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18 Aug 07:00

Cheesecake!

by Roberta Morasco
Vgreco51

cheesecake

Come ben spiega il nome stesso, cheesecake, l’ingrediente principale di questa deliziosa torta (cake) è il formaggio (cheese).

La particolarità della cheesecake è l’abbinamento di due diverse consistenze, una base leggermente friabile, normalmente preparata utilizzando biscotti secchi mescolati a del burro fuso, ed uno strato morbido, preparato con formaggio, uova, panna ed altri ingredienti, che variano anche in base al tipo di preparazione, cotta oppure preparata a freddo.

Talmente neutra e delicata che si presta ad infinite varianti ed abbinamenti, sia dolci che salati.

Si possono utilizzare diversi tipi di ingredienti sia per la preparazione della base che per lo strato al formaggio. Perfetti i formaggi cremosi come robiola e mascarpone, ma spazio anche a ricotta (che formaggio non è!), panna e yogurt.

Di seguito vi propongo ben 15 ricette dolci, spaziando tra le preparazioni più classiche, cotte in forno, fino alle preparazioni fredde, light, gluten free e monoporzione.

Insomma, sia che abbiate voglia di accendere il forno oppure no, credo troverete senz’altro quella che più vi aggrada e che vi invoglia a mettervi all’opera! Andiamo a sbirciarle insieme?

 

La cheesecake tradizionale americana è cotta nel forno, ottima nella sua semplicità, si presta alle varianti più disparate, adattandosi facilmente agli ingredienti che la stagione offre.

1) Cheesecake con avocado, kiwi e cocco

Biscotti ai cereali per la base, avocado mescolato al formaggio e un delizioso topping al kiwi.

2) Cheesecake cotta ai frutti rossi

Biscotti alla vaniglia, amaretti e cacao per una base golosa e tanti frutti rossi sopra!

3) Cheesecake cotta al cioccolato

Cioccolato nella base, cioccolato nella crema di formaggio. Una scioglievole, deliziosa golosità, ottima sia tiepida che fredda.

4) Cheesecake al cioccolato bianco e mandarini

La dolcezza del cioccolato bianco e la freschezza dei mandarini con sotto una base di frollini al cacao!

5) Irish cream cheesecake

Le note aromatiche della crema al whisky si fondono con cacao e cioccolato. Delizia!

Non avete voglia di accendere il forno? Allora dovete optare per la versione forse più estiva, no-bake, senza utilizzo di uova nella crema quindi anche più leggera e cremosa. Di seguito alcune varianti.

6) Cheesecake al limone e cioccolato bianco

Cioccolato bianco e limone, accoppiata vincente!

7) Cheesecake al cocco, mango e lime

Cocco nella base di biscotti e due strati golosi, uno al mango ed uno al lime. Fresca ed esotica, assolutamente da provare!

8) Cheesecake alla piña colada

Ancora sapori esotici. Cocco, ananas e rum. Serve dire altro?

9) Cheesecake fredda al cocco e frutti di bosco

Cioccolato, latte di cocco, ricotta e tanta frutta. Bella e molto, molto golosa!

10) Cheesecake light allo yogurt

Utilizzando i giusti prodotti, la golosità può anche essere light. Ricotta, yogurt, burro light e tanta frutta fresca in questa cheesecake!

11) Cheesecake al tè matcha

Semi di sesamo nella base di biscotti, tè matcha nella crema di formaggio e un delizioso topping di mirtilli.

12) Cheesecake gluten free

Utilizzando dei biscotti senza glutine, eccola trasformarsi in un delizioso dolce gluten free, da decorare con della frutta di stagione.

Senza cottura e monoporzione. Servite in piccoli vasetti o bicchierini di vetro, le cheesecake sono davvero perfette!

13) Cheesecake monoporzione con fragole

Biscotti all’avena, ricotta, yogurt e tanta panna e fragole per decorare. Eleganza in tavola assicurata!

14) Vasetti di cheesecake al limoncello

La freschezza in un piccolo vasetto!

15) Skinny cheesecake bars

Non lo accendereste il forno per una  ‘merenda’ così?. 

#piucheesecakepertutti che dite? 😀

14 Aug 16:49

BOMBONES ADOQUINES

by Jose M. Cuenca Campos
Vgreco51

bombones


BOMBONES ADOQUINES

Ingredientes


Vino dulce                            150 ml.

Mantequilla                   50 g.

Yemas de huevo     2 u.

Ralladura de naranja      ½ u

Cobertura de leche      350 g.

Cacao


Elaboración

  1. Forrar un molde cuadrado con papel siliconado, o de aluminio. 
  2. Poner el vino a calentar con la raspadura.
  3. Batir las yemas,
  4. Cuando el vino este a punto de hervir, añadírselo a las yemas, a chorro fino sin dejar de batir
  5.  Mezclarle el chocolate.
  6. Cuando este bien deshecho mezclar con la mantequilla a punto de pomada,
  7. Volcar en el molde y enfriar.
  8.             Cortar piezas de 2 X 2 cm. y emborrizar en cacao

21 Aug 10:44

BOMBONES MARC DE CAVA

by Jose M. Cuenca Campos
Vgreco51

bombones


Ingredientes relleno

Hojas de gelatina              1  (4 gramos)

Nata                               125 ml.

Cava                              125 ml.

Chocolate blanco         650 g.

Marc de cava                  40 ml.


Chocolate para bañar los bombones

Chocolate negro del 70 %            625 g.

Manteca de cacao                          50 g.


(la manteca de cacao se puede sustituir por manteca de coco o de palma [sucedaneo de manteca de cacao] el resultado es similar, o por mantequilla deshidratada, el resultado no es el mismo, o por aceite de girasol, el resultado es un poco deficiente porque pierde mucha vistosidad)

Chocolate para decoración

Chocolate blanco                          50 g.


Elaboración relleno
 Poner las hojas de gelatina en remojo con el marc de cava
  1. Preparar un molde cuadrado de 20 X 20 cm, u otro similar, forrarlo con papel antiadherente(si es el molde es de silicona no hace falta)
  2. Deshacer los 50 g. de chocolate blanco, y mediante una espátula extenderlo en una hoja de acetato, y darle trabajo    hasta que enfríe,  la capa de chocolate ha de quedar muy delgada casi transparente e irregular 
  3.  Calentar la nata con el cava, hasta 60º aproximadamente.
  4.  Añadir, fuera del fuego, la chocolate blanca (si fuese necesario, calentar un poco para que la chocolate se termine de deshacer) 
  5.   Cuando la gelatina se haya hidratado, calentar ligeramente para que se deshaga en el marc de cava
  6.    Una vez bien deshecha, añadir el marc de cava con la gelatina, al preparado de nata y chocolate, removiendo hasta que quede una mezcla homogénea 

  7.      Volcar en el molde y dejar enfriar en el frigorífico

  8.     Cuando haya cogido cuerpo, cortar en dados de 2 X 2 cm
  9. .  Calentar el chocolate negro con la manteca de cacao a unos 50º y templar (el templado consiste en enfriar el chocolate rápidamente,  dándole trabajo, hasta una temperatura de 28º y volverlo a subir a 31º Este trabajo no es sencillo para una persona aficionada, pero se pueden bañar bombones sin templar el chocolate, pero queda sin brillo y menos crujiente)

  10.    Cuando el chocolate esté preparado, bañar los bombones introduciéndolos en el chocolate y sacándolos con un tenedor, a ser posible de dos puntas, colocándolos lo más cerca posible unos de otros sin que se peguen 
     
  11. .    Antes de que de que se sequen, colocar la hoja de acetato encima de los bombones para que el chocolate blanco se quede pegado a ellos 

26 Aug 08:58

BOMBON CROCANTI

by Jose M. Cuenca Campos
Vgreco51

bombones




INGREDIENTES
Almendras garrapiñadas                    100 g.

Chocolate negro                                200 g.

Manteca de cacao o sucedáneo         20 g.


Mezcla para empolvar los bombones

Chocolate en polvo                  30 g.

Azúcar glasé                            20 g.  


INGREDIENTES PARA EL MAZAPÁN

Azúcar glasé              100 g.

Almendra en polvo     100 g.

Clara de huevo             25 g.


Azúcar glasé para empolvar la mesa


y estirar el mazapán    50

     Poner en una mezcladora-picadora la almendra en polvo, el azúcar glasé y la clara de huevo

Cuando se haya hecho una pasta, sacar y extender con el rodillo a un grosor de 4 milímetros (Os podéis ayudar poniendo una tablilla de ese grosor a cada lado de la pasta) Cortar discos de                                                      3 centímetros de diámetro




Cortar discos de 3 centímetros de diámetro 



     Poner una almendra garrapiñada en el centro y cerrar, uniendo las dos orillas del disco    









     Deshacer el chocolate con la manteca de cacao y templar (según explico en la pestaña El chocolate, situada en la parte superior) también se puede hacer sin templar pero el chocolate queda sin brillo y de color desigual


   Introducir y sacar los bombones, de uno en uno, en el chocolate mediante un tenedor (sin pincharlos) y ponerlos sobre papel antiadherente  

    También podéis, después de bañarlos en chocolate ir echándolos sobre la mezcla de cacao y azúcar glasé (en este caso no hace falta templar el chocolate)






24 Aug 15:50

Crostata di fichi freschi ripiena di sapori autunnali

by Antonella Degrassi
Vgreco51

tartaleta

Quando vedo i fichi al banco verdura , dentro di me con felicità capisco che ci avviciniamo all'autunno, una stagione che io amo. Cosa fare con dei fichi? ma naturalmente un dolce, una crostata ripiena con una composta di fichi neri, una crema zabaglione con le noci e il tutto ricoperto da fichi verdi.
Ingredienti 
per stampo da cm.24 diam.
per la pasta frolla
gr.300 farina 00
gr.100 zucchero 
3 tuorli
gr.200 burro
sale
Per la composta di fichi
gr.500 fichi neri
gr.200 zucchero
1 bicchierino rum
per la crema alle noci
ml.250 panna fresca
ml.50 latte
gr.80 zucchero
gr.50 noci
2 tuorli
gr.25 farina 00
1/2 bicchierino di marsala all'uovo
gr.20 burro
per decorare 
fichi verdi

Procedimento


 Tagliare i fichi precedentemente lavati.

 Unitili allo zucchero e rum e fate cucinare dolcemente fino a quando diventera' densa come una marmellata. Ci vorrà circa un'ora. Fate raffreddare.
 Prepariamo la crema come si fa con la crema pasticcera. Montare i tuorli con lo zucchero e la farina e poi diluire il tutto con la panna e il latte caldo. Mettete il tutto sul fuoco , aggiungere il burro e il marsala e mescolando a fuoco dolce fino a quando la crema si addenserà.
 Tritate con il coltello grossolanamente le noci.
 Aggiungere alla crema le noci.
 Mescolare e fate raffreddare.
Impastare tutti gli ingredienti per la pasta frolla, formare una palla e metterla in frigo
per 30 minuti.
 Rivestire uno stampo da crostata con la pasta frolla.
 Ricoprire con la composta di fichi neri
 Ricoprire il tutto con la crema alle noci.
Infornare a 180 gradi per 25/30 minuti
 Tagliare a metà i fichi e poi in 3 pezzi e decorare quando la crema è ancora calda.
Io ho spruzzato la frutta con uno spray di gelatina per la frutta
Al prossimo dolcetto
Antonella
22 Aug 11:07

Lime Coconut Squares ~ Cuadraditos de Lima y Coco

by Nika ~ DeNIKAtessen
Vgreco51

tartaleta

Estos cuadraditos (squares) de lima y coco son pura adicción. La receta en sí no tiene mayor dificultad y probablemente os resulte familiar porque, en realidad, se trata de una versión tropical de todo un clásico de los postres americanos de limón, las lemon bars. En este caso, para hacer la crujiente base de shortbread he incorporado coco rallado, previamente tostado, para intensificar el sabor. Y para hacer el cremoso relleno simplemente he sustituido el zumo y la ralladura de limón por lima....

<i>Para ver la receta completa y otros contenidos visita:<a href="http://DeNIKAtessen.blogspot.com">DeNIKAtessen</a></i>
22 Aug 13:25

Torta de Chocolate e Pecã de Pobre {a.k.a. Torta de Aveia e Chocolate}

by Richie
Vgreco51

tartaleta


Olás, tudo bem?
A receita de hoje tem vários apelidos. O primeiro, do inglês "Black Bottom Pie" quer dizer algo como "Torta de Fundo Preto" e indica que existem uma camada escondida de chocolate [escura, preta] no fundo. Existem vários tipos de Black Bottom Pie, já que a camada de cima varia bastante - inclusive aqui no blog já apareceu a Black Bottom Lemon Pie, com de curd de limão por cima e chocolate por baixo.
O segundo apelido, muito mais divertido, é "Poor Man's Pecan Pie", isto é, Torta de Pecã de Pobre. É claro que pecã é só no nome, a torta é de aveia mesmo. Mas depois de assada, o resultado fica crocante e caramelado, muito parecido [muito mesmo!] com uma torta de noz pecã! E óbvio que aveia é muito [e bota muito nisso, atualmente] mais barata que a noz pecã, daí o nome. 
Eu sou um verdadeiro fã de noz pecã, e já testei variações com outras castanhas, algumas mais em conta: dá para fazer com castanha do pará picada, com noz comum [aqui tem uma receita de Torta de Nozes e Maple, aliás] e com amendoim [fica delicioso, alias! Tem receita aqui], por isso estava um pouco cético quanto à Torta de Aveia. Mas olha, dou o braço a torcer: é claro que dá para perceber que não é de pecã, mas fica igualmente gostosa! Aliás, o gengibre em pó, que essa receita pede, dá um toque suave mas tão bom que vou começar a usar em tortas de pecã também!

Agora, cá entre nós, essa Torta de Pecã de Pobre veio bem a calhar - esses dias eu estava em Ribeirão Preto com o Mauro, do blog Escoffiando, e fomos procurar pecã. Só encontramos em uma loja, e custando mais de duzentos reais o quilo!!! Desse jeito, só com aveia mesmo, né? ;)

Espero que gostem!


