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11 Nov 21:13

Energie rinnovabili fanno il 36% della produzione elettrica da gennaio a ottobre

by EcoAlfabeta


A dispetto di tutti i profeti di sventura e i falsi ambientalisti antieolico, le energie rinnovabili continuano la loro crescita sul territorio italiano: da gennaio ad ottobre acqua, sole e vento hanno contribuito per oltre 80 TWh alla produzione elettrica nazionale, il 22% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

La quota rappresenta il 35,7% della produzione totale, un nuovo record, dopo il 28% del primo trimestre e il 33,8% di fine agosto. Buone le performance di tutti i settori con l’idroelettrico a + 26% rispetto al 2012, l’eolico a +20% e il fotovoltaico a + 18,6%, nonostante il dissennato stop imposto nel 2012 dal governo Monti e dal suo ministro “fossile” Corrado Passera.

Il fotovoltaico in particolare ha già superato da solo i 20 TWh di produzione, un traguardo impensabile fino a poco tempo fa: nel 2010 la produzione è stata di soli 2 TWH e negli anni precedenti non era nemmeno conteggiata separatamente.

Il termoelettrico ha proseguito il suo trend decrescente, -14% rispetto allo scorso anno e -30% rispetto a 5 anni fa. Questo significa meno importazioni di combustibili fossili e meno emissioni di CO2. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che il peso del carbone è aumentato nel mix elettrico, dai 39 TWh del 2005 ai  42 TWh nel 2012. Questo non è tollerabile.

Le fonti rinnovabili invece non sono un costo per l’Italia, ma una risorsa: quanto viene pagato dallo stato in incentivi ritorna raddoppiato in minori importazioni, più export, appiattimento della domanda e nuovi posti di lavoro.

Con questo trend il sorpasso delle rinnovabili sulle fossili dovrebbe avvenire tra il 2014 e il 2015. Dovremo attendere fino ad allora per vedere la fine dei sussidi alle imprese fossili e il varo di un vero piano energetico sostenibile?

Energie rinnovabili fanno il 36% della produzione elettrica da gennaio a ottobre é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 09:00 di lunedì 11 novembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








11 Nov 10:14

BitTorrent Sync è un successo, 1 milione di utenti e 30 petabyte trasferiti

by Daniele Particelli

BitTorrent festeggia il grande successo di Sync, l’alternativa P2P a Dropbox e simili, rilasciando una versione aggiornata del client ufficiale.

Sono passati poco più di sei mesi dal lancio di BitTorrent Sync, l’alternativa a Dropbox in P2P che consente agli utenti di conservare il controllo dei propri file, e per BitTorrent Inc. è tempo di un primo bilancio.

I primi mesi di vita del servizio si sono rivelati un vero e proprio successo. Grazie al passaparola e all’ottimo funzionamento, BitTorrent Sync è riuscito a conquistare 1 milione di utenti che hanno trasferito finora oltre 30 petabyte di dati.

E questo è soltanto l’inizio. BitTorrent Inc. ha colto l’occasione per annunciare una serie di miglioramenti all’applicazione, che arriva oggi alla versione 1.2 e assicura trasferimenti fino a 90 MB/s:

Sync salta il cloud per fornire file più velocemente di ogni altra alternative server-based, come Dropbox. E con la versione 1.2. abbiamo migliorato le performance della velocità. Questo significa che un file da 10 GB può esse sincronizzato in meno di due minuti.

La nuova versione di BitTorrent Sync porta tanti miglioramenti anche agli utenti di iOS, a partire dalla possibilità di sincronizzare le foto con un iPad:

Abbiamo aggiornato Sync per includere un design aggiornato dell’interfaccia, migliorare la velocità di connessione, la compatibilità con iOS 7. Adesso potete sincronizzare i file in altre applicazioni usando Sync e salvare media dalle vostre cartelle Sync direttamente nel rullino fotografico.

Potete provare con mano l’ultima versione di Sync scaricando gratuitamente l’aggiornamento a questo indirizzo.

Via | TorrentFreak

BitTorrent Sync è un successo, 1 milione di utenti e 30 petabyte trasferiti é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 09:00 di mercoledì 06 novembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








11 Nov 08:14

gravitazero: raucci:. …se si votasse domani.



gravitazero:

raucci:.

…se si votasse domani.

07 Nov 12:52

Atac, fondi neri e biglietti clonati: l'inchiesta di Repubblica

by Malaparte

Atac: fondi neri e biglietti clonati

Bufera sull’Atac (già Azienda Tramvie ed Autobus del Comune di Roma, oggi società per azioni del trasporto pubblico di Roma Capitale). Repubblica.it ha pubblicato un’inchiesta di Daniele Autieri e Carlo Bonini che, per due mesi, hanno raccolto documenti e informazioni sull’azienda pubblica.

Il quadro che emerge è a dir poco sconsolante. E l’inchiesta non parla certo di disservizi (all’ordine del giorno), scioperi o tagli. No, è qualcosa di peggio.

«In Atac tutto è stato possibile. Crasso clientelismo, appalti gonfiati. Ma - si scopre ora - anche digerire un audit interno che denuncia un’emorragia di liquidità da biglietti clonati che avrebbero la loro stamperia clandestina proprio dentro l’azienda. Un fiume di denaro nero, per una contabilità altrettanto nera necessaria a finanziare chi a questo carrozzone assicura la sopravvivenza. La Politica».

Biglietti clonati e fondi neri. Questo al centro dell’inchiesta del quotidiano romano.

Ma vediamo i dettagli.

Il titolo dell’inchiesta non lascia spazio a dubbi: Il tesoro dei biglietti clonati. I due giornalisti che la firmano parlano di un sistema (avallato in maniera politicamente bipartisan) di creazione di titoli di viaggio non fatturati, che avrebbe garantito all’Atac 70 milioni di euro di fondi neri, a disposizione della politica.

E il sistema sarebbe stato pianificato fin dal 29 aprile 2008, appena un giorno dopo l’elezione a sindaco capitolino di Gianni Alemanno, che tuonava contro gli sprechi della passata gestione veltroniana e prometteva, Urbi et orbi, pulizia, trasparenza ed efficienza.

Secondo Autieri e Bonini, però, è

«un’operazione di facciata. Prova ne sia che la maggior parte degli alti dirigenti nominati nell’era veltroniana non viene cacciata, ma assegnata ad altre posizioni di rilievo. Ma, soprattutto, che la linea degli operativi, a partire dai direttori generali, rimane al suo posto. “Al termine della cena [il pezzo racconta di questo incontro cui partecipano un senatore pidiellino, Vincenzo Piso, poi Riccardo Mancini (all’epoca tesoriere della campagna elettorale di Alemanno) e svariati top manager, ndr] il messaggio era chiaro a tutti - ricorda ancora l’ex manager - Il sistema andava preservato”».

Ma cosa c’è da preservare, in Atac? La possibilità – a quanto pare dall’inchiesta, una specie di questione ben nota all’interno dell’Azienda – di creare un fondo enorme utilizzando il meccanismo dei biglietti falsi:

«l’Atac stampa biglietti per autobus e metro. E i biglietti sono denaro. Chi ha le mani sui biglietti, ha le mani sulla cassa. E se quella cassa è in parte in chiaro e in parte in nero, perché quei biglietti sono in parte veri e in parte falsi, chi ha le mani sull’Atac ha di fatto le mani su una banca che batte moneta».

