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08 Dec 17:57

[Report] Direct sampling of electric-field vacuum fluctuations

by C. Riek
The ground state of quantum systems is characterized by zero-point motion. This motion, in the form of vacuum fluctuations, is generally considered to be an elusive phenomenon that manifests itself only indirectly. Here, we report direct detection of the vacuum fluctuations of electromagnetic radiation in free space. The ground-state electric-field variance is inversely proportional to the four-dimensional space-time volume, which we sampled electro-optically with tightly focused laser pulses lasting a few femtoseconds. Subcycle temporal readout and nonlinear coupling far from resonance provide signals from purely virtual photons without amplification. Our findings enable an extreme time-domain approach to quantum physics, with nondestructive access to the quantum state of light. Operating at multiterahertz frequencies, such techniques might also allow time-resolved studies of intrinsic fluctuations of elementary excitations in condensed matter. Authors: C. Riek, D. V. Seletskiy, A. S. Moskalenko, J. F. Schmidt, P. Krauspe, S. Eckart, S. Eggert, G. Burkard, A. Leitenstorfer
08 Dec 17:49

[This Week in Science] Solving the problems with Li-air batteries

by Marc S. Lavine
Author: Marc S. Lavine
09 Nov 14:25

Correlation is not causation: "dopo di" non significa "a causa di".

by Salvo Di Grazia
Correlazione non è causalità.
È uno dei fondamenti della statistica a anche del diritto e della logica: "post hoc, propter hoc" ("dopo di questo, quindi a causa di questo"), due avvenimenti che hanno qualcosa in comune (per esempio uno che segue l'altro o il primo che è legato al secondo), non significa che il primo sia causa del secondo o che il secondo avvenga sempre quando ci sia il primo.
Difficile?
No, vi assicuro che è semplicissimo, tanto che si tratta di un fenomeno conosciuto da secoli, una "fallacia logica" comunissima. Se mangio una mela e scivolo, non significa che le mele facciano scivolare, se guardo in alto e mi fa male la testa, non significa che guardare in altro causi il mal di testa, anzi, per essere più precisi: non significa che necessariamente il guardare in alto possa causare il mal di testa.
Stiamo filosofeggiando?
Sì, tanto che anche un finissimo filosofo si occupò di uno degli errori più comuni della mente umana. David Hume

Noi uomini siamo ancora legati a superstizioni ed antiche credenze anche a causa di questo meccanismo, colleghiamo gli avvenimenti in maniera istintiva, il nostro cervello non si è evoluto negli ultimi due secoli, si sono evolute le conoscenze ma il cervello, fisiologicamente, le usa solo se le vuole e le sa usare.

Se un gatto nero ci attraversa la strada ed abbiamo un incidente in auto, i gatti neri portano sfortuna, è indubbio, se passiamo sotto ad una scala e poi cadiamo, le scale sono entità negative. Fortunatamente il progresso ci ha insegnato a distinguere le credenze dai fatti oggettivi e così riusciamo a fare differenza tra ciò che sembra e ciò che è.
L'argomento è stato trattato da tanti divulgatori, qualche interessante esempio lo troviamo qui e qui, ma non ne avevo mai parlato e quindi stavolta tocca a me.
Lo tratterò prendendo spunto da una delle più frequenti "correlazioni" mediche anche perché oggetto di discussioni infinite ed estenuanti, perché se la correlazione come causa è un comportamento umano, è invece un errore gravissimo nel campo degli studi medici che può avere conseguenze enormi (e negative).
Parliamo di vaccini.
Negli ultimi anni i vaccini causano (causerebbero) tutto: l'autismo, l'epilessia, i tumori, persino la sindrome di Down.
Ma è vero?

In realtà sappiamo dai (tanti) dati a nostra disposizione, che i vaccini causano pochi effetti collaterali, per la maggioranza banali e passeggeri. Per farci un'idea con i numeri possiamo controllare la banca dati della regione Veneto che, in 21 anni, ha raccolto le segnalazioni di eventi avversi legati alla vaccinazione. L'evento avverso più comune è stato la febbre (nel 68% dei casi) seguito dall'irritabilità (28,5%). In 21 anni (1993, 2014) sono state somministrate 30.514.170 dosi di vaccino (di vario tipo) e si è registrato un caso di evento avverso grave ogni 62.500 dosi per anno, la maggioranza degli eventi avversi gravi si è risolto e non ha lasciato alcuna sequela. In 21 anni sono segnalati 16 casi di sequele permanenti (cioè ancora presenti all'ultimo controllo), ovvero 1 ogni 2.000.000 di dosi (paralisi di un nervo cranico, accentuazione di strabismo preesistente, neuriti ed altri), nessun decesso.
I numeri parlano chiaro: i vaccini sono molto sicuri e causano molto raramente conseguenze gravi o permanenti. Non c'è nessuna evidenza, né scientifica né osservata, che possa collegare la vaccinazione all'insorgenza di malattie tumorali o autismo o epilessia.
Bene.
Perché allora si leggono spesso appelli allarmati su queste presunte correlazioni?
Perché ci sono medici che dicono "possono causare queste malattie"?
Perché ci sono genitori disposti a giurare che il problema del figlio (una delle malattie dette prima) sia con sicurezza conseguenza di una vaccinazione?

Escludendo la malafede (in caso di medici è quasi scontata, un professionista deve attenersi ai dati scientifici non alle "opinioni personali indimostrate"), nel caso dei genitori la risposta è spesso la più banale: hanno correlato due eventi vicini nel tempo trasformando il primo in causa del secondo.
La maggioranza delle malattie che secondo alcuni (profani) sarebbero sorte "a causa del vaccino" iniziano a manifestarsi (o sono diagnosticate) proprio nell'età in cui ci si vaccina. Come sappiamo la vaccinazione si fa nella primissima infanzia, proprio per proteggere questa fascia della popolazione (tra le più deboli) dalle malattie infettive. La correlazione principe di cui si è parlato spesso in questi anni è quella tra vaccini ed autismo. Scientificamente smentita, una delle affermazioni che si ripetono continuamente è: "il bambino stava bene, dopo la vaccinazione è diventato autistico".
Ad un occhio esperto questa sequenza temporale sembrerà ovvia quanto quella che dice: "il bambino stava bene, dopo aver visto i cartoni animati ha perso i denti da latte". Non sappiamo il giorno esatto in cui si perdano i "denti da latte" ma sappiamo che presumibilmente cadranno proprio nel periodo in cui i bambini guardano i cartoni animati, ovvio ma non così tanto.