Torta de Aveia e Chocolate 
{ou Torta de Chocolate e Pecã de Pobre}
[receita retirada daqui, rende uma torta de 23cm de diâmetro]

Ingredientes para a massa:
1 e 1/4 xícaras de farinha de trigo;
1 e 1/2 colheres de chá de açúcar;
1/2 colher de chá de sal;
110g de manteiga sem sal gelada, picada em cubinhos;
1/4 de xícara de água bem gelada misturada com
2 colheres de sopa de vinagre de maçã.

Ingredientes do recheio:
1 e 1/2 xícaras de aveia em flocos graúdos;
1/4 de xícara de creme de leite;
120g de chocolate meio amargo [usei 70%], picadinho;
3/4 de xícara de açúcar mascavo [aperte na xícara para medir];
1/4 de colher de chá de gengibre em pó;
1/2 colher de chá de sal;
5 colheres de sopa [75g] de manteiga sem sal, derretida;
1 xícara de glucose de milho;
1 colher de chá de extrato de baunilha;
2 colheres de chá de vinagre de maçã;
4 ovos.

Prepare a massa:
Em uma tigela misture a farinha, o açúcar e o sal. Junte a manteiga picada e amasse, usando as pontas dos dedos, até formar uma farofinha grossa úmida. Junte 3 colheres da mistura de água gelada e vinagre, e amasse o suficiente apenas para conseguir formar uma bola de massa. Adicione mais 2 ou 3 colheres de água, se precisar.
Forme um disco com a massa, envolva em filme plástico e leve à geladeira por pelo menos meia hora.
Sobre uma superfície limpa e enfarinhada abra a massa gelada, usando um rolo enfarinhado, até conseguir um círculo de uns 27cm de diâmetro e mais ou menos meio centímetro de espessura. Com cuidado, enrole a massa no rolo e desenrole sobre a fôrma de torta, pressionando a massa, com cuidado, sobre o fundo e as laterais. Corte o excesso de massa e aperte as bordas com os dedos ou com um garfo, para dar acabamento. Fure toda a massa com um garfo e leve ao freezer por 15 minutos, até ficar dura.
Preaqueça o forno a 200 graus. Retire a massa do freezer, cubra com 2 folhas de papel alumínio e encha a cavidade com feijões crus ou outro tipo de peso, para a massa não crescer. Leve ao forno por 20 minutos, até as bordas secarem, mas sem dourar.
Retire a massa do forno, descarte os feijões e o papel alumínio e deixe esfriar completamente.

Prepare o recheio:
Abaixe o forno para 180 graus.
Espalhe a aveia sobre uma fôrma retangular grande e leve ao forno por cerca de 10 minutos, mexendo de vez em quando, para dourar. Cuidado para não queimar! Retire do forno, deixe esfriar e reserve.
Para a ganache, aqueça o creme de leite até quase ferver. Coloque o chocolate picadinho em uma tigela pequena e por cima derrame o creme quente. Deixe descansar por um minuto e então misture bem, até ficar homogêneo. Espalhe a ganache sobre o fundo da torta pré-assada e fria e leve ao freezer, para firmar.
Abaixe o forno para 165 graus.
Para a camada de aveia, em uma tigela grande misture o açúcar mascavo, o gengibre, o sal e a manteiga derretida. Junte a glucose, a baunilha e o vinagre e misture para incorporar. Junte os ovos, um por vez, misturando bem após cada adição. Junte a aveia tostada e misture bem. 
Retire a base do freezer e cubra com a mistura de aveia. Asse por mais ou menos uma hora, girando a torta 180 graus no meio do tempo de cozimento. A torta estará pronta quando as bordas do recheio estiverem firmes e inchadas, e o meio ligeiramente firme ao toque, tipo gelatina. 
Sirva morna ou em temperatura ambiente.




13 Aug 15:14

MOUSSE AL CIOCCOLATO SU DACQUOISE ALLE MANDORLE E CILIEGIE

by Dauly
Vgreco51

tarta

  Se dico che questa mousse è straordinaria rischio di tirarmela troppo? Forse, ma il dato di fatto è che è veramente straordinaria, vellutata e leggera e fatta su misura per chi come me va in delirio solo alla parola “cioccolato”. L’ho portata a casa di amici ed è stata apprezzata tanto da non restarneRead more
17 Feb 18:13

TORTA AL CIOCCOLATO FARCITA CON GANACHE AL CIOCCOLATO FONDENTE

by Cinzia Alfè
Vgreco51

tarta




Che un nome più cretino a questa torta, non potevo darlo.
"Torta al cioccolato farcita con ganache al cioccolato fondente".
Certo non ho brillato per fantasia. Ma come chiamare, d'altronde, questa torta al cioccolato farcita, composta da tre strati di biscuit al cacao inframmezzata da morbida crema, oops, "ganache", al cioccolato fondente? Non è che ci siano tante alternative, eh. Certo, mi sarei potuta sbizzarrire con titoli altisonanti tipo"trionfo al cioccolato su letto di biscuit al cacao", oppure "trancetti cremosissimi al doppio cioccolato", o altra roba così. Certo, avrei potuto. Avrebbero reso l'idea della ricchezza, in termini di componenti, di questa torta. Ma…diciamocelo: chi, su google, cercando la ricetta di una torta al cioccolato farcita di crema - anch'essa al cioccolato -  avrebbe digitato delle simili poesie?  Nessuno, vero? Ed ecco il motivo del mio titolo semplice, immediato, pensato a chi sta proprio cercando una torta al cioccolato in tutto e per tutto. Certo, forse un po'….leggermente esplicativo, un po' come i titoli dei film di Lina Wertmuller, per chi come me, magari non giovanissimo, li ricorda. Un titolo che è una spiegazione, praticamente, ma chiaro.
Perché solo di questo si tratta: una ricca, golosa, lussuriosa torta al cioccolato. Farcita con crema al cioccolato. Guranita con crema al cioccolato. Decorata, anche, con crema al cioccolato.
Semplicemente, cioccolato.
C'è altro da dire?
No.
Solo una semplice,  gustosissima torta al cioccolato.

Ah, in questo post la parola "cioccolato" ricorre per ben 15 volte. Le ho contate. 
Se non è chiarezza questa…;-)
Ma manca un aggettivo fondamentale: buona!


Note tecniche:
Questa torta di grande effetto in realtà è anche molto semplice da eseguire.
Inoltre, potrete preparare il biscuit il giorno prima, conservarlo in frigo e la mattina dopo inzupparlo e farcirlo con la crema. Così sarà ancora più semplice e veloce. 
Un dolce di grande effetto con una fatica minima




TORTA AL CIOCCOLATO FARCITA CON GANACHE AL CIOCCCOLATO FONDENTE



Dosi per 6 persone (io mezza dose con una teglia di 40 x 25)

Per il biscuit al cacao:
4 uova
125 gr di zucchero
100 gr di farina 00
2 cucchiai di cacao


Per lo sciroppo:
1 di cognac (io succo di arancia con scorze)
1 dl di acqua
100 gr zucchero

per farcire e decorare:
2,5 dl di panna al 35% di grassi
250 gr di cioccolato fondente
125 gr burro


Esecuzione:
per il biscuit:
Tirare fuori dal frigo le uova  almeno un'ora prima di modo che non siano troppo fredde (monteranno meglio)
Setacciate insieme la farina con il cacao.
Separare i tuorli dagli albumi.
Montate gli albumi con metà dello zucchero (60 gr circa) e tenete da parte.
Montare i tuorli con con lo zucchero rimanente  fino  a che il composto diventa chiaro e spumoso.
Unire delicatamente con una spatola i tuorli  agli  albumi montati e infine, sempre con la spatola e con movimenti delicati dal basso verso l'alto, unite la farina e il cacao precedentemente setacciati insieme
Foderare una teglia rettangolare con un foglio di carta forno,  livellate delicatamente (per non smontare il composto)  con una spatola all'altezza di 1 cm circa, poi mettere nel forno a 210° per 6/7 minuti

Per lo sciroppo:
mescolare il cognac (io il succo di arancia con le scorze di 1 arancia) , l'acqua e lo zucchero  e scaldate sul fuoco fino ad avere la consistenza di uno sciroppo. Inzuppare il biscuit con lo sciroppo.

Per la crema
Scaldate la panna fino quasi a bollore. Toglietela dal fuoco e rovescaitela sul cioccolato spezzettato, il burro a pezzetti e mescolate per ottenere una crema omogenea. Lasciate intiepidire, ma non troppo, in quanto  una volta fredda la crema solidifica e non potrà più essere colata sul dolce agevolmente.

Montaggio del dolce:
Montate il dolce alternando strati di biscuit inzuppato con strati di crema, terminando con uno strato di crema in questo modo: su una gratella appoggiata sopra una teglia (per raccogliere la crema che colerà), sistemare uno strato di biscuit inzuppato, poi uno di crema, alternando fino ad avere tre strati di biscuit  terminando con l'ultimo strato di crema. Per l'ultimo strato di crema, fatela rovesciare abbondantemente e livellatela con una spatola lunga da pasticciere, facendola colare lungo i bordi (la crema in eccesso scivolerà dalla gratella alla teglia sottostante, e la potrete recuperare). Con la spatola, cercate di far aderire anche della crema lungo i bordi del dolce.  Delicatamente, una volta terminato, sollevare il dolce con la spatola lunga e posizionarlo su un piatto piano e mettere in frigo, coperto non a contatto, ad esempio con un'ampia ciotola, a raffreddare.
Nota: la crema, appena colata, è lucida, liquida  e  brillante,  come nella foto sotto….



…ma una volta raffreddata, assumerà una consistenza compatta, densa e opaca, che costituirà un solido strato sulla superficie della torta (foto sotto). Infatti è una crema, e non una glassa.

Ricordate inoltre di tenere da parte una certa quantità di crema che colerete, dopo averla fatta raffreddare il tempo necessario per avere la giusta consistenza, sulla superficie della torta, con un sac à poche (io con bocchetta Saint Honorè).

Nota: se volete invece far notare la stratificazione interna, come ho fatto io, una volta che la torta sarà ben raffreddata  tagliate con precisione i bordi, ricavandone dei trancetti che decorerete poi singolarmente.


08 May 14:55

CHEESE CAKE ALLE FRAGOLE

by Cinzia Alfè
Vgreco51

tarta





OK, lo ammetto.
Non avevo mai fatto una cheese cake.
Una "vera" cheese cake, cioè.
O  meglio, in realtà avevo fatto questa, ma l'avevo più sommessamente chiamata "crostata di ricotta al profumo di limone", e morta lì. 



Sì, ci avevo aggiunto quel "al profumo di limone" per darle un'aura di figaggine, di modernità, per usare quel linguaggio "in" da veri gourmet che ora va tanto di moda in rete e non,  ma tanto quella era e quella rimaneva: una crostata di ricotta. Che cmq, a ben vedere, appartiene alla categoria delle cheese cakes da forno. Anzi, preferisco dire che le cheese cakes da forno appartengono alla categoria delle crostate di formaggio ;-)

