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18 Feb 09:51

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13 Feb 13:02

Quello che non vi hanno mai insegnato al corso d’inglese: i 10 errori più comuni degli italiani

by fabristol

Dopo quasi un decennio all’estero (ebbene sì questo settembre segnerà i 9 anni della mia permanenza all’estero) posso con sicurezza elencare i dieci più comuni errori che gli italiani fanno quando tentano di parlare l’inglese. Se siete appena arrivati su questo blog e non conoscete questa rubrica qui ci sono le altre puntate: http://fabristol.wordpress.com/category/quello-che-non-vi-hanno-mai-insegnato-al-corso-dinglese/

Enjoy!

1) Excuse me/sorry: se una persona cerca di attrarre l’attenzione di un’altra dicendo “Sorry!” state tranquilli che si tratta di un italiano. Giusto l’altro giorno in aereo una ragazza cercava di chiamare l’hostess urlando sorry, sorry, sorry ma è bastato l’aiuto di un inglese con un “excuse me lady, this girl would like to talk to you.” per farla girare. L’italiana era infuriata perché pensava che l’hostess la stesse ignorando ma in realtà quello che stava urlando era “mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace” verso una persona con cui non aveva avuto alcun contatto. Infatti excuse me si usa per attirare l’attenzione e chiedere permesso mentre sorry si usa principalmente per chiedere perdono, scusa. In italiano questa differenza è irrilevante perché usiamo il verbo scusare per indicare due azioni diverse. Per evitare di fare questo errore che agli italiani viene naturale pensate in questi termini: quando siete in strada e volete superare un gruppo di persone e dovete passare in mezzo dite “excuse me”, quando invece pestate un piede a qualcuno dite “sorry”. Excuse me viene prima di un contatto, sorry dopo che il contatto è avvenuto. Se pensate in questi termini sarà più facile ricordarsi della differenza.

2) Per anni ho risposto al telefono dicendo Hello I’m Fabrizio anche con persone che sento tutti i giorni. Un giorno un mio collega mi fa: “Fabrizio ogni volta che rispondi mi dici che ti chiami Fabrizio, ma lo so benissimo!”. Da quel giorno ho capito che esiste una grande, immensa differenza tra I’m X e it’s X al telefono! In italiano siamo abituati a dire Pronto sono X quindi istintivamente in inglese ci viene da dire I’m X. Ma in inglese significa letteralmente “Pronto mi chiamo X.”. Quello che si dovrebbe dire è Hello it’s X, che letteralmente significa Pronto è X che parla. Questa la definisco una ottima figura di merda, di quelle che ti rimarranno per tutta la vita. Ricordatevi le figure di merda sono il pane quotidiano per un buon apprendimento: pane e merda, così s’impara l’inglese all’estero. Se non fate figuracce non state imparando.

3) Eventually: eventually non significa eventualmente. Mettiamocelo in testa. Eventually è un false friend e significa infine o alla fine (a volte può essere utilizzato in un contesto in cui si vorrebbe dire prima o poi). Eventualmente si dice in case o possibly. Non cadete nel tranello.

4) Before/earlier: altra figura di merda memorabile in Svezia grazie ad un amico belga (che quel giorno ho odiato ma poi ho ringraziato). In italiano per indicare un avvenimento antecedente a qualcosa utilizziamo “prima”. Ma “prima” viene anche utilizzato per indicare un avvenimento avvenuto nel passato senza specificare “prima” di qualcosa. Nelle altre lingue e specialmente in inglese queste due differenti indicazioni di tempo sono espresse da due parole differenti: quando si vuole indicare un avvenimento antecedente a qualcos’altro si usa before, mentre per qualcosa che è avvenuto indipendentemente da un altro avvenimento earlier. In genere gli italiani usano before in qualsiasi situazione. “I did it before.” “Why didn’t you come before?” ecc. Tornando al mio amico belga un giorno mi chiede: “You italians always say that you do things before, but before what?” Ecco, per evitare di sbagliare fatevi sempre questa domanda: before what?

5) after/later: stesso problema del punto 4. Si dice “I’ll do it later” non “I’ll do it after” (a meno che non si voglia sottindere qualcosa da fare dopo qualche altra cosa). Di nuovo chiedetevi sempre come il mio amico belga: before what and after what?

6) do/make mistake: anche qui il problema risiede nell’italiano che usa lo stesso verbo per indicare più cose. L’inglese differenzia tra il verbo to do, compiere un’azione, e to make, produrre, costruire, fare qualcosa. In genere gli italiani privilegiano to do perché nella maggior parte delle volte è simile al nostro fare ma nel caso di “fare un errore” (è proprio il caso di dirlo!!) non si dice “i did a mistake”. Si dice “I made a mistake”. Gli inglesi non fanno errori, li creano.

7) hair/hairs: errore comunissimo è quello di indicare i capelli come numerabili in inglese. Gli inglesi non dicono “She has beautiful hairs”, ma “she has beautiful hair.”. Nel primo caso avete appena detto che lei ha dei bellissimi peli, quelli sì numerabili (specialmente in certe donne). E’ molto difficile mettersi in testa questa differenza ma io ho trovato un modo per ricordarmelo (no, non penso alla mia testa ormai prossima alla calvizie totale): pensate alla chioma in italiano e tutto torna. “Lei ha una bellissima chioma” si può tradurre facilmente con “She has beautiful hair”.

8) to take shower/photo: Dopo 7 mesi di full immersion di inglese (i miei primi 7 mesi all’estero) ero così entrato nella mentalità inglese che a Siena chiedo ad un gruppo di turisti “Potete prendere una foto di noi?”. Traduzione letterale di “can you take a photo of us?”. Ricordatevi che gli inglesi non “fanno” le foto (to do) ma le prendono (To take). Stessa cosa vale per la doccia che si “prende” non si “fa”. Esatto pure in inglese “to do a shower” o “to do a photo” significa fottersi una doccia o una foto. E non è bello dichiarare davanti a tutti “I need to do a shower!” (Ho bisogno di fottermi una doccia!”).

9) to be hot/cold: classico errore dell’italiano alle prime armi. In UK se si dice che si “ha freddo” (to have cold) significa che si ha un raffreddore e se si “ha caldo” (to have hot) la gente vi chiederà “You got hot what?” Significa che si ha qualcosa addosso di caldo: hot pants, hot trousers ecc. Gli inglesi “sono caldi/freddi” (to be hot/cold). Per farvelo entrare in testa pensate così: sono accaldato, sono ghiacciato e sarà più semplice tradurre I’m hot, I’m cold.

10) People: people è il plurale di person e come tale deve essere seguito da are non is. Questo è molto difficile da ricordare perché gli italiani traducono people con gente, che nonostante indichi una pluralità in italiano è singolare.

