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Tarte au citron
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La passione per la pasticceria l'ho sempre avuta, ma quella per l'alta pasticceria ... la "pasticceria dei Grandi" come la chiamo io, beh... quella è nata pochissimi anni fa .. ai tempi dell'università.
Fu in uno di quei giorni grigi, tipici dell'inverno milanese, che vidi per la prima volta questa tarte... non conoscevo ancora l'artefice di cotanta meraviglia.. ma ricordo che rimasi in religioso silenzio per circa 10 minuti a rimirare quest'onda protesa verso l'alto quasi a voler preannunciare il raggiungimento di un estasi al suo assaggio.
due.... forse tre anni, sono passati da allora eppure non mi sono mai azzardata a provarci .. non so come mai ma a volte ci sono certe esperienze, certe "prove" che non si ha il coraggio di mettere in atto .. anche se nel profonda sai che prima o poi dovrai dargli spazio.. che prima o poi dovrai farci i conti... ma questa è tutta un altra storia a dire il vero ......
Tornando alla nostra Tarte au citron, dicevo... non ho mai davvero voluto provarci .... per timore probabilmente... fino a quando... poche settimane fa lessi, sul bellissimo diario di Pinella (idolcidipinella.blogspot.com/ andate a fargli visita se ancora non la conoscete!!!! ), di una strepitosa crema al limone e cioccolato bianco del maestro francese Larher... a vista sembrava velluto e chissà al gusto cosa doveva essere, mi dissi !
Complice una base di frolla alla vaniglia già pronta e un giorno di festa ho preso coraggio e ho iniziato a creare questa tarte....
E' vero, non è la tarte au citron di Conticini ... se non per quell'onda con la punta leggermente all'ingiù però ... così da ricordarmi di tenere i piedi ben piantati a terra .. sia mai che mi creda di essere il grande Maitre Philippe Conticini!
Ma ora basta chiacchierare e mettiamoci all'opera!
Per il fondo di frolla: (da una rielaborazione di Gianluca Fusto sulla ricetta di Gaston Lenotre)
171 gr di burro
128gr di zucchero a velo
42 gr di farina di mandorle
71gr di uova
85gr farina debole
250gr farina debole
3gr di sale
Vaniglia per aromatizzare
Burro intorno ai 22°C. Lo si lavora con la foglia con le uova e lo zucchero setacciato precedentemente con la farina di mandorle. Quando gli ingredienti sono ben amalgamati si unisce la prima pesata di farina. Successivamente si unisce la seconda parte di farina. Si lavora il tutto molto brevemente. Giusto il tempo di unire in modo omogeneo i diversi ingredienti.
Si forma quindi un panetto piuttosto piatto e lo si lascia in frigo per una notte. Il giorno dopo si riprende il panetto, lo si stende sottile e si riveste lo stampo prescelto (per me un anello alto 2 cm e del diametro di 20cm) si rifilano bene i bordi e si tiene in frigorifero per un altra notte. Il giorno successivo si cuoce la frolla a 165°C per circa 20 minuti (il tempo dipende poi dal vostro forno!)
Si lascia raffreddare il guscio di frolla e intanto si fa la crema....
Créme citron et chocolat blanc di Lerher
125gr di succo di limone
la scorza grattugiata di mezzo limone
40gr di zucchero semolato
125gr di uova
100gr di cioccolato bianco
5gr di burro di cacao
2 gr di gelatina idratata con 10gr di acqua
Filtrare il succo del limone in modo da non avere impurità. Idratare la gelatina e porla in frigorifero. Pesare le uova, aggiungervi lo zucchero e mescolare bene. Versare il cioccolato tagliato fine in una caraffa da minipimer. Aggiungere a uova e zucchero le scorze del limone e il succo di limone. Mettere il tutto sul fuoco a bagnomaria e fargli raggiungere la temp. di 82°C sempre mescolando. Intanto sciogliere la gelatina. Quando la crema arriva a temperatura, toglierla dal fuoco, aggiungere la gelatina e versare il tutto sul cioccolato. Attendere due minuti circa e poi mixare con il minipimer. Aggiungere il burro di cacao e mixare ancora per poco. Stendere la crema sulla tarte. Lisciarla con una spatola. Mettere la tarte circa 30 minuti in congelatore.
Intanto che la torta si raffredda e la crema si rapprende fare la meringa italiana....
meringa italiana di Philippe Conticini
130gr di albume a temp ambiente
236gr di zucchero semolato
65gr di acqua
Portare lo sciroppo di acqua e zucchero a 118°C Quando lo sciroppo raggiunge i 115°C iniziare a far montare gli albumi a bassa velocità. Versare quindi lo sciroppo caldo, a filo, sugli albumi che montano. Quando si è terminato di aggiungere lo sciroppo aumentare un pò la velocità e montare fino ad avere una meringa soda ma non troppo.... il segreto per una bell'onda è proprio la consistenza della meringa .... non troppo molle ma nemmeno troppo ferma.
Montaggio dell'onda.
Disporre su una teglia la meringa italiana. Capovolgere la torta sulla meringa, ruotare leggermente e alzare la torta. girarla e..... avrete ottenuto una bell'onda.....
Bruciare con il cannello la meringa e ... la vostra tarte au citron è pronta!
L'amore è una cosa difficile
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finisce che m'incasino sempre e alla fine ci rimango fregata! Eppure... eppure non riesco ad immaginare una vita senza amore... senza passioni vissute intensamente ... Dopotutto l'amore può avere mille volti e migliaia di forme possibili no?
Può farti sussultare per un bacio travolgente... può sfiorarti l'anima per un pensiero inatteso... può scaldarti il cuore con un dolce ricordo ... ma può anche farti tremare le mani e farti indugiare quell'attimo prima di appoggiare un prezioso tubo di cioccolato su un croccante cilindro di opaline di grue di cacao...
Il dolce si compone di :
Opaline con grué di cioccolato
Cremoso al cioccolato Sura e carupano
Glassa al cioccolato
Albumi montati al cioccolato
Decoro di cioccolato
Salsa al cioccolato
Opaline con grué di cioccolato
50gr di zucchero semolato
42gr di feuilletine
32gr di grué di cacao
Realizzare un caramello a secco. Versarlo sulle feuilletine e le grué. Lascaire raffreddare il tutto su un foglio di silpat. Quando è freddo tritarlo finemente.
Realizzare dei rettangoli di 4,5 x 17cm io mi sono aiutata da dellem ascherine che ho realizzato con carta forno ... come quelle per il decoupage per intenderci....
Setacciate l'opaline e poi stenderla sul silpat con la mascherina a fare da guida per la realizzazione di un perfetto rettangolo....Togliere quindi la mascherina e cuocere al forno per pochi secondi a circa 200°C. Quando l'opaline è pronta arrotolarla subito su un cilindro di 2 cm di diametroe formare il mezzo tubo.
Fatti i rettangoli bisogna fare anche 6 dischi da 2,5 cm di diametro Stendendo la polvere, facendola cuocere come per i rettangoli e poi coppandola velocemente con un coppapasta della dimensione adatta.
Per il cremoso
20gr di latte intero
45gr di panna UHT
7gr di tuorli
25gr di cioccolato Sura ( 70% Indonesiano)
27gr di cioccolato Carupano (70% Venezuela)
100gr di panna montata
Far bollire il latte e la panna. Nel frattempo sbattere leggermente i rossi d'uovo.
Far cuocere fino a 82°C Versare poi questa preparazione sui due cioccolati precedentemente tagliati a pezzetti.
Emulsionare il tutto e passare alla chinoise.
Montare la panna e incorporarla al cremoso che dovrà essere piuttosto liquido e tiepido.
Per la glassa al cioccolato
100gr di latte intero
122gr di panna UHT
6gr di zucchero invertito
0,5gr di stabilizzante 2000
12gr di zucchero semolato
10gr di tuorli
40gr di cioccolato Sura
10gr di cioccolato Carupano
10gr di panna
6gr di burro
far scaldare il latte, la panna e lo zucchero invertito quando arriva a 50°C aggiungere lo stabilizzante unito al 10% di zucchero
Sbattere i tuorli con lo zucchero restante fino a renderli molto chiari e cuocere il tutto come una crema inglese.
Filtrare la crema sopra al cioccolato tagliato a pezzetti, aggiungere la panna e il burro. Mescolare e lasciare riposare una notte.
Realizzare i tubi in cioccolato.
Temperare del cioccolato fondente ( cioccolato Carupano) e realizzare dei rettangoli di 4,5x16cm su dei fogli di acetato,avvolgerli poi su dei tubi da 2 cm di diametro
Per la salsa al cioccolato
100gr d acqua
10gr di glucosio
20gr di zucchero semolato
15gr di cacao in polvere
Portare acqua, glucosio e zucchero a bollore. Aggiungere il cacao setacciato e ridurre la salsa a fuoco basso. (circa 8-10 minuti)
Per i bianchi d'uovo al cioccolato
50gr di albumi temp ambiente
37gr di zucchero semolato
12gr di pasta di cacao
Montare i bianchi d'uovo con lo zucchero. Far fondere il cioccolato a bagno-maria e aggiungerne in una parte di albumi. Terminare aggiungendo tutto il resto degli albumi.
Stendere il composto su un foglio di carta forno, adagiato su una teglia, allo spessore di 1cm e infornare a forno a vapore per 7 minuti a 80°C
Terminata la cottura coppare dei tondi di 2cm di diametro.
Montaggio
Prendere un piatto rettangolare o ovale. Adagiare nel centro del piatto il cilindro di opaline e dressare all'interno la glassa al cioccolato. Quindi creare un decoro a onde con il cremoso al cioccolato e richiudere il tutto con il cilindro di cioccolato fondente tagliato con un coltello affilato.
Decorare con i cilindri di opaline farciti di meringa al cioccolato e finire con due lunghe strisce di salsa al cacao.
Crema, pinoli e frolla... ricordi dell'infanzia
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Una settiamana fa ho realizzato questa torta che vi riesco a proporre solo oggi ...
ha i sapori tipici dell'infanzia e al primo boccone ci si sente avvolti dalla tenerezza e da quell''amore confortevole e allo stesso tempo quasi impacciato .. e subito alla mente mi è apparsa l'immagine di mio nonno. Le sue carezze quasi ruvide per via delle mani che tanto avevano lavorato la terra ....Questa torta sono sicura, gli sarebbe piaciuta tanto!!! ... leggermente alcolica, grazie al limoncello, morbida e dolce grazie al cremoso alla vaniglia e friabilissima .... Ah ! quanto piaceva a mio nonno la frolla !
Spero davvero che questa semplice tortina faccia riemergere anche in voi i più teneri ricordi dell'infanzia e riesca a regalarvi un sorriso tra un tuffo spensierato e una passeggiata in riva al mare...
La ricetta neanche a dirlo è del mio mitico Maestro Maurizio Santin... e se non lo conoscete ( cosa credo impossibile!!!!) iscrivetevi alla sua pagina fb cliccando qui .. è appena nata ... ma già da quei pochi post si riesce a percepire che grande persona è !
ora vi lascio gustare e assaporare la ricetta !
Frolla classica:
500gr di farina 00
285gr burro
180gr zucchero a velo
50gr polvere di mandorle
2 uova (circa 100gr)
vaniglia ( per me polvere di vaniglia)
sale ( io ho messo giusto un pizzico di sale Maldon)
Impastare tutti gli ingredienti come per una normale frolla, formare un panetto con della pellicola e porre in frigo per una notte, il giorno dopo stendere l'impasto farlo raffreddare quindi rivestire uno stampo da crostata imburrato (per me un anello da 20 cm di diametro) riporre nuovamente in frigo e l'indomani cuocere la tarte in bianco a 165°C. far raffreddare.
frolla bretone
232 gr di burro
225gr farina 00
42gr fecola
75gr zucchero a velo
1 tuorlo sodo (20gr circa)
scorza di mezzo lime grattuggiata
un pizzico di sale ( per me Maldon)
setacciare il tuorlo e poi unirlo a poco burro morbido. Nella ciotola della planetaria mettere metà peso della farina, aggiungere lo zucchero, il lime, il burro e poi i tuorli amalgamati con il burro e quindi il sale. Mescolare poco giusto il necessario affinchè gli ingredienti siano tutti amalgamati, quindi unire la restante farina, amalgamare e formare un panetto, coprirlo con pellicola e riporlo in frigo. L'indomani ammorbidirlo leggermente e stenderlo sottile, copparlo con un disco di 18 cm di diametro e all'interno del tondo ottenuto realizzare dei buchi di diverse dimensioni con altri coppapasta. cospargere la superficie con pochi pinoli e cuocere a 160°C fino a colorazione .... fate attenzione sarà molto fragile!!!!
Cremoso alla vaniglia
250gr di panna fresca
50gr di zucchero
50gr di tuorli
4 gr di gelatina (20gr di acqua di idratazione)
50gr di panna semimontata
vaniglia in bacelli
con la panna, lo zucchero e i tuorli realizzare una crema inglese portando il tutto a 82°C
aggiungere quindi la gelatina idratata e sciolta. Raffreddare subito la crema in modo da diminuire la carica batterica e poter amalgamare anche la panna semimontata.
Versare nello stampo da 18 cm di diametro e congelare
Pan di Spagna:
180gr di zucchero semolato
180gr di farina
7 uova
vaniglia
potete anche dimezzare la quantità opppure potete decidere di farlo tutto e di congelarne poi una parte una volta che l'avete cotto.
Il procedimento è semplice ... si montano uova e zucchero fino a quando il composto "scrive" ci vorranno circa 20-25 minuti... poi si aggiunge a mano a pioggia la farina e si inforna a 180°c fino a quando non è cotto .. per un pds di circa 20 cm di diametro io di solito ci metto 22-25 minuti.
una volta pronto lo si lascia raffreddare per bene e poi si ricavano delle fette sottili che andranno a posizionarsi sul fondo della tarte di frolla.
Bagna per pds
100gr acqua
100gr zucchero
limoncello
far bollire acqua e zucchero per un minuto poi lasciar raffreddare.
spennellare poco liquore sulle fette di pds posizionato nella tarte e poi spennellare con un pò di sciroppo.
Dopo aver spennellato bene il pds all'interno della tarte adagiarvi sopra il cremoso ancora ben congelato. Sopra al cremoso adagiare il disco di frolla bretone precedentemente raffreddato e spolverato di zucchero a velo.
Sarà una vera libidine!!!!!
Bomba al cioccolato
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Una torta questa, che è giusto chiamare bomba al cioccolato, perché ha tutte le caratteristiche di una deliziosa tentazione alla quale dobbiamo cedere con allegria, altrimenti che gusto ci sarebbe? L’assonanza al nome vi sarà subito offerta dall’esplosione nel palato di due gusti perfetti e preponderanti sugli altri, il cioccolato fuso e il sapore netto e rotondo del latte di cocco (non la bevanda ma quello nella latta che si avvicina molto di più alla panna come consistenza e rotondità.)
Assaggiatene una fetta e vi renderà completamente appagati e felici.
Senza null’altro da chiedere a voi stessi o agli astanti.
Let’s go.