Che poi le cheese cake(s) sono quanto di più infido (accento sulla seconda "i": non si tratta dell'aggettivo infimo, superlativo di basso, che ha invece l'accento sulla prima  i. Questo è un'altra cosa e ha a vedere con la fiducia. Virtù quasi del tutto assente in una cheese cake) ci possa essere nell'universo dei dolci. 
A iniziare dal nome. LA cheese cake o IL cheese cake? La assimiliamo alla nostrana "torta" e allora preferiamo il genere femminile, oppure lo (la?) associamo a un dolce, e allora siamo propensi per il maschio genere? Io, sinceramente, preferisco il genere femminile, perché  dire IL cheese cake mi ricorda troppo quelli che vogliono fare i fighetti e quando preparano, e per disgrazia postano, qualsiasi mappazzone da lavanda gastrica lo chiamano altezzosamente "il cake", invece che il più nostrano "la torta", che sia un ciambellone qualunque, un simil plum cake, la torta della nonna o la crostata della portinaia. Quindi, per me è LA cheese cake. Anzi, per tagliare la testa al toro, potrei chiamarlo LO cheese cake e siamo tutti contenti.
E cmq l'infingardaggine di questo dolce  non finisce qui:
questa cheese cake,  'sto dolce,  come si prepara, come si cuoce? 
Anche qui dobbiamo scegliere tra due metodi, come per il genere: ovvero, si cuoce o non si cuoce? 
Eh, sì, perché il/la/lo cheese cake prevede due  versioni, due modalità, due status,  il perfido: in forno o  in frigo. E se la versione in forno è sorella della nostra crostata di ricotta (eccetto che per la base di frolla da una parte e di biscotti - frollini, guarda caso - dall'altra)  la versione senza forno invece prevede come addensante non uova ma gelatina. Gelatina animale. 
Colla di pesce. 
Cotenna di porco, per dirla tutta.  
Ed forse è questo il motivo che mi ha sempre frenato dal preparare panne cotte, bavaresi e cheese cakes varie: la cotenna del maiale. Oltretutto inserita in un dolce e  che, oltre ad addensarlo ed a donargli quell'allettante idea di maiale,  gli regala pure quell' invitantissimo aspetto tremolante da medusa spiaggiata che è il modo ideale per chiudere un pasto in bellezza. 
Ad ogni modo,  alla fine 'sta cheese cake "a crudo" l'ho fatta, ho provato: ho vinto la mia naturale repulsione per il lardo di maiale ficcato nei dolci, pensando che in fondo, anche la panna da dove arriva poi, e  ho proceduto con la ricetta. 
Non una gran ricetta, in realtà, mi sono detta: e che ci va, frulli due fragole, sbatti un po' ' sto Filadelphia, (ok, Philadelphia, lo so, lo so),   che per fare una vera cheese cake pare ci vada il Filadelphia, che ho sempre detestato e che per me rimane il fratello disgraziato del nostro mascarpone,  se vuoi ci cacci pure un po' di panna, yogurt, ricotta e colatura di alici, che con la cotenna di porco ci va a nozze, e alla fine ci aggiungi la gelatina sciolta. Non che ci vada la mano di Michelangelo, per fare una cheese cake. Anche la base, non comporta nemmeno lo sbattimento di fare una frolla: metti nel robot due biscotti, li frulli, aggiungi il burro sciolto  e via, che vuoi di più?
Insomma, dopo cena mi metto lì e faccio tutto,  in quattro e quattr'otto con l'aiuto del mio insostituibile "food processor" come si chiama ora,  o robot, come lo chiamo io da trent'anni - che in questi anni mi ha fatto vagonate di frolle, impasti per pizze, brioches, tritato biscotti, pane, mandorle e chi più ne ha più ne metta che la planetaria manco se lo sogna, tutto 'sto lavoro (ma questo  è un post a parte: food processor, o robot, versus planetaria) - dicevo mi metto lì e faccio tutto: base, frullamento di fragole, crema di formaggio, scioglimento gelatina e poi la parte finale, appunto, la più bella: assemblare la gelatina calda, sciolta in un po' di latte, alla crema di formaggio già in attesa. E qui chiedo: e voi, come fareste questo complicatissimo passaggio? Non mi dite che pensereste di prendere la gelatina calda e sciolta,  versarla inaspettatamente  nella ciotola con il formaggio e girare. No, non me lo dite. Ma soprattutto...non lo fate! Non fate così, non fate come me: infatti, non appena la gelatina sciolta calda è venuta a contatto con il formaggio, che cmq non era freddo di frigo e nonostante questo fosse stato anche ben "riscaldato" dalle lame del robot dove lo avevo inserito per amalgamarlo velocemente, il tutto ha cominciato a raggrumarsi! Tempo mezzo secondo di numero, anzi, appena venuti a contatto i due "composti" (ora si dice così, oh, aggiornatevi!), piccoli pallini di gelatina raggrumata han cominciato a farmi ciao con la manina, tutti insieme, tutti vicini, così carini, così uniti, così rotondi..e poi si sono moltiplicati  in due nanosecondi, e la mia bella e liscia crema di formaggio si è trasformata in un attimo in una cagliata rosa, una immonda poltiglia granulosa e tremolante.
Irrimediabilmente. 
Cretina io a non usare il setaccio o il colino per eliminare i maledetti grumi, ma loro erano talmente tanti che nel setaccio mi sarebbe rimasta tutta la crema, e allora tanto tanto valeva.
Ho comunque cacciato  in frigo la schifezza, con la rabbia che mi attorcigliava le budella.
Il giorno dopo ho tirato fuori, sperando nel miracolo.
Che stranamente, questa volta non è avvenuto: schifezza era e schifezza è rimasta. 
Ad ogni  modo ormai l'avevo fatta, e tanto valeva assaggiarla.
Cosa che Gabriele, che la sa lunga, si è rifiutato di fare.
Io invece, se non altro per vedere che gusto aveva una vera cheese cake fatta con vero Philadelphia, l'ho fatto e ...e devo dire che, grumi a parte, il gusto non era male: a parte il retrogusto di capra che le dona il Filadelphia, il tutto sapeva inaspettatamente di fragola, roba da matti.
E a casa mia, c'è stato chi ha fatto il bis e chi la ha trovata deliziosa.
Non io.

Lieto fine: ma secondo voi, mi potevo mica rassegnare a non riuscire a fare una cheese cake degna di questo nome? No.
E infatti l'ho rifatta il giorno dopo, oggi, ho seguito i .."miei" consigli, cioè il concentrato di saggezza dell'Araba e dei Montersino' s boys, ho sostituito il Philadelphia con la ricotta e...ed è venuta una cheese cake da favola: morbida, vellutata, bella densa e soprattutto..senza nemmeno un grumo. E Gabriele, se l'è spazzolata in due secondi netti.
Chi la dura, la vince!


Note tecniche: 
cominciamo dalle cose semplici: i biscotti. La vera cheese cake prevede i biscotti tipo Digestive, e in questo caso la scelta non è peregrina, come invece mi pare per il Filadelphia,  ottimamente sostituibile con il nostrano mascarpone: i digestive sono sapidi, aromatici e hanno quel pizzico di salato che contrasta benissimo con la farcia molto dolce.

Cosa importantissima: la cz di gelatina o colla di pesce. Innanzi tutto, sceglietene una ..di marca, tipo la paneangeli. E' classificabile tra le tipo Oro, e questo non vuol dire che è squisita né che  è parente degli Oro Saiwa, ma è un dato tecnico che si riferisce ai "bloom", unità di misura per il potere addensante delle varie gelatine. Quando i pasticcieri si riferiscono a gelatine tipo Oro, intendono fare riferimento ad  un determinato numero di bloom, alias potere addensante, all'incirca 100. Se non specificano "tipo Oro", lo sottintendono. Con altre gelatine anonime o della grande distribuzione, Carrefour giusto per non fare  nomi, ho avuto dei problemi con masse informi finite nel pattume, non avendo la confezione l'indicazione dei bloom (non certo da categoria Oro)e non sapendo quindi quanta extra gelatina avrei dovuto aggiungere per arrivare all'anelato grado Oro. Quindi, gelatina Pane Angeli e vai con Dio (Pane Angeli, hai visto, ti faccio buona pubblicità: a buon intenditor...;-)

E infine...infine...ecco, la parte che mi ha tradito, la  parte finale, l'inserimento della gelatina!
(Premesso: grazie alla sempre disponibile Araba Felice ed ai suoi preziosi consigli).
Allora, la colla di pesce  è più infida della cheese cake, e se messa a freddo come ho fatto io, ti tradisce: cioè, se dopo averla ammollata nell'acqua e sciolta con un paio di cucchiai di liquido (io latte) sul fornello (io microonde meno di 10 secondi) la inserite  nella vostra crema di formaggio e fragole, in due secondi si raggrumerà tutti: formaggio  freddo, gelatina calda uguale shock termico e grumi. Come mi dicono gli amici del Montersino fan club, la gelatina per temperature sotto i 25 gradi comincia ad addensare subito alias raggrumare. Quindi seguite sempre il metodo a caldo. Prendete una parte di crema di formaggio (mezza tazza circa), scaldatela leggermente (mi raccomando, non troppo, la gelatina, se scaldata al di sopra degli 80 gradi, perde irrimediabilmente il suo potere addensante ) e fatevi sciogliere dentro la gelatina ammollata. Lasciate intiepidire qualche minuto , poi   unite questa parte al resto della crema. E' tutto. Semplice, certo.  Ma...bisognava saperlo.

Ultima cosa, ultimo infingardaggine della gelatina. Come detto sopra, quando la scaldate, o scaldate il liquido dove la inserite, non superate gli 80 gradi: oltre, la gelatina perde il suo potere addensante. Anche questo, bisognava saperlo

Ultima cosa. Il piatto di portata. Il recipiente, la tortiera, lo stampo.
Allora, nessun problema se usate una teglia apribile: una volta raffreddato il dolce, aprirete la cerniera ed estrarrete il vostro dolce. Discorso diverso se, come me, usate un cerchio non apribile. In questo caso, dovrete già posizionare il cerchio sul piatto di portata  e lì inserire i biscotti e la crema, perché non avrete poi modo di spostare il dolce ad un altro piatto. 
E poi, volete pure bordi perfetti? Ricoprite il cerchio con una striscia di acetato.
Se non lo fate, dovrete innanzi tutto scaldare il cerchio con le mani e poi posare la lama di un coltellino tra il dolce e il cerchio, e soprattuto poi avrete comunque bordi "casa nella prateria". Che ora fanno pure trendy ;-)
Ma certo, Montersino è un'altra cosa.

(ad ogni modo, meglio della serie Laura Ingalls  che di quella "non dum matura est";-)





CHEESE CAKE ALLE FRAGOLE

Per uno stampo da 18 cm di diametro (per avere un'altezza di circa 5 cm; io, stampini monoporzione da circa 11 cm di diametro)
Per la base:
130 gr  biscotti secchi tipo digestive 
70 gr burro

per la farcia:
250 gr Philadelphia o altro formaggio sfaldabile (prox volta io tutto mascarpone)
250 gr mascarpone, o ricotta o altro formaggio spalmabile 
250 gr fragole pulite e lavate
la scorza di un limone
due cucchiai di succo di limone
130 gr zucchero
un cucchiaino essenza vaniglia (facoltativo)
10 gr di colla di pesce (2 gr per etto di formaggio. 2,5 se volete una crema particolarmente soda)
tre cucchiai di latte per sciogliere la colla di pesce


Esecuzione
(preferibilmente da effettuare il giorno prima della presentazione)

1) nel mixer, frullate i biscotti fino ad ottenere una farina e mescolateli al burro fuso.
In una teglia a cerniera (io cerchio di acciaio già posizionato sul piatto di portata) mettete l'impasto di biscotti, livellate con un cucchiaio e mettete nel frigo a rassodare almeno per un'ora. Se  usate il cerchio, per avere bordi perfetti, sarebbe utile ricoprirli con una striscia di acetato.

2) mettere la colla di pesce in acqua per circa 15 minuti per farla idratare.

Per la farcia:
IMPORTANTISSIMO. tirare fuori i formaggi almeno un paio di ore prima dal frigo, perché raggiungano la temperatura ambiente (almeno 20 gradi C.). In alternativa, mettete nel microonde per meno di un minuto, controllando ogni dieci secondi circa,  finché il composto non  sarà più freddo ma a temperatura ambiente. La colla di pesce, o gelatina, infatti comincia a solidificarsi verso i 20\25 gradi, e a temperatura inferiori, ex come la crema di formaggi fredda, farà subito raggrumare il composto.

Preparate la farcia: frullate le fragole e, volendo, passarle al colino per eliminare i semini. 
Intanto, prendete i formaggi e riduceteli a crema (io li ho messi nel frullatore dove già c'era la purea di fragole). Unite il limone, lo zucchero, l'essenza di vaniglia e mescolate bene. 
Prendete poi una parte di questo composto e scaldatelo leggermente sul fuoco (io nel microonde per 15 sec). Non deve assolutamente essere caldo ma solo tiepido, in quanto la gelatina, che vi andremo ad inserire,  oltrepassati gli 80 gradi perde il suo potere coagulante. 
Prendere quindi la gelatina ammollata, strizzarla, inserirla nel composto tiepido e girare. Fare sciogliere bene, poi prendere qualche cucchiata del composto di formaggio freddo e stemperatelo in quello in cui avete sciolto la gelatina. Continuate così, stemperando ancora qualche cucchiata, poi unite i due composti , mescolando velocemente per non far rapprender la gelatina.  
Prendete la base di biscotti dal frigo e rovesciatevi sopra il composto. 
Coprire con pellicola e far raffreddare in frigo come minimo 4 o 5 ore (meglio il giorno prima).
Al momento di sformare, se  avete usato il cerchio in acciaio e non  avete inserito le strisce di acetato sul bordo,  scaldate con le mani o con un cannello il bordo del cerchio stesso (se invece avete inserito la striscia di acetato, sformerete il tutto senza fatica; se invece avete usato una teglia con bordo apribile, non sarà necessario). 
Guarnire a piacere con fettine di fragole, eventualmente lucidate con gelatina, foglioline di menta o ciuffi di panna montata.
Servire freddo.

nota: riporto qui in calce le note tecniche già inserite sopra, nel corpo del post, per maggiore comodità.

Note tecniche: 
cominciamo dalle cose semplici: i biscotti. La vera cheese cake prevede i biscotti tipo Digestive, e in questo caso la scelta non è peregrina, come invece mi pare per il Filadelphia,  ottimamente sostituibile con il nostrano mascarpone: i digestive sono sapidi, aromatici e hanno quel pizzico di salato che contrasta benissimo con la farcia molto dolce.

Cosa importantissima: la cz di gelatina o colla di pesce. Innanzi tutto, sceglietene una ..di marca, tipo la paneangeli. E' classificabile tra le tipo Oro, e questo non vuol dire che è squisita né che  è parente degli Oro Saiwa, ma è un dato tecnico che si riferisce ai "bloom", unità di misura per il potere addensante delle varie gelatine. Quando i pasticcieri si riferiscono a gelatine tipo Oro, intendono fare riferimento ad  un determinato numero di bloom, alias potere addensante, all'incirca 100. Se non specificano "tipo Oro", lo sottintendono. Con altre gelatine anonime o della grande distribuzione, Carrefour giusto per non fare  nomi, ho avuto dei problemi con masse informi finite nel pattume, non avendo la confezione l'indicazione dei bloom (non certo da categoria Oro)e non sapendo quindi quanta extra gelatina avrei dovuto aggiungere per arrivare all'anelato grado Oro. Quindi, gelatina Pane Angeli e vai con Dio (Pane Angeli, hai visto, ti faccio buona pubblicità: a buon intenditor...;-)

E infine...infine...ecco, la parte che mi ha tradito, la  parte finale, l'inserimento della gelatina!
Allora, la colla di pesce  è più infida della cheese cake, e se messa a freddo come ho fatto io, ti tradisce: cioè, se dopo averla ammollata nell'acqua e sciolta con un paio di cucchiai di liquido (io latte) sul fornello (io microonde meno di 10 secondi) la inserite  nella vostra crema di formaggio e fragole, in due secondi si raggrumerà tutti: formaggio  freddo, gelatina calda uguale shock termico e grumi. Come mi dicono gli amici del Montersio fan club, la gelatina per temperature sotto i 25 gradi comincia ad addensare subito alias raggrumare. Quindi seguite sempre il metodo a caldo. Prendete una parte di crema di formaggio (mezza tazza circa), scaldatela leggermente (mi raccomando, non troppo, la gelatina, se scaldata al di sopra degli 80 gradi, perde irrimediabilmente il suo potere addensante ) e fatevi sciogliere dentro la gelatina ammollata. Lasciate intiepidire qualche minuto poi   unite questa parte al resto della crema. E' tutto. Semplice, certo.  Ma...bisognava saperlo.

Ultima cosa, ultimo infingardaggine della gelatina. Come detto sopra, quando la scaldate, o scaldate il liquido dove la inserite, non superate gli 80 gradi: oltre, la gelatina perde il suo potere addensante. Anche questo, bisognava saperlo

Ultima cosa. Il piatto di portata. Il recipiente, la tortiera, lo stampo.
Allora, nessun problema se usate una teglia apribile: una volta raffreddato il dolce, aprirete la cerniera ed estrarrete il vostro dolce. Discorso diverso se, come me, usate un cerchio non apribile. In questo caso, dovrete già posizionare il cerchio sul piatto di portata  e lì inserire i biscotti e la crema, perché non avrete poi modo di spostare il dolce ad un altro piatto. 
E poi, volete pure bordi perfetti? Ricoprite il cerchio con una striscia di acetato.
Se non lo fate, dovrete innanzi tutto scaldare il cerchio con le mani e poi posare la lama di un coltellino tra il dolce e il cerchio, e soprattuto poi avrete comunque bordi "casa nella prateria". Che ora fanno pure trendy ;-)
Ma certo, Montersino è un'altra cosa.











04 Aug 16:19

Bolle...Bolle..Bolle....

by I Dolci di Pinella
Vgreco51

tarta


Ho trascorso intere mezz'ore a guardare il dolce " The Bubbles with exotic fruit" di Dinara Kasko..


Per giorni ho guardato solo la copertina di quella magnifica pubblicazione che è So Good....Non ero indecisa se comprarlo....So Good non merita tali indecisioni....Ma aspettavo solo di "poterlo comprare" in Italia...
Poi, quando il postino ha citofonato e mi ha pregato di scendere e prenderlo sono rimasta per intere mezz'ore a guardarlo.

Ovviamente non avevo quello ideato da Mme Kasko ma nell'armadio riposava un altro bellissimo stampo che non avevo ancora utilizzato....e mi è sembrata una vera magica combinazione che si chiamasse cosi anche questo!

La ricetta l'ho dovuta leggermente modificare....( ma dove si trova il Guava? e che sapore ha, di grazia?) ma devo dire che mi sono regalata un dolce che mi è piaciuto cosi tanto da rendere impossibile non custodire la ricetta della mousse tra quelle " da non dimenticare"

Sono mattine calde di stanchezza. E serate gonfie di spossatezza.
Ma nonostante la fatica e il caldo le mie mani non hanno tentennato nel mescolare e unire ed emulsionare e montare....E dopo ....al momento del glaçage....e' stato un attimo meraviglioso pensare...

" Eccolo. 
Il dolce che avevo tanto sognato di fare"....




Bolle...Bolle.....Bolle...( liberamente estratto da una ricetta di Dinara Kasko)





Confit di mango, banana e frutto della passione

200 g di polpa di mango
80 g di frutto della passione
80 g di polpa di banane
40 g di zucchero invertito
60 g di zucchero semolato
4 g di pectina NH


Tagliare a cubetti piccoli ( 1/2 cm di lato) il mango e le banane. Unire la purea di frutto della passione e portare a 40°C.  Unire lo zucchero semolato alla pectina. Versare nella pura tiepida e portare al bollore per 2 minuti. Colare in uno stampo quadrato da 16 cm di lato e raffreddare in frigo. Quindi, congelare.


Biscotto

50 g di farina debole
50 g di amido di frumento
100 g di tuorli
50 g di zucchero semolato
120 g di albumi
50 g di zucchero semolato

Montare a crema i tuorli con lo zucchero. Montare gli albumi con la restante parte di zucchero. Unire le due montate alternandole alla farina setacciata con l'amido. Stendere il biscotto su una teglia ad un'altezza di circa 1 cm . Infornare a 180°C per 10 min. Far raffreddare e ritagliare un quadrato di 16 x 16 cm.

Sablée Croustillante

30 g di burro
20 g di zucchero semolato
30 g di farina di mandorle
30 g di farina debole
20 g di granella di nocciole
40 g di cioccolato bianco
10 g di olio di riso


Mescolare burro, zucchero, farina di mandorle e farina debole. Impastare e unire la granella di nocciole. Infornare a 160°C per 15 minuti. Far raffreddare e sbriciolare unendo il cioccolato mescolato con l'olio di riso. Stendere tra due fogli di carta forno in strato sottile. Congelare. Coppare un rettangolo di 16 x 16 cm di lato. 


Mousse al cioccolato bianco e limone

170 g di panna al 35% di grassi
230 g di Opalys Valrhona
340 g di panna semimontata
10 g di gelatina 200 Bloom
50 g di acqua da idratazione
80 g di meringa italiana*
30 g di succo di limone

Idratare la gelatina con l'acqua indicata; quindi, scaldarla al micro-onde. Portare al bollore la panna. Aggiungere la gelatina e realizzare un'emulsione con il cioccolato. Unire il succo del limone alla meringa e aggiungere il tutto alla ganache di cioccolato. Infine, completare la mousse con l'aggiunta della panna montata. 

Per la meringa all'italiana*

40 g di acqua
120 g di zucchero semolato
40 g di albumi

Versare lo zucchero nell'acqua. Far prendere il bollore e cominciare a far schiumare gli albumi. Quando lo zucchero ha raggiunto i 118°C, versare lo sciroppo a filo sugli albumi e continuare a montare fino ad ottenere una meringa soda e lucida. 

Glassa neutra

315 g d'acqua
155 g di zucchero semolato
140 g di destrosio
45 g di zucchero ( 2 parte)
10 g di pectina NH
70 g di  glucosio
0.5 g di acido citrico

Riscaldare l'acqua con la prima parte di zucchero semolato, il destrosio e il   glucosio fino a 40°C. Mescolare la pectina con la seconda parte di zucchero semolato. Unire anche l'acido citrico.Versare le polveri nella miscela tiepida e far bollire per 3-4 minuti. Raffreddare. Utilizzare alla T di 40-45°C.


Preparazione

Sistemare lo stampo " Bubbles" su un vassoio e colare circa 1.5 cm di mousse. Far raffreddare immediatamente. Inserire il confit di frutta e velare tutta la superficie con pochi mm di mousse. Far raffreddare. Bagnare il quadrato di biscotto con purea di frutto della passione e adagiarlo sulla mousse. Un altro velo sottile di mousse e a coprire il quadrato di sablée croustillante. Velare di mousse e far raffreddare. Quindi, congelare. Al momento, estrarre il dolce dallo stampo e spruzzare tutta la superficie con glassa neutra. Decorare con pochi frammenti di carta argento alimentare.



Nota: Con queste dosi ho realizzato un dolce Bubble e circa 4 monoporzioni...
Lo stampo è questo:


E un'idea su come riutilizzarlo sta spuntando pian piano....


Stampa la ricetta
28 Jul 07:00

Torta “Dolcissimo pistacchio”

by Stefania Profumi&Sapori
Vgreco51

tarta

Le torte moderne sono diventate “famose” negli ultimi anni. Rispetto alle torte classiche, costituite da basi di pandispagna e crema e/o panna, le torte moderne sono composte da creme morbide e cremose, come le mousse o le bavaresi, intervallate da strati croccanti spesso a base di frutta secca. La decorazione di queste torte risulta stupefacente, […]
01 Aug 11:19

Muffins americanos clásicos ^_^ ¡¡y fáciles!!

by Alma
Vgreco51

magdalenas


Hola!!!

Lo prometido es deuda y aquí os traigo esta receta SÚPER fácil para hacer unos muffins americanos maravilllosos (y jugosos) perfectos para desayunar.

Vais a ver que no tiene pérdida, es súper sencilla y seguro que tenéis todos los ingredientes en casa.

Crecen mucho, ¡¡ya vais a ver!!

Yo aquí sigo con mi barrigón, ¡¡mañana ya de 39 semanas!! ¡Estamos deseando conocer a Bruno! Mientras tanto sigo al pie del cañón trabajando desde casa y sin parar!! 

Por cierto, ya tenemos ganadora del lote de Dulce de Leche Márdel... podéis verlo en el post original aquí: http://www.objetivocupcake.com/2016/07/brownie-de-platano-y-chocolate-con-leche.html



MUFFINS AMERICANOS CON CHIPS DE CHOCOLATE
Receta de Alma Obregón
  • 300g de harina
  • 1 cucharadita de bicarbonato sódico
  • 1 cucharadita de levadura química Royal (polvo de hornear)
  • 200g de azúcar blanco
  • 125g de mantequilla (Yo uso Kerrygold)
  • 2 huevos
  • 250ml de leche 
  • 1 cucharadita de extracto de vainilla
  • Un buen puñado de chips de chocolate


Precalentamos el horno a 185º (calor arriba y abajo) y preparamos 12 cápsulas en una bandeja de cupcakes.

Colocamos el azúcar en un bol. Encima, tamizamos la harina con el bicarbonato y la levadura.


En otro bol, fundimos la mantequilla (lo justo para que esté líquida pero no caliente). Le incorporamos los huevos, la vainilla y la leche y batimos muy bien.

Añadimos los líquidos al bol de la harina.



Cuando la mezcla sea homogénea incorporamos los chips de chocolate.  Mezclamos de nuevo.



Repartimos la masa y llenamos las cápsulas hasta arriba. Tienen que estar bien bien llenas.

Horneamos 25 minutos o hasta que estén bien doraditos y al clavar un palillo salga limpio.


Dejamos enfriar sobre una rejilla para evitar que se humedezcan las cápsulas.


¡Ya podemos hincarles el diente!

¿Son fáciles o qué?


Espero que los hagáis en casa!!!!

Por cierto, aprovecho para recordaros que la tienda física de Alma's Cupcakes cierra en agosto pero que podéis seguir haciendo los pedidos online :)

De hecho, estad atentos al facebook de la tienda ya que cada semana os presentaremos una nueva oferta cada miércoles y cada domingo para que vuestras compras sean aún más especiales!!

Un beso enorme!!! ¡¡A hornear!!

Alma
Si tienes alguna duda no contestes a este email. Escríbeme a igalmacupcakes@gmail.com y prometo contestar lo antes posible.
28 Jul 18:47

Flan Parisien

by Richie
Vgreco51

tartaleta


Olá, tudo bem?
A receita de hoje é uma das sobremesas mais simples do mundo: uma crosta crocante [que pode ser de massa folhada, massa brisée ou massa sablée] recheada de creme de confeiteiro, que é a receita-base mais famosa da culinária clássica. Eu, particularmente, adoro creme de confeiteiro! Mas tem que ser o feito em casa, com leite integral, gemas frescas [se forem de ovos caipiras o creme fica ainda mais bonito!], açúcar, amido, manteiga e baunilha de verdade. Nada daqueles cremes amarelo manga feitos de leite [ou água, acredite] e mistura pronta, tão comuns em padarias, ou da versão preguiçosa e excessivamente doce, sem gemas e com leite condensado, que aparecem volta e meia nas "receitas super fáceis" que a gente vê por aí.
Além de simples, a receita de hoje é também uma das mais antigas e populares sobremesas do mundo! Presente nas mesas da nobreza medieval [inclusive em banquetes dos reis franceses] a torta de creme está presente na culinária de praticamente todo país do velho mundo, desde as Custard Tarts inglesas [clarinhas por cima, menos doce e engrossada com gemas], passando pelo nosso velho conhecido Pastel de Belém português [servidos em porções individuais e com crosta de massa folhada], pelas tortinhas de creme tampadas [como empadas] chamadas de Pasticciotti na Itália, até as delicadas Dan Ta chinesas. 
A variante francesa da torta de creme, chamada de Flan Parisian ou Flan Pâtissier, é minha favorita porque une qualidades importantes, como a superfície queimada, que dá um toque caramelado especial ao sabor, com  facilidades na execução - é muito mais fácil fazer uma massa de torta tipo brisée ou sablée, do que fazer massa folhada em casa para usar como base, né? Espero que vocês também gostem!
Ah, uma observação importante: assei meu Flan Parisian em uma fôrma de 20cm de diâmetro e 7cm de altura porque acho que o resultado fica mais bonito, mas pode-se utilizar fôrmas mais largas e mais baixas, sem problema nenhum.


Flan Parisien
[receita do livro Doces | Maison Ladurée, rende uma torta de 23cm de diâmetro e 3,5cm de altura ou, no meu caso, uma fôrma de 20cm de diâmetro e 7 de altura]

Ingredientes para a massa brisée:
250g de farinha de trigo;
125g de manteiga gelada picada em cubos;
1 pitada de sal;
4 colheres de sopa de água;
2 gemas.

Ingredientes para o creme de confeiteiro:
2 favas de baunilha*;
500ml de leite integral;
325g de creme de leite fresco;
2 ovos;
2 gemas;
210g de açúcar refinado;
85g de amido de milho;
25g de manteiga sem sal.


Prepare a massa brisée:
Misture a água e as gemas em uma tigelinha. Reserve.
Em uma tigela peneire a farinha de trigo e o sal. Junte a manteiga gelada picadinha e amasse, com as pontas dos dedos, até formar uma farofa úmida. Junte a mistura de água e gemas, amassando apenas o suficiente para conseguir formar uma bola de massa. Você pode fazer esse mesmo processo no processador, pulsando varias vezes, ou na batedeira com o garfo tipo raquete.
Forme uma bola de massa, achate para conseguir um disco, embrulhe em filme plástico e leve à geladeira por 1 hora.
Retire a massa da geladeira e abra-a com um rolo, sobre uma superfície enfarinhada. A massa deve ficar com menos de 0.5cm de espessura, e em formato de círculo de uns 28cm de diâmetro.
Com cuidado, enrole a massa no rolo e desenrole sobre sua fôrma, pressionando com delicadeza até a massa cobrir fundo e laterais da fôrma. Corte os excessos e com um garfo faça furos em toda a massa.
Reserve no freezer por pelo menos 15 minutos.

Enquanto isso, começe o creme confeiteiro:
Com uma faquinha lisa parta as favas de baunilha ao meio, no sentido do comprimento, e raspe o interior delas para extrair as sementes. Despeje o leite e o creme de leite fresco em uma panela, junte as favas e as sementes e leve ao fogo até ferver. Apague o fogo, tampe a panela e deixe em infusão por 15 minutos. Descarte as favas e reserve.

Assando a massa:
preaqueça o forno a 180 graus. 
Retire a fôrma do freezer e cubra com um disco de papel manteiga de uns 28cm de diâmetro, moldando-o cuidadosamente para cobrir o fundo e as bordas da massa. Distribua pesos por cima [uso feijões ou arroz crus]. Leve ao forno por 20 minutos, até que as bordas comecem a ficar douradas.
Retire a massa do forno e deixe esfriar. Descarte os pesos e o papel manteiga. Reserve.

Finalizando o creme:
Em uma tigela, bata os ovos, as gemas e o açúcar até que a mistura fique clara. Junte o amido de milho e misture para incorporar.
Leve a panela de leite, creme e baunilha de volta ao fogo, até ferver novamente. Quando ferver, despeje 1/3 da mistura de leite sobre a mistura de gemas, mexendo sem parar com o fouet. Volte tudo para a panela e cozinhe, sem parar de mexer, até a mistura ferver. Conte um minuto após a fervura e apague o fogo. Não esqueça de raspar bem as bordas da panela.
Retire do fogo e passe para uma tigela. Deixe esfriar por 10 minutos e então junte a manteiga. Misture até dissolver.

Enquanto isso, preaqueça o forno novamente a 180 graus.
Despeje o creme sobre a massa de torta pré-assada. Leve ao forno por mais 45 minutos, até que a superfície queime ligeiramente. Se sua torta for alta, como a minha, esse tempo pode aumentar em uns 10 minutos.
Retire do forno, deixe esfriar e leve à geladeira por umas 3 horas, antes de servir [tentei cortar antes e o creme ainda não tinha firmado]. 

* Se você não tem favas de baunilha, que são difíceis de achar e caras, pode usar o extrato. Use 2 colheres de chá, mas só adicione no final do preparo do creme, junto com a manteiga.
01 Aug 14:58

CROSTATA CON FROLLA ALL’OLIO, CREMA E FICHI SCIROPPATI

by Dauly
Vgreco51

tartaleta

  Arrivo tardi col dolce, di solito lo propongo in vista del fine settimana in modo da dare qualche idea per il pranzo della domenica o per qualche ospite del sabato sera, sarà colpa del caldo che mi impigrisce al limite della decenza ma anche stare al pc mi sembra una fatica enorme. Però questaRead more
26 Jul 16:37

Bavarese al cioccolato bianco con coulis all'ananas

by Antonella Degrassi
Vgreco51

tarta

 Questa è la torta che ho preparato per il 32esimo compleanno di mia figlia Francesca, una bavarese al cioccolato bianco con coulis all'ananas, come base un disco di sablè Breton.
Era buonissima ed è piaciuta a tutti, non troppo dolce, non troppo pesante, da provare.
Ecco la fetta nel dettaglio.

Ingredienti
per uno stampo di cm.24
per il disco di sablè breton
gr.150 burro
gr.\150 zucchero
4 tuorli
gr.200 farina 00 per dolci
gr.5 lievito in polvere
1 bustina vanillina
sale
(con la pasta che vi avanza fatte dei biscottini)
bavarese al cioccolato bianco
6 tuorli
gr.80 zucchero
gr.250 cioccolato bianco
ml.500 panna fresca
ml.280 latte fresco
5 fogli di colla di pesce da gr.2
per la coulis all'ananas
1 ananas fresco
gr.100 zucchero a velo
ml 200 panna fresca
8 fogli colla di pesce
per decorare
ml.250 panna fresca
1 bustina pannafix
1 vasetto ananas sciroppato

Procedimento

 Iniziamo con il preparare la base Sablè Breton una sorte di pasta frolla, io la preparo 2 giorni prima e la lascio riposare.
 Impastate gli ingredienti velocemente come per la pasta frolla , formate una palla e ponetela per un'ora in frigorifero. Vi avanzerà sicuramente della pasta, fate dei biscotti.
Preparate il disegno di un cerchio dal diam.24 in un foglio di carta forno e ricopritelo con la pasta .
 Buccherellatela con una forchetta e infornatela a 180 gradi per 20 minuti , forno preriscaldato.
 Ponete la base dentro a un cerchio di acciaio inox e tenete da parte.
 Prepariamo la crema bavarese. Montiamo i tuorli con lo zucchero, diluite con il latte caldo

 Mettete in ammollo la colla di pesce, Portate il tutto in una casseruola e mettete sul fuoco lento e mescolate.

Spezzettate il cioccolato bianco.
 Aggiungete il cioccolato bianco tagliato a pezzetti e quando si sarà sciolto,sempre mescolando, aggiungete la colla di pesce ben strizzata. Spegnete il fuoco e fate raffreddare.
Fate attenzione la crema non deve bollire.
 Nel frattempo tagliate le fette di ananas sciroppata.
 Montate la panna deve essere ben ferma, tenere in frigorifero.
 Adagiare le mezze fette di ananas sciroppato intorno al cerchio di acciaio inox.
Quando la crema è fredda mescolatela con la panna montata, fate attenzione di non smontarla, mescolate sempre dal basso verso l'alto.
 Ricoprite la base con la crema , livellate e lasciate in frigorifero almeno per 8 ore.
 Io la lascio sempre tutta la notte.
 Prepariamo la coulis.
 Pulite e tagliate a pezzetti l'ananas.
 Mettete nel frullatore con lo zucchero. Ora ponete in un colino così colerà via il succo e vi resterà la polpa. Mettete in ammollo la colla di pesce, mettete la polpa dell'ananas in una pentola, aggiungete la panna e per finire la colla di pesce strizzata. Fatela sciogliere, spegnere il fuoco e fate raffreddare un pò.

 Ricoprite la bavarese e rimettetela in frigorifero per alcune ore.
Con la panna montata decoratela come più vi piace.
 Ed ecco qui la bavarese pronta per essere servita.
Tanti auguri Francesca , io e il papà ti auguriamo tutto il bene del mondo
Al prossimo dolcetto
Antonella


13 Jul 19:35

PARFAIT A LA GRAINE DE CACAO CRUE ET TORREFIEE. GLACE AU CHOCOLAT DE CLAIRE HEITZLER

Vgreco51

postres

Bonjour! Je n'ai vraiment pas eu le temps de me consacrer au blog ces dernières semaines. Et ça risque de continuer comme ça un petit moment encore... Cette recette est encore une fois tirée du livre de Claire Heitzler, mais vous pouvez aussi la retrouver...
13 Jul 08:04

Gua Bao, pan chino al vapor

by Eva
Vgreco51

bollos

Desde que probé los Gua Bao quedé totalmente prendada de ellos, qué ternura y qué textura tan maravillosa. Además los tendremos listos en poco más de 2 horas, cubriendo una comida y/o cena de manera muy peculiar. Estos panes no pasan por el horno, están elaborados al vapor y podemos encontrarlos denominados de infinidad de formas; Bao, […]

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15 Jul 08:17

Tarta de chocolate, frambuesas y remolacha

by Eva
Vgreco51

tartaleta

Tarta de chocolate, frambuesas y remolacha, así da gusto comenzar un viernes. Últimamente siento una necesidad imperiosa por elaborar tartas, me encantan y me apetece hacerlas a todas horas. Y no hablo de la clásica tarta con varias capas de bizcocho, crema, nata… que puede ser la primera imagen que se nos venga a la cabeza. Sino […]

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07 Jul 13:00

Bensone alla confettura di prugne

by Stefania Dalla Pria
Vgreco51

desayuno


Visto e rivisto ma mai provato, la ricetta lì in attesa, da provare. Mi ha sempre dato l'idea che il suo sapore fosse di ciambelle di una volta. Quelle che si facevano senza stampo semplicemente formando un rotolo e poi unendo le estremità, insomma uno di quei dolci che sanno di..nonna. Questa mattina mi è capitata tra le mani un vasetto di confettura alle prugne fatto lo scorso anno e così finalmente l'ho provato. Buono, è proprio come pensavo, secondo me nel latte o nel tè deve essere perfetto; domani lo provo.
Cosa ti serve
500 gr. di farina 00

150 gr. di zucchero semolato

100 gr. di burro morbido

2 uova + (1 per spennellare)
1 tuorlo           
1 bustina di lievito per dolci

buccia grattugiata di 1 limone

½ cucchiaino di vaniglia in polvere

3-4 cucchiai di latte

1 pizzico di sale 
confettura di prugne
zucchero in granella
Come si fa
Nel recipiente della planetaria, oppure su una spianatoia, miscela la farina con lo zucchero, il sale e il lievito. Aggiungi le 2 uova e il tuorlo, 3 cucchiai di latte, il burro a tocchetti e lavora il tutto per bene, dovrai ottenere un impasto omogeneo, eventualmente aggiungi ancora un po’ di latte. Fai riposare l’impasto in frigorifero per mezz’ora avvolto nella pellicola.

Prendi dal frigo l’impasto riposato, lavoralo brevemente e stendilo, sopra un foglio di carta forno, formando un quadrato di circa cm. 25x25, centimetro più centimetro meno, stendi la confettura lasciando circa 1-2 centimetri di bordo. Aiutandoti con la carta forno ripiega in tre in modo da avere la parte liscia sopra, quindi senza giunture che andranno sotto.

Pratica un leggero taglio al centro per quasi tutta la lunghezza. Batti leggermente l’uovo,  spennella la superficie del dolce e cospargi con lo zucchero in granella. 
Metti in forno caldo a 180° per circa  40 minuti.



A presto Stefania

29 Jun 08:24

Cocco e limone

by Stefania Profumi&Sapori
Vgreco51

tarta

Cocco e limone per una torta dolce e fresca, che evoca l’estate e la voglia di relax. La composizione è molto semplice, ma è ben bilanciata e gradevole al palato. Cocco e Limone Per uno stampo da 24 cm Per il pandispagna al limone: 4 uova 120 gr zucchero 120 gr amido di mais scorza […]
22 Jun 09:35

Cheesecake fiordifragola al cioccolato bianco

by Dolci a gogo
Vgreco51

tarta

   L'estate è arrivata...forse no...però il caldo non manca quindi si ha voglia  di dolci freschi golosi e veloci come le mie amate cheesecake  che nel corso degli anni sono diventate quasi  un "marchio di fabbrica" del mio blog! Il numero proposto in questi anni ne è una chiara dimostrazione  ma con l'arrivo del caldo la cheesecake fredda è di sicuro  la mia preferita e sul sito Galbani
22 Jun 09:38

Cookies rellenas de Marshmallows

by Alma
Vgreco51

galleta


Pocas veces una receta me ha costado tantos intentos...

No sé si alguna vez habéis intentado hacer cookies rellenas de marshmallows.

Pues os diré lo que pasa...

QUE DESAPARECEN LOS DICHOSOS MARSHMALLOWS Y SE DESHACEN DENTRO DE LAS GALLETAS Y CUANDO CREES QUE AL PARTIR LAS GALLETAS ENCONTRARÁS EL RELLENO SÓLO ENCUENTRAS EL VACÍO QUE HAN DEJADO!!!!

ARGHHHHH

(Creo que ha quedado claro el nivel de mi indignación en este aspecto. Entendedme. Han sido muchas galletas desperdiciadas. Muchos marshmallows evaporados. Muchas lágrimas en vano!!)






Pero al fin he dado con la clave tras investigar miles de páginas americanas.

Congelar los marshmallows. 

Desde el día anterior. 

Es verdad que es un sufrimiento extremo. Porque los marshmallows congelados son de las cosas que más me gusta en este mundo, y una vez fríos ya no me apetece tener que meterlos en las galletas y me los como... Pero bueno, que hice el sacrificio y lo soporté.

Bueno, en realidad congelé la bolsa de mini marshmallows y también una de jumbo marshmallows que nos han llegado y son ENORMES y esos me los voy a zampar así, tal cual, congelados, felizmente :)



COOKIES RELLENAS DE MARSHMALLOWS

Receta de Alma Obregón
  • 125g de mantequilla a temperatura ambiente (yo uso siempre Kerrygold)
  • 100g de azúcar blanco
  • 60g de panela (azúcar de caña integral)
  • 1 huevo M
  • 265g de harina todo uso
  • 1/2 cucharadita de bicarbonato sódico
  • 2 cucharaditas de extracto de vainilla
  • 100g de chips de chocolate negro
  • Un puñado de mini marshmallows

El día anterior a hacer las galletas metemos los marshmallows al congelador. Esto es FUNDAMENTAL.

Batimos la mantequilla con los dos tipos de azúcar hasta tener una masa homogénea. Incorporamos el huevo y el extracto de vainilla y seguimos batiendo, siempre a velocidad baja, hasta que se integre.

Incorporamos la harina, tamizada con el bicarbonato. 

Cuando la masa sea homogénea, incorporamos los chips.


Dividimos la masa en 24 porciones de 30g.
Hacemos una bolita con cada porción y la aplastamos un poco.
Las colocamos sobre una bandeja y las refrigeramos media hora.

Una vez frías, las sacamos de la nevera y colocamos dos o tres mini marshmallows encima de una de las bolistas aplastadas. Cerramos con otra y afianzamos los bordes.



Colocamos las galletas espaciadas en una bandeja de horno cubierta por papel de horno.

Horneamos las galletas a 180º (calor arriba y abajo) durante 15 minutos o hasta que se doren un poco los bordes.


Estarán blanditas al salir del horno, así que conviene esperar a que se templen un poco...

Pasados 15-20 minutos podemos empezar a devorarlas...


En fin.

Que no tengo nada más que decir.

Que lo probéis porque es la BOOOOOOOOMBA!!!

Me despido por hoy, pero pronto más recetas para boicotearos la operación bikini (como debe de ser!)

Besos a porrón!

Alma
Si tienes alguna duda no contestes a este email. Escríbeme a igalmacupcakes@gmail.com y prometo contestar lo antes posible.
13 Apr 06:00

Date Cookie

by Muriel's Baking Passion
Vgreco51

galleta

Date Cookie

 

A few weeks ago my youngest stepdaughter texted me a picture of a cookie that she was enjoying during a cozy night out. The text she sent with it was: ‘Muriel, please can you make these sometime, they are sooooo yummy!!’ Well, when she’s requesting me this, so sweet and full of enthusiasm, then of course I can not say no. As I wrote in my last blog, I was about to prepare something which has date paste incorporated. So, this date cookie is what I meant.

A date cookie is one of the most famous Moroccan cookies that exist and served a lot during the Sugar Feast (Eid al-Fitr ). They have a variety of shapes, but the most typical thing about it is that they’re generously sprinkled with powdered sugar. The main ingredient is date paste and above that there’s a diverse variation of other ingredients such as cinnamon, cardamom, Mazhar (i.e. orange blossom water) or Maward (i.e. rosewater). In addition, different elements are used as filling, such as nuts and/or seeds. Chopped almonds, walnuts, cashews, pistachios and sesame seeds are the most used. I have already described date paste in detail in my previous blog, so this requires no further information. In this particular recipe I used cinnamon and Mazhar as ingredients. But what exactly is Mazhar? Mazhar is orange blossom water. Orange blossom water is hot nowadays. This particular water, distilled from the leaves of orange blossom, is widely used in the Moroccan cuisine. But what can you do with it exactly? It’s originally used mainly in sweet dishes. Think of desserts, cakes, cookies and puddings, but you can also add a special twist to savory dishes with it (for example, sprinkle it on your salad one time or use it in an oriental stew). Furthermore, orange blossom water combines well with oranges, pistachios, almonds and rice. Some find it super tasty, others super gross. In case you want to try it sometime anyway, taste it first and see what you think about it. In case you don’t like it, just skip it or you could for example recplace it by marrow of 1 vanilla pod or a drop of lavender oil. In this case you’ll miss the characteristic taste of the water, but without it the cookie is also appetizing, don’t worry. If you want to use it anyway, don’t be too lavish in all your enthusiasm! The taste may quickly dominate and that would be very unfortunate. Where can I buy Mazhar? Of course at the Turkish and Moroccan and Oriental Asian stores, but nowadays they’re also available in some well-stocked supermarkets.

Surely you want to know what this cookie tastes like? First you bite in a crunchy piece of dough, then you get a piece of soft dough, then a sweet creamy date flavor mixed with cinnamon and Mazhar, and finally (in this case) sesame seeds. Indeed, my stepdaughter is absolutely right: sooooo delicious!! I’m truly grateful that she suggested this cookie to me and in gratitude for that, I will prepare a whole bunch just for her. That, she can certainly count on!

 

Dadelkoekje

 

Recipe Date Cookie

Prep Time: 20 minutes

Cook Time: 15 minutes

Total Time: 35 minutes

Yield: 15 pieces

Recipe Date Cookie

Ingredients:

    Dough
  • 250 gr flour
  • 125 gr unsalted butter
  • 50 gr sugar
  • ¼ tsp salt
  • ½ tbsp orange blossom water (Mazhar)
  • 1 tbsp milk
  • Filling
  • 200 gr Medjoul dates
  • 2 tbsp boiling water
  • 1 tsp orange blossom water (Mazhar)
  • 1 tsp cinnamon
  • 1 tbsp roasted sesame seeds
  • Extra
  • powdered sugar for sprinkling the cookies (approx 75 gr)

Directions:

    Dough
  1. Mix the butter fluffy with the sugar.
  2. Add the flour, salt and orange blossom water and mix until combined.
  3. Knead with your hands until a ball of dough. The dough will be dry so try to push everything together as well as possible.
  4. Wrap the dough in plastic wrap and let it rest for 1 hour in the fridge.
  5. Filling
  6. Remove the stones from the dates and cut the dates into small pieces.
  7. Put the date pieces in a blender or food processor.
  8. Add the boiling water, cinnamon and orange blossom water and grind well into a paste.
  9. Stir in the roasted sesame seeds and set aside until needed.
  10. Preheat the oven to 180°C/355°F (fan) or 200°C/390°F (without fan).
  11. Line a baking sheet with parchment paper.
  12. Finish
  13. Knead the dough with a tablespoon of milk until smooth.
  14. Roll the dough into a rectangle of approx 45 x 15 cm.
  15. Put in the middle of the dough a strip of date paste of approx 4 cm wide and 45 cm long.
  16. Fold the dough around the date paste.
  17. Roll it as tight as possible in plastic wrap and press the dough firmly together. Form a rectangle of around 45 x 5 x 2 cm.
  18. Remove the dough from the plastic and cut it into equal pieces of about 3 cm wide.
  19. Place the cookies on the baking sheet and bake for 15 minutes.
  20. The cookies will remain light in color on the top and will become light brown at the bottom.
  21. Sprinkle the cookies generously with powdered sugar when they are still hot.
4.4.2.1
http://murielsbakingpassion.com/date-cookie/
Copyright© 2016 by www.murielsbakingpassion.com
17 May 09:32

Chocolate Pear Loaf

by Muriel's Baking Passion
Vgreco51

bizcocho

Chocolate Pear Loaf

 

For a long time already I had plans to prepare this loaf but every time something came in between or at the decisive moment there were no pears in the house. Finally, this weekend, in between all the busy work I was struggling with, I had a moment of piece to prepare it. I deliberately had bought a large quantity of ripe pears on the market so I had more or less obliged myself to go and work on it. The loaf now adorns my kitchen and I must say it was worth the wait!!

This sugar-free loaf makes a wonderful breakfast but can also be enjoyed as a snack. Deliciously spread with a dollop of jam or just plain. Prepared without butter and yet moisty. Yummy, can I have another bite please!!

 

Chocolade Perencake

 

Recipe Chocolate Pear Loaf

Prep Time: 15 minutes

Cook Time: 45 minutes

Total Time: 1 hour

Recipe Chocolate Pear Loaf

Ingredients:

  • 2 ripe pears
  • 200 gr all purpose flour
  • 4 tbsp cocoa powder (dutch prosessed)
  • 200 ml half and half milk
  • 2 tbsp honey
  • 1 vanilla bean
  • 2 eggs
  • 2 tbsp cornstarch
  • 1 tsp cinnamon
  • ½ tsp salt
  • 2 tsp baking powder
  • 2 ripe pears
  • almond flakes to sprinkle

Directions:

  1. Preheat the oven to 175°C/350°F (no fan) or 155°C/300°F (fan).
  2. Line a loaf pan of 22 cm/9 inches with parchment paper.
  3. Put flour, cocoa powder, salt and baking powder in a bowl and stir with a wooden spoon.
  4. In a seperate bowl whisk eggs, milk and honey.
  5. Scrape the seeds from the vanilla bean and add to the milk mixture.
  6. Little by little whisk in the milk into the flour mixture. Whisk firmly.
  7. Peal, coarse and dice the pears.
  8. Add cornstarch and cinnamon to the pears and mix firmly.
  9. Add the pears to the batter.
  10. Pour the batter into the lined loaf pan and sprinkle with almond flakes.
  11. Bake for 30-35 minutes.
  12. Check with a toothpick, when it comes out clean your loaf is done.
4.4.2.1
http://murielsbakingpassion.com/chocolate-pear-loaf/
Copyright© 2016 by www.murielsbakingpassion.com
20 May 07:28

Şekerpare

by Muriel's Baking Passion
Vgreco51

galleta

Sekerpare

 

Today a delightful authentic Turkish dish. Şekerpare (pronounced ‘Sheh-ker-PAK-Reh’) is one of the many beautiful and popular desserts of Turkish cuisine, mainly prepared by baking soft dumplings and then dipped in thick lemon syrup. Şekerpare has become one of the most popular Turkish sweets among locals and visiting tourists in Turkey. Because of the butter, semolina and syrup it is so soft that it melts in your mouth and in spite of the syrup is not excessively sweet. Although the syrup needs a rather long to time in order to be absorbed, it’s a simple and quick to prepare recipe, so as far as I am concerned just give it a try, if only to experience the Turkish atmosphere in your home.

Really good as dessert, with a High Tea or just with a cup of coffee.

 

Sekerpare

 

Recipe Şekerpare

Prep Time: 20 minutes

Cook Time: 25 minutes

Total Time: 45 minutes

Yield: 20 pieces

Recipe Şekerpare

Ingredients:

    Dough
  • 225 gr flour
  • 65 gr semolina
  • 125 gr unsalted butter
  • 65 gr icing sugar
  • 1 egg
  • 1 tsp baking powder
  • 1 tsp vanilla extract
  • pinch of salt
  • 10 hazelnuts and 10 almonds (or nuts of your choice)
  • Syrup
  • 375 gr sugar
  • 500 ml water
  • ½ tbsp lemon juice

Directions:

  1. Bring the water together with the sugar and lemon juice to a boil. Let it cook for 10 minutes. Set aside.
  2. Preheat the oven to 180°C (no fan) or 160°C (fan).
  3. Line a baking sheet with parchment paper.
  4. Mix all ingredients for the dough (except nuts) in a bowl and knead until a cohesive dough (dough should not stick to your hands, add a spoonful of flour if the dough is too sticky).
  5. Divide the dough into 20 equal balls.
  6. Place the balls of dough on the baking sheet and press a nut into each ball (about ½ cm deep).
  7. Flatten the balls a little.
  8. Bake the cookies for approx 25 minutes.
  9. Place the cookies in a deep bowl and pour the syrup over them. Leave the syrup to be absorbed for at least 5 hours before serving!!
4.4.2.1
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23 Jun 16:17

chocolate almond situation | un manjar que te pone en problemas

by juliana alonso dorola
Vgreco51

bizcocho

Sigo con la propuesta de Deb en Instagram de cocinar todos los meses de un libro diferente.
A veces se torna un tanto complicado encontrar las recetas online (espero que toque algún libro que sí tenga!), pero a la larga aparecen... a veces pocas, muy pocas.
Pero si las que aparecen son como esta, por mí que aparezcan así de pocas!


Este mes el #rainydaybitescookbookclub eligió el libro Zahav: a word or israeli cooking, de Michael Solomonov.
En amazon está el índice. Por supuesto que de solo leerlo se te hace agua la boca, y a mí los ojos se me fueron al título de este postre. Debe ser la receta menos regional de todo el libro: almendras y chocolate, cocina de cualquier parte del mundo.


En fin... El resto del índice es maravilloso, y te dan ganas de probar todo! En mi lista? El arroz persa y el caldo de zapallo y fideos, entre cantidad de preparaciones con carne que parecen caídas del cielo.
Además, si miran el # del reto en instagram van a ver de que les hablo: brochettes, hummus, pan pita... de-li-cia.


Por ahora, como caída del cielo, me cruce con esta receta que pasa a ser número 1 en cuanto a tortas fáciles de chocolate. Es de esas que a pesar de saber que es puro chocolate (se ve en el color), no podes parar una vez que comiste el primer pedacito. La famosa torta: no paro hasta no ver el plato vacío.


Una receta que hay que probar y guardar en la primer página del recetario.

Hay una receta!
07 May 22:16

Xuxos (hojaldrados)

by Pepe Calo
Vgreco51

bollos

Xuxos

Xuxos

¡¡¡Come on, come through. Galicia, Galicia!!! Si me viese obligado a responder cuál es mi postre preferido o de qué dulce no estaría dispuesto a prescindir, serían estos xuxos, junto con mis últimos croissants (n-ésimos) que todavía no he publicado y no hago más que repetir con insistencia durante los días de mayor decaimiento. Por ahora, estos son los mejores que, en mi nada humilde opinión [*], puedo presentar.
[*] Pocas cosas se me hacen más insoportables que la falsa modestia o la presencia de presunta “objetividad”. Es imposible dejar de ser uno mismo y, ahora, es lo que pienso o siento… Mañana será otro día..

Xuxos (hojaldrados)

Reinventando

Tiempo atrás, no sé cuándo, pues en los últimos años la vida parece, mejor dicho, desaparece, con una celeridad insoportable, publiqué una receta de unos cronuts. Ahora las horas son segundos, los días horas, los meses semanas y los años ni se cuentan.
Cuando era pequeño el tiempo parecía caminar más despacio y la VIDA se escribía en mayúsculas. Hace un tiempo, decía, cuando presenté la receta de una de mis primeras versiones de unos cronuts, hice hincapié en que ese dulce, creado por Dominique Ansel, que la revista Time había incluido (se ve que era el año 2014) entre los 25 mejores inventos del 2013, no era más que una revisión de nuestros conocidos xuxos: “Freír una masa fermentada y hojaldrada no es ninguna novedad. De hecho, el mejor ejemplo puede ser un xuxo (o xuixo), que nosotros solemos laminar con mantequilla o manteca, más lo segundo, y rellenar de crema (y nada tiene que ver con esa receta de masa de berlina o donut que en los inicios del blog me atreví a llamar xuxo/xuixo).”, decía.

Xuxos (hojaldrados)

La primera y única vez que presenté una receta de xuxos se trataba, simplemente, de una masa de donuts rellena de crema. Por supuesto, aunque alguna conocida empresa de bollería comercializaba este tipo de bollos con la denominación “xuxos”, no es el modo tradicional e idóneo para hacerlo, puesto que, como he dicho, un xuxo es una masa hojaldrada, muy parecida a la de los croissants. De hecho, podría usarse la misma masa para ambos tipos de preparaciones, aunque lo ideal es realizar pequeños cambios en la receta que haga de la masa más apta para freír y con mejor textura final. Aquí presento algunos cambios que considero básicos para transformar un excelente croissant en un mejor xuxo.