Come potete vedere la maggior parte degli errori che gli italiani fanno in inglese derivano dalle stranezze della lingua italiana (per esempio l’uso della stessa parola per indicare cose o azioni diverse). Questo è importante da tenere in mente, invece di stare sempre lì a lamentarsi di quanto è difficile l’inglese. Spesso il problema è la lingua nativa non quella che si sta imparando. Questi dieci punti ci insegnano anche un’altra cosa che non mi stancherò mai di ripetere (ed è anche il motivo per cui ho iniziato questa rubrica): il metodo di insegnamento dell’inglese nelle scuole italiane è mediocre, inutile e spesso controproducente. Tutti gli italiani che ho incontrato all’estero facevano e alcuni tuttora fanno questi errori. Significa che non importa da quale regione, strato sociale, generazione questi italiani siano venuti. La scuola e gli insegnanti di inglese non si sono mai premurati di dire “Ragazzi, allora stiamo molto attenti a questi tipici errori degli italiani. Ora ve li elenco.”. No, ci si è limitati infatti a far completare quelle stupide e inutili “unit” dei libri d’inglese scritti da inglesi per i corsi internazionali dei college inglesi. Un libro d’inglese per italiani dovrebbe essere scritto da italiani perché solo un italiano può capire e prevenire i tranelli dell’apprendimento dell’inglese su cui i madrelingua italiani possono cadere.


12 Feb 14:31

Star Sand

by xkcd

Star Sand

If you made a beach using grains the proportionate size of the stars in the Milky Way, what would that beach look like?

Jeff Wartes

Sand is interesting.[Citation needed]

"Are there more grains of sand than stars in the sky?" is a popular question which has been tackled by many people. The upshot is that there are probably more stars in the visible universe than grains of sand on all of Earth's beaches.

When people do those calculations, they often dig up some good data on the number of stars, then do some hand-waving about sand grain size to come up with a number for the sand grains on Earth.[1]From a practical point of view, geology and soil science are more complicated than astrophysics. We're not going to tackle that issue today, but to answer Jeff's question, we do need to figure out what the deal with sand is.[2]"i like sand because i don't really know what it is and there's so many of it"

@darth__mouth Specifically, we need to have some idea of what grain sizes correspond to clay, silt, fine sand, coarse sand, and gravel, so we can understand how our galaxy would look and feel if it were a beach.[3]Instead of just containing a bunch of them.

Fortunately, there's a wonderful chart by the US Geologic Survey that answers all these questions and more. For some reason, I find this chart very satisfying—it's like the erosion geology edition of the electromagnetic spectrum chart.

According to surveys of sand,[4]There are apparently lots of them. the grains found on beaches tend to run from 0.2mm to 0.5mm (with the finest layers on top). This corresponds to medium-to-coarse sand in the chart. The individual grains are about this big:

If we assume the Sun corresponds to a typical sand grain, then multiply by the number of stars in the galaxy, we come up with a large sandbox worth of sand.[5]I mean, you come up with a bunch of numbers, but imagination turns them into a sandbox.

However, this is wrong. The reason: Stars aren't all the same size.

There are a number of widely-circulated YouTube videos comparing star sizes. They do a good job of getting across just how staggeringly large some stars are. Although it's easy to get lost in the videos and lose track of scale, it's clear that some of the grains in our sandbox universe would be more like boulders.

Here's how the main-sequence[6]The stars in the main part of their fuel-burning lifecycle. star-sand grains look:

They mostly fall into the "sand" category, though the larger Daft Punk stars cross the line into "granules" or "small pebbles".

However, that's just the main sequence stars. Dying stars get much, much bigger.

When a star runs out of fuel, it expands into a red giant. Even ordinary stars can produce huge red giants, but when a star that's already massive enters this phase, it can become a true monster. These red supergiants are the largest stars in the universe.

These beachball-sized sand stars would be rare, but the grape-sized and baseball-sized red giants are relatively common. While they're not nearly as abundant as Sun-like stars or red dwarfs, their huge volume means that they'd constitute the bulk of our sand. We would have a large sandbox worth of grains ... along with a field of gravel that went on for miles.

The little sand patch would contain 99% of the pile's individual grains, but less than 1% of its total volume. Our Sun isn't a grain of sand on a soft galactic beach; instead, the Milky Way is a field of boulders with some sand in between.

But, as with the real Earth seashore, it's the rare little stretches of sand between the rocks where all the fun seems to happen.

03 Feb 12:57

Maltempo, la Valle Galeria invasa da un fiume di rifiuti speciali ospedalieri

by Andrea Spinelli

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Valle Galeria in ginocchio: perdita di petrolio dalla raffineria e di rifiuti ospedalieri dall’inceneritore

Il problema, a ribadirlo, è la messa in sicurezza del territorio: parliamo della Valle Galeria, forse il quadrante capitolino più compromesso a livello ambientale (qui insistono due raffinerie, due inceneritori, la discarica più grande d’Europa, i gassificatori, il traffico del Raccordo Anulare, quello dell’Aurelia, il traffico pesante locale, le abitazioni e numerose aziende agricole e casearie), che a causa delle pesanti piogge che si stanno abbattendo su Roma sta letteralmente vomitando tutti i veleni fagocitati negli anni.

E così il Tevere diventa un fiume di percolato, portato da chissà dove fino alle acque del fiume bacino di civiltà romana, e le strade vengono invase da quintali di rifiuti speciali ospedalieri che l’acqua si sta portando via dall’inceneritore.

A spiegare la gravosità del problema su quel territorio è direttamente l’Ama, con una nota:

“A causa dell’avverse condizioni meteorologiche, dall’altro ieri pomeriggio non è stato possibile effettuare i consueti giri di raccolta nel quadrante ovest della città (municipi XI, XII, XIII e XIV). La forte perturbazione che ha colpito la Capitale ha causato problemi anche all’autorimessa presente all’interno dello stabilimento di Ponte Malnome e dunque anche ieri mattina i giri di raccolta nel quadrante hanno subito dei forti rallentamenti.
Ama, nell’assicurare il ritorno della normalità nelle prossime 48 ore, invita i cittadini a non abbandonare i rifiuti accanto ai cassonetti nel caso in cui siano già pieni. Anche nelle zone di questo quadrante servite dal porta a porta, è possibile che si sia verificato qualche disservizio, risolvibile comunque entro 48 ore.”

