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Nature 518, 7537 (2015). doi:10.1038/518005a
Europe’s researchers should grab every opportunity to ensure that funds redirected towards strategic investment will not miss science altogether.
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Nature 518, 7537 (2015). doi:10.1038/518005a
Europe’s researchers should grab every opportunity to ensure that funds redirected towards strategic investment will not miss science altogether.
We study the fluctuations of the light emitted by two identical incoherent point sources in a disordered environment. The intensity-intensity correlation function and the speckle contrast, obtained after proper temporal and configurational averaging, encode the relative distance between the two sources. This suggests the intriguing possibility that intensity measurements at only one point in a speckle pattern produced by two incoherent sources can provide information about the relative distance between the sources, with a precision that is not limited by diffraction. The theory also suggests an alternative approach to Green function retrieval technique, where the correlations of the isotropic ambient noise detected by two receivers are replaced by a measurement at a single point of the noise due to two fluctuating incoherent sources.
Nature Photonics 9, 126 (2015). doi:10.1038/nphoton.2014.322
Authors: Puxiang Lai, Lidai Wang, Jian Wei Tay & Lihong V. Wang
Nature Photonics 9, 76 (2015). doi:10.1038/nphoton.2014.325
Author: Fernando Martín
Elegant experiments performed with X-rays and a double slit formed from molecular oxygen have finally made it possible to realize and test a long-standing and famous gedanken experiment in quantum mechanics.
Nature Photonics 9, 78 (2015). doi:10.1038/nphoton.2015.1
Authors: Kevin P. Homewood & Manon A. Lourenço
The development of a group IV semiconductor laser that is CMOS-compatible represents a step towards the creation of fully integrated electronic and photonic circuitry.
Nature Physics 11, 105 (2015). doi:10.1038/nphys3229
Author: Christopher Jarzynski
Our framework for understanding non-equilibrium behaviour is yet to match the simplicity and power of equilibrium statistical physics. But recent theoretical and experimental advances reveal key principles that unify seemingly unrelated topics.
Jacopo.bertolottiThis issue of Nat Phys is dedicated to out of equilibrium physics. This brief editorial is a summary of what they are presenting.
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| Andiamo avanti così, continuiamo a togliere ore di geografia a scuola, ché tanto non serve a niente. |
Se ne leggono di tutti i colori sulla Grecia, il default, l'uscita dall'euro, i tedeschi cattivi ... Fra i mille strawmen disponibili abbiamo scelto uno, due e tre, numerati in ordine di (rapidamente crescente) assurdità. Il primo contiene un argomento coerente. Gli altri due sono esempi del tipo di "argomentazioni libere" che vanno invece maggiormente di moda nell'opinione pubblica italiana. Dopo il debunking di un certo numero di assurdità arrischieremo alcune osservazioni nostre sul tema in questione.
Quest’estate ho scritto per Peregrine (una pubblicazione della Hoover Institution) un articolo intitolato “Qual è il numero ottimale di immigrati negli Stati Uniti?” (qui la versione originale e qui un podcast, entrambi in inglese) La mia risposta: 2.002.052.035 (due miliardi, due milioni, e cinquantaduemilatrentacinque). Dico sul serio.
La superficie degli Stati Uniti è pari a 9 milioni di chilometri quadrati, circa 33 persone per chilometro quadrato. Nel Regno Unito ci sono circa 250 persone per chilometro quadrato. Se lasciassimo arrivare negli Stati Uniti un paio di miliardi di persone, raggiungeremmo una densità di popolazione inferiore a quella del Regno Unito. Perché proprio il Regno Unito? Beh, mi sembra un bel un paese, tutt’altro che sovrappopolato. Anche in Olanda si vive bene, con 483 persone per chilometro quadrato.
L'originale in inglese e' stato pubblicato il 25 giugno 2014 su The Grumpy Economist.
A seguito dell'articolo sui "brevetti generalizzati" abbiamo ricevuto svariati commenti e segnalazioni di casi "esemplari". Un paio li abbiamo messi come commenti all'articolo in questione ma il presente, più dettagliato, ci pare meriti un post a parte. Riportiamo qui un documento ricevuto alcuni giorni fa da un gruppo di ricercatori dell' ENEA, l'ente pubblico di ricerca sull'energia.
Ecco il testo che abbiamo ricevuto:
Un democristiano alla guida del Paese. E Mattarella al Quirinale.
Sergio Mattarella sarà il primo siciliano a guidare il Quirinale. Almeno direttamente.
Sul nome di Mattarella sono confluite tutte le personalità del Pd. Comprese le due di Civati.
(Non ho mai visto il Pd così compatto. Mi ricorda la Corea del Nord)
Berlusconi: “Renzi ha tradito il Nazareno”. Secondo copione dovrebbe impiccarsi.
Salvini rifiuta di considerare suo presidente un siciliano. Il suo partito si trova meglio con i calabresi.
I grillini: “Aspettiamo Mattarella al varco”. Vogliono portarlo a visitare il loro mondo parallelo.