Xuxos (hojaldrados)

A diferencia de los croissants, prefiero preparar los xuxos sin incorporar mantequilla a la masa, puesto que, por el hecho de ir fritos, la cantidad de materia grasa es suficiente y su sabor resultaría imperceptible. De este modo, el resultado son unos bollos más crujientes y con mejor textura, casi imperceptible.
Por otro lado, aunque el número de pliegues es el mismo que para los croissants, prefiero usar menor cantidad de mantequilla para el empaste, puesto que su función es básicamente la de conseguir un ligero hojaldrado y no que la mantequilla se funda en el aceite de la fritura. Aquí entramos en el primer conflicto: ¿qué es mejor, una vuelta doble y otra sencilla o tres vueltas sencillas? Para no darle demasiadas “vueltas”, creo que prefiero el resultado cuando practico tres vueltas sencillas, aún a costa de tener que esperar una hora más.
Otro elemento que considero importante es la adición de algún aroma, preferiblemente vainilla, que puede añadirse en forma de semillas (de una a media vaina) o como esencia concentrada. El dulce lo agradecerá, sobre todo si los vamos a tomar sin el relleno de crema.
El resultado final, con estos pequeños cambios, es el de unos bollos más sabrosos y crujientes. Deliciosos.

Xuxos (hojaldrados)
El relleno. Los xuxos suelen rellenarse con crema pastelera. Dicho relleno podría aplicarse antes de freír, en el momento de darle forma al bollo y antes de la fermentación. Sin embargo, hacerlo así da lugar a que la masa absorba líquido durante la fermentación, dificultando su conservación si deseamos guardarlos en perfectas condiciones en el frigorífico hasta su uso (que podrían ser varios días) y reblandeciendo la masa.
Sin dudarlo, si os gustan crujientes por fuera y blanditos por dentro, la mejor opción es rellenarlos una vez fritos. Siempre podemos practicar una incisión con una brocheta que cruce longitudinalmente el xuxo o abrirlo lateralmente para proceder al relleno. Yo casi los prefiero sin relleno, me gusta disfrutar del crujiente o aplicarles un ligero glaseado de caramelo, en vez del tradicional rebozado de azúcar. Como todo, sólo es una cuestión de gustos.

Xuxos (hojaldrados)

Todo lo demás está dicho y, si no lo está (algo infinitamente probable), siempre es bueno reservarse las palabras ausentes para otro momento, autoobligándome a publicar de nuevo otra receta de xuxos que, seguro, tampoco será definitiva [*].
Resulta curioso como esa satisfacción por un resultado que parece insuperable (como la primera vez que me aproximé a esta receta) se va desvaneciendo con el tiempo y siempre deseo hacer nuevos cambios, nuevas pruebas, aunque a veces dichos cambios resulten imperceptibles o, como Ulises, acabe por volver a Ítaca. ¿La perfección?, la perfección es un hito inalcanzable.
Son una pasión personal… hasta la llegada de mis nuevos croissants. ¿A quién quieres más? ¿A mamá o a papá? A ambos, pero de diferente modo.

Xuxos (hojaldrados)

Re-vuelta

Han sido días difíciles en lo personal, en todos los sentidos. Al final el cuerpo siempre padece todos los excesos de trabajo, la tensión o el decaimiento. Y así fue. No es normal padecer dos neumonías en un período de tres meses.
Cuando el ocio no existe y la vida es una sucesión de pasos cronometrados, hay que replantearse la vida, porque, a fin de cuentas, el ocio no es más que un momento de reflexión y, en su ausencia, es imposible cualquier tipo de replanteamiento.

Xuxos (hojaldrados)

Podría pensarse que este espacio está perdido, abandonado. Pero no, ni de lejos. No para mí, porque sí cumple los objetivos y funciones por los que empecé a escribir en un blog. Aquí estoy.
Cuando la cocina, los blogs de cocina y los movimientos gastronómicos en las redes sociales acaparan el interés de aficionados, empresas y oportunistas, creo que es el momento de intentar [*] (sin éxito, en mi caso) presentar un modo diferente de enfrentarse a estos espacios, lejos del marketing o los objetivos meramente cuantitativos o de mercado, en el que el éxito o el fracaso se mide en “me gusta” o número de seguidores. Algo falla, o todo.
[*] He escrito “intentar”.
Xuxos (hojaldrados)

El ego siempre ha formado parte del combustible de estos espacios. Porque las constantes alabanzas, asimiladas o no, no hacen más que reafirmar el “yo” y convertirnos en personas autocomplacientes. Por supuesto, hace falta una buena dosis de madurez y perspectiva para que esas palabras no alimenten ese egocentrismo.
No quiero resultar pesado al respecto, pues al final todos caemos en los mismos errores y, a fin de cuentas, estamos hechos con la misma esencia. ¡Qué difícil es intentar no caer en los mismos errores de aquello que intentas criticar!

Xuxos (hojaldrados)

En Galicia todo parece más difícil, a mí me lo parece. El tiempo marca carácter, el mal tiempo. Entiendo la alegría del sur, porque cuando se asoman los rayos de sol es más fácil esbozar una sonrisa y enfrentarse a la vida con más optimismo. Ahora llueve, no es extraño durante las fiestas de La Ascensión.
Echo de menos muchas cosas, sobre todo la amistad y la complicidad de las palabras. Comparto la visión aristotélica de la amistad como algo extremadamente valioso. “Nadie querría vivir sin amigos, aun estando en posesión de todos los otros bienes” (Ética a Nicómaco VIII 1, 1155a5-6). Amistad, filia, amor. Amamos lo que es “amable”, recíproco en sentido estricto, pero ahí ya no puedo entender por qué, aunque la compañía se vuelva a veces difícil y con un dolor que no hace más que herirte, no hago más que empeñarse en seguir (intentado) amar. Ahí Aristóteles tendría mucho que explicarme, porque él sí tenía ese “ocio” y esa “amistad” que yo no tengo para conseguir esa vida plena y ¿feliz?

Xuxos (hojaldrados)

Voy a plantar unas semillas en la jardinera (¿se llama así?) de la terraza. Tengo ganas de ver crecer albahaca (¡qué perecedera!), el tomillo, el romero, la hierbabuena, la salvia. Tengo las semillas, creo que ya es un poco tarde, pero por suerte (esta vez sí) en Santiago mayo es abril. Si crece alguna, seguro que el romero y el tomillo, estaré más que satisfecho. La hierbabuena la usaré para unos guisantes o una carne a la brasa, seguro que le queda bien.

Disfrutad de la amistad, si la tenéis. A ser posible sin móvil ni WhatsApp, dando largo paseo una mañana de primavera, en Galicia con paraguas e impermeable. Felices días.

Xuxos (hojaldrados)

Xuxos

El modo tradicional de preparar unos xuxos es como una masa fermentada y hojaldrada, como un croissant, pero con menor cantidad de mantequilla. Tradicionalmente el hojaldrado se hacía con manteca, al modo de una ensaimada. Por supuesto, podría hacerse así, pero prefiero presentarlo de este modo.
Como se trata de una masa que va frita, he eliminado la mantequilla de la masa y disminuido la cantidad de mantequilla del hojaldrado con respecto a los que considero mis (últimos) mejores croissants.
El hojaldrado podría hacerse con una vuelta doble y una sencilla, pero prefiero darle 3 vueltas sencillas, queda mejor.
Para mí es importante darle sabor a la masa, por lo que le añado semillas de una (o algo menos) vainilla en rama. Como va frita, es una buena idea emplear esencia de vainilla líquida y no semillas de vainilla, en cuyo caso eliminaríamos esa cantidad en el agua empleada para el amasado.
Podría aplicarse el relleno de crema antes de freírlos, pero reblandece el interior de la masa y absorbe más aceite. Siempre prefiero rellenarlos con crema pastelera una vez fritos.

  • 200 gr. de harina de fuerza (de pan, W>300) [250 gr]
  • 5 gr. de levadura fresca de pan [6-7 gr]
  • 25-30 gr. de azúcar (o algo menos si se desea) [1] [30-35 gr]
  • 4-5 gr de sal fina o flor de sal [5 gr].
  • 5 gr. de leche en polvo [2] [6 gr]
  • 105 gr. de agua mineral fría (del frigorífico) [3] [130 gr]
  • 1 vaina de vainilla (o algo menos), las semillas interiores. También puede molerse los restos de una usada o emplear aroma que sustituiremos por la cantidad proporcional de agua.
  • 100 gr. de mantequilla fría (para el hojaldrado, aprox. el 50% de harina, ~1/3 del peso total) en un bloque cuadrado de 12x12 cm2, aproximadamente. [125 gr]
  • c. s. de azúcar grano (y canela) para espolvorear.
[1] Como se suele rebozar en azúcar, podría disminuirse la cantidad de azúcar de la masa. 25 gr de azúcar es un buen punto de partida. Para mi gusto, 30 gr es lo idóneo, sobre todo si no los rebozamos en azúcar.
[2] Si no se desea emplear leche en polvo (mejora la fermentación, conservación y aroma) sustitúyase el agua por leche.
[3] He llegado a la conclusión, de momento ;-), de que prefiero el resultado de los croissants y los xuxos cuando la cantidad de líquido es ligeramente mayor que lo que podría pensarse inicialmente. Ello me obliga a trabajar mucho más la masa para conseguir la densidad adecuada, permitiendo una masa más suave, flexible y mejor trabajada, con una mejora en el resultado.


(1) En un bol grande mezclamos la harina con las semillas de la vainilla y la leche en polvo, formando un volcán, depositando la sal y el azúcar en los extremos y la levadura desmigajada en el centro del volcán. Añadimos el agua bien fría y amasamos llevando la harina hacia el centro. Yo suelo empezar el amasado con una cuchara y, cuando la masa ya no resulta pegajosa, sigo amasando hasta que queda una masa fina, elástica y no demasiado dura (ni blanda). Trabajamos la masa sobre la superficie de trabajo hasta que quede lisa y nada pegajosa. Unos 10 minutos.
Suelo emplear dos marcas comerciales de harina, una empieza por H y otra por G. En la primera la capacidad de absorción de agua ínfimamente mayor, aun así, empleo la misma cantidad de agua en ambos casos.

La masa no debe quedar demasiado dura ni demasiado blanda. Como he sugerido una cantidad de líquido superior a la mitad de la harina, la tendencia es a que pueda quedar más suelta que no dura. Así podemos trabajarla mucho más, incluso 15 minutos, hasta obtener una textura intermedia. Debe trabajarse hasta que quede lisa y homogénea. No debe quedar demasiado dura, algo que pasará si la trabajamos demasiado o la cantidad de agua no es adecuada.
La cantidad de agua depende del tipo de harina. Para las típicas de pan que venden en los supermercados en España (las dos más populares) uso 105 gr de agua por cada 200 gr de harina. Si queda muy blanda amasaremos hasta que no se pegue absolutamente nada, dándole vueltas sobre la mesa.

(2) Importante: nos interesa que la masa no fermente entre los laminados, por lo que la mejor opción es bloquear la fermentación después de trabajar la masa o darle alguna vuelta, depositándola en el congelador durante unos 15-30 minutos. Después siempre irá al frigorífico (3-4 ºC), dejando un reposo mínimo de una hora entre cada vuelta.
Las masas de los croissants, xuxos, etc, quedan mejor después de los reposos, por lo que, si cortamos la fermentación, podemos guardar la masa formada en el frigorífico hasta su uso.
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Una vez preparada la masa inicial, extendemos la masa de ¿un centímetro de espesor?, aproximadamente, la envolvemos en película plástica de cocina (film) y la introducimos en el congelador por un período de unos 15-30 minutos [4]. Después la llevamos al frigorífico para que adquiera la consistencia necesaria para proceder al laminado. Así, además de cortar la fermentación de la masa, conseguimos que la textura sea adecuada para aplicar el empaste. La fermentación principal la deseamos sólo cuando las piezas estén creadas, justo antes de freírlas. [4]
Requiere un reposo mínimo de unas dos horas, aunque la suelo dejar toda la noche si la preparo la noche anterior o toda la mañana si las quiero hojaldrar por la tarde.
[4] Alguna vez, sobre todo cuando la masa me ha quedado algo suelta o deseo acelerar el proceso, la he dejado fermentar antes durante unos 45 min a una hora. Rompo la masa y la llevo al congelador por unos 15-20 minutos antes de guardar en el frigorífico por un período mínimo de unas 2 horas o toda la noche.

(3) Empaste y primera vuelta.
Necesitamos un cuadrado de 100 gr [125 gr] de mantequilla de, aproximadamente, un centímetro de espesor. Como las mantequillas vienen envasadas de porciones que no se ajustan a este hecho, formo el cuadrado con porciones de mantequilla, trabajándola (muy poco para no reblandecerla) para que no quede fisuras y la guardo en el frigorífico después del amasado o en el congelador durante unos 15 minutos, como haría con la masa.
Para 250 gr de harina hago un empaste de mantequilla de unos 12-13x12-13 cm2, que puede ser idóneo en ambos casos. No lo he medido nunca, o sí.. Homogeneizamos un poco la mantequilla (fría) para hojaldrar hasta que quede como una única pieza, con una densidad similar a la masa.

Extendemos la masa sobre superficie de trabajo de unos 13x23 cm2, el doble de ancho que la mantequilla, sin aplicar ni una pizca de harina. Si vemos que no tiene la densidad adecuada (es algo blanda), podemos introducir la masa en el congelador unos 15-30 minutos (importante). Es importante que durante el empaste inicial la densidad de la masa y de la mantequilla sean similares.
Con las masas que llevan levadura fresca, a diferencia del hojaldre, no es tan crítico enharinar ligeramente la superficie, siempre que la masa no quede dura y eliminemos la harina sobrante con ayuda de un pincel.
Formamos un rectángulo con la masa, de unos 12-15 cm x 23-24 cm, creo recordar, el doble de la anchura del cuadrado de mantequilla. Reitero hasta resultar cansino, es una buena recomendación introducir la masa en el congelador durante unos 15-20 minutos para que esté fría en el momento de aplicarle la mantequilla y para que tenga una densidad similar.
Depositamos la mantequilla en el centro del rectángulo y sellamos bien la mantequilla doblando la masa por ambos lados, de tal forma que cubra toda la mantequilla y que no queden partículas de aire en su interior.