Queste le cause. Gli effetti sono però devastanti e mettono a nudo, casomai qualcuno nutrisse dubbi, le vergogne ambientali della città, che emergono letteralmente dal sottosuolo come la schiuma di una birra appena spillata. La mancata raccolta (che avviene presso cassonetti stradali, primo elemento di criticità) e gli allagamenti hanno infatti trasportato i rifiuti dai cassonetti direttamente alle vie di fuga idriche, nel Tevere. A denunciarlo è il consigliere di Roma Capitale Marco Palma:

“Per quanto in queste ore si sta verificando a ridosso delle sponde del fiume Tevere con l’esondazione di Ponte Marconi si rende necessario un intervento da parte della Asl per vedere salvaguardata la salute dei cittadini, sia per il percolato lungo gli argini del fiume che per quanto si sta verificando nella Valle Galeria con i rifiuti medici ospedalieri che galleggiano presso l’inceneritore.”

ha spiegato il consigliere annunciando la presentazione di un esposto. Un dramma, quello dei rifiuti ospedalieri, che passa dall’aria all’acqua: nelle foto “rubate” da Twitter potete chiaramente vedere l’orrore tossico galleggiare.

#alluvione questi sono i rifiuti ospedalieri al deposito Ama Castel Malnone Valle Galeria pic.twitter.com/sDZ2PuzuJs

— Alessandro Bernabei (@alessandropopy) 1 Febbraio 2014

#allertameteoFCO Nel deposito AMA Ponte Galeria galleggiano rifiuti ospedalieri http://t.co/sgsVDvrusv pic.twitter.com/oeqHjaFrlu

— Fare Fiumicino (@Fare_Fiumicino) 1 Febbraio 2014

@3filetti Ponte Malnone Roma deposito rifiuti ospedalieri pic.twitter.com/TwNVsrhxQj

— Michela Moneta (@MichelaMoneta) 1 Febbraio 2014

Alcuni cittadini inoltre lamentano la fuoriuscita di petrolio dalla raffineria di Malagrotta, con lo sversamento dell’idrocarburo nei campi dirimpetto l’impianto industriale. Un dirigente della stessa raffineria avrebbe confermato la fuoriuscita, specificando tuttavia di avere allertato tardi le autorità.

Il senatore M5s Stefano Vignaroli, che la Valle Galeria la conosce benissimo per le battaglie ambientali fatte negli anni; Vignaroli va oltre le foto su Twitter, che mostrano i rifiuti ospedalieri sì galleggianti ma all’interno del deposito Ama (e quindi “al sicuro” come fa notare l’azienda municipalizzata), denunciando la fuoriuscita degli stessi rifiuti ospedalieri dalla “zona di sicurezza”:

vignaroli001

Una foto piuttosto eloquente che i tuttapostisti dovranno spiegare, visto che nelle ore di bonaccia le pecore in quei campi ci vanno a pascolare.

Foto | Alessandro Bernabei su Twitter e Stefano Vignaroli su Facebook

Maltempo, la Valle Galeria invasa da un fiume di rifiuti speciali ospedalieri é stato pubblicato su 06blog.it alle 13:04 di domenica 02 febbraio 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.




03 Feb 08:36

Le lobbies del petrolio in affanno: costi spaziali, risultati minimi

by EcoAlfabeta

Nel 2013 le tre più importanti multinazionali del petrolio, Exxon, Shell e Chevron hanno speso qualcosa come 120 miliardi di dollari per cercare di aumentare la produzione di greggio, quasi come l’intero programma spaziale Apollo! (1) Lo dice una fonte non certo sospettabile di partigianeria qual è il breviario dei businessmen, cioè il Wall Street Journal (se il link non apre l’articolo, si può leggere una sintesi qui).

Invece di raggiungere 9 volte la Luna come ha fatto la NASA tra il 1968 e il 1972 (2), big oil ha ottenuto solo “little to show”, cioè briciole. A fronte di una spesa pari a 500 miliardi di dollari tra il 2009 e il 2013, la produzione è cresciuta solo del 6-10% per Exxon, ed è rimasta a valori insignificanti per Chevron e Shell (vedi grafici in basso, tratti sempre dal WSJ).

Con 500 miliardi si sarebbero potuti ottenere risultati certi nelle rinnovabili, ad esempio si sarebbe potuta aumentare due volte e mezzo la potenza eolica mondiale (3) e questa energia sarebbe stata a disposizione già oggi.

Purtroppo le lobbies del petrolio sono prigioniere della “maledizione della trivella”: devono continuare a cercare greggio da giacimenti sempre più piccoli, di peggiore qualità e situati in luoghi sempre più sperduti per rimanere competitive sul mercato. I costi crescono a dismisura rispetto ai risultati e alla lunga questa è una battaglia che non si può vincere.

Il progetto di Kashagan, Mar Caspio, prevede ad esempio la costruzione di isole artificiali per le operazioni di estrazione (video in alto). I costi, preventivati da Shelled Exxon in 10 miliardi, sono lievitati ad oltre 40 miliardi e solo da qualche mese l’impianto a iniziato a produrre qualcosa. Una fettina di questi investimenti sono stati anche sostenuti da ENI.

Eppure, anche se ci fossero davvero 2 miliardi di tonnellate di greggio e fosse possibile estrarle tutte, questo cosiddetto giacimento gigante basterebbe solo per sei mesi di consumi mondiali. Che senso ha sperperare tutte queste risorse per prolungare la vecchiaia del petrolio di mezzo anno?

Costi enormi per poche gocce di petrolio

(1) Il programma lunare Apollo costò 25,4 miliardi di dollari del 1973, equivalenti a 133 miliardi di dollari del 2013.

(2) Le 9 missioni circumlunari sono Apollo 8, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17. Quelle in neretto corrispondono agli allunaggi

(3) A fine 2013 c’erano 318 GW di eolico e con 500 miliardi se ne sarebbero potuti installare altri 500.

Le lobbies del petrolio in affanno: costi spaziali, risultati minimi é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 09:00 di sabato 01 febbraio 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








31 Jan 15:52

Reboot

by Marco Polenta


Ah, benritrovati!

31 Jan 13:34

La grande battaglia di Eve Online

Uno screzio fa scattare una pesante rappresaglia. Di mezzo ci finiscono decine di grandi navi (virtuali) e vanno in fumo migliaia e migliaia di dollari (veri)






31 Jan 13:07

gravitazero: .

31 Jan 13:06

repo-thedj: disneyvillainsforjustice: (I realize that not...











repo-thedj:

disneyvillainsforjustice:

(I realize that not everyone is the leader of a country but everyone can certainly take this man as an example.)

-Jafar

Awesome

31 Jan 13:03

App spione: da Angry Birds a Facebook a...Ikea?

by Paolo Attivissimo
Preoccupati per la notizia che app di gioco popolarissime, come Angry Birds, vengono usate dall'NSA e dai servizi di sorveglianza britannici per raccogliere dati sugli utenti, dall'età alla localizzazione all'orientamento sessuale, tramite i sistemi di gestione della pubblicità delle app? Non c'è da sorprendersi. Stiamo diventando un po' paranoici, a furia di scoprire quanto veniamo tracciati senza il nostro consenso da parte dei governi e delle grandi aziende.