- 250 g di burro
- 235 g di zucchero di canna
- 3 uova bio
- 300 g di farina Farina Petra
- 6 g di lievito in polvere
- 35 g di cacao amaro setacciato
- 240 g di latte di cocco (la ricetta originale chiede la panna acida)
- 250 g di cioccolato fondente fuso (fondetelo al microonde o a bagnomaria)
- Lavorate a lungo il burro con lo zucchero nel robot o nella planetaria con la foglia (circa 6-8 minuti), fino ad ottenere un composto leggero e spumoso.
- Aggiungete le uova e mescolate a bassa velocità.
- Setacciate la farina, il lievito e il cacao sopra il composto a base di burro e mescolate con una spatola; unite il cioccolato fuso e il latte di cocco e mescolate per amalgamare appena.
- Versate il composto in una tortiera di 22 cm imburrata e ricoperta di carta da forno. Livellate con il dorso di un cucchiaio bagnato.
- Infornate a 160° per circa 60 - 70 minuti o finché la torta è soda.
- Fate freddare la torta nello stampa e servitela spolverizzata con zucchero a velo, accompagnata da pana montata o gelato.
- Ricetta rivisitata di Donna Hay






Buon Appetito e alla prossima!
Se mi sporgo, vedo Palermo
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Non oso dire felici ma solo perchè la parola felicità la utilizzo raramente.
Come se la Signora Pasticceria avesse deciso da sempre e per sempre di scegliere il Nord come sua prima casa e scendesse verso il Sud solo per trascorrere qualche breve momento di vacanza. Come se le Idee, le Novità, la Qualità, lo Stile, il Gusto chiudessero finestre e porte di stanze sconosciute a noi Meridionali e sigillassero segreti inaccessibili per sempre.
Pur con mille differenze e mille mila considerazioni, è invece vero che la Pasticceria non ha casa fissa. Magari ne preferisce alcune ...le piu' belle, le piu' stabili, le piu' organizzate...ma è prontissima a fermarsi e respirare in ogni luogo dove sia attesa e amata e rispettata. Con fatica ma anche con entusiasmante e febbrile gioia.
Maurizio Santin, è a Palermo che le ha dato un altro appuntamento.
Santin è pronto.
Atipico, difficilmente inquadrabile in schemi preordinati , pronto alla costruzione, rispettoso della storia e del passato di questa Dolce Signora, ......Santin è pronto.
Ha aperto la porta del Caffè Spinnato e si è reso conto che da tempo, dentro di sé, ha costruito un'anima siciliana.
Lo seguiro' ancora.
Da qui. Seguiro' i suoi dolci, le sue glasse, la sua strada.
Come fosse possibile fare diversamente.....
Buon futuro, Chef! E Buona Felicità!

Carré allo specchio( da basi e ricette di Maurizio Santin)
Pasta frolla viennese
500 g di farina
350 g di burro morbido
150 g di zucchero a velo
3 g di lievito chimico
100 g di farina di mandorle
80 g di albumi
polpa di baccello di vaniglia
un pizzico di sale Maldon
5 gocce di acido citrico 1:1
un pizzico di colorante rosso idrosolubile in polvere
150 g di purea di fragole
15 g di sciroppo di glucosio
1.5 g dipectina NH
un cucchiaino di zucchero semolato
Miscelare la pectina con lo zucchero semolato. Unire la purea di fragole al glucosio e scaldare a 40°C. Unire la pectina e portare ad ebollizione per 5 minuti.
Mousse alle fragole
250 g di purea di fragole
5 g di gelatina + 25 g di acqua di idratazione
50 g di meringa italiana
150 g di panna montata lucida
Dose per la meringa italiana
125 g di zucchero semolato
60 g di albume
35 g di acqua
Carré bianco
In questo carré ho giocato un pochino.
Ho preparato una Namelaka al cioccolato bianco lasciando in infusione nel latte, per un'intera notte, un pezzetto di marzapane e la scorza di due limoni. L'indomani ho setacciato e riportato il latte al volume iniziale.
Glassa rossa
250 g di acqua
300 gr di zucchero semolato
200 g di destrosio
250 g di latte condensato zuccherato
18 g di gelatina
140 g di burro di cacao
50 g di Absolu cristal Valrhona
Colorante rosso liposolubile in polvere
Biossido di titanio in polvere
NOTE:
Lo stampo utilizzato è un nuovo prodotto della Silikomart Professional
Si chiama GEM ed esiste in differenti volumi. Io , in questo dolce ho usato il GEM 100.

Vi diro' del tutto spassionatamente che è entrato tra i miei preferiti perchè ha una linea sinuosa e armonica che consente un glassaggio ottimale in tutte le sue parti.
Stampa la ricetta
Angel and Devil
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Si smarriti.
Strano come solo alcune, rarissime, persone siano in grado di rubarti i pensieri. Farti desiderare la loro compagnia senza alcun motivo se non il solo piacere di averle accanto per ridere e scherzare.. per alleggerire l'anima e farla sospirare.
Eppure... si eppure .. ci sono così tanti sè e così tanti ma... che a volte vorresti non dargli retta, fregartene della ragione e seguire solo ciò che ti dice il cuore in quel momento ... solo per gustarti quell'attimo che non sai se rivivrai tanto presto.
Mi chiedo cosa sia davvero il desiderio se non la volontà di ricercare piacere... un piacere che forse, come diceva Platone, è semplicemente la ricerca di un bisogno di pace..... o meglio la ricerca di quel Paradiso perduto .. quello stesso paradiso di cui anni dopo Dante è andato alla ricerca scrivendo versi meravigliosi e costringendoci ad ogni verso a porci domande esistenziali così forti e prepotenti da farci desiderare ardentemente l'amore e la luce .. e la pace e il bene raggiunte poi da lui dalla visione di un angelo che altri non era se non il suo eterno amore....
sarà l'amore la risposta anche per me? per ora resto smarrita in quella stessa selva oscura ... e chissà se il tempo risistemerà le carte e mi farà dare delle risposte alle tante domande che oggi mi confondono.
Angel and devil ...
L'angelo è farcito di crema pasticcera e chantilly
per il diavoletto ho seguito la ricetta di C. Michalak della religieuse au caramel, beurre sale
per il cremoso al caramello
100gr di zucchero
290gr latte intero fresco
1 bacello di vaniglia
44gr di tuorli
15gr di zucchero
22gr di fecola
3gr di gelatina
160gr di burro
1,5gr di sale
mescolare i tuorli con i 15 gr di zucchero e la fecola.
intanto in una casseruola realizzare con i 100gr di zucchero il caramello a secco arrivando alla temperatura di 170°C o cmq fino a quando sui bordi non inizia a schiumare leggermente. Decuocere con il latte. versare il composto di caramello e latte nel composto di uova zucchero e fecola. mrscolare. Cuocere fino a bollore e aggiungere la gelatina. quando il composto raggiunge i 50°c emulsionare aggiungendo il burro e il sale poco a poco.
Tenere in frigorifero una notte prima di usarlo per riempire gli choux grandi.
per il caramello mou per gli choux piccoli
140gr di zucchero
80 gr di zucchero semi salato
135gr di panna fresca
1gr di gelatina
1gr di sale fino
in una casseruola realizzare un caramello a secco con lo zucchero. aggiungere la panna per decuocere e il burro. far cuocere fino ad arrivare a 102°C
aggiungere la gelatina idratata. emulsionare e tenere in frigorifero.
per il fondant
12gr di zucchero fondente
1/2cucchiaino di glucosio
colorante bianco e rosso
scaldare il tutto a un massimo di 40°C
metttere in una sac a poche e dressare 5mm di fondant sul fondo di ogni semisfera in uno stampo in silicone.
premere a testa in giù i bigne precedentemente farciti.
far congelare per circa 30 minuti o più... sformare e assemblare
corna, coda e ali sono realizzate in pasta di zucchero mentre l'aureola è realizzata in cioccolato bianco.
Key lime pie
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La Key lime pie è una torta meringata originaria delle isole Keys, fresca, dolce e profumata.
E’ una preparazione semplice, che per certi versi ricalca la cheesecake, con una base di biscotti e burro, arricchita da una crema al latte condensato, lime e tuorli. La ricetta originale vorrebbe l’uso dei lime delle Keys, più piccoli e aspri, ma quelli comuni andranno comunque benissimo, anche perché è davvero difficile trovarli in commercio in Italia.
Vi sono molte diatribe sulla versione originale e soprattutto sulla finitura, ma io ho voluto realizzare quella più classica, ossia rifinita con una meringa leggera e fiammeggiata, ma nulla vi vieta di servirla con qualche ciuffo di panna fresca montata.

- 180 g biscotti secchi integrali tipo digestive
- 80 g burro Occelli fuso
- 4 tuorli
- 400 ml latte condensato
- buccia di un lime non trattato
- 140 ml succo di lime (3 medi)
- 3 albumi
- 50 g zucchero semolato
- Frullate finemente nel robot da cucina i biscotti e metteteli in una ciotola.
- Versatevi sopra il burro fuso, mescolate e foderate con questo composto una tortiera apribile da 20 cm (base e bordi), quindi fate riposare in frigorifero per mezz'ora.
- Nel frattempo preparate la crema: montate i tuorli finché diventano chiari, unite la buccia grattugiata del lime, quindi il latte condensato, mescolate bene con una frusta e aggiungete per ultimo il succo dei lime, mischiando a fondo.
- Scaldate il forno a 180 gradi.
- Prelevate dal frigo la base di biscotti, riempitela con la crema al lime e infornate per circa 20 minuti: dovrà diventare soda senza che il bordo di biscotti scurisca.
- Togliete dal forno, fate raffreddare quindi mettete in frigorifero per almeno due ore.
- Poco prima di servire montate gli albumi e appena iniziano ad aumentare aggiungete lo zucchero a pioggia, senza smettere di montare.
- Proseguite finché non ottenete un composto montato a neve fermissima, liscio e lucido, inseritelo in una sac-à-poche e decorate a piacere la sommità della torta. Caramellate leggermente la superficie con un cannello, tagliate a fette e servite.
Preparate e decorate con la meringa solo poco prima di servire, con la quantità che più preferite: qualche ciuffo su ogni fetta, uno strato alto ed omogeneo, una piccola circonferenza nel centro…


Torta russa
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La torta russa, malgrado il nome che la descrive come un dolce dell’est, è una tipica ricetta veronese che consiste in un guscio di pasta sfoglia con ripieno di amaretti e mandorle.
L’origine dell’aggettivo russa ha due possibili spiegazioni: la prima è che la forma della torta ricorda il colbacco russo, la seconda è che sia stata inventata da un pasticcere veronese che lavorava sulle navi nei pressi di Odessa e che decise quindi di chiamarla torta russa.
A prescindere dal nome è un dolce goloso, soprattutto per gli amanti di mandorle ed amaretti che donano alla torta un sapore deciso e inconfondibile.

- 1 rotolo di pasta sfoglia Buitoni
- 150 g di burro
- 150 g di zucchero
- 3 uova bio
- 100 g di mandorle spellate
- 200 g amaretti
- 150 g di farina 00
- 1 cucchiaio di Amaretto di Saronno
- 1 pizzico di sale
- 1/2 bustina di lievito
- Separate gli albumi dai tuorli e montate questi ultimi con lo zucchero.
- Aggiungete il burro morbido e un pizzico di sale.
- Tritate le mandorle e gli amaretti e aggiungeteli al composto continuando a mescolare.
- Versate anche la farina e aromatizzate l'impasto versando un cucchiaio di liquore Amaretto.
- Montate le chiare a neve e incorporatele delicatamente al composto.
- Stendete la pasta sfoglia in uno stampo a cerchio apribile (Ø 24 cm) ricoperto di carta da forno, formando un bordo alto 6-7-cm.
- Versate l'impasto nel guscio di pasta sfoglia, ripiegate i bordi e infornate a 180 gradi per circa 45 minuti (fate sempre la prova stecchino).
- Una volta fredda, cospargete la torta con zucchero a velo.
La torta russa è buonissima anche il giorno dopo: con il riposo infatti gli ingredienti rilasciano tutti i loro aromi rendendola ancora più gustosa. Conservatela sotto una campana di vetro o nella carta stagnola per mantenere la sfoglia croccante.Croissant Francese
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Eccezionali! Veramente.
Oggi vi presento la versione francese, cioè senza uova, e con il lievito di birra.
E vi posso assicurare che se eseguiti a perfezione, questi croissant non hanno eguali!
La ricetta, neanche a farlo apposta, l'ho presa dalla mia socia leccese, ormai indiscussa maestra di sfoglie, panettoni e leccornie varie.
Come mia abitudine ho cercato di adattare il procedimento in modo tale da non impattare troppo con il tempo libero e di avere pronti i cornetti per l'ora giusta.
DiSceeee.. ma qual è l'ora giusta?
Ma l'ora della colazione!!!!
Diamine!
Che senso ha fare questi croissant per averli pronti il pomeriggio...? :)))
Per cui, se ad esempio volete avere i croissant pronti per la colazione di domenica mattina, potete seguire la seguente tabella dei tempi:
Il procedimento prevede la preparazione di un poolish, con cui si farà poi l'impasto dentro il quale si incasserà il burro per le sfogliature, di cui abbiamo già abbondantemente parlato nel post della Pasta Sfoglia.
Un consiglio: scegliete una farina dal glutine elastico e resistente, di facile lavorabilità, adatta per impasti consistenti ma dal gusto eccellente; vi consiglio, ad esempio, questa. Ottima per la pizza napoletana, ma altrettantto valida per questi croissant.
DiSceeee... ma la riScetta?
Eccola! Presa direttamente da Tamara
RICETTA
Ingredienti per circa 16 croissant da circa 50 g l'uno
Per il poolish:
150 g di farina adatta per sfoglia, 270-300W
150 g di acqua
1 g di lievito di birra fresco
- Mescolare il tutto con la frusta fino ad ottenere un composto denso e cremoso
- Coprite
- Lasciate riposare per 10-12 ore o fino a quando la superficie apparirà piena di bolle
Per l'incasso:
290 g di burro bavarese
- Mettete il burro tra due fogli di carta forno
- Col mattarello iniziate a battere sopra per ammorbidirlo
- Date la forma di un quadrato 20x20 cm
- Fate rassodare in frigo per almeno mezz'ora (facendo riferimento alla nostra tabella in frigo ci passerà tutta la notte)
Per semplicità e per avere i giusti punti di riferimento, vi suggerisco di disegnare prima il quadrato sulla carta forno e poi di modellare il panetto in modo da farlo coincidere come si deve (vedi immagine a destra, qui sopra).
Per l'impasto:
tutto il poolish
370 g di farina adatta per sfoglia, 270-300W
130 g di latte intero
65 g di zucchero
22 g di burro
10 g di sale
10 g di acqua
4 g di lievito di birra fresco
4 g di malto (o un cucchiaino di miele)
- Impastate tutti gli ingredienti
- Avvolgete l'impasto nella pellicola per alimenti
- Fatelo poi riposare in frigo almeno un'ora
- Stendete il pastello dando la forma di un quadrato di 30 cm di lato. Più è preciso il quadrato, migliore sarà il risultato finale. ;)
- Ponete poi il panetto al centro del pastello, come indicato nella foto.
- Ripiegate i quattro angoli del pastello verso il centro, sovrapponendo i bordi e sigillandoli con la pressione delle mani.
- Iniziate a stendere l'impasto sempre dallo stesso lato, fino a raggiungere le dimensioni di un rettangolo avente il lato lungo almeno 60 cm:
- Fate una piega a 3
- Avvolgete l'impasto dentro la carta forno e riponetelo in frigorifero per almento un'ora
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- Riprendete l'impasto
- Stendetelo lungo il lato lungo
- Date un'altra piega a 3
- Rimettetelo in frigo per un'ora
- Ripetete questi passaggi un'altra volta (in tutto avremmo dato 3 pieghe a 3)
- Tirate l'impasto fuori dal frigo
- Stendete nuovamente fino ad arrivare ad ottenere un rettangolo lungo 80 cm
- Incidete l'impasto ottenendo dei triangoli
- Tagliate la base de triangolo ottenuto
- Allungate il triangolo tirando con le mani le due estremità
- Arrotolate dando la classica forma del croissant
Se la formatura è fatta a dovere, il croissant dovrà presentare 7 scalini.
A questo punto adagiate i vostri gioiellini su una teglia ricoperta da carta forno, ricordandovi di far in modo che la punta del triangolo vada a finire sotto il croissant (altrimenti rischiate che in cottura vi si alzi a danno dell'estetica finale e non solo!)
Lasciate lievitare una notte
Per la rifinitura:
1 uovo + 2 cucchiai di latte mescolati tra loro
Al mattino spennellate con la rifinitura e infornate a 220° ventilato per 15' e poi altri 5-7' a 200° o fino a completa doratura.
Gustateveli!
...diSeeeeee ma il dentro non ce lo fai vedere?!?!!?
ECCOLO!!!
Ciao e alla Prossima.
Lo Ziopiero
apple pie variante 2
Vgreco51tartaleta