I conti son presto fatti. I ricavi dala vendita dei biglietti, secondo l’ultimo bilancio, è pari a 249 milioni di euro. Eppure, secondo le statistiche aziendali, in un anno quasi un miliardo di passeggeri prende i mezzi Atac. Dove vanno a finire i soldi mancanti? Possibile che siano tutti “portoghesi” che non pagano il biglietto?

Difficile da credere. E infatti non ci crede neanche la Guardia di Finanza, che apre un’indagine e parla chiaramente della

«falsa bigliettazione Atac […] un sistema oliatissimo capace di creare una contabilità parallela».

E l’azienda lo sa. Infatti, Repubblica, che ha messo mano su una serie di documenti interni successivi ad un’audit, ne pubblica uno stralcio.

«”La maggior parte degli illeciti attinenti i titoli di viaggio - si legge nella Relazione - sono avvenuti a mezzo complicità interne all’azienda (…). Ciò perché il settore dei titoli di viaggio Atac è vasto e complesso, il personale impiegato è numeroso, i compartimenti sono stagni e se ciò evita le comunicazioni e le associazioni, viene favorita invece la formazione di ‘chiesette’ consolidate sulle quali il controllo diventa difficile (…) Il sistema di bigliettazione elettronica dell’azienda è completamente indifeso”».

E poi chiosa:

«Un secondo report, frutto del lavoro di una commissione interna di manager Atac, al contrario non è mai uscito dagli uffici di via Prenestina. Troppo, e troppo gravi, a quanto pare, le scoperte che documentava».

E adesso, cosa succederà all’Atac?

Atac, fondi neri e biglietti clonati: l'inchiesta di Repubblica é stato pubblicato su 06blog.it alle 12:01 di giovedì 07 novembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








07 Nov 10:37

Global status tracker for open government data

by Nathan Yau

Open Data Index

The Open Knowledge Foundation launched the Open Data Index, so you can see what data countries provide to their citizens.

An increasing number of governments have committed to open up data, but how much key information is actually being released? Is the available data legally and technically usable so that citizens, civil society and businesses can realise the full benefits of the information? Which countries are the most advanced and which are lagging in relation to open data? The Open Data Index has been developed to help answer such questions by collecting and presenting information on the state of open data around the world - to ignite discussions between citizens and governments.

Based on community editor contributions, the index assesses the availability of datasets such as transportation timetables, election results, and legislation, and provides a single-number score. The higher the score is, the more data a government makes available to the public. Of the 70 participating countries, the UK leads the way, followed by the United States and Denmark.

07 Nov 09:32

Rifiuti tossici: le dichiarazioni di Schiavone fanno luce sul Pontino

by Paolo Brogi e Michele Marangon
A riaccendere l’attenzione sull’Agro Pontino le recenti rivelazionidi Carmine Schiavone:«Ereditammo la zona dal clan Bardellino»
06 Nov 10:56

Se i quadri potessero parlare, lo farebbero in romanesco...

by RondoneR

E’ la pagina Facebook del momento. 450 mila followers in nemmeno 3 settimane. Un’idea tanto semplice quanto geniale: far parlare i quadri più famosi della Storia dell’Arte. Tanta ironia, ovviamente, ma anche tanto romanesco.

Chissà quanto volte abbiamo pensato davanti ad un celebre dipinto: “Sembra proprio che dica..”. Ecco, Stefano Guerrera, un giovane informatico di 25 anni, lo ha messo in pratica. Usando la bacheca moderna dei social network e quindi di Facebook.


“Se i quadri potessero parlare” è stata creata il 18 ottobre, oggi conta già circa 450mila like. Il linguaggio adoperato più spesso è, tanto per cambiare, il nostro dialetto romano che fa ridere più degli altri, come racconta lo stesso Stefano, pugliese, che da sei anni vive a Roma e che quasi non crede all’enorme successo del suo progetto.


In realtà la spiegazione è quasi filologica. Il romanesco non è un vero è proprio dialetto. Perché non usa parole o fonetica diverse dall’italiano, ma è una lingua stravolta da un certo modo di vedere le cose. Disincantato, semplice, ovviamente “volgare”. Motivo per cui tutti (il volgo siamo noi ora) lo possono leggere e interpretare.



Tra l’altro il modo di parlare attuale dei romani non assomiglia più molto a quello tradizionale del Trilussa o del Belli. Ma ne conserva la filosofia. Ed è per questo che le battute dei romani sono imbattibili. Soprattutto sulle labbra dipinte di una verginale o mitologica figura dell’arte classica.


Un’operazione piuttosto simile è stata fatta dai Coatti Insospettabili, ugualmente spassosi, ma che non hanno riscosso la stessa esplosione di followers, anche perché il contrasto è meno provocatorio e surreale.


Il paradosso di far dire certe cose a “quadri intoccabili” come quelli di Hayez, Leonardo, Tiziano, Caravaggio, Renoir, Manet, risulta strepitoso. Qualcuno sostiene che è un modo per avvicinare i giovani (solo loro?) all’arte, e forse ha ragione. Ma se anche fosse solo pura Ironia, nel senso greco del termine, sarebbe sicuramente da salutare con nitido entusiasmo. Complimenti a Stefano!

Se i quadri potessero parlare in romanesco

Se i quadri potessero parlare in romanescoSe i quadri potessero parlare in romanescoSe i quadri potessero parlare in romanescoSe i quadri potessero parlare in romanescoSe i quadri potessero parlare in romanescoSe i quadri potessero parlare in romanescoSe i quadri potessero parlare in romanescoSe i quadri potessero parlare in romanesco

Se i quadri potessero parlare, lo farebbero in romanesco... é stato pubblicato su 06blog.it alle 10:50 di mercoledì 06 novembre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








05 Nov 15:23

Cos’è la “Terra dei fuochi”

by giuliag3

Lunedì 4 novembre la Camera dei deputati ha iniziato la discussione - che proseguirà oggi – di nove mozioni riguardanti la bonifica di alcuni siti inquinati di interesse nazionale, con particolare riferimento alla situazione nella cosiddetta “Terra dei fuochi”, una vasta area tra le province di Napoli e Caserta dove la criminalità organizzata gestisce e smaltisce illegalmente rifiuti speciali provenienti da tutta Italia. La definizione “Terra dei fuochi” deriva da una frase utilizzata da Roberto Saviano nel libro Gomorra, che a sua volta riprende i Rapporti Ecomafia pubblicati da Legambiente. Da molto tempo la questione viene denunciata dai cittadini dei comuni colpiti e da molte associazioni, anche con numerosi appelli, esposti e manifestazioni.

Terra dei fuochi, manifestazione Terra dei fuochi, manifestazione Terra dei fuochi: manifestazione a Napoli per dire basta alla devastazione Terra dei fuochi, manifestazione Protesta dei cittadini di Casal di Principe per la bonifica della terra Terra dei fuochi: manifestazione a Napoli per dire basta alla devastazione Terra dei fuochi, manifestazione Terra dei fuochi, manifestazione Terra dei fuochi, manifestazione Terra dei fuochi, manifestazione

Che cosa succede e dove
La cosiddetta “Terra dei fuochi” comprende un’area molto vasta tra la provincia di Napoli e quella di Caserta. In particolare riguarda i comuni di Scampia, Ponticelli, Giugliano, Qualiano, Villaricca, Mugnano, Melito, Arzano, Casandrino, Casoria, Caivano, Grumo Nevano, Acerra, Nola, Marigliano, Pomigliano; dal lato di Caserta ci sono i comuni di Parete, Casapesenna, Villa Literno, Santa Maria Capua Vetere, Casal di Principe, Aversa, Lusciano, Marcianise, Teverola, Trentola, Frignano, Casaluce. Nel tempo il fenomeno si è esteso a tutta la Campania, giungendo anche nella provincia di Salerno.