Problemi di linguaggio non potranno che emergere quando il bambino inizia a parlare, problemi di movimento quando iniziano i primi movimenti "finalizzati" (camminare, gattonare, afferrare...). Problemi cognitivi quando il bambino inizia ad interagire con la società e così via.

La vaccinazione avviene proprio poco prima di queste fasi della vita. Il bambino stava bene, si è vaccinato ed è stato subito male.

Eppure, se su milioni di bambini non si è trovata nessuna correlazione tra vaccinazione e malattia, perché proprio quel bambino dovrebbe averla?
Appunto, non ce l'ha. La correlazione è un falso collegamento patogenetico, non sono stati i vaccini la causa di quel problema ma il problema è comparso subito dopo i vaccini.
Se usassimo questo metro, si potrebbe sospettare che la comparsa sia avvenuta dopo l'esposizione alla televisione, dopo il primo contatto con la plastica, dopo aver mangiato una particolare verdura o dopo la seconda volta che si è usato il biberon, le correlazioni saranno le stesse e ne possiamo trovare centinaia (e se fossero i pannolini?).
Di questo tipo di correlazioni ne esistono tante, sono talmente numerosi gli eventi nella vita umana (già dall'infanzia) che se volessimo "legare" due avvenimenti non ci sarebbe nessuna difficoltà a farlo.
È tanto "semplice" correlare due fatti che c'è anche un algoritmo per farlo che permette correlazioni davvero incredibili.
Sono correlazioni chiamate "spurie", ovvero reali ma che in realtà sono frutto del caso e questo lo sappiamo proprio grazie alla statistica medica. Più persone studiamo, più "campioni" abbiamo a disposizione, più possiamo essere relativamente sicuri della nostra conclusione e se pure siamo vicini al genitore convintissimo che i vaccini siano correlati all'autismo, possiamo dire con cognizione di causa che si sta sbagliando. La maggioranza delle correlazioni hanno dei "fattori confondenti", sono condizionate da tanti fattori che, se non identificati, fanno giungere a conclusioni errate. Bisogna insomma mettere una correlazione nel contesto giusto ed interpretarla correttamente, altrimenti potrei convincervi facilmente che, visto che solo la minoranza degli incidenti stradali è causata da chi guida ubriaco, bere alcol prima di mettersi alla guida sarebbe protettivo nei confronti degli incidenti.
Lo stesso meccanismo potremmo applicarlo ai cartomanti: su centinaia di previsioni fatte da un cartomante, molto probabilmene qualcuna sarà indovinata ma non possiamo dire che i cartomanti siano capaci di prevedere il futuro. Basta studiare tutte le loro previsioni e si scoprirà che hanno indovinato lo stesso numero di previsioni che si indovinerebbero se si facessero a caso. Eppure chi subirà a previsione azzeccata non potrà che restare convinto di ciò che ha sentito.

Provate a prevedere un terremoto entro l'anno in un qualsiasi paese del mondo, poi cercate la lista dei terremoti dell'ultimo anno, probabilmente avrete indovinato, succede, è il caso.

Atteniamoci allora proprio all'autismo. Si potrebbe pensare che, se tanti genitori notano questa correlazione con i vaccini, una "base" di realtà potrebbe pure esserci, come mai gli studi non la notano? Forse perché non c'è o forse perché, anche se ci fosse, ci sono troppi fattori che la rendono poco credibile. D'altronde l'autismo, dal punto di vista scientifico, potremmo correlarlo a tantissime cose, non ci credete?

Leggiamole, molte sono anche recentissime.
L'autismo è causato dalla televisione (o dalla pioggia). No, dal peso materno in gravidanza!
Sembra sia causato dai problemi di tiroide della mamma. Oppure dall'eccesso di assunzione di grassi con l'alimentazione. Però altre ricerche hanno trovato una correlazione con la febbre in gravidanza (e non è detto non sia colpa degli antibiotici che chi ha la febbre rischia di prendere!). Per non parlare dell'evidente correlazione con diabete, obesità e pressione alta in gravidanza! Delle scarse interazioni in famiglia. Potrebbe essere colpa della vicinanza con l'autostrada.
...e se fosse colpa dell'età materna o di quella paterna o della stagione di nascita...o forse della carenza di ferro in gravidanza, l'alimentazione...le gravidanze troppo vicine o troppo lontane...
Può bastare?
L'autismo è correlato a decine di cose, statisticamente ma non scientificamente.

Tutto causa l'autismo?
O forse è "la vita" ad esserne correlata? Si tratta "semplicemente" di una delle possibilità che tutti possiamo subire quando nasciamo?

Come si fa ora ad uscirne fuori?
Intanto sapendo che sostenere che ci sia una correlazione tra un fatto A ed uno B non significa che A sia causa di B.
Quando si scopre una correlazione ci si ferma lì. Il dato di fatto è la correlazione "A è associato a B" ma non si possono trarre conclusioni definitive, prima di farlo bisogna esserne sufficientemente certi con altre ricerche, numeri più grandi, metodi più raffinati. Senza fare così rischieremmo di giungere a conclusioni sbagliate.

Il ritenere che un fatto che avvenga prima di un evento (o contemporaneamente ad esso) sia causa dell'evento, è la corsia preferenziale che sceglie il nostro cervello per spiegare ciò che non comprendiamo immediatamente.

Gli alimenti biologici causano l'autismo. O no?