In questa paranoia si è innestata la segnalazione che la nuova versione dell'app di Facebook per dispositivi Android ora è in grado di leggere anche gli SMS e MMS dell'utente (lo potete vedere in Impostazioni - Gestione applicazioni scegliendo l'app). Ma stavolta l'intento non sarebbe spionistico: come spiega su Reddit uno dei tecnici di Facebook e come descritto in una pagina apposita di assistenza del social network, l'autorizzazione a leggere gli SMS è necessaria per poter leggere gli SMS di autenticazione e di sicurezza e Android non consente un accesso più selettivo a questi messaggi, per cui è necessario consentire all'app di leggerli tutti. Sta di fatto che se installate l'app aggiornata di Facebook sul proprio dispositivo Android ora permettete a Facebook di leggere (almeno teoricamente) tutti i vostri SMS: meglio saperlo per regolarsi di conseguenza.

Il massimo della disinvoltura nella raccolta (intenzionale o meno) di dati personali da parte di app, però, arriva da una fonte decisamente inaspettata: Planner, ossia l'applicazione per la progettazione delle cucine di Ikea. Durante l'installazione compare infatti questo avviso, che informa l'utente che l'applicazione potrà accedere “a tutti i dati sul computer e sui siti web visitati”:


Secondo le indagini di The Register, l'avviso compare soltanto se si usa Google Chrome, mentre se si usa Firefox l'utente non viene informato del fatto che l'applicazione si prende questo diritto di ficcare il naso in tutto quello che abbiamo sul computer.

Per quale motivo un'applicazione che serve per pianificare la disposizione dei mobili di cucina ha bisogno questo genere di accesso? Probabilmente si tratta soltanto di un errore di programmazione della società 2020.net che ha sviluppato l'applicazione per conto di Ikea: è normale, durante lo sviluppo di un'app, darle i permessi più ampi e poi ridurli quando è pronta per la diffusione al pubblico. Ma l'errore è sintomatico della leggerezza con la quale troppo spesso chi sviluppa software si prende libertà non necessarie e chi installa software concede permessi intrusivi senza pensarci o addirittura senza sapere di farlo.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
30 Jan 12:50

Bravi, davvero

by di Alessandro Gilioli

È davvero notevole lo sforzo con cui il Pd, Forza Italia, Boldrini e Napolitano stanno trasportando verso il Movimento 5 Stelle anche gli italiani meno attratti da Grillo e Casaleggio.

In un solo giorno:

1. I listini bloccati.
2. Il salva Lega.
3. Le candidature multiple.
4. La soglia di sbarramento turca che impedisce di fatto in futuro qualsiasi gruppo parlamentare diverso da Pd, Forza Italia e satelliti, Lega e M5S.
5. Un regalo miliardario alle banche private.
6. Un trucco ignobile per mescolare questo regalo alle banche con l’Imu, che non c’entra niente.
7. Una tagliola mai usata nella storia repubblicana, che svilisce il Parlamento e porta verso il governo per decreto.

No, bravi, davvero.

29 Jan 16:20

Burocrati, potenti ignoti con rendite milionarie: ecco i nuovi re di Roma

by Paolo Conti e Sergio Rizzo
Sono 1.657 i soggetti proprietari ciascuno di oltre 500 unità immobiliari. Il mercato degli affitti passivi a spese dei contribuenti ammonta a qualche centinaio di milioni l’anno
29 Jan 08:48

In venti parole

by di Alessandro Gilioli

«Berlusconi non avrebbe potuto scrivere una legge elettorale più efficace di questa per le ragioni sue e di Forza Italia».

(Pippo Civati).

28 Jan 08:41

"Il punto è che, se nessuno governa, prima o poi arriva uno che comanda."

“Il punto è che, se nessuno governa, prima o poi arriva uno che comanda.” - Francesco...
28 Jan 08:39

3nding: Quest’immagine la intitolerei italiani in Alto Adige. A...



3nding:

Quest’immagine la intitolerei italiani in Alto Adige. A quanto pare c’è stata una frana (e fin qui, ordinaria amministrazione in Italia - tralasciamo che nell’articolo si parli di massi che hanno sfiorato edifici agricoli mentre dalle foto si direbbe uno strike da manuale) ma guardate un attimo meglio l’immagine. Il masso si è fermato a poche decine di metri da un altro masso già presente.

Costruire un edificio dove un enorme masso è presente nei campi come monito della natura della montagna retrostante?

Italia.

28 Jan 08:34

Snowden accusa gli USA di spionaggio industriale e dichiara: "Mi vogliono morto"

by Michele Rainone

Continua senza fermarsi, Edward Snowden, e lo fa lasciando il segno ogni volta. Nel corso di un’intervista rilasciata per i tedeschi di Ard, il protagonista del Datagate ha lanciato una nuova accusa al governo degli Stati Uniti d’America, sottolineando che pure Siemens è stato vittima di spionaggio industriale e dicendo chiaramente che non tutte le informazioni raccolte dalla NSA servono per la sicurezza nazionale.

E se pensate che si tratti del primo caso, vi sbagliate di grosso, purtroppo: già in passato, alcuni accusarono la NSA di aver preso informazioni sulla brasiliana Petrobass, nonostante le smentite del direttore James Clapper; e non è finita qui: pure l’Australian Intelligence Agency - partner della NSA - è stata accusata di aver spiato alcune imprese nipponiche, e sempre non ai fini della sicurezza. Insomma, questa è soltanto un pezzo del puzzle che vede gli Stati Uniti coinvolti in comportamenti tutt’altro che apprezzabili.

Riprendiamo quanto scritto dall’ANSA sulla vicenda, che comunque sarà meglio approfondita dopo che l’intervista della tv tedesca Ard andrà in onda:

“Snowden avrebbe detto che se la tedesca Siemens fosse in possesso di informazioni che porterebbero vantaggi agli Usa senza avere nulla a che fare con la sicurezza nazionale, la Nsa le userebbe. Ard non fornisce ulteriori indicazioni sull’intervista”.

Stando a quanto riportato da altre fonti - che qui vi riportiamo via Repubblica -, Snowden sarebbe terribilmente preoccupato, perché - a sua detta - alcuni funzionari governativi lo vorrebbero morto:

“Ci sono funzionari che hanno detto che vorrebbero spararmi una pallottola in testa o avvelenarmi all’uscita del supermercato per poi vedermi morire sotto la doccia”.

Per fortuna - a meno che tutto non dovesse venire smentito -, sappiamo bene da che parte sta la verità, e di certo non è dalla parte degli USA.