In questi posti esistono molte discariche abusive, in piena campagna o lungo le strade: quando queste si saturano, per liberare spazio per i rifiuti successivi, vengono appiccati degli incendi. La maggior parte dei rifiuti che vengono “smaltiti” in queste zone sono rifiuti speciali. I rifiuti speciali sono definiti nell’articolo 7 del Decreto Legislativo numero 22 del febbraio 1997: sono una categoria speciale di rifiuti che si differenzia nettamente dai rifiuti urbani, quelli domestici o assimilabili a quelli domestici, quelli per esempio che derivano dalla pulizia delle strade o quelli provenienti da aree verdi. Rientrano tra i rifiuti speciali quelli da attività agricole e agro-industriali, quelli derivanti da attività di demolizione, costruzione, da lavorazioni industriali e artigianali, da attività commerciali o di servizio, o ancora quelli derivanti da macchinari, combustibili, veicoli a motore.

Sono i rifiuti più pericolosi e inquinanti, per capirsi, specie se il loro “smaltimento” avviene con modalità così rudimentali. Lo smaltimento dei rifiuti speciali dovrebbe seguire una modalità di trattamento e stoccaggio particolare, proprio per contenere i pericoli ambientali derivanti dalla loro gestione. Lo smaltimento è poi differente a seconda della tipologia di rifiuto: il percorso di un solvente di laboratorio è diverso da quello di un pannello di amianto. I rifiuti speciali sono la parte più consistente dei rifiuti – circa l’80 per cento dei rifiuti prodotti ogni anno in Italia – e anche i più costosi da smaltire: fino a 600 euro per tonnellata, per i più pericolosi.

Oltre al danno ambientale derivante dallo smaltimento illegale, c’è anche quello all’agricoltura – celebre il caso delle mozzarelle di bufala provenienti dalle zone a rischio – e quello sanitario. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) i continui smaltimenti illegali di rifiuti, con dispersione di sostanze inquinanti nel suolo e nell’aria, e l’inquinamento di falde idriche utilizzate per l’irrigazione di terreni coltivati, sono in stretta correlazione con l’incremento di diverse patologie tumorali. I casi maggiori si registrano, infatti, proprio negli otto comuni con il maggior numero di discariche di rifiuti: Acerra, Aversa, Bacoli, Caivano, Castelvolturno, Giugliano, Marcianise e Villaricca.

I dati
Dal 2001 ad oggi sono state 33 le inchieste per attività organizzata di traffico illecito di rifiuti condotte dalle procure attive nelle due province di Napoli e Caserta. I magistrati hanno emesso 311 ordinanze di custodia cautelare, con 448 persone denunciate e 116 aziende coinvolte. L’Arpac, l’Agenzia per l’ambiente della Regione Campania, ha individuato 2 mila siti inquinati.

Dal primo gennaio 2012 al 31 agosto 2013, secondo i dati raccolti dai Vigili del fuoco su incarico del viceprefetto Donato Cafagna (che dal novembre del 2012 segue per conto del ministero dell’Interno l’attività di monitoraggio e contrasto dei traffici e degli smaltimenti illegali di rifiuti nella “Terra dei fuochi”), i roghi di rifiuti, materiali plastici, scarti di lavorazione del pellame, stracci sono stati ben 6.034, di cui 3.049 in provincia di Napoli e 2.085 in quella di Caserta.

Il ruolo dei clan
La camorra ha iniziato a occuparsi di rifiuti fin dagli anni Ottanta, prima di quelli urbani, poi di quelli speciali e pericolosi, più redditizi. Il fenomeno è diventato più conosciuto grazie alle prime dichiarazioni del boss Nunzio Perrella ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli: Perrella sottolineò l’enorme interesse finanziario della criminalità organizzata per questo settore (è sua la celebre frase “la munnezza è oro”). Dalla sua testimonianza nascerà l’inchiesta Adelphi, conclusa la quale gli inquirenti scrissero che in cambio di tangenti e grazie al controllo esercitato sul territorio i clan riuscirono a scaricare illegalmente in Campania «rilevantissime quantità di rifiuti», nell’ordine di centinaia di migliaia di tonnellate.

Nel tempo le figure delle persone coinvolte nei traffici si è trasformata passando da quella dei “camorristi imprenditori” a quella degli “imprenditori camorristi”. La definizione è del magistrato Maria Cristina Ribera, che nel 2011 ha fatto mettere a verbale in Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti questa dichiarazione:

«Mentre prima soggetti notoriamente come camorristi avevano imprese che gestivano i rifiuti, ora alcuni imprenditori hanno un controllo quasi monopolistico di alcuni ambiti di questo settore che però sono il braccio economico del clan».

Fino a oggi sono una ventina gli ex boss che hanno operato nella gestione dei rifiuti e che hanno raccontato agli inquirenti come funziona il sistema. Tra loro c’è il pentito Carmine Schiavone, che già nel 1995 ai magistrati aveva evidenziato come la Campania fosse destinata a diventare una discarica a cielo aperto, soprattutto di materiali tossici tra cui piombo, scorie nucleari e materiale acido. Le sue dichiarazioni sono tornate di attualità dopo un’intervista che ha rilasciato a Sky in cui spiega nel dettaglio i luoghi dei seppellimenti dei rifiuti provenienti da tutta Italia e anche dall’estero e il sistema di “smaltimento”: 

«Il vero business era quello dei carichi che dal Nord Europa arrivavano al Sud. Rifiuti chimici, ospedalieri, farmaceutici e fanghi termonucleari. Scaricati e interrati dal lungomare di Baia Domizia fino a Pozzuoli. (…) I rifiuti erano scaricati da camion e gettati nei campi e nelle cave di sabbia. Negli anni le cassette di piombo si saranno aperte, ecco perché la gente sta morendo di cancro. Stanno morendo 5 milioni di persone».

02 Nov 22:58

Come cancellarsi da Facebook, Twitter, Linkedin, Google+ e altri siti

by Paolo Attivissimo
Gizmodo ha una guida dettagliata su come procedere. Purtroppo non ho tempo di tradurla dall'inglese, ma spero vi possa essere utile lo stesso.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.
31 Oct 13:16

Ostia: Faber Beach sotto sequestro

by RondoneR

Sequestrato il Faber Beach di Ostia per bancarotta fraudolenta da 8 milioni. Quattro indagati. I locali in gestione giudiziaria.

Ad Ostia, il mare di Roma, non c’è pace. Le brutte storie si susseguono. “Uno snodo finanziario dove si incrociano i destini di tanti gruppi criminali”. Ecco una nuova pagina. Il Faber Beach, famoso stabilimento del litorale, dichiara fallimento, ma in realtà i gestori avrebbero occultato fondi per 8 milioni.

