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18 Oct 10:02

Flirtey – Autonomous Hexacopter Delivery Platform

by Alan Parekh

 Flirtey - Autonomous Hexacopter Delivery Platform_2

 

If you are in Australia don’t look to the street for your package delivery, look to the sky! A company called Flirtey is developing a  robust hexacopter drone that will be able to fly autonomously from warehouse to your current location in minutes carrying your purchases. To start they will be delivering books from Zookal, a textbook rental service. To use the service you would select the book you desire on your smart phone and a Flirtey will be dispatched to your location based on the GPS  of your phone. You grab your package and the Flirtey returns to base. This idea sounds possible but I think it still has a long way to go. What happens when the Flirtey doesn’t return home because some hacker wanted it to make a copter of his own? It sounds like they are building a ton of redundancy into the platform to allow for flight with a missing prop and one failed battery but eventually it will come crashing to earth and hit someone on the head. What is going to happen then?

Here is hoping we see lots of these things flying around all everywhere but I think it will be a challenge.

Via: OhGizmo and TechCrunch

 

 

Flirtey - Autonomous Hexacopter Delivery Platform Flirtey - Autonomous Hexacopter Delivery Platform_3 Flirtey - Autonomous Hexacopter Delivery Platform_4
18 Oct 07:47

iceageiscoming: peterfromtexas: Nice recovery.. Nigel Lion...



iceageiscoming:

peterfromtexas:

Nice recovery..

Nigel Lion Mansell, Imola 1990

17 Oct 20:12

iceageiscoming: jezebuilt: 4james: Rally gone...



iceageiscoming:

jezebuilt:

4james:

Rally gone wrong…

Nnnnnnnnope!

I believe I can fly

17 Oct 20:10

gravitazero: .

17 Oct 20:09

madonnaliberaprofessionista: Evidentemente i soldi per lo...



madonnaliberaprofessionista:

Evidentemente i soldi per lo stipendio da presidente di regione arrivano dalla beneficenza.

16 Oct 08:07

A long way home with help from Google Earth

by Emily Wood
In 1986, a five-year-old boy named Saroo Munshi Khan accidentally fell asleep on a stationary train in India. He woke up hours later, alone and in an unfamiliar place. This fateful train ride ripped Saroo away from his home and family. For more than a quarter century, he searched for them before finding his way back home with the help of Google Earth.

This incredible true story spans decades, miles and continents. If it weren’t for hope, determination and technology, Saroo would have remained forever lost.

On that day 27 years ago, Saroo and his 14-year-old brother, Guddu, were searching a train station for change to help support their family. Guddu wandered beyond the station and Saroo fell asleep on a stationary train waiting for his brother’s return. When he woke up, the train had left the station, separating Saroo from his home and family.

The train Saroo boarded was in Berhanpur, India, and he ended up 1,500 kilometers away, in Calcutta. For weeks, he survived on the streets. Eventually, he was taken into an orphanage, where he was adopted by the Brierleys, an Australian family. He moved across an ocean to the town of Hobart in Tasmania. At six years old, Saroo had a new family, home, country and name. Though Saroo Munshi Khan couldn’t find his home, Saroo Brierley never gave up the search.

In 2011, using vague memories and Google Earth imagery, Saroo identified his home town. Using the ruler feature in Google Earth, he mapped out a search radius by making an educated guess about how far he traveled by train. After countless hours of scouring this area of Google Earth imagery, he came upon a proverbial needle in a haystack. Saroo spotted one vague landmark that led him to the next, helping him unlock a five-year-old child’s memories. He eventually spotted a neighborhood, street and tin roof that looked familiar.

In Saroo's words, "It was just like being Superman. You are able to go over and take a photo mentally and ask, 'Does this match?' And when you say, 'No,' you keep on going and going and going."

In 2012, Saroo embarked on a trip from Australia back to Khandwa, India. Once he arrived, he shared his story with locals, who helped him find his way back home to his mother and surviving brother and sister. Twenty-six years after accidentally leaving home, he finally found his way back.
The Google Earth imagery that brought Saroo home.

Maps can affect our lives in many ways, big and small—but hopefully they always help us find our way. You can now read Saroo’s book, “A Long Way Home,” for a detailed account of his journey of survival and triumph against incredible odds. It celebrates the importance of never letting go of what drives the human spirit—hope.

Posted by Peter Birch, Google Earth Product Manager
15 Oct 07:26

abr: Un anno fa a un matrimonio in Israele. No non sono fuochi...



abr:

Un anno fa a un matrimonio in Israele. No non sono fuochi d’artificio, è il sistema Iron Dome che liquida una salva di 12 razzi lanciati da Gaza. Iron Dome: 84% di centri, lascia andare quelli diretti in mare o nel deserto. Huge.

(e costa pochissimo:http://world.time.com/2013/03/19/the-secret-of-the-wonder-weapon-that-israel-will-show-off-to-obama/)

15 Oct 07:23

..iN cORRADO..

by noreply@blogger.com (lzp!)

..we trust.

