile nell’Oceano. Il teatrino annuale si è concluso come al solito. Gli americani che stuzzicano il nido di vespe e poi accusano le vespe delle punture.
Quelle cose mediche che i medici non farebbero.
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Focus: Electric Power from the Earth’s Magnetic Field
Author(s): David Lindley
A loophole in a result from classical electromagnetism could allow a simple device on the Earth’s surface to generate a tiny electric current from the planet’s magnetic field.
[Physics 9, 91] Published Wed Aug 03, 2016
History of science: Maxwell pass, Heisenberg fail
Jacopo.bertolottiI read the original article they refer to, and it is a pile of rubbish. The author clearly understands nothing about quantum mechanics (but thinks he does). Save yourself the pain and laugh in the face of anyone citing this paper