Clicca per leggere la biografia di Sergio Mattarella
Per Renzi consultazioni rapidissime. A un certo punto ha doppiato Bersani che stava finendo quelle del 2013.
Il premier: “Se si sceglie un candidato si vota quel candidato”. Detta così sembra banale, ma tenete presente che stava parlando al Pd.
Alfano: “Non è il momento di un tecnico al Quirinale”. Riparare Napolitano non conviene.
Il Movimento 5 Stelle punta su un Pm, mentre il Pd su ex Dc. Le sigle sono bestemmie.
Il M5S sceglie il giudice Imposimato. Ha pesato l’esperienza a Forum.
Tra i candidati dei grillini c’è anche Bersani. A oggi è l’unico che li abbia mai presi sul serio.
Nel M5S si fa il nome di Bersani. Ma i dissidenti non ci stanno: “È un cognome”.
Salvini e la Meloni propongono Feltri. Un calcio nei coglioni non era candidabile.
Antonio Razzi: “Se Berlusconi me lo chiede, voto pure Totò Riina”. Ecco, adesso gli ha bruciato il candidato.
Secondo diversi sondaggi è Magalli il presidente voluto dagli italiani. Ecco perché non ci lasciano decidere nulla.

I scrutinio
(Imposimato 120 – Feltri 49 – bianche 538)
A votare per primi i senatori a vita. Non si sa mai.
Emozione per il ritorno di Napolitano alla Camera. “Non mi prendono più! Non mi prendono più!”
Napolitano infila la scheda nell’urna. O forse era un badge.
In attesa di Mattarella, maggioranza compatta di schede bianche. Prima del nome, votano il concetto.
Il M5S seguirà le indicazioni della rete. Voteranno “Greta e Vanessa troie”.
Alcuni grillini hanno votato Rodotà. Devono avere una connessione di merda.
(La Boldrini legge le schede “Rodotà” con la stessa faccia di chi trova diecimila lire in una vecchia giacca)
Al primo scrutinio contate 538 schede bianche. Poi le hanno girate.

II scrutinio
(Imposimato 123 – Feltri 51 – bianche 531)
La seconda votazione procede spedita. Le matite sono già leccate.
Un fuorionda di Mentana fa il giro del web. È il primo da tre anni a questa parte.
Il Movimento 5 Stelle scrive a Renzi. “È incredibile quello che sta succedendo al Quirinale. CLICCA QUI!”
Napolitano fotografato mentre parla con la Boldrini. Stavano discutendo i termini del rilascio.
Silvio Berlusconi riunisce i grandi elettori di Forza Italia. Non succedeva dal ’92.
Mara Carfagna: “Non voteremo Mattarella, all’estero nessuno sa chi sia”. Seguendo la sua logica dovremmo eleggere Al Bano.
Minzolini non esclude la presenza di franchi tiratori. Teme il fango amico.
Quattro voti per Razzi. E tutti sulla stessa scheda.

III scrutinio
(Imposimato 126 – Feltri 56 – bianche 513)
126 voti a Imposimato. Un delicato omaggio a Borsellino.
Monti entra in Parlamento, vota e se ne va. Aveva pagato per quindici minuti.
I grillini valutano le possibili strategie. “In che modo possiamo continuare a non contare un cazzo?”
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle: “Non escludo che per la quarta votazione possiamo arrivare a un ragionamento”. Lo escludo io.
Il comune di Palermo blocca il traffico vicino a casa Mattarella. Con appena 35 anni di ritardo.
Serracchiani: “Con Mattarella abbiamo fatto un’offerta difficile da rifiutare”. Non mi sembra la frase migliore per promuovere un siciliano.
Alfano: “Voteremo Mattarella, ma Renzi ha sbagliato metodo”. È arrabbiato perché non lo hanno corrotto.
Il Pd: “Le riforme possiamo farle da soli“. Renzi ci riesce anche con i pompini.
IV scrutinio
(Mattarella 665 – Imposimato 127 – bianche 105)
Capolavoro politico di Renzi. Il nuovo presidente della Repubblica è un italiano.
Sergio Mattarella sarà l’ultimo baluardo a difesa della Costituzione. Come al solito la schiappa la mettono in porta.
Quattro minuti di standing ovation in Parlamento. Alla Boschi era caduta una penna.
Renzi twitta “Viva l’Italia”. Riesce a rendere democristiano anche De Gregori.
Il nuovo presidente della Repubblica arriva con la Panda. Temevo fosse il nome della moglie.
Mattarella si sposta in Panda. I grillini: “Inaccettabile, usi l’Apecar”.
Casini esulta. Stavolta è stato il carro del vincitore a venirgli addosso.
Berlusconi manda un telegramma a Mattarella. “Non sapevo fosse tuo fratello”.
Due voti anche a Napolitano. Tecnicamente è tentato omicidio.

Subito dopo l’elezione Mattarella visita le Fosse Ardeatine. È il suo modo di festeggiare.
Mattarella: “La priorità è la lotta alla mafia e alla corruzione”. Ah, scioglie le camere?