14 Oct 08:29

Inside a Guitar

by Giavasan

14 Oct 08:15

Test nucleari ad alta quota

by Carletto Darwin
Parmitano i giorni scorsi ha fotografato un test missilistico russo per una testata nucleare ad alta quota. Per chi si scandalizza volevo ricordare che lo schema della guerra nucleare prevede che la prima salva di testate nucleari sia ad alta quota sopra al territorio da attaccare in modo che, con il flare gamma, vadano in tilt tutti i sistemi elettrici ed elettronici. Dopo, a distanza di un minuto o meno, sono previste le esplosioni su tutti gli obiettivi.
Lo schema è stato testato per anni dagli USA e dai sovietici e ci sono state una serie di test ad alta quota, praticamente nello spazio. Con consequenze praticamente eterne per la ionosfera, una zona di atmosfera caratterizzata da particelle ionizzate.
10 Oct 16:00

I Vigili Urbani in agitazione. Forse riusciamo a svelarvi il vero motivo, che potrebbe non essere il nuovo comandante?

by Massimiliano Tonelli
clicca e ingrandisci
Come mai la scorsa settimana i Vigili Urbani erano così nervosi tanto non solo da astenersi dal lavoro per alcuni giorni, ma anche da ridursi ad effettuare autentici sabotaggi per far bloccare la circolazione in alcune aree strategiche della città? Tutti hanno scritto che si trattava di una reazione alla nomina del nuovo comandante, ma il motivo potrebbe essere decisamente diverso. Pare infatti che la scorsa settimana sia stata recapitata a tutti i componenti del corpo una voluminosa circolare che raccontava della definitiva entrata in vigore del Codice di Comportamento dei Pubblici dipendenti con un frontespizio contenente tutta una serie di evidenziazioni dedicate ai Vigili Urbani. Alcuni punti, che con un po' di sforzo potete leggere qua sopra, sono lancinanti per le abitudini di un corpo corrotto e abituato a comportamenti censurabili. Grazie al DDL Anticorruzione e alla Legge Severino -  da qui deriva il nuovo Codice - ora chi accetta regali e si fa corrompere anche con oggetti, sconti o beni di poco conto (sopra i 150€) rischia il posto di lavoro. A noi cittadini il compito di vigilare e denunziare, ai Vigili Urbani il compito di iniziare a comportarsi come si comportano le polizie urbane di tutta Europa: civilmente. E smetterla di essere un gorgo fangoso di corruzione e ricatto.
10 Oct 15:46

É stata realizzata la fusione nucleare con bilancio di energia in attivo [prognommers]

É stata realizzata la fusione nucleare con bilancio di energia in attivo

http://www.bbc.co.uk/news/science-environment-24429621

Deglie scienziade ameregani hanno usato 192 raggi del laser più potente del mondo per riscaldare e comprimere dell’idrogeno così da fargli raggiungere il punto di innesco per la fusione nucleare; la notizia è che per la prima volta hanno impiegato meno energia per avviare la reazione di quella prodotta dalla stessa.

Un altro progetto che vuole raggiungere quest’obbiettivo si chiama ITER, è europeo, attualmente è in fase di costruzione ed al posto dei raggi laser utilizzerà campi magnetici.

Quanto m’intrippano ’ste cose :P

10 Oct 15:43

..tI pIACCIONO lE tARTARUGHE mARINE??

by noreply@blogger.com (lzp!)
..e i topolini bianchi?


..riformulo: ti piacciono (ancora) le tartarughe?

09 Oct 15:17

Appalto filobus, ex sindaco Alemanno indagato per finanziamento illecito

by Lavinia Di Gianvito
Iscritti anche l’ex presidente di Finmeccanica Guarguaglini e l’ex assessore regionale Di Paolantonio
09 Oct 11:45

Bus e tangenti a Roma indagati Alemanno e Guarguaglini

by repubblicawww@repubblica.it (Redazione Repubblica.it)
La procura ipotizza il reato di finanziamento illecito per altre 19 persone accusate anche di estorsione e false fatturazioni. La vicenda riguarda il...


09 Oct 10:40

Vajont, Napolitano: “Non fu fatalità, ma precisa colpa umana”

by Davide Mazzocco

Nel cinquantesimo anniversario delle vittime del Vajont, la Presidenza della Repubblica dichiara il 9 ottobre Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo

Alle 22:39 del 9 ottobre 1963, cinquant’anni fa oggi, tutto quello che era stato previsto si verificò. Il disastro annunciato della frana del Monte Toc piombò nell’invaso della diga del Vajont con i suoi 270 milioni di metri cubi di rocce e terra. E la diga resistette a una sollecitazione dieci volte superiore a quella prevista dal progetto. L’impatto generò tre onde: due verso Erto e Casso, i paesi a monte che vennero allagati, la terza scaraventò su Longarone 50 milioni di metri cubi d’acqua che devastarono il paese sottostante con un’onda d’urto pari, se non addirittura superiore, a quella della bomba atomica sganciata su Hiroshima.