Ora è sotto i sigilli della Guardia di Finanza. Il debito di oltre 8,3 milioni di euro era quasi interamente riconducibile ad imposte e contributi non versati al fisco. Il sospetto è che la società fosse stata deliberatamente avviata al dissesto finanziario.

Una “bancarotta programmata” insomma. I quattro responsabili, deferiti all’autorità giudiziaria, dovranno rispondere dei reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale.

Con il provvedimento di sequestro emesso dal gip di Roma le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro, oltre al lido, un ristorante, alcuni conti correnti e numerose quote sociali.

Ostia: Faber Beach sotto sequestro é stato pubblicato su 06blog.it alle 11:49 di giovedì 31 ottobre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








30 Oct 08:32

..sURREALE..

by noreply@blogger.com (lzp!)
..coccio tra barche durante una regata di barconi, a Livorno, lo scorso w.e.. e una è colata a picco in pochi minuti..

..e fin qui..


..la barca è andata giù in così poco tempo che le vele sono rimaste su..
..ed essendo affondata su 10m di fondale, l'albero, con ancora la randa su, esce serafico dalle acque..

..il che dà alla scena un che di surreale.. ma solo un che..

..perchè la cosa in assoluto più surreale e inquietante è la voce narratrice che si sente nel video..

..il sinistro risultato credo sia frutto del tentativo di far parlare in italiano un livornese!!



via velablog.it



29 Oct 20:53

Castle Bravo

by Carletto Darwin
Uno dei motivi per cui negli anni '60 si passò agli esperimenti nucleari sotterranei fu l'errore teorico fatto nel calcolare il potenziale esplosivo del primo test effettuato dagli USA con una bomba a fusione trasportabile.
L'esperimento doveva fornire 6 megatoni, al massimo 8, ma ne sviluppò 15; il fungo superò i 60Km e fu contaminata una zona enorme del Pacifico. Tracce del fallout furono rilevata dappertutto nel mondo a poca distanza dall'esplosione.
29 Oct 10:28

A Tour of B&H Photo Video

by Nasim Mansurov

The B&H Photo Video mega store is definitely one of the must-see attractions of New York. If you have never been there before, I highly recommend to check it out, because it is one of those unique places that you will not experience anywhere else in the world. Last week, our team member Tom Redd and I had a chance to visit the PDN PhotoPlus Expo in New York (summary of the conference to be posted today). Since it has been a while since I visited New York and I have never been to the B&H store before, I requested a quick tour of the store and asked for permission to take some pictures for our website. B&H kindly agreed to do it for us and we had a great experience that I would like to share with our readers.

B&H Photo Video Building

Before stepping into the store, I noticed the large dark green parts of the building with the B&H logo. Looking at the whole building, one can see that the store is indeed massive, spanning a whole block over two floors! The store is so huge and segmented, that there are multiple entrances for different needs. For example, there is a separate door for selling and buying used equipment and a separate door for returns:

B&H Trade In

Our guides for the tour were Yechiel Orgel (our account representative and a super cool and down to earth guy. Check out his product photography website) and Isaac Buchinger, who led the tour and explained everything in detail:

Isaac

Our first visit was to the professional video studio that B&H set up for television and live broadcast demonstration. While neither Tom nor I are video junkies, we surely appreciated the expensive video camera setups with expensive German Schneider lenses – this one was mounted on a Blackmagic cinema camera (that’s Yechiel in the background, talking to Tom):

Video Room (1)

This room was full of such equipment, some priced at tens of thousands of dollars:

Video Room (2)

From there, we were taken to the audio department. After listening to a dozen expensive speaker systems in a room filled with them, we stepped into a soundproof room used solely for demonstrating microphones. An audio guru assisted us in this room and showed us differences between a hundred and a thousand dollar microphone:

Audio (1)

We were overwhelmed by the sheer number and types of microphones in this room!

Audio (2)

From there, we checked out other parts of the audio department and saw everything from electronic keyboards to headsets, some of which were quite expensive and rare.

Audio (3)

As we walked through the first floor, the famous conveyor belt system for transporting packages was continuously rolling, sending packages from one end of the store to another. This is a very unique system that I have never seen in any other store before, something that was apparently designed by someone without a university degree!

Package Transport System #2

Package Transport System #1

Next we visited different electronics departments – from tablets to the latest versions of Apple laptops and workstations.

We then went straight to lighting gear, where I roamed around for the next 10 minutes, going through all kinds of flashes, softboxes, LED lights, stands and a myriad of other lighting tools and accessories:

Lighting

And speaking of accessories, every wall was pretty much filled with them – adapters, flash triggers, remote camera triggers, lens adapters, rings – you name it and it is all there:

Accessories

The second floor is the heart of the store – that’s were all cameras and lenses are sold, along with printers, monitors, LCD screens, tripods and much more. Each brand has its own booth, from big brands like Nikon and Canon to smaller ones like Olympus and Samsung:

Cameras

And if you want to see some Nikon glass, cameras and flashes, this is the place – literally walls full of all kinds of gear:

Nikon Lenses

And several rows of different tripods, monopods and gorillapods to choose from:

Tripods

The second floor is where Tom and I spent the rest of the time. We were just lost going through each section of the store – there was so much to see! Both Yechiel and Isaac were extremely patient with us, while we were getting buried in all kinds of goodies, like kids in a candy store.

As we walked back down to the first floor, Isaac showed us the large waiting room. Apparently, it is specifically designed for customers to open their purchased equipment, play with it and maybe just relax after long hours of shopping in the store:

Waiting Room

Needless to say, Tom and I had a blast. Despite an hour long tour, we thanked both Yechiel and Isaac for the opportunity, then quickly headed back to the store to explore it even more :)

If you have never been to the B&H store, I highly recommend to check it out – it is an amazing experience! Big thanks to Yechiel, Isaac and Mark at B&H for organizing this special tour for our team at Photography Life!

The post A Tour of B&H Photo Video appeared first on Photography Life.

29 Oct 09:12

.."l'iNFERNO oLTRE l'INFERNO"..

by noreply@blogger.com (lzp!)

..a poche ore.. ma veramente a poche ore di volo.. da dove stai guardando questa immagine, più o meno comodamente poggiato sul tuo culo, i cecchini di Assad danno la caccia alle donne incinte.. quello sopra infatti è un feto a fine gestazione, centrato da un colpo in testa..

..così..
..tanto per portare un po' di realtà..

..in mezzo a questo ondivago cazzeggiare di fine impero..



27 Oct 10:37

Tour nella Roma sotterranea dell'Acquedotto Vergine

by Cut-tv's

Acquedotto Vergine - Roma Sotterranea

Tour nella Roma sotterranea, immersi nei bagliori dell’antichità che scorrono lungo i cunicoli dell’Acquedotto Vergine, l’unico ancora in funzione da secoli.

Il tour fotografico di oggi si concede una passeggiata nella Roma sotterranea, un po’ segreta e misteriosa, dell’Aquedotto Vergine, con il gruppo di speleologi che sta completando la prima mappatura dei centinaia di chilometri sotterranei percorsi dagli 11 acquedotti che ‘dissetavano l’antica Roma, stilata dall’archeologo Timothy Ashby tra il 1906 e il 1925.

Un tour nella Roma nascosta sotto gli occhi di tutti, immersi nell’acqua di questo capolavoro di ingegneria idraulica che scorre da secoli lungo i cunicoli e la magnificenza architettonica della murature in «opus reticulatum», le volte a botte sopra la testa e pozzi vertiginosi che spingono la vista fino a cinquanta metri di altezza.