I parlamentari applaudono ogni volta che Mattarella pronuncia la parola “mafia”. Questo sì che è attaccamento alla maglia.
Mattarella ha dichiarato di voler rappresentare l’unità nazionale. Poi si è smaterializzato.
Il nuovo presidente della Repubblica è un tipo silenzioso che preferisce ascoltare. Almeno così ha scritto su un sito di incontri.
L‘ultima dichiarazione pubblica di Mattarella risale a parecchi anni fa. “Complimenti ai ragazzi di Bearzot”.
Berlusconi: “Mattarella è una brava persona”. Considerate che per lui lo era anche Mangano.
(Il sacrificio del fratello è una cosa che accomuna Mattarella e Berlusconi)
Per l’omicidio di Piersanti Mattarella furono trovati i mandanti ma non gli esecutori. Come per Prodi nel 2013.
A Mattarella si deve l’abolizione della leva obbligatoria. Non gli piacevano i fiori.
Rosy Bindi: “Mattarella è come un fratello”. Insomma scopare non se ne parla.
Ad assistere al giuramento anche i familiari di Mattarella. Volevano sentire che voce aveva.
Mattarella chiude augurando lunga vita alla Repubblica. La prima.
* * *[E non è tutto: qui trovate tutte le battute twittate sul profilo Spinoza Live durante le elezioni]
* * *Autori: masss, pollo, serena gandhi, zip, frandiben, guli1979, fdecollibus, pirata21, sirboneddu, sisivabbe, il mago di floz, a.mazed, mimoparlante, ordinary madness, cianciafrullo, christian du du, stark, dan11, frandiben, rubagalline, luca’s jokes, ‘lfoda, maurizio neri, naima84, cricon, gianlgab, notturnoconcertante, batduccio, mordicchio, luca preziosi, doppia g, venividiwc, misterdonnie e starrynight.
Illustrazioni: stark, lughino, sciscia, milingopapa.
Jacopo.bertolottiWho cares about microscopes? Just make a cell as big a s a football ball and you do not need a microscope!
Unconscious thought not so smart after all
Nature 517, 7536 (2015). http://www.nature.com/doifinder/10.1038/517537a
Author: Alison Abbott
Study on decision-making stokes controversy over power of distracted mind.
Technical support
Nature 517, 7536 (2015). doi:10.1038/517528a
Technicians are often under appreciated, but without them there could be no research.
Would it be possible for two teams in a tug-o-war to overcome the ultimate tensile strength of an iron rod and pull it apart? How big would the teams have to be?
—Markus Andersen
A couple dozen people could pull a half-inch iron rod apart.
Tug-of-war, a simple game in which two teams try to pull a rope in opposite directions, has a surprisingly bloody history.
I don't mean that there's some kind of gruesome historical forerunner of modern tug-of-war.[1]Although it's definitely an ancient sport, so I'm sure people have come up with all kinds of horrific variations over the centuries that I don't really want to spend hours reading about. Humans seem to be creative when it comes to that kind of thing. I mean that modern tug-of-war involves a lot more death and mutilation than you might expect—precisely because people underestimate how few people it takes to break "strong" things like heavy rope.
As detailed in a riveting article in Priceonomics, recent games of tug-of-war have resulted in hundreds of serious injuries and numerous deaths—all caused, one way or another, by ropes snapping. In particular, this seems to happen when large groups of students try to set a world record for largest tug-of-war game. When a rope under many tons of tension suddenly snaps, the recoiling ends can—and do—cause a terrifying variety of injuries.
Before we answer Markus's question, it's worth noting that the physics of tug-of-war can be a little tricky. It seems like common sense that the "stronger" team has an advantage, but that's not quite right. To win, you need to resist sliding forward better than the other team. If you can't resist sliding, then increasing your arm strength means you'll just pull yourself forward. Since sliding friction is often proportional to weight, tug-of-war on many surfaces is simply a contest over who's heavier.[2]Champion tug-of-war teams focus on body angle, footwork, digging into the ground, and timing pulls to throw off the other team. The strongest team in the world would lose a tug-of-war with a six-year-old and a sack of bricks, as long as the sack had a firm grip.
So, how much force can tug-of-war players exert?
A 2011 paper analyzing the immune systems of several "elite tug-of-war players"[3]The paper notes that "Few studies have been done to examine the effects of [the] tug-of-war sport on physiological responses," which seems likely enough to me. measured their average pull force (on a school gym floor) to be about 102.5 kilograms-force, or about 1.5x their body weight.
The ultimate tensile strength of cast iron is about 200 megapascals (MPa), so we can use a simple formula to figure out how many players would be needed to break one.
\[ \text{People required}=\frac{\pi\times\left(\tfrac{1}{4}\text{ inch} \right )^2\times200\text{ MPa}}{102.5\text{ kg}/\text{person}}\approx25\text{ people} \]
Two teams of 25 people[4]I originally wrote 25 people total, forgetting that two people pulling with 100 units of force each will produce 100 units of tension on the rope, not 200! Thank you for Gordon McDonough for pointing this out. could probably pull a half-inch iron bar apart. An inch-thick iron bar could be torn in half by teams of 101 people,[5]People often play tug-of-war with their dogs. Going by weight alone, 30 humans would probably be about evenly matched against 101 dalmatians. and a 2-inch-diameter bar would need over 400. It's hard to have a tug-of-war with something thicker than about 2 inches. Since you're not allowed to install handles on the rope,[6]Or wrap it around your hand, for reasons which will become clear if you read some of the articles on tug-of-war injuries. it has to be narrow enough to grip easily.