Si tratta di un meccanismo innato, probabilmente istintivo e che serve a difenderci dai pericoli immediati: un ruggito è segno di pericolo perché il ruggito è segno di animale feroce che può divorarci, oggi se sentiamo un ruggito mentre lavoriamo difficilmente andremo a pensare ad una tigre nella stanza accanto ed il cervello cercherà altre spiegazioni: una radio o un televisore acceso, un rumore scambiato per ruggito, il nostro capo che sta rimproverando il collega.
Questo perché sappiamo (oggi) che la spiegazione più immediata (ruggito=animale feroce), nel nostro ambiente è quella meno probabile, abbiamo fatto esperienza e ci preoccupiamo molto meno dei nostri antenati. Così come un forte tuono durante un temporale. I nostri antenati lo collegavano all'ira divina e così qualsiasi evento negativo lo seguisse (per esempio la morte di un familiare) era evidente che l'ira degli Dei (così rumorosa da non essere messa in dubbio) avesse causato l'evento negativo. Il modo per evitarlo? Accattivarsi con doni o riti la simpatia delle divinità. È un comportamento del tutto (e letteralmente) istintivo. Quando in un gruppo di esseri umani si assisteva ad una notte con molte nuove nascite, si cercava un motivo al quale legare l'avvenimento inusuale, cosa può causare una cosa del genere? Qualche nostro avo avrà guardato fuori, di notte, non c'era nulla di strano...tranne (quando capitava) la presenza di una bella Luna piena. Ecco la causa! Quando c'è la Luna piena si partorisce di più. Provate a chiederlo anche a professionisti del settore...il dubbio lo avranno anche loro, per qualcuno è pure una certezza.
Ma non è vero. Si partorisce indifferentemente con qualsiasi fase lunare. Il fenomeno è nato probabilmente perché nelle notti più "movimentate" per le partorienti qualcuno avrà guardato la Luna. Su 365 controlli (i giorni dell'anno) la Luna piena appariva più o meno 12 volte (e per più di 350 volte la Luna era in un'altra fase) quelle dodici volte non si partoriva di più, solo che la Luna "normale" passava inosservata, non colpiva l'immaginazione di nessuno e non si faceva neanche notare, la Luna piena sì, restava nella memoria, era l'unica cosa "anomala" di quella notte e colpiva l'immaginario, così da diventare "causa" di un fenomeno comune come il parto.

Nell'infanzia, in una situazione normale, quante sono le cose anomale o "invasive" che si fanno su un bambino? Pensateci. E se proprio in quella fase inizia un disturbo, a quante cose potremmo "dare la colpa" (tendiamo sempre a cercare un "colpevole" per ogni evento della vita)?

Oggi nessuno di noi si sognerebbe di collegare qualsiasi evento negativo ai tuoni sentiti durante un temporale (ok, non ci giurerei...) perché conosciamo molto bene i meccanismi alla base del loro lugubre suono e sappiamo anche che non ha alcuna influenza sugli eventi della vita (quasi mai, un po' di paura quel suono può farla).
Evitare certi collegamenti è quindi considerato "naturale", scontato quando ne conosciamo le cause, ma quando si tratta di fattori sconosciuti, misteri, malattie delle quali non conosciamo la causa o eventi per noi inspiegabili, il cervello rischia di collegare un fenomeno con eventi che non ne hanno nulla a che fare. L'argomento è talmente affascinante e dibattuto che persino un filosofo ne ha fatto oggetto di discussione, David Hume, nato nel 1700, che sosteneva che due eventi che si susseguono inalterati da secoli o da millenni, possano essere collegati con certezza solo dal punto di vista temporale (B viene dopo di A) ma non per forza dal punto di vista causale, non ci ci sarebbe modo, secondo Hume, di stabilire con certezza che il secondo evento sia causato necessariamente dal primo.
Abbiamo quindi un solo modo per capire il collegamento tra due eventi (la cura A migliora il sintomo B? La febbre è causata sempre dai batteri? La sostanza A provoca sempre la reazione B?), studiare quanti più casi possibile, analizzare tanti eventi A e contare quante volte avviene B. Sarà poi la statistica a dirci se A e B siano correlati (escludendo quanti più fattori confondenti possibili, il caso, per esempio) non solo perché vicini nel tempo ma anche perché uno causa l'altro.

Correlazione tra diffusione di Internet Explorer e numero di omicidi negli USA.

Mesi fa raccontavo del curioso collegamento che avvenne in Corea tra i ventilatori ad elica e la morte nel sonno. Per qualche strano fenomeno i ventilatori potrebbero uccidere inconsapevolmente chi li usa ed il pericolo è talmente reale che il governo coreano emise un comunicato: "non dormite con il ventilatore acceso" (e molti ventilatori, ancora oggi, hanno quell'avviso).
Il fatto successe solo perché in un paio di estati particolarmente calde, furono trovate molte persone anziane decedute con il ventilatore acceso. Coincidenza? Una mente razionale potrebbe pensare che trovare il ventilatore acceso d'estate sia un evento normale e frequentissimo e che trovare una persona senza vita con il ventilatore acceso non significhi che questo lo abbia ucciso ma che il poverino, morendo, non avrebbe certo potutto spegnerlo.
Un po' come la misteriosa correlazione tra consumo di gelati ed annegamento in mare. Perché quando aumenta il consumo di gelati aumentano anche le morti per annegamento a mare? Un meccanismo fisiologico legato alla digestione? La temperatura corporea gioca brutti scherzi? Un ingrediente pericoloso del gelato?

Correlazione tra casi di annegamento e numero di gelati venduti.

Non rispondo, ma probabilmente vi accorgerete che la "causa" della correlazione, per essere compresa necessita di qualche secondo di riflessione, di un ragionamento preciso, mentre l'inconscio e l'istinto potrebbero farci concludere che davvero i gelati siano causa di annegamento, le conoscenze e l'esperienza ci dicono che probabilmente il motivo di questa correlazione è un altro e non è legato né ai gelati né ai pericoli del mare.
In questo caso conosciamo i due eventi e quindi il "trucco" è semplice, ma quando non conosciamo bene uno dei due fenomeni?
Il rischio di errore è molto alto.
Di correlazioni, tra gli avvenimenti e le infinite combinazioni possibili tra essi che possiamo creare, ne esistono centinaia, sareste stupiti di sapere che il consumo pro capite di formaggio negli Stati Uniti è correlato con le morti per caduta dalle scale?

Alla prossima.
09 Nov 14:01

Integrated all-photonic non-volatile multi-level memory

by Carlos Ríos

Nature Photonics 9, 725 (2015). doi:10.1038/nphoton.2015.182

Authors: Carlos Ríos, Matthias Stegmaier, Peiman Hosseini, Di Wang, Torsten Scherer, C. David Wright, Harish Bhaskaran & Wolfram H. P. Pernice

Implementing on-chip non-volatile photonic memories has been a long-term, yet elusive goal. Photonic data storage would dramatically improve performance in existing computing architectures by reducing the latencies associated with electrical memories and potentially eliminating optoelectronic conversions. Furthermore, multi-level photonic memories with random access would allow for leveraging even greater computational capability. However, photonic memories have thus far been volatile. Here, we demonstrate a robust, non-volatile, all-photonic memory based on phase-change materials. By using optical near-field effects, we realize bit storage of up to eight levels in a single device that readily switches between intermediate states. Our on-chip memory cells feature single-shot readout and switching energies as low as 13.4 pJ at speeds approaching 1 GHz. We show that individual memory elements can be addressed using a wavelength multiplexing scheme. Our multi-level, multi-bit devices provide a pathway towards eliminating the von Neumann bottleneck and portend a new paradigm in all-photonic memory and non-conventional computing.