Oggi, a cinquant’anni da quella tragedia, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto ricordare le quasi 2000 vittime di quella tragedia con un messaggio:

La memoria del disastro che il 9 ottobre 1963 sconvolse l’area del Vajont suscita sempre una profonda emozione per l’immane tragedia che segnò le popolazioni con inconsolabili lutti e dure sofferenze. Il ricordo delle quasi duemila vittime e della devastazione di un territorio stravolto nel suo assetto naturale e sociale induce, a cinquant’anni di distanza, a ribadire che quell’evento non fu una tragica, inevitabile fatalità, ma drammatica conseguenza di precise colpe umane, che vanno denunciate e di cui non possono sottacersi le responsabilità.

Con questa motivazione il Parlamento ha scelto la data del 9 ottobre come Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo. Una commemorazione che, secondo la Presidenza della Repubblica, riafferma come sia dovere fondamentale delle istituzioni lavorare, insieme alla comunità scientifica e gli operatori privati, per vigilare, controllare, tutelare e valorizzare il territorio.

Napolitano ha ringraziato, poi chi ha “mantenuto fermo il ricordo” e tutti coloro che “si sono impegnati nella ricostruzione delle comunità così terribilmente ferite”, oltre, naturalmente, a tutti coloro che hanno assicurato i soccorsi e l’assistenza dopo il disastro.

Via | Quirinale

Foto © Getty Images

Vajont, Napolitano: “Non fu fatalità, ma precisa colpa umana” é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 10:44 di mercoledì 09 ottobre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








09 Oct 07:27

Curioso

by di Alessandro Gilioli

ITALY-GOVERNMENT-BERLUSCONI-NAPOLITANO

Sarebbe stato molto semplice, caro Presidente Napolitano, evitare “fraintendimenti” sul suo messaggio alle Camere: bastava una mezza riga per suggerire di escludere da eventuali provvedimenti di amnistia o di indulto i reati fiscali e magari la corruzione. O, più in generale, i reati dei colletti bianchi: peraltro talmente poco puniti, in Italia, da contribuire in misura davvero minima a quel sovraffollamento delle carceri di cui Lei, giustamente, si duole.

Ho notato che nel messaggio Lei ha sconsigliato di includere nell’amnistia o nell’indulto i reati di «violenza contro le donne»: su tutto il resto, invece, ha voluto evitare di indicare «le singole fattispecie escluse». Ammetterà che può sembrare curioso, no?

Allo stesso modo, caro Presidente, sarebbe bastato poco per non sembrare (o sembrare un po’ meno) un Presidente che sta con la maggioranza e contro l’opposizione, cioè contro un quarto degli elettori: evitare di accusare l’opposizione, quale che essa sia, di essere composta da «quelli che se ne fregano del Paese e hanno un pensiero fisso». Non si fa, semplicemente non si fa: non se si è al Quirinale, non se per Costituzione si «rappresenta l’unità nazionale».

Tra l’altro, anche questo è un po’ curioso, caro Presidente, perché non risulta che Lei abbia mai usato espressioni simili – “fregarsene del Paese e avere un pensiero fisso” – quando un partito ha votato e approvato che Ruby era la nipote di Mubarak: ricorda?

Cito Fulvio Abbate, perché da non grillino quale sono, la sua battuta mi sembra quasi perfetta: «Napolitano ormai rischia di far sembrare uno statista perfino Casaleggio».

04 Oct 14:44

Prostituzione a Roma: dal referendum per le case chiuse al puttan-tour dell'Eur

by Cut-tv's
Bowman

a Roma semo avanti

Si torna sulle strade piene di ‘passeggiatrici’ della capitale, con il referendum che vuole riaprire le case chiuse, e il provocatorio puttan-tour dell’Eur a luci rosse.

Con la nomina del nuovo comandante della Polizia Locale di Roma Capitale, che non ha tardato a sollevare critiche, scioperi e partite di campionato a rischio, e l’ennesimo tentativo di “Riaprire le case chiuse” arrivato dal capogruppo Pdl Sveva Belviso con una campagna referendaria, ritorno in strada, e alla mappa di quelle a luce rossa che illuminano la notte della capitale.

Il referendum punta all’abrogazione parziale della legge Merlin del 20 febbraio 1958, che ha stabilito la chiusura delle case di tolleranza, l’abolizione della regolamentazione della prostituzione in Italia e l’introduzione di una serie di reati intesi a contrastarne lo sfruttamento, invitando ad usare “il linguaggio della verità per accantonare i tabù“, per legalizzare e fiscalizzare gli introiti di un lavoro che non conosce crisi, votando entro il 16 ottobre 2013, in Campidoglio o direttamente in strada, basta consultare il calendario e la mappa dei banchetti che trovate on line sulla pagina social dell’iniziativa.

Un provvedimento che cambierebbe la mappa della Capitale che va a puttane condivisa da Il Portaborse, e quella satellitare delle vie della prostituzione dell’Eur a luci rosse, che dopo tante denunce, provvedimenti e tentativi di disincentivazione del fenomeno, è protagonista del provocatorio puttan tour, nel focus del sito Eur.Roma

L’Eur è sempre più il Quartiere delle mignotte: ce ne sono per tutti i gusti, per tutte le tasche, a tutte le ore - del giorno e della notte - e in molte strade dell’Eur. Basta farsi un giro e sicuramente troverete di che essere soddisfatti.