While "400 people" may be the limit for plain iron bars, there are much stronger substances out there. Common types of steel, for example, have a tensile strength about 10 times that of cast iron. Common half-inch rebar, for example, would in theory take teams of over 200 people to pull apart, compared to 25 for cast iron. Other substances are even stronger; a half-inch shaft made from high-grade steel or a polymer like Kevlar (or, theoretically, a solid silicon crystal) could handle the pulling force from teams of anywhere between 500 and 800 competitive tug-of-war players.
If we limit ourselves to a two-inch diameter rope, which seems to be about the maximum size for tug-of-wars,[7](William Safire returns from the grave to point out that it should really be tugs-of-war.) then the maximum number of tug-of-war players given a super-strong rope like Kevlar is in the neighborhood of 10,000.[8]Or several times that many, if they're not very athletic.
If we figured out how to manufacture large ropes out of graphene ribbons, which have tensile strengths over 10 times higher than existing materials, we could theoretically support a tug-of-war between teams of up to 100,000 players each. Such a rope would be over 200 miles long, and could stretch from New York to Washington.
If our experience with nylon ropes failing is any indication, when the graphene finally snapped, the death toll could be enormous among both players and bystanders. Lengths of graphene would crack across the landscape like bullwhips, slicing down forests and demolishing buildings.
In the end, trying to develop stronger ropes leads only to greater danger to everyone, both participants and bystanders. In the ultimate game of tug-of-war ...
... the only winning move is not to pull.
Giorni orsono, al teatro Parenti di Milano, dopo uno spettacolo didattico sui brevetti mi è capitato di lasciarmi intervistare per un giornale on line. Ne è venuta una cosa carina ma fatta un po' di corsa, che potete trovare in rete. Nel rileggerla mi son reso conto che m'era uscito di bocca - mal detto per la fretta del momento - un concetto che ho in mente da tempo e che mi sembra non del tutto inutile anche se, a ben pensarci, abbastanza ovvio. Ho preso l'intervista ed ho riscritto in italiano, elaborandole, le mie risposte.
La serata al Parenti era sui brevetti e la loro inutilità o, peggio, il loro essere dannosi. Quindi, con la giornalista, abbiamo cercato di chiarire perche' siano un “diritto di monopolio” concesso dallo Stato a dei privati, i quali ottengono cosi' un “privilegio” sull’utilizzo di certe idee perché lo stato glielo concede, non perché abbiano un qualche diritto "naturale" a tale monopolio né, tantomeno, perché i brevetti siano socialmente o economicamente utili.
Jacopo.bertolottiSecurity is problematic
A recently fixed vulnerability in the BlackPhone instant messaging application gave attackers the ability to decrypt messages, steal contacts, and control vital functions of the device, which is marketed as a more secure way to protect communications from government and criminal snoops.
Mark Dowd, a principal consultant with Australia-based Azimuth Security, said would-be attackers needed only a user's Silent Circle ID or phone number to remotely exploit the bug. From there, the attacker could surreptitiously decrypt and read messages, read contacts, monitor geographic locations of the phone, write code or text to the phone's external storage, and enumerate the accounts stored on the device. He said engineers at BlackPhone designer Silent Circle fixed the underlying bug after he privately reported it to them.
The vulnerability resided in SilentText, the secure text messaging application bundled with the BlackPhone and also as a free Android App in Google Play. A component known as libscimp contained a type of memory corruption flaw known as a type confusion vulnerability. Libscimp is the BlackPhone implementation of the Silent Circle Instant Messaging Protocol (SCIMP) and runs on top of the extensible messaging and presence protocol (XMPP). SCIMP is used to create secure end-to-end channels between people sending text messages. It handles the transportation of the encrypted data through the channel.
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Author(s): J. Cuerda, F. Rüting, F. J. García-Vidal, and J. Bravo-Abad
In the context of plasmonic nanolasers, it has been previously recognized that systems with physically extended modes (as opposed to isolated cavity modes) can support lasing, and plasmonic crystals are a platform for such effects. In the present paper the authors present a general study that explores, from a unified perspective, the lasing properties of plasmonic crystals incorporating optically pumped four-level gain media.

[Phys. Rev. B 91, 041118(R)] Published Mon Jan 26, 2015
Solo i fittoni* non cambiano idea. Mi capita ogni tanto, rileggendo un vecchio articolo, di chiedermi se avrei potuto scriverlo diversamente, aggiungendo o togliendo materiale, oppure usando un modo completamente diverso per esporre l’argomento e i ragionamenti successivi. Ci riflettevo in questi giorni dopo aver notato alcune condivisioni sui social network del mio vecchio articolo su Rudolf Steiner e la Biodinamica, e le relative reazioni.