Il sesto acquedotto costruito in ordine di tempo, dopo l’Appio, l’Anio Vetus, il Marcio, l’Aqua Tepula e la Iulia, voluto da da Marco Vipsanio Agrippa, genero dell’imperatore Augusto, inaugurato il 9 giugno del 19 a.C. per rifornire il suo impianto termale di Campo Marzio, con un percorso di 20 km, quasi tutti sotterranei, dalla portata giornaliera di 2.504 quinarie (pari a 103.916 m3 e 1.202 litri al secondo).

Acquedotto Vergine - Roma SotterraneaAcquedotto Vergine - Roma SotterraneaAcquedotto Vergine - Roma SotterraneaAcquedotto Vergine - Roma SotterraneaAcquedotto Vergine - Roma Sotterranea

L’Aqua Virgo che potrebbe prendere il nome dalla purezza delle acque, quanto da quella della fanciulla che la leggenda designa come colei che condusse alla scoperta delle sorgenti che si trovavano nell’Agro Lucullano, a poca distanza dal corso dell’Aniene, presso l’VIII miglio della Via Collatina, corrispondente al km 10,500 dell’attuale località di Salone, a 24 metri sul livello del mare, dalle quali si origina il lungo e intrigato percorso che giunge a Campo Marzio.

Acquedotto Vergine - Roma Sotterranea

Un percorso in gran parte sotterraneo che, dopo circa cinque chilometri, dal fosso della Marranella voltava bruscamente verso nord, seguiva la Via Collatina fino alla località di Portonaccio, raggiungeva la Via Tiburtina e l’Aniene attraversavi nella zona di Pietralata; proseguiva lungo le dorsali corrispondenti alla Nomentana ed alla Salaria, piegando a sud attraversava le zone di Villa Ada e dei Parioli, proprio sotto il ninfeo di Villa Giulia, Villa Borghese, ed entrava in città dalle parti del Muro Torto, passando per via del Tritone dove sono appena riaffiorate le arcate in blocchi di tufo dal cantiere del futuro palazzo de La Rinascente.

Acquedotto Vergine - Roma SotterraneaAcquedotto Vergine - Roma SotterraneaAcquedotto Vergine - Roma SotterraneaAcquedotto Vergine - Roma Sotterranea

Da qui attraversava il Pincio (sotto Villa Medici) che percorreva lungo la falda rivolta al Campo Marzio (parallelo a Via Margutta) e ospitava la piscina limaria (dalla quale deriva il nome di Vicolo del Bottino) sino alle pendici (presso gli Horti Luculliani). Il percorso emerge in superficie verso la metà dell’attuale Via due Macelli, da dove, mediante una serie ininterrotta di arcate, attraversava l’attuale Via del Nazareno, dove si conservano parzialmente interrate tre arcate in blocchi bugnati di travertino con l’iscrizione che ricorda il rifacimento di Claudio del Vicus Caprarius.

Acquedotto Vergine - Roma SotterraneaAcquedotto Vergine - Roma SotterraneaAcquedotto Vergine - Roma SotterraneaAcquedotto Vergine - Roma SotterraneaAcquedotto Vergine - Roma Sotterranea

L’acquedotto passava quindi per la zona della Fontana di Trevi e l’area oggi occupata da Palazzo Sciarra che custodisce nei sotterranei i resti di altre due arcate in blocchi di travertino del restauro di Claudio, scavalcava la Via Lata (oggi Via del Corso), con un’arcata trasformata in seguito in arco trionfale in onore di Claudio per celebrare la conquista della Britannia, proseguiva lungo la Via del Caravita, Piazza S. Ignazio e Via del Seminario, all’inizio della quale doveva trovarsi il castellum terminale.

Acquedotto Vergine - Roma Sotterranea

Un percorso quasi completamente sotterraneo, che in parte lo ha tenuto al riparo dai danni delle invasioni barbariche, ma non da quelli del tempo, che hanno richiesto diversi interventi di restauro ai tempi di Tiberio nel 37 d.C., di Claudio nel 45-46 d.C,ma solo con Nicolo V (nel 1453) e Sisto IV (vent’anni dopo), arriva il parziale restauro con l’introduzione della fontana del Trivio (dove sorge ora l’imponente fontana di Trevi), mentre il restauro iniziato nel 1559 da papa Pio IV fu terminato da Pio V nel 1570, perché le tasse pagate dai cittadini per completare i restauri, finivano quasi  unicamente nelle casse Apostoliche.

L’acquedotto vergine alimenta ancora oggi la fontana di Trevi e la fontana della “Barcaccia” a piazza di Spagna (con le condutture di alimentazione che danno il nome alla “via dei Condotti”), la fontana dei Quattro Fiumia piazza Navona, ma anche la fontanella di vicolo della Spada di Orlando, scorrendo sotto i Rioni di Trevi,Colonna e Campo Marzio.

Acquedotto Vergine - Roma Sotterranea

Acquedotto Vergine - Roma Sotterranea

Tour nella Roma sotterranea dell'Acquedotto Vergine é stato pubblicato su 06blog.it alle 10:44 di domenica 27 ottobre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








27 Oct 09:06

I just became myself

by fabristol

Quando si è immigrati è sempre la solita solfa: ti guardano, ti squadrano, ti giudicano. E quando non corrispondi al loro stereotipo incominciano a chiederti: “Ma come può un italiano non fare questo?” “Ma tu sei italiano! Dovresti essere così!” “Perché non ti comporti come penso che tu ti debba comportare?” ecc.

Sei caotico, sei imbroglione, sei latin lover, sei cattolico, bevi caffè e vino, ti piace il calcio, voti Berlusconi, ti piace la pasta, sai cucinare, hai i capelli e gli occhi scuri, sei divertente ecc. Non sono gli inglesi il problema, né lo stereotipo italiano. E’ semplicemente questa dannata e innata predisposizione degli esseri umani a catalogare le persone in gruppi e a generalizzre in base a nazionalità, religione e razza.

Nessuno si rende conto che la nazionalità così come la religione o la razza sono semplicemente delle condizioni che ti vengono date alla nascita e che sono frutto del caso. Nel mio caso in particolare la Sardegna sarebbe potuta rimanere spagnola o conquistata dai mori o dalle truppe napoleoniche e ora in universi paralleli sarei dovuto essere fiero di essere spagnolo, magrebino o francese. Ma che senso ha?

Non ho niente contro l’Italia in particolare, né contro il Regno Unito, né contro la Francia o il maghreb. Per me sono semplicemente dei contenitori vuoti senza alcun significato. Le mie passioni sono transnazionali così come i miei pensieri e idee politiche che sono universali e non hanno alcun collegamento con la nazionalità. Sono un uomo di scienza, sono un libero pensatore, sono un libertario e le mie passioni spaziano dalla fantascienza al metal, dall’arte alla letteratura. Tutte queste caratteristiche che mi rendono me stesso hanno forse qualcosa a che vedere col mio passaporto? No. Perché le ho scelte, non mi sono state imposte. Io ho deciso cosa essere, non un caso fortuito che mi ha voluto far nascere in quell’ospedale che in quel momento faceva parte dello stato italiano per una serie di coincidenze storiche. Come si può essere orgogliosi della propria nazionalità se è solo frutto del caso e non di una scelta? Si può essere orgogliosi di essere scienziati o libertari o metallari per fare degli esempi che mi sono cari, ma come si può essere fieri di una nazionalità, di una religione o di una cultura che ci sono state imposte. Mi rifiuto di accettare una condizione che mi è stata imposta. Sarebbe come se una mosca dicesse a se stessa: “Sono orgogliosa di essere una mosca perché sono nata mosca!”.