Ma forse tutto questo non è poi così male. In un periodo di grave crisi come quello attuale, tutto fa business e allora - perché no? - anche la prostituzione, se vista sotto un certo punto di vista, è un business che attira turismo nel nostro Quartiere. Certo, turismo sessuale, ma pur sempre di turismo si tratta!

E allora chiediamo il tuo aiuto per tenere aggiornata la nostra “puttan-map” in modo che il turista si possa organizzare, in tempo reale, il suo “puttan-tour”. Abbiamo deciso, proprio per rendere il servizio il più completo possibile, di inserire anche le vie in cui il turista può non solo “consumare” indisturbato, ma può - sempre in maniera tranquilla e senza che nessuno lo veda e gli dica nulla - gettare tranquillamente per terra fazzoletti di carta, articoli in lattice, ma anche - volendo - pacchetti di sigarette, bottiglie di birra, ecc. ecc.

Un’iniziativa dichiaratamente provocatoria, con tanto di mappa in aggiornamento di vie, signorine e servizietti, a uso e consumo degli stessi avventori del quartiere ‘in’ di Roma Sud, che tra torri grattacielo abitati da vip e Nuvole progettate da grandi architetti, ha in cantiere il centro propulsore della vita congressuale e amministrativa di Roma, intrattenuto da acquari sotterranei, baby park per la famiglia, basiliche dei santi patroni e locali per tutti.

Prostituzione a Roma: dal referendum per le case chiuse al puttan-tour dell'Eur é stato pubblicato su 06blog.it alle 13:29 di giovedì 03 ottobre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








04 Oct 14:43

Sul set romano di 'Senza nessuna pietà' con Pierfrancesco Favino

by RondoneR

Siamo andati al Pigneto a curiosare sul set del film “Senza nessuna pietà”, opera prima di Michele Alhaique, con Pierfrancesco Favino.

Con Pierfrancesco Favino che faceva gli onori di casa, in tutti i sensi, nella doppia veste di attore e produttore del film “Senza nessuna pietà”, siamo stati fra i pochi esclusivi visitatori sul set. Nel cuore del Pigneto.

“Senza nessuna pietà” è prodotto da Rai Cinema, Lungta Film. Tra gli interpreti Greta Scarano (Tania), Claudio Gioè (Roscio), Isir Peynado (Pilar) e Dayami Couret (Maria), Adriano Giannini e Ninetto Davoli.


Si tratta di un film nuovo e prepotente, interamente ambientato a Roma. Qui siamo nella pancia di uno dei quartieri più vivi della città. Quel Pigneto che ospita sempre innovazione e tradizione.


Favino, che ci ha confessato di aver un ottimo rapporto con il web e con il social (quindi potete scatenarvi a criticarlo sul sito ufficiale che controlla regolarmente!), ci spiega come la casa sia stata “totalmente scenografata” per l’occasione. Sembra incredibile, vero?

Nella foto di copertina (by Angelo Di Pietro) ci sembra di essere in una deformazione attuale di un famoso ritratto realistico di Gerolamo Induno (Triste Presentimento).

La trama del film del resto è drammaticamente, attuale e moderna.

Mimmo (Pierfrancesco Favino) vorrebbe fare solo il muratore, perché gli piace più costruire palazzi che rompere ossa. Invece recuperare crediti, con le cattive, è parte integrante del suo mestiere, almeno secondo il signor Santili (Ninetto Davoli), suo zio nonché datore di lavoro. Mimmo vive in un mondo feroce dove si rispettano regole e ruoli, se si vuol tirare a campare senza problemi: giusto o sbagliato che sia, è l’unico mondo che conosce. Tutto cambia quando nella sua vita irrompe Tania (Greta Scarano), una ragazza bellissima che il Roscio (Claudio Gioè), il suo migliore amico, ha “rimediato” come intrattenimento per Manuel (Adriano Giannini), il figlio di Santili. Costretti da un imprevisto a passare la notte insieme, Mimmo e Tania si scopriranno uniti dal bisogno di sentirsi amati e dalla voglia di sfuggire a un destino già segnato. Ma non si può sperare in una nuova vita senza fare i conti con la vecchia.

Sul set romano di 'Senza nessuna pietà' con Pierfrancesco Favino é stato pubblicato su 06blog.it alle 13:42 di venerdì 04 ottobre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








04 Oct 14:38

W3C vuole standardizzare i DRM, Firefox non li implementerà (forse) [prognommers]

W3C vuole standardizzare i DRM, Firefox non li implementerà (forse)

http://boingboing.net/2013/10/02/w3c-green-lights-adding-drm-to.html

Nello specifico, il W3C supporterà ”playback of protected content” ed andrà avanti con la definizione della specifica EME (Encrypted Media Extensions), che definisce delle API per controllare la riproduzione di contenuti criptati.

Come potete vedere da questo ticket, probabilmente Firefox piscerà il W3C.

03 Oct 12:09

La polizia francese attiva 37.000 terminali Linux, uno "switch" nazionale

by Francesco Lanza

La Gendarmerie francese è dal 2001 paladina dell’open source. Ora che il supporto per Windows XP viene meno, hanno deciso di convertire tutto il parco macchine a Linux.