Per chi non se lo ricorda, ero partito da citazioni autentiche di Steiner, quelle più ridicole, come il suggerimento per scacciare i topi:
Catturate un topo abbastanza giovane e spellatelo in modo da recuperare la pelle. Ora avete la pelle (ci sono sempre abbastanza topi, ma devono essere topi di campo se volete fare questo esperimento). […] Quando Venere è nello Scorpione procuratevi la pelle di un topo e bruciatela. Raccogliete attentamente le ceneri e gli altri resti della combustione. Non sarà rimasto molto, ma se avete abbastanza topi è sufficiente.[…]
Così avete ottenuto la vostra pelle bruciata di topo quando Venere è nello Scorpione. E lì rimangono, in ciò che è stato distrutto dal fuoco, le corrispondenti forze negative nei confronti della capacità riproduttiva del topo di campo. Prendete la cenere e spargetela su tutto il vostro campo. In alcune zone può essere difficile: potete farlo anche omeopaticamente, non ne avete bisogno di molto.
Partire dalle frasi di Steiner serviva a mostrare come la Biodinamica non avesse un fondamento né teorico né empirico, visto che Steiner si è inventato tutto di sana pianta con le sue visioni esoteriche di forze astrali che agiscono sul mondo fisico. Ho poi analizzato i preparati biodinamici e raccontato come, a oggi, gli unici esperimenti scientificamente validi e controllati non abbiano mostrato alcun effetto riproducibile sulla qualità del vino prodotto da uve biodinamiche (il campo merceologico dove la Biodinamica “tira” di più e dove sono stati fatti più studi).
Togliendo la componente esoterico/astrologica (il “calendario astrale” ad esempio) che non ha alcun effetto dimostrato e l’uso dei preparati biodinamici (cornoletame, teschio di cervo, ecc.) quello che rimane è una delle tante declinazioni di agricoltura biologica possibile (e infatti gli esperimenti controllati lo confermano, e scusate se insisto su “controllati”: aneddoti e articoli scritti su siti web non valgono nulla).
Quindi, in estrema sintesi, il messaggio che io volevo arrivasse era:
1) La Biodinamica non ha fondamenti scientifici né empirici: è stata inventata di sana pianta.
2) Steiner non fornisce alcuna giustificazione sensata per i preparati biodinamici che suggerisce di usare.
3) Per avere la certificazione Demeter l’uso dei preparati biodinamici è obbligatorio.
4) Gli esperimenti controllati mostrano che i preparati biodinamici non hanno alcun effetto sul prodotto finale, indistinguibile con prove in cieco da quello prodotto senza l’uso dei preparati.
5) La “cristallizzazione sensibile”, la “dinamolisi capillare” e altro sono fuffa pseudoscientifica senza alcuna dimostrazione della loro efficacia: lettura dei fondi di caffè in grammellot pseudochimico.
In un articolo su una rivista scientifica normalmente dopo l’esposizione dei fatti accertati si procede alla discussione delle conseguenze logiche. Nei mie articoli divulgativi a volte questo lo faccio, altre volte no. Un po’ perché ho sempre il dubbio di “insultare” il lettore con ragionamenti che forse sembrano troppo banali, e conclusioni che discendono logicamente dai fatti. Allo stesso modo, non mi metto esplicitamente a elencare che cosa non discende dall’esposizione principale, anche per questioni di lunghezza degli articoli.
Ma forse sbaglio perché articoli che scatenano emozioni di vario tipo possono modificare in modo sostanziale la comprensione di un testo, specialmente se si mettono in dubbio l’universo valoriale, le convinzioni delle persone e l’immagine che hanno di sé. (poi, vabbè, questo accade pure agli scienziati, anche se non dovrebbe, ma è un’altra storia).
Alcune conseguenze logiche (un matematico direbbe “corollari”) nel caso in questione, in ordine sparso, sono:
a) Se il vino ti viene buono, il merito è di come lo fai tu, o del tuo territorio, e non dei preparati biodinamici. Come si dice: “hai il manico” (oppure “hai culo”
).
b) Se non usi i preparati e fai un vino che puzza, non sperare che, usando il cornoletame o la camomilla nella vescica di cervo, il tuo vino migliori.
c) Visto che i preparati non servono, puoi evitare di usarli se vuoi. Risparmierai e il tuo prodotto non cambierà. Però perderai la certificazione (nel caso tu ce l’abbia).
d) Senza preparati la biodinamica diventa sostanzialmente una agricoltura biologica.