09 Nov 14:01

Observation of Eisenbud–Wigner–Smith states as principal modes in multimode fibre

by Joel Carpenter

Nature Photonics 9, 751 (2015). doi:10.1038/nphoton.2015.188

Authors: Joel Carpenter, Benjamin J. Eggleton & Jochen Schröder

09 Nov 14:01

Optical memory: Phase-change memory

by Eiichi Kuramochi

Nature Photonics 9, 712 (2015). doi:10.1038/nphoton.2015.212

Authors: Eiichi Kuramochi & Masaya Notomi

Integrated nano-optical memories may help overcome the limitations of communication speeds and energy costs in electronic chips. Now, using nanoscale phase-change materials researchers have realized the first multi-bit all-optical non-volatile memories with a very small footprint.

09 Nov 14:01

Analog optical computing

by Daniel R. Solli

Nature Photonics 9, 704 (2015). doi:10.1038/nphoton.2015.208

Authors: Daniel R. Solli & Bahram Jalali

The concept of optical computing is reintroduced with an important new twist — optical computing not as a digital machine, but as an analog engine able to serve as a hardware accelerator for existing electronic computers.

06 Nov 18:16

l’ultima forma di giustizia che ci è rimasta è quella poetica



l’ultima forma di giustizia che ci è rimasta è quella poetica

05 Nov 17:57

Cauliflower

by The Awkward Yeti

Cauliflower

05 Nov 17:50

Photonics: Chaos from symmetry

by Alexander Szameit

Nature Physics 11, 895 (2015). doi:10.1038/nphys3498

Author: Alexander Szameit

Disorder in arrays of evanescently coupled waveguides turns out to have unexpected consequences on the photon number statistics of coherent light.

05 Nov 17:50

A photonic thermalization gap in disordered lattices

by H. Esat Kondakci

Nature Physics 11, 930 (2015). doi:10.1038/nphys3482

Authors: H. Esat Kondakci, Ayman F. Abouraddy & Bahaa E. A. Saleh

The formation of gaps—forbidden ranges in the values of a physical parameter—is common to a variety of physical systems: from energy bandgaps of electrons in periodic lattices and their analogues in photonic, phononic and plasmonic systems to pseudo-energy gaps in aperiodic quasicrystals. Here, we predict a thermalization gap for light propagating in finite disordered structures characterized by disorder-immune chiral symmetry—the appearance of the eigenvalues and eigenvectors in skew-symmetric pairs. In these systems, the span of sub-thermal photon statistics is inaccessible to input coherent light, which—once the steady state is reached—always emerges with super-thermal statistics no matter how small the disorder level. We formulate an independent constraint of the input field for the chiral symmetry to be activated and the gap to be observed. This unique feature enables a new form of photon-statistics interferometry: the deterministic tuning of photon statistics via controlled excitation symmetry breaking realized by sculpting the amplitude or phase of the input coherent field.

04 Nov 09:06

11/02/15 PHD comic: 'That thing you are still supposed to be writing'

Piled Higher & Deeper by Jorge Cham
www.phdcomics.com
Click on the title below to read the comic
title: "That thing you are still supposed to be writing" - originally published 11/2/2015

For the latest news in PHD Comics, CLICK HERE!

03 Nov 15:51

Tagli ai dipendenti, bonus ai capi

by di Alessandro Gilioli

Dal 2010 a oggi la StMicroelectronics è stata quasi sempre in perdita ed è passata dal terzo all'undicesimo posto nella classifica mondiale di produttori di semiconduttori. I suoi investimenti in ricerca e sviluppo sono scesi del 35,3 per cento.

Per 2.024 lavoratori dello stabilimento di Catania è stata chiesta la cassa integrazione; a quelli di Agrate Brianza è stato imposto per ora solo di smaltire le ferie arretrate; alla fabbrica di Grenoble si profilano tagli di personale.

Dal 2010 il compenso l'amministratore delegato di StMicroelectronics è invece salito del 21,1 per cento, partendo da una base iniziale di 2,4 milioni di dollari l'anno.

StMicroelectronics è quotata in Borsa a Milano, Parigi e New York. Lo Stato italiano è uno dei due maggiori azionisti singoli.

(grazie a Gloria Ghisi)

03 Nov 15:45

Saturday Morning Breakfast Cereal - Induction

by admin@smbc-comics.com

Hovertext: Today's SMBC featuring backgrounds that were actually drawn with some care. Wow!


New comic!
Today's News:

THE STORE IS BACK AND REDESIGNED! Check it out! 

03 Nov 15:45

Comic for November 03, 2015

Dilbert readers - Please visit Dilbert.com to read this feature. Due to changes with our feeds, we are now making this RSS feed a link to Dilbert.com.
02 Nov 09:01

Saturday Morning Breakfast Cereal - Technically Beautiful

by admin@smbc-comics.com

Hovertext: Don't worry. It broke my brain too.


New comic!
Today's News:

Augie and the Green Knight cosplayer AAAAAH 

01 Nov 16:11

5 per 3 non è la stessa cosa che 3 per 5?

by Maurizio Codogno

Negli Stati Uniti dire che 5×3 con le addizioni ripetute è 5+5+5 viene considerato errato, perché bisognava dire che è 3+3+3+3+3 [Continua]

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31 Oct 18:01

Cinque attacchi informatici incredibilmente stupidi ma veri

by Paolo Attivissimo
Jacopo.bertolotti

"cosa ci può essere di più squisitamente inglese di un attacco informatico eseguito tramite i bollitori per il tè?"

Avete mai combinato un pasticcio informatico? Capita a tutti, non vi preoccupate. Consolatevi con questa serie di epic fail da parte di gente che in teoria dovrebbe saper gestire i dati digitali e invece s’è fatta fregare per inettitudine o maldestrezza.