Infornare a 180 gradi per circa 25/30 minuti.
Torta Guadalupe variante con l'ananas di Montersino
Vgreco51tarta
Rimettere il tutto nella planetaria.
Prendete il sac-a-poche e con la bocchetta di Saint Honorè finite la decorazione.
Bolo Tiramisù
Vgreco51tarta
Xuxos (hojaldrados)
Vgreco51bollos
¡¡¡Come on, come through. Galicia, Galicia!!! Si me viese obligado a responder cuál es mi postre preferido o de qué dulce no estaría dispuesto a prescindir, serían estos xuxos, junto con mis últimos croissants (n-ésimos) que todavía no he publicado y no hago más que repetir con insistencia durante los días de mayor decaimiento. Por ahora, estos son los mejores que, en mi nada humilde opinión [*], puedo presentar.
[*] Pocas cosas se me hacen más insoportables que la falsa modestia o la presencia de presunta “objetividad”. Es imposible dejar de ser uno mismo y, ahora, es lo que pienso o siento… Mañana será otro día..
Reinventando
Tiempo atrás, no sé cuándo, pues en los últimos años la vida parece, mejor dicho, desaparece, con una celeridad insoportable, publiqué una receta de unos cronuts. Ahora las horas son segundos, los días horas, los meses semanas y los años ni se cuentan.Cuando era pequeño el tiempo parecía caminar más despacio y la VIDA se escribía en mayúsculas. Hace un tiempo, decía, cuando presenté la receta de una de mis primeras versiones de unos cronuts, hice hincapié en que ese dulce, creado por Dominique Ansel, que la revista Time había incluido (se ve que era el año 2014) entre los 25 mejores inventos del 2013, no era más que una revisión de nuestros conocidos xuxos: “Freír una masa fermentada y hojaldrada no es ninguna novedad. De hecho, el mejor ejemplo puede ser un xuxo (o xuixo), que nosotros solemos laminar con mantequilla o manteca, más lo segundo, y rellenar de crema (y nada tiene que ver con esa receta de masa de berlina o donut que en los inicios del blog me atreví a llamar xuxo/xuixo).”, decía.
La primera y única vez que presenté una receta de xuxos se trataba, simplemente, de una masa de donuts rellena de crema. Por supuesto, aunque alguna conocida empresa de bollería comercializaba este tipo de bollos con la denominación “xuxos”, no es el modo tradicional e idóneo para hacerlo, puesto que, como he dicho, un xuxo es una masa hojaldrada, muy parecida a la de los croissants. De hecho, podría usarse la misma masa para ambos tipos de preparaciones, aunque lo ideal es realizar pequeños cambios en la receta que haga de la masa más apta para freír y con mejor textura final. Aquí presento algunos cambios que considero básicos para transformar un excelente croissant en un mejor xuxo.
A diferencia de los croissants, prefiero preparar los xuxos sin incorporar mantequilla a la masa, puesto que, por el hecho de ir fritos, la cantidad de materia grasa es suficiente y su sabor resultaría imperceptible. De este modo, el resultado son unos bollos más crujientes y con mejor textura, casi imperceptible.
Por otro lado, aunque el número de pliegues es el mismo que para los croissants, prefiero usar menor cantidad de mantequilla para el empaste, puesto que su función es básicamente la de conseguir un ligero hojaldrado y no que la mantequilla se funda en el aceite de la fritura. Aquí entramos en el primer conflicto: ¿qué es mejor, una vuelta doble y otra sencilla o tres vueltas sencillas? Para no darle demasiadas “vueltas”, creo que prefiero el resultado cuando practico tres vueltas sencillas, aún a costa de tener que esperar una hora más.
Otro elemento que considero importante es la adición de algún aroma, preferiblemente vainilla, que puede añadirse en forma de semillas (de una a media vaina) o como esencia concentrada. El dulce lo agradecerá, sobre todo si los vamos a tomar sin el relleno de crema.
El resultado final, con estos pequeños cambios, es el de unos bollos más sabrosos y crujientes. Deliciosos.
El relleno. Los xuxos suelen rellenarse con crema pastelera. Dicho relleno podría aplicarse antes de freír, en el momento de darle forma al bollo y antes de la fermentación. Sin embargo, hacerlo así da lugar a que la masa absorba líquido durante la fermentación, dificultando su conservación si deseamos guardarlos en perfectas condiciones en el frigorífico hasta su uso (que podrían ser varios días) y reblandeciendo la masa.
Sin dudarlo, si os gustan crujientes por fuera y blanditos por dentro, la mejor opción es rellenarlos una vez fritos. Siempre podemos practicar una incisión con una brocheta que cruce longitudinalmente el xuxo o abrirlo lateralmente para proceder al relleno. Yo casi los prefiero sin relleno, me gusta disfrutar del crujiente o aplicarles un ligero glaseado de caramelo, en vez del tradicional rebozado de azúcar. Como todo, sólo es una cuestión de gustos.
Todo lo demás está dicho y, si no lo está (algo infinitamente probable), siempre es bueno reservarse las palabras ausentes para otro momento, autoobligándome a publicar de nuevo otra receta de xuxos que, seguro, tampoco será definitiva [*].
Resulta curioso como esa satisfacción por un resultado que parece insuperable (como la primera vez que me aproximé a esta receta) se va desvaneciendo con el tiempo y siempre deseo hacer nuevos cambios, nuevas pruebas, aunque a veces dichos cambios resulten imperceptibles o, como Ulises, acabe por volver a Ítaca. ¿La perfección?, la perfección es un hito inalcanzable.
Son una pasión personal… hasta la llegada de mis nuevos croissants. ¿A quién quieres más? ¿A mamá o a papá? A ambos, pero de diferente modo.
Re-vuelta
Han sido días difíciles en lo personal, en todos los sentidos. Al final el cuerpo siempre padece todos los excesos de trabajo, la tensión o el decaimiento. Y así fue. No es normal padecer dos neumonías en un período de tres meses.Cuando el ocio no existe y la vida es una sucesión de pasos cronometrados, hay que replantearse la vida, porque, a fin de cuentas, el ocio no es más que un momento de reflexión y, en su ausencia, es imposible cualquier tipo de replanteamiento.
Podría pensarse que este espacio está perdido, abandonado. Pero no, ni de lejos. No para mí, porque sí cumple los objetivos y funciones por los que empecé a escribir en un blog. Aquí estoy.
Cuando la cocina, los blogs de cocina y los movimientos gastronómicos en las redes sociales acaparan el interés de aficionados, empresas y oportunistas, creo que es el momento de intentar [*] (sin éxito, en mi caso) presentar un modo diferente de enfrentarse a estos espacios, lejos del marketing o los objetivos meramente cuantitativos o de mercado, en el que el éxito o el fracaso se mide en “me gusta” o número de seguidores. Algo falla, o todo.
[*] He escrito “intentar”.
El ego siempre ha formado parte del combustible de estos espacios. Porque las constantes alabanzas, asimiladas o no, no hacen más que reafirmar el “yo” y convertirnos en personas autocomplacientes. Por supuesto, hace falta una buena dosis de madurez y perspectiva para que esas palabras no alimenten ese egocentrismo.
No quiero resultar pesado al respecto, pues al final todos caemos en los mismos errores y, a fin de cuentas, estamos hechos con la misma esencia. ¡Qué difícil es intentar no caer en los mismos errores de aquello que intentas criticar!
En Galicia todo parece más difícil, a mí me lo parece. El tiempo marca carácter, el mal tiempo. Entiendo la alegría del sur, porque cuando se asoman los rayos de sol es más fácil esbozar una sonrisa y enfrentarse a la vida con más optimismo. Ahora llueve, no es extraño durante las fiestas de La Ascensión.
Echo de menos muchas cosas, sobre todo la amistad y la complicidad de las palabras. Comparto la visión aristotélica de la amistad como algo extremadamente valioso. “Nadie querría vivir sin amigos, aun estando en posesión de todos los otros bienes” (Ética a Nicómaco VIII 1, 1155a5-6). Amistad, filia, amor. Amamos lo que es “amable”, recíproco en sentido estricto, pero ahí ya no puedo entender por qué, aunque la compañía se vuelva a veces difícil y con un dolor que no hace más que herirte, no hago más que empeñarse en seguir (intentado) amar. Ahí Aristóteles tendría mucho que explicarme, porque él sí tenía ese “ocio” y esa “amistad” que yo no tengo para conseguir esa vida plena y ¿feliz?
Voy a plantar unas semillas en la jardinera (¿se llama así?) de la terraza. Tengo ganas de ver crecer albahaca (¡qué perecedera!), el tomillo, el romero, la hierbabuena, la salvia. Tengo las semillas, creo que ya es un poco tarde, pero por suerte (esta vez sí) en Santiago mayo es abril. Si crece alguna, seguro que el romero y el tomillo, estaré más que satisfecho. La hierbabuena la usaré para unos guisantes o una carne a la brasa, seguro que le queda bien.
Disfrutad de la amistad, si la tenéis. A ser posible sin móvil ni WhatsApp, dando largo paseo una mañana de primavera, en Galicia con paraguas e impermeable. Felices días.
Xuxos
El modo tradicional de preparar unos xuxos es como una masa fermentada y hojaldrada, como un croissant, pero con menor cantidad de mantequilla. Tradicionalmente el hojaldrado se hacía con manteca, al modo de una ensaimada. Por supuesto, podría hacerse así, pero prefiero presentarlo de este modo.Como se trata de una masa que va frita, he eliminado la mantequilla de la masa y disminuido la cantidad de mantequilla del hojaldrado con respecto a los que considero mis (últimos) mejores croissants.
El hojaldrado podría hacerse con una vuelta doble y una sencilla, pero prefiero darle 3 vueltas sencillas, queda mejor.
Para mí es importante darle sabor a la masa, por lo que le añado semillas de una (o algo menos) vainilla en rama. Como va frita, es una buena idea emplear esencia de vainilla líquida y no semillas de vainilla, en cuyo caso eliminaríamos esa cantidad en el agua empleada para el amasado.
Podría aplicarse el relleno de crema antes de freírlos, pero reblandece el interior de la masa y absorbe más aceite. Siempre prefiero rellenarlos con crema pastelera una vez fritos.
- 200 gr. de harina de fuerza (de pan, W>300) [250 gr]
- 5 gr. de levadura fresca de pan [6-7 gr]
- 25-30 gr. de azúcar (o algo menos si se desea) [1] [30-35 gr]
- 4-5 gr de sal fina o flor de sal [5 gr].
- 5 gr. de leche en polvo [2] [6 gr]
- 105 gr. de agua mineral fría (del frigorífico) [3] [130 gr]
- 1 vaina de vainilla (o algo menos), las semillas interiores. También puede molerse los restos de una usada o emplear aroma que sustituiremos por la cantidad proporcional de agua.
- 100 gr. de mantequilla fría (para el hojaldrado, aprox. el 50% de harina, ~1/3 del peso total) en un bloque cuadrado de 12x12 cm2, aproximadamente. [125 gr]
- c. s. de azúcar grano (y canela) para espolvorear.
[2] Si no se desea emplear leche en polvo (mejora la fermentación, conservación y aroma) sustitúyase el agua por leche.
[3] He llegado a la conclusión, de momento ;-), de que prefiero el resultado de los croissants y los xuxos cuando la cantidad de líquido es ligeramente mayor que lo que podría pensarse inicialmente. Ello me obliga a trabajar mucho más la masa para conseguir la densidad adecuada, permitiendo una masa más suave, flexible y mejor trabajada, con una mejora en el resultado.
(1) En un bol grande mezclamos la harina con las semillas de la vainilla y la leche en polvo, formando un volcán, depositando la sal y el azúcar en los extremos y la levadura desmigajada en el centro del volcán. Añadimos el agua bien fría y amasamos llevando la harina hacia el centro. Yo suelo empezar el amasado con una cuchara y, cuando la masa ya no resulta pegajosa, sigo amasando hasta que queda una masa fina, elástica y no demasiado dura (ni blanda). Trabajamos la masa sobre la superficie de trabajo hasta que quede lisa y nada pegajosa. Unos 10 minutos.
Suelo emplear dos marcas comerciales de harina, una empieza por H y otra por G. En la primera la capacidad de absorción de agua ínfimamente mayor, aun así, empleo la misma cantidad de agua en ambos casos.
La masa no debe quedar demasiado dura ni demasiado blanda. Como he sugerido una cantidad de líquido superior a la mitad de la harina, la tendencia es a que pueda quedar más suelta que no dura. Así podemos trabajarla mucho más, incluso 15 minutos, hasta obtener una textura intermedia. Debe trabajarse hasta que quede lisa y homogénea. No debe quedar demasiado dura, algo que pasará si la trabajamos demasiado o la cantidad de agua no es adecuada.
La cantidad de agua depende del tipo de harina. Para las típicas de pan que venden en los supermercados en España (las dos más populares) uso 105 gr de agua por cada 200 gr de harina. Si queda muy blanda amasaremos hasta que no se pegue absolutamente nada, dándole vueltas sobre la mesa.
(2) Importante: nos interesa que la masa no fermente entre los laminados, por lo que la mejor opción es bloquear la fermentación después de trabajar la masa o darle alguna vuelta, depositándola en el congelador durante unos 15-30 minutos. Después siempre irá al frigorífico (3-4 ºC), dejando un reposo mínimo de una hora entre cada vuelta.
Las masas de los croissants, xuxos, etc, quedan mejor después de los reposos, por lo que, si cortamos la fermentación, podemos guardar la masa formada en el frigorífico hasta su uso..
Una vez preparada la masa inicial, extendemos la masa de ¿un centímetro de espesor?, aproximadamente, la envolvemos en película plástica de cocina (film) y la introducimos en el congelador por un período de unos 15-30 minutos [4]. Después la llevamos al frigorífico para que adquiera la consistencia necesaria para proceder al laminado. Así, además de cortar la fermentación de la masa, conseguimos que la textura sea adecuada para aplicar el empaste. La fermentación principal la deseamos sólo cuando las piezas estén creadas, justo antes de freírlas. [4]
Requiere un reposo mínimo de unas dos horas, aunque la suelo dejar toda la noche si la preparo la noche anterior o toda la mañana si las quiero hojaldrar por la tarde.
[4] Alguna vez, sobre todo cuando la masa me ha quedado algo suelta o deseo acelerar el proceso, la he dejado fermentar antes durante unos 45 min a una hora. Rompo la masa y la llevo al congelador por unos 15-20 minutos antes de guardar en el frigorífico por un período mínimo de unas 2 horas o toda la noche.
(3) Empaste y primera vuelta.
Necesitamos un cuadrado de 100 gr [125 gr] de mantequilla de, aproximadamente, un centímetro de espesor. Como las mantequillas vienen envasadas de porciones que no se ajustan a este hecho, formo el cuadrado con porciones de mantequilla, trabajándola (muy poco para no reblandecerla) para que no quede fisuras y la guardo en el frigorífico después del amasado o en el congelador durante unos 15 minutos, como haría con la masa.
Para 250 gr de harina hago un empaste de mantequilla de unos 12-13x12-13 cm2, que puede ser idóneo en ambos casos. No lo he medido nunca, o sí.. Homogeneizamos un poco la mantequilla (fría) para hojaldrar hasta que quede como una única pieza, con una densidad similar a la masa.
Extendemos la masa sobre superficie de trabajo de unos 13x23 cm2, el doble de ancho que la mantequilla, sin aplicar ni una pizca de harina. Si vemos que no tiene la densidad adecuada (es algo blanda), podemos introducir la masa en el congelador unos 15-30 minutos (importante). Es importante que durante el empaste inicial la densidad de la masa y de la mantequilla sean similares.
Con las masas que llevan levadura fresca, a diferencia del hojaldre, no es tan crítico enharinar ligeramente la superficie, siempre que la masa no quede dura y eliminemos la harina sobrante con ayuda de un pincel.
Formamos un rectángulo con la masa, de unos 12-15 cm x 23-24 cm, creo recordar, el doble de la anchura del cuadrado de mantequilla. Reitero hasta resultar cansino, es una buena recomendación introducir la masa en el congelador durante unos 15-20 minutos para que esté fría en el momento de aplicarle la mantequilla y para que tenga una densidad similar.
Depositamos la mantequilla en el centro del rectángulo y sellamos bien la mantequilla doblando la masa por ambos lados, de tal forma que cubra toda la mantequilla y que no queden partículas de aire en su interior.
Si la masa está en buenas condiciones, fría, extendemos la masa, formando un rectángulo de modo que donde hemos hecho la unión quede en el lado largo del rectángulo. El grosor de la masa debe ser de algo menos que 1 cm, unos 15x30 cm2 (una vez, para 200 gr de harina fue de 12x30 y otra, para 250 gr de harina fue de 16x31)
Procedemos a dar una primera vuelta sencilla. Esto es, dividiendo en 3 y uniendo los extremos más alejados hacia el centro, de modo que un extremo cubra al otro. Tendremos 3 capas de masa. Envolvemos en película de cocina, introducimos en el congelador durante unos 15-30 minutos y la volvemos a llevar al frigorífico para que repose, una o dos horas mínimo.
Aunque no lo recomiendo, puede facilitar el trabajo enharinar ligeramente la superficie de trabajo para que no se pegue la masa. Si se rompe y se desprenden trozos de mantequilla, taparemos los agujeros espolvoreando con un poco de harina.
[*] IMPORTANTE: mi experiencia, pese a usar siempre las mismas cantidades de harina y mantequilla para laminar, dando el mismo número de vueltas, me ha demostrado que lo más difícil es extender la masa la cantidad justa para conseguir un buen hojaldrado. Si la extendemos en exceso podríamos romper las capas, pero si no la extendemos suficientemente tendríamos pegotes de mantequilla que se separarían durante el laminado. El grosor de la masa debe ser de unos 8 a 10 mm.
La próxima vez mediré las dimensiones de la masa, así no someteré la calidad del hojaldrado a la pericia que tenga ese día. Lo podré en la receta. Para evitar ese problema, los profesionales usan una laminadora con grosor numerado.
(4) Segunda y tercera vueltas. Pasado el tiempo, una o dos horas, retiramos la masa del frigorífico, extendemos en forma rectangular y procedemos a dar otro pliegue sencillo, en tres, doblando un borde largo hasta 1/3 de la masa y cubriéndola con el otro extremo. Tendremos 3 capas de masa.
Es importante que la mantequilla del centro no esté demasiado fría, y de una densidad similar a la masa, para que al proceder a practicar la vuelta no se separen en pegotes y, sobre todo, extender la masa del grosor idóneo durante los pliegues.
Si no tenemos tiempo, como me suele suceder, alargamos los tiempos de reposo entre vuelta y vuelta. Yo, a veces, puedo llegar a dejar la masa un par de días en el frigorífico antes de darle la última vuelta.
Dejamos reposar en el congelador por espacio unos 15-30 minutos y reservamos en el frigorífico por un tiempo mínimo de 1 a 2 horas antes de darle la última vuelta.
Pasado este tiempo volvemos a proceder como en este punto (4) y le damos la tercera (última) vuelta. Llevamos al congelador unos 15-30 minutos y reservamos en el frigorífico por un período no inferior a 1 hora antes de proceder a formar los xuxos.
(5) Formación de los xuxos. Retiramos la masa del frigorífico y la extendemos, algo más fina que durante los pliegues. Formamos triángulos, de unas 3-3,5 veces más largo que ancho.
A diferencia de unos croissants, los xuxos no los hago demasiado grandes para así freírlos con mayor facilidad. Quizás con una base de 5 cm es más que suficiente [**].