NON sono conseguenze logiche invece le seguenti affermazioni:
e) Tutte le pratiche agricole suggerite in Biodinamica sono prive di senso
f) Il vino biodinamico fa sempre schifo
g) Il vino biodinamico è indistinguibile da vino prodotto nei vari modi che chiamiamo per comodità “convenzionali”
Tutte queste semplici considerazioni in un articolo scientifico sarebbero probabilmente fuori posto. In un certo senso sarebbe come suggerire che lo scienziato che legge non è in grado di trarre da solo le necessarie logiche conseguenze e che non sia in grado di mettere da parte le proprie convinzioni profonde. Si discutono invece conseguenze non banali e interessanti. Il tutto con il maggior distacco emotivo possibile, per non esserne coinvolti personalmente e limitarsi ai ragionamenti razionali.
Leggendo le reazioni sui social network alle condivisioni del mio articolo sono rimasto (ma solo inizialmente) stupito da quante persone letteralmente “schiumassero rabbia” dopo aver letto come ho preso in giro le idee di Steiner e mi sono fatto beffe di lui.
Da scienziato so che mai, in nessun caso, in una discussione scientifica, si devono “rispettare” le idee e le opinioni. Mai. Si rispettano gli uomini ma non le loro idee, che devono sempre essere messe alla prova anche duramente. Se le idee sopravvivono all’assalto all’arma bianca allora ne usciranno rafforzate. La scienza procede anche così.
Se invece risultano sbagliate vanno rifiutate e anche messe alla berlina. Anche se arrivano da premi Nobel: l’autorità non vale nella scienza, l’abbiamo detto mille volte. Si rispettano i fatti, scientificamente accertati fino a quel punto, almeno sino a quando qualcuno non porta fatti ed esperimenti nuovi. E ovviamente figure pubbliche, come un premio Nobel, vengono anche attaccate direttamente se si mettono a propugnare idee balzane non provate (vedi Watson, Mullis, Montagnier, Pauling,…).
Le reazioni rabbiose ai miei articoli sono arrivate spesso da produttori o da “giornalisti/scrittori/esperti di vino” che in qualche modo si sono sentiti offesi e presi in giro nelle loro convinzioni dal fatto che io avessi preso per i fondelli Steiner e avessi mostrato come le sue idee fossero prive di senso. Nonostante abbia citato solo frasi di Steiner stesso.
Come dicevo, nella scienza le opinioni, le idee, le convinzioni, la fede ecc. non si rispettano.
Ma in un articolo divulgativo? Che fare? Ecco su cosa riflettevo. E non mi riferisco al fatto che il “rispetto delle opinioni” sia un valore in sé. Non lo è nella scienza e non lo è per me. Da scienziato se le tue opinioni sono fondate sul nulla scientifico ho il diritto (e a volte anche il dovere) di dirlo. Ma da divulgatore ne faccio una questione di obiettivi da raggiungere. Nel caso in questione, iniziando il ragionamento prendendo per il sedere Steiner (e non nego che mi sia molto divertito a scrivere quel pezzo), e solo dopo passando in rassegna la scienza, ho ottenuto lo scopo che mi ero prefisso, cioè far arrivare il messaggio ai lettori?
Secondo me (ma ci sto ancora riflettendo) la risposta è “sì e no, dipende da quali lettori”. Probabilmente chi (e sono in tanti) non aveva mai sentito parlare di Steiner e di queste pratiche, e ha solo qualche volta acquistato un prodotto biodinamico, ma senza caricarlo di aspettative e senza costruire una immagine (positiva) di sé basata sul consumo di questi prodotti, si è messo a ridere. Forse –e questa era la mia intenzione– ora sarà in qualche modo “vaccinato” rispetto agli sproloqui esoterici. Se il prodotto era buono continuerà ad acquistarlo ma avendo qualche informazione in più per valutare il rapporto qualità/prezzo.
Chi ha reagito male invece appartiene quasi sempre ad altre categorie. Chi produce vino biodinamico, e quindi necessariamente ha fede nell’efficacia dei preparati. Chi per mestiere parla e scrive di vino, e ha cantato le lodi del vino biodinamico “in quanto tale” senza separare logicamente i vari aspetti. Chi si è implicitamente costruito una immagine di sé basata sui propri consumi (accade regolarmente nel campo gastronomico: basti pensare al biologico, al km0, ma anche al cibo cosiddetto gourmet, ai prodotti esclusivi, ai vini costosi, ai prodotti senza questo e senza quello, ecc..). Chi insomma in qualche modo era coinvolto emotivamente con la Biodinamica e leggendo il mio articolo si è fermato alla presa per i fondelli delle idee di Steiner e ha alzato il muro cognitivo.
È un errore di comunicazione che io stesso ho messo in evidenza parlando dell’omeopatia: se dici alla mamma, che somministra a suo figlio il (costosissimo) Oscillococcinum della multinazionale Boiron, che i granuli non contengono altro che banali zuccheri, senza principio attivo, devi mettere in conto che si irriti perché può pensare inconsciamente “mi stai dicendo che sono scema perché pago lo zucchero 2000 euro al kg? O peggio che non sono una buona mamma perché do una cosa senza alcun effetto a mio figlio?”.
Credo che su una (piccola) parte di lettori l’articolo sulla Biodinamica abbia fatto questo effetto: ha alzato il muro e soprattutto ha impedito loro di capire le conseguenze logiche a) b) c) e d), e realizzare che invece nessuno sosteneva e) f) e g).