Direttore CIA mette dati riservati su AOL


È di pochi giorni fa la notizia della presunta violazione della casella di mail del direttore della CIA John Brennan da parte di alcuni giovani informatici che su Twitter si fanno chiamare @_CWA_ e @phphax e che avrebbero prelevato da questa casella documenti riservati (contenenti nomi e altri dati di dipendenti dei servizi di sicurezza statunitensi, registri di telefonate con funzionari della Casa Bianca, il modulo di richiesta di verifica delle credenziali di sicurezza e altro ancora), pubblicandoli poi su Twitter e su Wikileaks.

Ma la vera notizia è che la casella di mail in questione non risiede sui server superprotetti della CIA: sta su AOL, un comune fornitore d'accesso Internet commerciale. Il direttore della CIA avrebbe insomma depositato documenti confidenziali presso un normale fornitore commerciale di accesso a Internet a basso prezzo.

Se confermato, sarebbe un gesto di stupidità monumentale in termini di sicurezza, che però sarebbe battuto dall'ingenuità delle misure di sicurezza di AOL. Gli intrusi avrebbero infatti ottenuto accesso alla casella di mail di Brennan usando dati pubblicamente reperibili per fingere di essere lui, contattare il servizio clienti di AOL e farsi inviare un ripristino della password, secondo la tecnica classica del social engineering, e descrivono tutti i dettagli della loro incursione.

Può sembrare poco credibile che il direttore della CIA commetta simili passi falsi, ma non è la prima volta che capita qualcosa del genere: nel 2013 furono violate, saccheggiate e pubblicate varie caselle di mail dei familiari dell'ex presidente degli Stati Uniti George H. W. Bush (nonché ex direttore della CIA). Indovinate dove erano custodite queste caselle? Sempre presso AOL.



La Banca d’Inghilterra spedisce piani segretissimi via mail


Un altro mirabile esempio di violazione della sicurezza informatica incredibilmente stupido arriva dal Regno Unito: in questo caso l’aggressore non ha dovuto fare nulla e anzi non c’è, perché il danno l’ha fatto tutto la vittima della fuga, ossia niente meno che la Banca d’Inghilterra.

A maggio 2015 il capo ufficio stampa della Banca, Jeremy Harrison, ha trasmesso via mail il Project Bookend, ossia i piani segretissimi d’emergenza per gestire un’eventuale uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Li ha trasmessi in chiaro, senza proteggerli neanche con una password o men che meno con un pizzico di crittografia. Non solo: li ha trasmessi al destinatario sbagliato. E fra tutti i destinatari possibili è riuscito a digitare l'indirizzo di mail di un redattore del giornale The Guardian, che ha prontamente reso nota la cosa.

Come è stato possibile un disastro simile? Merito del completamento automatico degli indirizzi. La soluzione adottata dalla Banca d’Inghilterra per evitare che imbarazzi del genere capitino di nuovo è altrettanto epica nella sua follia: invece di educare gli utenti a usare la crittografia o altri canali di trasmissione più sicuri per i documenti sensibili, ha fatto disabilitare il completamento automatico degli indirizzi di mail a tutti i dipendenti, col risultato che ora “tutti alla Banca d’Inghilterra devono faticosamente digitare ogni singolo carattere di ogni singolo indirizzo di mail che scrivono”.



Intrusione tramite...bollitore?


Restiamo nel Regno Unito: cosa ci può essere di più squisitamente inglese di un attacco informatico eseguito tramite i bollitori per il tè? Una marca di questi bollitori ha infatti messo in vendita iKettle, ossia un bollitore per l'acqua del tè che è comandabile a distanza tramite un'app per telefonini iOS o Android, in modo da far risparmiare al proprietario dei secondi preziosi quando si alza al mattino o quando rientra (lo so, lo so, problemi da primo mondo). Ma questo comando a distanza viene inviato via Wi-Fi ed è facilmente manipolabile per rivelare la password del Wi-Fi dell'utente.

“Se il bollitore non viene configurato,” spiegano gli esperti della società di sicurezza Pen Test Partners con dovizia di dettagli, “è banale per gli aggressori localizzare la casa e prendere il controllo del bollitore... mando due comandi e il bollitore mi rivela la password [del Wi-Fi] in chiaro.” La società ha anche creato una mappa londinese dei bollitori informaticamente vulnerabili, ma ha scelto di non divulgarla.



USA, dati personali 21 milioni di dipendenti governativi saccheggiati per un anno


Una delle più grandi violazioni di dati governativi della storia degli Stati Uniti è stata resa nota a giugno 2015. I dati personali di circa 21 milioni di dipendenti o ex dipendenti del governo americano (nomi, cognomi, date e luoghi di nascita, indirizzi, impronte digitali, stipendi, informazioni sui familiari, valutazioni psicologiche e altro) sono stati sottratti dagli archivi dell’Office of Personnel Management (OPM). Gli intrusi sono rimasti nel sistema informatico per almeno un anno.

Lo scopo del furto è probabilmente l’acquisizione di informazioni sui dipendenti governativi statunitensi da parte di una potenza straniera; queste informazioni possono essere sfruttate per ricattare i dipendenti oppure per identificare gli agenti governativi in incognito (avendo le loro impronte, anche se cambiano identità sono comunque tracciabili).

Anche qui gli aggressori sono entrati nei sistemi informatici usando, a quanto risulta dalle indagini, la tecnica del social engineering abbinandola alla totale mancanza di protezioni moderne, dovuta al fatto che alcuni dei sistemi hanno più di vent'anni e sono quasi impossibili da sostituire o aggiornare per dotarli di autenticazione a più fattori; oltretutto il governo statunitense rifiuta da anni di assegnare fondi significativi alla sicurezza informatica dell'OPM.



Audio porno inarrestabile dagli altoparlanti del grande magazzino


Per finire, un “attacco informatico” decisamente atipico: un centro commerciale Target vicino a San Jose, in California, è stato “attaccato” diffondendo l'audio esplicito di un video pornografico attraverso gli altoparlanti interni del grande magazzino. Mentre i dipendenti ridevano e riprendevano la scena con i telefonini, molti clienti sono scappati per l'imbarazzo e per non rispondere alle domande dei bambini che chiedevano di spiegare cos'erano i gemiti che riecheggiavano nelle corsie e sono proseguiti per almeno un quarto d'ora prima che qualcuno trovasse la maniera di zittirli.