Un’intera forza di polizia statale che passa all’open source? È appena successo in Francia. Mentre i PC subiscono il primo tracollo commerciale della storia, sostituiti rapidamente dai tablet e dagli smartphone, gli uffici non possono ancora fare a meno dei desktop.

L’adozione di Linux è rallentata presso i privati, ma questo non vuol dire che il sistema operativo con licenza GNU sia meno usato o popolare: di fatto la Gendarmerie l’ha ritenuto l’alternativa migliore per i propri sistemi gestionali.

La distro usata è creata apposta per lo scopo, ed è basata sul solito Ubuntu: tanto per essere originali si chiama GendBuntu.

Pionieri dell’open source

La Gendarmerie francese è sempre stata piuttosto entusiasta delle licenze open source, al punto da finire sulle pagine dei giornali per altre decisioni pionieristiche in merito: nel 2001 la forza di polizia è passata a OpenOffice, dichiarando il formato .odf uno standard nazionale.

A quanto pare la Gendarmerie era piuttosto appassionata ad un prodotto Microsoft in particolare, Windows XP. GendBuntu è stato avviato come progetto all’avvento di Vista, ritenuto completamente inadatto alle necessità del corpo.

Usare Vista avrebbe richiesto comunque un corso di aggiornamento, quindi la Gendarmerie ha investito in ricerca e nel corso di questi anni ha sviluppato la distro fino a renderla matura a sufficienza per un imponente switch, che coinvolgerà l’attivazione di 37.000 terminali, che saliranno a 75.000 PC desktop con GenBuntu alla fine del 2014.

La forza di polizia francese acquista circa 10.000 computer all’anno, e già da parecchio il 90% di essi sono comprati senza OS allo scopo di installare Linux. La messa in opera di 37.000 terminali di quest’anno e del prossimo è motivata dall’obsolescenza di Windows XP, il cui supporto è destinato a cessare il prossimo aprile.

Foto | Flickr
Via | Wired

La polizia francese attiva 37.000 terminali Linux, uno "switch" nazionale é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 10:54 di giovedì 03 ottobre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








02 Oct 19:27

Camion bar e commercio ambulante a Roma. C'è la mafia, quella vera, ma non si può dire. Ecco una storia

by Massimiliano Tonelli
Nella capitale non avremo mai varietà nel mercato dei camion bar. Questa amara verità abbatte ogni utopia proposta in tanti articoli di questo blog. Non avremo mai un paninaro rustico. Non avremo mai la vendita di prodotti kilometri zero. Non avremo mai bike-chef. Non avremo mai gelaterie, pizzerie, piadinerie o altro. Londra e New York saranno sempre irraggiungibili nonostante le nostre potenzialità siano maggiori: maggior possibilità di stare all'aperto grazie al tempo, una tradizione straordinaria sullo street food...
La causa? Monopolio malavitoso delle licenze di vendita ambulante. Bandi vinti casualmente tutti dalle stesse persone dal 1995 ad oggi. Bandi tenuti stretti o venduti a cifre esorbitanti "con sorpresa" finale. 

Ma vi racconto la mia storia. Anni fa membri della mia famiglia ebbero la sfortunata idea di immettersi nel mercato della vendita ambulante. Un Burger-Van Camper in stile Americano... grandi panini, eccellente carne, prezzo corretto. Sull'onda dell'euforia comprammo una licenza per la "modica" cifra di 550.000 euro, grazie a degli intermediari politici e amministrativi che facevano da tramite nella compravendita di questi titoli. Convinti del possibile successo ci indebitammo pesantemente per avviare l'attività entro 2 mesi. 
La nostra avventura nel mercato ambulante non durò che due settimane.
Tre giorni dopo l'avvio dell'attività si presentarono a casa quattro uomini che rappresentavano il vecchio proprietario del permesso di vendita del Comune, membro di una famiglia di ambulanti  molto nota. Dichiararono che volevano riacquistare la licenza che avevo ottenuto pochi giorni prima per il prezzo di 300.000 euro (più o meno la metà di quanto la pagammo noi!). Rifiutammo naturalmente, e loro se ne andarono. Per pura combinazione a mattina dopo il Burger-Van Camper non era più nel nostro garage. Con una cadenza di tre giorni i quattro uomini tornavano con le carte per farci firmare la cessione. Chiamai Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza. Con una farsa teatrale degna dei peggiori teatri di Broadway gli agenti arrivavano, facevano due domande e poi sparivano. Facemmo denunce. Il Burger-Van però non si trovava. Cosa tristissima: Vigili Urbani che con una strafottenza tipica dell'ignorante romano, in falsa confidenza, mi consigliavano di vendere la licenza, facevano moral suasion su di me invece di occuparsi di ritrovare il nostro mezzo rubato. Gli intoccabili insomma colpirono e abbatterono il nostro piccolo business, senza alcuna pietà. Al quindicesimo giorno il Van venne trovato nelle vicinanze di un campo Rom in zona Eur, era stato dato alle fiamme. Rivendemmo, perdendo tanti soldi, la licenza a quel gruppo familiare di affari che ce l’aveva chiesta due settimane prima.

Contattammo la stampa... sperando in quel quarto potere che potesse smuovere le acque. Ma nulla. Tutto si è svolto nell’anno 2009, non secoli fa.