Si la masa está en buenas condiciones, fría, extendemos la masa, formando un rectángulo de modo que donde hemos hecho la unión quede en el lado largo del rectángulo. El grosor de la masa debe ser de algo menos que 1 cm, unos 15x30 cm2 (una vez, para 200 gr de harina fue de 12x30 y otra, para 250 gr de harina fue de 16x31)
Procedemos a dar una primera vuelta sencilla. Esto es, dividiendo en 3 y uniendo los extremos más alejados hacia el centro, de modo que un extremo cubra al otro. Tendremos 3 capas de masa. Envolvemos en película de cocina, introducimos en el congelador durante unos 15-30 minutos y la volvemos a llevar al frigorífico para que repose, una o dos horas mínimo.

Aunque no lo recomiendo, puede facilitar el trabajo enharinar ligeramente la superficie de trabajo para que no se pegue la masa. Si se rompe y se desprenden trozos de mantequilla, taparemos los agujeros espolvoreando con un poco de harina.
[*] IMPORTANTE: mi experiencia, pese a usar siempre las mismas cantidades de harina y mantequilla para laminar, dando el mismo número de vueltas, me ha demostrado que lo más difícil es extender la masa la cantidad justa para conseguir un buen hojaldrado. Si la extendemos en exceso podríamos romper las capas, pero si no la extendemos suficientemente tendríamos pegotes de mantequilla que se separarían durante el laminado. El grosor de la masa debe ser de unos 8 a 10 mm.
La próxima vez mediré las dimensiones de la masa, así no someteré la calidad del hojaldrado a la pericia que tenga ese día. Lo podré en la receta. Para evitar ese problema, los profesionales usan una laminadora con grosor numerado.


(4) Segunda y tercera vueltas. Pasado el tiempo, una o dos horas, retiramos la masa del frigorífico, extendemos en forma rectangular y procedemos a dar otro pliegue sencillo, en tres, doblando un borde largo hasta 1/3 de la masa y cubriéndola con el otro extremo. Tendremos 3 capas de masa.
Es importante que la mantequilla del centro no esté demasiado fría, y de una densidad similar a la masa, para que al proceder a practicar la vuelta no se separen en pegotes y, sobre todo, extender la masa del grosor idóneo durante los pliegues.
Si no tenemos tiempo, como me suele suceder, alargamos los tiempos de reposo entre vuelta y vuelta. Yo, a veces, puedo llegar a dejar la masa un par de días en el frigorífico antes de darle la última vuelta.
Dejamos reposar en el congelador por espacio unos 15-30 minutos y reservamos en el frigorífico por un tiempo mínimo de 1 a 2 horas antes de darle la última vuelta.
Pasado este tiempo volvemos a proceder como en este punto (4) y le damos la tercera (última) vuelta. Llevamos al congelador unos 15-30 minutos y reservamos en el frigorífico por un período no inferior a 1 hora antes de proceder a formar los xuxos.

(5) Formación de los xuxos. Retiramos la masa del frigorífico y la extendemos, algo más fina que durante los pliegues. Formamos triángulos, de unas 3-3,5 veces más largo que ancho.
A diferencia de unos croissants, los xuxos no los hago demasiado grandes para así freírlos con mayor facilidad. Quizás con una base de 5 cm es más que suficiente [**].
[**] Una vez formados, podemos congelarlos para ir retirándolos unas horas antes cuando nos apetezca o tengamos una merienda. También pueden llevarse al congelador 15-30 minutos para romper la fermentación y guardarlos en el frigorífico hasta el momento que queramos fermentarlos. Tendrán incluso mejor textura.

Xuxos (hojaldrados)

Depositamos los xuxos en una bandeja con papel de horno (y/o) espolvoreada con un ligerísima capa de harina e introducimos en el horno para que fermenten a unos 25-30 ºC, como muchísimo, hasta que haya duplicado su volumen, unas dos horas o más, dependiendo de la acción de la levadura, pues la masa debe estar bien fermentada cuando vayamos a freírlos. Si nuestro horno no admite esas temperaturas lo dejaremos con el horno apagado por un período de tiempo que quizás necesite ser ligeramente mayor, dependiendo de la época del año.

(6) Cuando haya doblado su volumen, sin despegarlos del papel, recortamos el papel sobre el que está cada uno de los xuxos para poder recogerlos sin romperlos y añadirlos al aceite caliente.
Freímos en abundante aceite suave (puede, mejor, ser de girasol o semillas con antioxidantes) a unos 165-170 ºC (lo correcto sería en torno a 180ºC, pero así podrían quedar con un color demasiado tostado). Los freiremos con el papel de horno, pues en cuanto entre en contacto con el aceite éste se despegará. Los vamos girando cuando veamos que va tomando color por cada lado, sin que lleguen a quemarse o tomen un tono demasiado oscuro.

Xuxos (hojaldrados)

Yo los frío a temperatura media, cuando se forman burbujas en los bordes de la masa, aunque pueda coger un poco más de aceite. Así se harán por dentro y no se oscurecerán demasiado.
A medida que lo vamos friendo los depositamos sobre una fuente con papel absorbente.
Recubrimos con azúcar grano y una pizca de canela, si nos gusta, y los rellenamos con crema pastelera, aunque yo casi los prefiero sin relleno
.
Aunque su aspecto es el de unos croissants, su textura y sabor es diferente. Son más crujientes por fuera. Además, suelen conservarse algo mejor que los croissants, incluso de un día para otro, en perfecto estado.

Crema pastelera

250 ml de leche entera. Puede sustituirse una parte (un 65 gr.) por nata líquida.
22gramos de maicena (harina refinada de maíz).
65 gr. de azúcar (puede batirse todo con los huevos o disolver parte con la leche, 35 + 30).
60 gr. de yemas de huevo (3 unidades).
Una vaina de vainilla cortada longitudinalmente y con las semillas extraídas.
Opcional: Una rama de canela, piel de naranja y/o piel de limón (sin parte blanca)
25 gr. de mantequilla.
Opcional: una cucharada sopera de licor kirsch o ron.

(1) En un cazo que pueda ir al fuego, vertemos la leche, la vainilla con las semillas y las pieles de los cítricos con la canela, si las usamos. A veces añado mitad del azúcar y la otra mitad lo uso para batir con los huevos. Removemos un poco y dejamos que hierva, justo hasta hervir. Cuando haya hervido retiramos del fuego y reservamos para que coja más aroma mientras continuamos con la receta.

Con un batidor de varillas batimos las (3) yemas con el azúcar y la maicena, hasta que no tenga grumos y esté espumoso. Volvemos a calentar la leche si ha quedado fría y la colamos para que no tenga restos de sustancias sólidas (vainilla, canela, limón,….), vertiéndola poco a poco sobre la mezcla de yemas sin dejar de remover con un batidor de varillas. La rama de vainilla la podemos reservar para aromatizar otro día una crema, pues permiten varios usos, o aromatizar azúcar, por ejemplo. También se puede triturar para añadir a una masa, como la de unos bollos.

(2) Se vuelve a llevar todo al fuego (no demasiado fuerte, lo ideal son unos 85º C) y, sin dejar de remover con unas varillas, esperamos a que espese. Cuando haya espesado, la retiramos de la fuente de calor y, si nos gusta, podemos añadir un poco de licor.
Cuando la crema haya bajado de unos 50 º C, añadimos la mantequilla troceada y removemos con el batidor para que se integre. Es importante que la crema no esté demasiado caliente para que la mantequilla no se funda y se separe la materia grasa, lo que queremos es que se integre en la crema y le dé untuosidad.
La cubrimos con película de cocina, tocando la superficie de la crema, y, si no la vamos a usar de inmediato, reservamos en el frigorífico hasta el momento de su uso.
Visita la entrada original en pepinho.com
09 May 07:26

New York Style Cheesecake

by Ingrid Blacha
Vgreco51

tarta


¡Buenos días preciosos! ¡Dos publicaciones seguidas de tarta de queso! lo mío ya es un problema grave. Entre el chocolate y el cheesecake creo que la operación bikini se ha ido corriendo para no volver :):) 

La tarta de queso es uno de los postres que he preparado en más ocasiones. A mí me pirra, pero es que cada vez que hay una celebración familiar siempre me la piden, así que no hay discusión. Y no me dejan experimentar con diferentes sabores, quieren ésta tal cual, la de siempre y con el toque de la fresa

Así que si os vuelve loca como a mí el cheesecake, ésta es vuestra receta. Os quedará perfecta, de textura y sabor, y cualquiera que la pruebe ¡quedará enamorado al instante!... esta parte podría ser un peligro, así que en vuestras manos está :)


New York Style Cheesecake

Ingredientes 
para un molde de 23 cm de diámetro y de desmoldado lateral

Para la galleta:
375 g de galleta tipo digestive bien triturada
50 g de mantequilla derretida

Para el relleno:
1.250 g de queso crema tipo philadelphia 
250 g de azúcar
45 g  de harina normal
1 y 1/2 cucharaditas de zumo de limón
1 y 1/2 cucharadita de zumo de naranja
5 huevos medianos
2 yemas de huevo
1 cucharadita de extracto o pasta de vainilla
60 ml de nata líquida para montar
3 cucharadas de pasta concentrada natural de fresa (Home Chef)




Preparación de la base de galleta:

Trituramos las galletas bien finas y en un bol las mezclamos con la mantequilla.

Engrasamos ligeramente con un poco de mantequilla el contorno del molde y agregamos la base de galleta. Presionamos bien en la base y contorno, para que nos quede la galleta bien compactada. 

Dejamos en el congelador mientras preparamos el relleno.

Preparación del relleno:

Precalentamos el horno a 200ºC, calor arriba y abajo

Con la batidora eléctrica batimos conjuntamente la crema de queso y el azúcar, a velocidad media alta, unos 3 minutos. 

Añadimos la harina, los zumos de limón y naranja, y seguimos batiendo.

Agregamos los huevos y las yemas, uno en cada tiempo y batiendo bien después de cada añadido.

Incorporamos la pasta de vainilla y la nata líquida sin dejar de batir. 

Acabamos de remover bien con una espátula para que no nos queden grumos y vertemos en el molde sobre la base de galleta.

Con la ayuda de una cucharadita repartimos por toda la superficie la pasta de fresa y con un palillo de brocheta, realizamos movimientos en zig zag para integrar

Horneamos 10 minutos a 200ºC e inmediatamente bajamos la temperatura a 100ºC
Seguimos horneando unos 60-80 minutos o hasta que al introducir un palillo en el centro, éste salga limpio.

Dejamos enfriar en el molde. Desmoldamos, enfilmamos y lo dejamos reposar en la nevera un mínimo de 24 horas.


Tip: Es muy importante utilizar ingredientes de buena calidad, sobretodo del queso crema, si queremos que la textura y el sabor sean los adecuados.

Tip: Si lo hacemos con poco tiempo, podemos reducir el tiempo de refrigerado a unas 4-5 horas, pero es mucho más recomendable dejar el reposo de 24 horas, la tarta estará más compactada, igual que la galleta y no se nos romperá ni estará blanda.

Tip: El tiempo de horneado en este caso es muy relativo, ya que cada horno es diferente. Lo importante es colocarlo en la rejilla más baja que tenga el horno para que no se nos queme el top en los primeros 10 minutos y podamos apreciar bien el zig zag de fresa.
 
Espero os guste la receta y la probéis, porqué si os gusta la tarta de queso con ésta triunfáis seguro :)
¡Muchas gracias por leerme!
Ingrid
10 May 07:30

TARTA DE FRESAS ESTILO ALEMÁN ( ERDBEERKUCHEN)

by tartasacher
Vgreco51

tarta

Una riquísima tarta muy similar a la que se encuentra en casi toda Alemania para hacer con unas exquisitas y perfumadas fresas.  Espero que os guste.  






 




TARTA DE FRESAS ESTILO ALEMÁN  ( ERDBEERKUCHEN)
Ingredientes para un molde desmontable de 26 cm. de diámetro más o menos:

Una base de bizcocho de plancha

Para la mouse de vainilla

¼  litro de leche

3 yemas de huevo

150 gr. de azúcar

20 gr. de harina

Una vaina de vainilla  o azúcar avainillado

5 hojas de gelatina

250 gr. de nata semimontada

Para las fresas y adorno

500 gr. de fresas

250 gr. de agua

3 hojas de gelatina

100 gr. de . azúcar

200 gr. de nata montada

crocanti o granillo de almendra o laminada tostada



Preparación:  Calentar la leche, reservando un poco, con la vainilla y el azúcar.  Mientras se calienta la leche batir las yemas con la leche reservada  y  la harina y agregar el batido poco a poco a la leche calienteSin dejar de remover, y a fuego suave, dejar espesar. Separar del fuego, retirar la  vaina de vainilla si se emplea ésta, y añadir las hojas de gelatina previamente remojadas.  Dejar enfriar, pero sin que se cuaje la gelatina y mezclar con la nata semimontada.  También puede emplearse nata de textura espesa bien fría. Poner un aro de pastelería o un molde desmontable y colocar el bizcocho. Verter la crema de vainilla y dejar en la nevera.  Limpiar las fresas, trocear o partir por la mitad según el tamaño y reservar.  Calentar la mitad del agua y diluir en ella el azúcar y las tres hojas de gelatina.   mezclar con el resto del agua y añadir las fresas.  Mezclar bien.  Esperar que enfríe un poco y colocar sobre la crema de vainilla ya cuajada.  Volver a dejar en la nevera, mejor hasta el día siguiente. Luego cubrir los laterales con una fina capa de nata y aplicar el granillo, crocanti o almendra laminada tostada, para finalizar la tarta