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07 Nov 19:22

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22 Sep 21:59

L’Atlante definitivo delle Astronavi Sci-Fi

by NewsBot

spaceships_header

Vi è mai capitato di interrogarvi sulle proporzioni e reali dimensioni delle astronavi rappresentate nei film, serie tv o videogame di fantascienza? Bene, questo atlante vi toglierà ogni dubbio.

Realizzato dal tedesco Dirk Löchel, contiene una miriade di astronavi delle dimensioni da minimo 100 metri ad un massimo di 24Km.

Ovviamente Death Star e T.A.R.D.I.S. sono risultate fuori misura perché la prima ha un diametro di 160Km e la seconda sarebbe stata contemporaneamente troppo piccola e troppo grande.

 

size_comparison_spaceships

 

Nota di merito per la ISS, unico vero manufatto spaziale attualmente in uso.

Per il download e la stampa a dimensioni “galattiche”, autorizzata dall’autore, cliccate qui.

 

L’Atlante definitivo delle Astronavi Sci-Fi è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd.

L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

Altri articoli dello stesso autore: NewsBot

22 Sep 18:40

Antibufala mini: la cripta di Padre Pio ha 2000 metri quadri d'oro massiccio!

by Paolo Attivissimo
Rispondo pubblicamente e brevemente a una richiesta d'indagine arrivatami da una lettrice (rosa*): è vero che la cripta della Chiesa di Padre Pio ha 2000 metri quadrati d’oro massiccio, come scrivono per esempio Repubblica (a firma di don Paolo Farinella), l'UAAR (con parziale smentita), il Corriere del Mezzogiorno o Laparola.it?

Dipende cosa s'intende per “massiccio”: considerato che risultano usati in tutto tre chili d'oro per i mosaici, se fossero davvero spalmati su 2000 metri quadri sarebbero una sfoglia tutt'altro che massiccia: lascio a voi fare i calcoli precisi. Inoltre, al prezzo di circa 30 euro al grammo di oggi, tre chili d'oro sarebbero circa 90.000 euro: neanche una gran cifra rispetto alle altre spese dell'opera, come per esempio la grande croce, che da sola è costata circa 1,5 milioni di euro dati dalla regione Puglia.

Non intendo entrare in polemica sulla sensatezza o meno di spendere questo denaro in questo modo invece che in un altro: mi hanno chiesto se è vero che ci sono 2000 metri quadrati d'oro massiccio nella cripta e mi limito a rispondere a questa domanda. No, non ci sono.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
12 Sep 20:57

chouncazzodicasino: Ahahahha ahah.. ahahh.. ah.. ah.No, sul...















chouncazzodicasino:

Ahahahha ahah.. ahahh.. ah.. ah.
No, sul serio, sono io.

23 Jul 22:26

Equo compenso per copia privata: ecco dove vanno a finire tutti i soldi

by Gianfranco Giardina
Quasi nessuno sa che strada prendano i soldi dei compensi per copia privata una volta entrati in SIAE. Abbiamo provato a vederci chiaro e a ricostruire, nel limite del possibile, tempi e metodi di ridistribuzione, scoprendo che...
15 Jul 20:58

guerrepudiche: marikabortolami: Frammento del discorso...



guerrepudiche:

marikabortolami:

Frammento del discorso veneziano di Renzi, sottotitolato. 


Come si dice quando provi imbarazzo conto terzi? 
La Madia o Gozi avrebbero dovuto far qualcosa. Fermarlo anche a costo di tirargli una gomitata in faccia.
Possibile non abbia nemmeno un amico, nessuno che gli dica: “Matteo, non farlo, credimi. Gna puoi fare, lascia perdere. Per gli italiani, per tutti quelli che hanno studiato da traduttori, per i tuoi figli, per te, soprattutto”. 

"Plis visit auar cauntri" Ver. 2.0

07 Jul 21:16

Per l’NSA, se leggi LinuxJournal o cerchi privacy sei un “estremista” da sorvegliare

by Paolo Attivissimo
Promemoria per tutti quelli che dicono che lo scandalo della sorveglianza da parte dei servizi di sicurezza statunitensi non li riguarda, perché tanto non fanno nulla che possa interessare i sorveglianti governativi: basta visitare il sito LinuxJournal.com per finire nella grande rete a strascico delle intercettazioni NSA, perché LinuxJournal.com è considerato dall'NSA come un “forum di estremisti”. Non ridete.

Sembra una notizia degna dei siti sparabufale satiriche come The Onion, ma la fonte è delle più serie: il servizio pubblico radiotelevisivo tedesco ARD, insieme con noti ricercatori di sicurezza. I dettagli sono in questo articolo in inglese e qui in tedesco.

Secondo il programma Panorama di ARD, è stato trafugato e reso pubblico del codice sorgente appartenente al sistema XKeyscore dell'NSA. Questo è uno spezzone che sembra puntare a uno specifico articolo di LinuxJournal dedicato al sistema operativo TAILS:

// START_DEFINITION
/*These variables define terms and websites relating to the TAILs (The Amnesic Incognito Live System) software program, a comsec mechanism advocated by extremists on extremist forums. */
$TAILS_terms=word('tails' or 'Amnesiac Incognito Live System') and word('linux' or ' USB ' or ' CD ' or 'secure desktop' or ' IRC ' or 'truecrypt' or ' tor ');
$TAILS_websites=('tails.boum.org/') or ('linuxjournal.com/content/linux*');
// END_DEFINITION

Finisce schedato anche chi cerca informazioni su Tor, il sistema che consente di anonimizzare la propria navigazione, o altri software e siti per la gestione della privacy o per la crittografia (HotSpotShield, FreeNet, Centurian, FreeProxies.org, MegaProxy, privacy.li, MixMinion). Per chi usa Tor la cosa è particolarmente ironica, considerato che Tor è stato sviluppato in parte dal governo statunitense proprio per aiutare i dissidenti democratici nei paesi totalitari.