Qualche episodio ancora? Il primo giorno lavorammo in Piazza Risorgimento nel punto che è attualmente occupato dai parcheggi per le ricariche delle auto elettriche. Evidentemente negli ultimi anni alcuni posteggi per il commercio ambulante sono o finiti nel dimenticatoio o son stati rimossi. Il primo è stato anche l’ultimo giorno di tranquillità e dunque l’unico giorno in cui possiamo calcolare il guadagno. E capire quanto incassa un camion bar a Roma in una zona strategica. Ebbene stando tutta la giornata a Piazza Risorgimento – i nostri panini fecero un successone – ci ritrovammo con un incasso complessivo di diecimila euro. 10.000 euro, lo scrivo anche a numeri. Questo direi che fa capire quali interessi ci sono dietro a questo settore e quale entità di ricchezza il Comune lascia nelle mani degli operatori senza chiedere in cambio granché, se non un po’ di mazzette per vigili e funzionari e poche centinaia di euro l’anno di occupazione di suolo pubblico. Il secondo giorno di apertura del chiosco lavoravamo su Via del Viminale (nessuno lo sa perché il comune non fa manutenzione della segnaletica o se ne dimentica, ma lì c’è uno stallo autorizzato per vendita ambulante a rotazione non fissa) sperando nella clientela del Ministero e degli uffici della Banca d'Italia.
Dopo due ore circa che eravamo posizionati regolarmente in sosta, accanto cassonetti e fontanella, arrivano i vigili urbani alle 13 in punto, proprio durante la pausa pranzo, e ci obbligano a chiudere l'attività temporaneamente "per accertamenti". Ricordo che erano due uomini e una donna. Smontarono per controlli i tre quarti del camper non trovando irregolarità, ma facendo comunque una multa di 700 euro perché secondo loro l'insegna sul tettuccio oltre ad essere troppo "invasiva" (testuali parole) non era fissata correttamente e quindi era un carico sporgente e pericoloso. Praticamente una giornata persa, con oltre il danno anche la beffa.
Il giorno successivo, terzo ed ultimo giorno di vita del camper, ci fu l'evento comico. Posteggiati regolarmente in Via del Castro Laurenziano di fronte alle facoltà di Economia ed Ingegneria de La Sapienza, alle 12 circa si ripresentarono gli stessi Vigili Urbani del giorno prima, gli stessi che pattugliavano l’area del Viminale il giorno successivo avevano cambiato zona e Municipio. Erano in tutta evidenza al servizio non del Comune, non dei cittadini, ma di chi voleva eliminarci.  Per loro sfortuna rimuovemmo l'insegna incriminata la sera prima. Non avendo trovato nulla di irregolare (erano d'altronde passate neanche 24 ore dall'ultimo controllo) il gentile gruppo rimase però con la macchina della municipale parcheggiata sul davanti per oltre un'ora mentre loro intanto facevano finta di controllare motorini ed universitari. Decidemmo di spostarci e di cambiare zona. Ma poi il giorno dopo, come raccontato sopra, tutto precipitò.
Lettera Firmata

*Caro Amico,
erano altri tempi. Ora la situazione è maturata, molto. Confidiamo che le cose inizino a cambiar. Non può che andare così… La tua storia palesa il vero motivo dell'affermarsi di questi potentati para-criminali: la corruzione dei Vigili Urbani. Ma anche questo bubbone, con la crisi che sta mettendo intere famiglie per la strada, vedrai come finirà. Con le buone o con le cattive... Questa storia, intanto, la dedichiamo al nuovo capo dei Vigili Urbani, per fortuna non un Vigile Urbano! Chissà che non voglia aprire un'inchiesta, trovare nomi e facce dei Vigili non dovrebbe essere cosa così remota. Chiediamo ai nostri lettori di divulgarla il più possibile.
-RFS


30 Sep 19:02

Inquinamento: a Taranto una coppia su quattro è sterile

by Davide Mazzocco

In un convegno organizzato dagli Ordini dei medici e degli odontoiatri di Taranto e Brindisi è emerso come il 26% delle donne dell’area adiacente all’Ilva sia in menopausa precoce

È allarme sterilità a Taranto. I dati sull’aumento dell’infertilità è un’altra delle molte eredità che l’inquinamento prodotto dall’Ilva ha lasciato alla città pugliese. L’ennesimo allarme sui rischi per la salute connessi all’attività dello stabilimento Ilva di Taranto arriva da un convegno che è stato organizzato dagli Ordini dei medici e degli odontoiatri di Taranto e Brindisi.

Oltre al dato sull’infertilità di coppia è emerso come il 26% delle donne sia in menopausa precoce.

In uno studio che abbiamo presentato l’anno scorso al congresso della Società europea di embriologia abbiamo evidenziato nelle donne, e in particolare nelle cellule della granulosa che sostengono l’ovulo nella crescita e lo portano nella maturità, delle alterazioni nella catena di espressione dei recettori per gli estrogeni, sostanze che sostengono la crescita follicolare e la maturazione ovocitaria,

ha dichiarato la ginecologa Raffaella Depalo, dell’Unità di Fisiopatologia Riproduzione Umana del Policlinico di Bari, che ha suggerito come la gravità della situazione renda necessaria l’istituzione di un osservatorio epidemiologico.

Secondo le ricerche, anche con il blocco totale delle attività dell’Ilva a partire da oggi, i tarantini continueranno a pagare le conseguenze sanitarie almeno per le prossime tre generazioni. Secondo Agostino Di Ciaula, presidente della sezione pugliese dell’Associazione internazionale Medici per l’ambiente,

è urgente chiudere i rubinetti dell’inquinamento prima di pensare a qualsiasi altra cosa.

Via |  La Gazzetta del Mezzogiorno

Foto © Getty Images

 

 

Inquinamento: a Taranto una coppia su quattro è sterile é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 12:51 di lunedì 30 settembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








29 Sep 12:28

scienceisbeauty: What nature can do in a few minutes. On...







scienceisbeauty:

What nature can do in a few minutes. On September 24, 2013, a major strike-slip earthquake rattled western Pakistan, killing at least 350 people and leaving more than 100,000 homeless. The 7.7 magnitude quake struck the Baluchistan province of northwestern Pakistan. Amidst the destruction, a new island was created offshore in the Paddi Zirr (West Bay) near Gwadar, Pakistan.

Credit: Jesse Allen and Robert Simmon, using EO-1 ALI data from the NASA EO-1 team.

Source: Earthquake Births New Island off Pakistan (NASA Earth Observatory)

27 Sep 15:32

La bomba fine di mondo: FAQ

by di Alessandro Gilioli

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La strada scelta da Berlusconi, alla fine, è quella che si era anticipata qui, l’8 settembre scorso. Era, del resto, la più prevedibile. Vediamo cosa ci aspetta, quindi.

Il Cavaliere vuole elezioni anticipate?
A questo punto è evidente. Le dimissioni di massa, aldilà dei controversi effetti pratici, sono un tentativo di delegittimare l’attuale Parlamento, per farne un altro. D’altro canto è da settimane che Berlusconi sta preparando la campagna elettorale, vuoi con il rilancio di Forza Italia vuoi con la prenotazione nelle città dei cartelloni ’sei per tre’, confermata dallo stesso Pdl.

Qual è lo scopo?
Evitare il voto dell’Aula del Senato sulla sua decadenza. Con le elezioni anticipate, lo scudo di senatore gli resta finché non vengono elette nuove Camere.

Perché?
Se si sospende l’attività del Senato, Berlusconi si toglie dai piedi l’applicazione immediata della legge Severino. Così resta parlamentare finché non vengono esauriti altri tre passaggi: la Corte d’Appello gli ricalcola l’interdizione dai pubblici uffici, la Cassazione conferma questo ricalcolo, il prefetto di Campobasso applica l’interdizione (essendo il Molise il suo collegio di elezione). In tutto, possono passare altri cinque o sei mesi: si va almeno a fine febbraio.

E cosa se ne fa B. di arrivare a fine febbraio?
Nella testa di Berlusconi, il caos delle prossime settimane dovrebbe essere tale da costringere Napolitano a sciogliere le Camere non oltre la fine di ottobre, consultazioni comprese. Dal momento dello scioglimento delle Camere al nuovo voto, come noto, passano tra i 45 e i 70 giorni. Quindi si potrebbe andare alle urne, ad esempio, in una domenica tra il 15 dicembre e il 5 gennaio. O anche un paio di settimane più in là: quello che gli basta è anticipare l’applicazione dell’interdizione dai pubblici uffici. L’obiettivo è chiaro: farsi rieleggere prima della decadenza, ottenere un Parlamento dalla sua parte e, immediatamente, garantirsi apposite leggi ad personam, insomma un salvacondotto.

Ma può farsi rieleggere? La legge Severino non glielo impedisce?
Certo che glielo impedisce, in teoria. Ma siamo daccapo con gli scazzi degli ultimi mesi: lui sostiene che la Severino non può applicarsi al suo reato perché questo è precedente l’approvazione della legge, e che in ogni caso la Costituzione gli garantisce il diritto di vedersi approvata o negata l’elezione dalla Camera di appartenenza. Quindi è pronto a ricorrere al Tar e al Consiglio di Stato, ma soprattutto a fare la vittima in campagna elettorale. Ad ogni modo, anche se personalmente non ottenesse un seggio, l’obiettivo è disporre al più presto di una maggioranza che gli faccia un qualche tipo di salvacondotto.

Però non si sono mai viste elezioni a Natale. E poi c’è la legge di stabilità da approvare.
Ormai a Berlusconi non frega nulla né della prassi, né della legge di stabilità. Semmai qualche problema potrebbe arrivare dalla Consulta, che il 3 dicembre deve decidere sulla costituzionalità del Porcellum, ma la questione è giuridicamente complessa e probabilmente si finirebbe per votare lo stesso. Tra l’altro in realtà c’è un precedente di voto ‘natalizio’ in Italia, seppure locale: le regionali che si sono tenute in Abruzzo il 15 dicembre del 2008 (vinte dal Pdl).

Ma come si è arrivati a questo punto?
Berlusconi si è deciso a scagliare la bomba ‘fine di mondo’ quando ha capito due cose. Primo, che i margini di mediazione con Napolitano si erano esauriti di fronte alla questione della cosiddetta ‘esaustività’ della grazia: il Quirinale era disposto a un atto di clemenza ma solo per la pena principale e non per quella accessoria (l’interdizione), come del resto anticipato dal comunicato di agosto del Colle. Secondo, il Cavaliere ha orecchiato che nei tribunali di Milano, Bari e Napoli le cose non si stanno mettendo bene per lui: quindi teme che una volta decaduto da parlamentare, gli arrivi un mandato d’arresto. Con il carcere vero, non domiciliari o servizi sociali.

Ma è uno scenario realistico? Rischia davvero le manette, se decade da parlamentare?
Questo lo sanno solo i giudici delle tre città citate. Certo è che il suo curriculum per quanto riguarda il rischio di inquinamento delle prove è pessimo: è di corruzione giudiziaria che è indagato a Bari, è per aver pagato dei testimoni del processo Ruby che sarà probabilmente indagato a Milano. Quanto al pericolo di fuga, dispone di aerei privati che gli consentirebbero di andarsene anche se gli hanno ritirato il passaporto. Insomma, potrebbero non mancare i presupposti per un provvedimento cautelare, che non avrebbe direttamente a che fare con la condanna definitiva per frode fiscale.

Funzionerà o no questa ‘bomba  fine di mondo’ di Berlusconi?
È una partita aperta. Gli ostacoli sulla sua strada sono fondamentalmente tre.

Primo?
Napolitano, è ovvio: fallita la trattativa, la rottura ora è evidente. Il Quirinale farà di tutto per non andare al voto, tanto meno così in fretta. Berlusconi potrebbe strepitare all’infinito, ma il Colle per contro potrebbe tirarla in lungo con consultazioni, preincarichi, incarichi e così via.

Secondo?
I ‘riservisti’, come vengono chiamati. Cioè i parlamentari del Pdl o di forze limitrofe (tipo Gal) che potrebbero cambiare casacca per sostenere un altro governo dopo quello attuale: vuoi un Letta bis, vuoi un esecutivo retto da Grasso o da altre figure ‘di profilo istituzionale’. Con una dozzina di ‘riservisti’, Berlusconi finirebbe all’opposizione e non riuscirebbe a far sciogliere le Camere.

Terzo?
Chi l’ha detto che andando a votare a gennaio Berlusconi ottenga la maggioranza in entrambe le Camere? Al momento i sondaggi parlano di un nuovo pareggio. In questo senso, si dice attorno a Forza Italia, Berlusconi teme soprattutto l’ascesa di Renzi.

Quindi cosa ci aspetta?
Se ci si arriva, la campagna elettorale più violenta di sempre. Del resto, è la bomba fine di mondo.

27 Sep 15:30

Science fiction starships, an extensive size comparison

by Nathan Yau

Spaceships, size comparison

A while back we saw a size comparison of random spaceships. That one pales in comparison to this extensive version by Dirk Loechel. It's got ships from Star Wars, Star Trek, EVE, Babylon 5, Starship Troopers, Titan A.E., and oh so much more.

Be sure to see the full-sized version here. [via Kotaku]

26 Sep 18:02

Grazie a Berlusconi, Air France paga Alitalia150 milioni invece che 6 miliardi

Grazie a Berlusconi, Air France paga Alitalia150 milioni invece che 6 miliardi: Uno scherzo...
26 Sep 18:02

Quanto è bluff questo bluff

by di Alessandro Gilioli

Stamattina ad Agorà, fuorionda, si chiacchierava con Roberto Giachetti su quello che potrebbe succedere se davvero i parlamentari del Pdl si dimettessero, e se per assurdo le loro dimissioni fossero accettate dall’Aula.

Ovviamente, subentrerebbero i primi dei non eletti.

Poniamo anche caso che per fedeltà al capo pure questi si dimettano: subentrerebbero quelli dopo.

Alla fine arriverebbero in Parlamento gli ultimi in lista, quelli che si mettono sempre come ‘riempitivi’: la zia del consigliere comunale, il compagno di calcetto dell’assessore provinciale.

Insomma, gente che di mestiere fa l’impiegato, la casalinga, il fattorino: molto prima che il politico. E che da un giorno all’altro si troverebbe a 12 mila euro al mese, treni gratis, mi faccia passare che sono un onorevole.

Col cacchio che lascerebbero la poltrona, quelli.

Scenario fantascientifico, lo so: ma per farvi capire quanto bluff è questo bluff.

Tra l’altro, in caso, si realizzerebbe il paradosso buffo proposto dalla mia collega Beatrice Dondi: «Scusate, ma se il 4 ottobre Silvio decade e i parlamentari del Pdl si dimettono in massa, qual è la cattiva notizia?».

26 Sep 07:44

Tredicine difende l'impero dei paninari:«Camion bar via dal Colosseo? Sarà guerra»

by Luca Zanini
Bowman

grrr

Alfiero, della dinastia dei caldarrostai, contro l'emendamento al decreto Valore Cultura (ora in Senato) che vieterebbe agli ambulanti le aree intorno ai monumenti
25 Sep 18:22

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