Inizialmente era stato ipotizzato che qualche dipendente avesse deciso di guardare video a luci rosse sul computer del centro commerciale usato per la gestione degli altoparlanti, ma poi si è scoperto che l’attacco non è stato il solo del suo genere: analoghi fenomeni sono avvenuti almeno tre altre volte in in altri centri commerciali della stessa catena.

Alla fine è emersa una falla di sicurezza davvero demenziale: i centralini telefonici digitali dei negozi della catena Target hanno un numero interno che è chiamabile da fuori e diffonde la telefonata direttamente sugli altoparlanti senza poter essere escluso. È andata tutto sommato bene, perché gli intrusi avrebbero potuto approfittare del controllo totale che avevano per diffondere falsi allarmi e creare panico.

Come tutte le altre storie di violazione informatica raccontate in questa carrellata, anche questa è un buon promemoria del fatto che qualunque vulnerabilità, anche la più nascosta, prima o poi verrà trovata e sfruttata, ma in molti casi la vittima non ha preso neppure le misure di sicurezza minime di buon senso e soprattutto non ha pensato che quando si introduce una funzione nuova in un sistema informatico bisogna chiedersi sempre se per caso quella funzione possa essere abusata.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
31 Oct 17:04

Comic for October 31, 2015

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31 Oct 17:04

10/30/15 PHD comic: 'That thing you are supposed to be writing'

Piled Higher & Deeper by Jorge Cham
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title: "That thing you are supposed to be writing" - originally published 10/30/2015

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30 Oct 11:13

Saturday Morning Breakfast Cereal - Trick or Treat!

by admin@smbc-comics.com

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28 Oct 15:58

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27 Oct 16:09

Credere all'omeopatia: solo colpa del paziente?

by Salvo Di Grazia
Quante volte abbiamo discusso di omeopatia? Quante volte si è detto "tanto chi ci crede continuerà ad usarla?".
In realtà non è proprio così.
Spiegare che in un prodotto omeopatico (oltre la 12ma diluizione) non c'è nessun principio attivo e che assumerlo equivale a prendere delle caramelle di zucchero è il primo passo per rendere consapevole il consumatore. La maggioranza delle (poche) persone che scelgono l'omeopatia è sinceramente convinta (chiedeteglielo pure) che si tratta di "erbe" o derivati naturali (facendo confusione con la fitoterapia medicina scientifica a tutti gli effetti), qualcun altro parlerà di "medicina dolce" senza rendersi conto che questo termine non significa nulla ("dolce" o "violenta" lo scopo di una medicina è curare, non fare simpatia al malato). Insomma, tanta confusione.
Poi c'è una piccola parte...della piccola parte di utilizzatori di omeopatia che sa benissimo cosa compra ma che non sente ragioni: mi è servita a stare meglio e quindi continuo ad usarla. Non è a loro che si rivolge chi cerca di spiegare come l'omeopatia sia una vecchia credenza ottocentesca che dovrebbe scomparire dai banconi delle nostre farmacie.
Per questo è essenziale l'informazione corretta ed onesta: chi vuole essere consapevole di ciò che acquista non può che esserne felice, se poi si "crede" a prescindere va bene lo stesso.
Qualche settimana fa però, abbiamo assistito ad un grave episodio di informazione per niente corretta. Quella andata in onda su "Medicina33" (cercare puntata del 18 settembre 2015), popolare programma di informazione medica generalista trasmesso dalla RAI (servizio pubblico).
Guardando quel video, bambini (!) ed adulti testimoniavano l'efficacia dell'omeopatia. Un medico parlava di meccanismo d'azione simile a quello dei vaccini (!) e nessuno spazio al contraddittorio. Un po' come parlare di astrologia in un programma di astrofisica vendendola come pratica vera e consolidata.
Un brutto episodio, molto brutto.
Pochi giorni dopo un programma della televisione della Svizzera italiana ("Patti Chiari") manda in onda un "dossier". Interviste a mamme entusiaste ma anche a quelle deluse. Interviste a medici omeopati ma anche a medici che l'omeopatia la criticano (c'era anche il sottoscritto).
Mi sono sottoposto anche ad un esperimento, ho ingurgitato 2 interi flaconi di "belladonna" 4CH (un rimedio omeopatico usato spesso per l'insonnia ma anche come "antiansia"), l'atropina, sostanza attiva contenuta nella pianta della belladonna, è un prodotto potentissimo, usato in medicina e che, in dosaggi eccessivi (in ogni caso bassissimi) provoca problemi molto gravi di tipo cardiaco e neurologico, fino al coma ed alla morte. Non ho "mangiato" un solo granulo ma ben 80, per mostrarne l'innocuità (ed infatti sono ancora qui che scrivo) e la diluzione del prodotto non era oltre la 12ma (diluizione che sancisce l'assenza di qualsiasi principio attivo) ma la quarta che in ogni caso, anche se fisicamente conterrà qualche molecola di atropina, non ne conterrà abbastanza per avere un qualsiasi effetto.

Non che avessi dubbi in proposito ma questi esperimenti chiariscono come l'idea che un prodotto omeopatico sia fatto di normale e puro zucchero, sia ancora un concetto difficile da spiegare ed è su questo che contano gli omeopati: l'informazione ingannevole al consumatore.

Io mentre mi suicido omeopaticamente. 80 granuli (2 flaconi interi) di Belladonna 4CH.

La maggioranza delle persone, infatti, ritengono questa cosa troppo "esagerata", non la ammettono, rispondono spesso che "non è possibile" che ci vendano solo zucchero.
In trasmissione è stata mostrata anche la confezione di un noto prodotto omeopatico "antiinfluenza" che riporta nella scatola "ogni granulo di 1 grammo contiene 1 grammo di zucchero", giusto per sottolineare che questo concetto è ovvio anche per le aziende produttrici e gli omeopati (non potrebbero mentire d'altronde, basta analizzare un granulo per scoprirlo). Insomma, nonostante sia chiaro, risaputo ed ammesso da tutti che in una scatola di omeopatici ci siano solo palline di zucchero, non si riesce a capire perché ci sia gente che ancora acquisti questi prodotti.
Come ho scritto non è così scontato che tutti lo sappiano. Proprio nella trasmissione svizzera una mamma "pro omeopatia" ha dichiarato tranquillamente di non avere idea di cosa somministrasse ai suoi figli, la prescrizione dell'omeopata non glielo aveva chiarito, eppure lei ha dato lo stesso ai figli il prodotto omeopatico.
Anche un'altra donna intervistata durante la tramissione ha raccontato di aver avuto una brutta avventura: un omeopata ha provato a curare il marito con il cancro con l'omeopatia, almeno ufficialmente, perché la donna non ha mai saputo cosa contenessero quei granuli ed il marito ha sviluppato una grave infezione alla pelle.