Un altro aspetto interessante di questa nuova rivelazione sulla sorveglianza globale via Internet è che la fonte in questo caso non è Edward Snowden. Ci sarebbe, insomma, qualche altro addetto ai lavori che ha deciso che così non si può più andare avanti e che la sorveglianza è diventata delirio di potere.

Fonti aggiuntive: Ars Technica, Schneier.com.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
30 Jun 20:10

Nucleare, l’eredità e i pericoli del deposito di Saluggia

by Davide Mazzocco

Là suta. La nostra eredità nucleare in un triangolo d’acqua di Cristina Monti, Paolo Rapalino e Daniele Gaglianone racconta Saluggia, il paese a 40 km a nord est di Torino dove sono conservate il 96% delle scorie radioattive prodotte nella stagione nucleare italiana

A Saluggia, piccolo comune agricolo a 40 Km da Torino, è conservato il 96% delle scorie radioattive prodotte dalla stagione nucleare italiana. L’area si trova a ridosso del fiume Dora Baltea, tra i principali affluenti del Po, delimitata da canali irrigui che portano l’acqua alle risaie del vercellese e attraversata dalla falda acquifera che alimenta l’acquedotto del Monferrato.

LEGGI TUTTO

Nucleare, l’eredità e i pericoli del deposito di Saluggia é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 11:43 di giovedì 05 giugno 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








30 Jun 20:05

sizvideos: Humpback whale bubble rings - Video

26 Jun 17:32

..iNTERSTELLAR..

by noreply@blogger.com (lzp!)
..è il nuovo di Nolan..

..quello di "The dark knight" e di "Inception"..



Interstellar - Trailer from Ignition on Vimeo.


..che la sola idea di cosa possa aver fatto venendo a contatto con cosettine come lo spazio-tempo e la relatività..

..


22 Jun 15:30

..pASSEROTTOWAFFE: tROVA lA dIFFERENZA..

by noreply@blogger.com (lzp!)





14 Jun 12:08

ARPA Piemonte, uno studio sugli effetti dei cellulari

Un nuovo studio condotto conferma quanto gia' si sapeva sulle emissioni del dispositivi cellulari. Ma sugli effetti sulla salute non e' ancora possibile stabilire una certezza






09 Jun 19:19

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28 Apr 07:10

caffeinatedqueer: keab42: cold-neverbotheredmeanyway: ohitsjus...



















caffeinatedqueer:

keab42:

cold-neverbotheredmeanyway:

ohitsjustkim:

stammsternenstaub:

kirkwa:

And This Is Why You Shouldn’t Get Sick In America

Many believe that the US healthcare system is the best in the world. Not so according to the World Health Organization’s ranking of the world’s health systems. The US doesn’t even rank in the top 25. It ranks 37th and is the most expensive in the world. I would argue that even if we had the best healthcare system in the world, what good is it, if no one can afford to access it.

Most companies are buying 60/40-policys for their employees these days, but even if you are lucky enough to have good insurance with 80/20-policy coverage, that 20 percent your responsible for can drive you right into bankruptcy as easily as the 60-40 policy given the cost of healthcare.

Insurance cost have been going up dramatically in the last two decades, long before the new Affordable Healthcare Act has taken affect, in some cases as much as 35% per year.

But have you noticed the latest trick the insurance companies have roll out?

Yes, Higher Deductible… most averaging $5,000 per year, per person, but I have seen some as high as $10,000 per year. For those of you that are wondering, this tactic is specifically designed too stop you from using your insurance. It reduces the insurance companies out of pocket liability by shift costs onto consumers, especially those dealing with chronic illness such as diabetes and arthritis. Consequently, because consumers can’t afford the deductible they will avoid necessary care to save money.

Although insurance companies are a problem, the real crook is the healthcare system it self. A corrupt and bloated system desperately in need of reform!

OKAY SO I KNEW THAT TECHNICALLY IN AMERICA THAT YOU PAY FOR HEALTHCARE BUT LIKE THE IDEA IS SO BIZARRE TO ME THAT I’D NEVER CONSIDERED THAT YOU’D GET… A BILL?????? FOR BEING…. ILL?????????? I LITERALLY DON’T

how can anaesthetic cost that much??

how is this legal??

WHAT? And I thought having to pay £7 ($11.55) for stronger prescription allergy meds instead of £4 ($6.60) for the less effective store-brand ones was ridiculous.

You have to pay for the ambulance!?

This is JUST the ambulance. With insurance.

11 Apr 07:33

Heartbleed Explanation

Are you still there, server? It's me, Margaret.
05 Apr 07:41

Quella volta che i servizi segreti USA crearono un social network

by Paolo Attivissimo
Fonte: Wikipedia
Secondo la Associated Press, alcuni anni fa il governo statunitense aveva creato un social network a scopo di raccolta di dati personali e di propaganda. Niente panico: nonostante alcune credenze molto diffuse, non si tratta di Facebook.

Il social network in questione è, o meglio era, ZunZuneo, una sorta di Twitter cubano, basato esclusivamente sugli SMS per aggirare le severissime restrizioni imposte dal governo di Cuba sull'accesso a Internet. Tramite un complicato sistema di società di copertura costituite in vari paesi, a partire dal 2010 il governo USA, attraverso la propria Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (USAID), aveva reclutato tecnici ignari per costituire il social network. L'attività era partita in modo innocente, inviando messaggi non controversi (notizie di sport, meteo e musica) ai cellulari dei cubani. L'intento era di passare, in una seconda fase, quando il numero di utenti fosse cresciuto sufficientemente, all'invio di messaggi antigovernativi, con la speranza di innescare un dialogo non censurato che portasse a una rivoluzione democratica.

Dalla Cubacel, la società telefonica cellulare statale cubana, furono prelevati circa 500.000 numeri di telefonino. I numeri furono smistati a varie società, in modo da farli sembrare provenienti da paesi sempre differenti e nascondere la loro origine statunitense e governativa. ZunZuneo arrivò ad avere un massimo di circa 40.000 iscritti, ai quali furono inviati messaggi di sondaggio apparentemente blandi, le cui risposte permettevano però di profilare le simpatie politiche degli utenti, ignari di usare un social network del governo americano.

Il governo cubano non rimase con le mani in mano: fece oscurare ZunZuneo per i cubani a metà del 2012 e il progetto fu abbandonato dalle autorità statunitensi. Ora, grazie al giornalismo investigativo, sappiamo i dettagli di questa vicenda surreale, raccontati qui.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
18 Mar 11:34

Sheerwind, ecco cosa è in grado di fare l'eolico se gli si aggiunge un imbuto

by EcoAlfabeta


Non è detto che le pale eoliche debbano essere sempre più alte e più grandi; potrebbero anche essere un po’ più piccole se l’aria si potesse muovere abbastanza in fretta (1).
Come è possibile accelerare il vento? Lo si può fare se lo si incanala in un imbuto, sfruttando il classico effetto Venturi: minore la sezione di una condotta, più rapido il flusso dell’aria per cercare di conservare la portata (2). Potemmo quindi definirlo un “eolico a concentrazione“.

Come si può vedere dal prototipo di Invelox nella foto qui sotto, vento a bassa  velocità (anche meno di 1 m/s) viene incanalato negli imbuti dove acquista velocità, in modo da fare girare la turbina collocata nel punto indicato con “4″. La turbina collocata al chiuso necessita di minori manutenzioni e non rappresenta un rischio per gli uccelli migratori. Prima di raggiungere la pala, è possivbile dare all’aria un profilo di velocità “a ciambella”, in modo da concetrare il flusso sulle pale senza colpire inutilmente il perno.

Sheerwind, l’azienda che vorrebbe applicare questo sistema su vasta scala, sostiene che i maggiori vantaggi sono dati dalla possibilità di installare un parco eolico anche dove la velocità del vento è bassa con costi più bassi (43% in meno di capitale e 50% in meno di spese correnti) e minore occupazione del suolo (fino al 90%). Qui si possono trovare altri dettagli, anche relativi ai generatori omnidirezionali, in grado di raccogliere il vento da qualunque direzione.

E’ interessante il confronto tra Invelox e una pala eolica tradizionale: a parità di potenza (1,8 MW), Invelox utilizza una struttura alta 28 m e non 80, una pala di 8 m di diametro invece che 85 menter il vento di cut-in è di soli 0,9 m/s in luogo di 3,8.

E’ difficile prevedere se una simile tecnologia potrà avere fortuna, ma intanto ha dimostrato quanto sia vitale il mondo delle energie rinnovabili dal punto di vista della ricerca e sviluppo. Basta crederci e investire risorse, invece di sprecarle altrove.

Invelox

(1) Dopotutto, la potenza della turbina è proporzionale al quadrato del diametro dell’eolica, ma al cubo della velocità del vento.
(2) Per un fluido incomprimibile, A1v1=A2v2, cioè la velocità del fluido è inversamente proporzionale all’area della sezione del condotto. Ciò vale approssimativamente anche per l’aria se le velocità non sono troppo elevate.

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Sheerwind, ecco cosa è in grado di fare l'eolico se gli si aggiunge un imbuto é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 10:15 di martedì 18 marzo 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








17 Mar 08:57

pinkraccoon: "Sono solo coloro che non hanno mai sparato o che...



pinkraccoon:

"Sono solo coloro che non hanno mai sparato o che non hanno mai udito le urla e i gemiti dei feriti che inneggiano alla guerra, alla vendetta, alla desolazione."More here

10 Mar 11:17

Camion Bar Travel: se Roma fosse il mondo

by RondoneR

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Avete mai immaginato di vedere nei panorami più famosi del mondo gli osceni cambion bar che invadono e deturpano ogni angolo storico di Roma? Noi sì. Ed ecco il reportage #camionbartravel

Le abbiamo provate tutte. Come RomaFaSchifo e tanti altri del resto. Una valanga di cartoline romane per denunciare lo scempio in cui siamo costretti a vivere ogni giorno.

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Sembrano posizionarsi proprio per distruggere le prospettive de la Grande Bellezza di Roma..La lobby dei camion bar invece di diminuire (come avevano promesso e ri-promettono ora) è aumentata. Arrivando a livelli paradossali. Grotteschi. Da vera usucapione. Come racconta la paladina consigliere comunale Nathalie Naim quotidianamente sui social network.

La figura escrementizia che facciamo con il mondo è tale, che abbiamo pensato di spiegarla così. Dato che i confronti impietosi con la realtà non suscitano sdegno, proviamo con il surreale. Immaginiamo cosa penseremmo mentre facciamo una foto in un posto famoso e ci trovassimo in primo piano uno dei nostri “amici”. Per esempio a Parigi, davanti alla Tour Eiffel.

Torre Eiffel

Con l’aiuto del bravissimo Dorli che abbiamo conosciuto grazie ai collage di Roma Ieri Oggi, ci siamo divertiti a “imbrattare” il mondo.

Agra-Taj Mahal

Il Tay Mahal come il Colosseo, il Pantheon o il Circo Massimo. E che nessuno ci venga a dire che non siamo sullo stesso livello (se non superiore) d’importanza storica.

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La Porta di Brandeburgo a Berlino come il nostro glorioso Castel Sant’Angelo, letteralmente circondato. Ad ogni ora del giorno e della notte.

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Non si fa forse fatica a riconoscere l’originale dal falso? Qual é l’immagine più credibile? E a Buckingham Palace come ce lo vedreste? O nella Piazza Rossa di Mosca?

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Meglio o peggio che davanti a villa Medici, sulla terrazza di Roma più elegante? Magari al romantico tramonto…

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Insomma potete viaggiare con il #camionbartravel dove volete, non c’è confine per il surreale, perché qui a Roma sarà sempre superato.

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Camion bar Travel: se Roma fosse il mondo

Camion bar Travel: se Roma fosse il mondo

Camion bar Travel: se Roma fosse il mondoCamion bar Travel: se Roma fosse il mondoCamion bar Travel: se Roma fosse il mondoCamion bar Travel: se Roma fosse il mondoCamion bar Travel: se Roma fosse il mondoCamion bar Travel: se Roma fosse il mondoCamion bar Travel: se Roma fosse il mondoCamion bar Travel: se Roma fosse il mondoCamion bar Travel: se Roma fosse il mondoCamion bar Travel: se Roma fosse il mondoCamion bar Travel: se Roma fosse il mondoCamion bar Travel: se Roma fosse il mondo

Camion Bar Travel: se Roma fosse il mondo é stato pubblicato su 06blog.it alle 10:40 di lunedì 10 marzo 2014. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.




07 Mar 08:54

"I film americani li riconosci perché vincono i buoni ma hanno ragione i cattivi."

“I film americani li riconosci perché vincono i buoni ma hanno ragione i cattivi.” -...
04 Mar 10:38

Copia privata: l'Europa approva la risoluzione Castex

by Gianfranco Giardina

Il rapporto Castex sui compensi per copia privata è stato approvato lo scorso 27 febbraio dal Parlamento europeo. Dopo le polemiche per il titolo “provvisorio” del provvedimento – modificato da “tasse per copia privata” a “compensi per copia privata” –, il testo ha passato l’esame dell’aula e quindi è stato inviato agli Stati membri e alla Commissione europea. Non si tratta di una “legge” vera e propria ma di una serie di raccomandazioni non vincolanti che comunque sono destinate ad avere un ruolo nel dibattito in corso in Italia sull’adeguamento dei compensi per copia privata. La relatrice del provvedimento è Francoise Castex (foto qui sotto), da cui la risoluzione prende il nome, deputata al Parlamento europeo di nazionalità francese del gruppo dei Socialdemocratici.

Cosa raccomanda la risoluzone Castex (in pillole)

Un testo composito come quello della risoluzone Castex richiede una lettura attenta del testo originale (riportato in fondo all'articolo).

Badando alle cose principali, il testo approvato dal Parlamento europeo:

  • rinnova la fiducia nella fattispecie della copia privata e ne sottolinea l'attualità;
  • chiede l’armonizzazione di tutte le tariffe e i prodotti assoggettati a livello comunitario;
  • raccomanda che i consumatori che comprano all’estero sostengano i compensi per copia privata previsti nel proprio Paese e non all’estero;
  • suggerisce che la rideterminazione dei compensi avvenga di concerto tra tutte le parti coinvolte secondo principi di equità e obiettività;
  • incoraggia gli Stati membri e i titolari dei diritti a realizzare campagne di comunicazione positive che pongano in evidenza i vantaggi legati ai compensi per copia privata;
  • invita gli Stati membri a tenere esenti a monte gli utilizzatori professionali dal compenso per copia privata, senza constringerli a ricorrere a meccanismi di rimborso ex-post;
  • suggerisce che una quota di almeno il 25% dei ricavi da compenso per copia privata venga destinato alla promozione delle arti creative e degli spettacoli dal vivo;
  • raccomanda trasparenza nella ridistribuzione dei compensi per copia privata e in particolare per la quota detratta e utilizzata a fini sociali e culturali;
  • sottolinea la prevalenza del diritto di copia privata sui sistemi di protezione, che dovrebbero garantire la possibilità ai consumatori di fare comunque la copia per uso privato;
  • introduce l’ipotesi che possa essere introdotto il compenso per copia privata anche per lo storage in cloud

Una visione vecchia e penalizzante per i consumatori

Al di là di alcune cose ragionevoli contenute in questa risoluzione del Parlamento europeo, ovviamente non possiamo essere allineati con un punto di vista che di fatto difende a spada tratta un sistema presuntivo di prelievo e arbitrario di ridistribuzione come quello della copia privata, una fattispecie oramai superata; tanto più che come abbiamo detto molte altre volte, è oramai praticamente impossibile farle queste copie.

Colpiscono poi molti aspetti secondari di questa risoluzione, come le premesse a tratti assolutamente discutibili; come per esempio il riferimento al giro d’affari generato da supporti e apparecchi elettronici coinvolti nella copia, che secondo il rapporto supererebbe i 1000 miliardi di euro (contro compensi per copia privata oggi a circa 600 milioni di euro); come dire che lì ci sono i quattrini e quindi tutto sommato se li si prende in quella filiera nessuno dovrebbe lamentarsi più di tanto. Ma la risoluzione Castex chiarisce in più punti che i compensi sono pagati dai consumatori e quindi forse sarebbe più corretto valutare, nazione per nazione, il reddito medio dei cittadini piuttosto che il fatturato dell’industria.

Ma soprattutto risulta evidente il tono di tutto il documento, polarizzato sugli interessi di una parte, gli aventi diritto, e ripulito da un corretto controbilanciamento nei confronti dei diritti dei consumatori. Se ne lamenta la stessa deputata Castex quando afferma di: “rimpiangere che la destra maggioritaria abbia rigettatto la mia doppia proposta di soppressione dei sistemi di DRM e di legalizzazione dello scambio di opere a fini non commerciali (leggasi peer to peer, ndr). Sarebbe stata una giusta compensazione per i consumatori”. Il risultato che quindi esce da questa risoluzione è quindi iniquo, anche a detta della propria relatrice; come spesso accade per mano della politica, a spese del consumatore.

Pubblichiamo qui di seguito l’intero testo della risoluzione Castex

 

P7_TA-PROV(2014)0179

Prelievi per copie private

Commissione giuridica

PE519.560

Risoluzione del Parlamento europeo del 27 febbraio 2014 sui prelievi per copie private (2013/2114(INI))

Il Parlamento europeo,

–    vista la direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione[1],

–    viste la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l'uso online nel mercato interno (COM(2012)0372) e la valutazione d'impatto che l'accompagna,

–    visti gli articoli 4, 6, 114 e 118 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–    viste le sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, in particolare quelle del 21 ottobre 2010 nella causa C‑467/08, Padawan / SGAE (raccolta 2010, pag. I-10055), del 16 giugno 2011 nella causa C-462/09, Stichting de Thuiskopie / Opus Supplies Deutschland GmbH e altri (raccolta 2011, pag. I-05331), del 9 febbraio 2010 nella causa C-277/10, Martin Luksan / Petrus van der Let (non ancora pubblicata nella raccolta), del 27 giugno 2013 nelle cause riunite da C-457/11 a C‑460/11, VG Wort / Kyocera Mita e altri (non ancora pubblicata nella raccolta) e dell'11 luglio 2013 nella causa C-521/11, Austro Mechana / Amazon (non ancora pubblicata nella raccolta);

–    vista la comunicazione della Commissione intitolata "Un mercato unico dei diritti di proprietà intellettuale. Rafforzare la creatività e l'innovazione per permettere la creazione di crescita economica, di posti di lavoro e prodotti e servizi di prima qualità in Europa" (COM(2011)0287), del 24 maggio 2011,

–    vista la comunicazione della Commissione del 18 dicembre 2012 sui contenuti del mercato unico digitale (COM(2012)0789),

–    viste le raccomandazioni di António Vitorino, del 31 gennaio 2013, risultanti dal processo di mediazione sui prelievi per copia privata e riproduzione,

–    visto il documento di lavoro della commissione giuridica "Copyright in the music and audiovisual sectors" (Diritti d'autore nei settori della musica e dell'audiovisivo), approvato il 29 giugno 2011,

–    visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–    vista la relazione della commissione giuridica (A7-0114/2014),

A.  considerando che la cultura e la creazione artistica costituiscono lo zoccolo dell'identità europea passata e presente; che in futuro esse svolgeranno un ruolo essenziale nello sviluppo economico e sociale dell'Unione europea;

B.  considerando che la cultura e la creazione artistica sono parte integrante dell'economia digitale; che la parità di accesso alla crescita digitale dell'Europa è una condizione necessaria per l'espressione di contenuti culturali sia sofisticati che ordinari; che dalle consultazioni effettuate emerge che il mercato digitale europeo non ha ancora mantenuto le promesse di una distribuzione efficace, di un compenso equo per i creatori e di una distribuzione equa ed efficace delle entrate all'interno del settore culturale in generale e che, per risolvere tali problemi, occorre agire a livello di Unione;

C.  considerando che il passaggio al digitale ha un enorme impatto sul modo in cui le identità culturali sono espresse, diffuse e sviluppate; che la riduzione delle barriere alla partecipazione e l'emergere di nuovi canali di distribuzione facilitano l'accesso alle opere creative e alla cultura, migliorando la circolazione, la scoperta e la riscoperta della creazione culturale e artistica in tutto il mondo e offrendo opportunità a creatori e artisti; che, di conseguenza, le possibilità di mercato per nuovi servizi e imprese si sono considerevolmente ampliate;

D.  considerando che anche nell'era digitale deve sussistere il diritto dell'autore alla tutela della propria opera creativa e il diritto a un'equa remunerazione per tale opera;

E.   considerando che, grazie al progresso tecnologico e al passaggio a Internet e al cloud computing, la copia digitale per uso privato ha assunto una grande importanza economica e che il sistema esistente dei prelievi per copia privata non tiene sufficientemente conto degli sviluppi nell'era digitale; che, attualmente, non esiste un modello alternativo in questo settore che garantisca un compenso adeguato per i titolari dei diritti e che renda allo stesso tempo possibile la realizzazione di copie private; che occorre nondimeno condurre un dibattito nell'ottica di aggiornare il meccanismo della copia privata, rendendolo più efficiente e tenendo maggiormente conto del progresso tecnologico;

F.   considerando che la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multiterritoriali per i diritti su opere musicali per l'uso online nel mercato interno, adottata dal Parlamento e dal Consiglio in data 4 febbraio 2014, ribadisce il fatto che nella gestione dei diritti d'autore occorre porre un'enfasi particolare sulla trasparenza dei flussi di remunerazione percepiti, distribuiti e versati ai titolari dei diritti da parte di società di gestione collettiva, anche per la copia privata;

G.  considerando che la direttiva 2001/29/CE consente agli Stati membri di prevedere un'eccezione o una limitazione al diritto di riproduzione per taluni tipi di riproduzione di materiale sonoro, visivo e audiovisivo ad uso privato, con equo compenso, e può permette ai consumatori dei paesi che hanno introdotto tale limitazione di copiare liberamente i loro repertori musicali e audiovisivi da un supporto o da un tipo di materiale multimediale a un altro, con la frequenza che loro aggrada, senza chiedere l'autorizzazione dei titolari dei diritti, sempreché la copia sia destinata a un uso privato; che i prelievi dovrebbero essere calcolati sulla base del potenziale pregiudizio arrecato ai titolari dei diritti dall'atto di copia privata in questione;

H.  considerando che la somma totale dei prelievi per copie private riscossi in 23 dei 28 Stati membri è più che triplicata dall'entrata in vigore della direttiva 2001/29/CE e che, secondo le stime della Commissione europea, ammonta attualmente a più di 600 milioni di EUR; che questa cifra rappresenta un importo considerevole per gli artisti;

I.    considerando che per i fabbricanti e gli importatori di supporti e materiali di registrazione tradizionali e digitali tali prelievi rappresentano solo una piccola parte del fatturato (stimato a un totale di oltre 1 000 miliardi di EUR);

J.    considerando che numerosi terminali mobili offrono, in teoria, la possibilità di realizzare copie per scopi privati, ma che di fatto questi terminali non sono utilizzati a tal fine; esorta pertanto a portare avanti discussioni a lungo termine per sviluppare un modello più efficace e aggiornato che non si basi necessariamente su un prelievo forfettario per dispositivo;

K.  considerando che il confronto tra i prezzi dei materiali venduti in un paese che applica i prelievi e un paese che non li applica indica chiaramente che il prelievo per copie private non incide in misura significativa sul prezzo dei prodotti;

L.   considerando che fabbricanti e importatori di supporti e materiale di registrazione tradizionali e digitali hanno avviato numerose azioni giudiziarie dall'entrata in vigore della direttiva 2001/29/CE, sia a livello nazionale che europeo;

M.  considerando che la direttiva 2001/29/CE e la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea non obbligano gli Stati membri ad assicurare che la totalità dei prelievi per copie private sia versata direttamente ai titolari dei diritti; che gli Stati membri dispongono di un ampio margine discrezionale per stabilire che una parte di tale compenso debba essere fornita indirettamente;

N.  considerando che il prelievo per copie private è pagato dai consumatori al momento dell'acquisto di supporti o servizi di registrazione o di stoccaggio e che, a questo titolo, i consumatori hanno il diritto di conoscerne l'esistenza e l'importo; che l'importo dei prelievi per copie private dovrebbe rispecchiare l'utilizzo effettivo di tali apparecchiature e servizi ai fini della realizzazione di copie private di materiale sonoro, visivo e audiovisivo;

O.  considerando che i prezzi dei supporti e dei materiali non variano in funzione delle diverse aliquote applicate al prelievo per copia privata nell'Unione; che, nel caso della Spagna, la soppressione dei prelievi per copie private nel 2012 non ha avuto alcun impatto sui prezzi dei supporti e del materiale;

P.   considerando che i vari modelli e le aliquote di riscossione relativi al prelievo per copie private presentano disparità, anche per quanto riguarda il loro impatto sui consumatori e il mercato unico; che è necessario creare un quadro europeo che garantisca un livello elevato di trasparenza per i titolari dei diritti, i fabbricanti e gli importatori di apparecchiature, i consumatori e i prestatori di servizi in tutta l'Unione; che, per preservare gli equilibri del sistema nell'era digitale e del mercato interno, occorre modernizzare i meccanismi dei prelievi in diversi Stati membri e creare un quadro europeo che assicuri condizioni equivalenti ai titolari di diritti, ai consumatori, ai fabbricanti e agli importatori di apparecchiature, nonché ai prestatori di servizi in tutta l'Unione;

Q.  considerando che i meccanismi di esenzione e di rimborso relativi agli usi professionali introdotti negli Stati membri devono rivelarsi efficaci; che in alcuni Stati membri tali meccanismi sono necessari e che le decisioni giudiziarie adottate in alcuni Stati membri non sempre sono state applicate;

R.  considerando che, per quanto riguarda le opere on line, sia in termini di accesso che di vendita, le pratiche di rilascio delle licenze sono complementari al sistema del prelievo per copie private;

S.   considerando che, in particolare nel settore digitale, il processo di copia tradizionale viene sostituito dai sistemi di streaming, che non consentono di salvare copie delle opere protette dal diritto d'autore sull'apparecchio terminale dell'utente; che, pertanto, in questi casi andrebbero preferiti modelli basati sulla concessione di licenze;

Un sistema virtuoso da ammodernare e armonizzare

1.   fa notare che il settore culturale, che fornisce 5 milioni di posti di lavoro nell'UE e rappresenta il 2,6% del PIL dell'Unione, costituisce uno dei principali motori della crescita europea e una fonte di nuovi posti di lavoro non delocalizzabili; che tale settore stimola l'innovazione e offre strumenti efficaci di lotta contro l'attuale recessione;

2.   ricorda che la normativa in materia di diritti d'autore dovrebbe trovare un equilibrio tra gli interessi, tra l'altro, dei creatori e quelli dei consumatori; ritiene, in tale contesto, che tutti i consumatori europei debbano avere il diritto di realizzare copie per uso privato dei contenuti acquistati legalmente;

3.   invita pertanto la Commissione a presentare una proposta legislativa per la revisione della direttiva 2001/29/CE sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione, prevedendo anche una disposizione per la piena armonizzazione delle eccezioni e delle limitazioni relative, tra l'altro, alle copie private;

4.   sottolinea che l'attuale regime frammentato in materia di diritti d'autore necessita di una riforma per agevolare l'accesso e aumentare la circolazione (globale) di contenuti culturali e creativi, in modo da consentire ad artisti, creatori, consumatori, imprese e pubblico di beneficiare degli sviluppi digitali, dei nuovi canali di distribuzione, dei nuovi modelli commerciali e di altre opportunità, in particolare in periodi di austerità di bilancio;

5.   osserva che il prelievo per copie private costituisce attualmente una fonte di reddito di diversa importanza per le varie categorie di titolari dei diritti e la cui rilevanza differisce in maniera significativa tra gli Stati membri;

6.   ritiene che il sistema delle copie per uso privato sia un sistema virtuoso capace di bilanciare l'eccezione della copia per uso privato e il diritto all'equo compenso dei titolari dei diritti e che, pertanto, sia opportuno preservare detto sistema, in particolare nei casi in cui i titolari dei diritti non siano in grado di concedere direttamente licenze per il diritto di riproduzione su più dispositivi; ritiene che, nel breve periodo, non esistano alternative a tale sistema bilanciato; sottolinea tuttavia che è necessario portare avanti discussioni di lungo termine per valutare in maniera costante il sistema delle copie private alla luce degli sviluppi digitali, dell'evoluzione del mercato nonché del comportamento dei consumatori e, ove possibile, esplorando le eventuali alternative che potrebbero realizzare l'obiettivo di un equilibrio tra l'eccezione della copia privata da parte del consumatore e il compenso dei creatori;

7.   sottolinea che le profonde disparità esistenti tra i sistemi nazionali per la riscossione dei prelievi, in particolare per quanto riguarda i tipi di prodotti soggetti al prelievo e le aliquote applicate a detti prelievi, possono distorcere la concorrenza e dar luogo al fenomeno del forum shopping, ossia della ricerca del foro più vantaggioso, in seno al mercato interno;

8.   invita gli Stati membri e la Commissione a realizzare uno studio sugli elementi essenziali della copia privata, in particolare una definizione comune, il concetto di "compenso equo" (che allo stato attuale non è disciplinato espressamente dalla direttiva 2001/29/CE) e il concetto di "pregiudizio" subito dall'autore a causa della riproduzione non autorizzata di un'opera del titolare dei diritti per uso privato; invita la Commissione a trovare convergenze quanto ai prodotti che dovrebbero essere soggetti al prelievo e ad armonizzare le modalità di negoziazione delle tariffe per la copia privata, al fine di attuare un sistema trasparente, equo e uniforme per i consumatori e i creatori;

Per una riscossione unica, una migliore informazione dei consumatori e procedure di rimborso più efficaci

9.   ritiene che il prelievo per copie private debba essere applicato a tutti i supporti e materiali utilizzati ai fini della registrazione e dello stoccaggio per uso privato, laddove gli atti di copia privata arrechino pregiudizio ai creatori;

10. sottolinea che il concetto di copie private dovrebbe essere definito chiaramente per tutti i materiali e che l'utente dovrebbe poter accedere ai contenuti protetti dal diritto d'autore su tutti i supporti in base a un pagamento unico; esorta inoltre a rispettare le disposizioni già in vigore negli Stati membri, come le deroghe e le esenzioni dal prelievo, nonché a renderne possibile l'applicazione parallela sul mercato;

11. ritiene che i prelievi per copie private debbano avvenire a livello dei fabbricanti o degli importatori; segnala che il passaggio del pagamento dei prelievi ai dettaglianti costituirebbe un onere amministrativo eccessivo per le piccole e medie imprese di distribuzione e per le società di gestione collettiva;

12. raccomanda, nel caso di transazioni transfrontaliere, di riscuotere i prelievi per copie private nello Stato membro in cui risiede l'utente finale che ha acquistato il prodotto, in linea con la sentenza della Corte di giustizia nella succitata causa C-462/09 (Opus);

13. è pertanto dell'avviso che, al fine di evitare eventuali doppi pagamenti nel caso di transazioni transfrontaliere, i prelievi per copia privata di uno stesso prodotto debbano poter essere riscossi una sola volta da parte della società di gestione collettiva di uno Stato membro e che i prelievi indebitamente versati in uno Stato membro diverso da quello dell'utente finale debbano essere rimborsati;

14. ritiene che gli Stati membri nei quali viene attualmente applicato o riscosso il prelievo dovrebbero semplificare e armonizzare gli importi di tali prelievi;

15. chiede agli Stati membri di semplificare le procedure per la fissazione dei prelievi, di concerto con tutte le parti interessate, in modo da garantire equità e obiettività;

16. sottolinea l'importanza di rendere maggiormente visibile presso i consumatori il ruolo del sistema della copia privata per quanto riguarda il compenso degli artisti e la divulgazione culturale; incoraggia gli Stati membri e i titolari dei diritti a realizzare campagne "positive" che pongano in evidenza i vantaggi legati ai prelievi per copie private;

17. ritiene che i consumatori debbano essere informati dell'importo, della finalità e dell'utilizzo dei prelievi che pagano; sollecita pertanto la Commissione e gli Stati membri a garantire, di concerto con i fabbricanti, gli importatori, i dettaglianti e le associazioni di consumatori, che tali informazioni siano disponibili in maniera chiara ai consumatori;

18. invita gli Stati membri ad adottare norme trasparenti in materia di esenzione per gli utilizzi a scopi professionali, onde garantire che essi siano esenti, anche nella pratica, dal prelievo per copie a uso privato, conformemente alla giurisprudenza della Corte di giustizia;

19. chiede agli Stati membri di garantire che il prelievo per copie private non debba mai essere pagato allorché i supporti in questione sono utilizzati a fini professionali e che i vari meccanismi di rimborso dei prelievi versati per gli utenti professionali siano sostituiti da sistemi che garantiscano innanzitutto che tali utenti non siano tenuti a pagare il prelievo;

Trasparenza nella destinazione delle entrate

20. si compiace della direttiva sulla gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi, adottata di recente dal Parlamento e dal Consiglio, che promuove una maggiore trasparenza dei flussi dei compensi percepiti, ripartiti e pagati ai titolari di diritti da parte delle società di gestione collettiva, ad esempio attraverso la pubblicazione di una relazione di trasparenza annuale che includa una sezione speciale sull'utilizzo degli importi detratti a fini sociali e culturali;

21. invita gli Stati membri ad assicurare una maggiore trasparenza quanto alla destinazione dei proventi ottenuti dai prelievi per copie private;

22. chiede agli Stati membri di prevedere che almeno il 25% delle entrate derivanti dai prelievi per copie private venga utilizzato per promuovere le arti creative e il settore degli spettacoli dal vivo, nonché la loro produzione;

23. invita gli Stati membri a pubblicare relazioni che descrivano la destinazione dei proventi in un formato aperto e con dati interpretabili;

24. esorta gli organizzatori di manifestazioni culturali e di spettacoli dal vivo che beneficiano di finanziamenti provenienti dai prelievi per copie private a sensibilizzare maggiormente il pubblico in merito a tale aspetto, prevedendo misure di pubblicità addizionali;

Misure tecniche di protezione

25. fa presente che l'eccezione della copia privata dà ai cittadini il diritto di copiare liberamente i loro repertori musicali e audiovisivi da un supporto o tipo di materiale multimediale a un altro senza chiedere l'autorizzazione dei titolari dei diritti, sempreché tali copie siano per uso privato;

26. sottolinea che, specialmente nell'era digitale, occorre autorizzare il ricorso a misure tecniche di protezione, al fine di ripristinare l'equilibrio tra la libertà di realizzare copie ad uso privato e il diritto esclusivo di riproduzione;

27. sottolinea che le misure tecniche di protezione non dovrebbero impedire né la realizzazione di copie da parte dei consumatori né l'equo compenso dei titolari dei diritti a titolo delle copie private;

Licenze

28. osserva che, nonostante la possibilità di accedere in streaming alle opere, la pratica del download, dello stoccaggio e delle copie private persiste; ritiene pertanto che il sistema dei prelievi per copie private continui a essere rilevante per gli ambienti in rete; sottolinea tuttavia che la preferenza andrebbe sempre accordata ai modelli di concessione delle licenze vantaggiosi per tutti i titolari dei diritti, qualora la realizzazione di copie dell'opera protetta dai diritti di autore non sia permessa su un supporto o dispositivo;

29. sottolinea pertanto che l'eccezione della copia privata dovrebbe applicarsi a taluni servizi on line, compresi alcuni servizi di cloud computing;

Nuovi modelli commerciali nell'ambiente digitale

30. chiede alla Commissione di valutare l'impatto sul sistema delle copie private generato dall'utilizzo della tecnologia di cloud computing per la registrazione e lo stoccaggio di opere protette a fini privati, in modo da determinare se e, in caso affermativo, in che modo tali copie private di opere protette dovrebbero essere prese in considerazione nei meccanismi del compenso per copia privata;

 

26 Feb 11:01

..aMMUCCHIATA..

by noreply@blogger.com (lzp!)


..all'Indonesiana!
24 Feb 09:28

Well dreams, they feel real while we’re in them, right? It’s...

















Well dreams, they feel real while we’re in them, right? It’s only when we wake up that we realize how things are actually strange. Let me ask you a question, you, you never really remember the beginning of a dream do you? You always wind up right in the middle of what’s going on.

24 Feb 09:22

Photo



21 Feb 11:10

WhatsApp, due o tre cose da sapere

by Paolo Attivissimo
L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Scossi dalla vendita a sorpresa di WhatsApp a Facebook? Incerti su cosa fare per difendere la vostra privacy? Ecco qualche qualche dato per orientarvi nella scelta.

Se usate WhatsApp, date il consenso affinché l'app legga periodicamente (non soltanto all'installazione) la vostra intera rubrica telefonica, ne estragga tutti i numeri e li invii ai computer di WhatsApp usando una connessione cifrata. Le altre informazioni presenti nella rubrica (per esempio nomi, indirizzi di mail e indirizzi postali) non vengono inviate a WhatsApp. La società memorizza in forma cifrata sui propri sistemi informatici sia i numeri di telefonino delle persone iscritte a WhatsApp, sia quelli di chi non usa il servizio ma ha il proprio numero memorizzato in una rubrica di un utente WhatsApp (dalle condizioni di contratto, paragrafo 3 e Privacy Notice, e dalle FAQ di WhatsApp).

Se usate WhatsApp su in iPhone, potete bloccare l'accesso dell'app alla vostra rubrica andando in Impostazioni - Privacy - Contatti e disattivando il selettore di WhatsApp. Questo, tuttavia, limiterà molto quello che potete fare con WhatsApp (dalle FAQ di WhatsApp).

Per poter leggere i messaggi di stato di un utente WhatsApp, che sono in sostanza pubblici, è sufficiente avere in rubrica il suo numero di telefonino. “Se non volete che il mondo intero sappia o veda qualcosa, non inviatela come messaggio di stato” (dalle condizioni di contratto, paragrafo 5).

È possibile bloccare un utente indesiderato (istruzioni per Android; BlackBerry; iPhone; Nokia S60 e S40; Windows Phone; BlackBerry 10), che non verrà avvisato del blocco ma potrebbe comunque dedurlo (FAQ di WhatsApp).

L'uso di WhatsApp è vietato ai minori di 16 anni (condizioni di contratto, paragrafo 9), a differenza di Facebook, che vieta i minori di 13 anni.

Quando mandate un messaggio tramite WhatsApp, la società ne registra la data, l'ora e i numeri di telefonino del mittente e del destinatario. Il contenuto di un messaggio non viene archiviato da WhatsApp, a meno che il destinatario non sia in grado di riceverlo: in questo caso resta sui server di WhatsApp fino a 30 giorni. Ciononostante, WhatsApp si riserva l'opzione di archiviare qualunque informazione che la legge californiana gli imponga di conservare (condizioni di contratto, Privacy Notice).

WhatsApp ha avuto molti problemi di sicurezza e intercettabilità nel recente passato e non è chiaro se siano stati tutti risolti. In particolare, è stato a lungo possibile assumere l'identità di un altro utente e leggere il traffico di messaggi, specialmente se gli utenti spiati usano reti WiFi. Visto l'approccio piuttosto disinvolto alla sicurezza da parte dei responsabili di WhatsApp, non è prudente utilizzare il servizio per informazioni private o sensibili.

“Qualora WhatsApp venga acquisita o si fonda con un'entità terza, ci riserviamo il diritto di trasferire o assegnare le informazioni che abbiamo raccolto dai nostri utenti” (dalla Privacy Notice delle condizioni di contratto).

“Abbiamo fatto ai nostri utenti una promessa così importante – niente pubblicità, niente trovate, niente giochini – che avere qualcuno che ci compra sembra terribilmente contrario all'etica. Va contro la mia integrità personale.” – Brian Acton, cofondatore di WhatsApp insieme a Jan Koum, citato da Wired UK prima di vendere WhatsApp a Facebook (citazione originale: “we've made such an important promise to our users -- no ads, no gimmicks, no games -- that to have someone come along and buy us seems awfully unethical. It goes against my personal integrity”).

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
18 Feb 09:56

"Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento."

“Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento.”...
18 Feb 09:56

Photo







18 Feb 09:55

..sPRUZZI..

by noreply@blogger.com (lzp!)


18 Feb 09:50

iceageiscoming: entropiae: Italian politics explained pretty...



iceageiscoming:

entropiae:

Italian politics explained

pretty accurate

18 Feb 09:48

..uN pO' dI mARE..

by noreply@blogger.com (lzp!)

via SA