“Tu mi stai dicendo che siccome i preparati biodinamici non hanno effetto allora il mio vino fa schifo?”
No, certo che no. Questa è una fallacia logica molto diffusa e causa di interminabili discussioni. (Inserite qui un pippone a scelta sulla necessità dell’introdurre il pensiero logico-razionale formale sin dalle scuole elementari, visto che non è innato nella specie umana).
Prendiamo la frase “Se piove allora ci sono delle nuvole”. Che succede se non piove? Che non ci sono le nuvole? Che c’è il sole? E chi lo sa! Semplicemente non lo posso dire. E di ciò che non si può dire si deve tacere. Sicuramente è falso far discendere che “Se non piove allora non ci sono le nuvole”. Nessuno sbaglierebbe discutendo di pioggia e di nuvole, ma innumerevoli discussioni un poco più complicate, anche pubbliche, sono viziate da ragionamenti logici errati come il precedente.
Quindi, insomma, il fatto che i preparati biodinamici non funzionino non ha implicazioni sulla qualità del vino che produci. E neppure su di te, giornalista, che lo hai lodato. Se l’hai assaggiato in cieco e, senza conoscere il prezzo, ti è piaciuto, non ho alcuna obiezione.
“Avrei dovuto scrivere il pezzo limitandomi agli (aridi) dati scientifici?” continuava la riflessione. Forse se non avessi messo in ridicolo le idee di Steiner (ma solo forse) avrei evitato il rifiuto di questi lettori verso il resto dei ragionamenti. D’altra parte l’articolo sarebbe indubbiamente risultato molto meno efficace per il restante (la maggioranza) pubblico. E qui entra anche in gioco il mio personale dualismo di essere sia scienziato che divulgatore.
Il divulgatore in me, se vuole essere efficace, mi dice che sicuramente sarebbe stato un errore limitarsi all’esposizione dei freddi dati scientifici. Ci sono delle esigenze narrative da rispettare e l’attenzione del lettore da conquistare. Mi avvisa però anche del limite: attaccare esplicitamente idee e opinioni, per scelta stilistica, porta come conseguenza la perdita di efficacia del messaggio per un determinato pubblico, anche se diventa più efficace per altri lettori.
Lo scienziato “razionalista militante” che è in me invece mi rammenta che è un dovere distruggere idee pseudoscientifiche, e rifiuta del tutto la vulgata diffusa per cui la visione scientifica (nei casi in cui vi siano effetti misurabili in linea di principio) sia solo “uno dei tanti modi egualmente legittimi di interpretare la realtà”. Anzi, rivendica orgogliosamente l’idea che la visione scientifica sia un prerequisito necessario (nei casi indicati) per ogni altro tipo di discussione e visione del mondo, che non può prescindere da questa, e quindi le altre sono in qualche modo vincolate a muoversi nei “paletti” che la scienza impone, che piaccia o meno.
L’evoluzione è un fatto. Punto. Rassegnati. Parla pure della tua religione ma ti bacchetto se la neghi.
La terra non è stata creata 4000 anni fa, e non ti puoi arrabbiare se in un museo scientifico te lo spiegano, anche se va contro le tue convinzioni religiose.
Gli OGM non sono sterili, non li fanno solo le multinazionali e neppure sono necessariamente brevettati. Lo sono invece alcune mele che probabilmente acquisti. Sei comunque contrario? Bene. Ma nei tuoi ragionamenti devi rispettare questi paletti. Risolviti le tue contraddizioni se te li creano.
I preparati biodinamici non hanno effetti. Se vuoi usali, così ti puoi certificare e sfruttare l’onda, ma non giustificarli con le pseudoscienze.
Insomma ci siamo capiti.
Scienziato e divulgatore sono spesso in conflitto su come trattare temi “spinosi”. E a volte, come in questo caso, non vedono altra soluzione accettabile che non “perdere” una parte del pubblico. Come già spiegavo in una puntata precedente di questa serie di riflessioni a ruota libera sulla divulgazione, a volte è necessario pensare a che pubblico ci si vuole rivolgere, e accettare di perdere per strada gli altri. Parlare agli “adepti militanti” costa una gran fatica e quasi sempre non serve a nulla. È per questo motivo che non mi metto a discutere con chi crede alle scie chimiche o con gli animalisti convinti oppositori della sperimentazione animale. È una inutile perdita di tempo.
Ma anche senza cadere in questi casi estremi, si deve anche accettare il triste fatto che non tutti riusciranno a cogliere i tuoi ragionamenti, neanche se li spieghi al meglio delle tue capacità.
“Non dimentichiamoci che la scienza non spiega tutto” per esempio è un refrain tipico in queste discussioni. Anche pronunciato da persone mediamente colte. Ho provato molte volte a spiegare a queste persone che ci sono sicuramente fatti accertati che la scienza attuale non riesce a spiegare, o non capisce (la medicina ne è piena per esempio), ma che in assenza di un fatto sperimentalmente accertato da indagare scientificamente l’obiezione è priva di senso. Qualcuno recepisce il punto. Altri no. Nel caso della biodinamica quale sarebbe il fatto accertato che la scienza non riesce a spiegare? Che il vino che hai assaggiato ti piace? E niente, se non comprendono proprio i passaggi logici è inutile perdere tempo.