Cosa succede dunque?
Niente di stupefacente. La possibile superficialità di molti consumatori si unisce alla disonestà ed alla sete di denaro di tante altre persone (medico o meno). Se un profano vede un "camice bianco" che parla dell'omeopatia come se si trattasse di medicine, il rischio di cadere in trappola è altissimo. Se il farmacista consiglia al cliente un prodotto omeopatico ("tanto male non fa"...ma un costo ce l'ha...), è chiaro che approfitta della fiducia che è riposta nella sua professionalità.
Se il servizio televisivo pubblico costruisce ad arte una trasmissione che presenta l'omeopatia come se fosse una pratica scientifica, è naturale che qualcuno possa crederci.
Ma tutto questo non è corretto e nemmeno etico. Esiste la libertà di cura ma non quella di mentire al prossimo.

Ma come la pensano a proposito di questo gli addetti ai lavori?

In Italia (abbiamo una insita abitudine a scaricare le responsabilità) si chiude un occhio e l'altro ci vede pure male. Gli ordini dei medici (enti burocratici) si tirano fuori, loro mantengono dei registri e gli omeopati ne fanno parte, non entrano certo nel merito della scientificità di una cura. Le associazioni mediche vivono adagiandosi sul detto "vivi e lascia vivere", quelle dei farmacisti fanno finta che il problema neanche esista, tanto gli introiti da prodotti omeopatici sempre soldi sono. Il ministro della salute va addirittura ad inaugurare un museo di omeopatia (ma dentro cosa c'è?) e peggio, come vedremo dopo.
Insomma, una pratica senza scientificità, dimostrata inefficace, gradita ad una piccolissima fetta della popolazione, è sopportata per amore del quieto vivere, un po' come gli oroscopi in TV, sarebbero scandalosi ma in fondo danno da mangiare a tanta povera gente.
All'estero non è così.
I farmacisti?
La Royal Pharmaceutic Society parla chiaro: "Non c'è evidenza per supportare l'efficacia dei prodotti omeopatici, non vi è base scientifica per farlo" e: "...i farmacisti che vendono prodotti omeopatici devono essere preparati per farlo ed abili nel discutere con i pazienti della scarsa evidenza di efficacia dei prodotti omeopatici..."

I medici?
La British medical association è anch'essa chiara e decisa: "L'omeopatia è stregoneria, non dovrebbe essere usata come terapia".

Le istituzioni?
NHS (servizio sanitario nazionale inglese): "Non esiste nessuna condizione clinica per la quale l'uso dell'omeopatia abbia sufficienti basi scientifiche".

Ma allora, cosa succede in Italia?
Solo un problema di lobby da parte delle multinazionali omeopatiche (l'Italia è sede di alcune aziende di omeopatici, anche di grande portata)? Non credo, anche l'Inghilterra ha delle aziende locali di omeopatia.
Forse culturale? Noi "latini" siamo più portati alla superstizione ed al credere nei miracoli. Forse un po' ma non credo sia solo questo.
Non si sa bene insomma.
Io credo sia un misto di tutto questo. Sfruttando la nostra propensione nel credere al "sovrannaturale" e con la complicità della nostra proverbiale "ma che mme frega ammé", chi ha interessi si è ben sistemato nei posti che contano e così si è riusciti a sdoganare una pratica paranormale vendendola come medicina. Tutto il resto è pubblicità, immagine, copertina.
Se ho mai subìto una censura in un intervento pubblico nei media, è stato quando ho parlato di omeopatia in una rete televisiva pubblica nazionale, il mio intervento (che in diretta era ovviamente andato in onda), nella replica è stato magicamente tagliato. Non dicevo nulla di sconvolgente, alla domanda su quali fossero i prodotti in farmacia che non hanno nessuna utilità ho parlato di integratori, prodotti dimagranti e contro la caduta dei capelli ed i leggendari "ricostituenti". Poi ho aggiunto l'omeopatia ma da tutta la risposta la parte relativa all'omeopatia è sparita.
In un altro caso mi è stato chiesto, a telecamere spente ma in maniera esplicita di non parlare di omeopatia.
Questo non è successo quando ho parlato di altro, di farmaci, di scandali, di bugie farmaceutiche...c'è forse qualche "piccolo" interesse da difendere? Ma come, non sono quelli di "Big Pharma" i potenti della medicina?
Ed in queste settimane un altro episodio che coinvolge direttamente il ministro della salute.

Per la sua fermezza a proposito del "metodo Stamina", per alcune sue iniziative e per aver detto tante volte di affidarsi solo alle conoscenze scientifiche, ho avuto una buona opinione dell'attuale ministro della salute Lorenzin (nonostante la mia diffidenza iniziale). Poi scopro che il ministro ha scritto la prefazione ad un libro di omeopatia dal titolo "Elogio all'omeopatia". Già assurdo. Come può un ministro dare credibilità ad un pratica stregonesca senza base scientifica? [aggiornamento: prefazione ritirata, non era stata autorizzata, il libro sarà ristampato].

Ma la cosa più sorprendente è che il libro è scritto dal presidente di Omeoimprese, l'associazione che unisce le aziende omeopatiche, "Big Homeo" insomma.
Se la Lorenzin avesse scritto la prefazione di un eventuale libro del presidente di Farmaindustria (Big Pharma) dal titolo "Elogio alle medicine" che reazione pensate avrebbe suscitato?
Siete ancora convinti che l'omeopatia sia una medicina alternativa e non un semplice business sulla pelle dei consumatori più creduloni?
Saranno le pressioni dell'industria a controllare l'informazione sull'omeopatia evitanto di far sapere cosa compra chi compra omeopatia?
Troppo complottistico, vero?