[**] Una vez formados, podemos congelarlos para ir retirándolos unas horas antes cuando nos apetezca o tengamos una merienda. También pueden llevarse al congelador 15-30 minutos para romper la fermentación y guardarlos en el frigorífico hasta el momento que queramos fermentarlos. Tendrán incluso mejor textura.
Depositamos los xuxos en una bandeja con papel de horno (y/o) espolvoreada con un ligerísima capa de harina e introducimos en el horno para que fermenten a unos 25-30 ºC, como muchísimo, hasta que haya duplicado su volumen, unas dos horas o más, dependiendo de la acción de la levadura, pues la masa debe estar bien fermentada cuando vayamos a freírlos. Si nuestro horno no admite esas temperaturas lo dejaremos con el horno apagado por un período de tiempo que quizás necesite ser ligeramente mayor, dependiendo de la época del año.
(6) Cuando haya doblado su volumen, sin despegarlos del papel, recortamos el papel sobre el que está cada uno de los xuxos para poder recogerlos sin romperlos y añadirlos al aceite caliente.
Freímos en abundante aceite suave (puede, mejor, ser de girasol o semillas con antioxidantes) a unos 165-170 ºC (lo correcto sería en torno a 180ºC, pero así podrían quedar con un color demasiado tostado). Los freiremos con el papel de horno, pues en cuanto entre en contacto con el aceite éste se despegará. Los vamos girando cuando veamos que va tomando color por cada lado, sin que lleguen a quemarse o tomen un tono demasiado oscuro.
Yo los frío a temperatura media, cuando se forman burbujas en los bordes de la masa, aunque pueda coger un poco más de aceite. Así se harán por dentro y no se oscurecerán demasiado.
A medida que lo vamos friendo los depositamos sobre una fuente con papel absorbente.
Recubrimos con azúcar grano y una pizca de canela, si nos gusta, y los rellenamos con crema pastelera, aunque yo casi los prefiero sin relleno
Aunque su aspecto es el de unos croissants, su textura y sabor es diferente. Son más crujientes por fuera. Además, suelen conservarse algo mejor que los croissants, incluso de un día para otro, en perfecto estado.
Crema pastelera
250 ml de leche entera. Puede sustituirse una parte (un 65 gr.) por nata líquida.22gramos de maicena (harina refinada de maíz).
65 gr. de azúcar (puede batirse todo con los huevos o disolver parte con la leche, 35 + 30).
60 gr. de yemas de huevo (3 unidades).
Una vaina de vainilla cortada longitudinalmente y con las semillas extraídas.
Opcional: Una rama de canela, piel de naranja y/o piel de limón (sin parte blanca)
25 gr. de mantequilla.
Opcional: una cucharada sopera de licor kirsch o ron.
(1) En un cazo que pueda ir al fuego, vertemos la leche, la vainilla con las semillas y las pieles de los cítricos con la canela, si las usamos. A veces añado mitad del azúcar y la otra mitad lo uso para batir con los huevos. Removemos un poco y dejamos que hierva, justo hasta hervir. Cuando haya hervido retiramos del fuego y reservamos para que coja más aroma mientras continuamos con la receta.
Con un batidor de varillas batimos las (3) yemas con el azúcar y la maicena, hasta que no tenga grumos y esté espumoso. Volvemos a calentar la leche si ha quedado fría y la colamos para que no tenga restos de sustancias sólidas (vainilla, canela, limón,….), vertiéndola poco a poco sobre la mezcla de yemas sin dejar de remover con un batidor de varillas. La rama de vainilla la podemos reservar para aromatizar otro día una crema, pues permiten varios usos, o aromatizar azúcar, por ejemplo. También se puede triturar para añadir a una masa, como la de unos bollos.
(2) Se vuelve a llevar todo al fuego (no demasiado fuerte, lo ideal son unos 85º C) y, sin dejar de remover con unas varillas, esperamos a que espese. Cuando haya espesado, la retiramos de la fuente de calor y, si nos gusta, podemos añadir un poco de licor.
Cuando la crema haya bajado de unos 50 º C, añadimos la mantequilla troceada y removemos con el batidor para que se integre. Es importante que la crema no esté demasiado caliente para que la mantequilla no se funda y se separe la materia grasa, lo que queremos es que se integre en la crema y le dé untuosidad.
La cubrimos con película de cocina, tocando la superficie de la crema, y, si no la vamos a usar de inmediato, reservamos en el frigorífico hasta el momento de su uso.
Cheesecake de chocolate con toffee de pecanas
Vgreco51tarta
La receta de hoy es una auténtica bomba, lo reconozco, pero también he de decir a su favor que es de esas cosas que da alegría solo de verla… que ya no digo ¡de probarla! Esta cheesecake de chocolate con toffee de pecanas es una combinación de todas las cosas maravillosas de este mundo. Toffee, […]
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Tarta mousse de vainilla con naranja, caramelo y chocolate blanco
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Supongo que pensabais, muchos de vosotros, que no tenía intención de regresar al blog, después de estos meses en los que, una vez más y sintiéndolo mucho, no he podido publicar. He estado muy ocupado, y entre otras cosas, como muchos sabéis, recuperándome.Lo anterior nos lleva a la receta de hoy. Ese algo es una tarta muy especial.
En este tiempo, pues, he seguido recibiendo vuestro cariño a través de las redes sociales, viajado a Sevilla, ciudad que ocupa un lugar muy especial en mi corazón, he estado mejorando mi inglés y ¡he hecho un curso de fotografía culinaria! con ¿A qué saben las nubes? Photography.
Es curioso como, en estos tres últimos años, la fotografía cada vez ha robado un poquito más de mi tiempo. Empiezo con un set y me puedo tirar horas, horas que vuelan y me atrapan sacándome la mejor de mis sonrisas. Y eso es algo que en estos días valoro mucho. Son días en los que me repito una y otra vez que puedo con todo, aunque me siento muchas veces desubicado... Me es difícil contaros que he llegado a dudar de si, de verdad, mi futuro debe estar ligado a la pastelería, tan seguro que me sentía hace unos meses... Sin embargo, de repente, llega algo que te vuelve a centrar y te hace olvidar esas dudas.
Hace tiempo que vengo pensando en comenzar a aceptar encargos de mis dulces, pero tenía muchas dudas. Hasta que me di cuenta de que de verdad necesitaba esto. Quería sentirme útil y hacer feliz a la gente, descubriéndoles sabores, texturas, diseño y, en definitiva, un mundo dentro del universo de la pastelería que mucha gente no conoce y que yo, como habréis imaginado, estoy implantando en las recetas del blog. Con estas recetas de pastelería de diseño estoy intentando diferenciarme de la inmensa cantidad de blogs que existe allí fuera y que, aunque admiro, no se corresponde con el camino que quiero tomar en mi futuro profesional. Y ya sabéis que una de las razones por las que creé este blog es para aprender.
La receta de hoy es el primer encargo que he aceptado. Una tarta personalizada cuya receta no quería publicar por su dificultad. Sin embargo, debido a la gran acogida de la fotografía en las redes sociales (solo os cuento que es mi foto más vista en todas las redes sociales en las que tengo una cuenta) y a que muchas de esas personas me pidieron la receta, aquí la traigo.
Una tarta entremet es una tarta que está muy de actualidad, que combina una mousse o semifrío con varias texturas, de tal modo que se consigue un conjunto muy armónico.
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| Esta es la foto que me envió el cliente. Os la dejo para que tengáis una idea de cómo ha de quedar el montaje. |
Tiempo: el siguiente es el plan de trabajo que yo he seguido. Vosotros podéis hacerlo como más os guste y en el tiempo que prefiráis, respetando, eso sí, los tiempos de enfriado, infusioando y/o cristalización de cada una de las preparaciones, pero recordad que la tarta es de una laboriosidad alta.
Mi plan de trabajo es de 3 días de elaboración:
- El primer día: hacemos el interior –compuesto por toffee gelificado y cremoso de naranja–, dejamos la nata, que usaremos para la mousse, infusionada con la vainilla y preparamos los gajos de mandarina para que se sequen durante la noche.
- El segundo día: la mousse de vainilla, el crumble cítrico, el glaseado y seguimos con los elementos cristalizados.
- El tercer día: terminamos la tarta, glaseándola y decorándola.
- La tarta, tal y como se ve en la foto, se compone de: base de crumble cítrico, mousse de vainilla, interior de toffee gelificado y cremoso de naranja, cubierta de glaseado brillante de chocolate blanco, decoración de gajos de mandarina, hojas de menta y vaina de vainilla cristalizadas.
- Báscula
- Termómetro de cocina. De sonda, los hay por 10€.
- 1 molde aro de acero inoxidable (yo he usado de 18 cm pero podéis usar el que queráis, dividiendo o multiplicando las cantidades en función de su tamaño) o el aro de un molde normal desmontable.
- Un segundo aro de 16 cm de diámetro o de 14 (es importante que sea entre 2 y 4 cm más pequeño que el de la mousse, para que el interior quede bonito).
- Para la base de crumble, yo he utilizado un aro ligeramente más grande, porque me gusta que sobresalga un poco, pero con otro aro del mismo tamaño ya tenéis bastante.
- Bandeja o "lata"de pastelería.
- Batidora eléctrica de mano (túrmix).
- Rollo de acetato de 6 cm de alto.
- Mangas
- Colador
- Batidora eléctrica de varillas o amasadora (para la base de crumble)
- Batidora de varillas manual.
- Espátulas de silicona
- Una brocha de repostería
- Cazos y/u ollas
- Rejilla para enfriar bizcochos
- Bol o jarra amplios (para volcar el glaseado).
- Yo la he hecho en tres días, pero es solo el plan de trabajo que yo he seguido. Mientras respetéis las horas que os indico de enfriado y cristalización, podéis dividir el trabajo como queráis.
- 4 g de gelatina en hojas
- 250 gr de nata (o crema líqudia) con un 35% de m.g.
- 100 gr de azúcar
- Ponemos la gelatina en remojo en agua helada.
- Calentamos la nata hasta los 90ºC.
- Mientras se calienta la nata, vamos caramelizando el azúcar en seco. Lo caramelizamos por capas, vertiendo un poco de azúcar y esperando a que los bordes empiecen a fundirse y burbujear, momento en el que añadimos otra capa de azúcar y removemos. Cuando el caramelo tenga un tono dorado claro –cuidado, si se vuelve oscuro, amargará–, vertemos la nata –es importante que esté a 90º– muy despacio, y en tres veces, para obtener la salsa toffee. Removemos bien.
- Retiramos del fuego y añadimos las hojas de gelatina, que habremos escurrido con papel de cocina. Removemos de nuevo y dejamos que temple un poco.
- Una vez templado, rellenamos el aro (forrado con acetato) hasta un centímetro de alto y lo metemos al congelador de 20 a 30 minutos.
- 2 gr de gelatina en hojas
- 75 gr de azúcar
- 75 gr de zumo de naranja
- 100 gr de mantequilla a temperatura ambiente
- 100 gr de huevo
- 50 gr de yema
- Hidratamos la gelatina.
- Ponemos al fuego el zumo con el azúcar y llevamos a hervor.
- Mientras, batimos en un bol el huevo con la yema.
- Cuando el zumo empiece a hervir, lo vertemos en hilo sobre el huevo, con cuidado, para no cuajarlo.
- Removemos dentro del bol y volvemos a poner la mezcla al fuego.
- Ahora, es muy importante que removamos constantemente con unas varillas hasta que hierva y coja un poco de espesor.
- Retiramos del fuego y le añadimos la gelatina hidratada y escurrida.
- Colamos la crema y esperamos a que baje de temperatura hasta los 35 a 40ºC.
- Una vez en temperatura, añadimos la mantequilla a temperatura ambiente y emulsionamos con la túrmix.
- Sacamos el aro del congelador y vertemos la crema de naranja encima del toffe. Es importante que el toffee esté cuajado para que no se mezcle con la crema.
- Ya tenemos el interior de nuestra tarta, pero hace falta que solidifique en el congelador, para poder manipularlo fácilmente. Para ello, necesita mínimo 8 horas de frío.
85 gr de azúcar blanco
2 vainas de vainilla (yo he utilizado de madagascar), abiertas y raspadas.
- Calentamos la nata, con el azúcar y las vainas, tanto la pulpa raspada como la vaina abierta, hasta los 90ºC.
- Apartamos del fuego, la dejamos enfriar y luego la metemos en un recipiente hermético. Introducimos en la nevera hasta el día siguiente.
- Pelamos la mandarina, separamos sus gajos y los dejamos secar sobre una rejilla, hasta el día siguiente.
LA MOUSSE DE VAINILLA
- 8 gr de gelatina en hojas
- La nata previamente infusionada con el azúcar y la vainilla.
- 630 gr de nata (o crema batida) semimontada
- Ponemos la gelatina en remojo.
- Volvemos a calentar la nata hasta los 60ºC. La colamos, añadimos la gelatina escurrida y la dejamos enfriar hasta los 30ºC. Apartamos las vainas de vainilla, que limpiamos y colocamos junto a los gajos de mandarina para que se sequen un poco.
- Mientras se enfría la nata infusionada, semimontamos la otra nata, justo hasta que las varillas se marquen ligeramente (podéis ver cómo tiene que quedar en este vídeo, a partir del minuto 2:48)
- Cuando la nata esté a 30ºC, la mezclamos con la nata semimontada. Primero un poco para atemperarla y luego el resto.
- Finalmente, con ayuda de una manga, colocamos una primera capa de mousse en el aro grande, forrado con el acetato, llenando 1/3 de su capacidad. Congelamos unos 20 minutos, momento en el que desmoldamos el interior y lo colocamos sobre la mousse con cuidado, acabando de cubrir con el resto de la mousse y alisando. Congelamos un mínimo de 8 horas.
- 6 gr de gelatina en hojas
- 265 gr de nata líquida
- 60 gr de agua
- 45 gr de jarabe de glucosa
- 40 gr de aceite de girasol
- Ponemos en remojo las hojas de gelatina.
- Picamos el chocolate y lo fundimos al baño maría o al microondas, removiendo de tanto en tanto para que no se queme.
- En un cazo, llevamos la nata, el agua y la glucosa a ebullición.
- Una vez ha roto el hervor, lo vertemos lentamente, y en tres veces, sobre el chocolate fundido, removiendo con una espátula de silicona y describiendo pequeños círculos para que quede bien emulsionado.
- Ahora añadimos la gelatina escurrida y mezclamos; luego, añadimos el aceite.
- Mezclamos con la túrmix con cuidado de no incorporar aire, pues se crearían burbujas que afean el acabado de la tarta.
- Colamos el glaseado.
- En todo caso, como las burbujas en muchos casos son inevitables, cubrimos el glaseado con papel film a piel, es decir, en contacto con su superficie. Al retirarlo el próximo día, el papel se llevará gran parte de las burbujas.
- Reservamos en el frigorífico.
- 75 g de azúcar blanco
- 75 gr de almendra en polvo
- 75 gr de mantequilla en punto pomada
- 75 gr de harina normal
- 15 gr de sal Maldon (opcional)
- ralladura de 3 naranjas
- 150 gr de chocolate blanco
- Precalentamos el horno a 170ºC.
- En la amasadora provista del accesorio pala (también podéis hacerlo con una pala de madera o unas varillas eléctricas), batimos hasta combinar todos los ingredientes excepto el chocolate blanco. Batimos justo hasta que la mezcla tenga una consistencia arenosa.
- Forramos una bandeja con papel de horno y repartimos encima la masa.
- Horneamos en la parte baja del horno hasta que esté dorado.
- Lo dejamos templar encima del mármol, sin quitar el papel de horno.
- Una vez templado, lo mezclamos con el chocolate blanco fundido.
- Cuando obtengamos una mezcla homogénea, lo repartimos sobre la base donde vayamos a colocar nuestra tarta, con ayuda de un molde de aro, o uno casero de acetato, para que no pierda la forma. Refrigeramos hasta el día siguiente.
- Vaina reutilizada y limpia
- Hojitas de menta
- Hidratamos una hoja de gelatina, la escurrimos y la calentamos unos 10 segundos al microondas.
- La mezclamos con una clara de huevo y batimos un poco.
- Pintamos los diferentes elementos con la mezcla anterior y luego los pasamos por azúcar con cuidado de que la capa no sea muy basta.
- Los colocamos sobre una rejilla y dejamos secar.
- La tarta debe de estar completamente congelada para glasearla. Para ello, trabajaremos con la mayor premura.
- Disponemos un molde más pequeño que el tamaño de la tarta o una rejilla sobre una bandeja cubierta con papel de horno.
- Desmoldamos la tarta y la colocamos encima del molde.
- Una vez en temperatura, glaseamos. Yo glaseé a 37ºC.
- Una vez hemos glaseado, esperamos unos segundos a que cuaje un poco, retiramos las gotas sobrantes con una espátula y traspasamos la tarta a la base de crumble con ayuda de dos espátulas.
- Descongelamos en nevera un mínimo de dos horas.
La temperatura que os indico es orientativa. Es importante que el glaseado no esté ni muy espeso ni muy líquido, el término correcto es fluido. Yo compruebo el punto con una cuchara: cojo un poco de cantidad y lo vierto sobre el resto. Tiene que caer un hilo que se marca ligeramente en la superficie del resto y luego se disuelve. Además, al final se tiene que resistir un poco a caer de la cuchara, cayendo al final unas gotas elásticas. Sin embargo, no os obsesionéis con esto, con la práctica iréis haciéndolo cada vez mejor. Que la primera vez no os salga perfecto del todo no significa que la tarta no valga. Estará, igualmente, riquísima.
- Este proceso es el mismo que podéis ver en este vídeo a partir del minuto 14, para que os hagáis una idea de la textura que ha de tener el glaseado.
Yo he decorado con gajos de mandarina, hojas de menta y vaina de vainilla cristalizadas.
- Es importante respetar bien los tiempos de enfriado y cristalizado de las diferentes preparaciones, para que todo tenga una textura perfecta.
- Seguid muy bien las indicaciones para elaborar el cremoso de naranja. Si lo hacéis con prisa, los huevos podrían cuajar. ¡A mí me paso, y tuve que repetirlo!
- No os preocupéis si el glaseado no queda perfecto a la primera, es cuestión de práctica.
- Podéis poner cualquier base que os guste: de galleta, un bizcocho, un crujiente... o no poner ninguna.
- Podéis decorarla como más os guste, por ejemplo, con unas tejas de chocolate (receta aquí), con un coulis (tenéis también la receta aquí), con chocolate atemperado...
- Con las sobras, podéis hacer unos vasitos o unos individuales, como estos que hice yo: con una base de crumble, unas bolitas de mousse de vainilla formadas en el molde Globe de Silikomart Professional (a la venta en muchas tiendas), una glaseada con el glaseado blanco y otra con un spray de manteca de cacao con efecto terciopelo de color "chocolate blanco". Están decorados con media vaina cristalizada cada uno.
- Son solo un ejemplo para que veáis lo versátil que es la receta. Podéis hacerla en cualquier molde y utilizando todas o solo algunas de las preparaciones (como hice yo) o directamente servirla en vasitos, un formato también muy versátil, atractivo y moderno.
Actualizaré la entrada conforme vaya probando.
- En nevera, aguanta unos cuatro días conservando su calidad, si tenéis cuidado de guardarla en un recipiente hermético después de cortarla.
- El glaseado puede estar unos 4 días en la nevera.
Muchísimas gracias por pasarte a ver la receta.
Espero volver pronto. Mientras tanto, ya sabéis que podéis seguirme en las redes sociales.
Muchas gracias por estar ahí y un beso muy fuerte.
TARTA DE QUESO DE PLÁTANO / BANANA CHEESECAKE
Vgreco51tarta
Hay momentos que se hacen esperar a lo largo del año y que estás ansioso de que lleguen, que cuentas los días para que vuelva a suceder. Por ejemplo, tu cumpleaños, la nueva temporada de Juego de Tronos... ¡O que Alma Obregón vuelva a sacar nuevo libro!