Ma insomma, ho tratto delle conclusioni definitive dalle mie riflessioni? No (nonostante l’aiuto alle riflessioni fornito dalla grappa di Amarone). Forse avrei potuto attaccare le idee di Steiner dopo aver illustrato i risultati scientifici, o forse avrei dovuto inventarmi un espediente narrativo come quello dello zucchero più costoso al mondo, ma non mi è venuto.
In ogni caso, è importante tornarci su ogni tanto, perché solo i fittoni* non cambiano idea.
Alla prossima
Dario Bressanini
* Chiamasi ‘fittone’ il normale paracarro (cit.)
Author(s): H. S. Nguyen, D. Gerace, I. Carusotto, D. Sanvitto, E. Galopin, A. Lemaître, I. Sagnes, J. Bloch, and A. Amo
The flow of hybrid electron-photon states through a black-hole-like “acoustic horizon” may produce an observable signature of Hawking radiation.
[Phys. Rev. Lett. 114, 036402] Published Thu Jan 22, 2015
If you made an elevator that would go to space (like the one you mentioned in the billion-story building) and built a staircase up (assuming regulated air pressure) about how long would it take to climb to the top?
—Ethan Annas
A week or two, if you're a champion stair-climber. Or 12 hours if you're on a motorcycle.
A tower to space would be very different from a space elevator. A space elevator would be about 100,000 kilometers tall, while a tower "to space" would only need to be 100 kilometers. As Ethan mentions, it would need to be pressurized, with an airlock every few miles.
A stairway to space[1]If there's a bustle in your hedgerow, well, uh, boy, I don't know what to tell you. I guess ask it to leave? would have about half a million steps. World-champion stair-climbers[2]or "towerrunners" like Christian Riedl or Kristin Frey can travel roughly a Mount Everest's height in a day; Riedl set the half-day record last October by climbing 13,145.65 meters in 12 hours. At that pace—taking the other twelve hours to rest, eat, and sleep each day—it would take him a little over a week to reach the top.
Climbing all those stairs would burn calories, which would mean you'd need to carry food. It turns out that the most efficient food you can carry, in terms of calories per pound, is butter—which is why Arctic explorers carry so much of it.
Suppose your backpack holds 9 liters. Climbing 10 stairs burns about a calorie, which means climbing all the way up to space will burn about 72,000 calories. If you fill your backpack with butter, it would hold almost enough calories to get you to the top.
However, since it would take you weeks to climb all those stairs, you'd also need your normal dietary allowance of 2,000 calories (three sticks of butter) per day. Combining that with the 72,000 calories just from climbing the stairs, and you'd probably need to upgrade to a more serious 16-liter backpack. If you fill that backpack with butter, it will let you carry around 110,000 calories,[3]Coincidentally, about the amount you get from eating a human body. which should be enough to get you to the top if you're really dedicated.
If you didn't want to eat 35 pounds of butter,[4]For whatever weird reason. you could try getting to the top by motorcycle. Based on how quickly this rider ascends 45 stairs, a motorcycle could conceivably make it to the top in a day.
Ok, so you got to the top. Now what? Getting up to space isn't that hard, after all—the hard part is getting into orbit, and the tower doesn't help you very much with that.
So what else could you do?
Michael Longuet-Higgins was a research professor at the University of Cambridge and an expert in fluid dynamics, bubbles, and unusual types of waves.[5]Given his apparent research interests, this video would blow his mind.[6]Or this one, or this gadget, or this. In 1953, Dr. Longuet-Higgins was shown, by a colleague, an "interesting toy" which had recently appeared on the market. This toy, "Slinky," had some unusual properties. The professor immediately set to work analyzing it, and wrote up his results in a paper.
Dr. Longuet-Higgins first determined through mathematical modeling that the rate at which the Slinky descends steps should depend only on the properties of the spring itself, and not the size or shape of the stairs. He and his colleague conducted a series of experiments "on five different flights of stairs, of various dimensions, in Trinity College, Cambridge." Their conclusion: The Slinky descended a constant rate of about 0.8 seconds per step.[7]Except on some wide, flat stairs, where the Slinky "came to rest after three or four steps at most," which gives me a wonderful mental image of two disappointed British professors at the bottom of a staircase.[8]Sadly, this was before the invention of the StairMaster. Fun fact: After a surprise StairMaster management shakeup in 2011, for some reason not a single newspaper ran the headline "StairMaster CEO steps down".
Dr. Longuet-Higgins determined that the Slinky quickly reached a constant descent rate after first few steps. This tells us that if you placed a Slinky (similar to his) at top of the stairway to space, and gave it just the right nudge ...
... it would make it back to the bottom in just over five days.
Or, to put that in more appetizing units: