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17 Dec 08:36

CARNEVALE DELLA MATEMATICA N.81 - 1ª CALL FOR PAPERS

by Leonardo Petrillo
Dopo l'originalissima edizione n.80 del Carnevale della Matematica (chi ancora non l'avesse letta, lo faccia subito cliccando qui), ospitata da Dioniso Dionisi sul blog Pitagora e dintorni, col tema "Matematica e irrazionalità", è il momento di iniziare a pensare anche all'edizione successiva.
Ebbene, l'edizione n.81 del Carnevale della Matematica sarà ospitata qui, su Scienza e Musica, il 14 gennaio 2015.
















Quella che state leggendo è appunto la prima call for papers, ovvero "la chiamata alle tastiere" per coloro che desiderino prenderne parte.
Come consueto per i Carnevali ospitati su questo blog, la scelta della tematica portante dell'edizione è ricaduta su un tema (non vincolante) ad ampissimo respiro: "Storia, Personaggi e Applicazioni dell'Analisi Matematica".
Di primo acchito potrebbe sembrare un tema destinato solo a una trattazione matematica di livello avanzato, ma si presta benissimo a diversi livelli di divulgazione della disciplina.












Infatti le diciture "Storia" e "Personaggi" lasciano trasparire l'esortazione a parlare di vicende interessanti legate a questa branca della matematica o a personaggi significativi che hanno fornito contributi alla suddetta, non necessariamente affrontando la trattazione tecnica dei concetti matematici da costoro introdotti.
Si potrebbe (giusto per dare un esempio) parlare del rapporto di Newton con l'alchimia e si rientrerebbe comunque nel tema, essendo Newton uno dei pionieri dello sviluppo dell'analisi matematica!


















Oltre a ciò, con il termine "Applicazioni" si è voluto dare spazio alla possibilità di parlare dell'utilità della suddetta branca della matematica ("terrore" degli studenti di liceo scientifico del V anno), anche in contesti differenti dalla "matematica pura", come ad esempio la fisica, la chimica, l'ingegneria, la medicina, la biologia (si potrebbe illustrare per esempio come lo scorrere del sangue nell'organismo venga spiegato attraverso modelli matematici), ecc.

Risultano graditissime anche forme di contributo differenti dal "classico" articolo (per esempio racconti immaginari che abbiano comunque a che fare con la tematica prescelta o con la matematica in generale).
Qualora la tematica prescelta non fosse di vostro gradimento, come sempre i contributi fuori tema sono ben accolti e anzi servono per rendere maggiormente variegato il Carnevale stesso (auspicando che non siano tutti quanti fuori tema!).
Quello che dovete fare è elaborare, sui vostri blog, dei contributi originali relativi al tema dell'edizione, o alla matematica in generale, e inviarli al sottoscritto, entro il 12 gennaio (tutto compreso), all'indirizzo email che segue:

leonardo92.universo@gmail.com

Al Carnevale della Matematica può partecipare chiunque, dal semplice appassionato all'esperto.
Appuntamento al 14 gennaio, qui su Scienza e Musica, per una full immersion nei meravigliosi meandri del calcolo infinitesimale, della sua storia e delle sue applicazioni (e non solo!).
Attendo i vostri contributi!
Per maggiori informazioni sull'evento Carnevale della Matematica potete guardare qui.

Leonardo Petrillo 
17 Dec 08:28

Navi e marinai

by noreply@blogger.com (Corrierino)
Tratto dal nº 28 del 12 luglio 1964 al nº 38 del 20 settembre 1964 del Corriere dei Piccoli.







































17 Dec 08:20

Finite-Size Scaling as a Way to Probe Near-Criticality in Natural Swarms

by Alessandro Attanasi, Andrea Cavagna, Lorenzo Del Castello, Irene Giardina, Stefania Melillo, Leonardo Parisi, Oliver Pohl, Bruno Rossaro, Edward Shen, Edmondo Silvestri, and Massimiliano Viale

Author(s): Alessandro Attanasi, Andrea Cavagna, Lorenzo Del Castello, Irene Giardina, Stefania Melillo, Leonardo Parisi, Oliver Pohl, Bruno Rossaro, Edward Shen, Edmondo Silvestri, and Massimiliano Viale

Selected for a Viewpoint in Physics The seemingly erratic motion of insects in a swarm exhibits the correlated behavior of particles near the critical point of a phase transition.

[Phys. Rev. Lett. 113, 238102] Published Mon Dec 01, 2014

17 Dec 08:19

British science needs free movement

Nature Physics 10, 891 (2014). doi:10.1038/nphys3195

As the debate on immigration in the UK becomes increasingly visceral, British science risks being caught in the crossfire.

28 Nov 14:55

Alternate Universe What Ifs

by xkcd

Alternate Universe What Ifs

Dispatches from a horrifying alternate universe

This week: Excerpts from What If articles written in a world which, thankfully, is not the one we live in:

... and most SCUBA equipment functions relatively well when immersed in human blood. However, since the density of blood (1.06 kg/L) is much higher than fresh water (1.00 kg/L) and slightly higher than seawater (1.03 kg/L), SCUBA diving weights must be adjusted. For obvious reasons, most equipment manufactured after 2006 is designed to cope with this ...


... we've all heard the factoid that the average person supposedly eats 4 spiders per second. This statistic is misleading; it's based on a study examining on the peak rate of spider consumption in areas where the spider-streams are densest. The global average rate is probably closer to 1 spider per second (obviously higher while asleep than while awake) ...


... assuming American football has an average death rate of 1.2 players per game. This is slightly higher than the average for association football (soccer), but an order of magnitude lower than the rates found in volleyball.


... the concept of a "population bottleneck" is in the news a lot lately. Let's take a look at some examples of past human population bottlenecks, which should help us understand how the current situation is both qualitatively different and much worse than ...


According to a report by the Occupational Safety & Health Administration, the top ten leading causes of injury in the workplace are as follows:
  • • Lightning strikes
  • • Unknown
  • • Predation
  • • Betrayal
  • • Curses (ancient + modern)
  • • Ant bites
  • • Falling
  • • Spider bites
  • • Bites (other)
  • • Natural causes


... while the idea that a human-sized mirror could offer protection from moonlight makes intuitive sense, in effect it serves only to create a second moon. The interaction between any pair of moons—in this case, the real Moon and the mirror-image "virtual" Moon—takes place at the geometric halfway point between them.

Here, that point is located at the surface of the mirror you are carrying, which makes it clear why this is such a bad ...


... while there are no firsthand accounts of the new building layout near Buckingham Palace, an examination of satellite imagery can give us an idea of the changes. Although the images are clearly heavily distorted due to the highly variable air temperature in Westminster, it appears that the Tower of London is intact, surrounded by a series of concentric rings presumably made from the remains of ...


... for these calculations, we will assume a spherical cow, although most remaining "cows" are actually closer to oblate spheroids ...


... while a roc is self-evidently capable of lifting and carrying adult humans without difficulty, even the largest among them would struggle to lift a typical 1,200 kg sedan. While it's plausible that a flock could accomplish this by cooperative lifting, they have instead taken to dropping boulders (usually 50-100 kg) on the cars from above. This is why most commuters stick to the tunnels, despite the obvious threat posed by snakes and ...




28 Nov 14:08

Poesie quadrate

by Marco Fulvio Barozzi
Una poesia quadrata è una particolare composizione in cui il numero delle sillabe (o di parole) per ogni verso è uguale al numero dei versi, per cui la sua struttura risulta essere una griglia quadrata, come in questo esempio che traggo dalla matematica e poetessa americana JoAnne Growney e che ho adattato alla nostra lingua:

When lovers leave, 
avoid laments. 
Grab a cactus-- 
new pain forgets.


Se ti lascia,
via la pena:
sfrega cactus
con la schiena.

La poesia quadrata più semplice (1 x 1) è formata da un monosillabo, come questa che ho dedicato a Italo Svevo:

Schmitz 

mentre non esiste in teoria un limite superiore. Questo tipo di contrainte è banale, a meno che non si vogliano costruire opere che abbiano diversi percorsi di lettura. Ad esempio Lewis Carroll fu l’artefice di questa stanza:

I often wondered when I cursed, 
Often feared where I would be – 
Wondered where she’d yield her love 
When I yield, so will she. 
I would her will be pitied! 
Cursed be love! She pitied me…


Fateci caso: la poesia può essere letta anche verticalmente: la prima parola di ogni verso forma esattamente il primo verso “I often wondered when I cursed”, la seconda forma il secondo verso, e così via. Il pregio di quest’opera dell’autore di Alice non risiede solo nella struttura, ma anche nel fatto che la poesia possiede un senso in se stessa, caratteristica che la rende un piccolo capolavoro non solo per la vista, ma anche per l’udito.



Il monstrum del genere "poesie quadrate" è senza dubbio A square in verse of a hundred monasillbles only: Describing the sense of England's happiness, scritto nel 1597 in onore di Elisabetta I dall’inglese Henry Lok (1553?-1608?), un poeta di origini borghesi sempre alla ricerca di protettori tra i nobili delle corti di Edimburgo e Londra e in costante lotta con i debiti. Lok scrisse alcune sequenze di sonetti e contribuì alla riforma della poesia inglese a sfondo religioso, ma a stento lo troviamo nelle antologie di poesia elisabettiana e in qualche saggio critico. Un minore, se non fosse per questa barocca e geniale esibizione di maniera.


Come dice il titolo, l’opera è costituita da una griglia quadrata di lato 10, in cui ognuna delle 100 celle contiene una parola monosillabica (in italiano ciò sarebbe impensabile, mentre in inglese, lingua più sintetica, la maggior parte delle parole lo è). Lo schema, che ho trovato in un articolo della Growney sulla matematica nella poesia, mostra in modo leggibile le parole dell’opera, che è preceduta e seguita da due motti latini.


Thomas P. Roche, Jr., che ha pubblicato la poesia di Lok in appendice al suo saggio Petrarch and the English Sonnet Sequences (New York: AMS Press, 1989) ha messo in evidenza come nella griglia sia possibile riconoscere una complessa struttura di quadrati e colonne e croci che formano poesie più piccole all’interno. Ad esempio, la prima colonna forma la frase:

God makes kings rule for heaue[n]s; your state hold blest 

E l’ultima colonna

And still stand will their shields; fear yields best rest. 

Si può scoprire anche una poesia di cinque versi con quattro parole ciascuno seguendo in diagonale le celle da 1 a 5 e utilizzando le parole poste negli angoli. Le croci indicate in grigio a loro volta nascondono frasi che si possono leggere dal centro verso l’esterno e poi ritornando in modo bustrofedico. 

Presentata questa macchina poetica, che immagino di trovare in un gabinetto rinascimentale delle curiosità letterarie (assieme ai leporeambi e a qualche corno di ippogrifo), mi viene in mente quanto scrisse il grande ludolinguista Giampaolo Dossena* a proposito del quadrato magico alfabetico (il famoso SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS): 

“Sempre, leggendo di cose enigmistiche, si trasente il tanfo della condizione carceraria, ma guardando [tali] giochi geometrici (…) si è presi alla gola da miasmi concentrazionari, abissi di infelicità, follia, ebetudine. Certe tradizioni enigmistiche sono tra le testimonianze più patologiche e teratologiche lasciate dall’homo sapiens sulla superficie dello sventurato pianeta Terra. 

Se chi ama i giochi di parole può essere definito “qabbalista dilettante”, chi ama certi giochi enigmistici può essere considerato un qabbalista demente e disperato, che applica le tecniche della qabbalah non al testo della Bibbia bensì a un pezzo di giornale trovato in una latrina (…) 

*in Il dado e l’alfabeto, Zanichelli, 2004, p. 226
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28 Nov 14:07

La tradizione delle Coffeehouse (e la matematica)

by Marco Fulvio Barozzi

Gli Europei incominciarono a conoscere il caffè e il suo consumo attraverso i resoconti dei viaggiatori negli imperi ottomano e persiano, che riferivano di come gli uomini facessero uso di un succo inebriante "di colore nero e ottenuto dall'infusione di bacche macinate di una pianta che fiorisce in Arabia". I locali bevevano questo infuso "durante tutto il giorno e fino a notte fonda, senza alcun apparente bisogno di dormire; con il corpo e la mente continuamente vigili, gli uomini chiacchieravano e discutevano, trovano nel nero liquido bollente un curioso stimolo assai diverso da quello prodotto dal succo fermentato dell'uva". Intorno al XVI sec. incominciarono ad aprire nelle principali città del vicino oriente dei locali destinato al consumo della bevanda, che presto divennero luogo di ritrovo, di gioco degli scacchi, di affari e occasione per ascoltare racconti e poesie. 


A causa dei suoi interessi nel Mediterraneo orientale, Venezia fu la prima città in cui si incominciò a far uso del caffè in Italia, anche se le prime botteghe del caffè furono aperte solo nel 1645. Presto questa esotica bevanda penetrò nelle usanze europee, iniziando dalle classi più ricche e colte. Si incominciò con il studiarne le proprietà mediche, nell'ambito di un più vasto progetto di avanzamento del sapere attraverso la collezione e la classificazione del mondo naturale. Nel 1583 la pianta fu descritta dal botanico tedesco Leonhard Rauwolf e nel 1591 dal veneto Prospero Alpini. Le bacche furono descritte solo nel 1605 da Charles de L'Écluse, direttore del giardino botanico di Vienna. 

Nella sua opera Sylva sylvarum, pubblicata postuma nel 1627, Francis Bacon dedicò uno studio al caffè, che ispirò successive ricerche, secondo le quali la bevanda "cura la malinconia della mente, la gotta, il vaiolo, lo scorbuto e gli eccessi dell'ubriachezza". Bacon fornì per primo una descrizione dei locali in cui i turchi si sedevano a bere il caffè, paragonandoli alle taverne europee. 

Vi furono anche coloro che assunsero una posizione più cauta, temendo che vi fossero più effetti negativi che pregi. Secondo questi sperimentatori, l'eccessivo consumo di caffé poteva causare languore, paralisi, affanno cardiaco e tremori, oltre a disturbi nervosi. Tra i detrattori vi fu il medico e letterato Francesco Redi, come si legge nel Bacco in Toscana

"Beverei prima il veleno 
che un bicchier che fosse pieno 
dell'amaro e reo caffé". 


Nonostante le iniziali resistenze, dall'Italia e da Vienna si diffusero nella seconda metà del Seicento locali appositi dedicati al consumo del caffè. Esso cominciò ad essere importato e consumato in Inghilterra e si aprirono i primi caffè (coffeehouse), come ad esempio quelli di Oxford e di Londra. Nel 1663 in Inghilterra vi erano 80 coffeehouse, che si moltiplicarono fino a superare le 3000 unità nel 1715. Proprio Oltremanica gli esercizi per il consumo del caffè divennero luoghi per la diffusione di nuove idee, sia dal punto di vista filosofico e letterario, sia da quello sociale e scientifico. 

Non fu un caso che la prima coffeehouse inglese, The Angel, aprì nella colta e vivace Oxford nel 1650. L'accesso costava un penny e da diritto a una tazza fumante di caffé. Nel giro di pochi anni aprirono diversi locali, che furono chiamati penny universities, in quanto offrivano una forma alternativa a quella ufficiale di insegnamento accademico strutturato. La coffeehouse era un luogo dove potevano riunirsi studiosi di idee simili, per leggere, per ascoltare lezioni, per dibattere assieme. Il fatto di non essere legate all'istituzione dava ovviamente ai partecipanti a queste riunioni maggiore libertà di espressione e nella scelta degli argomenti da trattare. Tra i frequentatori delle coffeehouse oxoniensi c'erano ingegni del calbro dell'astronomo e architetto Christofer Wren, dello scrittore e diarista John Evelyn e del medico Thomas Millington. Il fatto che non si servissero bevande alcoliche (oltre al caffè si potevano trovare anche tè e cioccolata), e che la clientela fosse formata in prevalenza da intellettuali, contribuì a dare a questi locali un tono raffinato assai diverso da quello alcolico delle taverne popolari, che divenne un segno distintivo anche al di fuori di Oxford.

Nel 1652 un immigrato greco aprì la prima coffeehouse di Londra. Altre seguirono nel giro di pochi anni. Lo storico Brian Cowan descrive le coffeehouse inglesi come "luoghi in cui le gente conveniva per bere caffè, conoscere le notizie del giorno, discutere di argomenti di comune interesse. L'assenza di alcol creava un'atmosfera in cui era possibile impegnarsi in discussioni serie e educate". Questi locali svolsero un ruolo importante nello sviluppo dei mercati finanziari e assicurativi (i Lloyd's nacquero nella e dalla omonima coffeehouse londinese) e della stampa periodica". Gli argomenti di discussione comprendevano la politica, il pettegolezzo, la moda, la cronaca e anche la filosofia e le scienze naturali. Le coffeehouse divennero spesso la sede permanente e il luogo di riunione di gruppi e club di persone accomunate da interessi culturali, politici, economici e finanziari. Alcuni dei frequentatori vi eleggevano il domicilio per ricevere la corrispondenza.


Il proliferare di idee liberali nelle coffeehouse incominciò a preoccupare il potere. Dopo la Restaurazione, re Carlo II nel 1675 tentò con un editto di proibirle, ma la reazione fu così diffusa e indignata che il sovrano decise di fare marcia indietro. La vittoria delle coffeehouse fu una delle cause dell'affermarsi dello stile British tipico delle classi medio-alte.

Si andò anche, com'è naturale, verso una certa forma di specializzazione. A Londra, ad esempio, Child's era il ritrovo del clero, The Grecian, come suggerisce il nome, attirò le persone con interessi filosofici e scientifici. Un anonimo frequentatore testimonia:

"Mentre altre parti della città si divertono [a discutere] delle vicende correnti, noi di solito passiamo la sera a questo tavolo a investigare le antichità e discutiamo di qualsiasi notizia che ci dà nuovo sapere". 

Era frequente che le riunioni dei soci della Royal Society, compreso il presidente Isaac Newton, continuassero e si concludessero amabilmente al Grecian. Talvolta il grande astronomo Edmund Halley era della partita, durante la sua visita settimanale da Oxford nella capitale. Nel terzo atto della commedia Tarugo's Wiles, or The Coffee House (1668) di sir Thomas St. Serfe, si trova questa conversazione tra due clienti:

Cliente 1: "Mi dicono, Signore, che il caffè ispira nell'uomo la matematica". 
Cliente 2: "Tanto più lontano lo tiene dal sonno, che, sapete, è il modo migliore per distrarsi, quanto più favorisce il miglioramento della matematica". 

Un locale frequentato da "filosofi naturali" e matematici era anche la Button's Coffee House, dove spesso si tenevano veri e propri cicli di lezioni di matematica, programmate secondo date e orari prestabiliti. Da Button's fu affisso il seguente avviso:

"A partire dall'11 gennaio 1714 si terrà un corso di letture filosofiche [naturali] su meccanica, idrostatica, pneumatica, ottica (...). Questo corso sperimentale sarà tenuto [origin. "performed"] dai signori William Whiston e Francis Hauksbee (...)" 


Un altro locale in cui si discuteva di matematica e fisica era Slaughter's, aperto nel 1692 e frequentato da Abraham de Moivre, il matematico francese poi amico di Newton e Leibniz, che da giovane esule arrotondava i suoi magri proventi insegnando il calcolo delle probabilità e risolvendo problemi di scacchi per gli avventori. 

L'ultima coffeehouse interessante dal punto di vista matematico è il Marine, dove John Harris tenne ogni anno tra il 1698 e il 1704 un corso di matematica e astronomia, da cui trasse anche una dispensa da vendere ai suoi studenti-avventori, in gran parte uomini di mare, pubblicata nel 1703 con il titolo Description and Uses of the Celestial and Terrestrial Globes and of Collins' Pocket Quadrant.


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28 Nov 14:06

I premi Turing: Charles Bachman

by Paolo Alessandrini

Charles Bachman (da http://amturing.acm.org)
Che cos'è l'informatica?  Cercate il termine su un qualsiasi dizionario: con ogni probabilità, troverete definizioni del tipo "La scienza che si occupa dell’ordinamento, del trattamento e della trasmissione delle informazioni per mezzo dell’elaborazione elettronica" (questa è tratta dal Le Monnier).
In ogni caso, è pressoché certo che all'interno della definizione troviate la parola  "informazione" (lo stesso vocabolo "informatica" è la contrazione di "informazione automatica"). Se gli informatici hanno soprattutto a che fare con informazioni, è evidente che uno delle loro necessità principali sia quella di immagazzinare queste informazioni da qualche parte.

I database (o le “basi di dati”, se preferite la dizione italiana, ormai un po’ desueta), sono una delle più importanti risposte escogitate per soddisfare questo bisogno. Esistono molti tipi di database, ma la categoria di gran lunga più utilizzata è quella dei database relazionali. 
Uno dei primi ricercatori a occuparsi dell’argomento fu l’americano Charles Bachman, classe 1924, premio Turing 1973. 
Il padre di Charles era un allenatore di squadre universitarie di football, e negli anni dell’infanzia di Charles si spostò molto tra gli atenei americani, portando con sé la famiglia. Nel 1944 Charles si arruolò nell’esercito e combatté fino alla fine della guerra nel teatro del Pacifico. Nel 1950 si laureò in ingegneria meccanica presso l’Università della Pennsylvania. Negli anni successivi fu ingaggiato da una compagnia chimica per lavorare su alcuni problemi di ricerca operativa, e fu in questa occasione che ebbe le sue prime esperienze con i computer. 
Da allora in poi, il suo percorso di ricerca e sviluppo si svolse interamente presso aziende piuttosto che in ambito accademico. Nel 1960, presso la General Electric, cominciò la sua lunga e onorata carriera di ricercatore nell’ambito dei database progettando IDS ("Integrated Data Store"), uno dei primi e più famosi sistemi di gestione di dati della storia.
IDS implementava una serie di tecnologie innovative che rappresentarono per molti anni il punto di riferimento nell'ambito dei database. Ci volle molto tempo prima di vedere emergere altri sistemi che potessero competere con quello progettato da Bachman.

Charles Bachman
Il contributo più noto di Bachman riguarda però i diagrammi che portano il suo nome: schemi utilizzati per descrivere la struttura di un database relazionale come una rete che collega tra di loro diverse “relazioni”. Una relazione è un insieme di “tuple” (d1, d2, ..., dn), ciascuna delle quali è una sequenza di m attributi (dove m è un numero naturale). I valori ammessi per gli attributi di una tupla possono appartenere a insiemi diversi, ma la sequenza di domini ammessi è la stessa per tutte le tuple di una stessa relazione.
Il modo più intuitivo per raffigurarci mentalmente una relazione è vederla come una tabella: le sue tuple sono le righe, mentre gli attributi (ciascuno con il suo dominio) che compongono le tuple corrispondono alle colonne. Una relazione serve astrattamente per rappresentare un’entità, e più concretamente per contenere dei dati. Per esempio, una relazione “Impiegati” potrebbe servire per descrivere gli impiegati di un’azienda, ciascuno corrispondente a una tupla, e ciascuna tupla potrebbe essere formata da una sequenza di attributi (nome, cognome, numero di matricola, mansione, stipendio, e così via). 

In un database, e qui tocchiamo il punto critico, vi sono sempre dei legami tra una relazione e l’altra. Supponiamo che oltre alla relazione “Impiegati” il database contenga una relazione “Dipartimenti”: è naturale pensare che tra le due relazioni sussista un legame, allo scopo di stabilire a quale dipartimento appartiene ciascun impiegato, cioè a quale tupla della relazione “Dipartimenti” sia associata ogni tupla della relazione “Impiegati”.


Le figure qui a fianco sono tratte da uno degli articoli fondamentali di Bachman, intitolato Data structure diagrams, e pubblicato nel 1969.
Le due relazioni (o entità) “Dipartimenti” e “Impiegati” sono mostrate come rettangoli che vengono poi collegati tra di loro. La freccia serve a indicare graficamente tale collegamento, e rappresenta l'idea che ogni impiegato è assegnato a uno dei dipartimenti.
In generale, i collegamenti tra entità possono essere caratterizzati da diversi tipi di cardinalità: il tipo più comune è quello 1 a n (un dipartimento contiene n impiegati), ma esistono anche collegamenti 1 a 1, e n a n.

Charles Bachman fu così, verso la fine degli anni Sessanta, uno dei pionieri dei diagrammi che descrivono la struttura di un database relazionale. 
A partire dal 1976, soprattutto in seguito ai lavori dell'informatico Peter Chen, i modelli di questo tipo vengono chiamati “diagrammi entità-relazioni”, o diagrammi E-R. Ma attenzione: qui la parola “relazione” indica i legami tra le relazioni (come quello tra impiegati e dipartimenti), e non le relazioni stesse, che invece sono denominate “entità”. Questa confusione terminologica è stata fonte di mille fraintendimenti. Si noti però che in inglese i termini sono ben distinti: “relation” è l’insieme di tuple che corrisponde a un entità e viene implementato da una tabella, e “relationship” è l’associazione che lega due relazioni, o due entità o tabelle.

Il premio Turing fu assegnato a Charles Bachman nel 1973 per i suoi “eccezionali contributi alla tecnologia dei database”. Le sue ricerche pionieristiche riguardanti la modellizzazione dei database sono state, in effetti, di enorme importanza per lo sviluppo dei potentissimi sistemi oggi disponibili.
Nella storia del prestigioso riconoscimento, Bachman fu il primo vincitore privo di un dottorato, il primo ingegnere (e non matematico), e il primo ricercatore industriale non accademico.
Pare che dopo essere stato insignito, Bachman si interessò molto alla vita di Alan Turing, e fece persino la conoscenza di Sara Turing, l'anziana madre del grande matematico.
28 Nov 14:04

Il gioco dei re

by noreply@blogger.com (Corrierino)
Tratto dal Corriere dei Piccoli nº 7 del 16 febbraio 1964.







28 Nov 14:02

Open access is tiring out peer reviewers

by Martijn Arns

Open access is tiring out peer reviewers

Nature 515, 7528 (2014). http://www.nature.com/doifinder/10.1038/515467a

Author: Martijn Arns

As numbers of published articles rise, the scholarly review system must adapt to avoid unmanageable burdens and slipping standards, says Martijn Arns.

28 Nov 14:01

Entropic forces in Brownian motion

by Nico Roos

Interest in the concept of entropic forces has risen considerably since Verlinde proposed in 2011 to interpret the force in Newton's second law and gravity as entropic forces. Brownian motion—the motion of a small particle (pollen) driven by random impulses from the surrounding molecules—may be the first example of a stochastic process in which such forces are expected to emerge. In this article, it is shown that at least two types of entropic force can be identified in three-dimensional Brownian motion. This analysis yields simple derivations of known results of Brownian motion, Hooke's law, and—applying an external (non-radial) force—Curie's law and the Langevin-Debye equation.

17 Nov 16:55

CURVE CUBICHE: LA VERSIERA DI AGNESI E LA CISSOIDE DI DIOCLE

by Leonardo Petrillo
Dopo aver parlato della brachistocrona, incominciamo un'altra interessante avventura nel mondo delle curve matematiche.
Andremo a scoprire 2 particolari curve cubiche, simili fra loro: la versiera di Agnesi e la cissoide di Diocle.
La versiera di Agnesi è una particolare curva cubica piana attribuita alla matematica italiana Maria Gaetana Agnesi (1718-1799) nell'opera in 2 volumi, datata 1748, Istituzioni Analitiche ad uso della gioventù italiana.
Trattasi del primo manuale completo che prende in esame sia il calcolo differenziale che quello integrale, oltre ad essere il primo libro di matematica a noi pervenuto scritto da una donna e pure uno dei primi contributi concernenti la geometria analitica provenienti dall'Italia.
In una nota, il Consiglio dell'Accademia delle Scienze di Parigi riferisce:

"Fu necessaria molta abilità e furbizia per ridurre, come ha fatto l'autrice, a un metodo quasi uniforme queste scoperte sparse tra le parole dei matematici moderni e spesso presentate con metodi molto differenti tra loro. Ordine, chiarezza e precisione regnano in tutte le parti di quest'opera."
 
Nata a Milano il 16 maggio 1718, terza di 21 fratelli, bambina prodigio, Maria Agnesi a 13 anni parlava almeno 7 lingue (l'italiano, il tedesco, il francese, il latino, il greco, lo spagnolo e l'ebraico), al punto che venne soprannominata Oracolo settelingue.
Nel 1737, per non disubbidire ai voleri del padre (facoltoso commerciante di seta), i suoi studi si spostarono dall'ambito delle lingue a quello filosofico e matematico.
Nel frattempo casa Agnesi era diventata uno dei salotti più gettonati di Milano, ove erano soliti recarsi intellettuali italiani e da mezza europa.
Proprio questi introdussero la giovane agli Elementi di Euclide, alla Logica, alla Metafisica e alla Fisica Generale.
Addirittura, era diventata una tradizione la discussione da parte di Maria di svariate tesi filosofiche nel salotto di casa Agnesi, tutte (ben 191) pubblicate nel 1738 in una raccolta intitolata Propositiones Philosophicae.
Tuttavia, per buona parte della sua vita trascurò i rapporti sociali, scegliendo di dedicarsi completamente allo studio della matematica e della religione, al punto che arrivò a chiedere al padre il permesso di diventare suora!
Pieno di sgomento all'idea che la sua bambina più cara lo volesse abbandonare, egli la pregò di cambiare idea.
La ragazza acconsentì di restare con il padre, a patto di poter vivere in uno stato di relativa clausura e di poter recarsi in chiesa quando lo desiderava.
Nel 1740 incominciò un periodo di collaborazione con padre Ramiro Rampinelli, titolare della cattedra di matematica e fisica all'Università di Pavia e pioniere della matematica analitica.
Grazie al supporto di Rampinelli, l'Agnesi studiò il testo dell'abate Reyneau, Analisi dimostrata (1708) e venne incoraggiata nella preparazione della sua opera più importante, appunto le Istituzioni Analitiche.
La grandiosità di quell'opera spinse addirittura papa Benedetto XIV a proporgli la cattedra di matematica all'Università di Bologna.
Tuttavia, la matematica rifiutò e anzi, dopo la morte del padre (nel 1752), si dedicò completamente ad opere di carità.
Casa Agnesi divenne un rifugio per inferme e lei stessa diventò serva e infermiera.
Successivamente, nel 1771, grazie a una donazione del principe don Antonio Tolomeo Trivulzi venne fondato a Milano il Pio Albergo Trivulzio.
Per merito dell'invito del cardinale Giuseppe Pozzobonelli, nel 1783 Maria Gaetana si trasferì al Pio Albergo in qualità di Visitatrice e Direttrice delle Donne, specialmente inferme.
L'Agnesi era diventata a tutti gli effetti una teologa, al punto che lo stesso Pozzobonelli si rivolse a lei al fine di decidere sull'ortodossia di uno scritto relativo a politica e religione.
Lo stesso non si può dire delle opere scientifiche: era molto remissiva a dare giudizi sulle suddette, infatti quando l'Accademia di Torino le propose di esaminare i lavori di Lagrange inerenti al calcolo delle variazioni, la donna si sottrasse, adducendo le sue serie occupazioni.
Per ben 26 anni rimase al Trivulzio, impegnandosi nell'aiuto delle inferme, fino alla morte, avvenuta il 9 gennaio 1799.
Andiamo ora ad osservare la particolare curva che rese celebre l'Agnesi.
C'è da specificare che, in realtà, la versiera era già stata studiata da Fermat nel 1666 e da Guido Grandi nel 1703 in Quadratura circuli et hyperbolae.
Grandi l'aveva denominata curva con (seno) verso, ovvero contrario, nemico.
Nel 1801 John Colson, Lucasian Professor di Matematica all’Università di Cambridge, in una sua traduzione confuse l’originario significato del nome di derivazione latina della curva con quello di “avversaria" (dal francese aversier), "nemica” (versiera appunto), appellativo attribuito generalmente alle streghe.
Ecco perché ancora oggi la suddetta curva è nota come witch of Agnesi ("strega di Agnesi").
Per costruire la versiera, si parte da un cerchio di raggio a e centro C in un riferimento cartesiano Oxy.

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17 Nov 16:38

The Second Cold War won’t be televised

by fabristol

Leggo ogni giorno i maggiori giornali in lingua inglese, ho Google alert su ISIS, Russia, Medio Oriente e vi posso assicurare che nel mondo stanno succedendo delle cose di una importanza storica indescrivibile. E’ desolante notare come l’Italia sia un’isola di ignoranza per quanto riguarda le notizie internazionali. Gli italiani vivono come se il resto del mondo non esistesse. Lasciate perdere i giornali italiani: i giornalisti italiani non hanno alcuna conoscenza del mondo, dell’inglese e di quello che gli succede intorno. Quello che fanno è semplicemente copia-incolla di lanci d’agenzia. E l’unica agenzia da cui prendono notizie è ANSA. Controllata dai soliti noti ovviamente. Monopolio della propaganda governativa come nel fascismo. Ecco perché non leggo più notizie nei giornali italiani: se voglio vedere gattini coccolosi o donne nude ci sono altri siti…

Visto che non tutti capiscono l’inglese credo che sia importante fare un punto della situazione geopolitica attuale senza il filtro della propaganda di regime occidentale: italiana, europea e americana. Motivo? Siamo nella merda fino al collo e gli americani ci stanno scavando una fossa senza accorgercene.

 

  • voi non lo avrete sicuramente notato in Italia ma il prezzo del greggio nel mondo è sceso vertiginosamente. Ora in UK mi faccio il pieno con 10 sterline in meno rispetto a 6 mesi fa. Motivo? L’Arabia Saudita ha aumentato il numero di barili al giorno d’improvviso e il prezzo è sceso del 25%. E questo contro tutte le previsioni che vogliono che una guerra in Medio Oriente faccia alzare i prezzi al barile. Come è possibile che l’Arabia Saudita aumenti la produzione e abbassi i prezzi diminuendo il profitto per barile? La risposta è semplice: aumentando la produzione Russia, Iran e Iraq vendono meno e con meno profitto. John Kerry qualche settimana fa è volato in tutta fretta a Ryad esattamente dopo che la crisi in Ucraina ha ripreso e poco prima del summit del G20. Il giorno dopo l’Arabia Saudita ha aumentato la produzione a 100 mila barili. Ora capite bene che US e sauditi stanno facendo una guerra commerciale contro la Russia. Di tutta risposta Putin ha appena firmato un accordo trilionario con la Cina per vendere il gas siberiano ai cinesi. Per fare questo devono costruire un gasdotto che collegherà i due paesi. In pratica gli USA hanno spinto tra le braccia dei russi i sempre neutrali cinesi. E lo hanno fatto in grande stile perché ora non ci sono solo accordi commerciali sul piatto ma infrastrutture. Le infrastrutture tra due paesi sono le fondamenta di un’alleanza duratura. Praticamente Obama ha per la prima volta messo le basi del blocco orientale saldando un’alleanza improbabile tra Cina e Russia. E tutto questo per quale motivo? Lasciate perdere le cazzate sul popolo ucraino, la democrazia: il motivo è shale gas americano da vendere ai polli europei tagliando la Russia. Gli USA sono già in guerra con la Russia con embargo, alleanze e prezzi del petrolio ai minimi storici e Putin si comporta di conseguenza.
  • I protagonisti minori: Serbia e Russia hanno appena fatto esercitazioni congiunte! Una cosa impensabile fino a qualche mese fa nel cuore dell’Europa. La Serbia, un paese che l’UE ha sempre voluto nella propria sfera d’influenza (Kosovo anyone?) è la testa di ponte del blocco orientale in Europa. In questi giorni il conflitto armeno-azero si è riacceso proprio perché Putin ha dato l’OK. Armenia è appena entrata nel patto eurasiatico insieme a Russia, Kazakistan e Bielorussia creando di fatto una sorta di Patto di Varsavia 2.0. Il Caucaso è in fermento e la Georgia sarà la prossima a sentire i tentacoli di Mosca di nuovo. Ora spostiamoci nel Pacifico dove Vietnam, Filippine, Giappone e Sud Korea stannno aspettando aiuto da USA. Un aiuto per cui gli USA non hanno abbastanza risorse. La Cina detiene la maggior parte del debito USA e tutte le commodity che l’Occidente produce sono prodotte in Cina. Gli US stanno per affrontare una guerra commerciale che sono destinati a perdere. E con loro gli alleati europei.
  • il problema turco: è evidente come la Tuchia si sia infilata in un problema da cui non potrà mai uscire. L’aiuto attivo all’ISIS è lampante e il motivo è semplice: togliere di mezzo Assad e i curdi. Più di 50 turchi furono rilasciati mesi fa dall’ISIS e il giorno dopo è incominciato l’attacco a Kobane. Ovviamente non fu per caso. La Turchia ha stretto un patto con ISIS di mutua non interferenza negli affari fintanto che ISIS distrugge i curdi. E la Turchia è nella NATO! Pensate quanto sono scemi gli americani.
  • ISIS: immaginatevi un esercito che apre il fronte nord in Kurdistan su sette punti diversi, attacca Kobane al confine sirano-turco, conquista la provincia più grande ll’Iraq, l’Anbar e nel frattempo combatte contro la Siria; tutto questo nello stesso momento. Non parliamo di 4 gatti scapestrati ma di un esercito di almeno 200mila soldati ben armati e ben organizzati. Questa è la stima più accurata che abbiamo dell’ISIS. Secondo la propaganda occidentale, ovvero la CIA, sono al massimo 20mila e stanno perdendo terreno.
  • Il califfato islamico sta diventando sempre più grande ogni giorno che passa. Ora controlla decine di milioni di persone in 5 paesi differenti in Africa e Asia. Al contrario di quanto predetto i bombardamenti dell’alleanza USA contro ISIS hanno rafforzato i jihadisti e hanno unito Al Qaeda e ISIS. Grande Obama! I leader di Boko Haram in Nigeria, di Al Nusra in Siria, di Ansar Bayt al-Maqdis nel Sinai, di Ansar al Sharia in Algeria e Libia e di ex Al Qaeda in Pakistan hanno giurato fedeltà al califfato. Significa che i territori che controllano ora fanno parte del califatto islamico. Un terzo della Nigeria è in mano a Boko Haram che si sposta incontrollato tra Ciad, Cameroon e Nigeria. Il Sinai è quasi interamente in mano ai terroristi di al-Maqdis, i quali hanno legami con Hamas. La situazione in Libia è la seguente: Bengazi e Tripoli sono quasi del tutto in mano ai jihadisti. Tanto che il parlamento libico si riunisce in una nave da crociera nel porto di Tubruk, al confine con l’Egitto. Egitto che insieme agli Emirati Arabi aveva da poco bombardato le postazioni jihadiste in Libia. L’idea è quella di creare un corridoio Nigeria-Ciad-Libia-Egitto-Gaza-Siria-Iraq e creare uno Stato Islamico sparso che vive di mercato nero, cyberspazio. E’ la fine dello Stato classico. Parliamo di una istituzione senza confini netti e a cui i cittadini possono far parte anche se all’interno di altri stati classici. Spesso sono province, altre volte città, altre ancora quartieri ma tutti interconnessi e che prendono ordini dal Califfo.
  • Golfo di Aden: forse la pirateria nel golfo di Aden è stata eradicata ma Al Shaabab controlla ancora ampie parti della Somalia e nonostante non abbia ancora giurato fedeltà al califfato ora sappiamo che uno dei suoi capi recentemente ucciso era in dialogo avanzato con ISIS; il che fa supporre che il prossimo fronte sarà il Corno d’Africa: Somalia, Kenia, Tanzania, Eritrea. Dall’altra parte del golfo ma strettamente legato: in Yemen è il caos. La minoranza sciita del sud Houthi, stanca di essere martoriata dal governo sunnita, burattino di Riad, ha conquistato Sanaa e buona parte della regione. In questo momento c’è una guerra civile in atto tra Houthi e sunniti. Tra i sunniti ci sono anche jihadisti che fino a ieri venivano bombardati dai droni americani. Ma oggi credo che i droni si fermeranno: i sauditi hanno bisogno dei jihadisti per vincere conro gli sciiti Houthi. Se gli jihadisti dovessero vincere il collegamento con Al Shaabab avvicinerebbe il Corno d’Africa al califfato. Dietro agli Houthi ovviamente c’è l’Iran. Nell’eterna lotta tra i clericali sunniti e i clericali sciiti è il jihadismo a vincere.

Buona Seconda Guerra Fredda a tutti! Ah dimenticavo: l’importante è che Facebook continui a farci vedere i gattini pucciosi.

 

 

 


17 Nov 16:37

Il “granchio a motore” - Porterà a terra gli astronauti

by noreply@blogger.com (Corrierino)
Tratto dal nº 20 del 17 maggio 1964 del Corriere dei Piccoli.



17 Nov 16:35

November 14, 2014


POW!
17 Nov 16:31

Ma quanto sono spione le “smart TV”

by Paolo Attivissimo
Se avete acquistato una “smart TV”, vi siete mai fermati a leggere le sue condizioni di gestione dei vostri dati personali? Probabilmente no. Probabilmente non immaginavate neanche che un televisore avesse delle condizioni del genere.

Ma le ha, e sono sorprendentemente invadenti e soprattutto vengono cambiate unilateralmente. In pratica, se comprate una “smart TV”, pagate per farvi schedare e spiare: quello che dite mentre il televisore è acceso verrà registrato. Non dai criminali informatici, ma dai produttori di questi dispositivi.

È un problema segnalato da varie fonti, come Techdirt e Salon, i cui esperti si sono presi la briga di leggere le tediosissime pagine informative sulla privacy che accompagnano questi e altri dispositivi “smart”. Per esempio, l'informativa generale di Samsung dice che Samsung “usa tecnologie... che consentono di sapere quando avete visto uno specifico contenuto o una specifica mail” e registra “le app che usate, i siti Web che visitate, e come interagite con i contenuti.”

Non è finita. La seguente perla è presente in questo documento sulla privacy di Samsung, specifico per le Smart TV: “Siete pregati di tenere presente che se le vostre parole pronunciate includono informazioni personali o altre informazioni sensibili, tali informazioni faranno parte dei dati catturati e trasmessi a terzi tramite il vostro uso del Riconoscimento Vocale.”

In pratica, se usate le funzioni di riconoscimento vocale incorporate nelle “smart TV”, state attenti a quello che dite quando siete davanti alla TV accesa, perché il riconoscimento non viene effettuato localmente, sul televisore: quello che dite viene trasmesso via Internet a “terzi” (imprecisati), che lo analizzano e convertono al volo in comandi.

Come se tutto questo non bastasse, i fabbricanti delle “smart TV” possono cambiare le proprie regole di gestione dei dati personali dopo che avete acquistato l'apparecchio: Techdirt riferisce che LG, per esempio, ha inviato a maggio 2014 un aggiornamento software ad alcune sue “smart TV” che conteneva una modifica di questo genere. L'utente si è trovato obbligato a scegliere fra perdere le funzioni “smart” regolarmente pagate all'acquisto, e quindi trovarsi con un televisore menomato, e consegnare a LG e ai soliti “terzi” (sempre imprecisati) una quantità esagerata di dati personali, comprese “le parole usate per cercare contenuti, i dettagli delle azioni compiute durante la visione (per esempio riproduzione, stop, pausa, eccetera), la durata di visione del contenuto”.

Se a qualcuno tutto questo fa venire in mente 1984 di Orwell, non è il solo, ma ci sono differenze importanti: nella realtà siamo noi a pagare per farci mettere in casa il teleschermo che ci cataloga, ci scheda e ci timbra, e la sorveglianza non è imposta da un governo totalitario, ma viene spinta di soppiatto dai social network e dalle agenzie pubblicitarie. E noi la abbracciamo felici. Neppure Orwell era riuscito a immaginare un futuro così.

Soluzioni? Ce ne sono poche, per ora: non comperare una “smart TV” ma un televisore normale, oppure comperarla ma non collegarla a Internet o filtrarne la connessione e perdere così la maggior parte delle sue funzioni. E intanto far conoscere l'esistenza del problema.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
17 Nov 16:29

11/03/14 PHD comic: 'Research is complicated'

Piled Higher & Deeper by Jorge Cham
www.phdcomics.com
Click on the title below to read the comic
title: "Research is complicated" - originally published 11/3/2014

For the latest news in PHD Comics, CLICK HERE!

17 Nov 16:28

Giusto per ricordarvi che lo Juncker col quale ce l’ha su...



Giusto per ricordarvi che lo Juncker col quale ce l’ha su Renzi in questi giorni è l’eroe che qualche anno fa rifilò questa splendida schiaffetta bennyhilliana a Berlusconi. Tirate le vostre conclusioni; io… IO STO CON JUNCKER.

02 Nov 14:15

Antibufala: la NASA ha annunciato sei giorni di oscurità a dicembre

by Paolo Attivissimo
Sembra incredibile che qualcuno possa cascarci, ma è così: sta spopolando in Rete, soprattutto sui social network, la notizia che la NASA avrebbe annunciato che la Terra subirà sei giorni di oscuramento fra il 16 e il 22 dicembre a causa della polvere e dei detriti spaziali provenienti da una tempesta solare, che bloccheranno circa il 90% della luce solare che illumina e riscalda il nostro pianeta. La “notizia” prosegue dicendo che il direttore della NASA, Charlie Bolden, ha chiesto a tutti di mantenere la calma.

A quanto pare, a nessuno di quelli che propagano la notizia viene in mente di verificare se per caso c'è davvero sul sito della NASA (non c'è) o se viene ripresa da qualche testata scientifica o anche soltanto dai giornali di buona reputazione: l'hanno letto su Internet e questo è sufficiente. E ci sono naturalmente i complottisti e i catastrofisti che spiegano l'assenza della notizia sui media con un complotto per tenerla segreta. Senza pensare che se qualcuno avesse voluto tenerla segreta, far fare un annuncio pubblico alla NASA non pare un metodo molto affidabile per mantenere il riserbo.

In realtà si tratta di una bufala fabbricata dal sito satirico Huzlers.com riprendendo una panzana analoga del 2012 che annunciava tre giorni di oscuramento invece di sei. I video che mostrano il direttore della NASA mentre chiede agli americani di “prepararsi all'emergenza” sono spezzoni tratti da un video del 2013 che si riferisce alla gestione di uragani e terremoti, non alle tempeste solari.

Fra l'altro, giusto per capirci, una tempesta solare non è come una tempesta sulla Terra: è un fenomeno elettromagnetico e non è un vento che solleva nubi di polvere. Chi diffonde questa storia non fa altro che pubblicizzare la propria ingenuità e ignoranza.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
02 Nov 14:14

Turnabout

Whenever I miss a shot with a sci-fi weapon, I say 'Apollo retroreflector' really fast, just in case.
02 Nov 13:55

Halloween nel nome della chimica: effetto... spumeggiante!!!

by Chris Sorrentino
Anche se non è una ricorrenza italiana, Halloween può diventare un'utile occasione per imparare qualcosa di nuovo a scuola ed acquisire un po' di manualità. Abbiamo visto, qualche anno fa, le opere d'arte matematiche realizzate con le zucche dagli studenti del dipartimento di Matematica della Denison University a Granville, in Ohio, utili per realizzare divertenti attività interdisciplinari tra matematica ed arte, ma quest'anno voglio proporvi qualcosa che abbia più attinenza con le scienze sperimentali, aggiungendo un pizzico di chimica e qualche effetto speciale!
Prima, però, guardate questo video:
Come avete visto, Steve Spangler - insegnante statunitense di scienze da sempre interessato a sperimentare giochi didattici e conosciuto in seguito dal vasto pubblico grazie alla pubblicazione su Youtube dell'esperimento Mentos + Coca-Cola - realizza l'esperimento che produce il "dentifricio dell'elefante", così chiamato perché somiglia ad una pasta di dentifricio di dimensioni abnormi, facendolo fuoriuscire da occhi, naso e bocca di una zucca intagliata!
Cos'è in realtà il dentifricio dell'elefante?
Si tratta del prodotto di una reazione chimica che si può realizzare facilmente usando almeno 3 sostanze:
1) Acqua ossigenata;
2) Ioduro di potassio (che funge da catalizzatore, cioè accelera la velocità della reazione);
3) Detersivo per piatti.
L'esperimento sfrutta la caratteristica dell'acqua ossigenata di essere un composto piuttosto instabile, che tende a scomporsi in acqua ed ossigeno gassoso, che forma le tipiche bollicine visibili quando si applica il prodotto su una ferita. Se si scioglie il sale di ioduro di potassio in acqua, si forma una soluzione che, se versata nell'acqua ossigenata, accelera notevolmente questo processo di scomposizione in acqua ed ossigeno; se infine si aggiunge del detersivo per piatti, che ha un'elevata tensione superficiale e tende a schiumare, la liberazione di grandi quantità d'ossigeno - che resta "imprigionato" dal detersivo per piatti e tende ad espandersi per occupare il massimo volume a disposizione - produce l'effetto spettacolare finale in una sorta di gigantesca pasta da dentifricio!
Se prima di aggiungere la soluzione di ioduro di potassio versate del colorante, la spuma potrà assumere i colori più disparati.
Provare per credere e... buon Halloween 2014 all'insegna della chimica!
02 Nov 13:54

Enigmi Numerici: Il Mistico Undici

by annarita ruberto

"Il mistico undici" è uno degli enigmi numerici, messo a punto dall'inglese Henry Ernest Dudeney (1857-1930), considerato, insieme all'americano Sam Lloyd, uno dei maggiori inventori di enigmi matematici di tutti i tempi.

Facendo un paragone tra questi due geni dell'enigmistica, Martin Gardner ha scritto: "Lloyd fu un brillante e prolifico inventore di enigmi, con una particolare abilità nel far emergere gli aspetti più sorprendenti, però, quando si tratta di problemi di natura più matematica, Dudeney lo supera largamente".

L'enigma e soluzione, presentati di seguito, sono tratti da "I gatti del mago- Passatempi matematici II" (titolo originale: Amusements in Mathematics) della collana "SFIDE MATEMATICHE- I classici della matematica ricreativa".

L'enigma può essere utilmente proposto a scuola sia nell'ambito della divisibilità che per stuzzicare la curiosità dei ragazzi, favorendo un approccio ludico che aiuta l'apprendimento.

Potete scaricare gratuitamente Amusements in Mathematics, in diversi formati, da questo link>>

http://www.gutenberg.org/ebooks/16713
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02 Nov 13:54

Una Eccellente Infografica Animata Sulla Respirazione

by annarita ruberto

Segnalo ai colleghi docenti una eccellente infografica animata sulla respirazione, che può fungere da utile risorsa educativa a scuola.

L'autrice è Eleanor Lutz, una talentuosa designer che vive e lavora a Seattle. Laureata in biologia molecolare ha anche svolto attività di ricerca. Gestisce Tabletop Whale, un originale blog di illustrazioni scientifiche.

L'infografica citata illustra efficacemente tre modi di respirare, riferiti a due classi di vertebrati (mammiferi, nello specifico l'uomo, ed uccelli) e a una classe di invertebrati (gli insetti, nello specifico le cavallette). 
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02 Nov 13:50

Il (Non) Carnevale Della Fisica #1 e #2

by annarita ruberto

Il (Non) Carnevale Della Fisica #1 e #2? Ma cosa sarà mai un Carnevale della Fisica che non è un Carnevale della Fisica?
È un "qualcosa" che si è inventato Gianluigi Filippelli di Dropsea e devo dire "che me gusta, me gusta!". Adesso ve ne chiarisco la ragione!

Per coloro che non ne fossero a conoscenza, il Carnevale della Fisica è stata una iniziativa che ha preso spunto dal primo Carnevale italiano, quello della Matematica, e, finché è durato, ha rappresentato una bella occasione per divulgare la Fisica ed aggregare diversi blogger scientifici e non solo. La sua parabola è durata circa quattro anni, finendo con l'edizione n. 45. Non sto qui a ipotizzarne i motivi, pur avendo una mia opinione in proposito, in quanto sarebbe sterile ed inutile farlo. Probabilmente ci sono stati degli errori nella gestione. Peccato perché devo ammettere, in accordo con Gianluigi, che ne sento un po' la mancanza.
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27 Oct 22:34

La matematica dei Pink Floyd a Breda di Piave

by Paolo Alessandrini
In un autunno entusiasticamente floydiano, grazie all'imminente uscita del nuovo album The endless river (anticipato dal singolo Louder than words), non potevo tralasciare di parlare ancora un po' di matematica e Pink Floyd.
Per questo, venerdì 14 novembre presenterò il mio libro La matematica dei Pink Floyd a Breda di Piave, in provincia di Treviso.
La serata, intitolata La matematica è rock, si svolgerà presso l'Auditorium di Villa Olivi, in Piazza Olivi, con inizio alle ore 21 e ingresso libero.
L'evento fa parte della rassegna intitolata Suggestioni d'autunno, organizzata dalla Biblioteca Comunale di Breda di Piave.
La serata vedrà anche la presenza del chitarrista Stefano Zamuner, che proporrà alcuni momenti musicali ispirati alla musica dei Pink Floyd, e di Christian Stradiotto, che leggerà alcuni passi del mio libro.
Introdurrà la presentazione Sandra Fedrigo.
Oltre alla musica e alla lettura, la serata proporrà anche immagini e filmati.
Come nella recente presentazione a Guanzate, non parlerò soltanto di matematica nei Pink Floyd, ma anche di spunti matematici legati ad altri protagonisti del rock.
Ringrazio la Biblioteca di Breda di Piave per la bella opportunità.
Mi raccomando, non mancate!
27 Oct 22:33

Physics of the granite sphere fountain

by Jacco H. Snoeijer and Ko van der Weele

A striking example of levitation is encountered in the “kugel fountain” where a granite sphere, sometimes weighing over a ton, is kept aloft by a thin film of flowing water. In this paper, we explain the working principle behind this levitation. We show that the fountain can be viewed as a giant ball bearing and thus forms a prime example of lubrication theory. It is demonstrated how the viscosity and flow rate of the fluid determine (i) the remarkably small thickness of the film supporting the sphere and (ii) the surprisingly long time it takes for rotations to damp out. The theoretical results compare well with measurements on a fountain holding a granite sphere of one meter in diameter. We close by discussing several related cases of levitation by lubrication.