Por supuesto, no hace falta que lo diga, pero tengo todos sus libros y todos me encantan. Con ellos tengo ya postres suficientes para hacer de aquí a que me jubile. Y el último, Objetivo Cheesecake Perfecto, lo sacó hace un mes y ya tenía ganas de probar alguna de las recetas. Echando un vistazo mientras babeaba todo el libro, una me llegó al alma, nunca mejor dicho. Fue un flechazo total y, por más que miraba otras, ésta estaba siempre presente. Decidí cambiar algunos ingredientes, pero no perder la esencia de la receta. Y gracias una vez más a Alma, nos comimos este CHEESECAKE DE PLÁTANO riquísimo, que por poco se nos saltan las lágrimas de lo rico que estaba.
Y hoy, 1 de mayo, en España celebramos dos cosas súper importantes: el Día del Trabajo y el Día de la Madre. Así que esta receta va dedicada a todos los que nos dejamos los cuernos trabajando día a día y, por supuesto, a todas las madres del mundo, especialmente a la mía. Gracias por darnos la vida y acompañarnos siempre en los momentos buenos y malos a nuestro lado.
INGREDIENTES PARA LA BASE (molde de 18 cm):
ELABORACIÓN:
1. Tritura las galletas tipo Digestive con una batidora, robot de cocina o metiéndolas en una bolsa de congelado y aplastándolas con un mortero o un rodillo. La cuestión es que queden hechas polvo.
2. Derrite la mantequilla en el microondas y viértela sobre las galletas.
3. Añade el azúcar y canela al gusto.
4. Mezcla bien hasta tener una masa compacta y extiéndela sobre la base del molde. Para que te resulte más sencillo desmoldarla al final, forra primero el molde con papel de horno y ponle un poco de spray desmoldante.
RELLENO DE LA TARTA:
INGREDIENTES:
ELABORACIÓN:
1. Machaca los plátanos con un tenedor hasta que queden hechos un puré. Cuanto más maduro esté el plátano, más sabor le aportará. Ponlo en el bol de la batidora. A partir de aquí, solo tienes que mezclar ingredientes, así que es súper sencilla de hacer.
2. Añade el queso mascarpone bien escurrido. También lo puedes hacer con queso crema tipo Philadelphia, como en la receta original.
3. Incorpora el azúcar.
4. Bate a velocidad baja, ya que no queremos incorporar mucho aire a la tarta. Basta con que los ingredientes se mezclen bien. También puedes hacer la receta a mano usando unas varillas manuales.
5. Añade los huevos de uno en uno. No incorpores el siguiente hasta no haber mezclado bien el primero.
6. Dale un toquecito de sabor añadiendo una cucharadita de vainilla en pasta.
7. Dale un batido rápido de unos 20 segundos a velocidad baja para mezclarlo todo bien.
8. Vierte la masa en el molde dejando unos 5 centímetros sin llenar porque subirá un poquito durante el horneado.
9. Con el horno previamente precalentado a 165ºC, hornea 25 minutos a esa temperatura y después bájala a 120ºC y sigue horneando entre 50-60 minutos. Como cada horno es un mundo, vigila en todo momento que no se cocine de más para que no te quede seco. Notarás que está listo cuando al agitarlo un poquito, el centro se note cuajado pero se mueva un poco. Una vez fuera del horno, déjalo entibiar sobre una rejilla y no lo desmoldes todavía.
10. Cuando esté frío, mételo en la nevera durante unas tres horas antes de desmoldar. El cheesecake se contraerá un poco y disminuirá de tamaño, sobre todo en la parte superior.
COBERTURA DE PLÁTANO CARAMELIZADO:
INGREDIENTES:
ELABORACIÓN:
1. Pon el azúcar en una sartén antiadherente a fuego medio y deja que ésta se empiece a caramelizar.
2. Cuando se empiece a tostar, pero sin quemarse, retira la sartén del fuego y añade la mantequilla. Remueve para que se derrita y vuelve a poner la sartén al fuego.
3. Pon las rodajas de plátano dentro y cocínalas hasta que estén caramelizadas. Cuando estén listas por un lado, dales la vuelta.
4. Colócalas encima del cheesecake y reparte el caramelo que sobre por encima para que la tarta sea irresistible.
Y aquí te presentamos esta tarta que vale oro y está riquísima. No te puedes imaginar lo deliciosa y suave que está... A menos que la hagas en casa.
Queda muy tierna, nada empalagosa, los sabores combinan a la perfección y sienta de maravilla después de la comida o para merendar. Y si te gusta el chocolate, puedes ponerle un poquito de sirope justo en el momento de servirla.
Si tienes más ganas de cheesecake porque con éste se te ha despertado el apetito, no te pierdas estas recetas que ya hemos preparado anteriormente en el blog: New York Cheesecake de Cerezas, Cupcakes de Cheesecake y frutos rojos, Cheesecake de Speculoos y Caramelo Salado, Cheesecake de Chocolate y Frutos Rojos y la Crostata de Ricotta y Guindas.
Y ti, Cuchariter@, te recordamos que estamos deseando tenerte en nuestras redes sociales para compartir contigo recetas y trucos de repostería así que te animamos a que te unas y nos dejes tu "me gusta" en Facebook, en Instagram y en Twitter. También puedes suscribirte al blog y enviarnos un email si tienes alguna duda.
Te esperamos la semana que viene con más recetas dulces.
Un abrazo enorme y gracias por estar ahí.
Jon
Crostata di lamponi con chibouste alla vaniglia di Luca Montersino
Vgreco51tartaleta
Fruttoni Leccesi
Vgreco51tartaleta
I Fruttoni?!?!? E che sono?!?!?
I Fruttoni sono una specie di Pasticciotti, ma si differenziano da questi ultimi per un ripieno diverso e una copertura di cioccolato:
E come sarebbe il ripieno?
Be', ci sono almeno un paio di versioni, anche se molto simili tra loro.
Prima di tutto c'è della marmellata di cotogne o anche di pere, quindi uno strato sbriciolato di pasta di mandorle o di crema di pasta di mandorle.
La frolla, invece, è la stessa del Pasticciotto.
Da quando Tamara mi ha reso edotto di quest'ennesima leccornia salentina, non ci ho dormito fino a quando non l'ho realizzata!!!
Poi, come sempre capita, ci ho messo quasi un anno a pubblicare!!!!
Ho optato per la versione con la pasta di mandorle sbriciolata, mi ispirava di più.
RICETTA
Ingredienti per la frolla:
500 g di farina 00
220 g di zucchero
220 g di strutto
1 uovo
1 tuorlo
Un cucchiaino di lievito
Un pizzico di sale
Scorza di limone grattugiata
Ingredienti per il ripieno di mandorle sbriciolate
300 g di mandorle pelate
200 g zucchero
Mezzo bicchiere di liquore all'amaretto o simile
- Tostate leggermente le mandorle
- Tritatele insieme allo zucchero
- Aggiungete il liquore
300 g di mandorle pelate
200 g zucchero
4 uova
Cannella
- Montate gli albumi a neve ferma
- Tostate leggermente le mandorle
- Tritatele insieme allo zucchero
- Aggiungete la cannella
- Mescolate con i tuorli
- Unite il tutto agli albumi
Marmellata di cotogne o di pere
250 g di cioccolato fondente
- Rivestite gli stampini con la frolla
- Farciteli con uno strato di marmellata e poi uno strato di pasta di mandorle (sbriciolata o crema).
- Coprite con altra pasta frolla.
- Infornate a 180° fino a cottura
- Sciogliete il cioccolato
- Lasciate leggermente rassodare fino a farlo diventare molto denso
- Colatelo sui fruttoni
Tamara, ma se un giorno verrò dalle parti tue quante cose mi farai mangiare...? :))))
Ciao e alla Prossima.
Lo Ziopiero
Torta de Cookie de Chocolate
Vgreco51tartaleta
Voltando a morar perto do meu irmão e a conviver semanalmente com o gosto 'infantil' por sobremesas que ele tem, fui percebendo que ainda há toda uma gama de sabores de torta que eu havia, por gosto pessoal [quase sempre prefiro tortas de frutas], deixado passar. Estou falando dessas tortas que levam crocantes, coberturas, caldas, chantilly e que lembram barrinhas de chocolate das que a gente gostava quando criança, tipo Crunch, Charge, Chokito, etc. E é nessa categoria que a receita de hoje se encaixa, com recheio semelhante a uma massa de cookies bem molhadinha, pipocada com gotas de chocolate e com castanhas. E para deixar ainda mais divertida e menos 'adulta', completei a versão com creme chantilly e calda de caramelo. Opcionais, é claro, mas deliciosos!
Meu irmão adorou e, tenho que dar meu braço a torcer, eu também. Tanto que comi escondido o último pedaço que ele tinha guardado para o outro dia! rs Espero que vocês gostem :)
Autour de...Crème onctueuse au café
Vgreco51tarta
Autour de......Crème onctueuse au Café
Crème onctueuse au cafè
(da una ricetta di Christophe Michalak)
60 g di chicchi di caffé
6 g di gelatina granulare /in fogli da 2 g ( 200 Bloom)
30 g d'acqua di idratazione per la gelatina
210 g di panna al 35% di grassi
180 g di latte intero
60 g di tuorli d'uovo
105 g di zucchero di canna
9 g di Nescafé
3 g di fior di sale
180 g di cioccolato al latte
120 g di burro
scorza grattugiata di limone
(da una ricetta di Christophe Michalak)
( da una ricetta di Francesco Boccia)
400 g di burro
200 g di zucchero al velo
50 g di uova intere
2 g di fior di sale
400 g di farina debole
100 g di fecola di patate
scorza di limone grattugiata
Kosmik Kolombie ...
( da un'idea di François Daubinet)
E perchè non tentare una sorta di dessert al piatto?
Mi era avanzato anche del glaçage praliné.....mai perdere qualcosa di buono....
Stampa la ricetta
Macarons.....mes amours!
Vgreco51n
Macarons con il cappello....
Ricetta base( da una preparazione di Mercotte)
Per 40 macarons da 3.5 cm
150g di farina di mandorle150 g di zucchero a velo110 g di albumi vecchi di 2 giorni e a temperatura ambiente15 g di zucchero semolato
Per lo sciroppo:
150g di zucchero semolato50ml di acqua
Eventuali coloranti idrosolubili in polvere
Note preliminari fondamentali
1) Acquistare la farina di mandorle già macinata e scegliere quella di più fine granulometria. In ogni caso, il giorno prima dell'uso far scaldare la farina di mandorle in forno per 10 minuti alla temperatura di 150°C. Far freddare completamente e unirla allo zucchero al velo. Versare il TPT (tant pour tant= pari peso di zucchero e farina di frutta secca) in più riprese in un mixer ed azionarlo alla massima velocità per 5 secondi.Setacciare le polveri mediante l'impiego di un setaccio in acciaio a maglie finissime ed eliminare i granuli più grossolani.
2) Non farsi in casa lo zucchero al velo ma comprare quello commerciale in quanto contiene una percentuale di amido.
3) Preparare le teglie, preferibilmente microforate, disponendo sul fondo anche dei gabarit, cioè dei fogli con impresse le dimensioni delle forme dei macarons che si vogliono fare. Ciò permette di farli tutti uguali e di averli tutti regolari ottenendo un buon risultato sia in cottura che al momento della decorazione. Sopra i gabarit, ritagliare un foglio di carta bisiliconata che certamente agevolerà il distacco dei macarons dopo la cottura. Per cio' che riguarda i silpat in vendita con le sagome preformate, si ottengono ugualmente buoni risultati ma la cottura è naturalmente differente per la diversa conducibilità del calore.
4) Accertatevi che la stanza in cui state lavorando non sia carica di umidità; quindi, non cucinate nulla nel momento in cui li state preparando per evitare la presenza di vapori.
5) Inserire un termometro all'interno del forno e verificate in ogni momento della cottura che la temperatura programmata sia quella reale. Controllare se i ripiani del forno sono sistemati alla altezza corretta e che il livello sia perfetto.
6) Pesare tutti gli ingredienti prima di iniziare la lavorazione e tenere bene in ordine sul tavolo tutte le attrezzature necessarie: spatole, sac à poche, beccucci
7) Fare attenzione ai coloranti: devono essere di ottima qualità per non essere costretti ad utilizzarne grossi quantitativi per ottenere la colorazione desiderata. Devono essere idrosolubili e preferibilmente in polvere.
Preparazione dell'impasto
Setacciare la farina di mandorle con lo zucchero al velo.Versare lo zucchero semolato in una casseruola e bagnarlo con l'acqua. Far raggiungere la temperatura di 110°C. Nel contempo, mettere 55 g di albumi in una ciotola e farli leggermente montare aggiungendo progressivamente i 15 g di zucchero semolato.Quando lo sciroppo è pronto e ha raggiunto i 118°C, diminuire la velocità dell'apparecchio in cui stanno montando gli albumi e versarlo a filo sulla parete della ciotola.Fate montare fino ad avere una meringa soda e lucida ma a bec d'oiseau. Aggiungere i 55 g di albumi non montati tenuti da parte e continuate la lavorazione fino a quando si saranno amalgamati.Quando la T raggiunge i 40-50°C, aggiungete il colorante e date una brevissima rimescolata.Sostituite la frusta a fili con quella kappa.Versate in un sol colpo il TPT e date una girata a bassa velocità controllando in continuazione che si formi un nastro di impasto colante ma sostenuto.Rivestire di carta bisiliconata delle teglie per biscotti. Deporre agli angoli delle teglie un po’ di impasto in modo da far aderire perfettamente la carta ed ottenere delle forme regolari. Versare l'impasto all'interno di una sac à poche con beccuccio liscio (da 11) e deporre dei bottoncini di pasta distanziandoli in quanto il macaron tende a diventare un po' piatto.Volendo, far fare un croutage ( un'asciugatura) di circa 30 minuti ma volendo, si puo' anche omettere.Accendere il forno a 145°C .Estrarre la teglia, togliere il foglio dei macarons per evitare la continuazione della cottura e deporlo su un ripiano fino al completo raffreddamento.Staccare i dolcetti e provocare con l'indice un piccolo affossamento in modo da permettere la deposizione ottimale della farcitura.
La preparazione dei macarons richiede sempre tutta la nostra attenzione! Ma....pur attenti....può capitare che qualcosa non vada per il verso giusto.
Cosa?
Macarons sottili e distesi a "frittella"
L'impasto è stato reso troppo liquido da un eccessivo macarronage. Ci si accorge facilmente perchè già al momento di versarlo nella sac à poche tende ad uscire dal foro in modo continuo. Cosa si puo' fare? Nulla. Ricominciare da capo!Controllate i pesi della ricetta e verificate la quantità degli albumi.
Macarons sostenuti e con la puntina al centro
Impasto lavorato troppo poco. Si può risolvere rimettendolo in ciotola e con la spatola continuare il macarronage. Da ricordarsi di sbattere le teglie dal di sotto perchè molto spesso la puntina è piccolissima ed è sufficiente un leggero sbattimento delle teglie per eliminare la punta.
Controllate il forno. Le placche. Che tutto sia ad altezza uniforme. E' noto che certe placche non conducono il calore allo stesso modo per cui ricorrete alle placche microforate che sono le migliori . Spesso, si osserva una regolare collerette solo da un lato mentre sull'altro il bordo è completamente piatto: in questo caso, oltre al controllo sulle placche, verificate che i macarons siano ben distanziati cosi da permettere un'ottimale circolazione dell'aria. Infine, occhio ai tempi di croutage! Se sono troppo lunghi possono provocare anomalie nello sviluppo regolare del macaron.
E se non c'è la collerette?
La prima cosa da controllare è che la montata degli albumi sia stata eseguita correttamente. A becco d'uccello. Che gli albumi siano "vecchi" di un paio di giorni e che siano stati tolti dal frigo almeno un paio d'ore prima dell'uso. Avete usato il Silpat? La collerette è regolare ma di dimensioni inferiori e meno graziosa rispetto all'uso della carta da forno. Controllate anche il funzionamento del forno e regolatevi se è meglio usare la modalità ventilata oppure quella statica.
Puo' anche succedere che la collerette "salga" moltissimo all'inizio della cottura per poi ricadere...In questo caso, forse si è verificata una cottura troppo veloce del macaron che fa sollevare il dolcino verso l'alto mentre l'interno è ancora troppo liquido. Con successiva caduta verso il basso. Controllate che il forno non sia troppo caldo! Magari abbassate la temperatura per consentire una crescita regolare e allungate i tempi di cottura.
Il difetto piu' detestato e temuto da noi appassionati! Molti scrivono che sia dovuto ad una mancanza di croutage. Questo perchè durante il croutage la superficie del macaron diventa più dura rispetto all'internoe pertanto l'umidità resta chiusa all'interno del dolce impedendo la sua fuoriuscita. Avendo avuto ottimi risultati anche senza il croutage, io preferisco pensare che molto sia dovuto all'umidità del forno. Infatti, lo stesso Pierre Hermé scrive che occorra aprire la porticina del forno almeno 2-3 volte durante la cottura. Per non parlare del cratere centrale che può comparire in cottura: controllate il tipo di colorante che avete usato e preferite quelli in polvere! Sempre per parlare del croutage, a quanto si sottolinea, il tempo di croutage non deve essere eccessivo perchè anche questo fattore puo' contribuire alla "deflagrazione" del macaron.
Macarons incollati alla teglia
Evidentemente , il tempo di cottura è insufficiente. Fate questa prova: se al tocco delle dita i macarons tendono a spostarsi da un lato all'altro proseguite ancora la cottura. Non toglieteli dalla teglia all'uscita dal forno ma limitatevi a mettere il foglio di carta con sopra i macarons sul tavolo e poi attendete un paio di minuti in modo che si raffreddino.
Macarons vuoti all'interno
Problema di cottura e di temperatura. Il macaron ha cotto troppo velocemente . La superficie si è consolidata troppo in fretta lasciando la base ancora umida. Si forma un vuoto tra le due parti per cui a fine cottura il macaron presenterà dei problemi . E inoltre, non montate troppo fermamente gli albumi. Solo a becco d'uccello!
Macarons duri e secchi
Periodo di cottura eccessivo. Non li avete fatti riposare in frigo per almeno 24 H. Li avete dimenticati sulla placca di cottura all'uscita dal forno per cui si è allungato il tempo di cottura!
E per finire......Due righe di introduzione al cappello!
Facilissimo. Temperate del cioccolato fondente e mettetene una goccia di un 1 cm di diametro sul fondo di uno stampo a semisfere in policarbonato. Adagiate un macaron sul fondo e aspettate che il cioccolato cristallizzi.
Tutto qui!
Semla svedese
Vgreco51bollo
Ormai lo sapete che la boutique subisce il fascino indiscusso e geniale della pasticceria francese, se date un’occhiata all’indice delle ricette salta subito all’occhio che davanti alla preparazione di una mousse, di un entremets, una chantilly o una ganache non mi tiro mai indietro, eppure resto e resterò sempre incuriosita da tutto ciò che è dolce in ogni angolo del mondo. Mi piace tantissimo sbirciare nei blog stranieri dove le immagini spesso parlano molto di più di testi incomprensibili, quindi se qualcosa mi incuriosisce, google traduttore corre in mio soccorso e con qualche parola tradotta, qualche peso riproporzionato e un po’ di fantasia, mi traduco un sacco di ricettine interessanti che archivio sul mio pc.
E qualche volta le tengo in cantina per un bel po’ prima di provarle, come questa meraviglia che vi propongo oggi, e qui facciamo un salto fino in Svezia per gustare questo buonissimo dolce della tradizione scandinava.
Originariamente era nato per festeggiare degnamente il martedì grasso prima di iniziare una lunga quaresima di privazioni, oggi invece è diventato simbolo di tutto il periodo festivo compreso tra il Natale e il Carnevale. Troppo buono per gustarlo solo un giorno all’anno. Pensate che ogni anno viene eletta la pasticceria che fa la semla può buona del Paese ed è un titolo davvero conteso visto che chi se lo aggiudica sarà sicuramente presa d’assalto da tutti i golosi della città :).
La forma più comune di questo dolce è quella di piccole briochine, ripiene di panna montata e pasta di mandorle e caratterizzate da un inebriante profumo di arancia e cardamomo. Qui una versione torta , che fa ancora più festa!

- PER LA BRIOCHE
- 400 g di farina forte tipo manitoba
- 200 g di farina 00
- 80 g di burro a temperatura ambiente
- 300 ml di latte
- 25 g di lievito di birra
- 85 g di zucchero
- 1 uovo grande
- 1 cucchiaino di semi di cardamomo tritati
- La buccia grattugiata di 1 arancia
- Un pizzico di sale
- 350 ml di panna da montare
- PER LA PASTA DI MANDORLE AL 50%
- 100 g di zucchero semolato
- 100 g di mandorle in polvere
- 40 ml di acqua
- 2 gocce di estratto di mandorla amara.
- Nella ciotola della planetaria, con la foglia inserita, mettete il latte fatto riscaldare appena e il lievito sbriciolato, mescolate fino a che si è completamente sciolto poi aggiungete gli aromi, il cardamomo e la buccia di arancia. Adesso aggiungete lo zucchero, l’uovo , il sale e la farina poco alla volta. Lasciate andare la planetaria a bassa velocità per almeno una decina di minuti, poi iniziate ad aggiungere il burro morbido un po’ alla volta. Lavorate finché l’impasto non incorda, ci vorranno circa 15 minuti.
- Mettete l’impasto in una ciotola imburrata e lasciate che lieviti almeno fino al raddoppio, ci vorranno 1 o 2 ore, dipende dalla temperatura ambientale.
- Nel frattempo preparate la pasta di mandorle. Mettete l’acqua e lo zucchero in un pentolino sul fuoco e portate a bollore fino a sciogliere completamente lo zucchero, poi versatelo sulle mandorle in farina, unite l’estratto di mandorla e mescolate bene con un cucchiaio di legno. Mettete la pasta così ottenuta in un foglio di pellicola trasparente dandole una forma cilindrica e lasciate raffreddare in frigo per 1 ora circa.
- A lievitazione avvenuta riprendete l’impasto e delicatamente mettetelo all’interno di uno stampo a cerniera di 24 cm di diametro, ben imburrato. Con un la lama di un coltello ben affilato tagliate l’impasto in 8 spicchi, spennellate con del latte e infornate a 200 ° forno statico per circa 45/50 minuti, A metà cottura mettete un foglio di alluminio sulla brioche perché tende a scurire in fretta.
- Riprendete la pasta di mandorle e diluitela con 50 ml di panna liquida, a questo composto dovrete poi aggiungere un po’ di briciole della brioche cotta. Montate la panna.
- Una volta cotta, tagliate la brioche per metà orizzontalmente, poi togliete un po’ di mollica per ogni fetta ed inserite all’ interno un cucchiaio di composto alla pasta di mandorle e farcite con tanta panna montata.
- Incidete poi sulla sommità di ogni spicchio, un triangolo da cui toglierete un po’ di briciole per poi riempirlo di altra panna montata. Spolverate con zucchero a velo e servite subito.
- Potete anche optare per delle brioche monoporzione come nella tradizione originale delle semle, in questo caso la cottura sarà di circa 20 minuti.
Lavorate bene l’impasto in planetaria fino a farlo incordare, poi riponetelo a lievitare.