Snowden accusa gli USA di spionaggio industriale e dichiara: "Mi vogliono morto" é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 01:54 di martedì 28 gennaio 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








16 Jan 16:29

TV SPAZZATURA - SI CHIAMA ROMAUNO ED È IL BRACCIO CATODICO DER MONNEZZA MANLIO CERRONI

by La redazione

Carlo Tecce per "Il Fatto Quotidiano"

Lo chiamavano l'ottavo re di Roma oppure, per non sbagliare con le gerarchie, semplicemente il supremo. Il padrone di Malagrotta, la discarica più grande d'Europa. Ai domiciliari con l'accusa di associazione a delinquere per traffico di rifiuti e di truffa in forniture pubbliche, Manlio Cerroni classe 1926 va oltre la carica onoraria e lo spiega durante l'interrogatorio di garanzia: "Io sono un oracolo, mi devono ringraziare con un monumento. Roma poteva finire come Napoli, immondizia ovunque. Io l'ho salvata, mi definisco un salvatore della patria".

ROMAUNO TV

E ammicca: "Io non cercavo i politici. Il contrario: i politici cercavano me". Convinto. E pure con qualche ricordo. Perché l'ottavo re di Roma, se non sudditi, aveva relazioni. Ma neanche il ministro Anna Maria Cancelieri ha saputo risolvere un episodio inquietante: la richiesta d'arresto per Cerroni, lo scorso marzo, fu rubata in Procura.

Un regnante moderno, però, ha bisogno di una televisione. E l'imprenditore Manlio, che da ragazzo trasportava bovini al mattatoio di Testaccio, inaugura un'emittente su misura per un'informazione dentro il raccordo anulare, un pulpito essenziale per la miriade di consiglieri e presidenti comunali o dei Municipi, fondamentali per la capitale e il consenso nei quartieri: si chiama RomaUno.

CERRONI MANLIO

Era il 2003, dicembre. La politica è reattiva, e presente. L'entusiasmo eccessivo: il modello, dice il già anziano Manlio, è NewYorkOne. Addirittura si vocifera di un gemellaggio con gli americani. Il sindaco Walter Veltroni non vuole mancare, arriva puntuale assieme a Enrico Gasbarra (presidente della Provincia), assessori in Campidoglio e in Regione.

In dono riceve una statua di Albertone Sordi e la sistema in redazione, uffici moderni all'interno di una deliziosa palazzina che fu di Mario Del Monaco, il tenore. Il munifico Cerroni, che fattura miliardi di euro, spende circa cinque milioni di euro l'anno per mandare in giro una ventina di giornalisti con "otto motorini e due auto, di cui una bimodale benzina o elettrica", così i comunicati lo celebravano.

Manlio Cerroni

Il pubblico di RomaUno, che conquista un posto fra i canali satellitari di Sky, cresce di poche migliaia: i contatti giornalieri, nel 2013, sono stati 93.747. L'investimento non genera guadagni, anzi: l'azionista di maggioranza Cerroni, a ogni bilancio, deve confermare una perdita di quasi un milione di euro.

romauno tv

Anche la televisione locale viene collegata al primo pensiero (e affare, soprattutto) di Manlio: l'immondizia. La relazione di gestione di RomaUno, l'ultima disponibile (2012), riporta scambi "commerciali con la controllante per 1,2 milioni di euro relativi a servizi tv svolti". In sigla, la controllante è Co.La.Ri: Consorzio laziale rifiuti, un pezzo d'impero per il re (o l'imperatore) Cerroni. Veltroni non dimentica la televisione di Manlio e, per il lancio del Festival del Cinema di Roma (2006), ospita il PalaRomaUno: una sala da duemila posti, che Cerroni acquista molto volentieri. Con la stessa lungimiranza con cui comprava i terreni per le nuove discariche.

I rappresentanti di Municipio, di qualsiasi estrazione politica, vanno a riempire i palinsesti di RomaUno. E poi ci sono i cittadini, che vengono intervistati. E tanto calcio, Roma e Lazio. A 87 anni, Manlio Cerroni non accetta la misura di prevenzione, i domiciliari, e la decadenza per i titoli che ne alimentavano la leggenda nella capitale: "Nonostante un sistema burocratico folle, io ho evitato che a Roma si creasse un'emergenza come quella campana. Era inutile parlare con consulenti e specialisti: basta parlare con me". Lo stuolo di avvocati esulta: "É un leone". A RomaUno, ieri sera, c'era uno speciale sui saldi.

cerroni images

 

14 Jan 14:32

DuckDuckGo cresce ancora, privacy e neutralità del search engine la chiave del successo

by Francesco Lanza

DuckDuckGo cresce moltissimo, anche grazie al caso Prism. Il 2014 sarà l’anno del vero successo?

Non è la prima volta che parliamo di DuckDuckGo, search engine anonimo che non sfrutta i vostri dati per fornirvi risultati “su misura”. Il piccolo motore di ricerca, infatti, è diventato piuttosto popolare dopo l’apocalisse mediatica scatenata da Snowden, una pubblicità che si pensava avrebbe portato a un successo effimero.

Ebbene, a mesi di distanza possiamo dire che non si tratta di qualcosa di temporaneo. DuckDuckGo è qui, e qui resta! A partire da novembre 2013, oltre 4 milioni di utenti usavano il sito ogni giorno, e con l’anno nuovo siamo arrivati a 4 milioni e mezzo di utenti unici, con 1 miliardo di ricerche durante l’anno scorso.

Non possiamo ancora prevedere una crescita geometrica in atto, certo, ma il blog annuncia che ci saranno nuove feature e un crescente sviluppo durante tutto il 2014.

Come funziona, la ricetta del successo

Abbiamo già lamentato che la “personalizzazione” delle ricerche è una lama a doppio taglio. Teoricamente è utile avere delle risposte pensate apposta per noi, d’altra parte ci sono due effetti negativi:

  • Per ottenere queste informazioni su di noi, search engine come Google colonizzano a tappeto la nostra vita online e seguono ogni nostro passo, vendendo poi questi dati a chi ci propina pubblicità
  • La personalizzazione dei risultati ci isola in una bolla, una vera apartheid che ci incasella nella nostra età, sesso, censo e etnia

DuckDuckGo si presenta come un anti-Google. I suoi risultati non derivano in alcun modo dai nostri dati, che non sono né cercati, né conservati. Se io cerco qualcosa su DuckDuckGo, la pagina che verrà persentata a me sarà la stessa presentata a voi.

DuckDuckGo oscura tramite crittografia tutte le nostre ricerche, cosa che Google fa da poco - e di certo non per se stessa. Ultima caratteristica positiva di DuckDuckGo? È basato in Olanda, lontano dal Patriot Act. Non può essere forzato da nessun americano a consegnare dati.

Chiaramente, il piccolo search engine ha ancora molta strada da fare - e la concorrenza è forte come l’Inferno stesso completo di tutti i suoi diavoli. E noi siamo i dannati…

Via | The Guardian | DuckDuckGo Newsletter

DuckDuckGo cresce ancora, privacy e neutralità del search engine la chiave del successo é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 11:47 di lunedì 13 gennaio 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








10 Jan 12:36

B-Roll of Navy Aircraft being departing and landing on a U.S. aircraft carrier

by David Cenciotti

According to Wiki, a B-Roll “is the supplemental or alternate footage intercut with the main shot in an interview or documentary.”

In this case, the alternate footage shows aircraft being launched and recovery aboard USS Enterprise, the U.S. nuclear flattop retired on Dec. 1, 2012.

Unlike many other videos, the B-Roll of Big-E contains raw footage: it does not include any annoying background music giving you the opportunity to hear the real sound of Blue Water Ops.

H/T to Matt Fanning for sending us the link to the video

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10 Jan 08:17

Photo



09 Jan 09:51

American Supersonic Airliners: Race for a Dream

by Avi Abrams
"QUANTUM SHOT" #189(rev)
Link - article by Avi Abrams



Boeing-2707 SST: a Supersonic Marvel, Largely Forgotten Today

Capable of transporting 296 passengers across the ocean at 2900 km/h, developed 40 years ago, in 1968...

The Sixties (or for that matter, the Fifties) were truly amazing years when it comes to development of fascinating - and often futuristic - technology. The automotive industry, for example, entertained public imagination with powerful full-size cars, a true embodiment of the "American dream" and sheer optimism of the times. In space exploration, we reached all the way to the Moon; in air travel, the dream of an American-made supersonic passenger plane seemed almost certain to become reality.

Witness "Boeing-2707" SST (Supersonic Transport): a beautiful streamlined airplane, almost as big as a Jumbo jet and capable of Mach 3 speeds (much faster than the Concorde):



(top image via)


America enters the race... achieves great results, and... well, let's just say it was good while it lasted

It all started in 1952 with a small-scale study of the feasibility of SST designs by the Boeing company, and things heated up significantly when in 1962 the governments of Britain and France decided to join efforts in the creation of a supersonic Concorde airplane. Then the intrepid Russians also came up with the Tu-144 aircraft (which proved to be as capable as the Concorde, but, sadly, was plagued by accidents and grounded after only 55 passenger flights).

The American government nearly panicked at this point (remembering all too well the embarrassment of the Cold War space race after the "Sputnik" launch) and quickly responded with its own program for Supersonic Commercial Air Transport (SCAT) development. The "SCAT" program got endorsement from President Kennedy himself in 1963 - and the race for dominating supersonic airways was "on".



(images via)


It's worth noting that back then it was widely believed that all future commercial aircraft would be supersonic (which just shows how futuristically-inclined general thinking was in the 1960s). The goal was to produce a commercial aircraft capable of carrying at least 250 passengers (twice as many as the Concorde) at Mach 3 speed, with a Transatlantic range of 4,000 miles. Such was the dream... loftier than the competing European projects, perhaps even as glorious as the idea of reaching the Moon.


Development of Boeing 733: from a "delta wing" to a "swept wing"

The proposed plane would be almost twice as large as the Concorde, will cost two times more (here is the seed of its eventual downfall!) and require twice as much time to build, but it would be the "American Dream" plane, the future of the world's airways (FAA estimated that five hundred of such airplanes will be in use by 1990):


(right image via)


This picture clearly shows the proposed Boeing 2707 SST being at least as large as the Boeing 747 Jumbo jet, if not larger:


(image via)


Here is the conceptual development of wing geometry (with variations on a delta-wing and a swing-wing theme); on the right is the air tunnel testing of a Boeing 733 model:


(images courtesy of NASA)


The "variable wing" geometry has enjoyed quite a history in the US (read this article for example), plus considerable data has been accumulated by the military after developing the XB-70 "Valkyrie" strategic bomber and the YF-12 «Blackbird» spy plane. All of this gave enough reasons for American engineers to start boasting that European supersonic aircrafts were based on already nearly obsolete technology - and while American planes may not enter production first, they most certainly will end up to be the best!


(The McDonnell-Douglas SST proposal in 1966; image via)


Some of these concepts looked like the F-111 fighters with a "variable geometry" wings added on (perhaps a legacy from the TFX program), and others could pass for a Rockwell B-1 bomber prototype. However, even while Boeing was clearly making some progress, it did not enjoy a monopoly on SST research for long. In 1964 the government admitted "Lockheed" into preliminary design competition - while "North American" (responsible for the development of the X-15 Rocketplane) was strangely declined. Thus, two giant corporations ended up pitched against each other, and the race for the winning design again nicely heated up.


An honorable mention: Lockheed 2000

This baby was admirably full-size, boasting good lines and very healthy stats: some models could transport up to 300 passengers with a range of 3500 miles. The Lockheed mock-up was proudly presented to the judges in 1966, but the rival Boeing-2707-100 was already in the works, capable of taking that many passengers and more, plus featuring better aerodynamics and less noise pollution. Not surprisingly, Boeing emerged the sole winner of the government contract.


(images courtesy of Lockheed)

Note: spacesuit-like helmets on cute stewardesses were all the rage in 1960s, in case you did not know. See our previous article Glamour in the Skies for more of the Braniff Airlines helmeted uniforms, designed by Emilio Pucci.


Boeing 2707-100: growing longer and sleeker...

With engines now in the tail section (removed from under the fuselage due to safety concerns), "Boeing 2707" retained the variable geometry wing configuration and a distinctive two-hinged "droop-nose" - added to impove visibility during takeoffs and landings. A new name also reflected the fact that the plane's speed was now an impressive Mach 2.7.





Boeing 2707-200: almost there!

New 2707 model proclaimed return to a tailed delta wing - ironically, the very same configuration of a rejected Lockheed entry. By October 1968 it was decided to abandon the variable geometry wing idea due to overwhelming technical difficulties. However, the 2707-200 again grew in size, reaching (some say) truly monstrous proportions. While such size is obviously not practical, to me it looks more like a futuristic "dream come true":



(The Delta Airlines "swing wing" 2707 designs; bottom right model by John Meyer)


Here is the size comparison:


(left image credit: Boeing)


Boeing 2707-300: already 2 years behind schedule... a prototype that never flew

The new design was now smaller, seating "only" 234. Two prototypes were approved by President Nixon in 1969, as it was a widespread belief that SST aircraft would soon dominate the skies, rendering all other subsonic aircraft obsolete.


(images credit: Hiller Aviation Museum)

Length: 306 ft (1968) 318 ft (1972)
Wingspan: (1968) 174 ft extended 106 ft swept
Cruising speed: Mach 2.7 or 1,800 mph
Weight: (1968) 675,000 lb
Passengers: 300
Altitude: More than 60,000 feet
Power: Four GE4 turbojets
Range: Transpacific, 4,000 mi



(photos courtesy: Ben Wang via Airliners.net)


Soon, however, the all-too-smooth-going project began to gather adverse publicity. The biggest complaint was the environmental "noise pollution" issue, particularly the inevitable sonic booms and a possible reduction of the ozone layer. These concerns (perhaps not surprisingly) gained a lot of weight in the government, with the result being the complete ban on supersonic flights overland in the United States. Another troubling fact was discovered: at speeds above Mach 2.2 the aircraft would encounter so-called "skin friction effect" and its body will have to be built completely from either stainless steel or titanium, significantly increasing the price. The government (dogged on all sides and troubled by the Vietnam war) decided not to spend additional millions of dollars and completely cut the funding in 1971.

According to Wikipedia: "The SST became known as "the airplane that almost ate Seattle." Boeing was a major economic force in the region, and was stretched so thin that a billboard was erected that read, "Will the last person leaving Seattle - turn out the lights?"

"The High-Speed Research (HSR)" program was also canceled by NASA in 1999:


(image credit: NASA)


Extreme costs in operating these glamorous supersonics brought the whole SST idea to an unfortunate end: the beautiful Concorde now resides in a museum, and the skies are dominated by sluggish, but fuel-efficient subsonic jets. The dream remains just a dream, for now... but consider one interesting fact: when government withdrew the funds for SST program, the money (over a million dollars) started pouring in from... American schools & kid's donations. Sadly, children's enthusiasm alone could not save the project.


("Concorde" resides in a museum; appropriately, in Seattle)


By the way, one of the most glamorous flights of the French Concorde was during the full solar eclipse in 1973 - as a flying scientific laboratory. This page has a few more pictures.


(image credit: NASA)


But it's not the end of the story: meanwhile, in the remote & mysterious Russia... The new and improved TU-444 keeps the dream alive, and then some!

The Tu-144 was the first commercial SST aircraft flown (built almost entirely on KGB money & Soviet military technology). It was withdrawn after a short time due to crashes and problems, but not before motivating Europeans and Americans to accelerate their own projects. With its successor, the Tu-444, the Tupolev Aircraft Design Bureau seems determined to keep the project alive and, perhaps one day, we will see these plans result in next-generation Supersonic Transport (which will not be plagued by problems and accidents).



(images credit: Tupolev.ru)

Some say that modern travelers can get anywhere on the planet within 24 hours anyway, so it is kinda pointless trying to improve flight times with expensive SST fleet - but no, people at Tupolev's Design Bureau apparently got pretty excited by the idea of getting from Moscow to New York - and back! - within a day:




An update from 2012 on the status of this project shows insufficient funds and lack of interest from the Russian government. Thus, sadly, even though the dream itself lives on, the times when governments raced each other to realize a shared dream, are clearly over.


Article by Avi Abrams, Dark Roasted Blend.
Sources and further reading: Tupolev.ru, Hiller Aviation Museum, Testpilot.ru, Boeing, Global Security Military site


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08 Jan 12:44

peashooter85: The Graham Island dispute of 1831, In  July of...





peashooter85:

The Graham Island dispute of 1831,

In  July of 1831 a volcanic island off the coast of Sicily poked its head above water and greeted the world.  A small island, it nonetheless attracted the attention of the powers of Europe, as the island held significant strategic importance, being situated between Sicily and North Africa.  One of the main players was the British, who planned to create a naval base on the island.  In August of 1831 a British fleet landed, planted the Union Jack, and named the Island Graham Island after Sir James Graham, the First Lord of the Admiralty.  Then a Sicilian ship arrived.  After removing the British flag, they named the Island Ferdinanadea after King Ferdinand of Sicily.  Then a French ship arrived, claiming the island as “Julia” because the island appeared in July.

The situation quickly grew into a tense international dispute as rivaling ships circled the island, each intent on backing up their claims over the new territory.  Things grew worse when suddenly Spain submitted their own claim and sent ships to take possession of the island.  For months ships from various nations played a game of brinkmanship over an uninhabited rock.  Ships and boats of various spectators, tourists, and journalists also surrounded the island to view the spectacle.

On December 17th, 1831, the dispute ended when Graham Island sank below the waves and disappeared.  

08 Jan 11:14

Photos

I hate when people take photos of their meal instead of eating it, because there's nothing I love more than the sound of other people chewing.
31 Dec 16:38

NSA, accesso sicuro con backdoor a iPhone e molti altri device

by Francesco Lanza

L’NSA conosce il metodo per accedere con sicurezza ai dati di qualsiasi iPhone e di molti altri device, o perchè ne conosce le falle perfettamente o perchè tali falle sono state messe apposta.

Continuiamo a parlare delle rivelazioni diffuse dal giornale tedesco Der Spiegel, che sembrano davvero sondare quanto arrivi in profondità la tana del Bianconiglio - come abbiamo già potuto apprezzare ieri. L’NSA sembra onnipotente, al punto da essere in grado di accedere senza alcun problema a un device che tutti credevamo ragionevolmente blindato, lo smartphone per eccellenza, l’iPhone - o per meglio dire tutti i device iOS.

Secondo i rapporti, infatti, l’NSA ha accesso a manuali operativi sviluppati apposta per elencare tutte le backdoor e le falle software che rendono vulnerabili firewall, tastiere, PC, server, tablet e smartphone attraverso tutta l’industria consumer e enterprise. Basta che una cosa sia prodotta da un’azienda tecnologica (e che non sia quindi basato sul meccanismo molto più trasparente dell’open source, quindi), per essere oggetto di dossieraggio. Der Spiegel ha messo le mani su un’enciclopedia delle vulnerabilità, un documento che non lascia in pace neppure Apple.

Nessun iPhone si salverà

L’NSA è dotata di uno spyware definito DROPOUTJEEP, sviluppato fin dal 2008 e dalla prima generazione di iPhone. Consente di accedere ad un apparecchio iOS tramite SMS oppure il servizio dati del network mobile, oltre che tramite WiFi. Tramite questo spyware un agente può leggere le mail, gli sms, ascoltare la segreteria, individuare la posizione del telefono - non è chiaro se possa ascoltare le telefonate, va detto, ma non sarà di gran conforto. Nulla di tutto questo è percettibile all’utente.

I prodotti Apple sono tuttavia solo la punta dell’iceberg. Vengono nominati anche i server Proliant di HP, in cui può essere impiantato un malware che li fa comunicare direttamente con il quartier generale NSA. Poi c’è una falla dei firewall CISCO, azienda che si è già definita “estremamente preoccupata” per il proprio business, specie quello delle esportazioni all’estero.

L’unico dubbio qui è che la pioggia di dati e prove sia un tentativo in extremis da parte della stessa NSA di “avvelenare il pozzo” come si dice in gergo: questo significa che l’agenzia di controspionaggio avrebbe potuto fornire una raffica di dossier fasulli che ingigantiscono il potenziale operativo dell’NSA, con il doppio effetto di intimidire i nemici e di rendere dubbio quale siano in effetti le reali capacità e quali le fanfaronate.

Questa è solo un ipotesi, ovviamente: per il momento l’idea che l’NSA possa scavare un buco in qualsiasi device è anche troppo realistica.

Foto | Flickr
Via | Der Spiegel

NSA, accesso sicuro con backdoor a iPhone e molti altri device é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 10:57 di martedì 31 dicembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








30 Dec 11:42

Scontro tra Regione Lazio e Angelucci per l’appalto capestro del San Raffaele

by Sergio Rizzo
L’oneroso contratto scade il 31: possibile risparmio di 8 milioni; la famiglia si oppone. Il direttore in Jaguar
30 Dec 11:42

"Unità TAO", il team di hacker dell'NSA rivelato dal quotidiano Der Spiegel

by Francesco Lanza

Der Spiegel rivela altre strutture interne dell’NSA, come l’unità di hacker TAO e i suoi tentacoli degni di una vera e propria piovra spionistica.

Il giornale tedesco Der Spiegel è noto per aver collaborato piuttosto a lungo con Edward Snowden assieme al britannico The Guardian - e sembra del tutto intenzionato a restare fisso sulle tracce del controspionaggio americano, responsabile di invasioni della privacy a livello planetario e di comportamenti del tutto immorali e contrari al diritto internazionale nei confronti di nemici e alleati.

Un lungo editoriale pubblicato dal giornale, infatti, esamina accuratamente il TAO, ovvero “Office of Tailored Access Operation”. Questo organo interno della NSA è l’unità che è cresciuta più rapidamente all’interno dell’agenzia statunitense, ed è responsabile del bersagliamento sui dati delle grosse corporation informatiche, e quindi sull’invasione della privacy sul traffico che passa attraverso gli USA.

Come è fatto il TAO?

Der Spiegel offre dettagli sorprendentemente vaghi sulla natura e organizzazione del TAO. La confusione sorge spontanea: come può un solo ufficio occuparsi di tante cose contemporaneamente ed avere poteri e capacità tanto vaste? I documenti analizzati dal giornale tedesco evidenziano come il TAO sia in grado di occuparsi di antiterrorismo, cyberwarfare, spionaggio tradizionale, exploit di falle tecnologiche hardware e software. Il TAO è capace di inserire backdoor e cimici nei device prima che essi stessi vengano recapitati alla distribuzione.

Il TAO è anche responsabile di quei famosi “attacchi quantumdi cui abbiamo parlato qualche tempo fa: creare delle copie-carbone dei server e sfruttare il dominio del territorio o accordi speciali con le telecom per sostituirsi a quelli reali, sfruttando un tempo di risposta superiore al network “regolare” per intercettare il traffico senza essere rilevati. Questo genere di attacco è possibile solo ad uno stato-nazione che può usare le proprie risorse per essere più veloce di Google, Yahoo e altre multinazionali, cogliendoli di sorpresa.

Lo Spiegel parla anche di un altro ufficio dell’NSA, l’ANT, che si occupa di dossieraggio di bug, falle e problemi hardware e software, allo scopo di redigere veri e propri “manuali” sulla violazione dei sistemi e così via.

A quanto pare non serve più il materiale di Edward Snowden per scavare nelle pratiche di spionaggio degli americani - Anche se farebbe davvero piacere sapere chi sono le fonti sfruttate da Der Spiegel, se non si tratta ancora di materiale proveniente dall’ex-contractor dell’NSA.

Foto | Saturday Morning Breakfast Cereal
Via | Der Spiegel

"Unità TAO", il team di hacker dell'NSA rivelato dal quotidiano Der Spiegel é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 11:26 di lunedì 30 dicembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








29 Dec 22:02

Stunning GoPro video of what passengers don’t see when flying an Airbus 340

by David Cenciotti

Shot with GoPro cameras attached to Air Tahiti Nui‘s Airbus 340, the following footage is particularly interesting as it shows ground and air ops around the wide body from several points of view during scheduled services to/from French Polynesia.

Something passengers don’t see when flying an A-340 (which is also operated by some VIP or military services, as the Royal Brunei Airlines, Qatar Amiri Flight, Arab Republic of Egypt Government, Saudi Arabia Air Force, The Hashemite Kingdom of Jordan and the French Air Force – formerly even Gaddafi had one).

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28 Dec 18:19

Kyenge: "Sensata la cittadinanza dopo il servizio militare"

Bowman

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Le imprese di Stato costano 23 miliardi l'anno

Il rapporto, presentato lo scorso 19 dicembre, rileva - tra l'altro - che più della metà di questi organismi non sembra svolgere attività di interesse generale
21 Dec 12:26

BitTorrent svilupperà un servizio di instant messaging crittografato e senza server

by Francesco Lanza

BitTorrent sta studiando un instant messenger crittografato che rinuncia al server e promette di essere del tutto sicuro.

BitTorrent Inc., famosa a causa del formato di scambio file che tutt’ora è uno standard per il peer to peer e di BitTorrent Sync, rivale di Dropbox basato su cloud privato, sta usando il proprio vasto know-how tecnologico per creare un sistema di instant messaging caratterizzato da feature di sicurezza completamente innovative.

Il sistema si affiderà alla crittografia tramite public key, rendendo di fatto le comunicazioni inviolabili dall’esterno, rinunciando ai consueti user name in cambio di una identificazione tramite chiavi crittografiche.

Il sistema di comunicazione si chiamerà BitTorrent Chat, un nome piuttosto semplice. Sfrutterà un metodo di connessione DHT privo di server. La Distributed Hash Table identifica gli indirizzi IP e il protocollo è stato modificato per supportare la crittografia: sarà sicuro e davvero privato, perché nessuno potrà vedere il nostro IP.

Come funziona

Si tratta di un sistema di crittografia asimmetrica. Senza entrare in spiegazioni complesse, basta dire che i due utenti si scambieranno le chiavi pubbliche per poter chiacchierare. I messaggi saranno crittografati usando la chiave privata dell’utente, ma verrà anche generata una chiave temporanea che identificherà ogni singola conversazione. Questo significa che anche appropriandosi della chiave privata di un utente, un hacker (o un agente segreto!) non potrà vedere la sua cronologia passata di messaggi.

Esisterà anche uno strato meno sicuro per le conversazioni. Gli utenti avranno altre opzioni, più semplici, per fare da supporto a chi ha una mente meno tecnica.

Per il momento il sistema è in fase Alpha, un test interno all’azienda che presto sarà esteso anche a qualche pioniere. È possibile registrarsi presso il sito di BitTorrent per accedere al programma di collaudo.

Via | BitTorrent Blog

BitTorrent svilupperà un servizio di instant messaging crittografato e senza server é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 13:29 di venerdì 20 dicembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.