L’altro giorno parlavo di tutto questo con un collega inglese e credo di averlo tramortito con questa visione della vita (forse mi sono lasciato un po’ andare con un monologo di 10 minuti ma vabbé lui mi ha stuzzicato con le solite domande sulla mia italianità). Ho cercato di spiegargli che una volta che si vive fuori dal proprio paese per tanto tempo si riesce a vedere il mondo in modo diverso, si riesce a vedere se stessi in modo diverso e ci si trasforma in una sorta di chimera che assorbe pezzi dovunque cammini.

“You just become something different.”

“And what did you become?”

Mi fermo e ci penso per alcuni secondi (cosa che mi capita raramente in questo tipo di conversazioni) e dico:

“I just became myself.”

E lì, nonostante la persona di fronte non avesse capito un cazzo dei miei discorsi, mi sono reso conto che quei 10 minuti sono serviti a qualcosa. A rendermi ancora più chiaro quanto sia importante fare tabula rasa di tutto quello che ci è stato imposto e scegliere (ecco la parola magica che mi piace associare a me stesso) ciò che ci pare più giusto, appropriato, vicino ai nostri gusti, moralmente lecito ecc. Uscire dal liquido amniotico delle tradizioni e della massa informe e diventare un individuo.

Abbandonare la propria nazionalità significa riscoprire la propria individualità, significa diventare se stessi.


27 Oct 08:56

SenzaSlot.it

SenzaSlot.it: curiositasmundi: Il caffé è più buono se il bar è SenzaSlot! A febbraio di...
27 Oct 08:39

Grasso l’americano

by di Alessandro Gilioli

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Ieri il presidente del Senato Piero Grasso, seconda carica dello Stato, ha ricevuto il vicepresidente americano Joe Biden. Ma non gli ha chiesto – per sua stessa dichiarazione al ‘Corriere’ – se qualche istituzione italiana è o è stata intercettata dalla Nsa. Semplicemente non lo ha fatto: «perché non era nella natura dell’incontro», ha spiegato.

Grasso, che molto ambisce per il suo futuro, non ha voluto inimicarsi in alcun modo il potere più forte del mondo.

Perfino i democristiani avevano la schiena più dritta.

25 Oct 12:15

Cliente lo minaccia con coltello da cucina, il macellaio reagisce a colpi di mannaia

by Rainews24@rai.it (rainews24)
Un uomo ha cercato di sottrarre l'incasso minacciando il commerciante con un coltello da cucina. Ma lui lo ha allontanato con la mannaia con cui stava tagliando la carne
25 Oct 10:22

The Val d’Orcia, landscapes of Renaissance

by Kay Kremerskothen

when night turns to day

val d'orcia

Val d'Orcia

Val d'Orcia

Val d'Orcia

“I am about to buy a house in a foreign country. A house with the beautiful name of Bramasole. It is tall, square, and apricot-colored with faded green shutters, ancient tile roof, and an iron balcony [...]. The balcony faces south-east, looking into a deep valley, then into the Tuscan Apennines.”

These are the words that Frances Mayes uses in Under the Tuscan Sun to describe the Italian landscape so typical for Tuscany. While it may sound like an idealized view of the landscape, it is accurate.

Not without reason was the Val d’Orcia with its farmland, vineyards and olive plantations stretching hills and valleys lined with cypresses as far as the eye can see, which was declared a World Heritage Site by the UNESCO in 2004.

It’s “exceptional reflection of the way the landscape was re-written in Renaissance times to reflect the ideas of good governance and to create an aesthetically pleasing picture” and for the landscape’s celebration “by painters from the Scuola Senese.” Their “Images of the Val d’Orcia, and particularly depictions of landscapes where people are depicted as living in harmony with nature, have come to be seen as icons of the Renaissance and have profoundly influenced the development of landscape thinking.”

Enjoy the flair of Tuscany and discover more typical landscapes in our Tuscany and Val d’Orcia image searches.

Photos from Dennis_F, Kirstin Mckee, DWH284, MiaRossy, and Mirko M..


25 Oct 10:18

OMS, la mappa delle città più inquinate. Torino la peggiore delle italiane

by Lucia Resta

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato dell’ufficializzazione da parte dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, della notizia relativa allo stretto legame tra inquinamento atmosferico e cancro, con l’inserimento dello smog nella lista delle sostanze più pericolose. Ebbene, nell’ambito di quello studio rientra una mappa redatta dall’OMS che ha preso in considerazione 1100 città di 91 diversi Paesi per mostrare quelle che risultano più inquinate.

Vengono indicate nel dettaglio le emissioni di particolato in ognuna di queste singole città, per la precisione il PM10 e il PM2,5, cioè il particolato sottile del diametro di 10 e di 2,5 micron. I dati riguardano il periodo compreso tra il 2003 e il 2010. Il livello critico di PM10 è da 71 microgrammi per metro cubo in su e in tutto il mondo il livello medio varia da 21 a 142 mg/m3. Per l’Italia la buona notizia è che nessuna delle trenta città prese in considerazione supera il livello critico, tuttavia l’inquinamento dell’aria c’è ed è preoccupante. La peggiore delle città del nostro Paese è Torino, con un livello medio di 47 mg/m3, mentre per Milano e Napoli è leggermente più basso, 44 mg/m3, e la capitale Roma è allo stesso livello di Firenze e Rimini, a 35 mg/m3.

In generale, la situazione migliore sembra essere quella degli Stati Uniti, dove a parte qualche eccezione prevalgono livelli di inquinamento medio inferiore ai 20 mg/m3 di PM10. Le criticità si trovano invece nel Medio Oriente e nei Paesi meridionali dell’Asia, anche perché in quelle zone il carbone è ancora la fonte di approvvigionamento più diffusa e dunque le emissioni sono maggiori rispetto agli altri Paesi più avanzati da questo punto di vista e più attenti all’ambiente.

Ecco il livello medio di PM10 nelle trenta città italiane presenti nella mappa dell’OMS (dati riferiti agli anni 2003-2010):

    Ancona 31 mg/m3
    Bergamo 40 mg/m3
    Bologna 37 mg/m3
    Brescia 41 mg/m3
    Cagliari 26 mg/m3
    Campobasso 20 mg/m3
    Catania 33 mg/m3
    Cremona 39 mg/m3
    Firenze 35 mg/m3
    Forlì 30 mg/m3
    Genova 23 mg/m3
    Livorno 26 mg/m3
    Milano 44 mg/m3
    Modena 42 mg/m3
    Napoli 44 mg/m3
    Novara 28 mg/m3
    Padova 43 mg/m3
    Palermo 34 mg/m3
    Parma 34 mg/m3
    Perugia 24 mg/m3
    Pescara 37 mg/m3
    Prato 29 mg/m3
    Ravenna 33 mg/m3
    Reggio Emilia 37 mg/m3
    Rimini 35 mg/m3
    Roma 35 mg/m3
    Taranto 27 mg/m3
    Torino 47 mg/m3
    Trento 29 mg/m3
    Venezia 36 mg/m3

Fonte e immagine: WHO

OMS, la mappa delle città più inquinate. Torino la peggiore delle italiane é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 10:58 di venerdì 25 ottobre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








24 Oct 15:49

Obsolescenza programmata, una proposta di legge anche in Italia

by Marina Perotta

Una proposta di legge contro l’obsolescenza programmata arriva dai Sel

In Francia hanno provato a far passare la legge sull’obsolescenza programmata lo scorso maggio con esiti purtroppo disastrosi. La proposta ora sbarca in italia e a presentarla come disegno di legge sono Luigi Lacquaniti, Giulio Marcon, Aiello Ferdinando, Franco Bordo, Donatella Duranti, Florian Kronbichler, Gianni Melilla, Marisa Nicchi, Serena Pellegrino, Stefano Quaranta e Alessandro Zan dei SEL.

La presentazione ufficiale con Luigi Lacquaniti e Simone Zuin di Decrescita Felice Social Network avverrà il prossimo 28 ottobre alle 13,30 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.

L’obsolescenza programmata non è altro che un sistema messo a punto dall’industria per rendere vecchi prima del loro reale tempo di uso gli elettrodomestici: avete fatto caso che le lavatrici o i frigoriferi si rompono sempre dopo 2 anni? Sostanzialmente siamo all’usa e getta degli elettrodomestici e ciò comporta sia un aumento dei rifiuti oramai insostenibile sia una spesa a carico dei consumatori inutile e sprecona.

La legge nr.1563 prevede 3 obiettivi: tutelare il consumatore; permettere una leale concorrenza sul mercato e attivare la creazione di nuovi posti di lavoro legati alla manutenzione degli elettrodomestici.

Il primo punto che viene affrontato è di elevare a 10 anni la responsabilità del produttore per il bene messo sul mercato (parliamo di un bene durevole come una lavatrice o un frigorifero, ad esempio) e di assicurare per 5 anni successivi al termine di vita del prodotto la presenza dei ricambi.

Attualmente in Italia abbiamo riconosciuta una garanzia di due anni e la sostituzione dell’elttrodomestico difettoso se viene seganato entro due mesi dall’acquisto. In effetti, e tutti lo abbiamo sperimentato in qualche occasione, delle nrome che vanno a svantaggio del consumatore.

La legge prevede anche consistenti multe, fino a 30 mila euro per quei produttori che non rispetteranno le norme.

Via | Decrescita felice

Obsolescenza programmata, una proposta di legge anche in Italia é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 12:20 di giovedì 24 ottobre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








24 Oct 10:16

Isola di Budelli: per fermare la svendita oltre 52 mila firme con la petizione on line

by Marina Perotta

L’Isola di Budelli è stata letteralmente svenduta ma il governo italiano ha la possibilità di esercitare il diritto di prelazione entro gennaio 2014 per evitare che entri definitivamente in possesso di privati

E’ in corso una petizione on line ancora aperta su Change #salviamoBudelli che a oggi ha accumulato oltre 52 mila firme per impedire che l’isola venduta per 2,9 milioni di euro passi definitivamente nelle mani del banchiere neozelandese nuovo proprietario.

L’iniziativa parte dall’ex ministro per l’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, oggi presidente della Fondazione UniVerde che chiede che il Parco nazionale della Maddalena si faccia avanti con il diritto di prelazione e che renda l’Isola di Budelli un Bene comune. Tradotto: far si che sia il Parco a gestire per tutti l’accesso a questo museo naturale open air.

Perché qui ora la questione diventa: chi arriva per primo? Da un lato abbiamo la richiesta fatta da Pecoraro Scanio che include anche la possibilità per il Parco poi di gestire l’Isola, dall’altro lato abbiamo il miliardario neozelandese Michael Harte che ha incontrato i vertici del Parco, ovvero il presidente Giuseppe Bonanno che a La Nuova Sardegna ha così spiegato il progetto privato:

Dall’incontro di oggi abbiamo avuto modo di constatare che il nuovo proprietario di Budelli sia interessato alla conservazione dei luoghi, allo studio e alla conservazione della poseidonia e delle problematiche ecologiche dell’Isola, come il fungo patogeno che sta attaccando e ammazzando i ginepri. Ci ha illustrato la sua ipotesi di valorizzazione del sito, con la creazione di percorsi di approfondimento e osservazione delle bio-diversità.

In effetti c’è parità di intenti in un certo senso. Anche perché il miliardario neozelandese si è presentato come ambientalista convinto e dunque intenzionato a non toccare minimamente le bellezze naturali dell’Isola. Il che ci fa stare tranquilli? Affatto!

Budelli sotto la gestione privata potrebbe certamente essere trasformata in un museo rispettando vincoli ambientali rigorosi e messi proprio a protezione della spiaggia rosa per la sua unicità e bellezza. Ma ciò non toglie che resti poi sfruttata per l’imprenditoria privata, ovvero un prodotto e non patrimonio o Bene comune da condividere, come l’aria e l’acqua. E la differenza è notevole.

L’Ente Parco perciò ha ha evidenziato al miliardario neozelandese il progetto nato nel 2006 che si basa su percorsi strutturati per far conoscere l’isola e la spiaggia quali monumenti alla natura. Detto ciò Giueppe Bonanno ha anche specificato che sia lo Stato, sia la Regione Sardegna fino a gennaio 2014 possono avanzare il diritto di prelazione annullato nell’ultimo Patto di Stabilità.

Ecco nascere dunque la petizione on line promossa da Pecoraro Scanio che va ben oltre proponendo l’idea di una raccolta fondi pubblica:

Budelli è stata venduta a un prezzo irrisorio per un’isola di 1,60 km2 con oltre 12 km di costa, certamente dovuto ai rigorosi vincoli ambientali apposti per tutelare proprio l’unicità della spiaggia, un patrimonio unico al mondo. Il parco nazionale della Maddalena, ai sensi della Legge Quadro sulle Aree Protette (la legge n. 394 del 1991), può esercitare entro 90 giorni il diritto di prelazione, decidendo di comprare per lo stesso importo questo gioiello. Fino al 31 dicembre una norma impedisce agli enti pubblici di comprare immobili, persino nel caso in cui riescano a raccogliere donazioni private. Eppure, se al parco fosse consentito di promuovere una raccolta di fondi con la garanzia di acquisire davvero al patrimonio pubblico l’isola di Budelli, potremmo essere in tanti a contribuire.

Via | La Nuova Sardegna
Foto | Ravo86

Isola di Budelli: per fermare la svendita oltre 52 mila firme con la petizione on line é stato pubblicato su Ecoblog.it alle 10:23 di giovedì 24 ottobre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








24 Oct 07:59

..aSIMMETRIE..

by noreply@blogger.com (lzp!)

23 Oct 12:44

Datagate e PRISM, Francia adirata con USA convoca l'ambasciatore con urgenza

by Francesco Lanza

I francesi non sembrano aver preso molto bene le rivelazioni di Snowden pubblicate oggi su Le Monde. Cittadini d’oltralpe spiati? Uno sgarro.

Il governo francese non sembra essere molto contento del comportamento degli americani, coinvolti e compromessi nell’orribile “bagno di sangue mediatico” scatenato dalle rivelazioni di Edward Snowden.

Dove prima c’era il sospetto più che legittimo che le antenne molto percettive dei sistemi di spionaggio informatico come PRISM fossero state rivolte verso i cittadini europei, un articolo di Le Monde ha levato ogni dubbio. Secondo il blasonato quotidiano d’oltralpe, l’NSA ha spiato a tappeto le comunicazioni francesi.

Le Monde ha potuto essere tanto preciso quanto Snowden ha concesso, e ha presentato prove e numeri senza battere ciglio, ma chiedendo questa mattina al governo come mai l’esecutivo francese si fosse dimostrato tanto blasé di fronte alle operazioni americane.

Reazione furibonda

Di fronte al richiamo all’ordine del quotidiano, il ministro degli esteri Laurent Fabius ha convocato immediatamente l’ambasciatore statunitense Charles Rivkin per un colloquio immediato.

Il meeting, probabilmente molto teso, dovrebbe avvenire proprio in queste ore (sempre che Rivkin ce la faccia a tornare in tempo da Bruxelles). Ci sarà molto da spiegare ad un alleato che teoricamente è un amico storico degli USA.

I numeri

Come esempio possiamo analizzare il periodo compreso fra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013. Mentre il mondo festeggiava il Natale, l’NSA ha monitorato e forse registrato in 30 giorni 70,3 milioni di telefonate e altri milioni di messaggi testuali (SMS e mail) provenienti dal suolo francese.

Non sappiamo se le telefonate siano state archiviate o se si sia solo trattato di prendere nota dei metadati (chi ha chiamato chi, a che ora, per quanto tempo), ma l’oltraggio alla privacy è dolorosamente evidente, e la solita scusa (“solo gli individui pericolosi sono stati investigati”) non può reggere di fronte alle dimensioni titaniche di un’operazione come questa.

I tool di sorveglianza statunitensi sono attivati da parole chiave, oppure quando chiunque chiama i numeri conservati su liste specifiche, continuamente aggiornate. Snowden e Le Monde sembrano essere piuttosto chiari: non sono solo i terroristi su quelle liste, ma anche uomini di stato, mondo degli affari, amministrazione pubblica e privata - e di fatto, tutti coloro che hanno una relazione di qualsiasi genere con essi.

Via | BBC

Datagate e PRISM, Francia adirata con USA convoca l'ambasciatore con urgenza é stato pubblicato su Downloadblog.it alle 11:43 di lunedì 21 ottobre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








23 Oct 12:06

Il 1° Rally di Roma Capitale corre all'Eur sabato 26 ottobre 2013

by Cut-tv's

Sotto lo sguardo di appassionati, increduli e contrariati, il 1° Rally di Roma Capitale corre all’Eur sabato 26 ottobre 2013, occhi a percorso, deviazioni e vibrazioni.

Quando Ecclestone si preparava a far sfrecciare a 300 all’ora i bolidi del Gran Premio di Formula 1 per le strade dell’Eur, comitati di residenti e associazioni ambientaliste insieme all’elegante contributo della Lega riuscirono a dirottarlo a Monza.

Questo però sabato 26 ottobre alle ore 15.30, non impedirà ai 53 piloti, tra cui il sette volte campione d’Italia Paolo Andreucci, di partecipare al primo “Rally di Roma Capitale“, che parte da piazza Bocca della Verità, passando sotto al Colosseo Quadrato, per arrivare al traguardo dove li aspetta la madrina Anna Falchi, mentre il Palazzo della Civiltà italiana farà da sfondo alla sfilata-spettacolo con l’asso del rallismo francese Jean Ragnotti.

Per appassionati, increduli e contrariati come la sottoscritta, sabato e domenica, si prepara una due giorni all’insegna di sfide, spettacoli, e soprattutto parecchi motori rombanti, pronti a sfrecciare in via del Turismo, viale Romolo Murri, piazza Barcellona, piazzale Francesco Parri e viale Tupini, deviando ovviamente per tutta la giornata le linee bus 31, 771 e 780.

A questo proposito i collegamenti 31 e 780 diretti al Centro, tra viale Europa e viale Val Fiorita percorreranno viale Tupini, viale della Tecnica, viale dell’Oceano Pacifico e viale Egeo.

Verso la stazione metro Laurentina e piazzale Nervi, tra viale Val Fiorita e viale Europa percorreranno viale Egeo, viale dell’Oceano Pacifico, viale dei Primati Sportivi, via del Ciclismo, viale della Tecnica e viale Tupini.

La linea 771 in arrivo da viale America, seguirà il percorso abituale fino a viale Europa altezza Colombo, per poi proseguire sulla stessa Colombo, per prendere l’uscita della Roma-Fiumicino e qui tornare sul percorso abituale. In direzione inversa, normale percorso sino a via del Pattinaggio, altezza via delle Tre Fontane.

Questo ad uso e consumo di chi è interessato o vuole evitarlo come la peste. Quasi dimenticavo, lo spettacolo è gratis, ovviamente per chi non paga lo scotto!

Via | Facebook

Il 1° Rally di Roma Capitale corre all'Eur sabato 26 ottobre 2013 é stato pubblicato su 06blog.it alle 11:31 di mercoledì 23 ottobre 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.








22 Oct 10:05

..fOTTUTAMENTE vERO..

by noreply@blogger.com (lzp!)

..dal nuovo libro di ZeroCalcare..

22 Oct 08:12

sgabrioz: nicconoh: "Ma quello che tutti vogliono sapere se...









sgabrioz:

nicconoh:

"Ma quello che tutti vogliono sapere se hanno studiato attentamente il libro è: perché c’è Peppa Pig?" - (Zerocalcare presenta “Dodici”)

Peppa Pig m’ha rotto il culo è la frase più bella mai scritta dall’uomo.  Va ben oltre Shakespeare, Wallace, Roth e Vita da praticante*.

*semicitazione/omaggio a Ricky Gervais e lo sketch sul depliant sull’AIDS.

22 Oct 08:10

..dODICI.

by noreply@blogger.com (lzp!)


..ZeroCalcare presenta "Dodici"..

..e comincia col botto: Peppa Pig m'ha rotto il culo!!


18 Oct 12:57

Come non far comparire il vostro nome nelle inserzioni di Google

by Paolo Attivissimo
Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “maurizio.rond*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Se siete allarmati all'idea che prossimamente (dall'11 novembre) Google potrà usare il vostro nome e la vostra foto del profilo Google nelle proprie inserzioni, niente panico. Basta andare a questa sezione delle impostazioni dell'account, disattivare la casella di spunta A seconda della mia attività, Google può mostrare il nome e la foto del mio profilo nei consigli condivisi che vengono visualizzate [sic] negli annunci e poi cliccare su Salva. Così:


In ogni caso il vostro nome e la vostra foto possono essere usati soltanto in relazione a contenuti sui quali avete cliccato “+1” (l'equivalente in Google+ del “Mi piace” di Facebook) o avete fatto un commento o che avete deciso di seguire. Inoltre foto e nome verrebbero mostrati soltanto ai vostri amici e contatti in Google+.

Anche disattivando quest'impostazione, il nome e la foto possono essere usati altrove da Google, per esempio in Google Play, secondo l'annuncio di Google.

C'è chi sta protestando contro la novità usando un metodo originale: sostituire la propria foto con quella di Eric Schmidt (executive chairman di Google).

Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico. Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura (dettagli). Sono ben accette le donazioni Paypal.