Imburrate una teglia rotonda da 24 cm circa e adagiate l’impasto delicatamente, fate 8 incisioni con la lama di un coltello partendo dal centro e rimettete a lievitare mentre preparate il marzapane.

A cottura ultimata riempite ogni fetta con marzapane e con la panna montata.



Frosting especial de queso crema
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Este frosting es un auténtico descubrimiento. Si algo me echa para atrás de la repostería americana es la cantidad ingente de azúcar y mantequilla que utilizan para rellenar y cubrir esas espectaculares tartas, que ellos bordan como nadie.
Nosotros, tenemos el paladar acostumbrado a preparaciones menos azucaradas, por lo que siempre andamos buscando recetas que cumplan bien la función de los frostings en lo relativo al sabor y a la textura (que se mantenga la decoración en la tarta o cupcake) pero que no pequen en exceso de dulzor y calorías.
Con este frosting creo que hemos dado un paso adelante, con eso quiero decir que, puedes preparar tu tarta de zanahorias, ( la semana que viene os la enseñaré) , cubrirla con este frosting y te queda tan rica, tan lucida y tan estable como cualquier otra. También le veo multitud de aplicaciones, en cupcakes, como relleno….
El concepto y la forma de elaborarla, partiendo de una bechamel, también la podéis ver en la receta de Buttercream de Magnolia bakery que tengo en las tarta princesa de cupcakes y también en la tarta Gravity cake de lacasitos.
Edito para hacer constar dos cosas que considero importantes:
1.- Se puede hacer de cualquier sabor, no solamente de queso-crema. He probado con chocolate blanco fondant derretido y frío y queda muy bueno. Por lo tanto, también se podrá hacer también con chocolate negro o con chocolate con leche.
2.- He probado a hacerlo de otra forma (en vez de mezclar los dos tipos de harina con la leche fría y desleirla hasta que no queden grumos) lo que he hecho ha sido calentar en el cazo unos 35 gr. de mantequilla y cuando está totalmente líquida, he echado la harina corriente (35 gr) y la he cocinado un poco para que no sepa a harina la mezcla. Luego le he vertido la mezcla de leche-maizena y seguido el azúcar… el resto he continuado como pongo en la receta.
De esta forma, creo que queda mejor la crema, ya que si no “quemamos” la harina en la grasa (mantequilla) hay que estar trabajando la crema bastante tiempo para quitar el saborcillo a harina cruda. De esta forma, lo solucionamos sin pega ninguna.
FROSTING ESPECIAL DE QUESO
- 35 gr. de harina corriente
- 45 gr. de harina de maíz (Maizena)
- 375 ml. de leche
- 1 cucharadita de extracto de vainilla
- 125 gr. de mantequilla
- 250 gr. de queso philadelphia
- 75 gr. de azúcar glas (opcional)
- 1 cucharadita de zumo de limón (opcional)
- 100 gr. de azúcar normal
ELABORACIÓN:
Mezclamos la harina y la maicena, la disolvemos en la leche fría, mezclando bien con unas varillas hasta que no quede ningún grumo.
Ponemos la mezcla de leche y harinas en un cazo al fuego suave y añadimos el azúcar normal, removemos constantemente hasta que espese como si se tratase de una bechamel.
Una vez que tenemos la textura adecuada, dejamos enfriar totalmente, cubriendo la parte superior con un plástico film para que no se cree una capa por el contacto con el aire.
Una vez totalmente frío, pasamos la bechamel a la Kitchen Aid y con el accesorio de pala comenzamos a batir la crema a velocidad media. Añadimos el extracto de vainilla y el zumo de limón (en caso de utilizarlo).
Tendremos la mantequilla cortada a trocitos y a temperatura ambiente, se la vamos incorporando a la crema bechamel, poco a poco, para que se integre en la crema. En este paso, conviene no precipitarse e ir echando la mantequilla a poquitos, dándole tiempo a la crema para que vaya incorporando toda la mantequilla.
Hacemos lo mismo con el queso philadelphia, se lo vamos echando poco a poco. Paramos de batir cuando veamos que adquiere la textura adecuada, cuando vemos una crema suave, aterciopelada y firme.
***Probamos el frosting, si nos parece que no está lo suficientemente dulce, le podéis añadir el azúcar glas, también poco a poco. Si veis que está suficientemente dulce, no se lo pongáis.
***Esta receta se la ví a Bea, del blog “elrincóndeBea”
Pannacotta Coconut Tart
Vgreco51tarta
Io amo il latte di cocco, amo la sua cremosità, la sua consistenza pannosa e avvolgente..adoro utilizzarlo nei dolci perchè è un latte grasso e ben sostituisce altri grassi nei dolci. Ma più di tutto adoro usarlo per dessert al cucchiaio. Tempo fa avevo fatto questa coppa cremosa con una specie di pannacotta al tè macha e mi era piaciuta tantissimo! Quindi perchè non abbinarla ad una torta? Così è nata questa Pannacotta Coconut Tart ovvero crostata di pannacotta al cocco arricchita con fragole e cioccolato..perchè sennò che gusto c’è?!
L’idea iniziale che mi era venuta era di creare una base con biscotti secchi e burro di cocco o burro vegetale fatto in casa, simile ad una classica base per cheesecake. Ma aimè ho dovuto fare i conti con l’assenza dei biscotti secchi nella dispensa..ero pronta a farmeli e trasformarli in base per questa torta ma la fretta di assaggiarla ha avuto la meglio e così ho optato per una base di frolla in cui ho sostituito 10g di farina con la stessa quantità di cacao in polvere. Trovate la ricetta della pasta frolla qui.

Se provate questa ricetta (sia con base di frolla che con base tipo cheesecake) mi farebbe molto piacere che mi taggaste o usaste l’hastag #ilpandizenzeroblog.

Ingredienti per una torta di 20cm di diametro:
400ml di latte di cocco in lattina
30g di maizena
50g di sciroppo d’acero o altro dolcificante liquido
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
2 cucchiai di acqua
Fragole q.b.
Cioccolato fondente fuso q.b.

Procedimento:
Una volta preparata la base, che sia guscio di frolla raffreddato oppure base per cheesecake, preparate la pannacotta.
In un pentolino versate la maizena e poco per volta il latte, mescolando bene con una frusta a mano per evitare la formazione di grumi.
Per questa ricetta dovrete utilizzare un latte di cocco in lattina, reperibile facilmente in negozi etnici o biologici, che abbia almeno 17-20g di grassi per 100g di prodotto così sarete sicuri di ottenere una crema soda e vellutata.
Una volta aggiunto tutto il latte, unite l’essenza di vaniglia e lo sciroppo d’acero. Ponete su fuoco medio-basso, mescolando continuamente, finchè la crema si addensa.
Ci vorranno circa 8-10 minuti.
Nel frattempo in una ciotola sciogliete il cacao amaro nei due cucchiai di acqua.
Quando la crema sarà pronta, toglietela dal fuoco e dividetela in due parti. Una la verserete nella ciotola con il cacao, mescolando per far incorporare il tutto.
Versate la crema al cacao sulla base che avevate preparato precedentemente e aspettate qualche secondo prima di versare sopra, molto delicatamente, la crema bianca.
Livellate bene e mettete in frigorifero per almeno 4-5 ore, se volete velocizzare i tempi potete riporre in freezer per circa 2 ore.
Quando la pannacotta si sarà solidificata potete procedere decorando a piacere con fragole fresche e cioccolato fuso.

La crostata con pannacotta al cocco si conserva in frigorifero per un massimo di due giorni.


Zuccotto alle fragole
Vgreco51semifreddo
Adoro le fragole… appena cominciano a sbucare sui banchi della frutta non resisto e ne compro sempre tantissime! Giorni fa ho comprato una bella cassetta, erano davvero belle, rosse e succose e la prima cosa che ho pensato è… bisogna farci un bel dolce! Ed eccolo qui, oggi vi presento questo zuccotto alle fragole che volevo fare da tantissimo e aspettavo solo la primavera e con essa tutti i sui bei frutti per realizzare questo dolce che adoro alla follia.
La base è un pan di spagna soffice bagnato con Strega che racchiude un ripieno di tanta crema diplomatica e fragole. Un dolce profumato, d’effetto, primaverile che vi farà fare un figurone se avete un pranzo o una cena importante, come torta di festa di compleanno, come dolcetto per una serata in compagnia.
E’ un dolce apparentemente laborioso che richiede più tempo soprattutto per preparare la base e per i tempi di riposo ma come vi consiglio sempre, basta dividersi tutte le varie preparazioni in più step e risulterà molto più facile e veloce. Preparate il pan di spagna anche giorni prima, richiudetelo per bene per non farlo seccare, la crema diplomatica anche la sera prima ed il giorno dopo basterà soltanto assemblare lo zuccotto. Non vi resta che provarlo… seguite la mia ricetta e le foto dei passo passo dei passaggi fondamentali che trovate in fondo al post e fatemi sapere com’è andata… a casa mia va sempre a ruba 
Zuccotto alle fragole
Ingredienti per un pan di spagna da 24 cm di diametro
- 5 uova medie ( peso circa 55 g)
- 130 g di farina 00
- 30 g di fecola di patate ( sostituibile con pari farina 00)
- 150 g di zucchero semolato
- buccia grattugiata di arancia, limone o vaniglia
N.b Se andate di fretta o avete poco feeling con il pan di spagna potete omettere questo passaggio ed usare i savoiardi.
Ingredienti per la crema diplomatica
- 450 ml di latte intero
- 4 tuorli medi
- 40 g di amido di mais
- 120 g di zucchero semolato
- vaniglia o bucce di limone
- + 250-300 g di panna fresca
- + 300 g circa di fragole per il ripieno
- 200 g di cioccolato bianco per la copertura
Ingredienti per la bagna al liquore
- 200 ml di acqua
- 2-3 cucchiai di zucchero semolato
- 50 ml di liquore Strega ( o liquore a scelta)
Il procedimento per il pan di spagna lo trovate qui
- Dopo aver preparato il pan di spagna, fatelo riposare almeno per 8 ore ben chiuso, io vi consiglio sempre di prepararlo il giorno prima così sarà più facile tagliarlo.
- Tagliate le fragole a pezzetti, irroratele con il succo di limone, zucchero quanto basta ( in base a quanto le preferite dolci) ed un po’ di liquore ( a discrezione) io Strega. Mettete in frigorifero fino a quando non rilasciano un po’ del loro succo.
- Nel frattempo preparate la crema diplomatica
Il procedimento per la crema diplomatica lo trovate qui
Dopo aver preparato tutte le basi, è arrivato il momento di assemblare lo zuccotto alle fragole.
- Tagliate il pan di spagna in fette spesse che serviranno per ricoprire tutte la base dello zuccotto.
- Foderate con una pellicola trasparente, uno stampo da zuccotto da circa 22 cm di diametro. Cercate di far fuoriuscire la pellicola in modo da facilitarne l’estrazione finale.
- Iniziate a ricoprite di pan di spagna tutto il fondo ed i bordi, ricordatevi che vi servirà anche per la superficie. Inzuppate per bene il pan di spagna. Aggiungete la crema diplomatica al centro, le fragole, altra crema diplomatica ed altre fragole.
- Richiudete il tutto con altre fette di pan di spagna, inzuppatelo per bene, pressate un po’ con le mani.
- E richiudete con pellicola.
- Fate riposare lo zuccotto alle fragole in frigorifero per una notte intera o a riposare per almeno 8-9 ore.
- Trascorso il tempo di riposo, basterà sformarlo eliminando la pellicola superiore, capovolgerlo su di un piatto da portata ed eliminare tutta l’altra pellicola.
Per la copertura al cioccolato bianco
- Sciogliete a bagnomaria il cioccolato bianco, mescolando per farlo sciogliere completamente.
- Versate il cioccolato bianco sulla superficie.
- Aggiungete delle fragole sulla superficie e lo zuccotto alle fragole è pronto per essere servito.
- Conservate lo zuccotto alle fragole in frigorifero per coperto e consumare entro massimo due giorni.
Fonte: Zuccotto alle fragole
Cheesecake bicolore al cioccolato
Vgreco51tarta
Quanto adoro le cheesecake, al forno, senza cottura, in tutte i modi possibili e immaginabili, non smetterei mai di mangiarle! Avevo una voglia matta di prepararne una da giorni e complice la febbre che mi ha accompagnato per tutta la settimana, ci sono riuscita! Insomma me la sono meritata no? 
Quella che vi presento oggi è una cheesecake bicolore, con tanto cioccolato nel ripieno, cotta al forno ma davvero facile da preparare. E’ perfetta se avete del cioccolato delle uova di Pasqua da consumare, volete festeggiare un’occasione importante, volete stupire chi volete bene e perchè no anche come piccolo peccato di gola da commettere rigorosamente in compagnia
Prepararla è davvero facile, ma dovete giocare d’anticipo facendola riposare il più possibile, perchè la cheesecake più riposa e più è buona! Amanti quindi dell’american style… mettetevi all’opera e fatemi sapere com’è andata!
Cheesecake bicolore
Ingredienti per la base biscotto
- 250 g di biscotti secchi al cioccolato ( quelli che preferite)
- 130 g di burro
- 1 cucchiaio di zucchero di canna
Ingredienti per il ripieno delle cheesecake bicolore
- 500 g di Philadelphia
- 160 g di ricotta comune da banco
- 160 ml di panna fresca
- 3 uova medie
- 120 g di zucchero semolato ( potete aumentare o diminuire la dose)
- qualche goccia di limone
- 1 cucchiaino raso di amido di mais
- 1 cucchiaino di estratto di vaniglia ( o aroma vaniglia)
- cioccolato fondente o al latte circa 200 g
Procedimento per la base biscotto
- Tritare i biscotti in un mixer.
- Sciogliere il burro in un pentolino, farlo leggermente raffreddare , aggiungete il burro ai biscotti e lo zucchero di canna e amalgamate per bene il tutto.
- Rivestite uno stampo da 22-24 cm di diametro a cerchio apribile con della carta forno. Ritagliate anche delle strisce per il cerchio. Versate il composto di biscotti sbriciolati e compattate bene la base ed anche un po’ i bordi con il dorso di un cucchiaio. Riponete in frigorifero per 30 minuti oppure in freezer per 10 minuti.
Procedimento per la cheesecake bicolore
- Tritate il cioccolato e fatelo sciogliere a bagnomaria. Quando è sciolto spegnete e fate raffreddare.
- Aggiungete in una ciotola il formaggio Philadelphia, lo zucchero, la ricotta che avete precedentemente ammorbidito con un cucchiaio e mescolate con una frusta a mano o con lo sbattitore elettrico a velocità minima.
- Aggiungete l’amido di mais continuando sempre a mescolare.
- Unite un uovo alla volta, continuando a mescolare con la frusta, unite la panna fresca e aggiungete il limone e la vaniglia.
- Create un composto omogeneo e privo di grumi.
- Il ripieno è pronto, versatelo sulla base biscotto, aggiungete a cucchiaiate il cioccolato fuso e mescolate leggermente con una forchetta.
- Infornate a 160°-170° per circa 50- 60 minuti. Se dovesse scurirsi troppo la superficie durante la cottura coprite con carta d’alluminio. Non proseguite troppo la cottura altrimenti si asciuga troppo
- Trascorso il tempo di cottura, anche se vi sembrerà leggermente tremolante al centro, aprite leggermente il forno e fate uscire il vapore. Lasciate la cheesecake a riposo con lo sportello aperto per circa 30 minuti.
- Estraete poi la cheesecake dal forno e fate completamente raffreddare. Trasferite la cheesecake bicolore in frigorifero ben coperta e fate riposare per almeno due-tre ore. La cheesecake più riposa e più sarà buona.
- Al momento di servirla, estraetela 10 minuti prima dal frigorifero ed aggiungete cioccolato fuso, Nutella o crema spalmabile che preferite ed è pronta per essere gustata
- Conservate la cheesecake bicolore in frigorifero ben chiusa per massimo due giorni.
Torta delle rose salata con ripieno di spinaci e parmigiano
Vgreco51salado
La torta delle rose è il dolce della mia infanzia e dei ricordi, per questo la amo molto.
Si tratta un dolce tipico del mantovano, ma molto diffuso nel veronese, è un delizioso lievitato, molto soffice, farcito con un ripieno di burro e zucchero.
Viene preparato in molte varianti, qui la versione con crema pasticcera; quella che propongo oggi è una versione salata, leggera perché priva di burro e uova e molto saporita grazie alla presenza del parmigiano.
La torta delle rose salata può essere farcita a piacere con gli ingredienti che preferiamo, prosciutto, formaggio, verdure ecc, io ho utilizzato semplicemente spinaci ripassati in padella e tanto parmigiano.