22 Oct 08:50

Sulla conquista jihadista di Roma

by fabristol

1413225435171_wps_12_dabiq_jpg(2)-1107252528Nell’ultimo periodo si è sentito spesso nei giornali che il Califfo Al Baghdadi e i suoi adepti jihadisti dell’ISIS abbiano indicato in Roma il loro obiettivo finale di conquista. In realtà pare che ci sia molta confusione, non tanto da parte dei media (per una volta hanno riportato senza errori!) quanto da parte dei jihadisti stessi. In questo post vi spiegherò perché e magari riuscirò a far cambiare idea anche a qualche jihadista di passaggio.
La conquista di Roma da parte dell’Islam può creare grande confusione per il seguente motivo: gli arabi e poi più avanti i turchi consideravano l’Impero Bizantino come Roma. Torniamo un po’ indietro nel tempo, esattamente prima del 1453, ovvero prima della conquista di Costantinopoli da parte di Mehmed II (della famiglia degli Osman, da cui la dinastia Ottomana). Il termine bizantino è un termine che nasce recentemente nella storiografia moderna occidentale. L’Impero Romano d’Oriente veniva chiamato dagli europei occidentali semplicemente come Impero Greco. Ma la storia, si sa, la scrivono i vincitori e il punto di vista dei poveri bizantini non viene mai fatto sentire. I bizantini non chiamavano se stessi bizantini (come abbiamo visto è un termine moderno), ma Ῥωμαῖοι (Romaioi) ovvero Romani. Potrà stupire molti studenti modello occidentali ma l’Impero Romano non svani nel nulla nel 476 d.C. ma continuò fino al 1453 a Costantinopoli appunto. La pura e semplice verità è che la storiografia moderna è occidentale e considerato che nel Medioevo gli occidentali pensassero di Bisanzio essenzialmente come di un impero di depravati non aiutò di certo alla causa di una rappresentazione obiettiva. Quindi i bizantini si consideravano romani, ovviamente, e gli unici eredi dell’Impero Romano, ovviamente visto che il resto dell’Impero era stato invaso dai barbari. Ora, quando le truppe arabe si trovarono di fronte ai confini dell’Impero Bizantino anche loro chiamavano i loro nemici romani e il territorio da occupare Rum. In uno degli hadith, la sura ar-Rum (Corano 30:2), la conquista di Rum viene predetta come imminente intorno al 620. Né Maometto né i suoi adepti avevano conosciuto l’Impero Romano nella sua interezza e probabilmente non avevano neppure alcuna conoscenza di una città chiamata Roma in una lontana penisola chiamata Italia. Tutto quello che sapevano era: c’è un impero vastissimo a Nord che controlla la Siria, Gerusalemme, Armenia e Egitto e si chiama Impero Romano.
Quando i turchi conquistarono Costantinopoli e la fecero la loro capitale si vantarono di aver conquistato ar-Rum, ovvero Roma. Il problema sorge però col fatto che i moderni jihadisti della Domenica non hanno fatto altro che seguire la moderna storiografia occidentale alla lettera e pensano che nel Corano sia esplicitamente predetta la caduta e la conquista di Roma come città. Ma in realtà si trattava di Costantinopoli e la profezia è già stata realizzata nel 1453.
E qui finisce la nostra lezione di storia per Mr Mujahedin.


20 Oct 12:53

Ig Nobel winner triumphs: “Italy lifts out of recession thanks to hookers, drugs”

by Marc Abrahams

istatCongratulations to this year’s Ig Nobel economics prize winner — ISAT — both on its Ig Nobel Prize and on ISTAT’s influence on the Italian economy.

The AFP news agency reports, on October 15, 2014:

Italy lifts out of recession thanks to hookers, drugs

Italy learnt it was no longer in a recession on Wednesday thanks to a change in data calculations across the European Union which includes illegal economic activities such as prostitution and drugs in the GDP measure.

Adding illegal revenue from hookers, narcotics and black market cigarettes and alcohol to the eurozone’s third-biggest economy boosted gross domestic product figures.

GDP rose slightly from a 0.1 percent decline for the first quarter to a flat reading, the national institute of statistics said.

Although ISTAT confirmed a 0.2 percent decline for the second quarter, the revision of the first quarter data meant Italy had escaped its third recession in the last six years….

This comes just four weeks after this year’s Ig Nobel Prize winners were announced at the Ig Nobel Prize ceremony, at Harvard University. The 2014 Ig Nobel Prize for economics was awarded to ISTAT — the Italian government’s National Institute of Statistics, for proudly taking the lead in fulfilling the European Union mandate for each country to increase the official size of its national economy by including revenues from prostitution, illegal drug sales, smuggling, and all other unlawful financial transactions between willing participants.

The relevant documents, in the awarding of that prize, are “Cambia il Sistema europeo dei conti nazionali e regionali – Sec2010” (ISTAT, 2014) and “European System of National and Regional Accounts (ESA 2010)” (Luxembourg: Publications Office of the European Union, 2013).

BONUS: “Droghe e prostituzione nel Pil, all’Istat il premio IgNobel per l’Economia” [La Repubblica]

20 Oct 12:53

Cosmic ray particle shower? There’s an app for that.

by John Timmer

Every second, the Earth is being struck by cosmic rays, high energy particles that slam into the atmosphere. Understanding where they come from and how they're generated could provide information about some of the most energetic processes in the Universe. But Earth's atmosphere protects us from them, ensuring that they don't make it to the surface. Instead, we have to look for the shower of photons and particles that the cosmic rays create when they hit the atmosphere.

Even large detectors, however, only capture a few traces of the high energy particles that reach the Earth, meaning that careful studies of their origin can take years, possibly even decades. So some researchers decided it might be possible to take advantage of a large population of non-specialized detectors that are pre-positioned all over the world: cell phone cameras.

The researchers from the University of California have drafted a paper in which they describe testing whether a smartphone camera can detect high energy photons and particles of the sort produced by cosmic rays. Testing with radioactive isotopes of radium, cobalt, and cesium showed that the detector easily picked up gamma rays (and you didn't even have to point the phones at the source!). They also put a phone inside a lead box and showed that they could detect high energy particles. Finally, they took a phone up on a commercial flight and were able to obtain a particle track across the detector.

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20 Oct 12:50

Assaggi

by Marco
Gianluigi.ulaula

Grande Marco!

La settimana scorsa, mentre, con la scusa di presentare Particelle familiari alla Libreria asSaggi di Roma, chiacchieravo dello stato e del futuro della fisica delle particelle con Anna Parisi, Giorgio Sestili ha avuto la malaugurata idea di filmare le mie pontificazioni. Adesso le ha messe online, e allora io le appiccico qui sotto, nel caso interessi vedere come rendo dal vivo :-)


© Marco @ Borborigmi di un fisico renitente, 19/10/2014. (Some right reserved)| Permalink | 12 commenti
Archiviato in Fisica, Scrivere di scienza| Tag: Anna Parisi, Giorgio Sestili, interviste, Libreria asSaggi, Particelle familiari, presentazioni