Ma non ci piangiamo sempre addosso. In altre nazioni l'omeopatia, seppur evitata dall'ambiente scientifico, è ammessa da quello giuridico in maniera molto più "permissiva" di quanto lo sia in Italia, basti vedere il servizio della TV svizzera nel quale un medico che gestisce un centro di omeopatia, dice tranquillamente di trattare persone con tumori maligni ed ha la faccia tosta di sostenerne la guarigione, salvo poi scoprire (ma lui non lo aveva detto) che queste persone avevano seguito tutte le cure tradizionali in ospedale e solo dopo avevano aggiunto l'omeopatia.
Allora credo ci sia poco da fare. Mai prendersela con il paziente o il consumatore. Quando le autorità mediche chiudono gli occhi, quelle politiche sono sempre in cerca di voti e si fa di tutto per evitare l'informazione corretta (persino nelle reti televisive pubbliche), se una colpa c'è, è del sistema, del ritorno economico, dei guadagni pubblicitari e politici, del fatto che, omeopatica, naturopatica o farmaceutica, l'industria ha un solo ed unico obiettivo: i soldi.
Che non si dica quindi che l'omeopatia sia una "medicina alternativa" a quella standard, è completamente inserita nel business, negli affari farmaceutici che tanto danno da mangiare.

Quando si cercano quindi spiegazioni per il comportamento di alcuni che sembrano indifferenti al progresso medico ed alla semplice logica, forse è inutile compiere complicati paragoni sociologici o raffinati studi antropologici, forse il problema è molto più elementare: follow the money.
Se una medicina non cura ma ne è permessa la vendita non è medicina"alternativa", è del tutto omologata. Al guadagno.
Per questo, se credo profondamente nella libertà di cura (che significa anche informazione corretta), ognuno faccia quello che crede sia meglio per la sua salute, penso anche che un servizio pubblico, finanziato da tutti i cittadini, non debba offrire pratiche senza validità scientifica, neppure con l'intento di risparmiare soldi. Un servizio sanitario nazionale deve offrire solo le pratiche migliori e più sicure, scientificamente validate e che vadano ad esclusivo vantaggio del paziente. Se iniziamo ad ammettere omeopatia e medicine alternative, se confondiamo il paziente con messaggi vaghi, caotici, se la TV nazionale mescola medicina con omeopatia, il passo per accogliere nei nostri ospedali cartomanti ed indovini non è lunghissimo. È fondamentale quindi che il nostro sia un "servizio sanitario razionale", che non si lasci tentare dalle magie o dalle superstizioni ma che poggi tutte le sue offerte sull'unica cosa oggettiva che esiste in campo medico, il risultato scientifico.

Alla prossima.

Aggiornamento (30/10/2015): La prefezione del ministro Lorenzin al libro del presidente di Omeoimprese è stata ritirata, non era autorizzata ed il libro sarà ristampato. La risposta dell'autore del libro? Criticare l'omeopatia significa attaccare i 20.000 medici che la praticano.
Giusto, non attaccherò mai la cartomanzia per evitare di attaccare i 60.000 operatori dell'occulto che la praticano.
Che figuraccia per gli omeopati...
27 Oct 13:22

Russian secret service to vet research papers

by Quirin Schiermeier

Russian secret service to vet research papers

Nature 526, 7574 (2015). http://www.nature.com/doifinder/10.1038/526486a

Author: Quirin Schiermeier

Moscow biology department among the first to require that all manuscripts comply with law on state secrets.

27 Oct 13:21

The lab that knows why you’re so busy

by Helen Pearson

The lab that knows why you’re so busy

Nature 526, 7574 (2015). http://www.nature.com/doifinder/10.1038/526492a

Author: Helen Pearson

Why does modern life seem so hectic? An Oxford centre is trying to find answers with the world's biggest collection of time-use diaries.

27 Oct 09:50

10/26/15 PHD comic: 'Zombies vs. Grad Students'

Piled Higher & Deeper by Jorge Cham
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title: "Zombies vs. Grad Students" - originally published 10/26/2015

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22 Oct 08:30

waitaminutethere



waitaminutethere

21 Oct 14:20

Measuring the impact of an instructional laboratory on the learning of introductory physics

by Carl Wieman and N. G. Holmes

We have analyzed the impact of taking an associated lab course on the final exam scores in two large introductory physics courses. Performance between students who did and did not take the lab course was compared using final exam questions from the associated courses that related to concepts from the lab courses. The population of students who took the lab in each case was somewhat different from those who did not enroll in the lab course in terms of background and major. Those differences were taken into account by normalizing their performance on the lab-related questions with scores on the exam questions that did not involve material covered in the lab. The average benefit on lab-related questions for students who took the lab, in both courses, was within 0.6% of the score of students who did not, with an uncertainty of less than 2%. This result raises questions as to the effectiveness of labs at supporting mastery of physics content.

20 Oct 12:43

un dubbio mi attanaglia (insomma)

by .mau.

Grazie a Piero D’Ancona, ieri ho avuto il piacere di leggere questo post in cui Marco Grimaldi – nel contesto dell’attribuzione a Jacopo Alighieri degli ultimi capitoli del Paradiso dantesco – spiega pacatamente come anche in letteratura un assioma dev’essere una verità evidente, e che scegliere un assioma solo perché ci piace o perché vogliamo mostrare come siamo bravi non sempre dà risultati validi anche quando essi non sono contraddittori.

Mi è però rimasto un dubbio. Grimaldi fa notare come per Dante non esiste una netta separazione tra scienza e letteratura – questo me l’aveva spiegato la buonanima di don Bellone al liceo, quando studiavamo la Commedia – così come non esiste per Galileo – e questo probabilmente dovreste ricordarlo tutti, perché il pisano spunta nella storia della letteratura italiana forse ancora più che nelle ore di fisica. Bene: qualcuno dei miei ventun lettori ha qualche idea di quando e dove è nata questa separazione? La mia sensazione è che non sia nata in Italia, sia precedente a Benedetto Croce, e nasca in maniera opposta, che cioè prima la scienza si è separata dalla letteratura e poi Croce abbia fatto una battaglia di retroguardia – riuscitagli benissimo – per convincere l’italica stirpe che la separazione è cosa buona e giusta perché l’unica vera cultura è quella letteraria mentre la volgare scienza si limita a fare le cose. Però non ho una cultura sufficiente per esserne certo. Chi mi aiuta?

(p.s.: ricordatevi che la scienza non è fatta solo di formule. Le formule sono una notazione compatta per tirare fuori dati, ma sono appunto una notazione: un mezzo, cioè, e non il fine).

20 Oct 12:19

10/16/15 PHD comic: 'Built for Guilt'

Piled Higher & Deeper by Jorge Cham
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