Per renderla più golosa ho aggiunto un topping cremoso a base di formaggio spalmabile e latte, creando una sorta di effetto glassa dei dolci.

- 500 g di farina 0
- 100 ml di acqua
- 200 ml di latte parzialmente scremato
- 1 cucchiaio raso di sale
- 12 g di lievito di birra fresco o 4 di quello secco
- 6 cucchiai di olio extravergine d'oliva
- 1 cucchiaino di zucchero
-
per il ripieno
- 500 g di spinaci
- 1 spicchio d'aglio
- 2 cucchiai d'olio extravergine
- sale qb
- 80 g di Parmigiano Reggiano
-
per il topping
- 100 g di formaggio fresco spalmabile
- latte qb
- Sciogliete il lievito nell'acqua leggermente intiepidita con un cucchiaino di zucchero e aggiungetelo alla farina setacciata nella ciotola della planetaria, impastando a bassa velocità, unite anche il latte, anch'esso intiepidito.
- Aggiungete l'olio ed infine il sale.
- Dopo aver ottenuto un composto liscio ed omogeneo ponetelo a lievitare nella ciotola della planetaria coperta con con la pellicola trasparente nel forno spento ma precedentemente intiepidito (l’ho lasciato scaldare per qualche minuto alla temperatura di 50°C, quindi all’interno del forno c’erano circa 30°C).
- Per creare un ambiente umido adatto alla lievitazione aggiungete una ciotolina piena d'acqua bollente all'interno del forno.
- Lasciate lievitare sino a quando l'impasta sarà quasi triplicato.
- Nel frattempo preparate gli spinaci.
- Lavateli e scottateli per pochi minuti in acqua bollente.
- Una volta cotti scolateli e strizzateli bene.
- Ripassateli in padella con olio ed uno spicchio d'aglio.
- Una volta che l’impasto è lievitato stendetelo col matterello su di un piano pulito ed infarinato in modo da ottenere un grande rettangolo (circa 35x55 cm) spesso pochi millimetri.
- Versatevi sopra gli spinaci raffreddati ed il parmigiano grattugiato e formate un rotolone procedendo sul lato più lungo.
- Tagliate ciascun rotolo in 8 pezzi, alti circa 7 cm, sigillateli sul fondo per impedire al ripieno di fuoriuscire durante la cottura e disponeteli su di una tortiera da 24 cm, ricoperta di carta forno.
- Tra una rosa e l’altra lasciate circa un paio di cm di spazio e fate lievitare, sempre nel forno spento, sino al raddoppio del volume, non preoccupatevi se le rose non sono ancora attaccate l’una all’altra perché la torta cresce anche durante la cottura.
- Infine cuocete la torta delle rose salata nel forno preriscaldato a 180°C per circa 50 minuti, gli ultimi 25 minuti coprite con alluminio se la torta dovesse prendere troppo colore in superficie, fate la prova stecchino in un punto dove non c’è il ripieno e sfornate.
- Attendete 10 minuti e poi sformate la torta delle rose salata su di una gratella.
- Per la realizzazione del topping mescolate energicamente in una scodella il formaggio con poco latte sino ad ottenere la consistenza desiderata.
- Versate la crema di formaggio sulla torta delle rose raffreddata in modo da ottenere l'effetto glassa.

La torta delle rose salata è ottima anche consumata ancora tiepida.
Se la volete utilizzarla per un buffet o portarla ad un picnic e desiderate preparala in anticipo, tenete conto che conservata coperta si mantiene soffice anche il giorno dopo, ma consiglio, se non viene mangiata subito, di aggiungere il topping solo prima di servirla.

Pesto di asparagi e basilico
Vgreco51salado
Il pesto di asparagi e basilico è un condimento fresco e gustoso da preparare in pochissimo tempo.
Gli asparagi vengono utilizzati a crudo ed amalgamati al basilico, ai semi di zucca ed al Parmigiano Reggiano. Si ottiene in questo modo una salsa omogenea e cremosa da utilizzare per condire primi piatti a base di pasta.
In questa ricetta ho utilizzato il pesto di asparagi per condire gli spaghetti alla chitarra Garofalo ottenuti dalla farina di semola di grano duro integrale.
Il sapore ricco del pesto è un ottimo condimento che valorizza il sapore rustico della pasta integrale.

- 200 gr di asparagi verdi
- 20 gr di basilico
- 40 gr di semi di zucca non salati
- 50 gr di Parmigiano Reggiano
- 2/3 bacche di pepe rosa
- 1 cucchiaio di succo di limone
- La scorza grattugiata di 1 limone non trattato
- 50 gr di olio evo
- Sale
- 240 gr di Spaghetti alla chitarra Garofalo
- Fate tostare i semi di zucca in una padella anti aderente per circa 3-4 minuti. Toglieteli dalla padella e fateli completamente raffreddare.
- Lavate ed asciugate gli asparagi. Eliminate l’estremità legnosa e più dura e con l’aiuto di un pela patate eliminate anche la parte esterna dell’asparago. Tagliate l’asparago a piccoli tocchetti e metteteli nel robot da cucina.
- Aggiungete i semi di zucca fatti precedentemente tostare, il Parmigiano Reggiano, le bacche di pepe rosa, la scorza grattugiata di un limone non trattato, un cucchiaio di succo di limone, l’olio evo ed un pizzico di sale. Azionate il robot fino a ridurre in purea tutti gli ingredienti. Se necessario, regolare di sale o aggiungere altro olio in modo da ottenere una salsa cremosa.
- Fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Scolatela al dente tenendo da parte un bicchiere di acqua di cottura. Condite gli spaghetti alla chitarra utilizzando il pesto di asparagi e, se necessario, aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura in modo da amalgamare completamente il condimento alla pasta.



Baci di dama
Vgreco51galleta
I baci di dama sono sicuramente uno dei dolci più romantici e sensuali della nostra pasticceria: due biscottini che sembrano baciarsi uniti da una goccia di cioccolato fondente.
I baci di dama sono originari di Tortona in Piemonte, dove si narra che, sul finire del diciannovesimo secolo, Vittorio Emanuele II chiese al pasticcere di casa Savoia di creare un dolce che esaltasse il sapore delle pregiate nocciole piemontesi. L’artigiano, pensando alla sua amata, si mise subito all’opera e inventò così un biscotto profumato e scioglievole, proprio come il bacio di una dama al proprio cavaliere.

- 100 g di farina di nocciole
- 100 g di farina 00 Molino Spadoni
- 100 g di zucchero Eridania
- 80 g di burro
- estratto di vaniglia
- 100 g di cioccolato fondente Zaini
- Versate in una ciotola capiente tutti gli ingredienti e lavorate l'impasto con le mani fino ad ottenere una palla compatta.
- Fate riposare in frigo per almeno due ore.
- Riprendete l'impasto e formate delle piccole palline non più grandi di una ciliegia perchè in cottura si allargheranno.
- Disponete le palline su una placca precedentemente ricoperta con carta da forno ed infornate i baci per circa 20 minuti a 170 gradi.
- A cottura ultimata togliete i biscotti dal forno e lasciateli raffreddare posandoli su una gratella.
- Nel frattempo sciogliete il cioccolato a bagnomaria.
- Quando i biscotti saranno freddi, prendetene uno e sulla parte liscia mettete un cucchiaino di cioccolato, unite l'altro biscotto e fate raffreddare.
- Con questa dose otterrete circa 20 baci di dama.
- Per una versione adatta ai celiaci potete sostituire la farina 00 con la stessa quantità di farina di riso.
- I biscotti si conservano bene 4/5 giorni chiusi in una scatola di latta.
Volendo potete congelare l’impasto già diviso in tante palline, poi vi basterà scongelarle e cuocerle per 15 minuti in forno preriscaldato.
Servite i biscottini insieme ad un buon tè con le amiche o come dolce dopocena a tutta la famiglia.

Non rinunciate al piacere di assaporare questi biscotti speciali, provateli subito!
Brezel
Vgreco51pan
Se almeno una volta nella vostra vita siete stati ai mercatini di Natale in Germania o in Alto Adige, avrete sicuramente assaggiato i brezel. Il brezel, chiamato anche brezn, pretzen o pretzel, è il caratteristico pane di origine alsaziana, simbolo del cibo di strada dei Paesi di lingua tedesca e dell’Alto Adige dalla forma annodata e dall’inconfondibile sapore.
I brezel devono la loro forma caratteristica a dei monaci francesi che nel 600 li davano come premio ai ragazzi che riuscivano a imparare a memoria alcuni versi della Bibbia. Pretzel deriverebbe infatti dal latino pretiola, che significa appunto “ricompensa”. La loro forma ricorderebbe le braccia incrociate dei bambini in atteggiamento di preghiera e i tre caratteristici buchi starebbero a indicare la Trinità.

La ricetta originale prevede che il brezel venga sottoposto a doppia cottura: prima immergendolo per qualche secondo in una soluzione a base di acqua bollente e soda caustica e poi cotto in forno. Se non siete dei chimici e non volete rischiare un’esplosione in cucina, potete tranquillamente sostituire la soda caustica con del comune bicarbonato come ho fatto io. Vi raccomando solo di non esagerare con le dosi perchè altrimenti otterrete dei brezel dal sapore amaro.
- 500 g di farina di tipo 0 Molino Spadoni
- 250 ml di acqua
- 12 g lievito di birra
- 10 g di sale
- 1/2 cucchiaio di zucchero
- sale grosso per la superficie
- 4 litri di acqua
- 50 g di bicarbonato
- Sciogliete il lievito in due dita di acqua tiepida insieme allo zucchero.
- In una ciotola o nella planetaria versate la farina, il lievito sciolto, l'acqua e il sale.
- Impastate con cura per una decina di minuti fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
- Formate quindi una palla e fate riposare coperto per qualche ora.
- A lievitazione completata procedete ritagliando l'impasto in 12 palline.
- Prendete una pallina e allungatela facendola roteare tra le mani fino ad ottenere una forma di cordoncino della lunghezza di 50 cm circa, lasciando le estremità più strette rispetto al centro.
- Piegate le due estremità verso il basso e incrociatele tra loro ripiegandole sul bordo.
- Ripetete l'operazione per tutte le palline fino ad ottenere 12 brezel.
- Nel frattempo mettete a bollire quattro litri d'acqua, e quando avrà raggiunto il bollore, aggiungete 3 cucchiai di bicarbonato e con l'aiuto di una schiumarola immergete, uno alla volta, i bretzel per una trentina di secondi.
- Al termine scolateli con cura e poneteli sulla teglia con della carta da forno e cospargeteli di sale grosso senza esagerare e cercando di metterlo soprattutto nella parte centrale.
- Infornate a 180° per 25 minuti e sfornate quando saranno diventati bruni.
- Non conservate i brezel in un sacchetto perchè tendono a diventare molli a causa dell'azione del sale, appendeteli piuttosto a un filo e lasciateli seccare.


Il brezel si mangia solitamente accompagnato da senape dolce e dal classico weißwurst, un würstel bianco di carne, ma è ottimo anche da solo o con un buon boccale di birra.


In giro ci sono diverse ricette dei bretzel, dolci o salati, sottili e secchi, oppure più spessi e morbidi, io vi riporto una ricetta di famiglia adattabile sia per brezel più sottili che per quelli più spessi. Per ottenere dei brezel più spessi come quelli della foto qui sotto vi basterà dividere l’impasto in 8 palline, anzichè in 12, e assottigliare di più le estremità del cordoncino, lasciando più impasto al centro.














































































































